Piano Urbanistico Comunale di Aidomaggiore (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Aidomaggiore

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.33 del 1999-09-30
A
Centro Storico
A1
Centro Storico Rurale
B
Zone di Completamento B
C
Zone di Espansione C
D
Piano Insediamenti Produttivi
D1
Zona Artigianale Commerciale
E1
Produzione agricola tipica e specializzata
E2
Aree di primaria importanza per la funzione agricola-produttiva
E3
Aree agricole estremamente frazionate,utilizzabili per scopi agricoli, attività produttive agricole e/o zootecniche
E5
Aree marginali per l’attività agricola
F
Zona Turistica
G
Zona di Interesse Generale
H1
Zona di Rispetto Cimiteriale
H2
Zona di Rispetto Stradale
H3
Zona di Rispetto Archeologica
H4
Zona di rispetto Idrogeologico
PIANO DI RECUPERO
PIANO DI RECUPERO
S1
Spazi culturali
S2
Attrezzature Comuni
S3
Verde Pubblico
S4
Parcheggi
Nuovo Invaso
Nuovo Invaso

Articolo: 1 - PREMESSA

p>       Inattesa  della  definizione  delle  direttive,  dei  vincoli  regionali  e degli  schemi  di assetto del territorio di cui all'art. 5 della L.R. n.45/89,  le presenti norme di attuazione sono state redatte secondo ledisposizioni del decreto dell'Assessore Regionale dell'Urbanistica del20.12.1983, n. 2266/U.

       In baseall'art. 2 di tale decreto il Comune di Aidomaggiore è della classe  IVe le zone territoriali omogenee individuate, ai sensi dell'art. 3, sono le zoneA - A1, B,C, D - D1,E1 - E2 - E3 - E5,F, G, H1, H2,H3,H4e le zone per gli standards urbanistici S, suddivisi in S1 - S2 -S3 ed S4, rispettivamente indicanti: le aree per l'istruzione,per attrezzature d'interesse comune, per spazi pubblici attrezzati a verde, o per il gioco, o per lo sport e le aree per i parcheggi.

        E’interessato al Piano Urbanistico Comunale l’intero territorio di competenzadell’Amministrazione comunale di Aidomaggiore, individuato nella cartografiaallegata ed in particolare nella corografia (scala 1:25.000).

        Laindividuazione delle zone territoriali omogenee (riportate nella cartografiaallegata) è stata effettuata rispettando, soprattutto per le zoneresidenziali, le perimetrazioni tecniche aggiornate del precedente Programma diFabbricazione e tenendo conto, per la definizione delle Zone interessate daprocessi di futuro sviluppo economico, della proiezione delle reali necessitàdella popolazione, oltre che di una razionale utilizzazione delle risorse, dopoaverne verificato la compatibilità.

Articolo: 2 - ZONETERRITORIALI OMOGENEE: A1

       E' stataindividuata la Zona A (Centro Storico) del nucleo abitato diAidomaggiore, comprendendo ambiti già individuati dal catasto sardo-piemontese(meglio noto come catasto “De Candia”) del 1872 (che si allega in copia -ALLEGATO A), specificando che l’originale è custodito presso ilMunicipio di Aidomaggiore.

        In talmodo sono state comprese, all'interno della perimetrazione, la maggior partedelle  case  risultanti dal censimento effettuato nel 1866.

        Sonoinotre state individuate le ZONE A1  di Santa Maria, SantaBarbara e Santa Grec, che, per la loro specifica unità, hanno un valoreuniversale eccezionale dal punto di vista della storia, dell’arte e dellascienza (art. 1 L. 06 aprile 1977, n. 184).

Interventiconsentiti.

        Sonoammessi lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, opere di ripristino,di restauro, di conservazione e di demolizione delle sovrastrutture di  epocasuccessiva a quella originaria.

        Per gli interventi di demolizione, di nuovecostruzioni, di sopraelevazione e di ampliamento è necessario che le operesiano conformi al Piano Particolareggiato di attuazione.

       All’interno della ZONA A è possibile intervenire in attuazione di programmi di recuperourbano mediante apposito Piano di recupero su aree individuate in baseall’art. 1 del D.M. 01 dicembre 1994, oppure in aree già individuate dalP.U.C..

Attivitàammesse.

       Ledestinazioni d'uso ammesse per la ZONA A sono: residenze, posti macchinacoperti, cantine e locali tipici di servizio all’attività agro-pastorale,uffici, negozi ed attività artigianali non moleste e/o non nocive. Per le ZONEA1  sono ammesse esclusivamente le residenze tipiche stagionali (“muristenes”)ed edifici di servizio non residenziali.

Obbligo delpiano attuativo.

      L’edificazione potrà essere consentita soltanto dopo l’approvazione del Pianoattuativo sia del Centro storico (ZONA A) che di ciascuna borgata (ZONE A1).

      Perampliamenti, ristrutturazioni e nuove costruzioni la concessione edilizia deveessere conforme al piano attuativo.

      E'consentito in variante ad un piano attuativo vigente, proporre piani attuativi(in variante) estesi almeno ad un intero isolato. Sono ammessi convenzionamentistralcio sempre che siano previsti nel piano attuativo.

      Il pianodeve verificare il grado di ambientamento ed armonizzazione delle nuovestrutture con l'ambito interessato e con quelli adiacenti.

      Al pianoattuativo deve essere allegato un computo dei costi dal quale desumere l'onereda applicare al destinatario per metro cubo edificabile, in relazione alleopere di urbanizzazione primaria, secondaria e per altre necessità.

Parametriurbanistici.

       Il P.P.di attuazione deve prevedere la sistemazione dei volumi esistenti e glieventuali ampliamenti in armonia con l'ambiente preesistente, curandone lascelta dei materiali da utilizzare, le tipologie ed i particolariarchitettonici, nonché determinare gli indici, le altezze e le distanze everificare gli standards urbanistici.

      Per laZONA A, le verificazioni sugli standars urbanistici relativi (nella misuraminima di 12 mq per abitante) sono state fatte dal presente Piano, avendoindividuato, in prevalenza, le specifiche Zone per i servizi (S) nelle piùimmediate vicinanze possibili.

       Leborgate di S. Maria, S. Barbara e S. Greca sono state classificate quali ZoneA1. Per tali borgate gli standards saranno determinati insede di piano attuativo in funzione, soprattutto, del loro utilizzo stagionale.

     I limiti di densità edilizia per la Zona Ascaturiscono dalla analisi dell'esistente, giacchè gli edifici devonoconservare la struttura originaria od essere costruiti, od ampliati, conanaloghe caratteristiche a quelle tipologicamente individuate.

    Il parametro base deriva quindi da uno studiospecifico di isolato campione, in prevalenza a tipologia edilizia tradizionale,attuato in ottemperanza alla Circolare Ass. EE.LL.F.U. 20 marzo 1978, n. 2-A.

     Poiché dall'analisi degli isolati attualirisulta che il volume edificato raggiunge il seguente rapporto:

            - volume specifico per residenze:51%;

            - volume accessorio per uso agricoloe simili: 49%;

considerando il numero degli abitanti residenti,si è ottenuto un parametro di 207 mc/ab. Valore abbastanza conforme a quello dialtri centri sardi, a caratteristiche tipologiche similari.

    Pertanto nelle nuove costruzioni, nellericostruzioni a seguito di demolizione e negli ampliamenti in ZONA A, quandosiano ammessi in sede di Piano attuativo, l'indice fondiario non può superarequello medio della Zona.

     Per gli interventi di risanamentoconservativo, la densità fondiaria e la cubatura non devono superare quellepreesistenti.

          Per specifica caratteristica di Zona,tutti gli interventi dovranno rispettare e conservare la destinazione deiparametri volumetrici massimi riscontrati. Per cui, ciascun edificio abitabiledovrà essere incluso per le volumetrie, nei precedenti limiti riscontrati: 51%residenziale, 49% per servizi connessi con l'abitazione. L'indicevolumetrico residenziale non deve, in ogni caso, superare i 200 mc ad abitante.

Prescrizioni.

      Lacopertura dei fabbricati deve essere a falde inclinate con manto di tegole incoppi. E' vietato l'uso dell'alluminio anodizzato a vista, del cemento amianto,dei materiali sintetici evidenti e di ogni altro materiale che non sia similaread uno di quelli utilizzati originariamente.

      Le unitàabitative esistenti che abbiano, in tutto od in parte, caratteristichecostruttive tipiche dei diversi periodi storici vissuti dal Centro Storico,dovranno essere, in caso di intervento, opportunamente studiati per il totale oparziale recupero. In particolare le riquadrature dei vani luce (porte efinestre) del periodo aragonese dovranno essere rigorosamente protette esalvaguardate.

       Gliedifici che abbiano requisiti specifici di conservazione delle modalitàcostruttive del loro periodo originario (con particolare riguardo agli interni)dovranno essere sottoposti, prima dell’approvazione del Pianoparticolareggiato, al parere della competente Soprintendenza per i beniambientali, architettonici, artistici e storici, per l’eventuale apposizionedel vincolo di legge.

Articolo: 3 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: B

       Sono lesub-zone già, in prevalenza, edificate al contorno della zona A, il cuiindice territoriale è superiore a 0,50 mc/mq

      Rispettoal precedente programma di fabbricazione, le Zone B previste dal PianoUrbanistico risultano di estensione inferiore, mancando nel computodelle aree le nuove zone riclassificate A, nonché alcune zone riperimetrate infunzione della necessaria verifica.

        Le sub-zoneB si riferiscono agli isolati del centrourbano ormai quasi completamente edificati, situati nell’immediate adiacenzedel Centro Storico, definiti da una tessitura viaria  spesso mossa edirregolare, dotati di tutti i servizi primari e nei quali esiste un'edilizia(in prevalenza unifamiliare in linea od isolata nel lotto) sviluppata talora adiversi piani. Le unità abitative unifamiliari sono sempre accompagnate dalocali di servizio connessi sia all'abitazione (legnaia, cantinola, forno,etc.), sia all'attività del proprietario ( posto macchina anche per trattore,ricovero attrezzi, etc.). Per cui l'unità abitativa tipica della zona comprendein genere (come per la Zona A) una volumetria del solo 50 % per la residenza,mentre il restante riguarda attività connesse.

        In caso dinuova costruzione o di demolizione-ricostruzione, all'interno del lottodovranno essere reperiti gli spazi previsti dalla vigente normativa per lasosta privata.

Interventi consentiti

      Sonoconsentiti, demolizioni, nuove costruzioni, ampliamenti, sopraelevazioni,ristrutturazioni, restauri e lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Attivitàammesse

     Nelle sub-zone B sono ammesse le destinazioniper abitazione, posti macchina coperti, locali di servizio tipici per ildeposito di attrezzatura agro-pastorale, cantinole, alberghi, uffici, negozi.

 Altezza massima:  7,00 metri a monte e 10,00metri a valle

     In presenza di piano attuativo le altezze sonoquelle determinate dal piano.

 Superficie minima del lotto:

                   per  edificiin linea e a schiera          mq      200

                   per  edificiisolati                             mq      300

        In casodi costruzione di posti macchina coperti, anche isolati, necessari persoddisfare le esigenze funzionali e/o di legge di unità edificate, oedificabili, situate nelle vicinanze, il limite del lotto minimo può non essererichiesto. Deve tuttavia essere rispettata la normativa sulle distanze edaltezze, nonché gli indici edilizi di ZONA.

- Indiciedilizi:

     densitàfondiaria: 3,00 mc/mq per singola unità;

                                5,00 mc/mq con studio di comparto;

    rapporto dicopertura max. 4/5 (per case in linea od a schiera)

               idem                      1/2 (per case isolate)

             In questazona si prescrive un'edificazione che non superi i 3 mc/mq di utilizzazionefondiaria per la parte residenziale dello edificio e complessivamente quella di5 mc/mq, tenendo conto dei volumi destinati al servizio, in caso di studio dipiano attuativo. Le destinazioni dei locali accessori non possono esseremodificati, neppure in caso di trasformazione, quando non sia operante un pianoattuativo e la volumetria residenziale abbia raggiunto il limite massimo.

             In caso di trasformazioni di singoliedifici mediante demolizione  e ricostruzione, sono ammessi volumi superiori aiprecedenti limiti inderogabili, quando non eccedano il 70% dell' accertatovolume preesistente (da documentare da parte del proprietario).

     L'altezza massimadei nuovi edifici non può superare l'altezza degli edifici preesistenti ecircostanti ed in assenza i m 10,00.

Distanze.

-        a) distanza dai confini: le costruzioni possono sorgere a confine con muro in comune o doppio muro con il vicino. Nel caso di arretramento ladistanza minima è di m 4.

-  b) distanzaminima tra pareti finestrate di altri fabbricati: la distanza minima assoluta tra pareti finestrate e pareti di edificiantistanti è prescritta in m 8,00. Le pareti prospicenti un lotto inedificatodovranno essere a distanza uguale o superiore a m 4,00.

     E' fattasalva la possibilità di conservare l'allineamento dei fabbricati esistenti, intratti con tessuto urbano già definito.

     Nelle zoneinedificate o risultanti libere in seguito a demolizione, contenute in untessuto urbano già  definito o consolidato, che si estendono sul frontestradale o in profondità' per una lunghezza inferiore a metri 20, nel caso diimpossibilita' di costruire in aderenza e qualora il rispetto della distanzatra pareti finestrate comporti la inutilizzazione dell'area o una soluzionetecnica inaccettabile, il comune può consentire la riduzione delle distanze,nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile.

     Al fine dimigliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti nelle zone omogeneeB, è consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luci dirette adistanze inferiori a quelle sopraindicate purché nel rispetto delledisposizioni fissate al riguardo dal Codice Civile.

      Sonoammesse costruzioni accessorie edificate sul confine, in ogni caso lasuperficie coperta complessiva deve rispettare i limiti massimi di Zona..

- Recinzioni.

      Le recinzionifronteggianti aree pubbliche devono essere "a giorno", tali cioè daessere realizzate, per l'altezza eccedente i m 1,00 dal piano esterno di definitivasistemazione con materiali non ciechi (ringhie- re, fienarole, reti, etc.). Siconsiglia la spalliera di verde naturale. Le recinzioni a confine con leproprietà private dovranno essere conformi a quanto imposto dal Codice Civile,salvo diverso accordo tra i confinanti. 

- Standardsurbanistici – In caso di studi di comparto o di lottizzazione debbonoessere individuate aree da destinare a servizi nella misura minima di 12 mq perabitante.

    La verificadegli standards può essere effettuata includendo, oltre agli spazi interni allesub-zone, anche tutte le zone S situate al contorno, secondo i canoni deglispecifici raggi d’influenza.

      Ledestinazioni delle aree di cessione sono determinate dall'AmministrazioneComunale a seconda delle necessità e possono comprendere anche un solo settore,quale ad esempio i parcheggi (S4).

Articolo: 4 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: C

     Sono quellezone di edificazione il cui indice territoriale, attuale, risulta inferiore a0.50 mc/mq.

     Nelpresente Piano sono state prioritariamente rispettate tutte le ZONE C, giàindividuate, dal precedente P. di F.  e  non ancora edificate, mentre è statadenominata C una porzione di un isolato (località “Binzale”) incluso in unaprecedente Zona B2, in quanto,  ridefinita,  risulta priva dei valori minimi diverifica.

Interventiconsentiti

     Sonoconsentiti, demolizioni, nuove costruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni,restauri e lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

     Sono ammessecostruzioni accessorie, edificate a confine  quando non sianoarchitettonicamente integrate con la costruzione principale, in ogni caso lasuperficie coperta deve rispettare i limiti di Zona..

Attivitàammesse.

     Sono ammesse le destinazioni per abitazioni,posti macchina coperti ed attività di ristoro.

Parametriurbanistici

- Indiceterritoriale: 0,60 mc/mq per case isolate

                             0,80 mc/mq per case in linea od a schiera.

- Indicefondiario:                      massimo  1,6    mc/mq

- Rapporto dicopertura           massimo  1/2   (per case a schiera)

                                                                    1/3  (per case isolate)

- Altezzamassima:            7,00 metri a monte e 10,00 metri a valle.

- Superficieminima del lotto:

                   peredifici in linea e a schiera           mq      200

                   peredifici isolati                              mq      300

- Aree perparcheggi privati: almeno 1 mq ogni 10 mc, con un minimodi due posti macchina per unità abitativa. In caso di costruzione di postimacchina coperti, necessari per soddisfare le esigenze funzionali e dilegge di unità edificate e/o edificabili, anche di altra Zona, illimite del lotto minimo può non essere richiesto. Deve tuttavia essererispettata la normativa sulle distanze ed altezze, nonché gli indici edilizi diZONA.

 

- Distanzadai confini:

       Lecostruzioni isolate devono essere arretrate di almeno m 4,00 dai confini; lecostruzioni a schiera saranno arretrate, sui fronti non aderenti, di almeno m4,00.

      Distanzaminima tra pareti (di cui almeno una finestrata) di altri fabbricati: 8,00metri.

 Standards urbanistici

      Tenuto conto che gli standards relativi allesub-zone S1 e S2 risultano già ampiamente soddisfatti nel loro valore assoluto,relativo cioè all’intero abitato, l’Amministrazione comunale, ferma restandol’obbligatorietà della cessione dell’area pari a 12 mq ad abitante insediabile,esprime le seguenti precisazioni.

 

     Di taliaree si dovranno destinare minimo mq 4 per parcheggi pubblici, mentre tutte lealtre aree dovranno essere destinate a parco pubblico, ad aree per il gioco elo sport.

     Richiestespecifiche potranno essere formulate dall'Amministrazione Comunale per aree dadestinare a particolari attrezzature e servizi e le relative aree dovrannoessere ricuperate da quelle destinate a verde, gioco e sport (Es. potrebberoessere richiesti 12 mq ad abitante da destinare interamente a parcheggi)

.

Piani attuativi

     Laconcessione edilizia è rilasciata esclusivamente in presenza di un PianoParticolareggiato, che deve essere esteso all'intero ambito continuo di Zona C,individuato dal Piano Urbanistico Comunale.

     Nel caso in cui il P.P. preveda la possibilità diconvenzionare per stralci, lo stesso piano deve individuare i confini deidistinti comparti, individuandoli con precise posizioni planimetriche.

      Le stradepreviste dal piano di attuazione, qualora non siano di interesse pubblicoe servano un singolo lotto, possono essere in tutto od in partedefinite private.

      A normadell'Art. 4 del D.A. n. 2266/U del 20/12/1983 il volume edificabile consentitodeve essere suddiviso, assegnandone il 70% alla residenza, il 20% ai serviziconnessi con la residenza ed il 10% ai servizi pubblici.

Articolo: 5 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: D - D1

Sono state individuate:

I) ZONA D- industriale e artigianale, destinata ad attività' produttive;

II) ZONA D1 - destinata adattività artigianale ed al commercio.

Interventi consentiti

     Sonoconsentiti gli interventi per nuove costruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni,demolizioni e lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Attività ammesse

         Nella Zona D sono previsti nuovifabbricati a destinazione soltanto artigianale ed industriale, senza alcunapossibilità di destinazione commerciale e residenziale; fatta sola eccezioneper una sola unità abitativa per comparto, di superficie utile massimadi mq 80, da destinare esclusivamente adabitazione del personale di custodia del complesso. Fatti salvi tutti i limitigià imposti dalla vigente normativa, in relazione all'azione inquinante, nellaZona D, potranno essere insediate tutte quelle strutture necessarie alleattività artigianali ed industriali, che invece potrebbero risultareincompatibili per un centro propriamente residenziale. Quelle nocive edinquinanti potranno essere ammesse solo se dotate di opportuni sistemi dipre-trattamento in Classe A, che consentano di immettere i liquami di scariconella rete comunale o nel depuratore con indici accettabili.

   Nella Zona D1, piùprossima all'abitato, sono previsti fabbricati a destinazione artigianale ecommerciale, compresa l’abitazione del custode, ma con assolutaesclusione di qualsiasi attività nociva e/o molesta.

Parametriurbanistici

     I parametriurbanistici per la Zona D e per la sub-zona D1 devono obbedire alle

seguentinormative:

     - Indice di utilizzazione: 0,80 mq/mq(rapporto tra la superficie dei pavimenti e la superficie del lotto)

     - Lotto minimo: devono essere individuati modulidi aree, il cui accorpamento consenta la formazione del lotto in relazione alleesigenze delle aziende insediante. Modulo minimo mq 200, con un lotto minimo dimq 600 per la ZONA D e di mq 400 per la ZONA D1.

     - Altezza: L'altezza massima  non potrà superarei m 15,00 per la ZONA D ed i m 8,00 per la ZONA D1.

     - Distanza dei confini: Le costruzioni possonosorgere sul confine. Nel caso di arretramento, la distanza minima dal confinedeve essere pari alla meta' dell'altezza, con un minimo assoluto di m 5,00.

     - Distanza minima tra fabbricati pari alla mediadell'altezza dei fabbricati fronteggianti e con minimo assoluto di m 10,00.

     - Standards urbanistici: Gli standardsurbanistici minimi devono essere pari al 20%.della superficie territorialeinteressata. L'intera area sarà destinata a parcheggi ed a verde attrezzato. Intale area potranno essere inseriti volumi da destinare ad attività' diinteresse comune.

-        Piani attuativi: Le concessioni edilizie possono essere rilasciate soloin presenza di piani attuativi, che devono essere estesi all'intero ambitocontinuo di zone D o D1. Il piano potrà prevedere lapossibilità di convenzionare per stralci, individuandone in planimetria iconfini. Nel caso di presenza di attività' produttive industriali, agro-alimentarie commerciali, sarà' opportuno separare le diverse attività' prevedendo ancheuna fascia di verde filtro tra le diverse zone. La concessione edilizia potrà'essere negata in assenza di elaborati che illustrino lo studio dellacircolazione e dei parcheggi degli automezzi utilizzati per la lavorazione eper il trasporto dei materiali all'interno e verso l'esterno del lotto.

Articolo: 6 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: E

     Sonodefinite zone agricole le parti del territorio destinate principalmenteall'agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia ed all'itticoltura.

     Secondo ledirettive previste dal Decreto del Presidente della Giunta Regionale 03/08/1994n. 228 sono state individuate le sub-zone: E1, E2 , E3 e E5.

     Le areecaratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata vengonodenominate E1.

      Le aree diprimaria importanza per la funzione agricola-produttiva sono state classificateE2,mentre le aree agricole estremamente frazionate ed utilizzabilicontemporaneamente per scopi agricoli e scopi di attività produttive agricolee/o zootecniche  sono state classificate E3.

     Con E5 sono state classificate le areemarginali per l’attività agricola, nella quale viene avvisata l’esigenza di garantirecondizioni adeguate di stabilità ambientale e di tutela.

Interventiconsentiti.

Sono ammesse,nelle sub-zone in cui è ammessa l’edificazione, le seguenti costruzioni:

         a)fabbricati connessi alla conduzione del fondo;

         b)attrezzature ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica delfondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodottiaziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;

         c)fabbricati per agriturismo e punti di ristoro.

         d) fabbricati funzionali alla gestione dei boschie degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);

         e)strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossicodipendenti, eper il recupero del disagio sociale.

     Per TUTTEle zone E non sono consentiti: aperture di cave di prestito,realizzazione di strutture residenziali stagionali, di impianti industriali, diinterventi di carattere residenziale, di attività terziarie e produttive legatealla residenza. Mentre l’edificazione di fabbricati per agriturismo epunti di ristoro è consentita in tutte le ZONE E, escluse le sub-zone E5,Sono esclusi anche gli interventi di riqualificazione e diintegrazione, mentre per le ZONE E1/ E2 /E3sono ammessi interventi di recupero delle residenze legate alla conduzionedel fondo con un incremento massimo di mq 100 per la unità residenziale e nelrispetto dell’indice di zona.

      Inoltresono ammessi oltre ai lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria, irestauri, la ristrutturazione e l'ampliamento, ad accezione degli edificisoggetti a vincolo monumentale ed artistico, nonché la demolizione e laricostruzione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela dellapubblica incolumità.

      Ladestinazione d'uso di costruzioni esistenti, non più funzionali alle esigenzedel fondo può essere variata in una di quelle consentite in zona agricola.

     L'ampliamento del volume residenziale deve essererealizzato utilizzando l'eventuale parte rustica contigua all’edificio, purchénon necessaria alla conduzione del fondo.

Attivitàammesse

      Sonoammesse in tutte le zone E, salvo le zone  E5 (diseguito specificate), le attività relative all'agricoltura, alla pastoriziae zootecnia, all'itticoltura, alla silvicoltura, alla trasformazione ecoltivazione dei prodotti dell'azienda, all'agriturismo anche attraverso puntidi ristoro ed alle attività di recupero terapeutico dei disabili, deitossicodipendenti e per il recupero del disagio sociale. Non sono ammessi nuoviinsediamenti produttivi di tipo agro-industriale, mentre sono consentitiampliamenti di attivita' preesistenti.

      Per le sub-zoneE5, comeprincipio, non sono ammesse alterazioni allo stato dei luoghi e sonosuscettibili dei soli interventi volti alla conservazione, difesa, ripristino,restauro e fruizione della risorsa..

     Nelle sub-zoneE sono, quindi, consentiti:

·     attivitàscientifiche, comprendenti lo studio, il controllo e la conservazione dellerisorse ambientali; la fruizione naturalistica, comprendente l’insieme diattività di fruizione dell’ambiente a fini didattici e ricreativi, coneventuale realizzazione di infrastrutture leggere (sentieri natura,segnaletica) o strutture leggere di supporto (capanni di osservazione e per lasola somministrazione di bevande e alimenti, ecc.), aree belvedere, postazioninaturalistiche; opere di difesa e di ripristino ambientale in presenza dialterazioni o manomissione di origine antropica;

·     l’aperturae la sistemazione delle piste forestali strettamente necessarie alla gestionedel bene;

·     interventivolti alla difesa del suolo sotto l’aspetto idrogeologico;

·     interventiconnessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interessepubblico quali quelle connesse al soddisfacimento del bisogno idrico regionalee tutte le altre opere di urbanizzazione, di servizio pubblico o di preminenteinteresse pubblico. Anche per tali opere è necessaria l’autorizzazione dicui all’art. 7 della legge n° 1497/1939, nel caso in cui tali interventiricadano in ambiti da tale legge vincolati;

·     operedi rimboschimento di iniziativa dei competenti Enti pubblici, o da loroautorizzate, nel solo caso in cui siano effettuate col fine di ricostituire lacopertura vegetale preesistente con essenze esclusivamente autoctone;

·     opereantincendio e protezione civile; sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua;acquedotti; interventi volti all’adeguamento tecnologico e a migliorarel’efficienza dell’unità produttiva; pascolo controllato e non;

·     operedi demolizione di edifici e manufatti in contrasto col contesto paesisticoambientale;

·     unitàabitative preesistenti, non residenziali, che siano dispecifico servizio al fondo e che risultino opportunamente ubicate, secondo ilprincipio del massimo rispetto ambientale

 

       Sono vietatetutte le altre diverse attività non citate nell’elenco precedente.

     Conseguentemente sono soggette a semplice autorizzazione: il decespugliamento,il taglio colturale, gli interventi atti a rendere più funzionali laforestazione e la zootecnia, l’ammodernamento e la razionalizzazione di opereesistenti quali residenze, stalle, depositi e simili, purchè non alterino ivolumi e le superfici coperte precedenti.

     Tutti glialtri interventi costruttivi sono soggetti a concessione.

Paramentri urbanistici

      Indice difabbricabilità 

Per le residenze: 0,03 mc/mq in Zona E1  - E2  -E3 

                          0,01   mc/mq in zona E5 per aziende preesistenti

     Ladistribuzione planimetrica delle nuove volumetrie è da ubicare, in prevalenza,in adiacenza di quelle esistenti o in assenza di queste in siti compatibili eda concordare con l’Amministrazione Comunale.

       Per i fabbricati e gliimpianti connessi alla conduzione del fondo, all'itticoltura, allavalorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degliimpianti classificabili industriali, l’indice di fabbricabilità sarà:

per le ZONE E2 –E3 :     if =0,10mc/mq

per le ZONE E1              if = 0,05 mc/mq

per le ZONE E5                         if = 0,03 mc/mq

                

Gli indici ed i limiti MASSIMI delle zone E sonocomprensivi anche delle volumetrie abitative necessarie per la conduzione delfondo.

       Inoltreper le zone E1, E2 ed E3 sonoconsentiti ulteriori volumi secondo le seguenti norme:

     -  Per i vani destinati ad agriturismo 0,015mc/mq

     - Per punti di ristoro 0,01 mc/mq,incrementabile sino a 0,10 mc/mq con deliberazione del Consiglio Comunale.

     - Per strutture per il recupero terapeutico deidisabili, dei tossico dipendenti e per il recupero del disagio sociale 0,10mc/mq

     - Per fabbricati funzionali alla conduzione egestione dei boschi e degli impianti arborei industriali 0,01 mc/mq

-        Per l'ampliamento di attività industriali preesistenti 0,20 mc/mq.

-        Per impianti di interessepubblico (cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio,ripetitori e simili) 1,00 mc/mq.

-        Perinterventi con indici superiori a quelli sopraindicati, o comunque con volumisuperiori a 3.000 mc, o con numero di addetti superiore a 20 unità, o connumero di capi bovini superiore alle 100 unità (o numero equivalente di capi dialtra specie) la realizzazione degli interventi è subordinata, oltre che aconforme deliberazione del Consiglio Comunale, al preventivo parere favorevoledegli Assessorati Regionali competenti, sentita la Commissione Urbanisticaregionale.

       I volumidelle serre, di impianti di acquacoltura e di agricoltura specializzata  non sonocomputabili ai fini della verifica degli indici di fabbricabilità, mentredevono osservare il rapporto di copertura  massima di ½.

       Nell'applicazione degli indici di fabbricabilità sideve tenere conto anche delle volumetrie preesistenti, con identicadestinazione d'uso.

 

       L'altezza deifabbricati rurali residenziali non potrà essere maggiore di m 7,00.

Distanze daosservare.

a) dai confini:

1)  è ammessa l'edificazione sul confine - In casodi arretramento la distanza minima da rispettare è pari alla metà dell'altezzadel fabbricato erigendo, con un minimo assoluto di m 5,00.

2)  per allevamenti zootecnici intensivi m 30,00.

b) daifabbricati

    La distanzaminima tra fabbricati è pari alla media della altezza dei medesimi fabbricati,con un minimo assoluto di m 10,00.

c) dalla viabilità:

    In base a quanto stabilito dal vigenteRegolamento Edilizio.

d) dalle zone residenziali o turistiche:.

1)  Stalle, od in genere attività, per l'allevamentodei bovini, equini, e ovini m 100,00

2)  Stalle, od in genere attività, per gliallevamenti avicoli m 300,00

3)  Stalle, od in genere attività, per gliallevamenti dei suini m 500,00.

Superfici minime dell'appezzamento per consentirel'edificabilità

1)  Per impianti serricoli, orticoli ed impiantivivaistici                 Ha 0,50

2)  Per residenze e fabbricati utili per laconduzione del fondo      Ha 1,00

3)  Per agriturismo e punti diristoro                                             Ha 3,00

4)  Per punti di ristoro e cubature per la conduzionedel fondo      Ha 4,00

5)  Per punti di ristoro, residenze e  cubature   “         “                Ha 6,00

6)  La verifica delle superfici minime utili perl'edificazione può essere attuata conteggiando i diversi appezzamenti noncontigui, ma della medesima proprietà  o comunque disponibilità. Lalocalizzazione di eventuali residenze, necessarie per la conduzionedell’attività agro-pastorale, deve rispettare la distanza dalle zoneresidenziali o dagli insediamenti produttivi (comprese le stalle sociali) dimetri 300 (trecento).

7)  Gli  edifici espropriati per allargamenti distrade o la realizzazione di opere pubbliche possono essere ricostruiti,conservando la destinazione d'uso e la volumetria, purchè conformi allanormativa delle zone agricole, nelle aree adiacenti, anche se queste nonraggiungono le superfici minime per essere edificate.

Articolo: 7 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: F

      Sonoquelle zone con insediamenti prevalentemente stagionali od a rotazione d'uso.

       Le areeindividuate sono quelle ubicate nella ZONA F di Santa Greca, nella fasciaprospiciente il Lago Omodeo.

Interventiconsentiti

      Nuovecostruzioni di tipologia tradizionale (muristenes) disposte a schiera,restauri lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e demolizioni.

Attivitàammesse

       Residenze, attività ricettive alberghiere eparalberghiere, punti di ristoro, attrezzatura per la nautica e le attivitàsportive, opere di urbanizzazione, posti di pronto soccorso e servizi igienici.

Parametriurbanistici

         L'edificazionesarà consentita solo in presenza di operante Piano Particolareggiato diattuazione, regolarmente approvato secondo le procedure e le indicazioni di cuialla L.R. 22.12.1989, n. 45.

         L'indice fondiario massimo                            0,75 mc/mq

         L’indice di fabbricabilità territoriale        If = 0,15 mc/mq

 

         L'altezza massima degli edifici dovrà essere di m 4,20.

Standards:

        Il 50% dellasuperficie territoriale deve essere destinata a spazi per attrezzature diinteresse comune, per verde attrezzato a parco, gioco, sport e per parcheggi.Almeno il 60 % di tali aree devono essere pubbliche.

Distanze:

1) dai confini:

      E' possibilecostruire sul confine. In caso di arretramento la distanza minima da rispettareè di m 6

2) tra fabbricati a schiera:

        Ladistanza minima tra le schiere  è di m 12,00

3) dallaviabilità:

        Secondo le prescrizioni del vigenteRegolamento Edilizio.

Ambito minimo pianificabile e comparto minimoconvenzionabile.

        Lo studio del piano attuativo deve essereesteso all'intero ambito continuo di Zona F.

Articolo: 8 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: G

     Sono leparti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici eprivati, riservati a servizi di interesse generale.

     Nellasub-zona G in località “Zedde” è stata prevista l’edificazione di un CentroCulturale polivalente ed annesso laboratorio, con possibilità di ricezione e diservizio ristoro. In essa possono essere edificati immobili per attrezzaturesocio-culturali e laboratori, con annessa foresteria per un massimo dicinquanta ospiti.

Interventiconsentiti

       Nuovecostruzioni, ristrutturazioni, demolizioni e lavori di manutenzione ordinaria estraordinaria.

Attivitàammesse

       Attivitàdi interesse generale.

       Inparticolare per la sub-zona G di “Zedde”: attività culturali di ricerca e dilaboratorio, attività ricreative, mostre temporanee e simili.

Parametriurbanistici

       indice territoriale 0,01 mc/mq  Tale indicecon lo studio di un piano attuativo potrà essere incrementato sino a 1,5 mc/mq

       indice fondiario 3 mc/mq;

       rapporto di copertura 1/3;

       altezza massima m 4,50;

Distanze

       dai confini un minimo di m 5,00

       dai fabbricati: minimo assoluto m 10,00

       dalla viabilità:

                              - strade statali oprovinciali m 30

                             - strade comunali,consortili e vicinali m 20

Standards urbanistici - Le aree di cessioneper servizi pubblici debbono essere non inferiori al 20%. Tale cessione vaincrementata in relazione della funzione specifica svolta dall'insediamento. Atitolo di esempio: i parcheggi pubblici dovranno essere dimensionati infunzione del numero di utenti del servizio che corrisponde a 80 mq di parcheggipubblici, o di uso pubblico, ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento degliedifici previsti. (art. 8 D.A.EE.LL. 2266/U del  20.12.1983

Ambito minimopianificabile e comparto minimo di lottizzazione

     Lo studio del piano attuativo deve essereesteso all'intero ambito continuo di Zona G e potrà essere possibileconvenzionare per stralci, qualora il piano medesimo ne preveda la possibilitàed individui i confini dei comparti separatamente convenzionabili.

     Il piano deve essere accompagnato da uno studiodi impatto ambientale.

Articolo: 9 - ZONE TERRITORIALIOMOGENEE: H

       Sono leparti del territorio che rivestono un particolare pregio ambientale,naturalistico, geomorfologico, archeologico o di particolare interesse per lacollettività:

a) H1– Fascia di rispetto cimiteriale:

           a)   m  50,00  attorno all’attuale cimitero (destinato alla monumentalità);

           b)   m 200,00 attorno  al NUOVO camposanto.

b) H2- Fascia di rispetto del nastro stradale.

       Definita in base a quanto stabilito dalla vigentenormativa e da quanto più specificatamente stabilito dal vigente RegolamentoEdilizio.

c) H3-Ambiti archeologici.

      Sono leparti di territorio che risultano interessate da resti antichi, rivestendoparticolare importanza per le “cose” archeologiche (individuate o no), sia cheesistano (o no) i vincoli diretti ed indiretti imposti dalMinistro della Pubblica Istruzione, ai sensi degli artt. 1 e 21 della L. 01giugno 1939, n. 1089.

     Poiché il territorio di Aidomaggiore èparticolarmente ricco di “presenze” storico-ambientali, su pochissime dellequali peraltro sono stati posti i vincoli ministeriali, in sede di P.U.C. sonostate individuate, in via cautelare, delle specifiche fasce di rispetto, aventiuna larghezza:

a)    per i nuraghi complessi:   150,00 m;

b)   per i nuraghe semplici e i pozzi sacri:    100,00 m

c)    per i dolmen, le domus de janas, i betili, le tombe dei giganti, lesorgenti, i villaggi nuragici (dal perimero esterno): 50,00 m;

d)   per i monumenti sottoposti a vincolo prima del 1939, gli stessi criteriprecedenti;

e)    per i monumenti sottoposti a vincolo specifico dopo il 1939 valgono ilimiti imposti e riscontrabili nelle planimetrie.

La tavola N. 13 del P.U.C., in scala 1:10.000, illustra ed indica, conposizioni di larga massima, i vincoli introdotti.

Naturalmente, a termini delle leggi vigenti, per ogni eventuale altroritrovamento o per una più precisa individuazione di quelli indicati nellaplanimetria del P.U.C., dovrà essere richiesto l’intervento in situdella competente Soprintendenza, soprattutto per interventi rilevanti.

     Per TUTTE le  attività, di qualsiasi genereedificatorio e/o di trasformazione dei luoghi, che debbano essere effettuatientro le fasce individuate nella planimetria del P.U.C., è obbligatorioottenere la prevista autorizzazione sia da parte della SoprintendenzaArcheologica, che della Soprintendenza ai beni A.A.A.S..

Nei terreni immediatamente al contorno della fascia vincolata come ZONA H3, per unalarghezza di ulteriori 100,00 metri, attraverso il  responsabile dell’UfficioTecnico, l’Amministrazione, sentito il parere della C.E. Comunale, esaminerà ledomande di intervento e, se del caso, potrà inviare copia del progettoalla competente Soprintendenza Archeologica per l’eventuale rilascio dellapreventiva autorizzazione.

d) H4 Ambiti idrogeologici.

      Comprendono quelle parti di territorio chepresentano grado di rischio sia di conservazione ambientale, che di staticitàdei pendii, in relazione alla natura intriseca dei terreni ed alla loroubicazione e sia, anche, in funzione del possibile effetto devastante provocatodall’azione dell’acqua di sorgente e/o meteorica.

Interventi consentiti

     Nelle zoneH1 di rispettocimiteriale è vietata qualsiasi edificazione residenziale, mentre possonoessere edificate costruzioni di servizio al fondo.

     Nella zonaH2 di rispettostradale  l’edificazione è consentita limitatamente ad edifici, attrezzature edimpianti pubblici.

        Per le zoneH3non sono ammesse modificazioni allo stato dei luoghi e sono ammessi soltanto interventivolti alla conservazione, difesa, ripristino, restauro e fruizione dellarisorsa. Sono, quindi, consentite:

·     attivitàscientifiche, comprendenti lo studio, il controllo e la conservazione dellerisorse ambientali;

·     lafruizione naturalistica, comprendente l’insieme di attività di fruizionedell’ambiente a fini didattici e ricreativi, con eventuale realizzazione diinfrastrutture leggere (sentieri natura, segnaletica) o strutture leggere disupporto (capanni di osservazione e per la sola somministrazione di bevande ealimenti, ecc.), aree belvedere, postazioni naturalistiche;

·     operedi difesa e di ripristino ambientale in presenza di alterazioni o manomissionedi origine antropica;

·     ilrecupero di strutture esistenti con le tipologie originarie;

·     l’aperturae la sistemazione delle piste forestali strettamente necessarie alla gestionedel bene;

·     interventivolti alla difesa del suolo sotto l’aspetto idrogeologico;

·     interventiconnessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interessepubblico quali quelle connesse al soddisfacimento del bisogno idrico regionalee tutte le altre opere di urbanizzazione, di servizio pubblico o di preminenteinteresse pubblico. Per tali opere è necessaria l’autorizzazione di cuiall’art. 7 della legge n° 1497/1939;

·     operedi rimboschimento di iniziativa dei competenti Enti pubblici, o da loroautorizzate, sempre che effettuate col fine di ricostituire la coperturavegetale preesistente con essenze autoctone;

·     opereper la realizzazione di impianti tecnici di modesta entità, quali punti diriserva d’acqua per lo spegnimento degli incendi, ecc.;

·     pascolocontrollato e non;

·     mantenimentoe razionalizzazione dell’uso di superfici a foraggiere;

·     operedi demolizione di edifici e manufatti in contrasto col contesto paesisticoambientale.

     Sonovietate tutte le attività non citate nell’elenco precedente ivi compresi: lospietramento e l’attività di scavo NON AUTORIZZATO. 

 

Parametriurbanistici.

     Per tutte le ZONE H:

Indiceterritoriale                      it =0,001 mc/mq

      Sonoapplicabilii poteri di deroga di cui all'Art. 41 quater della Legge n. 1150/42e successive modifiche, limitatamente alle opere pubbliche.

Articolo: 10 - ZONE DI SERVIZIO S

        Le parti delterritorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati,riservati a servizi di interesse generale:

S1 - aree perl'istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo;

S2 - aree per attrezzaturedi interesse comune: religiose, culturali, sociali,

      assistenziali,sanitarie, amministrative, per pubblici servizi, etc.;

S3 - aree per spazipubblici, od aperti al pubblico, attrezzati a parco, per

      il gioco e losport;

S4 - aree perparcheggi pubblici.

      Secondo le previsioni di Piano, il Comune di Aidomaggiore deveessere incluso, dal punto di vista urbanistico, tra i comuni di IV Classe.

      Pertanto ladotazione minima degli spazi pubblici per abitante risulta di mq 12,00, cosìsuddivisi, salvo richiesta di accorpamento formulata dall’Amministrazione:

S1  =  4,00mq/abitante

S2  =  2,00    ""

S3  =  5,00    ""

S4  =  1,00    ""

       Queste dotazioni minime dovranno essere osservate nei pianiattuativi e nelle lottizzazioni convenzionate, rispettivamente, per le Zone B eC.

      Nelle aree ditipo S1 ed S2, l'indice massimodi fabbricabilità territoriale è di 1,00 mc/mq, quello fondiario massimo di3,00 mc/mq.

      Per le operepubbliche o di interesse pubblico è ammesso il potere di deroga in base allevigenti leggi.

      Nelle aree ditipo S3 l'indice difabbricabilità è di 0,03 mc/mq. In tali zone potranno essere realizzatesoltanto costruzioni di servizio e piccoli punti di ristoro. Nella Zona S3 ad indirizzo sportivo, l'indice difabbricabilità' territoriale non potrà superare 1,00 mc/mq, salvo lepossibilità di deroga per le opere di interesse pubblico.

       Nelle areedestinate ad S4 l'edificazione èdel tutto vietata.

Articolo: 11 - NORMATIVA GENERALE

       Si riporta, per comodità di ricerca, un brevepromemoria di alcune definizioni e norme di legge che, principalmente,interessano il presente P.U.C... L’applicazione di tutte le vigenti Norme tecniche e/o giuridiche, in attuazionedell’allegato P.U.C., competerà ai diretti Responsabili.

 

A) Poteri di deroga e Poteri sostitutivi  -

I poteri di deroga di cui all'art. 41 quater dellaL.U. 1150/42 e successive modificazioni ed integrazioni possono essereesercitati per gli edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico conl'osservanza dell'art. 3 della legge n. 1357/55.

I poteri sostitutivi, con nomina del commissario ad acta  da partedell'Amministrazione Regionale, si esercitano nei casi di mancato rilasciodella concessione edilizia da parte del sindaco, di mancata approvazione delpiano attuativo da parte del Consiglio Comunale e della mancata stipula dellaconvenzione relativa al pianto attuativo ed in particolare:

1)  Trascorsi sessanta giorni dalla data di ricezionedella domanda in assenza di rilascio della concessione edilizia l'interessatopuò avanzare domanda all'Assessore Regionale degli  enti locali perl'intervento sostitutivo, secondo le modalità previste dall'art. 4 della L.R.n°20/91;

2)  Trascorsi infruttuosamente centottanta giornidalla presentazione del piano attuativo, l'interessato può inoltrare domandaall'Assessore Regionale degli  enti locali per l'intervento sostitutivo,secondo le modalità previste dall'art. 5 della L.R. n^ 20/91;

3)  Trascorsi sessanta giorni dal perfezionamentodella procedura amministrativa di approvazione del piano attuativo senza che ilsindaco abbia provveduto alla stipula della convenzione, l'interessato puòinoltrare istanza all'Assessore Regionale degli enti locali del punto 4dell'art. 5 della L.R. n^ 20/91.

B) Piani di zona ex 167/62.

     Il piano per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18aprile 1962, n. 167, e successive modifiche, si può attuare sia in zoneedificate che in zone non edificate, con interventi di nuova costruzione e/o direcupero del patrimonio edilizio esistente.

      Pertanto, le aree individuate come zone Cpossono essere utilizzate con un piano attuativo per l'edilizia economica epopolare di cui alla legge 167/1962. Tale tipo di piano può essere utilizzatoanche nelle zone A e B per particolari  interventi che prevedono l'acquisizionedi aree e fabbricati abbandonati, il ripristino e la successiva assegnazione aicittadini che abbiano i requisiti previsti dalla legge citata.

C) Demolizione e ricostruzione.

       Le demolizioni e le successive ricostruzioni sono consentite soloattraverso uno studio di piano attuativo che comprenda almeno l'intero isolatointeressato dell'intervento.

        Nel caso che l'intervento riguardi un lotto, i cui lottiadiacenti siano stati edificati con gli indici fondiari massimi consentitidalle disposizioni di legge (5 mc/mq per i  Comuni di IV classe) e che nonabbiano evidente possibilità di diversa articolazione planovolumetricherazionale, la concessione edilizia può essere rilasciata purché negli elaboratipresentati vengano allegati: opportuna documentazione fotografica ed ilplanivolumetrico, comprendente le volumetrie del lotto interessato e dei lottiadiacenti, e vengano assicurati gli standards urbanistici relativi ai parcheggipubblici nella misura di due posti macchina ogni unità abitativa e, se ladestinazione è diversa, a 80 mq ogni 100 mq di pavimento relativo alla parteampliata.

D) Validità' delle lottizzazioni.

      Le lottizzazioni decadono se i lottizzanti non provvedono asoddisfare gli impegni assunti con la convenzione stipulata conl'amministrazione Comunale entro il termine stabilito della medesimaconvenzione.

      Qualora invece i lottizzanti abbiano ottemperato a quanto dispostoper le opere di urbanizzazione ed altri eventuali impegni, le concessioniedilizie debbono essere rilasciate sino a quando lo strumento urbanisticoComunale, attraverso varianti, non stabilisca normative contrastanti.

      Le lottizzazioni decadute per inosservanza delle disposizioni dellaconvenzione, possono essere rimesse in vigore, con eventuali modifiche, con unaconvenzione integrativa o con una nuova convenzione, sempre che la lottizzazionesia conforme alle disposizioni del P.U.C.

E)  Norme di salvaguardia - L n. 1902/1952 .

Qualora l'Amministrazione Comunale abbia in corsouna variante al Piano Urbanistico Comunale, la concessione edilizia può essererilasciata secondo la normativa del piano vigente, purché il progetto non siain contrasto con la variante in corso di approvazione.

F)  Cambio di destinazione d'uso -

Qualora nelle zone residenziali si intenda modificare la destinazioned'uso da residenza ad attività  commerciale, direzionale o che comunquecomporti un richiamo di intenti, l'autorizzazione o concessione può essererilasciata a condizione che vengano dimostrate le compatibilità con il trafficoveicolare urbano e che vengano individuati parcheggi pubblici o d'uso pubbliconella misura pari ai pavimenti della nuova attività insediata.

G)  Distanza dalla linea ferroviaria ( D.P.R.n. 753 del 11/07/1980)

La distanza minima da osservare dalla più vicina rotaia è di metri 30(trenta).

H)  Piani Insediamenti Produttivi L. 865/71.

   Le aree delle ZONE D territoriali omogeneepossono essere  interessate da piani produttivi di cui all'art. 27 della Leggen. 865/1971, acquisite e dall'Amministrazione Comunale cedute a privati, purchévengano rispettate nell'utilizzo le destinazioni di zona previste dal PianoUrbanistico Comunale (Industriale - Commerciale - Artigianale).

I)   Piani di recupero del patrimonio edilizioesistente L. 457/1978.

    L'Amministrazione Comunale può intervenire nelle zone omogenee A perparticolari complessi esistenti, con lo studio di un piano attuativo volto al recuperodel patrimonio edilizio esistente (Art. 28 L. 457/1978). La stessa facoltàd'intervento è assentita al privato, che può anche attuarli.

    I piani di recupero, se troppo estesi o gravosi finanziariamente,possono essere attuati per stralci, sempre che il piano stesso lo preveda e neindividui i parziali perimetri.

Articolo: 12 - DIRETTIVE CONCERNENTI LA VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE

        Lavalutazione dell'impatto ambientale individua, descrive e valuta, in modoappropriato, per ciascun caso particolare, gli effetti diretti e indiretti diun progetto sui seguenti fattori:

      l'uomo, la fauna e la flora;

      il suolo, l'acqua, l'aria, il clima  e ilpaesaggio;

      l'interazione tra i fattori di cui al primo edil secondo punto;

      i beni materiali ed il patrimonio culturale.

       Pertanto,nei casi previsti dalle vigenti leggi, prima di ottenere il nulla-ostasul piano attuativo o sulla concessione edilizia, il richiedente deve allegareagli elaborati di progetto lo studio di impatto ambientale.

      Talestudio deve analizzare il quadro di riferimento programmatico, progettuale edambientale, secondo le indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri del 27/12/1988 e Legge regionale 12 agosto 1998, n. 28.

1)  Quadro di riferimento programmatico - Laprima analisi consiste nel raffrontare il progetto ed il piano attuativo con lapianificazione e programmazione territoriale e rilevarne la coerenza. In casocontraria è necessario analizzare le programmazioni divergenti e se è il casoproporre le modifiche.

2)  Quadro di riferimento progettuale -L'operazione consiste nel descrivere ed inquadrare il progetto ed il piano nelterritorio, mettendo in evidenza le caratteristiche tecniche e fisiche, le areeoccupate in fase di costruzione e di esercizio, i vincoli derivanti da normetecniche, da piani comunali o sovra comunali, da vincoli protezionistici, daservitù e da condizionamenti per lo stato dei luoghi o per tutela di caratterevario. Inoltre è necessario motivare tecnicamente la scelta progettualeeffettuata.

3)  Quadro di riferimento ambientale - Persoddisfare le esigenze di questo settore è necessario una indagine ed unaraccolta di dati e di carte relativi all'atmosfera (Dati metereologici, qualitàdell'aria, inquinamento), all'ambiente idrico superficiale e sotterraneo(caratterizzazione qualitativa e quantitativa, movimenti delle masse d'acqua,stima del  carico inquinante prima e dopo l'intervento), al suolo e sottosuologeotecnica,  (caratterizzazione geolitologica, geostrutturale, idrogeologica,geomorfologica, geotecnica, geochimica e pedologica dell'area interessatadall'intervento), alla vegetazione, alla flora ed alla fauna (carta vegetazionepresente e potenziale, carta delle unità forestali e di uso pastorale, listadelle specie botaniche, della fauna vertebrata ed invertebrata), al paesaggio(analisi del paesaggio nei suoi dinamismi spontanei, delle attività agricole,residenziali, produttive ecc. delle infrastrutture e relativa incidenza sulgrado di naturalità del paesaggio. Condizioni naturali ed umane che hannogenerato l'evoluzione del paesaggio. Piani e vincoli di tutela)

      Inoltre, se ricorre il caso, devono analizzarsii fattori ambientali relativi: agli ecosistemi (individuazione cartograficadell'unità ecosistemica, componenti biotiche e abiotiche in relazione allacatena alimentare, stima della diversità biologica tra situazione attuale equella presunta), con riferimento alla salute pubblica (microrganismi patogeni,sostanze chimiche, destinazione degli inquinanti,  condizioni di esposizioni arischio (singolari o dell'intera comunità) dai rumori  (maggior rumorosità,definizione fonti di vibrazione), dalle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti(livelli minimi e massimi), sorgenti e quantitativi emessi.

 

      Lo studiod'impatto di opere private e pubbliche, di rilevanza strutturale, deveessere articolato su uno schema metodologico fondato sull'obbiettivo diidentificazione di un corridoio di minimo impatto ambientale all'interno delquale tracciare il sistema distributivo dell'opera.

Tale percorsometodologico è organizzato in 5 fasi:

- identificazionedelle componenti ambientali;

- formazione dellecarte tematiche di settore;

- trasformazionedelle carte tematiche in carte settoriali

  di compatibilitàambientale;

- formazione dicarte globali di compatibilità ambientale;

- delimitazionedell'intervento.

         I settoriambientali d'analisi sono:

a) urbanistica;

b) agricoltura;

c) beni culturali epaesaggio;

d) idrogeologia;

e) settorenaturalistico vegetazionale;

f) fauna.

         Lecomponenti e i fattori ambientali da prendere in considerazione (All.to I°-decreto P.C.M. 27.12.1988) sono:

- atmosfera; -ambiente idrico; - suolo e sottosuolo;

- vegetazione, faunae flora;

- ecosistemi;

- salute pubblica; -rumori e vibrazioni;- radiazioni ionizzanti;

- paesaggio.

        Inparticolare, per l'ambiente idrico le caratterizzazioni ed analisi dellecomponenti e dei fattori ambientali si basano sull'indagine su:

- idrografia;-idrologia;- idraulica;

- stato di qualità edell'uso del corpo idrico.

       L'indaginesull'ambiente idrico avrà quindi la finalità di determinare:

1) la compatibilitàambientale delle variazioni quantitative (prelievi, scarichi) indottidall'intervento proposto;

2) la compatibilitàdelle modificazioni fisiche, climatiche e biologiche indotte dall'intervento,con gli usi attuali, previsti e potenziali, e con il mantenimento degliequilibri interni a ciascun corpo idrico, anche in rapporto alle altrecomponenti ambientali.

      Pertanto, peropere pubbliche o private, che comportino alterazioni dello stato fisico edambientale del territorio, l'approvazione dei relativi progetti sarà attuatanelle seguenti fasi:

1)    Presentazione delladomanda, accompagnata da uno studio di massima dell'opera, contenente anche lavalutazione dell'impatto ambientale e le misure adottate per risolvere leproblematiche (studio di fattibilità dell'opera).

2)    Sul progetto dimassima il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, sentita la CommissioneEdilizia e, se del caso, i competenti organi tecnici regionali degliAssessorati interessati, rilascia il benestare di massima entro 30 gg. dalladata di presentazione della domanda. In caso di richiesta di ulterioredocumentazione, il precedente termine decorrerà dal giorno di presentazione deinuovi elaborati.

3)    Presentazione deglielaborati esecutivi, corredata da elenco, completi dello studio definitivodell'opera e del suo impatto ambientale; la concessione sarà rilasciata dalResponsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, sentita ancora la C.E. comunale,entro 30 gg. dalla data di presentazione di tutti gli elaborati esecutivinecessari.

      Nello studiodella valutazione dei sistemi ambientali dell'area, dovranno chiaramente essereevidenziati:

1) Individuazionedei fattori causali di impatto;

2) Individuazione ecaratterizzazione delle potenziali relazioni di

    impatto;

3) Identificazionedei fattori di criticità delle aree coinvolte e

    valutazionedegli impatti;

4) Confronto degliscenari con gli obbiettivi di pianificazione e di tutela

    dell'area.

                                        

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