Piano Urbanistico Comunale di Baressa (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Baressa

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.14 del 2010-06-05
A
Centro storico
B.2
Completamento residenziale
C
Espansione residenziale
D
Insediamenti produttivi a carattere artigianale e mercantile
E.2
Funzione agricolo-produttiva
E.5
Aree marginali per attività agricole
G.1
Zona cimiteriale - depuratore
G.2
Servizi generali
G.3
Parco pubblico
G.4
Museo del Mandorlo
H
Zona di rispetto e salvaguardia
S
Aree e servizi pubblici

Articolo: 1 - Zonizzazione

Il territorio comunale è diviso, ai sensi e per gli effetti dell'art. 17 della legge 6.8.1967 n°

765, in zone territoriali omogenee secondo i tipi e la nomenclatura indicati nel Decreto

Assessore Enti Locali, Finanze ed Urbanistica n° 226/U del 20.12.83 e della Direttiva per le

zone agricole di cui al DPR n° 228 del 3.8.94.

Per ciascuna zona vengono fissate differenti norme urbanistico-edilizie adattandole alle

situazioni esistenti e agli obiettivi dello sviluppo urbanistico del territorio Comunale.

Le singole zone omogenee previste dal PUC e di seguito specificate e normate sono distinte

graficamente nelle pagine di Piano redatto in scala 1 :2000 per il centro edificato e per le sue

zone di espansione ed in scala 1:10.000 per il restante territorio Comunale.

 

ZONA A - CENTRO ANTICO

E' la parte di territorio interessata da una agglomerazione urbana che riveste

carattere storico di pregio ambientale e tradizionale, o da porzioni di essa.

ZONA B - COMPLETAMENTO RESIDENZIALE

Sono le parti totalmente o parzialmente edificate ed urbanizzate e diverse dalle

zone A Si suddivide nelle sottozone B1 e B2 in relazione alla specifica normativa

relativa alle cessioni di spazi di uso pubblico.

ZONA C - ESPANSIONE RESIDENZIALE

Sono le parti destinate a nuovi complessi insediativi a carattere residenziale che

risultano inedificate.

ZONA D - ARTIGIANALE MERCANTILE

Sono le parti del territorio destinate all'insediamento di strutture produttive di

carattere artigianale e commerciale.

ZONA E - USO AGRICOLO

Sono le parti di territorio destinate all'agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnica,

all'itticultura, all'attività di conservazione e trasformazione dei prodotti aziendali,

all 'agriturismo, alla silvicoltura ed alla coltivazione industriale del legno.

In linea generale tali zone comprendono gli edifici, le attrezzature e gli impianti

connessi allo svolgimento delle sopraelencate attività.

Si suddivide nelle sottozone E2 – E5  secondo le direttive impartite con il DPGR n°

288/94 con specifica normativa relativa alla destinazione d'uso delle edificazioni

ed ai lotti minimi di intervento.

ZONA G - Sono le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici e

privati, a servizi di interesse generale, quali strutture per l 'istruzione secondaria,

superiore ed università, i beni culturali, la sanità, la residenza protetta ed 'assistita,

lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, i mercati generali, i

parchi, i depuratori e gli impianti di potabilizzazione, gli inceneritori e simili

attrezzature finalizzate alla gestione di servizi pubblici.

ZONA H - ZONE DI RISPETTO URBANISTICO AMBIENTALE

Sono le parti di territorio non classificabili secondo i criteri definiti per le altre

zone omogenee e che rivestano un particolare pregio naturalistico,

geomorfologico, speleologico, archeologico, paesaggistico o di interesse per la

collettività.

Sono inoltre classificate come H le zone di rispetto urbanistico per la presenza di:

strade di rilevante percorrenza, attività moleste per i contigui insediamenti

abitativi, corsi d'acqua, zone cimiteriali, etc.

Ogni zona ha una normativa omogenea per l'intera estensione ed è contraddistinta dalla lettera

caratteristica del tipo di zona e da un eventuale numero progressivo.

L'utilizzazione edilizia e l'urbanizzazione avvengono secondo le norme inderogabili di

destinazione, densità e distanza indicate nelle presenti norme di attuazione del Piano

Urbanistico Comunale.

Articolo: 2 - Attuazione

Nelle zone di espansione a carattere residenziale (C), artigianale e mercantile (D) e di servizi

generali (G), le previsioni del PUC si attuano esclusivamente mediante la formazione e

l'approvazione, a termine di legge, di piani regolatori particolareggiati di esecuzione o di

piani di lottizzazione convenzionati. Detti piani dovranno essere accompagnati da una verifica

di compatibilità ambientale così come previsto dall'art. 21 delle presenti norme.

Ai sensi dell'art. 3 della L.R. n° 20/91 uno o più proprietari qualora dimostrino

l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari di predisporre un piano

attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso alla intera

area.

Nelle Zone "A" e "B" il Comune ha facoltà di predisporre P.R.P. di ristrutturazione o

risanamento; in queste zone possono essere rilasciate concessioni edilizie per singole

costruzioni, nel rispetto delle indicazioni del PUC, previo versamento del contributo relativo

agli oneri di urbanizzazione.

Nella allegata tabella dei tipi edilizi sono quantificati parametri urbanistici che presiedono alla

utilizzazione edilizia del territorio e sono descritti e quantificati gli spazi pubblici o riservati

alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, che nell'insieme costituiscono la

dotazione organica del Comune, prescritta dal citato D.A.EE.LL. n° 2266/U del 20.12.83.

Nelle zone con obbligo di piano particolareggiato di esecuzione alcuni parametri non sono

fissati, ma saranno definiti nei piani stessi sempre nel rispetto del D.A.EE.LL. n° 2266/U.

A norma del 5° comma dell'art. 31 L. 1150/1942 e successive modificazioni il rilascio della

licenza di costruzione è subordinato alla urbanizzazione primaria delle zone.

A questo effetto si conviene che le zone A e B siano urbanizzate.

Nella zona A la edificazione è subordinata al rispetto delle prev1s1om del Piano

Particolareggiato che verrà predisposto di iniziativa pubblica.

Nelle zone B1 e B2, fermo restando il versamento del contributo relativo agli oneri di

urbanizzazione (legge 10/77), è fatto obbligo, di realizzare le recinzioni secondo gli

allineamenti stradali e di provvedere, a cura e spese del concessionario, agli allacciamenti alle

reti pubbliche idrica e fognaria.

Nelle zone E si prescrive in via generale che venga assicurata la strada di accesso,

l'approvvigionamento di acqua sicuramente potabile (mediante allacciamento all'acquedotto

comunale oppure la utilizzazione di sorgente o riserva idonea), e lo smaltimento delle acque

luride (mediante allacciamento alla fogna comunale oppure ad impianto di depurazione o

fossa biologica non sperdente).

Nelle zone C, D, e G si prescrive in via generale l'obbligo della realizzazione delle opere di

urbanizzazione primaria previste nel piano esecutivo indispensabili per rendere funzionante

l'intervento; la loro esecuzione deve avvenire contemporaneamente alla utilizzazione

edificatoria dei lotti, restando subordinato il rilascio del certificato di abitabilità di qualsiasi

fabbricato all'avvenuta esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria.

Articolo: 3 - Piani attuativi o di lottizzazione

Chi intende utilizzare a scopo edilizio i terreni compresi fra le zone C, D, e G deve presentare

un piano di lottizzazione corredato di tutti gli elaborati richiesti dal vigente Regolamento

Edilizio.

L'autorizzazione per la lottizzazione ha validità massima di dieci anni. Può convenirsi anche

un termine più breve.

Uno o più proprietari delle aree incluse nelle citate zone omogenee, qualora dimostrino

l'impossibilità per mancanza di assenso degli altri proprietari interessati, di predisporre un

piano di lottizzazione previsto dal vigente Piano Urbanistico Comunale, possono previa

autorizzazione del Comune, predisporre uno studio urbanistico esteso all'intera zona. In tale

ipotesi il piano si attuerà per comparti (stralci funzionali), convenzionabili separatamente ed i

relativi oneri di urbanizzazione verranno ripartiti fra i diversi proprietari. Le presenti norme di

attuazione determinano i criteri per la individuazione di un comparto funzionale

convenzionabile separatamente.

L'autorizzazione comunale ed il rilascio di concessione edilizia è subordinata alla stipula di

una convenzione da trascriversi a cura del proprietario o dei proprietari o dai loro

rappresentanti autorizzati, che preveda:

1) la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e

l'assunzione, a carico del proponente, degli oneri relativi alla realizzazione di dette opere;

2) la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione secondaria;

3) l'eventuale cessione di immobili che, connessi con le aree lottizzande e idonei alla

realizzazione di opere di urbanizzazione, vengono offerti dal lottizzante o richiesti

dall'Amministrazione a scomputo di oneri di cui al punto 2);

4) la progettazione esecutiva delle opere di urbanizzazione primaria a carico del lottizzante,

da eseguire secondo le indicazioni dell'Ufficio Tecnico Comunale;

5) l'impegno, da parte della proprietà lottizzante, alla manutenzione delle opere di

urbanizzazione fino alla consegna al Comune, con la precisazione dei tempi e dei modi

relativi;

6) l'eventuale impegno per la realizzazione, da parte della proprietà, di opere di

urbanizzazione secondaria a scomputo, parziale o totale, degli oneri di urbanizzazione

secondarie, nonché i termini ed i modi di esecuzione delle stesse;

7) la precisazione dei termini di tempo previsti per la realizzazione degli insediamenti del

piano di lottizzazione;

8) l'importo delle garanzie finanziarie offerte per l'adempimento degli obblighi derivanti

dalle previsioni contenute nella lottizzazione stessa;

9) l' onere per il lottizzante di corrispondere all 'Enel gli oneri di allacciamento così come

previsto dalla delibera CIPE n° 42/86 e successive e di realizzare le opere necessarie per la

distribuzione delle utenze Enel e Telecom in trincea nel sottosuolo secondo le prescrizioni

degli Enti gestori i citati servizi;

10) Il rimborso delle spese di progettazione per le lottizzazioni compilate d'ufficio come di

seguito previsto.

La convenzione deve essere approvata con deliberazione consiliare nei modi e nelle forme di

legge.

Articolo: 4 - Piani attuativi di iniziativa pubblica e privata

Il Sindaco ha facoltà di invitare i proprietari delle aree fabbricabili esistenti nelle singole zone

a formare un piano di lottizzazione delle aree stesse assegnando un termine di trenta giorni per

dichiarare se intendono aderire e un termine di centoventi giorni per presentare il progetto e lo

schema della convenzione.

Se essi non aderiscono, il Comune provvede alla compilazione d'ufficio del piano attuativo.

Il progetto di lottizzazione d'ufficio, approvato nelle forme di rito, è notificato ai proprietari

delle aree con invito a dichiarare entro trenta giorni se l'accettino oppure in che modo

propongono che sia modificato.

In questo caso il Comune ha facoltà di variare il progetto di lottizzazione in conformità alle

richieste degli interessati o di procedere senz'altro alla espropriazione delle aree, per

l'ordinata attuazione del PUC.

Il progetto del piano di lottizzazione sia di iniziativa pubblica che privata dovrà essere redatto

da un ingegnere od architetto iscritto ali ' Albo professionale e composto degli elaborati

prescritti dal vigente regolamento edilizio.

Articolo: 5 - Opere di urbanizzazione e di allacciamento a pubblici servizi

I progetti esecutivi delle opere di urbanizzazione primaria, quelli delle opere di

urbanizzazione secondaria eventualmente realizzate dal lottizzante o quelli per l'allacciamento

della zona interessata ai pubblici servizi, devono essere autorizzati così come previsto dal

vigente regolamento edilizio.

Gli uffici e servizi comunali possono, in ogni fase di esecuzione dei lavori, effettuare visite di

controllo per accertare la buona esecuzione e la conformità al progetto.

A tal fine il proprietario deve dare comunicazione dell'inizio dei lavori e della ultimazione dei

medesimi.

Qualora scaduto il termine di validità dell'autorizzazione a lottizzare, le opere di

urbanizzazione complessivamente eseguite risultino inferiori all' 80% di quelle

complessivamente previste, l'Amministrazione provvederà alla loro esecuzione d'ufficio

incamerando la cauzione rilasciata all'atto della stipula della convenzione sino alla

concorrenza delle somme spese per la esecuzione completa delle opere stesse.

Lo svincolo della cauzione può avvenire su autorizzazione del Sindaco e nella misura del 50%

solo dopo il favorevole collaudo di almeno 1'80% del totale delle opere di urbanizzazione

convenzionate; collaudo da effettuarsi a cura e spese del Comune.

Il restante 50% della cauzione viene svincolato sempre su autorizzazione del sindaco, a totale

ultimazione e favorevole collaudo di tutte le opere previste.

CAPO Il° NORMATIVE PER SINGOLE ZONE OMOGENEE

Articolo: 6 - Zona A - Centro storico

La destinazione della zona è residenziale; oltre le abitazioni sono ammesse le attrezzature

urbane connesse con la residenza, quali pubblici esercizi e locali di divertimento, cinema,

teatri e sale di riunione, alberghi, musei, uffici pubblici e privati, centri culturali e sociali,

centri sportivi e ricreativi ecc., purché di modesta importanza; sono ammesse inoltre le attività

commerciali e le attività artigianali se di modesta dimensione e purché non vi si esplichi

attività di trasformazione di materie prime o semilavorate e non siano pericolose, nocive o

moleste, non creino intralcio alla circolazione e non siano in contrasto con le vigenti leggi

sanitarie.

L'intera zona omogenea A è individuata come zona di recupero del patrimonio edilizio

esistente ai sensi dell'art. 27 della legge 457/70.

Gli immobili, i complessi edilizi, gli isolati e le aree costituenti l'ambito di intervento minimo

per i piani di recupero potranno essere definiti con successiva deliberazione del Consiglio

Comunale.

Qualsiasi attività edificatoria potrà essere autorizzata solo in attuazione di piani

particolareggiati di iniziativa pubblica o di recupero di iniziativa dei privati ai sensi dell'art.

30 della legge 457 /78.

In assenza di detti piani sono vietati:

1) demolizioni in genere non motivate da esigenze di pubblica incolumità o ordinate dal

Sindaco per motivi di igiene o pubblico decoro. Tale divieto è esteso anche a fabbricati

accessori ed a recinzioni prospettanti la pubblica via;

2) nuove costruzioni di qualsiasi genere.

Sono invece ammessi, anche in assenza dei suddetti piani attuativi, gli interventi di cui al

punto a), b), c) dell'art. 31 legge457/78, e precisamente:

a) interventi di manutenzione ordinaria: quelli che riguardano le opere di riparazione,

rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o

mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

b) interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e

sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi

igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole

unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;

c) interventi di restauro e di risanamento conservativo: quelli rivolti a conservare l'organismo

edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel

rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano

destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il

ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi

accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi

estranei all 'organismo edilizio.

Qualora le condizioni statiche o anche igieniche impongano la demolizione parziale del

fabbricato (da certificarsi con perizia tecnica dettagliata) è ammessa anche in assenza di

piano attuativo, la ricostruzione nei limiti della volumetria, della sagoma esterna, della

tipologia costruttiva e dei materiali originari.

Per le nuove costruzioni, le ricostruzioni e le modifiche previste da un piano attuativo valgono

le seguenti norme:

1) L'indice fondiario non può superare quello medio di zona;

2) Le costruzioni possono sorgere a filo strada, ove questa e le caratteristiche dei fabbricati lo

consentano, o su allineamenti arretrati già esistenti o fissati dall'Amministrazione in sede

di piano attuativo. Per le sopraelevazioni dovrà rispettarsi il filo, sulla pubblica strada, del

fabbricato esistente. La sopraelevazione di edifici in aderenza di confine dovrà essere

attuata o in aderenza o con distacco minimo di ml 4,00 soggetto a convenzionamento con

la proprietà confinante. In ogni caso per le parti non sopraelevate dovrà realizzarsi la

copertura a tetto con tipologie e materiali adeguati alla ricomposizione formale della

volumetria complessiva.

3) Per gli ampliamenti e completamenti di cui sopra, fatte salve le norme sulle distanze

stabilite dagli artt. 873 e seguenti del vigente Codice Civile, le distanze tra edifici non

possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra gli edifici preesistenti (computate senza

tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico ambientale).

Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti è consentita la apertura

di finestre a servizio dei vani privi di luci dirette a distanza inferiore a quella sopraindicata

sempre nel rispetto del C.C..

4) Nelle ricostruzioni e nelle parti eventualmente aggiunte, l'altezza massima dei fabbricati

non deve superare le altezze degli edifici preesistenti circostanti, e comunque il valore di

una volta e mezzo la larghezza delle strade che fronteggiano e né il valore assoluto di ml

6,50.

5) Nelle aree di pertinenza delle nuove costruzioni debbono essere riservati appositi spazi per

parcheggi privati in misura non inferiore a mq 1,0 per ogni 10 mc di costruzione.

6) Tutti gli interventi edilizi che prospettano la pubblica via (anche se da questa separati da

cortili chiusi o da altre costruzioni) deve essere rilasciata, al ritiro dell'atto concessionario

o autorizzativo, polizza fidejussoria a garanzia che le opere siano realizzate nei tempi e con

le modalità previste dall'atto stesso. L' importo della garanzia fidejussoria dovrà essere pari

all 'importo dei lavori da eseguirsi dimostrato da specifico computo metrico.

Una più dettagliata normativa sarà definita dal piano attuativo di iniziativa pubblica o privata

con particolare riferimento all'obiettivo della destinazione di zona che è quello della tutela e

della conservazione dei caratteri storici, tipologici ed ambientali attraverso il recupero ad usi

compatibili del patrimonio edilizio degradato e della sostituzione dei fabbricati ormai

irrecuperabili.

Articolo: 7 - Zona B - Di completamento

In questa zona sono consentite le nuove costruzioni, le demolizioni e ricostruzioni per singola

concessione edilizia e gli interventi di ristrutturazione e manutenzione ordinaria e

straordinaria e restauro così come definiti all'art. 31 L. 457/78.

La destinazione della zona è residenziale; oltre le abitazioni sono ammesse le attrezzature

urbane connesse con la residenza quali: pubblici esercizi e locali di divertimento, cinema

teatri e sale di riunione, alberghi, musei, uffici pubblici e privati, centri culturali e sociali, ecc;

sono ammesse inoltre le attività commerciali di vendita al dettaglio e le attività artigianali di

modeste dimensioni, purché non si esplichi attività di trasformazione di materie prime e

sempreché non siano minimamente pericolose, nocive o moleste, non creino intralci alla

circolazione e non siano in contrasto con le vigenti norme sanitarie.

Valgono inoltre le seguenti prescrizioni:

DENSITA' FONDIARIA - L'indice fondiario massimo ammesso è di 3 mc per ogni metro

quadrato di area edificabile. Per la definizione di tale indice si fa riferimento a quanto

previsto nel vigente Regolamento Edilizio. I volumi esistenti regolarmente autorizzati o

edificati ("), indipendentemente dai parametri utilizzati per la loro realizzazione, possono essere integralmente o parzialmente ricostruiti nei limiti del 70%

della volumetria esistente anche accorpati o ricomposti con sagoma diversa dalle

originarie. In questo caso i nuovi ingombri planimetrici devono rispettare quanto prescritto

dalle presenti norme circa le distanze dai confini e dai fabbricati l' altezza massima

consentita e l'indice massimo di copertura.

• Per tutti gli altri interventi di ricostruzione anche parziale di volumi in conseguenza a

demolizioni, valgono le prescrizioni relative alle nuove costruzioni.

• L'indice di copertura fondiario non potrà superare il valore massimo di 0,5 mq per ogni mq

di lotto edificabile.

ALLINEAMENTI STRADALI - I fabbricati debbono di norma sorgere arretrati dal filo

stradale di almeno ml 3,00 minimo. Minori distanze potranno essere ammesse in rapporto a

necessità e/o opportunità di soluzioni coordinate con l'edificazione al contorno. In tal caso

la soluzione dovrà essere oggetto di apposito preventivo progetto planovolumetrico.

CONUINUITA' DEI PROSPETTI VERSO STRADA - L'edificazione dovrà in generale

presentare soluzioni di continuità di prospetti verso strada ed è quindi previsto l'obbligo di

costruire in distacco sui confini considerati laterali rispetto al fronte della pubblica via.

L'eventuale continuità verso strada (edificazione in aderenza sui confini laterali) deve

essere regolata da convenzione tra i proprietari interessati <*>.

DISTANZA DAI CONFINI - Salvo quanto disposto dai precedenti punti la distanza dagli

altri confini diversi dal fronte strada dovrà essere di ml 4,00 che potrà essere ridotta sino

ad una distanza minima di ml 2,00 se regolata da convenzione (*) tra le proprietà dei lotti

confinanti, fermo restando l'obbligo della distanza minima di ml 8,00 tra costruzioni.

DISTANZE TRA PARETI FINESTRATE - La distanza minima assoluta tra pareti finestrate

e pareti di edifici antistanti deve essere sempre di almeno ml 8,00. Non si considerano

(*)L'atto di convenzione dovrà essere stipulato in forma pubblica, essere registrato e trascritto prima dcl rilascio della

concessione edilizia.

edifici antistanti i muri pieni di recinzione.

AMPLIAMENTI E SOPRAELEVAZIONI - Per gli ampliamenti e le sopraelevazioni

valgono le prescrizioni relative alle nuove costruzioni salvo quanto di seguito derogato. Ove

volumetricamente ammissibili, sono consentite sopraelevazioni nel rispetto degli

allineamenti preesistenti, e ciò indipendentemente dalle distanze dei confini di lotto e dagli

edifici contigui. La verifica degli indici di zona deve essere attuata sull' intero fabbricato

(preesistente ed ampliamento).

DEROGA ALLE DISTANZE - Come previsto dall'art. 5 del D.A. 2266/U/83 in sede di

esame di ogni singolo progetto potrà essere concessa deroga alla distanza minima tra pareti

finestrate dei fabbricati per conservare l'allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti di

strada con tessuto urbano già definito.

Può inoltre essere concessa deroga alla distanza fra pareti finestrate dei fabbricati nelle

zone inedificate in data antecedente il 20.12.83 o risultanti libere in seguito a demolizione,

contenute in un tessuto urbano già definito o consolidato, che si estendono sul fronte strada

o in profondità per una lunghezza inferiore a ml 20,00. Ciò nel caso di impossibilità di

costruire in aderenza e qualora il rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti

l'inutilizzazione dell'area o una soluzione tecnica inaccettabile.

Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti, è consentito l'apertura

di finestre nei vani privi di luce diretta a distanza inferiore a ml 8,00 tra pareti finestrate e

sempre nel rispetto delle disposizioni del C.C..

ALTEZZE DEI FABBRICATI - L'a1tezza massima dei nuovi edifici non deve superare

l'altezza media degli edifici preesistenti nell'isolato né una volta e mezza la larghezza della

strada che fronteggiano. L'altezza minima non potrà essere inferiore a ml 3,40. Se la

costruzione è in arretrato rispetto al filo strada l'altezza massima proporzionale alla

larghezza stradale verrà computata sommando la larghezza della strada con la profondità

dell 'arretramento.

COSTRUZIONI ACCESSORIE - Sono consentite, nei cortili e nelle aree libere, costruzioni

accessorie così come definite all 'art. 31 del Regolamento Edilizio. Tali costruzioni

potranno avere un'altezza massima pari a ml 2,50.

CORTILI ED AREE LIBERE - Le parti non destinate a parcheggio dovranno essere

sistemate e mantenute a giardino.

SPAZI A PARCHEGGIO - Nelle nuove costruzioni e negli ampliamenti è fatto obbligo di

destinare a parcheggio privato 1,0 mq per ogni 10 mc di costruzione.

RECINZIONI - Le recinzioni su spazi pubblici potranno essere a parete piena per

un'altezza massima di ml 1,00. La parte superiore dovrà essere ad aria passante fino

all'altezza massima di ml 2,20 dal piano di campagna degli spazi pubblici. Le recinzioni su

altre proprietà potranno essere in muratura con altezza massima pari a ml 2,50 dal piano di

sistemazione di maggior quota tra le due proprietà confinanti. Tutte le recinzioni dovranno

essere finite ed intonacate contestualmente alla ultimazione lavori.

Articolo: 8 - Zona C - Espansione residenziale

Nelle zone C è fatto obbligo ai proprietari o consorzi di proprietari di presentare piani di

lottizzazione conformi alle indicazioni del vigente Piano Urbanistico e Regolamento Edilizio

e di convenzionarli prima di procedere a costruzioni o a qualsiasi modifica dello stato

esistente del terreno. Il suddetto piano di lottizzazione dovrà interessare l'intero comprensorio

urbanistico così come definito dalle cartografie del P.U.C. Potrà limitarsi ad una superficie

minore (minimo ha 1,00) se lo studio di viabilità e zonizzazione interesserà l'intero

comprensorio previa approvazione del Consiglio Comunale della proposta unitaria di

utilizzazione. La destinazione di queste zone è residenziale; oltre le abitazioni sono ammesse

le attrezzature urbane e le attività terziarie connesse alla residenza.

I piani di lottizzazione dovranno assicurare per ogni abitante da insediare una dotazione

minima per spazi pubblici riservati alle attività collettive, verde pubblico e parcheggi, con

esclusione delle sedi viarie, pari a 12 mq/abitante.

Di tali spazi pubblici, dovranno destinarsi almeno 1 mq/abitante per parcheggi ed almeno 5,00

mq/abitante per spazi pubblici attrezzati per il gioco e per lo sport, mentre la rimanente quota

dovrà essere di norma destinata ad aree per l'istruzione e per attrezzature pubbliche di

interesse comune secondo un piano generale di servizi che l'Amministrazione potrà

predisporre esteso a tutte le zone di espansione.

Nella localizzazione delle aree in cessione si tenderà a formare un insieme di spazi e percorsi

articolati e complementari all'interno delle singole zone, avendo come fine la organizzazione

dell'intero insediamento abitativo intorno a percorsi pedonali che colleghino residenza e

servizi pubblici.

L'indice di fabbricabilità territoriale massimo prescritto è di 1 mc per ogni mq di superficie

territoriale oggetto di studio di Piano Particolareggiato di lottizzazione.

BARESNAT.DOC • 10.09.98 17

Per la determinazione di tale indice si tiene conto dell'effettiva superficie catastale oggetto di

P.d.L. comprese le eventuali zone di rispetto a protezione del nastro stradale.

La densità edilizia viene determinata attribuendo 100 mc realizzabili per ogni abitante

insediabile di cui 70 mc destinati alla residenza abitativa, 20 mc destinati ai servizi connessi

alla residenza e 10 mc per servizi pubblici.

Per servizi connessi con funzione residenziale, che possono essere compresi negli edifici

residenziali, si intendono: gli studi professionali e le botteghe artigiane.

Purché localizzati in apposite zone distinte dalle residenze, sono ammessi quali servizi

connessi con l'attività residenziale i negozi, i bar ed i locali pubblici, le attività collettive e

culturali.

Ai fini dell'applicazione dell'indice di fabbricabilità territoriale e di densità edilizia, i volumi

vengono computati così come prescritto dal Regolamento Edilizio vigente.

Nel caso che l'Amministrazione Comunale non intenda utilizzare immediatamente i volumi

riservati ai servizi pubblici, questi non potranno essere assegnati ai privati, ma dovranno

essere accantonati per eventuali esigenze di servizi pubblici.

Possono invece essere utilizzati per servizi pubblici eventuali volumi rientranti nella quota

riservata ai servizi connessi con la residenza cui i privati espressamente rinunciano.

Per tutta la zona "C" valgono le seguenti norme:

1. Le strade veicolari dovranno avere una larghezza minima di ml 9,00 comprendendo le

banchine pedonali di larghezza minima di ml 1,50.

2. L'altezza massima non può superare ml 7,80 (piano terra più piano alto e sottotetto) e la

altezza minima non può essere inferiore a ml 3,40.

3. La distanza minima assoluta tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti non deve

essere inferiore a ml 8,00. La distanza dai confini anche sul fronte strada deve essere pari a

ml 4,00 minimo. Non è ammessa l'edificazione a filo strada. La distanza minima dei

fabbricati dal confine con spazi pubblici non deve essere inferiore a ml 5,00. Non si

considerano edifici antistanti i muri pieni di recinzione.

4. I tipi edilizi saranno case isolate, case binate o case a schiera. Non è consentito il tipo

edilizio su pilotis.

5. La soluzione tipologica ed architettonica degli edifici deve essere umca per un intero

isolato o per una compiuta ed identificata zona di intervento.

6. Sono consentiti nei cortili e nelle aree libere costruzioni accessorie così come definite

all'art. del Regolamento Edilizio e con un'altezza massima pari a ml 2,50.

7. L'indice di fabbricabilità fondiario non è prescritto preventivamente pur nella osservanza

dell'indice massimo di fabbricabilità territoriale per l'intero intervento.

8. L'indice di copertura fondiario non è definito pur nel rispetto di quanto prescritto al punto

3 circa la distanza dei confini o tra superfici finestrate.

9. Nelle aree di pertinenza delle costruzioni debbono essere riservati appositi spazi per

parcheggi privati in misura non inferiore a mq 1 ogni 10 mc di costruzione. Tale area non è

da computare fra le aree per gli spazi pubblici previsti.

10.Le recinzioni sul fronte strada potranno essere a parete piena per un'altezza massima di ml

1,20 dal piano di sistemazione definitiva dello spazio pubblico esterno. La parte superiore

fino all'altezza massima di ml 2,20 dovrà essere ad aria passante. Le recinzioni tra lotti

confinanti avranno un'altezza massima di ml 2,50 e potranno essere a giorno o a muratura

piena. Tutte le recinzioni dovranno essere finite ed intonacate contestualmente alla

ultimazione dei lavori.

11.Gli spazi inedificati dei lotti e non destinati a parcheggio privato, devono essere sistemati e

mantenuti a giorno.

Articolo: 9 - Zone D - Insediamenti produttivi a carattere artigianale e mercantile

Nelle zone D è fatto obbligo ai proprietari o consorzi di proprietari di presentare piani di

lottizzazione secondo le disposizioni del vigente Regolamento Edilizio e di convenzionarli

prima di procedere a costruzioni o a qualsiasi modifica dello stato esistente del terreno.

Il suddetto piano di lottizzazione dovrà interessare l'intera zona omogenea non ancora oggetto

di piano attuativo o una superficie di almeno 1 ha purchè preventivamente venga predisposto

ed approvato uno studio urbanistico dell' intera zona.

La destinazione di questa zona è riservata specificatamente agli insediamenti produttivi a

carattere artigianale e piccolo industriale, nonchè i depositi commerciali e simili.

E' vietata la costruzione di edifici per abitazione ad eccezione di quelli necessari ad accogliere

il personale di custodia ed il proprio nucleo familiare, nella misura massima, per lotto, di un

alloggio la cui superficie utile non ecceda i 70 mq.

Il piano di lottizzazione dovrà prevedere una dotazione di spazi pubblici destinati ad attività

collettive, verde pubblico e parcheggi (escluse le sedi viarie) pari al 10% dell'intera superficie

interessata al Piano attuativo.

Qualora siano previsti depositi commerciali dovrà essere prevista, in aggiunta a quanto

prescritto per gli spazi pubblici, una dotazione integrativa di spazi ad uso pubblico, di cui

almeno la metà destinata a parcheggio, pari a 80 mq ogni 100 mq di superficie lorda di

pavimento.

Detti spazi a parcheggio dovranno per almeno il 50% essere esterni alla recinzione del lotto.

BARESNAT.DOC - 10.09.98 20

Nella zone D l'indicazione del PUC può attuarsi mediante formazione di un piano

particolareggiato (PIP) ai sensi dell'art. 27 L. 22 ottobre 1971 n. 865.

Valgono le seguenti norme:

1. La densità territoriale massima in mq. di soletta lorda per ogni metro quadrato di superficie

edificabile (superficie complessiva del P.d.L. meno aree per spazi pubblici e viabilità) è di

0,5 mq/ml.

2. La superficie dei lotti, la densità fondiaria massima realizzabile sm singoli lotti ed

rapporti di copertura, saranno definiti dal piano di lottizzazione.

3. L'altezza massima dei fabbricati non potrà superare i mt 8,00.

4. I distacchi minimi devono essere di ml 8 dal ciglio delle strade interne e di mt 5 dagli altri

confini. Sono ammesse costruzioni in aderenza di confine.

5. Le recinzioni potranno avere altezza massima di mt 3,00 e dovranno essere a giorno sui

fronti strada.

6. Le aree libere dovranno essere sistemate decorosamente e piantumate sui confini dei lotti.

Articolo: 10 - G1 - Zona cimiteriale - Depuratore

Nel cimitero comunale sono consentite le costruzioni funerarie ed i servizi accessori secondo

quanto previsto dal regolamento di polizia mortuaria o altro regolamento attuativo adottato

dall'Amministrazione.

Nelle aree occupate dall'impianto di depurazione fognario e per una fascia perimetrale di ml

50,00 sono consentiti tutti gli ampliamenti dei manufatti tecnologici necessari all'esercizio

dell' impianto stesso.

Articolo: 11 - Zona G2 - Servizi generali

La destinazione di zona ha carattere terziario con l 'esclusione dell'uso residenziale.

Sono ammesse strutture pubbliche o private per l'istruzione secondaria, lo sport e le attività

ricreative, le attività commerciali e mercantili, gli uffici pubblici o aperti al pubblico, le

attrezzature sanitarie e parasanitarie, le case protette ed i centri di accoglienza sociale, gli

alberghi ed i punti di ristoro, gli impianti tecnologici in genere a servizio dell 'abitato.

Per la edificazione in questa zona è prescritto il piano attuativo di iniziativa pubblica o privata

esteso all'intera zona omogenea.

Se di iniziativa privata il piano sarà redatto così come previsto dalle presenti norme e dal

Regolamento Edilizio per i piani di lottizzazione.

Si applicano i seguenti indici di utilizzazione urbanistica:

·         Indice di fabbricabilità territoriale pari a 2 mc/mq.

·         Spazi pubblici da cedersi gratuitamente all'Amministrazione pari al 20% dell 'intera superficie territoriale oggetto di intervento oltre alla viabilità di piano.

·         Per la destinazione commerciale o ad uffici pubblici è prescritto inoltre che per ciascun

fabbricato venga destinata ad uso pubblico una superficie pari all'80% della superficie

complessiva calpestabile lorda chiusa e che di questa almeno il 50% sia attrezzata a

parcheggio.

Articolo: 12 - Zona G3 - Parco Pubblico

La destinazione di zona è parco pubblico a carattere sovracomunale.

Sono pertanto ammesse solo strutture pubbliche finalizzate ad una utilizzazione per lo svago

ed il ristoro, il tempo libero e lo sport e la fruizione naturalistica.

In applicazione al disposto di cui all'art. 19 lettera g della L.R. 45/89 si adottano le seguenti

norme di tutela e di salvaguardia:

1. Per la edificazione con indice territoriale magg10re a 0,01 mc/mq è prescritto il piano

attuativo di iniziativa pubblica;

2. Il piano attuativo non potrà prevedere, con riferimento alla superficie territoriale, una

edificabilità superiore a 0,03 mc/mq per la volumetria e 1/100 per la superficie coperta.

Non concorrono a costituire consistenza edilizia ai fini dell'applicazione degli indici di cui

ai punti 1 e 2 i manufatti precari e provvisori previsti per allestimenti temporanei finalizzati

alla destinazione d'uso di zona.

3. E' in via generale interdetto l'abbattimento della vegetazione arborea ed a cespuglio.

Qualora risultasse motivatamente giustificata l'edificabilità in sedimi occupati da piante si

dovrà provvedere al loro trapianto o, in alternativa, al risarcimento dei luoghi con la

piantumazione di tre nuovi esemplari per ogni pianta abbattuta.

4. In tutte le zone omogenee non è consentito:

* la edificabilità dei terreni con pendenza superiore al 25% mentre non è consentita la

modificazione della naturale pendenza in quelli con pendenza superiore al 15%.

* l'apertura di viabilità veicolare di attraversamento. Sono realizzabili modeste piste di

accesso pavimentate in mac-adam stabilizzato o pietra.

* l' insediamento stabile di attività che generino fenomeni di inquinamento atmosferico ed

acustico.

Articolo: 13 - Zona S - Aree e servizi pubblici

Le zone S vengono individuate dal PUC per garantire alle zone omogenee A e B già edificate

o di completamento residenziale le quantità minime di spazi pubblici o riservati alle attività

collettive, a verde pubblico o a parcheggi, previste dall'art. 7 del D.A. n° 2266/U del

20.12.83.

La destinazione d'uso di zona è di servizi pubblici quali:

1. ISTRUZIONE: asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo;

2. INTERESSE COMUNE: attrezzature di carattere religioso, culturale, sociale, assistenziale,

sanitarie, amministrative e per pubblici servizi;

3. VERDE PUBBLICO: spazi attrezzati a parco o a giardino, per lo sport, il gioco ed il tempo

libero;

4. PARCHEGGI: spazi di sosta veicolare di uso pubblico comprese le corsie di accesso e

manovra.

I manufatti da realizzarsi nella zona S sono opere di interesse pubblico e pertanto saranno

progettati ed approvati su iniziativa della Amministrazione Comunale. Salvo quanto disposto

dalla legge 1/78 valgono le seguenti previsioni di utilizzazione urbanistica:

·         indice di fabbricabilità fondiario pari a: 3 mc/mq per l'istruzione, gli edifici destinati ad attività di interesse comune; 1 mc/mq per gli edifici a servizio degli impianti sportivi; 0,5 mc/mq per gli spazi destinati a verde pubblico attrezzato

·         superficie coperta massima pari allo 0,5 mq/mq per tutti gli interventi

·         altezza massima ml 10,00

·         distanza dai confini pari a ml 5,00 con possibilità di edificare in aderenza sul confine verso

strada o altri spazi pubblici.

Articolo: 14 - Zona H - Di rispetto e salvaguardia

Queste zone comprendono le parti di territorio che per il loro pregio naturalistico o perché di

particolare interesse per la collettività sono sottoposte a tutela e salvaguardia.

E' prescritto l'indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq.

Ai sensi dell'art. 16 della Legge n° 767/67 è ammessa la possibilità di deroga a tale vincolo

per la realizzazione di edifici, attrezzature ed impianti pubblici.

Anche se non esplicitamente individuate nelle planimetrie di PUC costituiscono zone H di

rispetto:

• le fasce circostanti il corso delle acque pubbliche per una larghezza di mt 20 su entrambi i

lati;

• le fasce circostanti i resti di nuraghi preistorici per una larghezza di 100 mt;

• le fasce circostanti sorgenti d'acqua o pozzi di utilizzazione pubblica per una larghezza di

30mt;

• le fasce circostanti le aree cimiteriali per una larghezza di ml 100;

Le recinzioni debbono essere compatibili con le esigenze di tutela ambientale cui può essere

finalizzata la destinazione di zona.

Le recinzioni su strada o spazi pubblici devono essere ad aria passante.

Nella fascia di protezione stradale è consentita unicamente la realizzazione di opere a servizio

della strada, con esclusione di quelle aventi carattere di edificazione.

Sono però ammesse le strade di servizio locali, i parcheggi, le cabine elettriche di

distribuzione e trasformazione. Sono pure ammessi i distributori di carburante e relativi

accessori a servizio degli utenti stradali, che potranno utilizzare un indice di fabbricabilità pari

a 0,1 mc/mq e, se realizzati con strutture fisse, saranno soggetti a concessione edilizia

temporanea revocabile per motivi di pubblica utilità.

Articolo: 15 - Insediamenti commerciali

La costruzione di nuovi locali o la modifica di destinazione di locali esistenti per attività

commerciali al dettaglio è consentita unicamente nelle zone A e B e nelle zone C negli spazi

di servizio annessi alla residenza previsti dal Piano di Lottizzazione.

Le attività commerciali mobili sono esercitate unicamente nelle apposite piazze e capannoni

adibiti a mercato salvo le disposizioni straordinarie del Sindaco, su parere del Medico

d'Igiene e della Commissione Edilizia.

Nelle richieste di concessione per la costruzione per locali adibiti al commercio si dovrà

indicare quale tipo di attività si intende svolgere e per quali tabelle merceologiche (D.M.

30/08/71) si intende esercitare la vendita.

Dovranno inoltre essere osservate le norme di attuazione della Legge n. 426/71 ed m

particolare le norme sulle superfici minime di vendita.

Articolo: 16 - Zone E - Agricole - Disposizioni generali

Tali zone comprendono tutto il restante territorio Comunale non facente parte delle altre zone

omogenee A, B, D, C, G, H in cui è suddiviso. Ai sensi del D.P.G.R. N° 22 del 3.8.94 ed al

fine di tutelare quelle parti di territorio a vocazione produttiva agricola e salvaguardare

l'integrità dell' azienda agricola e rurale, questa zona viene suddivisa in cinque sottozone con

specifiche destinazioni d'uso e differenti prescrizioni circa· l'attività edificatoria e la

frazionabilità dei fondi.

La destinazione d'uso generale delle zone E è esclusivamente finalizzata alle seguenti attività:

1. agricoltura

2. pastorizia e zootecnia

3. itticoltura

4. attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali

5. agriturismo come attività collaterale a quella indicata ai punti 1, 2, 3, 6.

6. silvicoltura e coltivazione industriale del legno.

Salvo quanto più restrittivamente previsto per le singole sottozone sono inoltre ammessi in

questa zona le seguenti costruzioni:

a) fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo,

all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione

degli impianti classificabili come industriali;

b) fabbricati per agriturismo(*);

c) fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei

industriali (forestazione produttiva),

d) strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del

disagio sociale;

e) fabbricati ad uso residenziale se strettamente connessi alle sopraelencate attività;

t) punti di ristoro (*);

g) impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL.

NORME DI EDIFICABILITA' PER TUTTE LE SOTTOZONE

Nel territorio compreso entro la fascia di 200 metri dal perimetro dell'abitato sono consentite

solo i fabbricati di cui alla lettera b) e d) o piccole costruzioni destinate al ricovero di attrezzi,

mezzi e materiali necessari per la conduzione agricola del fondo la cui consistenza sia

inferiore ai 6 mq di superficie calpestabile chiusa con una altezza massima pari a ml 3,00.

(*) per fabbricati destinati all'agriturismo devono intendersi quegli immobili o porzione di immobili destinati

all'accoglienza turistica (camere, servizi, spazi comuni, locali accessori) compresi in un corpo aziendale di estensione

minima pari a 3,00 ha ove oltre alla residenza del conduttore sia prevista la realizzazione di volumi connessi alla

conduzione agricola e/o zootecnica del fondo.

(* *) per punti di ristoro devono intendersi i bar, i ristoranti, le tavole calde, le attività sportive e ricreative, i piccoli

alberghi destinati all'attività del turismo rurale con un massimo di 20 posti letto.

In tutte le sottozone sono consentiti negli immobili esistenti gli interventi definiti ai punti a),

b), c), d) della legge 457/78.

Per le nuove costruzioni, le ricostruzioni e gli ampliamenti si prescrivono le seguenti norme:

·         L'indice fondiario massimo non potrà superare:

- 0,20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a)

- 0,01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera c)

- 0,03 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera e)

- 0,10 mc/mq per le strutture di cui alla lettera d)

- 50 mc/posto letto per i fabbricati o porzioni di cui alla lettera b)

- 1,00 mc/mq previa deliberazione del C.C. per impianti di interesse pubblico quali cabine

ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili

- 0,01 mc/mq incrementabile con delibera C.C. fino a 0,10 mc/mq per il fabbricati di cui

alla lettera f)

·         Per ciascun intervento edilizio la verifica della volumetria massima realizzabile va

effettuata applicando per ciascuna destinazione d'uso il relativo indice massimo all 'intera

superficie fondiaria di intervento.

·         Ai fini edificatori la superficie minima di intervento è stabilita in Ha 1,00, salvo per quanto

riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti

vivaistici, per i quali è stabilita in ha 0,50.

·         L'ampliamento dei volumi residenziali esistenti deve essere realizzato utilizzando

l'eventuale parte rustica attigua all'edificio, semprechè non necessario alla conduzione del

fondo.

·         Per la determinazione degli indici di utilizzazione (volumetria e superficie coperta) relativi

ai fabbricati di cui alle lettere a), b) e) ed f) del presente articolo e per la verifica della

sussistenza delle superfici fondiarie minime di intervento, può assumersi quale superficie

fondiaria la somma di diversi corpi aziendali anche non contermini ubicati nel territorio

comunale. Le superfici allo scopo individuate dovranno essere vincolate all'asservimento reciproco di utilizzazione urbanistica con atto d'obbligo. Detti accorpamenti aziendali verranno inoltre riportati su apposita cartografia depositata presso l' Ufficio Tecnico Comunale.

·         Per le opere di cui al punto a) destinate ad attività zootecnica o agro-pastorale da realizzarsi

ad oltre 500 mt dal perimetro urbano ed in presenza di particolari motivate esigenze

aziendali, l'indice può essere incrementato sino al limite massimo di 0,5 mc/mq con

deliberazione del Consiglio Comunale.

·         I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi debbono distare almeno 50 mt dai

confini di proprietà ed avere un rapporto di copertura con l'area di pertinenza non superiore

al 50 per cento. Detti fabbricati debbono altresì distare dal limite delle zone territoriali A,

B, C, D, G ml 500 se trattasi di allevamenti per suini, ml 300 per ovicunicoli e ml 100 per

bovini, ovicaprini ed equini. Le distanze di cui al presente comma, non si applicano agli

impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.

·         Le serre fisse, anche con strutture murarie fuori terra sono ammesse nei limiti di un

rapporto di copertura di 0,5 mq/mq, e sono considerate a tutti gli effetti strutture di

protezione delle colture e conseguentemente non costituiscono volumetria o superficie

coperta ai fini dell 'applicazione degli indici di utilizzazione urbanistica. Non si applicano

inoltre le norme sulle distanze dai confini salvo quanto disposto in merito dall'art. 878 C.C.

Le serre, purchè finalizzate alla protezione o forzatura delle colture, possono essere

installate previa autorizzazione edilizia previo eventuale prescritto parere ai sensi della

Legge 1497/37.

·         Salvo quanto previsto ai precedenti punti per interventi con indici superiori a quelli

sopraindicati o comunque per gli insediamenti od impianti con volumi superiori ai 3.000

mc, o con numero di addetti superiore a 20 unità, o con numero di capi bovini superiori alle

100 unità (o numero equivalente di capi di altra specie), la realizzazione dell'insediamento

è subordinata oltre che a conforme deliberazione del C.C. al parere favorevole degli

Assessorati Regionali degli Enti Locali.

·         Le abitazioni in zona agricola, che non siano allacciate a fognature comunali, dovranno

essere dotate, secondo da natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smaltimento; gli

insediamenti agro-alimentari e gli allevamenti zootecnici intensivi dovranno essere dotati

di sistemi di smaltimento o depurazione approvati dall'Amministrazione Comunale.

·         Per la realizzazione di nuove strutture aziendali comprendenti l'attività agrituristica, sono

ammessi tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristica. Per ogni posto letto va

computata una cubatura massima di 50 mc. Le volumetrie per i posti letto con destinazione

agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella

medesima azienda agricola in cui si esercita l' attività agrituristica. La superficie minima

del fondo non deve essere inferiore a ha 3 ottenute anche con l'accorpamento di diversi

corpi aziendali anche non contermini. Il concessionario con atto d'obbligo<*> deve

impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie, a non frazionare una superficie non

inferiore a ha 3 individuata nel progetto e a mantenere la destinazione agroturistica dei

posti letto. Il progetto edilizio deve prevedere sia le residenze sia le attrezzature e gli

impianti, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indicata nel

progetto.

·         Negli interventi edificatori è fatto d 'obbligo di osservare la distanza minima dai confini

stradali prevista dal D.M. 1404/68 e dal nuovo codice della strada. A tal fine tutta la

viabilità campestre viene dal PUC definita dei tipo "vicinale" così come definita dall ' art. 3

del D.L. n° 285/92. Le recinzioni dovranno in ogni caso essere realizzate a distanza

minima di ml 3,50 dall'asse stradale esistente.

·         La distanza minima tra fabbricati dovrà essere pari all'altezza del fabbricato più alto con un

minimo di ml 3,00. Per i fabbricati di cui ai punti b ), d) e), f) è prescritta la distanza

minima di ml 8,00 tra parete finestrata ed altro fabbricato. Tale distanza minima non è

richiesta se la superficie finestrata non concorre a determinare la quantità minima di

superficie finestrata richiesta dal Regolamento Edilizio con riferimento alle norme di

igiene e salubrità.

·         Per interventi di consistenza superiore a 5000 mc è prescritta la valutazione della

compatibilità ambientale così come definita dall'art. 21 delle presenti norme.

·         Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l'ampliamento di strade e per la

realizzazione di opere pubbliche in genere e nei casi di demolizione è consentita la

ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d'uso, nei limiti consentiti dalle

prescrizioni generali per le zone agricole e quelle particolari delle singole sottozone di

seguito normate, in area agricola di superficie anche inferiore a quanto prescritto dalle

presenti norme di attuazione.

TIPOLOGIE EDILIZIE E CARATTERISTICHE DI COSTRUZIONE

Ai sensi del 4° comma art. 8 del DPGR n° 228/94 tutti gli interventi edilizi e le modificazioni

dello stato dei luoghi devono comunque avere come finalità la salvaguardia e la conservazione

del patrimonio storico ambientale rurale ed il rispetto delle tradizioni locali.

Allo scopo in tutte le zone agricole si applicano per gli interventi di recupero degli edifici

preesistenti e per le nuove edificazioni le seguenti norme:

BARESNAT.DOC - 10.09.98 32

Nella zonizzazione del territorio comunale vengono identificate con le sottozone di seguito

elencate quelle parti omogenee del territorio che per caratteristiche geopedologiche ed

agronomiche intrinseche dei suoli e della loro attitudine e potenzialità colturale o comunque

di sfruttamento produttivo.

ZONAE2

Comprendono queste sottozone quelle aree di primaria importanza per la funzione agricoloproduttiva.

·         Sono ammesse le attività previste ai numeri 1), 2), 3) 4), 5) del precedente articolo.

·         Sono ammessi i fabbricati di cui ai punti a), b ), d), e), t), g) cui saranno applicati gli indici

volumetrici di destinazione urbanistica ad essi relativi.

·         Negli interventi edificatori l'altezza massima non potrà superare i ml 7,80.

·         Salvo il rispetto delle norme previste dal DM 1404/68 e dal vigente nuovo codice della

strada la distanza minima dei fabbricati dai confini dovrà essere pari a ml 5,00. Tale

distanza potrà essere ridotta a ml 3,00 per dimostrata impossibilità di utilizzazione edilizia

del lotto in relazione alle sue dimensioni planimetriche ed alle esigenze di edificabilità

connesse all'attività aziendale.

ZONA ES

Comprendono queste sottozone le aree marginali per attività agricole nelle quali si ravvisa

l' esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale.

In queste zone omogenee non è ammessa l'edificabilità nelle aree a pendenza naturale

maggiore del 40%. Nelle altre aree valgono le seguenti norme:

·         Sono ammesse le attività di cui ai numeri 1 ), 2), 4), 5) 6) del precedente articolo.

·         Le tipologie edilizie da adottarsi nelle nuove edificazioni dovranno avere copertura a tetto ed una o due falde rivestite con tegole.

·         Non sono ammesse sporgenze del solaio dal filo delle murature superiori a cm 30 salvo la sporgenza stessa non costituisca copertura di una loggia al piano terreno. Le sporgenze e le logge sono comunque ammesse solo nel fronte coincidente con la linea di gronda delle coperture.

·         Tutte le murature devono essere intonacate al rustico o a civile e tinteggiate o realizzate in pietra locale a vista.

·         Non sono ammessi rivestimenti anche parziali di facciate con materiali ceramici e comunque lucidi.

·         Le tettoie e coperture aperte destinate al ricovero di mezzi, materiali e prodotti potranno avere, se ubicate non in aderenza alle costruzioni, struttura metallica con manto di copertura anche in lamiera verniciata non riflettente.

·         Le recinzioni in muratura dovranno essere in pietra locale a vista o muratura intonacata.

·         Negli interventi di recupero dovrà conservarsi l' impianto tipologico originario del fabbricato sia distributivo che costruttivo. Le ricostruzioni e gli ampliamenti dovranno essere progettati adottando soluzioni coerenti con la finalità della conservazione e valorizzazione dell'esistente.

·         I mutamenti di destinazione d'uso saranno ammessi se conformi alle specifiche previsioni per le singole sottozone.

Articolo: 17 - Zone E - Agricole - Sottozone

·         Sono ammessi i fabbricati di cui ai punti a), b), c), d), e), f), g) del precedente articolo cui

saranno applicati gli indici volumetrici di destinazione urbanistica ad essi relativi.

·         Negli interventi edificatori l'altezza massima non potrà superare i ml 7,80.

·         Per la distanza minima dei fabbricati dai confini vale quanto previsto per la zona E2.

Articolo: 18 - Tutela delle presenze arboree di valore ambientale

In via generale è comunque sempre vietato il taglio di piante secolari.

In tutte le zone omogenee è prescritta la tutela e la valorizzazione delle seguenti essenze

arboree: quercus ilex, quercus suber, rovere, rovereta, frassino, olmo, tiglio, alloro, carrubo,

olivo e mandorlo.

Il taglio e/o l'estirpazione delle sopramenzionate piante, se non secolari, deve essere

autorizzato dall'Amministrazione Comunale in relazione alle effettive esigenze derivanti

dall' utilizzazione edilizia o produttiva del fondo in cui insistono.

Articolo: 19 - Aree di tutela archeologica

Vengono individuate dal PUC all'interno della zona E specifiche unità catastali nelle quali si

ha traccia storica di antichi insediamenti umani. In tali aree è prescritto che qualsiasi

modificazione dello stato dei luoghi a seguito di scavi o arature profonde venga

preventivamente autorizzato dalla Amministrazione Comunale che vigilerà al fine di tutelare

eventuali emergenze che dovessero rinvenirsi nel corso dei lavori.

Parimenti i titolari dell'autorizzazione, qualora rinvenissero tracce di manufatti, oggetti ed

elementi lapidei lavorati, dovranno sospendere immediatamente i lavori e darne

comunicazione all'Amministrazione Comunale.

Si riporta di seguito l'elenco delle particelle catastali soggette alla specifica normativa del

presente articolo:

Foglio 10 mapp. 288-289-163-164-165-136-341-379, Foglio 14 mapp. 59-60-61, Foglio 9

mapp. 81-187, Foglio 7 mapp. 70, Foglio 8 mapp. 138, foglio 4 mapp. 240-241, Foglio 5

mapp. 117-118-133, Foglio 1mapp.153, Foglio 3 mapp. 121-149-173-174-97-145, Foglio 12

mapp. 178.

Articolo: 20 - Portali e segni architettonici

Nelle zone omogenee A, B1 e B2 è fatto divieto di manomettere, demolire o trasformare i

portali di accesso alle proprietà e tutti gli elementi decorativi di facciata riconducibili a segni

architettonici testimonianza di una edificazione del passato.

Sono inoltre soggetti a preventiva autorizzazione comunale tutti gli interventi di restauro e

ristrutturazione dei portali di seguito elencati:

Via Is Tellaias civico 27; Via Eleonora civico 1,8,9 e 13; I" traversa Eleonora civico 5 e 7; II"

traversa Marconi civico 1,3 e 9; Via Marconi civico 7, 9, 12 e 14; Via Municipio civico 27,

21,17; Via Roma civico 27, 40, 46, 62, 70, 73 e 103; Via Umberto civico 10, 13, 11 e 1; Via

Moro civico 6 e 8; Via C. Alberto civico 1 e 17; Piazza Municipio civico 9; Via S. Sebastiano

civico 14; Vico Chiesa civico 2; Via Trieste civico 17.

Articolo: 21 - Verifica di compatibilità ambientale

La verifica di compatibilità ambientale è prescritta per le zone omogenee ove è prevista la

predisposizione di un piano attuativo e per tutti gli interventi edilizi esterni al centro abitato di

consistenza maggiore di 3.000 mc.

In tal caso il progetto di utilizzazione dei fondi deve essere accompagnato da uno studio

ambientale che dimostri la compatibilità dell'intervento con l'equilibrio paesaggistico e le

risorse infrastrutturali esistenti.

In particolare lo studio dovrà contenere l 'analisi:

·         della viabilità di accesso in rapporto alla destinazione d' uso prevista ed ai bacini di utenza cui è destinata;

·         del sistema idrografico interessato e degli effetti che l'intervento potrebbe indurre sullo stesso;

·         della fattibilità geotecnica delle opere con particolare riferimento alle opere di fondazione e di sostegno delle terre ed alla protezione delle acque drenanti superficiali e di media profondità;

·         della attuale utilizzazione dei suoli, delle presenze arboree esistenti;

·         dei profili morfologici dei siti ante e post edificazione;

·         dei profili di land scape simulati da almeno due punti di vista e comunque dalla viabilità pubblica ed eventualmente dal centro abitato;

·         degli interventi risarcitori sotto il profilo ambientale previsti in progetto;

·         delle infrastrutturazioni esterne al lotto previste in progetto.

Gli elaborati di progetto dovranno essere accompagnati da tutte le rappresentazioni e

simulazioni grafiche e fotografiche necessarie per supportare le analisi precedentemente

elencate.

Articolo: 22 - Rapporto tra Regolamento Edilizio e norme di attuazione del PUC

Il regolamento edilizio costituisce compendio normativo e procedurale alle presenti norme di

attuazione.

In caso di contrasto tra le sue prescrizioni e le presenti norme valgono in via generale queste

ultime in quanto speciali rispetto alle prime.

Mancando norme specifiche per le singole zone omogenee si applicheranno quelle più

generali del Regolamento Edilizio.

Il contrasto tra differenti cartografie si risolve adottando le previsioni previste dalla cartografia

in scala più dettagliata mentre in caso di contrasto tra la cartografia e le presenti norme

prevalgono queste ultime.

NORMA FINALE

Tutto quanto non espressamente previsto nelle presenti norme, nel regolamento edilizio e

nella cartografia di piano è regolamentato dalle disposizioni di legge statali, regionali e dalle

norme vigenti in materia urbanistica ed edilizia.

 

 

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