Piano Urbanistico Comunale di Castiadas (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Castiadas

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.58 del 2014-12-11
A1
Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale, disciplinata da Programma Integrato con valenza di Piano Particolareggiato
A2
Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale non sottoposta a Piano Attuativo
B1
Aree destinate al completamento residenziale
C1
Aree destinate all’espansione residenziale già sottoposte a pianificazione attuativa
C2
Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito delle borgate
C3
Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito della borgata di Olia Speciosa
D1
Aree per attività produttive già sottoposte a pianificazione attuativa
D2
Aree per attività produttive consolidate da sottoporre a riassetto organico
D3
Aree per attività produttive con scarse o nulle presenze consolidate da sottoporre a pianificazione attuativa
E1
Aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata
E2
Aree di primaria importanza per la funzione agricola- produttiva
E4
Aree caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali
E4-B
Aree per la localizzazione delle residenze rurali, all’interno della sub-zona agricola E4
E5
Aree marginali per l'attività agricola
F1
Aree d’interesse turistico nelle quali sono inclusi ambiti riferibili ad interventi consolidati e/o normati da strumenti attuativi convenzionati
F1 - a
Lott.ne Mariella soc. Simo Espansi 82 s.r.l. - loc. S. Giusta
F1 - c
P.P. con valenza di Piano di Risanamento
F1 - e
Lott.ne. Villa Rei - S. Moico s.r.l Loc. S. Elmo
F1 - f
Lott.ne Seu Maurizio e figli
F1 - h
Camping Garden Cala Sinzias
F1 - p
Centro turistico-residenziale Genna-Spina Residence
F2
Aree di interesse turistico nelle quali sono individuabili ambiti in grado di ospitare interventi a destinazione ricettivo-alberghiera e turistico-residenziale
F3
Aree di interesse turistico di riferimento alla risorsa parco
G1
Aree destinate a servizi di interesse generale di tipo aeroportuale
G2
Aree destinate a servizi di interesse generale a supporto della nautica
G3
Aree destinate a servizi di interesse generale e di supporto alla funzione alberghiera
G4
Aree destinate ad accogliere strutture ed impianti per attività sportive
G5
Aree di interesse generale destinate a parco attrezzato
G6
Aree per attrezzature tecnologiche specializzate
G-F
A funzione Integrata: Servizi e Strutture Turistiche
H1
Aree di particolare pregio ambientale e naturalistico
H2
Aree con vincolo idrogeologico
H3
Aree di rispetto cimiteriale
H4
Aree di rispetto stradale
H-arch
Aree di rispetto archeologico
S1
Aree per l’istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo
S2
Aree per attrezzature d’interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre
S3
Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade
S4
Aree per parcheggi pubblici, in aggiunta alla superficie a parcheggio prevista dall’art. 18 della L. 765: tali aree, in casi speciali, potranno essere distribuite su diversi livelli

Articolo: 1 - RIFERIMENTI NORMATIVI

Il quadro giuridico di riferimento è costituito dalla Legge Urbanistica n. 1150 del 17/08/1942 e successive modificazioni e integrazioni, dalla Legge n. 10 del 1977 e successive modificazioni, da tutte le Leggi Regionali in materia Urbanistica e in particolare il D.A.EE.LL. 20/12/1983 n. 2266/U, la Legge Urbanistica Regionale n. 45 del 22/12/1989 e successive modificazioni e integrazioni e le Direttive Regionali per le zone Agricole approvate con Decr. del Presidente della Giunta Regionale n. 228 del 03/08/1994.

Le previsioni del P.U.C. hanno validità giuridica a tempo indeterminato per l’intero territorio comunale e possono essere soggette a revisioni periodiche nei modi e con le procedure di cui all’art. 20 della L.R.45/89 e successive modificazioni.

Articolo: 2 - ELABORATI COSTITUTIVI DEL P.U.C.

Il Piano Urbanistico Comunale del Comune di Castiadas è costituito dai seguenti elaborati:

    1. – Relazione illustrativa.
    2. – Relazione ambientale-territoriale.
    3. – Relazione Agronomica.
    4. – Norme di Attuazione.
    5. – Regolamento edilizio.

Tav. B.1 – Area di studio, risorse strategiche e infrastrutture. (scala 1:25.000)

Tav. B.2 – Risorse archeologiche e sistema dei vincoli. (scala 1:25.000)

Tav. B.3 – Stato di attuazione del PUC vigente. (scala 1:25.000)

Tav. B.4 – Fruibilità del litorale. (scala 1:10.000)

Tav. B.5 – Recepimento del Piano d’Assetto Idrogeologico. (scala 1:10.000)

Tav. C.1 – Carta geologica. (scala 1:25.000)

Tav. C.2 – Carta geomorfologica. (scala 1:25.000)

Tav. C.3 – Carta idrogeologica e analisi idrologica. (scala 1:25.000)

Tav. C.4 – Carta delle acclività. (scala 1:25.000)

Tav. C.5 – Carta delle unità di paesaggio. (scala 1:25.000)

Tav. D.1 – Carta della classificazione agronomica dei terreni. (scala 1:25.000)

Tav. D.2 – Carta delle aree agricole e loro zonizzazione. (scala 1:25.000)

Tav. E.1.a – Zonizzazione del territorio extraurbano. (scala 1:10.000) Tav. E.1.b – Zonizzazione del territorio extraurbano. (scala 1:10.000) Tav. E.2 – Zonizzazione delle borgate: L’Annunziata. (scala 1:2.000) Tav. E.3 – Zonizzazione delle borgate: Camisa. (scala 1:2.000)

Tav. E.4 – Zonizzazione delle borgate: Castiadas Centro. (scala 1:2.000) Tav. E.5 – Zonizzazione delle borgate: Olia speciosa. (scala 1:2.000) Tav. E.6 – Zonizzazione delle borgate: San Pietro. (scala 1:2.000)

F.1 – Studio di compatibilità paesistico ambientale. Tav. F.2 – S.C.P.A. – Carta geologica. (scala 1:25.000)

Tav. F.3 – S.C.P.A. – Carta geomorfologica. (scala 1:25.000)

Tav. F.4 – S.C.P.A. – Carta idrogeologica e analisi idrologica. (scala 1:25.000)

Tav. F.5 – S.C.P.A. – Carta delle acclività. (scala 1:25.000)

Tav. F.6 – S.C.P.A. – Carta delle unità di paesaggio. (scala 1:25.000)

Tav. F.7 – S.C.P.A. – Carta della classificazione agronomica dei terreni. (scala 1:25.000) Tav. F.8 – S.C.P.A. – Carta delle aree agricole e loro zonizzazione. (scala 1:25.000) Tav. F.9 – S.C.P.A. – Risorse archeologiche e sistema dei vincoli. (scala 1:25.000)

Tav. F.10 – S.C.P.A. – Carta riassuntiva di setaccio. (scala 1:25.000) Tav. F.11 – S.C.P.A. – Carta degli impatti potenziali. (scala 1:25.000) Tav. F.12 – S.C.P.A. – Previgente P.T.P. N° 13 (scala 1:25.000)

Tav. F.13.a – S.C.P.A. – Comparti di attuazione. (scala 1:10.000)

Tav. F.13.b – S.C.P.A. – Comparti di attuazione. (scala 1:10.000)

Articolo: 3 - CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE NORME DI ATTUAZIONE

Tutte le opere edilizie e di urbanizzazione già costruite, in corso di costruzione e da costruire nel territorio comunale, anche con modifica di destinazione d’uso, nonché le modifiche di destinazione d’uso senza opere negli edifici esistenti, sono soggette alle prescrizioni contenute nel Regolamento Edilizio Comunale, nelle cartografie e nelle norme degli strumenti urbanistici vigenti e nelle presenti Norme di Attuazione.

Per quanto non specificato si applicano le disposizioni di legge in materia.

Il Piano Urbanistico Comunale disciplina le trasformazioni degli immobili compresi nel territorio comunale che, intervenendo sulla consistenza fisica e/o sull’uso, siano soggette dalla legislazione vigente a concessione edilizia, autorizzazione edilizia, denuncia di inizio della attività di cui al Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia del DPR 6 Giugno 2001, n. 380, in quanto applicabile ai sensi della L.R. n. 5 del 16/05/2003.

Il Piano Urbanistico Comunale integra inoltre al proprio interno la disciplina di ulteriori particolari trasformazioni che, in rapporto alla tutela dei beni ambientali, naturali e culturali, o in dipendenza da specifiche normative, siano subordinate ad autorizzazioni particolari.

Articolo: 4 - CONTENUTI ED EFFICACIA DEL P.U.C.

Il P.U.C. definisce l’assetto del territorio del Comune di Castiadas, comprende tutto il territorio Comunale ed ha validità a tempo indeterminato, fino a quando non entri in vigore il nuovo Piano. Pertanto le presenti norme di attuazione sostituiscono interamente quelle dello strumento urbanistico vigente e restano in vigore fino a quando il Consiglio Comunale non procederà a modificarle o sostituirle con altre norme.

Il P.U.C. assicura l’equilibrata espansione delle borgate di Castiadas in coerenza con le Direttive e i vincoli Regionali e regola l’uso del territorio agricolo e delle parti destinate allo sviluppo turistico e produttivo, detta norme per il recupero e l’uso del patrimonio edilizio esistente, per una adeguata dotazione di servizi sociali e di carattere infrastrutturale del territorio comunale.

Articolo: 5 - RAPPORTI CON IL QUADRO LEGISLATIVO E CON I PIANI SOVRAORDINATI

Il P.U.C. si attua nel rispetto delle Direttive emanate dalla Regione Sardegna, ed in particolare dalle “Direttive per le zone agricole” (D.P.G.R. 3 agosto 1994, n. 228, con riferimento all’art. 8 della L.R. 22 dicembre 1989, 45) e secondo i contenuti delle seguenti leggi:

- L. 1.6.1939 n. 1089

- L. 29.6.1939 n. 1497

- L. 18.4.1962 n. 167

- L. 22.10.71 n. 865

- L. 28.1.1977 n. 10

- L. 5.8.1978 n. 457

- L. 28.2.1985 n. 47

- L. 8.8.1985 n. 43.

- L.R. 11.10.1985 n. 23

- D.lgs. 22.01.2004 n. 42 recante "Codice dei beni culturali e del paesaggio"

Articolo: 5_bis - DISCIPLINA DELLE AREE A RISCHIO IDROGEOLOGICO

Il PUC recepisce integralmente la disciplina del P.A.I. (Piano d’Assetto Idrogeologico) di cui al Decreto dell’Assessore dei Lavori Pubblici del 21.02.2005 – esecutività della delibera n. 54/33 approvata dalla G.R. in data 31.12.2004. In particolare viene riportata nella Tavola B.5, ai sensi dell’art. 4 comma 5 del citato Decreto, la perimetrazione delle aree Hi4, Hi3, Hi2, Hi1 rappresentate nelle tavole B7EI1326, B7HI1326, B7RI1326 del P.A.I..

Nelle aree definite col grado di rischio idraulico Hi1, è prevista la realizzazione di nuove costruzioni, pubbliche e/o private, compatibili con la destinazione d’uso prevista nel P.U.C.. I progetti dovranno essere corredati da apposita relazione di compatibilità idraulica e sottoposti al nulla osta dell’Autorità Idraulica come previsto per le aree a pericolosità idraulica (Hi2 e Hi3).

Gli interventi edificatori ricompresi nella fascia di 150 metri dalle seguenti aree idrografiche:

-canalizzazioni e reticolo idrografico minore gravante su centri abitati;

-foci fluviali;

-aree lagunari stagni;

che possiedono significativa pericolosità idraulica anche se non perimetrate nel P.A.I. (art. 26 delle norme di attuazione del P.A.I.), devono essere corredati preliminarmente da una relazione di compatibilità idraulica, che definisca il grado di pericolosità dell’area oggetto delle ipotesi progettuali, prevedendo se necessario opportune misura di mitigazione del rischio.

La relazione di compatibilità idraulica deve essere redatta secondo l’art 24 e ss.mm.ii. delle norme di attuazione del P.A.I..

La relazione di compatibilità geotecnica-geologica è redatta secondo l’art 25 e ss.mm.ii. delle norme di attuazione del P.A.I..

La realizzazione di opere pubbliche e private nel territorio comunale deve rispettare le disposizioni contenute nelle seguenti norme:

- L. 25 novembre 1962, n. 1684,

  • L. 2 febbraio 1974, n. 64, in particolare articoli 1, 2, 29 e 31,
  • D.M. 11 marzo 1988 (“Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”),
  • D.M. LL.PP. 12 dicembre 1985,

    - D.M. 04 maggio 1990,

  • Circolare del M. LL. PP. del 24 settembre 1988, n. 30483.

Nell’attuazione del PUC, al fine di evitare che ogni intervento edificatorio sul territorio possa prescindere da una specifica indagine di tipo geologico e geotecnico, i piani attuativi e le varianti agli stessi dovranno contenere le relazioni geologiche, morfologiche e geotecniche del territorio interessato.

Le relazioni geologiche, morfologiche e geotecniche dovranno essere redatte secondo il punto H del D.M. 11 marzo 1988, e della Circolare del M. LL. PP. del 24 settembre 1988, n. 30483, e dovranno, inoltre, essere allegate alla progettazione di opere pubbliche e private e costituire parte integrante degli elaborati progettuali.

Le relazioni geotecniche e geologiche dovranno essere redatte da tecnici abilitati.

Le relazioni geotecniche e geologiche saranno redatte secondo il D.M. 11 marzo 1988 e secondo la Circolare del M. LL. PP. del 24 settembre 1988, n. 30483.

La relazione geotecnica è prevista per tutte le opere di cui al D.M. 11 marzo 1988. La relazione geologica è prevista per le seguenti opere:

  • territori comunali o loro parti, nei quali siano intervenuti od intervengano lo Stato o la Regione per opere di consolidamento dell’abitato ai sensi della Legge 9 luglio 1908, n. 445;
  • manufatti di materiali sciolti (strade, rilevati, argini, terra armata o rinforzata);
  • gallerie e manufatti sotterranei (ivi compresi cantine e parcheggi sotterranei);
  • qualsiasi intervento che comporti la valutazione della stabilità del pendio, dei fronti di scavo e per scavi profondi dal piano di campagna oltre 1,5 m (artt 12, 13, 14, 15 del D.P.R. 7 gennaio 1956, n.

    164);

  • nuovi insediamenti urbani civili o industriali; ristrutturazione di insediamenti già esistenti; reti idriche e fognarie, reti di sottoservizi di qualsiasi tipo; ponti, strade, ferrovie ed idrovie; opere marittime e difese costiere; aeroporti; bacini idrici artificiali e sistemi di derivazione da corsi d'acqua; sistemi di impianti per l'estrazione di liquidi o di gas dal sottosuolo; bonifiche e sistemazione del territorio; attività estrattive di materiali da costruzione;
  • discariche e colmate;
  • consolidamento dei terreni;
  • ancoraggi;
  • strade, ponti e viadotti (D.M. 4 maggio 1990; Circ M. LL.PP. n. 5225/1968 recante “istruzione per la redazione dei progetti di strade”);
  • condotte di qualsiasi genere (D.M. LL. PP. 12 dicembre 1985);
  • costruzione di nuovi cimiteri e ampliamento di quelli esistenti, ai sensi del D.M. 10 settembre 1990,

    n. 285 "Approvazione del regolamento di polizia mortuaria";

  • scavi di fondazione con fronti maggiori di 1,5 m dal piano di campagna;
  • aree comprese nella L.R. del 30 giugno 1989, n. 31, nel D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, nella L. 6

    dicembre 1991, n. 394; nel D.P.R. 13 marzo 1976, n. 488, nel D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42.

  • emungimenti da falde idriche. Il piano di massima (art. 95 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775) deve contenere una relazione geologica e una relazione idrogeologica, redatte secondo la sezione L del

    D.M. 11 marzo 1988, e deve indicare specificatamente l’individuazione dei punti di prelievo acquedottistico in atto e potenzialmente utilizzabili nel raggio di 1 km dal punto di ricerca. Il piano di massima è redatto da tecnico abilitato.

    In particolare per gli scavi di fondazione (punto C.4.5. Scavi di fondazione del D.M. 11 marzo 1988) si puntualizza che “Nell'esecuzione degli scavi per raggiungere il piano di posa della fondazione si deve tener conto di quanto specificato al punto A.2, al punto D.2 ed alla sezione G”.

    Per le opere di sostegno il Decreto specifica che “Nel caso di opere su pendio o prossime a pendii si deve esaminare anche la stabilità di questi secondo quanto indicato alla sezione G”.

    La relazione geologica deve necessariamente contenere uno studio sulla circolazione idrica superficiale e sotterranea con particolare riguardo alle fenomenologie di piena interessanti i corsi d’acqua limitrofi alle zone oggetto della progettazione e/o pianificazione.

Articolo: 6 - CLASSIFICAZIONE IN ZONE DEL TERRITORIO COMUNALE

Il territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone territoriali omogenee

ZONA OMOGENEA A: Centro Storico; individua gli ambiti del centro urbano di impianto consolidato per i quali è previsto il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente conformemente all’Art. 19 della L.R.

22.12.89 n. 45.

ZONA OMOGENEA B: Di completamento residenziale; individua gli ambiti del territorio, totalmente o parzialmente edificati, diversi dalle zone A.

ZONA OMOGENEA C: Espansione residenziale; individua le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti a carattere prevalentemente residenziale.

ZONA OMOGENEA D: Attività produttive; individua le zone del territorio destinate ad insediamenti per impianti produttivi, industriali, artigianali, commerciali e ad essi assimilati.

ZONA OMOGENEA E: Agricola; individua le zone del territorio destinate all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, all’itticoltura, alle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali, all’agriturismo, alla silvicoltura ed alla coltivazione industriale del legno in conformità con le “Direttive per le Zone Agricole”, con riguardo alle attitudini specifiche geo-pedologiche, ai fattori di rischio ed alle valenze paesistico- ambientali.

ZONA OMOGENEA F: Turistica; individua le parti del territorio di interesse turistico con insediamenti a carattere prevalentemente stagionale.

ZONA OMOGENEA G: Servizi Generali; individua le parti del territorio che nell’ambito della suddetta destinazione possono essere destinate, ad es., a: Istruzione superiore, Parchi, Attrezzature sanitarie, Autoparchi, Impianti tecnici urbani, Attrezzature ricettive e para-ricettive, Attività terziarie, etc.

ZONA OMOGENEA G/F: A funzione integrata: servizi e strutture turistiche.

ZONA OMOGENEA H: Di tutela e rispetto; Individua le parti del territorio non edificabili e pertanto da tutelare per motivi di carattere igienico o che rivestono particolare importanza e pregio naturalistico, geomorfologico, speleologico, archeologico, paesaggistico, ovvero di particolare interesse per la collettività, quali ad es. le fasce di rispetto lungo le strade, i corsi d’acqua.

AREE S: Servizi Pubblici; Individua le parti di territorio destinate a soddisfare i fabbisogni di spazi pubblici all’interno delle zone omogenee A e B.

Articolo: 7 - DOTAZIONE DI AREE PER SERVIZI

Secondo il disposto degli artt. 6, 7 ed 8 del Decreto dell’Assessore Regionale dell’Urbanistica n. 2266/U del 20.12.1983, la dotazione minima di aree per servizi di quartiere o di complesso insediativo è determinata in rapporto alla destinazione urbanistica degli insediamenti così come di seguito indicato:

Per gli insediamenti residenziali, la misura minima inderogabile è di 18 mq per abitante teorico, così suddivisi:

  • mq 4,50 di aree per istruzione (S1): asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo;
  • mq 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune (S2): religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre;
  • mq 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e lo sport (S3);
  • mq 2,50 di aree per parcheggi pubblici (S4).

Articolo: 8 - STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE, NORME GENERALI

Ai sensi dell’art. 21 della L.R.45/89 e successive modifiche, le previsioni del P.U.C. si attuano con:

  • Concessioni ed Autorizzazioni Edilizie;
  • Piani Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica e privata:

    • Piani Particolareggiati (art. 13 L. 1150/1942);
    • Piani di Lottizzazione Convenzionata (art. 28 L. 1150/1942);
    • Piani per gli Insediamenti Produttivi (art. 27 L. 865/1971);
    • Piani per l’Edilizia Economica e Popolare (L. 167/1962);

      Nonché con gli altri strumenti di pianificazione attuativa e programmatoria derivanti dalle leggi nazionali e regionali in materia:

  • Piano di Recupero di iniziativa pubblica o privata;
  • Programmi Integrati di cui alla L.R.16/94, L.R.14/96 e L.R. 29/98;
  • Accordi di programma.

    Le norme e le prescrizioni di Piano immediatamente eseguibili, nonché quelle espresse dagli strumenti attuativi, sono attuate mediante le procedure e gli atti amministrativi di cui al DPR 06.06.2001 n. 380, Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, in quanto applicabile ai sensi della L.R. n. 5 del 16/05/2003.

Articolo: 9 - PIANI PARTICOLAREGGIATI – PIANI DI RECUPERO

Negli ambiti urbani nei quali è consentito dalle presenti Norme lo strumento attuativo principale del P.U.C. è costituito dal Piano Particolareggiato che assicura il conseguimento delle finalità stabilite dallo strumento generale ed il rispetto delle regole da questo fissate per gli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia.

Le norme specifiche per le singole sottozone fisseranno l’unità minima di intervento per il P.P. e le eventuali condizioni speciali da rispettare.

Il Piano Particolareggiato dovrà contenere i seguenti elaborati:

  • Planimetria generale in scala 1:2000 con indicazione del comparto oggetto del P.P.;
  • Estratto mappa catastale, con tutte le indicazioni atte ad individuare gli immobili interessati dal P.P.;
  • Planimetria dello stato dei luoghi, in scala opportuna e comunque non inferiore a 1:500, sullo stato di fatto dei luoghi e degli edifici esistenti, comprese le indicazioni dei caratteri tipologici e funzionali e la descrizione delle condizioni statiche degli stessi;
  • Planimetria in scala non inferiore a 1:500 rappresentante lo stato di fatto delle infrastrutture tecnologiche esistenti, della viabilità e dell’arredo urbano comprese le indicazioni sui materiali e sullo stato di conservazione;
  • Stralcio dello strumento urbanistico generale con la zonizzazione e l’indicazione delle infrastrutture e servizi programmati;
  • Servizio fotografico illustrante lo stato di fatto;
  • Planimetrie di progetto, in scala non inferiore a 1:500, contenenti le soluzioni progettuali di assetto urbanistico-edilizio, le unità minime di intervento e le categorie di intervento previste per i singoli immobili e per le infrastrutture;
  • Profili regolatori degli edifici (solo per le zone A e B), in scala non inferiore a 1:200, con la rappresentazione dello stato attuale e delle variazioni previste dal Piano sulla configurazione dei prospetti;
  • Planimetrie in scala non inferiore a 1:200, relative alla soluzione progettuale per gli immobili soggetti a modificazioni strutturali e funzionali e per quelli di nuova edificazione (solo per le zone A e B);
  • Modello tridimensionale del comparto soggetto a P.P. con evidenziate le soluzioni progettuali di assetto complessivo;
  • Norme tecniche di attuazione con la previsione in dettaglio delle categorie operative di intervento, tipologie architettoniche, abaco dei tipi edilizi, dei materiali, dei colori e delle finiture;
  • Relazione generale tecnico-illustrativa;
  • Relazione storica e planimetria storico-catastale al fine di illustrare l’evoluzione delle trasformazioni urbanistico-edilizie (solo per le zone A e B);
  • Relazione geologica e geotecnica;
  • Piano Particellare con la tabella di attribuzione delle superfici, dei volumi e dell’imponibile catastale.

    Al fine di recuperare il patrimonio edilizio vetusto da rinnovare per uso residenziale e servizi connessi si potrà intervenire mediante Piano di Recupero ai sensi del Titolo IV della L. n. 457 del 05.08.1978 e dell’art. 34 della L.R. n. 23 del 11.10.1985.

    I Piani di Recupero, ai sensi dell’art. 27 della L. n. 457/78, sono ammessi per le zone omogenee A2, B1 e E4/B, come individuate nella cartografia di Piano.

    I Piani di Recupero di iniziativa pubblica a cura del Comune potranno essere attuati in conformità e nei casi previsti dall’art. 28 della L. n. 457/78, 5° comma, lett. B), punti 1, 2 e 3.

    I Piani di Recupero di iniziativa privata dovranno essere proposti dai proprietari di immobili e di aree rappresentanti, in base all’imponibile catastale, almeno i ¾ del valore degli immobili interessati, da soli o riuniti in consorzio volontario od in cooperativa.

    L’unità minima di intervento per proporre il Piano di Recupero è costituita di norma da un intero isolato. Per le sole zone A, l’unità minima di intervento potrà essere costituita dal singolo edificio concluso ed integrato dalle sue pertinenze quali porticati, cortili, rustici, ecc. o in alternativa dalle aree libere o comunque divenute tali in seguito ad interventi di demolizione regolarmente autorizzate e conformi alla normativa di zona.

    Nell’ambito di Piani di Recupero, aventi per oggetto più fabbricati ricadenti in sottozone differenti ma contermini (escluse le zone A), l’Amministrazione ha facoltà di accettare la parziale o totale demolizione di edifici, anche superando le specifiche norme di zona, se tale procedura conduce ad un miglior inserimento urbanistico della soluzione proposta.

    Sotto il profilo volumetrico, il Piano di Recupero potrà sviluppare progettualmente tutta la volumetria esistente sull’area cui il piano si riferisce, integrata con le singole possibilità offerte dalle norme di zona eventualmente ricadenti all’interno del Piano stesso.

    In alternativa il proponente potrà optare, se lo riterrà più favorevole, per un intervento che sviluppi nel complesso la somma delle volumetrie derivanti dall’applicazione dei rispettivi indici imputabili a ciascuna zona omogenea che entri a far parte del Piano di Recupero.

    Nell’ambito del suddetto Piano di Recupero che dovesse interessare differenti zone o sottozone omogenee, sempre a giudizio dell’Amministrazione Comunale, possono essere superate e derogate le singole prescrizioni di zona inerenti la rigorosa ripartizione proporzionale dei volumi, le altezze, i distacchi, i rapporti di copertura, il numero dei piani, se questo dovesse motivatamente condurre ad una soluzione urbanistico-architettonica più funzionale e rispondente alle attuali esigenze di vita sia pur nel quadro di riferimento espresso dalla tradizione locale, sempre nel rispetto dei limiti previsti dal D.A. 2266/U/1983.

    Per gli immobili oggetto di Piano di Recupero sono consentite le destinazioni d’uso così come previste dall’Art. 13 delle presenti Norme.

    La percentuale delle differenti destinazioni d’uso proposte, deve risultare in apposito atto d’obbligo registrato e deve essere mantenuta per un quinquennio. L’intervento comunque articolato, dovrà mirare ad integrare la funzione residenziale con quella dei servizi connessi alla residenza e con gli eventuali servizi pubblici.

    Gli elaborati del Piano di Recupero dovranno essere gli stessi previsti per i Piani Particolareggiati già specificati nel presente articolo.

    In presenza di Piano Particolareggiato o di Recupero vigenti, nella zona omogenea A si potrà intervenire con gli strumenti previsti dall’art. 4 della L.R. n. 29 del 13.10.1998.

  • Articolo: 10 - PIANI DI LOTTIZZAZIONE

    Il piano di lottizzazione sarà corredato dai seguenti elaborati:

  • Estratto autentico di mappa non antecedente ai sei mesi, con tutte le indicazioni atte all’individuazione della località interessata dal Piano.
  • Planimetria dello stato di fatto dei luoghi, in scala opportuna, con su riportate: le proprietà confinanti, il rilievo altimetrico e planimetrico sia del terreno che dei fabbricati esistenti, localizzazione di alberature rilevanti, di manufatti, di impianti particolari quali canali, linee elettriche, acquedotti, ecc. e comunque di tutti i dati necessari per rappresentare lo stato di fatto della zona.
  • Stralcio dello strumento urbanistico con la zonizzazione e l’indicazione delle infrastrutture e servizi esistenti e programmati.
  • Planimetria generale dell’intero territorio oggetto del Piano di insediamento nel rapporto di scala minimo di 1:1.000 riportante:

    • La rete viaria automobilistica e pedonale con assi stradali e raggi di curvatura;
    • La delimitazione delle aree destinate ai servizi, al verde pubblico ed ai parcheggi;
    • La posizione di tutti gli edifici pubblici e privati con le relative altezze e l’indicazione delle loro destinazioni.
  • Planimetria in scala non inferiore ad 1:500 con l’inserimento delle volumetrie esistenti ed in progetto.
  • Tabelle riassuntive delle superfici e dei volumi previsti e dei relativi indici urbanistici.
  • Tipi edilizi e sezioni stradali tipo in scala minima 1:200.
  • Planimetria in scala non inferiore a 1:1.000 con lo schema degli impianti tecnologici previsti a servizio della lottizzazione e con l’indicazione degli allacci di questi alle infrastrutture esistenti.
  • Una relazione generale, dettagliata, illustrante il piano di lottizzazione e contenente:

    • l’impostazione urbanistica del progetto con la dimostrazione del rispetto dei limiti e dei rapporti stabiliti dalle norme vigenti;
    • i dati tecnici con particolare riferimento agli impianti tecnologici ed alle opere di urbanizzazione;
    • le tipologie edilizie con particolare riferimento alle caratteristiche architettoniche e di finitura prevista;
    • le norme tecniche per la realizzazione degli interventi edilizi, con precisazione dei distacchi, degli indici di edificabilità, delle altezze;
    • computo metrico estimativo sommario delle opere di urbanizzazione per la definizione degli importi fidejussori;
    • quadro economico riassuntivo.
  • Relazione geologica e relazione geotecnica contenenti: indagini sui terreni e sulle rocce, stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione, se e in quanto previste dalle vigenti normative e specificatamente dal D.M.LL.PP. 11.3.1988.
  • Schema di convenzione.
  • Ove richiesto, la Valutazione di Compatibilità Ambientale di cui all’Art. 12 delle presenti Norme, dovrà provvedere alla predisposizione di elaborati, plastici e simili per la simulazione degli effetti dell’iniziativa sul paesaggio e la rappresentazione delle altre possibili localizzazioni considerate.

    L’autorizzazione per la Lottizzazione è rilasciata dal Dirigente, previa delibera del Consiglio Comunale e secondo le procedure previste dalla L.R. n. 45/89 e successive modificazioni ed integrazioni. Alle procedure di lottizzazione si applicano i disposti di cui agli Art. 3 e 5 della L.R. 1 Luglio 1991 n. 20.

    Qualora uno o più proprietari dei terreni, inclusi nelle zone omogenee citate e soggette ad obbligo di lottizzazione, dimostrino che non esiste la possibilità di predisporre un Piano di Lottizzazione nei modi previsti dal P.U.C., a causa del mancato assenso degli altri proprietari, previo assenso della Amministrazione comunale, possono predisporre uno studio urbanistico esteso all’intera zona, ai sensi della L. R. n. 20/91 che potrà pertanto essere attuato per stralci.

    L’autorizzazione a lottizzare e la conseguente concessione ad edificare nell’ambito del piano di lottizzazione è subordinata alla stipula della convenzione di lottizzazione, da trascriversi a cura del proprietario o dal suo rappresentante legale, che preveda:

    1. La cessione gratuita, entro i termini stabiliti in convenzione, delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate nel Piano di Lottizzazione;
    2. La realizzazione, a carico del lottizzante, delle opere di urbanizzazione primaria e la corresponsione da parte del lottizzante o degli aventi titolo alla concessione, degli oneri di urbanizzazione secondaria nella misura deliberata dal Consiglio Comunale;
    3. I termini, non superiori ai 10 anni, entro i quali deve essere ultimata l’esecuzione delle opere di urbanizzazione;
    4. Congrue garanzie finanziarie per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione.

    Lo schema di convenzione deve essere approvato con deliberazione Consiliare nei modi e nelle forme di legge. Il rilascio delle concessioni edilizie nell’ambito dei singoli lotti è subordinato ad esplicito impegno sulla contemporanea esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria relative ai lotti stessi.

    Il Sindaco e il Dirigente hanno facoltà di invitare i proprietari delle aree, ricadenti in zona soggetta a Piano di Lottizzazione, a formare il Piano Attuativo delle stesse, assegnando un termine di 30 giorni per dichiarare se intendono aderire ed un termine di 120 giorni per presentare il progetto e lo schema di convenzione.

    Se essi non aderiscono il Comune provvede alla Lottizzazione d’Ufficio.

    Il progetto di lottizzazione, approvato con le modifiche che l’Amministrazione ritenga di apportare, è notificato ai proprietari delle aree con l’invito ad adempiere alle previsioni di Piano stipulando la Convenzione.

    In caso di inerzia degli interessati l’Amministrazione può procedere alla espropriazione delle aree necessarie per dare ordinata attuazione al P.U.C.

  • Articolo: 11 - PIANI PER L’EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE – PIANI PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

    Il Comune può attivare quale strumento attuativo il Piano di Zona per l’edilizia economica e popolare di cui alla L. n. 167 del 18.04.1962 e successive modifiche. Nell’ambito del Piano di Zona L. 167 è consentita la previsione di attività produttive e terziarie convenzionate purché compatibili e commisurate con la residenza. Gli elaborati del P.d.Z. saranno quelli previsti per i Piani di Lottizzazione.

    Il Comune potrà dar luogo al Piano per gli Insediamenti Produttivi di cui alla L. n. 865 del 22.10.1971 e successive modificazioni.

    Gli elaborati del P.I.P. saranno quelli previsti per i Piani Particolareggiati e Piani di Lottizzazione Convenzionata.

    Articolo: 12 - STUDIO DI COMPATIBILITA’ PAESISTICO AMBIENTALE

    Lo Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale, riportato negli elaborati del P.U.C. elencati al precedente articolo 2, ha le finalità e trova principale fondamento normativo nelle esigenze di salvaguardia ambientale da assicurarsi con gli strumenti di pianificazione attuativa, per i quali rappresenta il quadro normativo di riferimento e tutela.

    Per i casi previsti, la fattibilità tecnica dei progetti, piani e programmi, suscettibili di esercitare un rilevante impatto paesistico-ambientale deve svolgersi all’interno delle linee-guida indicate dallo Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale allegato al P.U.C., raccolto negli elaborati F di cui all’Art. 2 delle presenti Norme e dalle modalità relative alla predisposizione dei piani e dei progetti.

    Eventuali proposte alternative dovranno risultare esaurientemente giustificate e documentate sulla base di una Valutazione di Compatibilità Ambientale da allegare al Piano Attuativo. Tali proposte dovranno essere comunque finalizzate al massimo livello di compatibilità rispetto alle risorse paesistico-ambientali e tali da scongiurare eventuali rischi per lo stato della risorsa ritenuta meritevole di tutela e valorizzazione.

    Devono essere sottoposti a preventiva Valutazione di Compatibilità Ambientale:

    1. tutti i nuovi piani attuativi del P.U.C. e specificatamente quelli relativi ad insediamenti turistico-residenziali o turistico-ricettivi ricadenti nella fascia dei 2000 m dal mare;
    2. i piani attuativi di razionalizzazione dei preesistenti insediamenti turistici anche all’aria aperta;
    3. gli interventi di razionalizzazione delle strutture alberghiere definiti ai sensi dell’Art. 10-bis 2°c. lettera h della L.R. 23/93 che ha modificato e riscritto la L.R. 45/89;
    4. gli interventi rilevanti di bonifica agraria ed agricolo-produttivi appresso elencati:

      • rilevanti infrastrutture idrauliche;
      • opere di regimazione dei corsi d’acqua;
      • impianti di acquicoltura;
      • trasformazioni agrarie di tipo intensivo a carico di terreni certamente incolti o seminaturali;
      • primi rimboschimenti a carattere produttivo o di riforestazione;
      • impianti di allevamento di carattere intensivo di qualsiasi tipo come previsti nelle direttive per le zone agricole.
    5. le opere pubbliche non ricomprese nell’elenco di cui al D.P.C.M. 27.12.1988 ed in particolare: opere stradali ed aero-portuali, opere portuali e strutture funzionali, opere finalizzate al soddisfacimento del bisogno idrico regionale, depuratori consortili.

    Sono invece esclusi da tale obbligo:

    1. le opere pubbliche o di preminente interesse pubblico di livello locale;
    2. ogni altro intervento anche di ristrutturazione delle strutture murarie, impianti e prospetti di preesistenti manufatti edilizi che non riguardino modifiche di destinazione d’uso e non comportino maggiorazioni delle superfici utili residenziali, salvo gli aumenti superficiali e di volume necessari nei limiti ed in conformità alle prescrizioni ed alle norme di piano;
    3. ogni realizzazione di essenziali dotazioni di servizio o l’abbattimento di eventuali barriere architettoniche;

    In tutti i casi in cui è prescritta la Valutazione di Compatibilità Ambientale, i soggetti proponenti, sia pubblici che privati, debbono inviare all’Amministrazione comunale a corredo della proposta, tutti gli elaborati di indagine indicati negli allegati del P.U.C. di cui all’Art. 2 delle presenti Norme ed ulteriori elaborati che descrivano, in una scala di maggior dettaglio rispetto agli elaborati dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale del P.U.C..

    Di seguito si riportano le linee guida per la predisposizione della Valutazione di Compatibilità Ambientale.

    QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE

  • Le caratteristiche tecniche del progetto con l’indicazione delle aree interessate in fase di costruzione e delle modalità di occupazione (scavi, decorticamenti, formazione di piste, recinzioni, baraccamenti ed opere di cantiere in genere);
  • Il complesso delle norme tecnico-costruttive, edilizio-urbanistiche, le prescrizioni di carattere vincolistico o gestionale (quali vincoli paesaggistici, naturalistici, archeologici, idrogeologici, etc.);
  • Le motivazioni tecniche delle scelte progettuali anche in relazione alle ricadute economiche ed occupazionali;
  • Le eventuali alternative sia dell’intervento che di ubicazione.

    QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE

  • Descrizione del sito e dell’area vasta e descrizione analitica dei tematismi trattati negli elaborati del P.U.C.;
  • Dimostrazione della sostenibilità dei sito interessato rispetto agli usi proposti dal progetto in termini di sistema ambientale e di suscettività d’uso dei suoli;
  • Stima degli impatti accettabili indotti dall’opera proposta sul sistema ambientale;
  • Indicazione dei possibili rimedi per minimizzare l’impatto sul sistema ambientale e per il mantenimento delle condizioni d’uso e di fruizione del territorio preesistenti.

    QUADRO DI RIFERIMENTO PAESISTICO

  • Illustrazione grafica degli effetti dell’opera proposta sul paesaggio;
  • Simulazione tridimensionale dell’opera proposta su base fotografica;
  • Individuazione e descrizione delle misure compensative degli effetti negativi sul paesaggio eventualmente indotti anche nella fase di realizzazione dell’opera, tenuto conto innanzi tutto delle prescrizioni di corretto inserimento paesistico-ambientale previste nelle presenti Norme.

  • Articolo: 13 - DESTINAZIONI D’USO DEGLI IMMOBILI NELLE ZONE RESIDENZIALI

    La destinazione degli immobili nelle zone territoriali omogenee A, B e C, è consentita, salvo quanto diversamente disposto per ciascuna singola sottozona, per le seguenti:

    1. ABITAZIONI - Gli edifici per l’abitazione con gli spazi privati e condominiali.
    2. STUDI PROFESSIONALI - Comprendono attività terziarie a carattere prevalentemente privato che non comportano un rilevante afflusso di pubblico (studi professionali, attività terziarie varie...).
    3. AUTORIMESSE AD USO PUBBLICO E PARCHEGGI - Comprendono autorimesse entro e fuori terra, con annessi spazi tecnici e di servizio, piccole officine e lavaggi auto.
    4. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO – Gli esercizi commerciali di tipo alimentare e non alimentare al dettaglio, sono, classificati, ai fini dell’autorizzazione commerciale, come esercizi di vicinato (superficie di vendita fino a 250 mq), medie strutture di vendita (superficie di vendita tra 250 mq e 2500 mq) e grandi strutture di vendita (superficie di vendita oltre 2500 mq). È classificato centro commerciale una media o grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e di spazi di servizio gestiti unitariamente. Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. Nei locali commerciali sono compresi oltre le superfici di vendita anche gli spazi per servizio, per magazzino, gli spazi tecnici e gli uffici nei limiti del 30% della superficie lorda complessiva.
    5. ATTIVITÀ COMMERCIALI ALL’INGROSSO – Magazzini e depositi, di tipo alimentare e non alimentare, per la vendita all’ingrosso con rigorosa esclusione di attività commerciali al dettaglio. Nei magazzini sono compresi oltre le superfici di vendita anche gli spazi per servizio, per modesti processi di trattamento delle merci strettamente complementari, gli uffici e gli spazi tecnici. E’ ammessa la presenza di un alloggio per il personale di custodia.
    6. PUBBLICI ESERCIZI - Comprendono ristoranti, trattorie, bar, sale di ritrovo, ecc.
    7. UFFICI - Comprendono gli uffici e le attività terziarie che comportano un rilevante afflusso ed una presenza continuativa di pubblico (attività amministrative, direzionali, assicurazioni, ecc.), con annessi spazi tecnici e di servizio.
    8. STRUTTURE RICETTIVE - Comprendono le strutture alberghiere e para-alberghiere, con annessi parti di servizio, di soggiorno e ritrovo.
    9. LOCALI DI RIUNIONE E SPETTACOLO - Comprendono cinema, teatri, centri congressi, locali da ballo, sale di ritrovo, con annessi spazi tecnici e di servizio.
    10. ATTREZZATURE CULTURALI - Comprendono sale mostre, esposizioni, centri culturali, con annessi spazi tecnici e di supporto.
    11. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE - Comprendono ambulatori, servizi per disabili, laboratori analisi, etc., compresi gli spazi di servizio e supporto necessari.
    12. ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE - Comprendono le attività artigianali anche esercitate in forma societaria e quindi giuridicamente inquadrate come industria, che non risultino moleste né dannose per la pubblica incolumità, non rechino pregiudizio all’igiene ed al decoro dei fabbricati, non necessitino di specifiche esigenze specie depurative incompatibili con le reti tecnologiche degli ambiti residenziali.
    13. VERDE PUBBLICO
    14. VERDE PRIVATO

      In caso di presenza di usi non specificatamente previsti nel presente sub-articolo, si procederà per analogia coi suddetti usi purché producano analoghi effetti sui servizi e sul sistema urbano, con particolare riguardo ai parcheggi.

      Per le destinazioni d’uso indicate ai precedenti punti 4, 5, 9 e 12, qualora gli interventi superino una superficie utile Su di 1.500 mq, è ammesso un alloggio custode avente Su non maggiore di 110 mq.

      La destinazione d’uso degli immobili ricadenti in zona A, B, C, è specificatamente esclusa per:

      • Attività industriali di qualsiasi genere, attività artigianali moleste.
      • Ricoveri di animali e macelli;
      • Strutture sanitarie di ospedalizzazione;
      • Depositi all’aperto.

    Articolo: 14 - PARCHEGGI IN ZONE RESIDENZIALI

    Salvo quanto eventualmente specificato per ogni singola sottozona omogenea, nelle nuove costruzioni ed ampliamenti ricadenti in zona A e B, le destinazioni d’uso indicate nell’Art. 13 da 4) a 11) e la destinazione 12) qualora abbia Superficie utile maggiore di 100 mq, sono consentite a condizione che risulti disponibile uno spazio, escluse le sedi viarie, di estensione pari a 40 mq per ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, di cui almeno 20 mq destinati a parcheggio in aggiunta a quelli prescritti dall’Art. 2 comma 2 Legge 24/3/89 n.122.

    Salvo quanto eventualmente specificato per ogni singola sottozona omogenea, tale disponibilità di parcheggi è richiesta anche per le costruzioni esistenti, in caso di loro trasformazione per gli usi previsti all’Art. 13 ai punti da 4) ad 11) e la destinazione 12) qualora abbia Superficie utile maggiore di 100 mq.

    Articolo: 15 - DESTINAZIONI D’USO NELLE ZONE D

    Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili sono le seguenti:

    1. ATTIVITÀ ARTIGIANALI COMPATIBILI ED INCOMPATIBILI CON LA RESIDENZA
    2. ATTIVITÀ ABITATIVE STRETTAMENTE NECESSARIE PER LA CUSTODIA
    3. PUBBLICI ESERCIZI STRETTAMENTE NECESSARI PER IL SUPPORTO DELLE ATTIVITÀ DI ZONA
    4. AUTORIMESSE E PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
    5. MOSTRE
    6. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO ED ALL’INGROSSO ANCHE ORGANIZZATE COME CENTRI COMMERCIALI
    7. SERVIZI TECNICI URBANI
    8. VERDE PUBBLICO
    9. VERDE PRIVATO

    Articolo: 16 - DESTINAZIONI D’USO ED ATTIVITÀ CONSENTITE NELLE ZONE E

    Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili degli immobili sono le seguenti:

    1. FABBRICATI ED IMPIANTI CONNESSI ALLA CONDUZIONE AGRICOLA DEL FONDO
    2. FABBRICATI PER AGRITURISMO
    3. FABBRICATI PER IL RECUPERO TERAPEUTICO DEI DISABILI E DEL DISAGIO SOCIALE

    Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, nonché le disposizioni di legge vigenti in materia, le attività consentite sono le seguenti:

  • ATTIVITÀ COLTURALI ERBACEE ED ARBOREE
  • ATTIVITÀ FORESTALI
  • ACQUACOLTURA
  • ALLEVAMENTO TRADIZIONALE OVI-CAPRINO, BOVINO, SUINO ED EQUINO
  • ALLEVAMENTO INTENSIVO OVI-CAPRINO, BOVINO, SUINO ED EQUINO
  • ALTRI ALLEVAMENTI CONVENZIONALI (APICOLTURA, ELICICOLTURA, CUNICOLICOLTURA, SPECIE SELVATICHE AUTOCTONE, ECC.)
  • ALTRI ALLEVAMENTI NON CONVENZIONALI (SPECIE NON AUTOCTONE)

  • Articolo: 17 - DESTINAZIONI D’USO NELLE ZONE F

    Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili sono le seguenti:

    1. RESIDENZE TURISTICHE
    2. AZIENDE RICETTIVE ALBERGHIERE: ALBERGHI E VILLAGGI-ALBERGO, RESIDENZE TURISTICHE- ALBERGHIERE
    3. AZIENDE RICETTIVE ALL’ARIA APERTA: VILLAGGI TURISTICI E CAMPEGGI
    4. SERVIZI TURISTICI COMPRENDENTI:

      • ATTIVITÀ COMMERCIALI ANCHE NELLA FORMA DI PICCOLI CENTRI COMMERCIALI
      • ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE
      • UFFICI E SERVIZI PUBBLICI E DEL TERZIARIO
      • PUBBLICI ESERCIZI E RISTORANTI
      • PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
      • SERVIZI TECNICI URBANI
    5. VERDE ATTREZZATO
    6. VERDE DI RISPETTO

    La definizione delle aziende ricettive è quella contenuta nella L.R. 22/84 e successive modifiche e integrazioni.

    Articolo: 18 - DESTINAZIONI D’USO NELLE ZONE G

    Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili sono le seguenti:

    1. ATTREZZATURE AMMINISTRATIVE DI QUALSIASI GENERE
    2. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE MAGGIORI
    3. UFFICI E SERVIZI PER IL TERZIARIO
    4. ATTIVITÀ RICETTIVE DI TIPO ALBERGHIERO E SERVIZI ANNESSI
    5. ISTRUZIONE SUPERIORE
    6. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO ANCHE ORGANIZZATE NELLA FORMA DI CENTRI COMMERCIALI
    7. PUBBLICI ESERCIZI E RISTORANTI
    8. STUDI PROFESSIONALI E PICCOLI UFFICI
    9. ATTREZZATURE CULTURALI
    10. AUTORIMESSE E PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
    11. SERVIZI TECNICI URBANI
    12. VERDE PUBBLICO
    13. VERDE PRIVATO

    Articolo: 19 - DESTINAZIONI D’USO ED ATTIVITÀ CONSENTITI NELLE ZONE H

    Per le sottozone non edificabili per motivi di carattere paesaggistico-ambientale o di particolare interesse per la collettività, le destinazioni d’uso sono quelle compatibili con la primaria esigenza di tutela del territorio connesse allo svolgimento in particolare delle seguenti attività:

    • ATTIVITÀ SCIENTIFICHE
    • ATTIVITÀ DI FRUIZIONE NATURALISTICA E CULTURALE
    • ATTIVITÀ AGRICOLE E ZOOTECNICHE DI TIPO TRADIZIONALE, ACQUACOLTURA COMPATIBILI
    • OPERE DI DIFESA E DI RIPRISTINO AMBIENTALE
    • OPERE PUBBLICHE O DI PREMINENTE INTERESSE PUBBLICO Pertanto sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso per gli immobili:
    1. INFRASTRUTTURE LEGGERE FINALIZZATE ALLA FRUIZIONE (SENTIERI, SEGNALI, PUNTI BELVEDERE, CAPANNI DI OSSERVAZIONE E DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI)
    2. RECUPERO DELLE STRUTTURE ESISTENTI CON RIFERIMENTI TIPOLOGICI TRADIZIONALI
    3. USI RICREATIVI E DI ACCESSO AL MARE
    4. ATTREZZATURE PUBBLICHE

    Articolo: 20 - NORME GENERALI RELATIVA ALL’USO DI IMMOBILI COMMERCIALI

    Con Deliberazione della Giunta Regionale del 29 dicembre 2000, n. 55/108 vengono adottati gli artt. 4 e 5, comma 1, 11, 12, 13 e 14, del D.P.C.M. del 06/10/2000, che hanno come oggetto: intervento sostitutivo nei confronti della Regione Sardegna per il mancato esercizio delle funzioni amministrative conferite con il Decreto Legislativo n. 114 del 31/03/1998, art. 31, comma 1.

    Nella Delibera vengono individuati dei criteri urbanistici relativi al settore commerciale, al fine di conseguire i seguenti obiettivi:

    1. individuazione delle aree destinate agli insediamenti commerciali, con particolare riferimento alle MSV e GSV (medie e grandi strutture di vendita);
    2. definizione dei limiti a cui sono sottoposti:

      • gli insediamenti commerciali in relazione alla tutela dei beni artistici, culturali ed ambientali, nonché dell’arredo urbano;
      • le imprese commerciali nei centri storici e nelle località di particolare interesse artistico e naturale.
    3. fissare i vincoli di natura urbanistica, con particolare riguardo alla disponibilità di spazi pubblici o ad uso pubblico ed alla dotazione di parcheggi;
    4. regolamentare la correlazione dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni commerciali ed edilizia (laddove si prevedano interventi edilizi) per le MSV e GSV.

    Per i punti 2. e 4. si rimanda al D.P.C.M. del 6/10/2000, rispettivamente agli art. 7 e 8 e al comma 8 dell’art. 10.

    I punti 1. e 3. sono trattati ai punti seguenti delle presenti Norme.

      1. Criteri per l’individuazione delle aree da destinare agli insediamenti commerciali

        I criteri si differenziano sulla base dei seguenti elementi:

  • settore merceologico (alimentare o non alimentare);
  • tipologia di struttura commerciale (Esercizio singolo o Centro Commerciale);
  • superficie di vendita della struttura commerciale;
  • dimensione demografica del Comune (Comuni con un numero di abitanti inferiore o superiore alle

    10.000 unità);

  • zonizzazione prevista negli strumenti urbanistici vigenti; a tal riguardo si precisa che alle zone A sono equiparate le aree, gli immobili di particolare pregio storico, archeologico, artistico o ambientale, individuate dai Comuni in applicazione dell’art. 7, comma 1 del D.P.C.M. 6/10/2000.

    I criteri definiscono la “compatibilità” tra le caratteristiche delle strutture commerciali (definite in base a: settore merceologico, tipologia, superficie di vendita SV) e le caratteristiche urbanistico/insediative delle aree di attuale o nuova localizzazione (in funzione della zona omogenea e delle dimensioni del Comune).

    In particolare per i Comuni con meno di 10.000 abitanti si applicano le disposizione contenute nella seguente tabella:

    Esercizi singoli esclusivamente Alimentari

    Zona A

    SV100 mq

    Ammissibili

    SV100 mq

    Non ammissibili

    Esercizi singoli Misti (Alimentari + Non Alimentari)

    SV150 mq

    Ammissibili

    SV150 mq

    Non ammissibili

    Esercizi Non Alimentari (esercizi singoli o centri comm.)

    Non ammissibili

    Alimentari e Non Alimentari (esercizi singoli o centri comm.)

    Zona B

    SV1500 mq

    Ammissibili

    SV1500 mq

    Non ammissibili

    Esercizi singoli prevalentemente o esclusivamente Alimentari

    Zona D

    1500 mqSV2500 mq

    Ammissibili

    SV<1500 mq e SV>2500 mq

    Non ammissibili

    Centri commerciali prevalentemente o esclusivamente Aliment.

    Non ammissibili

    Prevalentemente o esclusivamente Non Alimentari (esercizi singoli o centri commerciali)

    Ammissibili

    Esercizi singoli Alimentari - Esercizi singoli Non Alimentari

    Zona F

    SV1500 mq

    Ammissibili

    SV1500 mq

    Non ammissibili

    Centri commerciali prevalentemente o esclusivamente Alimentari

    SV1500 mq

    Ammissibili

    SV1500 mq

    Non ammissibili

    Centri commerciali prevalentemente o esclusivamente Non Alimentari

    SV1500 mq

    Ammissibili

    SV1500 mq

    Non ammissibili

    Prevalentemente o esclusivamente Non Alimentari (esercizi singoli o centri commerciali)

    Ammissibili

    A chiarimento di quanto stabilito dall’abaco delle compatibilità sopra riportato si precisa, per le diverse zone omogenee, quanto riportato di seguito:

    ZONE A

    Nelle Zone A è consentita l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento esclusivamente di:

  • EV (è prevista un’ulteriore limitazione di superficie di vendita massima pari a 100 mq per gli esercizi esclusivamente alimentari);
  • MSV (nella forma di esercizi singoli o centri commerciali) non alimentari al cui interno possano coesistere strutture alimentari con superfici di vendita inferiori ai 100 mq realizzate in immobili di pregio esclusivamente a seguito di trasferimenti, concentrazioni o ampliamenti.

    I criteri di programmazione urbanistica riferiti al settore del commercio hanno come fine i seguenti obiettivi:

    1. salvaguardare e valorizzare l’offerta commerciale di tipo diffuso, cui si riconosce alta valenza sociale sotto i profili occupazionale, delle relazioni sociali, della valorizzazione ed animazione del tessuto urbano;
    2. impedire la realizzazione di medi e grandi attrattori di mobilità veicolare, quali si qualificano le Medie e GSV Alimentari; ciò anche in relazione alla struttura viabilistica nelle zone A ed all’oggettiva difficoltà di rispettare in esse gli standard di dotazione di parcheggio per la clientela previsti per tali tipologie di strutture;
    3. favorire la riqualificazione di immobili di pregio, grazie all’insediamento in essi di MSV esclusivamente non alimentari; si rileva che, diversamente dalle Alimentari, queste strutture di vendita non implicano necessariamente una prevalente modalità di accesso del cliente “con auto”: pertanto, qualora esse risultino localizzate in zone pedonali o a traffico limitato, non è richiesta una dotazione di parcheggi alla clientela né di aree pertinenziali per la movimentazione delle merci.

    Le limitazioni sono le seguenti:

  • obbligo di realizzare le MSV esclusivamente non alimentari soltanto in immobili di pregio;
  • possibilità di realizzare le MSV esclusivamente non alimentari soltanto mediante trasferimenti, concentrazioni o ampliamenti, costituiscono i soli criteri (riferiti alle zone A) aventi carattere di indirizzo.

    Nella zona omogenea A devono essere rispettate le normative relative alla tutela del patrimonio storico e ambientale in essa presenti. In particolare sono proibiti gli ampliamenti delle aperture (finestre, ingressi e similari di qualsiasi natura esistenti sulla muratura), sia che prospettino su spazi pubblici che privati.

    Eventuali nuove aperture potranno essere consentite purché rispettino le dimensioni delle aperture presenti nell’edificio e vengano sottoposte alla valutazione dell’Amministrazione Comunale in coerenza con gli indirizzi del Piano Attuativo.

    A questo scopo dovranno essere presentati i prospetti interessati dalle modifiche ed i prospetti degli edifici adiacenti e frontalieri.

    Le insegne devono essere conformi alle tipologie proposte nel Regolamento Edilizio del Piano Particolareggiato del centro storico; nel caso di mancanza di regolamentazione devono adeguarsi alle tipologie presenti ed essere congruenti con il periodo di realizzazione dell’immobile interessato alla modifica.

    Negli allacciamenti dei servizi, quali acqua, luce, telefono e simili, non sono consentiti vani per contatori con sportelli prospicienti la pubblica via.

    ZONE B

    Nelle Zone B è consentito l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento esclusivamente di EV e di MSV alimentari e non alimentari nella forma di esercizi singoli o centri commerciali.

    Si esclude la presenza di:

  • GSV Alimentari, poiché la natura di zone residenziale sature delle Zone B non configura l’esistenza di condizioni ottimali (sotto il profilo topologico e viabilistico) per la realizzazione di tali grandi attrattori di traffico; la diversificazione dell’offerta commerciale nel settore alimentare (presenza della grande distribuzione) in tali zone è conseguibile mediante supermercati di idonea potenzialità;
  • GSV Non Alimentari, obiettivo centrale in tale comparto è raggiungere obiettivi di razionalizzazione territoriale e di riorganizzazione funzionale dell’offerta commerciale non alimentare, mediante suo insediamento in specifiche aree attrezzate (Distretti Commerciali e zone D e G).

    Tutti i criteri riferiti alle zone B hanno carattere vincolante.

    ZONE C ed F

    Per le zone C e per le zone F si ripropongono gli stessi criteri e le stesse considerazioni riferite alle zone B.

    ZONE D

    Nelle Zone D è consentito effettuare l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento esclusivamente di:

  • strutture di vendita prevalentemente o esclusivamente non alimentari, sia nella forma di esercizio singolo che di Centro Commerciale;
  • GSV prevalentemente o esclusivamente alimentari realizzati nella forma di esercizi singoli, con una SV massima di 2.500 mq;

    Il modello di rete sotteso a tali criteri prevede che:

    1. nelle zone D sia concentrata l’offerta non alimentare di grande dimensione, al fine di raggiungere obiettivi di razionalizzazione territoriale e di riorganizzazione funzionale dell’offerta commerciale;
    2. nelle zone D sia localizzata la nuova offerta alimentare di grande dimensione (ipermercato), preferibilmente nella forma di esercizio singolo ovvero di centro commerciale fortemente connotato da tale presenza; in esse è esclusa la presenza di MSV alimentari, poiché è opportuno che esse siano localizzate nelle zone (le B e le C) a forte carico di residenza.

    I criteri definiti escludono la possibilità di realizzare grandissimi centri commerciali caratterizzati dalla contestuale presenza di ipermercato e galleria di notevole dimensione.

    Tali operazioni sono giudicate:

  • di scala assolutamente non coerente con le caratteristiche del territorio e dei fenomeni di sua antropizzazione.
  • di impatto negativo sotto i profili urbanistico e commerciale: alla penalizzazione dell’offerta commerciale diffusa da esse indotta (cui conseguirebbe un diradamento della presenza commerciale - a volte anche la scomparsa della funzione di “presidio” - soprattutto nei centri minori e nelle periferie), si accompagnerebbe, infatti, la creazione di attrattori “artificiali”, estranei al tessuto delle città e che a queste sottraggono motivi di interesse.

    In tutte le zone omogenee, comprese le zone A, è consentita la realizzazione di centri commerciali urbani di via o di strada non alimentari costituiti mediante l’associazione degli esercizi di vendita esistenti nella via e nelle immediate adiacenze.

    La realizzazione deve essere estesa all’intera strada o via interessata o ad almeno una sua porzione non inferiore alla lunghezza di metri 100.

    Le eventuali opere necessarie per identificare il centro commerciale di via o di strada devono essere proposte all’esame dell’Amministrazione Comunale con un piano di arredo nel quale siano previsti centri di incontro e di aggregazione, parcheggi, verde ed opere complementari quali quelle di abbellimento (fregi, fontane, sculture) e di protezione (tettoie e coperture, vetrate, gallerie).

    La realizzazione di gallerie, tettoie e coperture non costituisce volume ai fini della verifica dell’indice di edificabilità, purché i nuovi spazi (chioschi per informazioni, bar etc) non superino il 5% della superficie complessiva di via.

    L’approvazione del piano di arredo segue l’iter di approvazione previsto dall’articolo 21 della L.R. n. 45/89.

    Concessioni

    In relazione alla necessità di correlazione e di contemporaneità nel procedimento del rilascio della concessione o autorizzazione edilizia e dell’autorizzazione all’apertura dell’esercizio commerciale di una MSV e di una GSV, l’Amministrazione comunale deve predisporre contemporaneamente le fasi istruttorie dei due procedimenti edilizio e commerciale. Le relative disposizioni sono da inserire nei rispettivi regolamenti ed il rilascio di concessione e di autorizzazione è disposto con un unico provvedimento firmato dai responsabili del procedimento del settore edilizio e di quello commerciale.

    Il Comune, ai sensi del V comma dell’articolo 6 del D.L.vo n.114 del 1998, è tenuto entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto relativo alla presente deliberazione ad adeguare i propri strumenti urbanistici generali ed attuativi ed ad adeguare i regolamenti ai criteri di programmazione urbanistico commerciale di cui al presente provvedimento.

    In caso di inadempienza da parte dell’Amministrazione Comunale, l’Assessore competente in materia urbanistica, di concerto con l’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, nomina un Commissario ad acta che vi provvede entro il termine di 60 giorni.

      1. Dotazione di parcheggi pertinenziali per la clientela

        Sono definiti valori di minima dotazione (standard) di parcheggi differenziati per:

  • settore merceologico (alimentari, non alimentari), distinguendo inoltre il caso delle strutture di vendita miste (ossia autorizzate a commercializzare prodotti sia alimentari che non alimentari);
  • superficie di vendita della struttura di vendita,
  • zona di insediamento, come definita ai sensi del D.A. n. 2266/U del 20 dicembre 1983.

    Per ciascuna combinazione settore merceologico, superficie di vendita, zona di insediamento sono definiti due distinti valori di soglia riferiti a:

  • PA = n. di stalli di parcheggio riservati alla clientela,
  • SP = superficie di parcamento (area destinata al parcheggio, comprensiva della viabilità interna al parcheggio e delle zone di manovra).

    Tali distinti valori di soglia sono, in effetti, tra di loro correlati, nell’assunzione che: 1 PA = 25 mq di SP.

    Il rilascio dell’autorizzazione commerciale per:

  • apertura, trasferimento, ampliamento di una struttura di vendita;
  • modifica del settore merceologico (alimentare, non alimentare) e/o del mix di superficie di vendita tra alimentare e non alimentare,

    è subordinato al rispetto degli standard di dotazione di parcheggi per la clientela. Devono essere verificati entrambi gli standard, ossia:

    PAstruttura di vendita PAstandard

    SPstruttura di venditaSPstandard

    La superficie di vendita assunta a riferimento per la verifica degli standard è quella totale della struttura di vendita ottenuta sommando le superfici di vendita dei diversi esercizi.

    Nel caso in cui la struttura di vendita sia soltanto di tipo alimentare o soltanto di tipo non alimentare si utilizzano gli standard base definiti al punto 20.3.

    Nel caso delle strutture commerciali miste (in cui è autorizzata la vendita sia di alimentari che di non alimentari) si applicano i criteri specificati al punto 20.4.

    Gli standard definiti sono da considerarsi incrementali alla dotazione di spazi pubblici richiesta dal D.A. n. 2266/U del 20 dicembre 1983.

    I parcheggi alla clientela devono essere localizzati in aree contigue alla struttura di vendita, ovvero collegate ad almeno un ingresso pedonale per la clientela senza alcuna interposizione (tra il parcheggio e l’ingresso) di barriere architettoniche o viabilità diversa da quella interna al parcheggio.

      1. Standard base per le strutture di vendita solo alimentari o solo non alimentari

        Gli standard base riferiti a strutture di vendita solo alimentari o solo non alimentare sono specificati nella tabella che segue.

        Si precisa che:

  • alle zone A ex D.A. n. 2266/U del 20 dicembre 1983, sono equiparate “le aree, gli immobili o il complesso di immobili … di particolare pregio storico, archeologico, artistico o ambientale”, individuate dai Comuni in applicazione dell’art 7, comma 1 del D.P.C.M. 6 ottobre 2000;
  • nelle zone A si distingue il caso di MSV di tipo non alimentare localizzate in zone pedonali o a traffico limitato (ossia il cui ingresso pedonale principale si affacci su viabilità solo pedonale o a traffico limitato): per queste strutture è richiesta la dotazione di parcheggi solo per l’ampliamento.

    Si riportano di seguito due tabelle (a) e (b) per la verifica degli standard di dotazione di parcheggi per la clientela.

    Tabella (a) Superfici Alimentari

    Esercizi di Vicinato

    Medie Strutture di Vendita con SV250mq

    Medie Strutture di Vendita con 250mqSV1500mq

    Medie Strutture di Vendita con SV1500mq

    Grandi Strutture di Vendita

    Zone D

    PA0.12 x SV

    SP3 x SV

    Zone C e F

    PA0.05 x SV

    SP1.25 x SV

    PA(0.11xSV)-15

    SP(2.75xSV)-375

    PA0.1 x SV

    SP2.5 x SV

    Zone B

    PA0

    SP0

    PA0.04 x SV

    SP1.00 x SV

    PA(0.112xSV)-18

    SP(2.8xSV)-450

    PA0.05 x SV

    SP1.25 x SV

    Zone A

    PA0

    SP0

    Tabella (b) Superfici Non Alimentari

    Esercizi di Vicinato

    Medie Strutture di Vendita

    Grandi Strutture di Vendita

    Zone D,C,F

    PA0.04 x SV

    SP1 x SV

    Zone B

    PA0

    SP0

    PA0.03 x SV

    SP0.75 x SV

    Zone A

    PA0

    SP0

    PA= Posti Auto

    SV= Superficie di Vendita SP= Superficie di Parcheggio

      1. Standard per le strutture miste alimentari più non alimentari

        Per una struttura commerciale mista sono configurabili due casi:

        A.) L’autorizzazione commerciale specifica le SV per la vendita di alimentari e non alimentari.

        In questo caso, gli standard di parcheggio (S) da applicare (sia per i posti auto [S=PA] che per l’area destinata a parcheggio [S=SP]) è dato dalla formula:

        S  S Alim  SVAlim  S NonAlim  SVNonAlim

        SVtot

        dove:

        SAlim = Standard calcolato, applicando le relazioni degli abachi della tabella (a) di cui al punto 20.3. assumendo convenzionalmente che tutta la SV sia alimentare;

        SNonAlim = Standard calcolato, applicando le relazioni della tabella (b) di cui al punto 20.3. assumendo convenzionalmente che tutta la SV sia non alimentare;

        SVAlim = Superficie di Vendita Alimentare; SVNonAlim = Superficie di Vendita Non Alimentare; SVtot = Totale Superficie di Vendita;

        Ogni modifica degli originali valori di SVAlim e SVNonAlim richiede la verifica (e l’eventuale adeguamento) degli standard.

        B.) L’autorizzazione commerciale è per la vendita di alimentari e non alimentari (ossia in essa è specificata solo la globale SV).

        Lo standard di parcheggio (S) da applicare (sia per i posti auto che per l’area destinata a parcheggio) è dato dalla formula:

        S  2  S Alim  S NonAlim

        3

      2. Dotazione di aree di sosta e di movimentazione dei veicoli merci

        Ogni MSV e GSV deve essere dotata di area di sosta e movimentazione dei veicoli adibiti al rifornimento delle merci (nel seguito definita SPmov) ad essa pertinenziale, ad eccezione delle MSV non alimentari localizzate in zone A in aree pedonali o a traffico limitato.

        Per le strutture di vendita con SV2.500 mq, deve essere verificata la seguente relazione: SPmov  0,18 x SV + 48 [mq]

        Al fine di evitare che il conteggio di SPmov comprenda prevalentemente spazi residuali non utilizzabili per la funzione di sosta e movimentazione, SPmov deve avere una forma tale da consentire di potere inscrivere in essa un rettangolo di misure non inferiori a 5x10 [ml].

        Per esercizi con SV > 2.500 mq, SPmov deve essere comunque maggiore di 500 mq. SPmov deve essere:

  • contigua all’esercizio commerciale;
  • adibita ad uso esclusivo per la sosta e movimentazione dei veicoli adibiti al rifornimento dell’esercizio commerciale.

    Solo nel caso di MSV con SV600 mq è consentito l’utilizzo (a fini della sosta e movimentazione dei veicoli adibiti al rifornimento delle merci) dell’area destinata a parcheggio pertinenziale per la clientela; contestualmente è richiesto un incremento della dotazione di spazi destinati a parcheggio per la clientela, ossia devono essere verificate entrambe le seguenti condizioni:

    la superficie destinata a parcheggio (SP) deve soddisfare la relazione:

    SPSPstandard+50 [mq]

    il numero di posti auto (PA) deve soddisfare la relazione: PAPAstandard+2.

    L’accesso ad SPmov dalla viabilità pubblica deve essere idoneo alla manovra dei veicoli adibiti al trasporto

    delle merci.

    Per esercizi con SV > 2.500 mq è richiesta la separazione degli accessi veicolari al parcheggio riservato alla clientela ed all’area di sosta e movimentazione dei veicoli commerciali.

    I criteri esposti hanno carattere vincolante.

    Al loro rispetto è subordinato il rilascio dell’autorizzazione commerciale per l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento di una struttura di vendita.

    In ogni caso, per la verifica del rispetto dei criteri proposti, occorre sempre riferirsi alla totalità della superficie di vendita.

      1. Parametrazione tra superficie di vendita (SV) e superficie lorda di pavimento (SLP)

    Il termine SV (Superficie di Vendita) è tipico della regolamentazione commerciale.

    Esso è estraneo alla pianificazione urbanistica, che, invece, si esprime nei termini di SLP (Superficie Lorda di Pavimento) o in quelli equivalenti di SLA (Superficie Lorda Agibile) o SU (Superficie Utile).

    Viene, pertanto, fissato un rapporto di parametrazione tra SV e SLP pari ad un valore non superiore a 0,75.

    In altri termini a 1000 mq di SLP a destinazione d’uso commerciale potrà corrispondere un valore di SV non superiore a 750 mq.

  • Articolo: 21 - DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI SUGLI EDIFICI ESISTENTI

    Le Norme di Attuazione del P.U.C. individuano, per ogni zona urbanistica, i tipi di intervento consentiti e ne specificano le definizioni. In assenza di prescrizioni particolari, si assumono le definizioni della L. 457/78. Tali interventi potranno essere quelli descritti di seguito:

    1. Interventi di manutenzione ordinaria: quelli riguardanti le opere di riparazione, rinnovo e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono quelli definiti dall’art. 31, lett. a) della L. 457/78.
    2. Interventi di manutenzione straordinaria: quelli riguardanti le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifica delle destinazioni d’uso. Gli interventi di manutenzione straordinaria sono quelli definiti dall’art. 31, lett. b) della L. 457/78.
    3. Interventi di restauro e risanamento conservativo: quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costruttivi dell’edificio, l’inserimento di elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo sono quelli definiti dall’art. 31, lett. c) della L. 457/78.
    4. Interventi di ristrutturazione edilizia: quelli rivolti alla trasformazione degli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio, in tutto o in parte, diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costruttivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Sono equiparati agli interventi di ristrutturazione edilizia le demolizioni totali e le fedeli ricostruzioni di un fabbricato identico a quello preesistente, in quanto a sagoma, volumi e area di sedime, da eseguirsi come intervento temporalmente unico. Si definisce ristrutturazione edilizia globale quella che interessa l’intero edificio, ristrutturazione parziale ogni altro caso. Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono quelli definiti dall’art. 31, lett. d) della L. 457/78 e successive modificazioni.
    5. Interventi di ristrutturazione urbanistica: quelli rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati, della rete stradale (art. 31 lett. e) della L. 457/78).
    6. Nuova costruzione: Si definisce “nuova costruzione” l’opera edilizia volta a realizzare un nuovo edificio od un nuovo manufatto, sia fuori che entro terra. Ai fini procedurali nonché per la definizione degli oneri di urbanizzazione e dell’onerosità della concessione, rientrano in tali categorie anche gli interventi di ripristino filologico ed edilizio, quando i suddetti si configurano come interventi del tutto di nuova costruzione. Rientrano in questo tipo di intervento le opere costituenti pertinenze ed impianti tecnologici al servizio di edifici esistenti in applicazione dell’art. 7 della legge 94/82, e qualsiasi manufatto che, indipendentemente dalla durata, inamovibilità od incorporazione al suolo, con qualsiasi destinazione d’uso, non rientri espressamente nella categoria dei veicoli (art. 20 D.P.R. 15/06/53, n. 393).
    7. Ampliamento: Si definisce ampliamento di edificio esistente, l’intervento che comporta un incremento fino ad un massimo del (40%) delle superfici esistenti (Su, Sn, Snr, Sa) per modifica planimetrica o sopraelevazione. Per incrementi superiori l’intervento si considera di nuova costruzione. Gli interventi possono comportare o meno la contestuale trasformazione delle parti esistenti.
    8. Demolizione: Si definisce “demolizione” un intervento volto a rimuovere, in tutto o in parte, manufatti preesistenti. Gli interventi di demolizione sono specificati all’interno di due sottocategorie:

      • demolizione senza ricostruzione;
      • demolizione con ricostruzione, quando l’intervento prevede la ricostruzione di un fabbricato diverso in tutto o in parte all’esistente.
    9. Sistemazione dei terreni: Si definisce “sistemazione dei terreni” quell’intervento sul territorio che comporta modificazioni permanenti e rilevanti della morfologia del suolo, quali scavi e rinterri, che non riguarda la coltivazione di cave e torbiere o la sistemazione del terreno per le pratiche agricole.

    Articolo: 22 - TERMINI CONVENZIONALI RICORRENTI

    I termini convenzionali ricorrenti nelle cartografie e nelle Norme di Attuazione hanno il significato definito nell’articolo 116 (Definizioni ricorrenti, interpretazioni conformi e modi di misurazione) del R. E., quando non altrimenti specificato. I codici utilizzati per richiamare leggi, decreti, circolari e disposizioni varie si devono interpretare con la sezione Riferimenti Normativi allegata allo stesso Regolamento Edilizio.

    Articolo: 23 - SIMBOLOGIA UTILIZZATA

    It

    Indice di fabbricabilità territoriale

    [ mc/mq ]

    If

    Indice di fabbricabilità fondiario

    [ mc/mq ]

    Rc

    Rapporto di copertura

    [ mq/mq ]

    Dc

    Distanza minima dai confini

    [ m ]

    Df

    Distanza minima dai fabbricati

    [ m ]

    Hmax

    Altezza max dei fabbricati

    [ m ]

    C.E.

    Concessione Edilizia

    P.A.P.

    Piano Attuativo Particolareggiato

    S

    Aree per Standard Urbanistici /cessioni

    [ mq/ab ] / %

    Np

    Numero massimo di piani fuori terra

    P

    Superficie minima di parcheggio

    [ mq ]

    Sml

    Superficie minima lotto

    [ mq ]

    Articolo: 24 - CLASSIFICAZIONE DEL COMUNE

    Ai sensi dell’art. 2 del D.A. 20/12/1983 n. 2266/U, il Comune di Castiadas risulta di classe III in quanto la popolazione residente e quella prevista dal P.U.C. è compresa tra 2.000 e 10.000 abitanti.

    Articolo: 25 - ZONIZZAZIONE

    Le opere edilizie, le urbanizzazioni e le modificazioni di destinazione, anche senza opere, sono assentite se conformi alle norme specifiche di ciascuna zona omogenea, o secondo le disposizioni sulle deroghe delle leggi vigenti e del Regolamento edilizio. Nel caso di demolizione di un fabbricato esistente, la ricostruzione è consentita soltanto se conforme alle norme di zona.

    Il territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 17 della L 765/67 e dell’art. 5, 3° comma, della L.R. 45/89, nonché del DAEL 2266/83:

    Zona A. Centro Storico Artistico, residenziale di pregio ambientale e tradizionale

    A1 - Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale, disciplinata da Programma Integrato con valenza di Piano Particolareggiato.

    A2 - Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale non sottoposta a Piano Attuativo.

    Zona B. Completamento Residenziale, residenziale di completamento del centro abitato.

    B1 - Aree destinate al completamento residenziale.

    Zona C. Espansione Residenziale: residenziale di espansione dell’aggregato urbano.

    C1 - Aree destinate all’espansione residenziale già sottoposte a pianificazione attuativa.

    C2 - Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito delle

    borgate.

    C3 - Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito della borgata di Olia Speciosa.

    Zona D. Industriale, Artigianale e Commerciale.

    D1 - Aree per attività produttive già sottoposte a pianificazione attuativa.

    D2 - Aree per attività produttive consolidate da sottoporre a riassetto organico.

    D3 - Aree per attività produttive con scarse o nulle presenze consolidate da sottoporre a pianificazione attuativa.

    Zona E. Agricola.

    E1 - Aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata;

    E2 - Aree di primaria importanza per la funzione agricola- produttiva;

    E4 - Aree caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali;

    E4/B- Aree per la localizzazione delle residenze rurali, all’interno della sub-zona agricola E4;

    E5 - Aree marginali per l’attività agricola.

    Zona F. Turistica.

    F1 - Aree d’interesse turistico nelle quali sono inclusi ambiti riferibili ad interventi consolidati e/o normati da strumenti attuativi convenzionati

    F2 - Aree di interesse turistico nelle quali sono individuabili ambiti in grado di ospitare interventi a destinazione ricettivo-alberghiera e turistico-residenziale;

    F3 - Aree di interesse turistico di riferimento alla risorsa parco.

    Zona G/F. A funzione Integrata: Servizi e Strutture Turistiche. Zona G. Servizi Generali.

    G1 - Aree destinate a servizi di interesse generale di tipo aeroportuale.

    G2 - Aree destinate a servizi di interesse generale a supporto della nautica.

    G3 - Aree destinate a servizi di interesse generale e di supporto alla funzione alberghiera.

    G4 - Aree destinate ad accogliere strutture ed impianti per attività sportive.

    G5 - Aree di interesse generale destinate a parco attrezzato.

    G6 - Aree per attrezzature tecnologiche specializzate.

    G7 - Area cimiteriale.

    Zona H. Salvaguardia.

    H1 - Aree di particolare pregio ambientale e naturalistico;

    H2 - Aree con vincolo idrogeologico;

    H3 - Aree di rispetto cimiteriale;

    H4 - Aree di rispetto stradale.

    Inoltre in osservanza dell’art. 6 del D.A. 20/12/1983 n. 2266/U vengono individuate, nella misura complessiva non inferiore a 18 mq/ab, le dotazioni per spazi pubblici (S), classificate come:

    S1 - Aree per l’istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo;

    S2 - Aree per attrezzature d’interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre;

    S3 - Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade;

    S4 - Aree per parcheggi pubblici, in aggiunta alla superficie a parcheggio prevista dall’art.

    18 della L. 765: tali aree, in casi speciali, potranno essere distribuite su diversi livelli.

    Articolo: 26 - ZONA OMOGENEA A. SOTTOZONE A1 E A2. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi

        Sono da ritenersi facenti parte della presente zona omogenea quelle parti del territorio comunale interessate da agglomerati urbanistico-edilizi che conservano nell’organizzazione territoriale, nell’impianto urbanistico o nelle strutture edilizie i segni di una formazione remota e di proprie originarie funzioni abitative, economiche, sociali, politiche e culturali, includendovi qualunque altra struttura insediativa, anche extraurbana, che costituisca eredità significativa della storia locale.

      2. Usi consentiti

        Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’Art. 13 delle presenti Norme.

        1. ABITAZIONI - Gli edifici per l’abitazione con gli spazi privati e condominiali.
        2. STUDI PROFESSIONALI - Comprendono attività terziarie a carattere prevalentemente privato che non comportano un rilevante afflusso di pubblico (studi professionali, attività terziarie varie...).
        3. AUTORIMESSE AD USO PUBBLICO E PARCHEGGI - Comprendono autorimesse entro e fuori terra, con annessi spazi tecnici e di servizio, piccole officine e lavaggi auto.
        4. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO - Comprendono gli esercizi commerciali alimentari e non, con annessi spazi tecnici, di servizio e magazzino.
        5. ATTIVITÀ COMMERCIALI ALL’INGROSSO - Comprendono magazzini e depositi per alimentari e non, con annessi spazi tecnici, di servizio, con esclusione di attività commerciali di dettaglio.
        6. PUBBLICI ESERCIZI - Comprendono ristoranti, trattorie, bar, sale di ritrovo, etc.
        7. UFFICI - Comprendono gli uffici e le attività terziarie che comportano un rilevante afflusso ed una presenza continuativa di pubblico (attività amministrative, direzionali, assicurazioni...), con annessi spazi tecnici e di servizio.
        8. STRUTTURE RICETTIVE - Comprendono le strutture alberghiere e para-alberghiere, con annessi parti di servizio, di soggiorno e ritrovo.
        9. LOCALI DI RIUNIONE E SPETTACOLO - Comprendono cinema, teatri, centri congressi, locali da ballo, sale di ritrovo, con annessi spazi tecnici e di servizio.
        10. ATTREZZATURE CULTURALI - Comprendono sale mostre, esposizioni, centri culturali, con annessi spazi tecnici e di supporto.
        11. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE - Comprendono ambulatori, servizi per disabili, laboratori analisi, etc., compresi gli spazi di servizio e supporto necessari.
        12. ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE - Comprendono le attività artigianali anche esercitate in forma societaria e quindi giuridicamente inquadrate come industria, che non risultino moleste né dannose per la pubblica incolumità, non rechino pregiudizio all’igiene ed al decoro dei fabbricati, non necessitino di specifiche esigenze specie depurative incompatibili con le reti tecnologiche degli ambiti residenziali.
        13. VERDE PUBBLICO
        14. VERDE PRIVATO
        15. USI ASSIMILABILI - In caso di presenza di usi non specificatamente previsti nel presente sub-articolo, si procederà per analogia coi suddetti usi purché producano analoghi effetti sui servizi e sul sistema urbano, con particolare riguardo ai parcheggi.

          La destinazione d’uso degli immobili ricadenti in zona A è subordinata alla approvazione del Consiglio Comunale per: attività commerciali all’ingrosso o per attività commerciali al dettaglio comunque aventi superficie lorda di vendita superiore ai 400 mq.

          La destinazione d’uso degli immobili ricadenti in zona A è specificatamente esclusa per:

          • Attività industriali di qualsiasi genere, attività artigianali moleste.
          • Ricoveri di animali e macelli.
          • Strutture sanitarie di ospedalizzazione.
          • Depositi all’aperto.
      3. Articolazione della zona

    La zona A viene suddivisa in 2 sub-zone:

    Sub-zona A1 - Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale, disciplinata dal Programma Integrato Centro Storico con valenza di Piano Particolareggiato.

    Sub-zona A2 - Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale non sottoposta a Piano Attuativo.

    Articolo: 27 - SOTTOZONA A1

      1. Caratteri distintivi

        Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale, situata nella borgata di Castiadas Centro, disciplinata dal Programma Integrato Centro Storico (P.I.C.S.) con valenza di Piano Particolareggiato, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 20/03/2003, al quale si rimanda per la specifica normativa d’attuazione.

        In sede di applicazione della normativa specifica del P.P., qualora risultasse una certa indeterminatezza nel valutare gli interventi consentiti, derivante dall’interpretazione delle norme sul rispetto del profilo regolatore ed il meccanismo di calcolo dei volumi, prevale, a motivo della preminenza delle sequenze architettoniche nei fronti, la disposizione relativa ai profili regolatori in questione.

        Per gli eventuali adeguamenti del suddetto Piano Particolareggiato o per le varianti allo stesso si applica la disciplina prevista ai due punti seguenti.

      2. Classificazione storico-culturale, urbanistico-architettonica, ambientale

        Il P.I.C.S. individua nell’ambito della struttura insediativa del Centro Storico le unità fisico-spaziali per le quali si riconosce un certo grado di unitarietà dei caratteri fisico-spaziali e tipo-morfologici in riferimento alla classificazione storico-culturale ed al fine di definire le unità storico-ambientali in cui riconoscere:

        • Monumenti ed edifici di elevato valore storico-architettonico e relative aree di pertinenza;
        • Edifici e complessi edilizi per i quali si rileva un certo livello di aggregazione tali da costituire isolati o parti di tessuto urbano che presenta un certo grado di conservazione dei caratteri storico-architettonici d’insieme;
        • Edifici e complessi di edifici, come definiti al punto precedente, per i quali si è accertata una condizione di degrado reversibile e/o irreversibile;
        • Aree caratterizzate da edificazione sviluppatasi dai primi del 900 al secondo dopoguerra con identificati i livelli di conservazione e/o degrado;
        • Aree caratterizzate da edificazione sviluppatasi dal secondo dopoguerra ai giorni nostri con l’identificazione dei livelli di conservazione e/o degrado;
        • Edifici o complessi edilizi considerati incongrui o scarsamente compatibili e integrati con il tessuto urbano storico per i caratteri architettonici, tipologici e/o funzionali;
        • Analisi storico-tipologico e funzionale del lungo mare, sul fronte portuale, in quanto a complessi edilizi ed aree libere nell’ambito portuale.
      3. Strumenti e categorie d’intervento

    Il P.I.C.S. individua il sistema degli strumenti e categorie degli interventi di tutela, valorizzazione e trasformazione del tessuto urbano storico con specifico riferimento alla L.R. n. 45/89, L.R. n. 20/91, L.R. n. 29/98 ferme restando le disposizioni di cui al DPR n. 38/2001 e nell’ambito delle norme di cui al D.L.G. n. 490 del 29.10.1999; le categorie e gli strumenti di intervento specifici e distinti in relazione alle unità storico- ambientali individuate, all’interno di questi, per i singoli complessi immobiliari.

    In particolare, il P.I.C.S. stabilisce:

    1. Il grado di trasformabilità urbanistico in relazione al dimensionamento delle diverse funzioni e destinazioni d’uso di tipo residenziale, dei servizi pubblici e di prevalente interesse pubblico, della ricettività alberghiera e dei servizi commerciali;
    2. il grado di trasformabilità edilizio con l’obiettivo della tutela, conservazione, valorizzazione ed uso delle risorse storico-culturali, architettoniche ed ambientali al fine di elevare gli standard di qualità urbana.

    La classificazione dei gradi di trasformabilità dovrà precisare gli interventi ammissibili e compatibili in relazione alla normativa tecnica di riferimento quale abaco dei tipi edilizi, quaderni prestazionali delle diverse categorie d’intervento ecc. che sono allegati fondamentali del P.I.C.S..

    Gli elaborati del P.I.C.S. sono quelli previsti all’Art. 9 delle presenti Norme.

    Articolo: 28 - SOTTOZONA A2

      1. Caratteri distintivi

        Area di particolare pregio storico, artistico e tradizionale, situata nell’agro della borgata di Camisa e non sottoposta a Piano Attuativo.

      2. Classi di intervento e strumenti di attuazione

        Nella sub-zona A2, sono direttamente attuabili gli interventi di: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo (così come definiti alle lett. a), b), e c) dell’Art. 31 della L. 05/08/78 n. 457 e dell’Art. 21 delle presenti Norme).

        La ristrutturazione edilizia e quella urbanistica (lett. d) ed e) dell’Art. 31 della L. 05/08/78 n. 457 e dell’Art. 21 delle presenti Norme), le demolizioni e ricostruzioni sull’esistente, nonché le nuove costruzioni sono possibili solo in presenza di:

        • Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica;
        • Piano di Recupero di iniziativa pubblica o privata;
        • Programma Integrato ai sensi della L.R. 29/98.
      3. Parametri edificatori

        Per quanto concerne le classi di intervento attuabili direttamente si prescrive:

        • L’eliminazione e la depurazione di tutte le superfetazioni (aggiunte recenti) che alterano l’impianto edilizio originario.
        • Il mantenimento dello schema funzionale dell’unità abitativa.
        • La ricostituzione delle aree di verde interno e degli spazi scoperti secondo la tradizione insediativa locale.
        • Il rifacimento delle recinzioni con caratteristiche tecniche omogenee a quelle tipiche della zona, con particolare riferimento a materiali, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali.
        • Il riordino della partitura di facciata con la riapertura di portali eventualmente murati per motivi statici.
        • Il ripristino e/o il rifacimento degli infissi esterni con materiale e disegno analogo a quello preesistente e comunque con dimensioni e schemi propri della edificazione tradizionale (portoni carrai in legno, finestre e porte finestre in legno con scurini interni o persiana esterna).
        • La finitura degli esterni in intonaco pigmentato in pasta o del tipo a frattazzo rustico e se possibile il ripristino a vista dei materiali litoidi.
        • La tinteggiatura esterna in tonalità armonizzante con quelle tradizionali eventualmente esistenti al contorno; le prove di colore saranno soggette ad autorizzazione della Soprintendenza competente o in sua assenza ad autorizzazione dell’ufficio Tecnico Comunale.
        • Sono esclusi, per le finiture esterne i rivestimenti in genere, eccezion fatta per la pietra naturale da taglio, ed in particolare i materiali maiolicati, grès, ed intonaci plastici o graffiati.
        • La copertura dei tetti con tegole curve (coppi).
        • L’eliminazione dai prospetti delle aggiunte esterne di carattere tecnologico (fili, condutture) e raggruppamento in posizione opportuna.
        • Non è necessario il reperimento delle aree di sosta così come previsto dall’Art. 2 comma 2 della L. n. 122 del 24/03/1989.

          Per gli interventi attuabili mediante Piano Particolareggiato, Piano di Recupero e/o Programma Integrato si prescrive:

        • L’eliminazione e la depurazione di tutte le superfetazioni (aggiunte recenti) che alterano l’impianto edilizio originario;
        • Riconfigurazione architettonica dell’edificio originario, finalizzata al mantenimento dell’omogeneità degli schemi di impianto e dei caratteri tipologici tradizionali, sia pure con inserimenti e reinterpretazioni attuali (per le ristrutturazioni edilizie);
        • La proposta di intervento attuativo deve essere accompagnata da uno studio dei caratteri fisico- spaziali e tipo-morfologici finalizzata alla classificazione storico-architettonica degli edifici interessati, in modo da individuare delle unità storico-ambientali caratterizzate da un certo grado di unitarietà architettonica e dello schema aggregativo, a cui si fa riferimento per stabilire il grado di trasformazione edilizio-urbanistico;
        • La ricostituzione delle aree di verde interno e degli spazi scoperti secondo la tradizione insediativa locale;
        • Il rifacimento delle recinzioni con caratteristiche tecniche omogenee a quelle tipiche della zona, con particolare riferimento a materiali, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali;
        • Il riordino della partitura di facciata con la riapertura di portali eventualmente murati per motivi statici;
        • Il ripristino e/o il rifacimento degli infissi esterni con materiale e disegno analogo a quello preesistente e comunque con dimensioni e schemi propri della edificazione tradizionale (portoni carrai in legno, finestre e porte finestre in legno con scurini interni o persiana esterna);
        • La finitura degli esterni in intonaco pigmentato in pasta o del tipo a frattazzo rustico e se possibile il ripristino a vista dei materiali litoidi;
        • La tinteggiatura esterna in tonalità armonizzante con quelle tradizionali eventualmente esistenti al contorno; le prove di colore saranno soggette ad autorizzazione della Soprintendenza competente o in sua assenza ad autorizzazione dell’ufficio Tecnico Comunale;
        • Sono esclusi, per le finiture esterne i rivestimenti in genere, eccezion fatta per la pietra naturale da taglio, ed in particolare i materiali maiolicati, grès, ed intonaci plastici o graffiati;
        • La copertura dei tetti con tegole curve (coppi);
        • L’eliminazione dai prospetti delle aggiunte esterne di carattere tecnologico (fili, condutture) e raggruppamento in posizione opportuna.

        Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni, quando siano ammesse dal Piano Particolareggiato e/o dal Piano di Recupero, si dovranno osservare le seguenti prescrizioni:

        Rc = 0,50 mq/mq o pari all’esistente.

        Hmax = 7,50 m in ogni caso non superiore dell’altezza degli edifici circostanti di carattere storico- artistico o ambientale e definita dai profili regolatori stabiliti nel P.P.

        If - It Per gli interventi di risanamento conservativo, la densità fondiaria e la cubatura non devono superare quelle preesistenti, computate senza tener conto delle sovrastrutture di epoca recente prive di valore storico-artistico, salvo disposizioni diverse del Piano Particolareggiato o del Piano di Recupero.

        Per le nuove costruzioni, le sopraelevazioni e le ricostruzioni a seguito di demolizione, quando siano ammesse in sede di Piano Attuativo, l’indice fondiario non può superare quello medio della zona.

        S Reperiti globalmente nella misura non inferiore a 18,00 mq/ab.

        P = 1 mq/10 mc Nelle nuove costruzioni dovrà essere prevista tale superficie minima per parcheggio privato, coperta o scoperta, accessibile da spazio pubblico, oltre alle disposizioni sui parcheggi in zone residenziali, contenute all’Art. 14 delle presenti Norme.

      4. Superficie minima di attuazione

    La superficie minima di attuazione nella zona A è pari a quella dell’intera sottozona A2.

    Articolo: 29 - ZONA B1. COMPLETAMENTO RESIDENZIALE

      1. Caratteri distintivi

        Sono da ritenersi incluse nella presente zona omogenea le parti del territorio a prevalente destinazione residenziale, totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A, nelle quali l’assetto urbanistico sia già univocamente individuato per l’esistenza della maglia viaria principale e delle opere di urbanizzazione primarie indispensabili.

      2. Usi consentiti

        Sono ammesse ordinariamente le destinazioni d’uso di cui all’Art. 13 delle presenti Norme e di seguito elencati:

        1. ABITAZIONI - Gli edifici per l’abitazione con gli spazi privati e condominiali.
        2. STUDI PROFESSIONALI - Comprendono attività terziarie a carattere prevalentemente privato che non comportano un rilevante afflusso di pubblico (studi professionali, attività terziarie varie, ecc.).
        3. AUTORIMESSE AD USO PUBBLICO E PARCHEGGI - Comprendono autorimesse entro e fuori terra, con annessi spazi tecnici e di servizio, piccole officine e lavaggi auto.
        4. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO - Comprendono gli esercizi commerciali alimentari e non, con

          annessi spazi tecnici, di servizio e magazzino.

        5. ATTIVITÀ COMMERCIALI ALL’INGROSSO - Comprendono magazzini e depositi per alimentari e non, con annessi spazi tecnici, di servizio, con esclusione di attività commerciali di dettaglio.
        6. PUBBLICI ESERCIZI - Comprendono ristoranti, trattorie, bar, sale di ritrovo, ecc.
        7. UFFICI - Comprendono gli uffici e le attività terziarie che comportano un rilevante afflusso ed una presenza continuativa di pubblico (attività amministrative, direzionali, assicurazioni, ecc.), con annessi spazi tecnici e di servizio.
        8. STRUTTURE RICETTIVE - Comprendono le strutture alberghiere e para-alberghiere, con annessi parti di servizio, di soggiorno e ritrovo.
        9. LOCALI DI RIUNIONE E SPETTACOLO - Comprendono cinema, teatri, centri congressi, locali da ballo, sale di ritrovo, con annessi spazi tecnici e di servizio.
        10. ATTREZZATURE CULTURALI - Comprendono sale mostre, esposizioni, centri culturali, con annessi spazi tecnici e di supporto.
        11. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE - Comprendono ambulatori, servizi per disabili, laboratori analisi, etc., compresi gli spazi di servizio e supporto necessari.
        12. ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE - Comprendono le attività artigianali anche esercitate in forma societaria e quindi giuridicamente inquadrate come industria, che non risultino moleste né dannose per la pubblica incolumità, non rechino pregiudizio all’igiene ed al decoro dei fabbricati, non necessitino di specifiche esigenze specie depurative incompatibili con le reti tecnologiche degli ambiti residenziali.
        13. VERDE PUBBLICO
        14. VERDE PRIVATO
        15. USI ASSIMILABILI - In caso di presenza di usi non specificatamente previsti nel presente sub-articolo, si procederà per analogia coi suddetti usi purché producano analoghi effetti sui servizi e sul sistema urbano, con particolare riguardo ai parcheggi.
      3. Classi di intervento e strumenti di attuazione

        Nella zona B1, sono direttamente attuabili gli interventi di: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (così come definiti alle lett. a), b),

        1. e d) dell’Art. 31 della L. 05/08/78 n. 457 e dell’Art. 21 delle presenti Norme), nonché le demolizioni e ricostruzioni e le nuove costruzioni sull’impianto urbano definito.

          Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica (lett. e) art. 31 della l. 05/08/78 n. 457 e Art. 21 delle presenti Norme) sono previsti gli strumenti:

          • Piano Particolareggiato;
          • Piano di Recupero.
      4. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi di cui al precedente punto dovranno osservarsi le seguenti prescrizioni:

        Rc = 0,50 mq/mq o pari all’esistente.

        Hmax = 7,50 m in ogni caso non superiore dell’altezza media degli edifici preesistenti nella zona, ad eccezione degli edifici che formino oggetto di piani attuativi.

        If = 0,40 mc/mq

        S = 18,00 mq/ab reperiti globalmente in misura non inferiore a tale valore.

        Df = 8,00 m in assenza di P.P. oppure secondo quanto disposto dallo stesso. Np = 2 numero massimo di piani fuori terra.

        Dc = 5,00 m le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo 5,00 m con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a m 8,00, se con almeno una delle pareti finestrate.

        Tali distanze possono ridursi a quelle disposte dal C.C. per conservare l’allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti con tessuto urbano già definito, per evitare l’inutilizzazione delle aree inedificate o risultanti libere in seguito a demolizione e per consentire le sopraelevazioni, qualora si estendano sul fronte stradale per una lunghezza inferiore a 20,00 m.

        Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti, è consentita l’apertura di finestre nei vani privi di luci dirette a distanze inferiori a quelle sopra

        indicate, purché nel rispetto delle disposizioni fissate dal Codice Civile.

        P = 1 mq/10 mc nelle nuove costruzioni dovrà essere prevista tale superficie minima per parcheggio privato, coperta o scoperta, accessibile da spazio pubblico, oltre alle disposizioni sui parcheggi in zone residenziali, contenute all’Art. 14 delle presenti Norme.

        La quota da destinare a parcheggi potrà essere prevista anche in volumi interrati e seminterrati.

      5. Tipi edilizi

    Si richiede che gli interventi sull’esistente tendano al rinnovo delle parti in contrasto con l’ambiente ed al miglioramento dell’aspetto costruttivo-architettonico della zona con particolare riguardo ad intonaci, tinteggiature, infissi esterni, recinzioni, spazi verdi, coperture.

    Nelle nuove costruzioni, la tipologia utilizzabile dovrà essere reperita nella tradizione locale, pertanto isolata o abbinata sul confine. La copertura dei fabbricati dovrà essere di norma eseguita a falde inclinate.

    Lolle, porticati, passi carrai coperti, o le coperture in genere costituiscono elementi architettonici atti a configurare la continuità del corpo di fabbrica agli effetti della sua aderenza ai confini.

    Le recinzioni sul fronte strada potranno essere costituite da una parte cieca fino ad un’altezza massima di cm. 80 in materiale lapideo o rivestito con quest’ultimo, e da una superficie sovrastante ad aria passante fino ad un’altezza massima di m 1,50.

    E’ preferibile il ricorso ad elementi costruttivi tradizionali, con particolare riguardo ad infissi, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali.

    Sono pertanto da evitare i rivestimenti artificiali, quali materiali ceramici, grès, ed intonaci plastici o graffiati.

    Articolo: 30 - ZONA C. ESPANSIONE RESIDENZIALE. SOTTOZONE C1, C2 e C3. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi

        Sono da ritenersi incluse nella presente zona omogenea le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti residenziali, nelle quali l’edificazione è consentita esclusivamente a seguito di Piani Attuativi.

      2. Usi consentiti

        Sono ammesse ordinariamente le destinazioni d’uso di cui all’Art. 13 delle presenti Norme e di seguito riportati:

        1. ABITAZIONI - Gli edifici per l’abitazione con gli spazi privati e condominiali.
        2. STUDI PROFESSIONALI - Comprendono attività terziarie a carattere prevalentemente privato che non comportano un rilevante afflusso di pubblico (studi professionali, attività terziarie varie, ecc.).
        3. AUTORIMESSE AD USO PUBBLICO E PARCHEGGI - Comprendono autorimesse entro e fuori terra, con annessi spazi tecnici e di servizio, piccole officine e lavaggi auto.
        4. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO - Comprendono gli esercizi commerciali alimentari e non, con annessi spazi tecnici, di servizio e magazzino.
        5. ATTIVITÀ COMMERCIALI ALL’INGROSSO - Comprendono magazzini e depositi per alimentari e non, con annessi spazi tecnici, di servizio, con esclusione di attività commerciali di dettaglio.
        6. PUBBLICI ESERCIZI - Comprendono ristoranti, trattorie, bar, sale di ritrovo, ecc.
        7. UFFICI - Comprendono gli uffici e le attività terziarie che comportano un rilevante afflusso ed una presenza continuativa di pubblico (attività amministrative, direzionali, assicurazioni, ecc.), con annessi spazi tecnici e di servizio.
        8. STRUTTURE RICETTIVE - Comprendono le strutture alberghiere e para-alberghiere, con annessi parti di servizio, di soggiorno e ritrovo.
        9. LOCALI DI RIUNIONE E SPETTACOLO - Comprendono cinema, teatri, centri congressi, locali da ballo, sale di ritrovo, con annessi spazi tecnici e di servizio.
        10. ATTREZZATURE CULTURALI - Comprendono sale mostre, esposizioni, centri culturali, con annessi spazi tecnici e di supporto.
        11. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE - Comprendono ambulatori, servizi per disabili, laboratori analisi, etc., compresi gli spazi di servizio e supporto necessari.
        12. ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE - Comprendono le attività artigianali anche esercitate in forma societaria e quindi giuridicamente inquadrate come industria, che non risultino moleste né dannose per la pubblica incolumità, non rechino pregiudizio all’igiene ed al decoro dei fabbricati, non necessitino di specifiche esigenze specie depurative incompatibili con le reti tecnologiche degli ambiti residenziali.
        13. VERDE PUBBLICO
        14. VERDE PRIVATO
        15. USI ASSIMILABILI - In caso di presenza di usi non specificatamente previsti nel presente sub-articolo, si procederà per analogia coi suddetti usi purché producano analoghi effetti sui servizi e sul sistema urbano, con particolare riguardo ai parcheggi.
      3. Articolazione della zona

        La zona C viene suddivisa in 3 sub-zone:

        Sub-zona C1 - Aree destinate all’espansione residenziale già sottoposte a pianificazione attuativa di iniziativa pubblica.

        Sub-zona C2 - Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione

        Sub-zona C3 - Aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione

      4. Norme diverse

    In tutte quelle aree di cui al Decr. Interassessoriale dell’Ass.re Regionale dei Lavori Pubblici e dell’Ass.re Regionale della Difesa dell’Ambiente n. 548 del 11/08/2000, pubbl. sul suppl. straordinario al BURAS n. 29 del 19/09/2000, in esecutività della deliberazione G.R. del 29/10/99 n. 41/32 concernente (Piano Straordinario di cui all’art. 1 bis D.L. n. 180/98) individuazione, perimetrazione e misure di salvaguardia delle aree a rischio idrogeologico, il rilascio della concessione edilizia è subordinato al Nulla-osta da parte del Genio Civile così come previsto dallo stesso Decreto.

    Articolo: 31 - SOTTOZONA C1

    31.1. Caratteri distintivi

    Sono le aree, nell’ambito della borgata Olia Speciosa già sottoposte a pianificazione attuativa e per le quali si confermano le norme contenute nel Piano stesso (Piano Particolareggiato Olia Speciosa, adottato definitivamente con deliberazione del Consiglio Comunale n. 107/3975 del 10 Settembre 1990).

    If = 0,70 mc/mq S = 12,00 mq/ab

    Articolo: 32 - SOTTOZONA C2

      1. Caratteri distintivi

        Sono le aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito delle borgate del Comune di Castiadas, ad esclusione della borgata Olia Speciosa (per la quale si individuano le sub-zone C1 già attuata e C3 di nuova individuazione).

      2. Interventi consentiti

        Nelle zone C2 sono consentiti gli interventi di:

        • manutenzione ordinaria;
        • manutenzione straordinaria;
        • restauro e risanamento conservativo;
        • ristrutturazione edilizia ed urbanistica;
        • nuova costruzione;
        • ampliamento e demolizione;
        • mutamento di destinazione d’uso.
      3. Strumenti di attuazione

        Senza la predisposizione di un Piano Attuativo sono attuabili direttamente gli interventi di: demolizione, di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono anche ammesse le modifiche di destinazione d’uso (tra quelli consentiti) e le opere interne.

        Ad eccezione degli interventi sull’esistente, gli interventi di cui al punto precedente si attuano attraverso:

        • Piano Particolareggiato;
        • Piano di Lottizzazione.
      4. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi ammessi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        It = 0,30 mc/mq

        Dc = 5,00 m

        Df = 10,00 m

        Hmax = 7,00 m

        S = 18,00 mq/ab

        Rc = 0,30 mc/mq

        Np = 2

        Sml = 500,00 mq

      5. Tipi edilizi

        La tipologia edilizia dovrà ricercarsi fra quelle consolidate nel territorio e preferibilmente del tipo isolato.

        E’ consentita all’interno del lotto la realizzazione anche con corpi di fabbrica separati o comunque articolati e collegati da lolle porticati, di locali accessori, etc.

        I pergolati ad aria passante non entrano nel computo delle superfici coperte ma costituiscono elementi di continuità del corpo di fabbrica.

        E’ fatto divieto di utilizzare tipologie su pilotis. E’ consentita la realizzazione di Patii e Cortili.

        E’ preferibile il ricorso ad elementi costruttivi tradizionali, con particolare riguardo ad infissi, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali.

        E’ obbligatorio fare uso di rivestimenti in pietra per una percentuale non inferiore del 40% delle pareti dei fabbricati, aumentato al 60% per gli edifici da realizzare in aree particolarmente sensibili quali quelle in prossimità di emergenze archeologiche.

        Sono pertanto da evitare i rivestimenti artificiali, quali materiali ceramici, grès, ed intonaci plastici o graffiati.

      6. Comparto d’intervento

        Nelle diverse sub-zone i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona, ovvero a comparti delimitati da viabilità consolidata o aventi superficie non inferiore a mq. 10.000,00.

        Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso all’intero comparto d’intervento e, in tale ipotesi, il Piano potrà attuarsi per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

      7. Ripartizione volumetria

        La volumetria prevista dovrà essere attuata secondo la seguente distribuzione:

        • il 70% dovrà avere destinazione residenziale;
        • il 20% dovrà avere destinazione a servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali: negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole calde, ecc.;
        • il 10% dovrà essere destinato a servizi pubblici.
      8. Viabilità

    La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno.

    Articolo: 33 - SOTTOZONA C3

      1. Caratteri distintivi

        Sono le aree destinate all’espansione residenziale di nuova individuazione nell’ambito della borgata di Olia Speciosa e per le quali si applicano, per uniformità con l’adiacente sub-zona C1 già attuata con P.P., gli stessi parametri urbanistico-edilizi.

      2. Interventi consentiti

        Nelle zone C3 sono consentiti di norma gli interventi di:

        • manutenzione ordinaria;
        • manutenzione straordinaria;
        • restauro e risanamento conservativo;
        • ristrutturazione edilizia ed urbanistica;
        • nuova costruzione;
        • ampliamento e demolizione;
        • mutamento di destinazione d’uso.
      3. Strumenti di attuazione

        Senza la predisposizione di un Piano Attuativo sono attuabili direttamente gli interventi di: demolizione, di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono anche ammesse le modifiche di destinazione d’uso (tra quelli consentiti) e le opere interne.

        Ad eccezione degli interventi sull’esistente, gli interventi di cui al punto precedente si attuano attraverso:

        • Piano Particolareggiato;
        • Piano di Lottizzazione.
      4. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi ammessi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        It = 0,70 mc/mq

        Dc = 5,00 m

        Df = 10,00 m

        Hmax = 7,00 m

        S = 31,00 mq/ab

        Rc = 0,30 mc/mq

        Np = 2

        Sml = 500,00 mq

      5. Tipi edilizi

        I corpi edilizi dovranno essere disposti in modo da costituire continuità prospettica curando di ricercare un carattere ambientale unitario, raggruppandoli per isole urbane caratterizzate da unità tipologica e cromatica. Le aree libere, di pertinenza dei diversi corpi edilizi, dovranno essere tra loro contigue in modo da realizzare il massimo della continuità a verde privato.

        I pergolati ad aria passante non entrano nel computo delle superfici coperte ma costituiscono elementi di continuità del corpo di fabbrica.

        E’ fatto divieto di utilizzare tipologie su pilotis. E’ consentita la realizzazione di Patii e Cortili.

        E’ preferibile il ricorso ad elementi costruttivi tradizionali, con particolare riguardo ad infissi, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali.

        E’ obbligatorio fare uso di rivestimenti in pietra per una percentuale non inferiore del 40% delle pareti dei fabbricati, aumentato al 60% per gli edifici da realizzare in aree particolarmente sensibili quali quelle in prossimità di emergenze archeologiche.

        Sono pertanto da evitare i rivestimenti artificiali, quali materiali ceramici, grès, ed intonaci plastici o graffiati.

      6. Comparto d’intervento

        Nella sub-zona C3 i piani attuativi devono avere per oggetto l’intera sottozona omogenea. Qualora uno o più proprietari dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso all’intero comparto d’intervento, prevedendo di accorpare le aree da destinare ai servizi; in tale ipotesi, il Piano potrà attuarsi per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari.

      7. Ripartizione volumetria

        La volumetria prevista dovrà essere attuata secondo la seguente distribuzione:

        • il 60% dovrà avere destinazione residenziale;
        • il 30% dovrà avere destinazione a servizi per la residenza;
        • il 10% dovrà essere destinato a servizi pubblici.
      8. Viabilità

    La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno.

    Articolo: 34 - ZONA D. INDUSTRIALE, ARTIGIANALE E COMMERCIALE. SOTTOZONE D1, D2 e D3. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi.

        Sono da ritenersi incluse nella presente zona omogenea le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali, artigianali, commerciali, di conservazione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli e/o della pesca.

      2. Usi consentiti

        Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’Art. 15 delle presenti Norme ed elencate di seguito:

        1. ATTIVITÀ ARTIGIANALI COMPATIBILI ED INCOMPATIBILI CON LA RESIDENZA
        2. ATTIVITÀ ABITATIVE STRETTAMENTE NECESSARIE PER LA CUSTODIA
        3. PUBBLICI ESERCIZI STRETTAMENTE NECESSARI PER IL SUPPORTO DELLE ATTIVITÀ DI ZONA
        4. AUTORIMESSE E PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
        5. MOSTRE
        6. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO ED ALL’INGROSSO ANCHE ORGANIZZATE COME CENTRI COMMERCIALI
        7. SERVIZI TECNICI URBANI
        8. VERDE PUBBLICO
        9. VERDE PRIVATO

          A riguardo degli edifici destinati ad attività artigianali, commerciali e piccole industrie, si precisa che non sono consentiti quelli che, a giudizio dell’Amministrazione, dovessero arrecare molestia o essere comunque pregiudizievoli alle zone residenziali.

          Gli edifici residenziali per l’abitazione dei proprietari o custodi sono consentiti purché venga motivata la necessità di risiedere sul posto e purché le abitazioni rispettino i requisiti di igiene e di comfort.

      3. Articolazione della zona.

        La zona D viene suddivisa nelle seguenti 3 sub-zone:

        Sub-zona D1 - Aree per attività produttive già sottoposte a pianificazione attuativa

        Sub-zona D2 - Aree per attività produttive consolidate da sottoporre a riassetto organico

        Sub-zona D3 - Aree per attività produttive con scarse o nulle presenze consolidate da sottoporre a pianificazione attuativa.

      4. Norme diverse

    In tutte le sub-zone, gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici, e di inquinamento atmosferico.

    Articolo: 35 - SOTTOZONA D1

    35.1. Caratteri distintivi

    Nella sottozona D1 sono incluse le aree per attività produttive già sottoposte a pianificazione attuativa e per le quali si confermano le norme contenute nel Piano stesso (Piano per gli Insediamenti produttivi, adottato definitivamente con deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 del 30/06/1994).

    Articolo: 36 - SOTTOZONA D2

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona D2 sono incluse le aree per attività produttive consolidate da sottoporre a riassetto organico con interventi di razionalizzazione delle aziende esistenti.

      2. Strumenti di attuazione

        Per le costruzioni esistenti sono direttamente attuabili gli interventi di: demolizione, di manutenzione ordinaria,

        manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Inoltre, sono ammesse le modifiche di destinazione d’uso (tra quelli consentiti) e le opere interne.

        Attraverso concessione edilizia diretta sono anche consentiti gli ampliamenti delle aziende esistenti nel limite massimo del 20% della volumetria realizzata.

        Gli strumenti per l’attuazione degli interventi di nuova realizzazione sono i seguenti:

        • Piano Particolareggiato;
        • Piano di Lottizzazione Convenzionata;
        • Piano per gli Insediamenti Produttivi.
      3. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Rc

        =

        0,35

        mq/mq Sf

        Dc

        =

        10,00

        m

        Df

        =

        20,00

        m

        Hmax

        =

        10,50

        m (con esclusione dei volumi tecnici)

        S

        =

        10%

        (della superficie lottizzata, esclusa viabilità e parcheggi)

        Sml

        =1.000,00 mq

        (con esclusione delle attività insediate)

        P

        = 10%

        (della superficie lottizzata)

      4. Tipi edilizi

        Le tipologie edilizie dei fabbricati dovranno riferirsi ai tipi edilizi tradizionali destinati ad attività produttive in quanto a configurazione architettonica (da preferirsi quella isolata), materiali e colori di finitura. E’ obbligatoria la sistemazione a verde delle aree libere all’interno del lotto.

        Le recinzioni non potranno superare l’altezza massima di m 2,00 e dovranno risultare di qualità architettonica coerente con il fabbricato principale.

      5. Comparto d’intervento

        Nelle diverse sub-zone i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona, ovvero a comparti delimitati da viabilità consolidata o aventi superficie non inferiore a mq. 10.000,00.

        Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso al comparto d’intervento. In tale ipotesi il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

      6. Viabilità

    La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno.

    Articolo: 37 - SOTTOZONA D3

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona D3 sono incluse le aree per attività produttive con scarse o nulle presenze consolidate da sottoporre a pianificazione attuativa.

      2. Strumenti di attuazione

        Per le costruzioni esistenti sono direttamente attuabili gli interventi di: demolizione, di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Inoltre, sono ammesse le modifiche di destinazione d’uso (tra quelli consentiti) e le opere interne.

        Attraverso concessione edilizia diretta sono anche consentiti gli ampliamenti delle aziende esistenti nel limite massimo del 20% della volumetria realizzata.

        Gli strumenti per l’attuazione degli interventi di nuova realizzazione sono i seguenti:

        • Piano Particolareggiato;
        • Piano di Lottizzazione Convenzionata;
        • Piano per gli Insediamenti Produttivi.
      3. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Rc

        =

        0,35

        mq/mq Sf

        Dc

        =

        10,00

        m

        Df

        =

        20,00

        m

        Hmax

        =

        10,50

        m (con esclusione dei volumi tecnici)

        S

        =

        10%

        (della superficie lottizzata, esclusa viabilità e parcheggi)

        Sml

        =2.000,00 mq

        (con esclusione delle attività insediate)

        P

        = 10%

        (della superficie lottizzata)

      4. Tipi edilizi

        Le tipologie edilizie dei fabbricati dovranno riferirsi ai tipi edilizi tradizionali destinati ad attività produttive in quanto configurazione architettonica (da preferirsi quella isolata), materiali e colori di finitura. E’ obbligatoria la sistemazione a verde delle aree libere all’interno del lotto.

        Le recinzioni non potranno superare l’altezza massima di m 2,00 e dovranno risultare di qualità architettonica coerente con il fabbricato principale.

      5. Comparto d’intervento

        Nelle diverse sub-zone i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona, ovvero a comparti delimitati da viabilità consolidata o aventi superficie non inferiore a mq. 10.000,00.

        Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso al comparto d’intervento. In tale ipotesi il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

      6. Viabilità

    La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno.

    Articolo: 38 - ZONA E. AGRICOLA. SOTTOZONE E1 E2, E4, E4/B e E5. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi.

        Le zone agricole sono quelle parti del territorio destinate all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, all’itticoltura, alle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali, all’agriturismo, alla silvicoltura e alla coltivazione industriale del legno.

        La normativa di attuazione è redatta in conformità alle indicazioni del D.P.G.R. 3 agosto 1994 n. 228 e con riferimento all’art. 8 della L.R. 22 dicembre 1989 n. 45, alle quali si rimanda per quanto non espressamente indicato nelle presenti Norme.

        Tali norme disciplinano l’uso e la edificazione del territorio agricolo perseguendo le seguenti finalità:

        • Valorizzare le vocazioni produttive delle zone agricole garantendone le tutele del suolo e delle emergenze ambientali;
        • Incoraggiare la permanenza, nelle zone classificate agricole, della popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
        • Favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente, sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo.
      2. Usi consentiti

        In via generale e salvo quanto diversamente specificato per le singole sottozone, nelle zone agricole le destinazioni d’uso ammissibili degli immobili sono quelle indicate all’Art. 16 delle presenti Norme ed elencate di seguito:

        1. FABBRICATI ED IMPIANTI CONNESSI ALLA CONDUZIONE AGRICOLA DEL FONDO
        2. FABBRICATI PER AGRITURISMO
        3. FABBRICATI PER IL RECUPERO TERAPEUTICO DEI DISABILI E DEL DISAGIO SOCIALE

        Sempre ad eccezione di disposizioni specifiche per le singole sottozone, le attività consentite nelle zone agricole sono le seguenti:

        1. ATTIVITÀ COLTURALI ERBACEE ED ARBOREE
        2. ATTIVITÀ FORESTALI
        3. ACQUACOLTURA
        4. ALLEVAMENTO TRADIZIONALE OVI-CAPRINO, BOVINO, SUINO ED EQUINO
        5. ALLEVAMENTO INTENSIVO OVI-CAPRINO, BOVINO, SUINO ED EQUINO
        6. ALTRI ALLEVAMENTI CONVENZIONALI (APICOLTURA, ELICICOLTURA, CUNICOLICOLTURA, SPECIE SELVATICHE AUTOCTONE ETC)
        7. ALTRI ALLEVAMENTI NON CONVENZIONALI (SPECIE NON AUTOCTONE)
      3. Requisiti degli interventi - Documenti occorrenti

        Per il rilascio della concessione edilizia ai fini edificatori é necessario dimostrare la destinazione agricolo- produttiva del fondo con la produzione dei seguenti documenti tecnico-amministrativi:

        • dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del proponente ove emerga che le opere sono funzionali alla conduzione del fondo;
        • elaborati tecnici a firma di tecnici abilitati in base alle proprie competenze professionali, contenenti le caratteristiche della proposta, ed in particolare:

          1. Relazione tecnica contenente la descrizione dello stato attuale, l’indicazione degli interventi previsti, la dimostrazione di congruità delle opere rispetto alla potenzialità del fondo, la rispondenza della proposta agli indirizzi ed alle normative agricole di livello regionale e comunitario.
          2. Elaborati progettuali in numero adeguato con: I planimetria catastale

            II planimetrie interventi su base catastale comunque non inferiore alla scala 1/1000; III disegni delle opere in scala non inferiore alla 1/1000;

            IV disegni delle opere civili in scala adeguata e non minore a 1/100 per le opere edili; V eventuali particolari costruttivi.

          3. Piano di fattibilità economico-finanziaria, che giustifichi un corretto beneficio fondiario che, nel caso di fondi riferiti alle dimensioni minime di cui alla Circolare Regionale pubblicata su

            B.U.R.A.S. supplemento ordinario n. 25 del 10.06.87, deve produrre il reddito sufficiente almeno ad una famiglia coltivatrice.

          4. Studio di fattibilità agronomico-ambientale limitatamente ai seguenti interventi:

            • fabbricati e strutture per la zootecnia (escluse le piccole strutture a supporto dell’allevamento ovino);
            • impianti serricoli di dimensioni maggiori di 5.000 mq di superficie coperta.

          Gli elaborati tecnici di cui sopra debbono essere integrati dallo Studio di Fattibilità agronomica-ambientale, attraverso il quale l’area oggetto della proposta deve essere esaurientemente descritta sotto gli aspetti idrogeologico, agro-pedologico e paesaggistico, partendo dagli elementi conoscitivi del presente P.U.C., al fine di determinare per le varie soluzioni l’impatto sul paesaggio-ambiente e le modificazioni agro-pedologiche introdotte, con l’indicazione delle modalità per mitigare gli eventuali effetti negativi. Per tali interventi, esso costituisce requisito di conoscenza tecnica necessario per la corretta valutazione della proposta, pertanto non é alternativo e non sostituisce la Valutazione di Compatibilità Ambientale nei casi previsti.

      4. Interventi ammessi sugli immobili esistenti

        Per gli edifici esistenti sono valide le prescrizioni di cui all’art. 4 delle Direttive per le Zone Agricole approvate dal Consiglio Regionale il 13/4/1994.

        In particolare sono consentiti i seguenti interventi:

        1. Manutenzione ordinaria;
        2. Manutenzione straordinaria;
        3. Restauro e risanamento conservativo;
        4. Ristrutturazione edilizia;
        5. Ampliamento nei limiti consentiti dalle presenti Norme.

        E’ inoltre consentita, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico, la demolizione e la ricostruzione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.

      5. Criteri per l’edificazione

        In tutte le sub-zone, salvo quanto diversamente specificato nei successivi articoli, in via generale sono consentite le seguenti costruzioni:

        1. - fabbricati per la residenza strettamente necessaria alla conduzione del fondo;
        2. - fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
        3. - fabbricati per agriturismo, così come normati al punto successivo;
        4. - fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
        5. - strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del disagio sociale;
        6. - serre fisse o provvisorie.

        Salvo quanto stabilito specificatamente per ciascuna sottozona, gli indici fondiari massimi previsti nelle Direttive per le zone agricole sono:

        Gli indici massimi da applicare sono i seguenti:

         0,03

        mc/mq

        per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma;

         0,20

        mc/mq

        per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente comma;

         0,01

        mc/mq

        per i fabbricati di cui alla lettera d) del precedente comma;

         0,10

        mc/mq

        per le strutture di cui alla lettera e) del precedente comma.

        Ai fini edificatori la superficie minima d’intervento è in via generale stabilita in Ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,50.

        Per le residenze la superficie minima di intervento è in via generale stabilita in Ha 1,00 per la zona E4/B e in Ha 3,00 per le zone E1, E2 ed E5.

        Al fine di raggiungere la superficie minima di cui ai commi precedenti possono concorrervi più corpi aziendali, a condizione che appartengano alla stessa sottozona; in caso contrario, l’edificazione dovrà risultare concentrata nella porzione di terreno continua non inferiore ai 2/3 della superficie totale della proprietà.

        Conseguentemente l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere a costituire apposite planimetrie e il pubblico registro fondiario, opportunamente aggiornato, prescrivendo a tutela di terzi la trascrizione del vincolo derivante dall’avvenuta utilizzazione edificatoria dell’area.

        All’atto della richiesta di concessione ad edificare, il richiedente dovrà attestare quali superfici, tra quelle incluse nella domanda stessa siano state già computate per precedenti edificazioni.

        Ad evitare l’ulteriore edificazione nelle zone E, e salvo diversa dimostrazione, per la nuova edificazione ad uso residenziale dovrà essere privilegiata una fascia di territorio avente profondità non superiore a 100,00 metri e sviluppantesi lungo la viabilità consolidata.

        Per le residenze l’altezza massima viene stabilita in metri 6,50 con numero di piani fuori terra non superiore a due.

        Per tutte le destinazioni d’uso l’altezza massima viene stabilita in metri 4,00, con possibilità di deroga, non estensibile alla parte edilizia, soltanto per gli apparati tecnici di ponti radio, ripetitori, centrali telefoniche e simili.

        Gli edifici devono distare non meno di quindici metri lineari dal confine con le strade alle quali non si applichi la distanza minima prevista dal D.M. 1404/68 ovvero secondo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada e dal relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.L. del 30/04/92 n. 285 e successive modifiche).

        Per gli impianti di acquacoltura, itticoltura e fabbricati di loro pertinenza le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano.

        La distanza tra fabbricati non potrà essere inferiore all’altezza del fabbricato più alto, con minimo assoluto di dieci metri lineari.

      6. Agriturismo

        L’agriturismo, ai sensi della L.R. n. 18 del 23/06/1998 e della L. n. 730 del 05/12/85, è inteso come l’insieme delle attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 3 della stessa legge

        L.R. n. 18 del 23/06/1998, attraverso l’utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali.

        Nelle strutture aziendali esistenti alla data di entrata in vigore del P.U.C. è sempre consentito l’esercizio dell’agriturismo come attività collaterale ed ausiliaria a quella agro-zootecnica, così come previsto dalle vigenti normative regionali e statali. Le volumetrie per i posti letto con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per le residenze nella medesima azienda agricola in cui si esercita l’attività agrituristica. La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a Ha 3.

        E’ altresì finalità del presente P.U.C. coniugare la promozione dell’agriturismo con la salvaguardia ed il recupero degli edifici rurali storici.

        Nel caso di nuove strutture aziendali, per l’edificazione si applicano gli stessi indici e parametri prescritti per le sottozone corrispondenti.

      7. Punti di ristoro

        Per punti di ristoro, ai sensi del D.A. 2266/U del 20/12/1983, devono intendersi i bar, i ristoranti e le tavole calde, cui possono essere annesse, purché di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative ai posti letto nel numero massimo di venti.

        L’indice fondiario massimo viene stabilito in 0,01 mc/mq, incrementabile con Delibera del Consiglio Comunale fino a 0,10 mc/mq.

        La realizzazione dei punti di ristoro è ammessa quando essi siano ubicati ad una distanza dal perimetro urbano non inferiore a m 500 e ad una distanza reciproca, misurata lungo la viabilità comunale o Provinciale, non inferiore a 2 km.

        Il lotto minimo vincolato per la realizzazione di nuovi punti di ristoro isolati deve essere di 3 Ha; in tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in un fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze, alla superficie minima di Ha 3 vincolata al punto di ristoro, va aggiunta quella minima di Ha 1 relativa al fondo agricolo.

        Possono essere annesse alla struttura ristoratrice, purché di dimensioni limitate, altre strutture sportive e ricreative tali da rendere più produttiva ed economicamente redditiva l’azienda, senza allontanarsi dalle caratteristiche di zona omogenea agricola, allo scopo di non creare finalità di interesse turistico di tipo prevalentemente stagionale ma al contrario continuativo per tutto il periodo annuale.

      8. Annessi rustici, allevamenti zootecnico industriali e altri insediamenti produttivi agricoli

        I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico intesivi debbono distare almeno 50,00 m dai confini di proprietà. Detti fabbricato debbono distare altresì 500,00 m se trattasi di allevamento per suini, 300,00 m per avicoli e 100,00 m per bovini, ovicaprini ed equini, dai limiti delle zone territoriali omogenee A, B, C, F, G.

        I fabbricati per allevamenti zootecnici intensivi dovranno avere un rapporto di copertura con l’area di pertinenza non superiore al 50 per cento.

        Le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.

        I fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro-industriale sono ubicati in aree a tale scopo destinate dagli strumenti urbanistici generali oppure nelle zone territoriali omogenee di tipo D, fatti salvi gli ampliamenti degli insediamenti preesistenti alla data di entrata in vigore della presente direttiva, di cooperative e di associazioni di produttori agricoli.

        Il rapporto di copertura per gli insediamenti di tipo agro-industriale non può superare il 50 per cento dell’area di pertinenza.

        Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normato dall’art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà.

        Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonché gli impianti di acquacoltura e per agricolture specializzata, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.

        Ogni serra, purché volta alla protezione o forzatura delle colture, può essere installata previa autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate l’obbligo di acquisire il prescritto provvedimento autorizzativo di cui alla Legge 29 Giugno 1939 n. 1497.

      9. Edificio in fregio alle strade

        Ai sensi dell’Art. 6 della Disciplina per le Zone Agricole, per gli edifici esistenti ubicati nelle zone di protezione delle strade di cui al D.P.R. 495/92 e successive modifiche ed integrazioni, e in quelle di rispetto al nastro stradale vincolate come inedificabili dagli strumenti urbanistici generali, sono consentite le seguenti opere:

        1. - manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, come definiti dall’Art. 31 della Legge 05.08.1978 n. 457;
        2. - la dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne;
        3. - ogni altro ampliamento necessario per adeguare l’immobile alla disciplina igienico-sanitaria vigente.

        Gli interventi edilizi saranno ammessi purché non comportino l’avanzamento dell’edificio esistente sul fronte stradale.

        Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l’ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, è consentita, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico, nei casi di demolizione, la ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d’uso in un’area agricola adiacente anche inferiore alla superficie minima di intervento prescritta dalle presenti Norme.

      10. Smaltimento dei reflui

        Si applicano le norme previste nel Decreto Assessoriale del 21/01/1997 n. 34 art. 15.

      11. Tipi edilizi

        La tipologia edilizia dovrà ricercarsi fra quelle consolidate nel territorio e in ogni caso del tipo isolato.

        Le murature esterne dei fabbricati potranno essere realizzate in pietra faccia a vista oppure dovranno essere intonacate e successivamente tinteggiate usando i colori delle terre in sintonia con il contesto ambientale di riferimento.

        La copertura degli edifici residenziali dovranno rispettare le tipologie a tetto con manto superficiale a tegole curve (coppi).

        Le recinzioni dovranno essere realizzate con materiali lapidei a vista ovvero rete metallica; sulla viabilità pubblica e all’interno delle fasce di rispetto stradale esse non potranno superare l’altezza di metri 1,50.

      12. Norme diverse

        Oltre alle norme sopra riportate si prescrive quanto segue:

        • La costruzione di nuove strade o il rifacimento di quelle esistenti deve essere autorizzato dall’Amministrazione Comunale;
        • la viabilità secondaria interna alla zona deve avere una carreggiata della larghezza di m 3,50 con due banchine laterali di m 0,50 per lato; le nuove strade o quelle ricostruite devono essere piantumate ai bordi per tutta la loro lunghezza;
        • l’autorizzazione ad eseguire miglioramenti fondiari di qualsiasi tipo in terreni seminativi completamente privi di piante dovrà essere rilasciata a condizione che i confini dell’azienda interessata al miglioramento siano contornati da frangivento realizzati con almeno un filare di alberi; nel caso i terreni siano a pascolo cespugliato in luogo del frangivento si dovrà garantire un numero di piante di tipo mediterraneo (leccio, roverella, ulivo, quercia e simili) non inferiore a 20 per ettaro;
        • qualunque lavoro di ricerca idrica, di costruzione di pozzi o comunque che possa interessare le falde deve essere preventivamente autorizzato dal Sindaco;
        • nelle recinzioni è assolutamente vietato l’uso del filo spinato; è invece consentito l’uso della rete metallica purché a maglie larghe.
        • Nelle aree con pendenza maggiore del 35% e nelle aree certamente soggette ad esondazione fluviale è vietato ogni intervento di nuova edificazione, fermo restando che le relative superfici rientrano, ove è ammesso, nel calcolo volumetrico delle edificazioni.

          Per quanto non espressamente indicato si rimanda a quanto previsto dal D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U.

      13. Articolazione della zona

    Il P.U.C., in conformità alle Direttive regionali per le zone agricole, individua 4 diverse sub-zone “E”, sulla base delle loro caratteristiche geopedologiche ed agronomiche e della loro attitudine e potenzialità colturale:

    Sub-zona E1 - Aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata;

    Sub-zona E2 - Aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva, anche in relazione all’estensione, composizione e localizzazione dei terreni;

    Sub-zona E4 - Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, sono utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali;

    Sub-zona E4/B - Aree per la localizzazione delle residenze rurali, all’interno della sub-zona agricola E4;

    Sub-zona E5 - Aree marginali per l’attività agricola e nelle quali viene ravvisata l’esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale.

    Articolo: 39 - SOTTOZONA E1

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona E1 sono incluse le aree con elevata valenza agronomica, caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata, costituita prevalentemente da agrumeti.

      2. Usi consentiti

        E’ possibile la realizzazione dei seguenti fabbricati connessi alla conduzione agricola del fondo:

        1. fabbricati per la residenza strettamente necessaria alla conduzione del fondo;
        2. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali.

          Con riferimento alle seguenti attività:

          • attività colturali erbacee ed arboree;
          • allevamento tradizionale;
          • allevamento intensivo;
          • altri allevamenti convenzionali;
          • attività agrituristica.

          Non sono ammessi i fabbricati relativi a strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico- dipendenti.

          Per le zone umide è possibile la sola acquacoltura ambientalmente compatibile.

          Nella sottozona E1 non è assentibile l’insediamento di impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili, e neppure di attrezzature ed impianti di carattere particolare.

      3. Criteri per l’edificazione

    Gli indici massimi previsti per la sub-zona E1 sono i seguenti:

    • 0,03 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente punto;
    • 0,20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente punto.

    Ai fini edificatori la superficie minima d’intervento è stabilita in ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,50.

    Per le residenze la superficie minima di intervento è stabilita in Ha 3,00.

    Al fine di raggiungere la superficie minima di cui ai commi precedenti possono concorrervi più corpi aziendali, a condizione che appartengano alla stessa sottozona; in caso contrario, l’edificazione dovrà risultare concentrata nella porzione di terreno continua non inferiore ai 2/3 della superficie totale della proprietà.

    Conseguentemente l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere a costituire apposite planimetrie e il pubblico registro fondiario, opportunamente aggiornato, prescrivendo a tutela di terzi la trascrizione del vincolo derivante dall’avvenuta utilizzazione edificatoria dell’area.

    All’atto della richiesta di concessione ad edificare, il richiedente dovrà attestare quali superfici, tra quelle incluse nella domanda stessa siano state già computate per precedenti edificazioni.

    Ad evitare l’ulteriore edificazione nelle zone E, e salvo diversa dimostrazione, per la nuova edificazione ad uso residenziale dovrà essere privilegiata una fascia di territorio avente profondità non superiore a 100,00 metri e sviluppantesi lungo la viabilità consolidata.

    Per le residenze l’altezza massima viene stabilita in metri 6,50 con numero di piani fuori terra non superiore a due.

    Per tutte le destinazioni d’uso l’altezza massima viene stabilita in metri 4,00.

    Gli edifici devono distare non meno di quindici metri lineari dal confine con le strade alle quali non si applichi la distanza minima prevista dal D.M. 1404/68 ovvero secondo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada e dal relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. n.495 del 16 Dicembre 1992 e successive modifiche).

    Per gli impianti di acquacoltura, itticoltura e fabbricati di loro pertinenza le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano.

    La distanza tra fabbricati non potrà essere inferiore all’altezza del fabbricato più alto, con minimo assoluto di dieci metri lineari.

    Articolo: 40 - SOTTOZONA E2

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona E2 sono incluse le aree con buona attitudine agronomica, di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva anche in relazione alla estensione, composizione e localizzazione dei terreni, utilizzate prevalentemente per allevamenti zootecnici e per seminativo.

      2. Usi consentiti

        E’ possibile la realizzazione dei seguenti fabbricati connessi alla conduzione agricola del fondo:

        1. fabbricati per la residenza strettamente necessaria alla conduzione del fondo;
        2. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
        3. fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
        4. serre fisse o provvisorie.

          Con riferimento alle seguenti attività:

          • attività colturali erbacee ed arboree;
          • allevamento tradizionale;
          • allevamento intensivo;
          • altri allevamenti convenzionali;
          • attività agrituristica;
          • attività forestali;
          • acquacoltura.

        Non sono ammessi i fabbricati relativi a strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico- dipendenti.

        Nella sottozona E2 sono localizzabili gli impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili.

      3. Criteri per l’edificazione

    Per la sottozona E2 gli indici massimi da applicare sono i seguenti:

     0,02

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente punto;

     0,20

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente punto;

     0,01

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera c) del precedente punto.

    Ai fini edificatori la superficie minima d’intervento è stabilita in ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,50.

    Per le residenze la superficie minima di intervento è stabilita in Ha 3,00.

    Al fine di raggiungere la superficie minima di cui ai commi precedenti possono concorrervi più corpi aziendali, a condizione che appartengano alla stessa sottozona; in caso contrario, l’edificazione dovrà risultare concentrata nella porzione di terreno continua non inferiore ai 2/3 della superficie totale della proprietà.

    Conseguentemente l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere a costituire apposite planimetrie e il pubblico registro fondiario, opportunamente aggiornato, prescrivendo a tutela di terzi la trascrizione del vincolo derivante dall’avvenuta utilizzazione edificatoria dell’area.

    All’atto della richiesta di concessione ad edificare, il richiedente dovrà attestare quali superfici, tra quelle incluse nella domanda stessa siano state già computate per precedenti edificazioni.

    Ad evitare l’ulteriore edificazione nelle zone E, e salvo diversa dimostrazione, per la nuova edificazione ad uso residenziale dovrà essere privilegiata una fascia di territorio avente profondità non superiore a 100,00 metri e sviluppantesi lungo la viabilità consolidata.

    Per le residenze l’altezza massima viene stabilita in metri 6,50 con numero di piani fuori terra non superiore a due.

    Per tutte le destinazioni d’uso l’altezza massima viene stabilita in metri 4,00, con possibilità di deroga, non estensibile alla parte edilizia, soltanto per gli apparati tecnici di ponti radio, ripetitori, centrali telefoniche e simili.

    Gli edifici devono distare non meno di quindici metri lineari dal confine con le strade alle quali non si applichi la distanza minima prevista dal D.M. 1404/68 ovvero secondo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada e dal relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. n.495 del 16 Dicembre 1992 e successive modifiche).

    Per gli impianti di acquacoltura, itticoltura e fabbricati di loro pertinenza le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano.

    La distanza tra fabbricati non potrà essere inferiore all’altezza del fabbricato più alto, con minimo assoluto di dieci metri.

    Articolo: 41 - SOTTOZONA E4

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona E4 sono incluse aree caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative consolidate e, dunque, utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali.

        All’interno di tali aree sono comprese le sub-zone E4/B, che sono le aree destinate alla localizzazione delle residenze rurali.

        Pertanto, l’edificazione a fini residenziale è consentita unicamente negli ambiti E4/B.

      2. Usi consentiti

        E’ possibile la realizzazione dei seguenti fabbricati connessi alla conduzione agricola del fondo:

        1. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
        2. fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
        3. serre fisse o provvisorie.

          Con riferimento alle seguenti attività:

          • attività colturali erbacee ed arboree;
          • allevamento tradizionale;
          • allevamento intensivo;
          • altri allevamenti convenzionali;
          • attività forestali;
          • acquacoltura.

        Nella sottozona E4 non è ammessa la realizzazione di fabbricati per la residenza, di strutture per agriturismo e punti di ristoro; tali destinazioni d’uso andranno localizzate unicamente nelle contigue zone E4/B, destinate al completamento residenziale delle preesistenze rurali e per la cui disciplina si rimanda all’Art. successivo delle presenti Norme.

        Nella sottozona E4 sono localizzabili gli impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili.

      3. Criteri per l’edificazione

        Per le zone E4 gli indici massimi sono:

        • 0,20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma;
        • 0,01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente comma.

    Ai fini edificatori la superficie minima d’intervento è stabilita in Ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,50.

    Al fine di raggiungere la superficie minima di cui al comma precedente possono concorrervi più corpi aziendali, a condizione che appartengano alla stessa sottozona.

    Conseguentemente l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere a costituire apposite planimetrie e il pubblico registro fondiario, opportunamente aggiornato, prescrivendo a tutela di terzi la trascrizione del vincolo derivante dall’avvenuta utilizzazione edificatoria dell’area.

    All’atto della richiesta di concessione ad edificare, il richiedente dovrà attestare quali superfici, tra quelle incluse nella domanda stessa siano state già computate per precedenti edificazioni.

    Per tutte le destinazioni d’uso l’altezza massima viene stabilita in metri 4,00, con possibilità di deroga, soltanto per gli apparati tecnici di ponti radio, ripetitori, centrali telefoniche e simili.

    Gli edifici devono distare non meno di quindici metri lineari dal confine con le strade alle quali non si applichi la distanza minima prevista dal D.M. 1404/68 ovvero secondo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada e dal relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.L. del 30/04/92 n. 285 e successive modifiche).

    Per gli impianti di acquacoltura, itticoltura e fabbricati di loro pertinenza le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano.

    La distanza tra fabbricati non potrà essere inferiore all’altezza del fabbricato più alto, con minimo assoluto di dieci metri.

    Articolo: 42 - SOTTOZONA E4/B

      1. Caratteri distintivi

        Sono le aree situate in ambito rurale, all’interno della sub-zona agricola E4, destinate ad accogliere le residenze rurali.

        Il presente P.U.C. riconosce la necessità di delimitare le aree E4/B come sub-zone in cui localizzare i volumi residenziali derivanti dall’applicazione dell’indice di fabbricabilità territoriale esteso ai nuclei aziendali esistenti all’interno delle zone E4, ai sensi dell’Art. 8, 3°c. delle Direttive per le Zone Agricole.

        Si evidenzia altresì l’esigenza di agevolare l’organizzazione residenziale negli aggregati rurali mediante le disposizioni contenute ai punti seguenti.

      2. Usi consentiti

        Sono compatibili con la specifica sub-zona le destinazioni degli immobili volte a migliorare la residenzialità stabile e stagionale connessa alla conduzione agricola dei fondi ed alla valorizzazione dei prodotti. Con riferimento al contenuto dell’Art. 13 delle presenti Norme sono ammesse le seguenti destinazioni:

        • ABITAZIONI E STRUTTURE AGRITURISTICHE
        • ATTIVITÀ TERZIARIE CONNESSE CON LA RESIDENZA
        • ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO
        • PUBBLICI ESERCIZI DI MODESTE DIMENSIONI
        • ATTREZZATURE CULTURALI
        • ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE
        • PARCHEGGI
        • VERDE PUBBLICO
        • VERDE PRIVATO

          Nella sottozona E4/B non è ammessa la realizzazione di fabbricati connessi alla conduzione agricola del fondo, che dovranno essere localizzati esclusivamente nella contigua zona E4.

      3. Classi di intervento e strumenti di attuazione

        Nella zona E4/B, sono direttamente attuabili gli interventi di: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (così come definiti alle lett. a), b),

        c) e d) dell’Art. 31 della L. 05/08/78 n. 457 e dell’Art. 21 delle presenti Norme), nonché le demolizioni e ricostruzioni e le nuove costruzioni.

        Preventivamente agli interventi edilizi dovrà essere predisposto un elaborato planovolumetrico dal quale si evinca la reale situazione dell’azienda e la sua futura configurazione.

        A tale scopo dovrà essere presentata una relazione sintetica nella quale dovranno essere indicati gli estremi catastali delle aree interessate, le volumetrie esistenti e di progetto, le destinazioni d’uso e una planimetria schematica di posizionamento degli interventi.

        Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica (lett. e) art. 31 della l. 05/08/78 n. 457 e Art. 21 delle presenti Norme) sono previsti gli strumenti:

        • Piano Particolareggiato;
        • Piano di Recupero.
      4. Parametri edificatori

        Per l’esecuzione degli interventi di cui al precedente punto, per le caratteristiche intrinseche della zona, si applicano i seguenti parametri edificatori:

        Rc = 0,10 mq/mq o pari all’esistente.

        Hmax = 3,50 m in ogni caso non superiore dell’altezza media degli edifici preesistenti nella zona, ad eccezione degli edifici che formino oggetto di piani attuativi.

        It = 0,03 mc/mq da applicarsi sulla superficie d’intervento alla cui formazione possono concorrervi anche più corpi aziendali purché appartengano alle sottozone agricole E4 e E4/B e il cui volume risultante andrà localizzato esclusivamente nelle sub-zone E4/B.

        Ifmax = 0,30 mc/mq valore massimo dell’indice di fabbricabilità da valutare sul lotto interessato dall’edificazione in ambito E4/B.

        Df = 10,00 m in assenza di P.P. oppure secondo quanto disposto dallo stesso.

        Np = 1 numero massimo di piani fuori terra.

        Dc = 5,00 m le costruzioni non potranno sorgere sui confini di proprietà a meno che non esistano possibilità di realizzazioni in aderenza.

        P = 1 mq/10 mc nelle nuove costruzioni dovrà essere prevista tale superficie minima per parcheggio privato, coperta o scoperta, accessibile da spazio pubblico.

        Oltre a tali parcheggi, per le destinazioni d’uso diverse da quelle abitative deve risultare disponibile uno spazio, escluse le sedi viarie, di estensione pari a 40 mq per ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento, di cui almeno 20 mq destinati a parcheggio.

        La superficie a parcheggio, così determinata, se interna al lotto, dovrà essere oggetto di convenzione per assicurarne la pubblica accessibilità non onerosa.

        Tale disponibilità di parcheggi è richiesta anche per le costruzioni esistenti, in caso di loro trasformazione per gli usi non abitativi.

        La quota da destinare a parcheggio potrà essere prevista anche in volumi interrati o seminterrati.

        Per le residenze la superficie minima di intervento è in via generale stabilita in Ha 1,00.

        Per l’edificazione residenziale possono essere accorpate superfici fondiarie anche non contigue purché interne alla sottozona di appartenenza (E4) e di superficie totale non inferiore a 1,00 Ha; il volume risultante dall’applicazione dell’indice territoriale sull’intero fondo andrà realizzato esclusivamente nelle sub-zone E4/B e potrà essere suddivisa su più lotti nei quali non potrà mai essere superato l’indice fondiario massimo di 0,30 mc/mq .

        All’atto del ritiro della Concessione Edilizia, il richiedente dovrà presentare l’attestazione dell’avvenuta trascrizione nei Pubblici Registri Immobiliari, della volumetria utilizzata ai fini residenziali.

      5. Tipi edilizi

    Negli interventi di nuova costruzione è prescritta la tipologia della casa tipica a corte, con continuità dei volumi principali allineati sul fronte strada, comunque essi siano articolati all’interno del lotto. E’ prescritta la copertura a tetto, in tegole curve o marsigliesi a falde inclinate.

    Ove le costruzioni sorgano in arretramento, la continuità sul fronte strada potrà essere assicurata a mezzo muro di recinzione pieno, di altezza adeguata alla continuità dei prospetti confinanti, ovvero garantita da idonea sistemazione a verde anche aperta all’uso pubblico.

    E’ consentita la realizzazione nello stesso lotto di diversi corpi di fabbrica o di un corpo di fabbrica e relativi accessori, comunque articolati, e collegati tra loro da porticati, lolle, ecc.

    E’ preferibile il ricorso ad elementi costruttivi tradizionali, con particolare riguardo ad infissi, intonaci, tinteggiature, vani porta o portali.

    Sono pertanto da evitare i rivestimenti artificiali, quali materiali ceramici, grès, ed intonaci plastici o graffiati.

    Articolo: 43 - SOTTOZONA E5

      1. Caratteri distintivi

        Nella sottozona E5 sono incluse le aree con medio-bassa attitudine agronomica, con residue porzioni di elevata naturalità, caratterizzate da prevalente utilizzo agro-zooetecnico e nelle quali viene ravvisata l’esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale.

      2. Usi consentiti

        E’ possibile la realizzazione dei seguenti fabbricati connessi alla conduzione agricola del fondo:

        1. fabbricati per la residenza strettamente necessaria alla conduzione del fondo;
        2. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all’itticoltura, alla

          valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;

        3. fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
        4. strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico dipendenti e per il recupero del disagio sociale;
        5. serre fisse o provvisorie. Con riferimento alle seguenti attività:

          • attività colturali erbacee ed arboree;
          • allevamento tradizionale;
          • altri allevamenti convenzionali;
          • attività agrituristica;
          • attività forestali.

        Nella sottozona E5 sono localizzabili gli impianti di interesse pubblico quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili.

      3. Criteri per l’edificazione

    Per la sottozona E5 gli indici massimi da applicare sono i seguenti:

     0,01

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma;

     0,20

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente comma;

     0,01

    mc/mq

    per i fabbricati di cui alla lettera c) del precedente comma;

     0,10

    mc/mq

    per le strutture di cui alla lettera d) del precedente comma.

    Ai fini edificatori la superficie minima d’intervento è stabilita in ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,50.

    Per le residenze la superficie minima di intervento è stabilita in Ha 1,00.

    Al fine di raggiungere la superficie minima di cui ai commi precedenti possono concorrervi più corpi aziendali, a condizione che appartengano alla stessa sottozona; in caso contrario, l’edificazione dovrà risultare concentrata nella porzione di terreno continua non inferiore ai 2/3 della superficie totale della proprietà.

    Conseguentemente l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere a costituire apposite planimetrie e il pubblico registro fondiario, opportunamente aggiornato, prescrivendo a tutela di terzi la trascrizione del vincolo derivante dall’avvenuta utilizzazione edificatoria dell’area.

    All’atto della richiesta di concessione ad edificare, il richiedente dovrà attestare quali superfici, tra quelle incluse nella domanda stessa siano state già computate per precedenti edificazioni.

    Ad evitare l’ulteriore edificazione nelle zone E, e salvo diversa dimostrazione, per la nuova edificazione ad uso residenziale dovrà essere privilegiata una fascia di territorio avente profondità non superiore a 100,00 metri e sviluppantesi lungo la viabilità consolidata.

    Per le residenze l’altezza massima viene stabilita in metri 6,50 con numero di piani fuori terra non superiore a due.

    Per tutte le destinazioni d’uso l’altezza massima viene stabilita in metri 4,00, con possibilità di deroga, non estensibile alla parte edilizia, soltanto per gli apparati tecnici di ponti radio, ripetitori, centrali telefoniche e simili.

    Gli edifici devono distare non meno di quindici metri lineari dal confine con le strade alle quali non si applichi la distanza minima prevista dal D.M. 1404/68 ovvero secondo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada e dal relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. n. 495 del 16 Dicembre 1992 e successive modifiche).

    Per gli impianti di acquacoltura, itticoltura e fabbricati di loro pertinenza le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano.

    La distanza tra fabbricati non potrà essere inferiore all’altezza del fabbricato più alto, con minimo assoluto di dieci metri.

    Articolo: 44 - ZONA F TURISTICA. SOTTOZONE F1, F2 e F3. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi.

        Le aree classificate F dal P.U.C. di Castiadas riguardano le parti del territorio di interesse turistico con insediamenti di tipo prevalentemente stagionale.

        Gli interventi di trasformazione controllata degli ambiti territoriali classificati F dal presente piano sono orientati alla definizione di un sistema organico e funzionale degli insediamenti e dei servizi di supporto per

        l’attività turistico-ricettiva, in grado di interfacciarsi con l’ambiente naturale in un rapporto di rispetto e valorizzazione delle importanti risorse paesistico-ambientali presenti, sia costiere che dell’entroterra.

      2. Usi consentiti

        Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili sono quelle elencate di seguito e di cui all’Art. 17 delle presenti Norme:

        1. RESIDENZE TURISTICHE
        2. AZIENDE RICETTIVE ALBERGHIERE: ALBERGHI E VILLAGGI-ALBERGO, RESIDENZE TURISTICHE- ALBERGHIERE
        3. AZIENDE RICETTIVE ALL’ARIA APERTA: VILLAGGI TURISTICI E CAMPEGGI
        4. SERVIZI TURISTICI COMPRENDENTI:

          1. ATTIVITÀ COMMERCIALI ANCHE NELLA FORMA DI PICCOLI CENTRI COMMERCIALI
          2. ATTIVITÀ ARTIGIANALI NON MOLESTE
          3. UFFICI E SERVIZI PUBBLICI E DEL TERZIARIO
          4. PUBBLICI ESERCIZI E RISTORANTI
          5. PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
          6. SERVIZI TECNICI URBANI
        5. VERDE ATTREZZATO
        6. VERDE DI RISPETTO

          La definizione delle aziende ricettive è quella contenuta nella L.R. 22/84 e successive modifiche.

      3. Modalità di attuazione degli interventi

        Salvo quanto più precisamente stabilito nelle prescrizioni per le singole sub-zone e per i relativi comparti, contenute nei successivi articoli, gli interventi ammissibili possono attuarsi mediante Piano Attuativo o Piano di Lottizzazione Convenzionata, che in seguito verrà denominato semplicemente Piano Attuativo.

        I Piani Attuativi potranno essere di iniziativa pubblica, privata e/o in compartecipazione pubblico privata.

        Il Piano Attuativo deve interessare una superficie senza soluzione di continuità non inferiore a quanto prescritto dalle norme di zona; la lottizzazione può tuttavia essere consentita anche in casi in cui la superficie di intervento sia costituita da un lotto intercluso e non raggiunga il minimo previsto dalle norme di zona, quando esista una comprovata soluzione di continuità al contorno e purché siano rispettate le norme riguardo agli indici di edificabilità territoriale.

        Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre il Piano Attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano Attuativo esteso all’area di minimo intervento prevista dalle Norme o dalla cartografia di piano. In tale ipotesi, il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari (art. 3 L.R. n. 20 del 01/07/91).

      4. Norme Urbanistico-edilizie a carattere generale

        PARAMETRI URBANISTICI

        Fatte salve le norme particolari per ogni singolo comparto di cui agli articoli seguenti, sono definiti i seguenti parametri urbanistici da assumere per la pianificazione attuativa:

        • Abitanti Teorici Insediabili

          Nel calcolo degli abitanti teoricamente insediabili per la destinazione turistico-residenziale, si dovrà assumere lo standard di mc 60 per abitante, di cui 50 mc per la residenza e 10 mc per servizi pubblici. Per la volumetria destinate alle strutture ricettive-alberghiere, i parametri da utilizzare nel calcolo degli abitanti insediabili sono:

          1. 100 mc/abitante nelle zone F3 di cui 16,67 mc per servizi pubblici;
          2. 120 mc/abitante nelle zone F2 di cui 20,00 mc per servizi pubblici;
          3. 145 mc/abitante nelle zone G/F, di cui 24,17 mc per servizi pubblici.
        • Superfici in Cessione per Standard

          In conformità al D.A. 2266/U, le superfici da cedere al Comune per servizi, impianti ed attrezzature, verde attrezzato, parchi, viabilità e parcheggi dovranno risultare maggiori del 30% della superficie territoriale interessata dal Piano Attuativo. La localizzazione delle aree in cessione avverrà in accordo con il Comune sulla base di un quadro organico delle aree destinate a diventare pubbliche.

        • Viabilità

          I Piani Attuativi dovranno prevedere la rete stradale destinata ai veicoli e alla pedonalità. Dove è possibile, in relazione ai caratteri fisici di zona, si dovranno prevedere le piste ciclabili.

          La viabilità principale di Piano, di connessione tra i diversi comparti F, dovrà risultare:

          • sede carrabile 8,00 m (4,00 x2)
          • marciapiedi 2,00 m per lato

            La viabilità secondaria, a servizio dei sub-comparti, interni al Piano Attuativo dovrà risultare:

          • sede carrabile 6,00 m
          • marciapiedi 1,20 m per lato

            La viabilità pedonale dovrà risultare di larghezza non inferiore a m 2,20.

            Le piste ciclabili avranno larghezza minima pari a m 1,50, riducibile a 1,25 nel caso in cui si tratti di due corsie attigue nello stesso senso di marcia; la larghezza dello spartitraffico, fisicamente invalicabile, che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore non deve essere inferiore a m 0,50.

            Il disegno della sezione stradale complessiva dovrà sempre prevedere fasce verdi alberate, con arbusti e/o alto fusto, di separazione tra assi a diversa funzione.

        • Volumetrie Pubbliche

          I Piani Attuativi dovranno garantire una adeguata diffusione a presenza delle volumetrie pubbliche nel territorio pianificato secondo le prescrizioni dell’Amministrazione Comunale.

          Ad ogni modo, dovranno assicurarsi le più opportune ed adeguate connessioni infrastrutturali delle stesse in relazione al contesto territoriale di riferimento ed alle reti infrastrutturali esistenti.

        • Localizzazione delle Volumetrie

          Gli interventi di trasformazione comportanti volumi destinati a strutture turistico-ricettive, residenziali e di servizi dovranno localizzarsi, di norma, in base alle risultanze dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale allegato al P.U.C. (Vd. Tav. F).

          In fase di redazione dei Piani attuativi potranno essere proposte localizzazioni alternative le quali dovranno risultare esaurientemente giustificate e documentate sulla base di una Valutazione di Compatibilità Ambientale da allegare al Piano Attuativo. Tali proposte dovranno essere comunque finalizzate al massimo livello di compatibilità rispetto alle risorse paesistico-ambientali e tali da scongiurare eventuali rischi per lo stato della risorsa ritenuta meritevole di tutela e valorizzazione. Le linee guida per la predisposizione della Valutazione di Compatibilità Ambientale sono contenute all’Art. 12 delle presenti Norme.

          PARAMETRI EDILIZI

        • Tipologie Edilizie

          Il riferimento tipologico per tutti gli interventi dovrà ricercarsi tra le soluzioni consolidate nel territorio e, dunque, sarà preferibilmente del tipo isolato anche a corte.

          Dovranno comunque riproporsi gli elementi architettonici più tipici e qualificanti quali l’articolazione dei volumi nel lotto, la ricerca di una continuità delle aggregazioni volumetriche anche mediante l’uso di elementi murari di raccordo, la costante presenza di coperture a tetto e dei fronti prospetti tipici con altezze differenziate, secondo schemi tipologici presenti nell’architettura storica locale.

          Conseguentemente, la tipologia isolata è di norma ammessa ove necessaria in relazione alla destinazione d’uso, pur con il rispetto di tutti gli elementi qualificanti dal punto di vista architettonico della tipologia di riferimento.

          Sono consentiti, cortili, patii e porticati ove questi si inseriscano armonicamente nella definizione delle tipologie prescritte.

          I prospetti dovranno contenere elementi decorativi tipici quali marcapiani, lesene, cornicioni, mensole dei balconi, inferriate, ecc.

          Le coperture in generale dovranno risultare a falde simmetriche semplici o a padiglioni; è preferibile l’uso di strutture lignee quali travi, arcarecci e orditura secondaria.

          Di norma dovrà privilegiarsi il ricorso ad elementi e materiali costruttivi tradizionali con particolare riferimento ad intonaci, tinteggiature ed infissi.

          In particolare gli infissi esterni dovranno essere in legno secondo disegno, dimensioni e schemi propri dell’edilizia tradizionale.

          Le finiture ad intonaco dovranno essere del tipo rustico tradizionale o con finitura al fratazzo fino o lisciato preferibilmente precolorati in pasta.

          E’ ammesso l’uso di materiali litoidi coerenti con le murature tradizionali a vista.

          E’ obbligatorio fare uso di rivestimenti in pietra per una percentuale non inferiore del 40% delle pareti dei fabbricati, aumentato al 60% per gli edifici da realizzare in aree particolarmente sensibili quali quelle in prossimità di emergenze archeologiche.

          Non sono ammessi rivestimenti artificiali quali materiali ceramici, grès, materiali ricomposti a base di resina ed intonaci plastici “graffiati”.

        • Distanze ed Altezze

          La distanza tra pareti di edifici diversi non può essere inferiore:

          • tra pareti finestrate m 10,00;
          • tra pareti non finestrate m 5,00.

          La distanza minima dai confini del lotto non potrà essere inferiore a m 5,00.

          Porticati, lolle, patii, passi carrabili coperti e le coperture in genere costituiscono elementi architettonici consigliati e si considerano atti a configurare la continuità dei corpi di fabbrica in aggregazione tra essi ed agli effetti dell’aderenza ai confini. Pertanto, per le pareti prospicienti tali elementi architettonici sono ammesse distanze inferiori a m 5,00 dal confine e/o a distanza inferiore ai minimi da Codice Civile, in tal caso le pareti potranno dar luce solo a servizi igienici, disimpegni, ripostigli e consentire l’accesso all’immobile mediante porta vetrata o nicchie di accesso.

          L’altezza massima dei fabbricati dovrà di norma rispettare i seguenti limiti:

          • per alberghi e strutture ricettive ad essi assimilabili m 7,00 misurata dal piano di sistemazione finito alla linea di imposta del solaio di copertura o all’intradosso dell’ultimo solaio orizzontale;
          • per residenze turistiche m 6,00 misurata con le stesse modalità precedentemente descritte.

          E’ consentito derogare al suddetto limite di altezza quando si tratti di strutture di particolare valore architettonico che si inseriscono armonicamente nel contesto urbanistico ed esclusivamente di carattere ricettivo-alberghiero e servizi connessi.

        • Recinzioni

          Di norma per le recinzioni valgono le stesse prescrizioni già definite per le tipologie costruttive in quanto a materiali e rifiniture. L’altezza massima delle stesse non potrà superare i m 2,00 e la parte muraria m 0,60, la parte a giorno dovrà essere realizzata in ferro battuto. Le cancellate ed i portoni dovranno risultare del tipo tradizionale in ferro battuto lavorato o in legno.

        • Rapporto di copertura

        E’ stabilito un rapporto di copertura massimo del 40% per gli alberghi e le strutture ricettive ad essi assimilabili e del 30% per le residenze turistiche.

        Il rapporto di copertura verrà valutato calcolando la superficie in orizzontale derivante dalla proiezione dell’ingombro del fabbricato delimitato dalla copertura dello steso in relazione alla superficie fondiaria del lotto.

        Nel suddetto rapporto non sono pertanto compresi i porticati, verande, tettoie, ecc. con la sola esclusione di coperture con elementi costruttivi ad aria passante quali i pergolati.

      5. Articolazione della zona

    La zona F si articola nelle seguenti sottozone:

    Sub-zona F1 - Aree di interesse turistico nelle quali sono inclusi ambiti riferibili ad interventi consolidati e/o normati da strumenti attuativi convenzionati, per i quali possono risultare ammissibili interventi integrativi e/o di riqualificazione;

    Sub-zona F2 - Aree di interesse turistico nelle quali sono individuabili ambiti in grado di ospitare interventi a destinazione ricettivo-alberghiera e turistico-residenziale;

    Sub-zona F3 - Aree di interesse turistico di riferimento alla risorsa parco, individuabili in località Sarmentas, Masone Murtas e Su Telaio lungo la strada comunale s’Acqua Callenti, e in prossimità dell’ex carcere, nelle quali sono inclusi ambiti in grado di ospitare interventi di tipo ricettivo e turistico-residenziale.

    Articolo: 45 - SOTTOZONA F1

    45.1. Caratteri distintivi

    La sottozona F1, nella quale sono incluse le aree riferibili agli interventi consolidati e/o normati da strumenti attuativi convenzionati è costituita dai comparti: a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m, n, o e p, di cui si riportano i dati riassuntivi, relativi alla pianificazione vigente, nella seguente tabella:

    ZONA F

    MQ

    Intervento

    MC PIANIF.

    MC PIAN. RIC

    MC PIAN. RES

    AB. INS. RIC

    AB. INS. RES

    AB. INS. TOT

    F1-a

    468.274

    Lott.ne Mariella soc. Simo Espansi

    46.741

    46.741

    0

    467

    0

    467

    82 s.r.l. - loc. S. Giusta

    F1-b

    26.074

    Edificato ante L. 765/68

    2.000

    0

    2.000

    0

    33

    33

    F1-c

    604.045

    P.P. con valenza di

    71.547

    7.155

    64.392

    72

    1073

    1145

    Piano di Risanamento

    F1-d

    20.279

    Edificato ante L. 765/68

    2.500

    2.500

    0

    25

    0

    25

    F1-e

    270.000

    Lott.ne. Villa Rei - S. Moico s.r.l.

    38.617

    10.857

    27.760

    109

    463

    571

    Loc. S. Elmo

    F1-f

    153.406

    Lott.ne Seu Maurizio e figli

    24.524

    19.329

    5.195

    193

    87

    280

    F1-g

    67.906

    Camping Limone Beach

    3.305

    3.305

    0

    33

    0

    33

    F1-h

    70.770

    Camping Garden Cala Sinzias

    6.582

    6.582

    0

    66

    0

    66

    F1-i

    86.700

    Lott.ne Cala Sinzias

    36.500

    0

    36.500

    0

    608

    608

    F1-l

    139.800

    Lott.ne Cala Pira

    37.480

    17.500

    19.980

    175

    333

    508

    F1-m

    135.415

    Lott.ne turistico-residenziale

    24.898

    8.179

    16.719

    82

    279

    360

    S. Pietro

    F1-n

    94.445

    P.d.L. a carattere turistico-residenz.

    15.950

    5.487

    10.463

    55

    174

    229

    in loc. Cala Sinzias

    F1-o

    31.134

    P.d.L. in loc. Cala Sinzias

    5.604

    5.604

    0

    56

    0

    56

    Limone Beach

    F1-p

    132.350

    Centro turistico-residenziale

    19.191

    6.717

    12.474

    67

    208

    275

    Genna-Spina Residence

    TOTA LI

    316.248

    133.239

    183.009

    1.332

    3.050

    4.383

    Per tali comparti, sia per quanto riguarda gli usi consentiti che per quanto concerne i parametri urbanistico – edilizi, si confermano le norme contenute negli strumenti attuativi dei quali si riportano di seguito gli estremi di approvazione.

    Zona F

    Intervento

    Approvazione

    F1-a

    Lott.ne Mariella soc. Simo Espansi 82 s.r.l. – S. Giusta

    F1-b

    Edificato ante L. 765/68

    F1-c

    Piano Particolareggiato con valenza Di Piano di Risanamento

    Del. N. 27 del 30/06/1993

    F1-d

    Edificato ante l. 765/68

    F1-e

    Lott.ne Villa Rei- S. Moico s.r.l. Loc. S. Elmo

    F1-f

    Seu Maurizio e figli

    N.O. L.R: 45/89 Art.13 n. 2765/U del 09/07/1991 e C.E. n. 15 del 20/03/2003

    F1-g

    Camping Limone Beach

    Conv. Not. Bassi Rep. 29358 del 21/11/1984

    F1-h

    Camping Garden Cala Sinzias

    C.E. originaria n. 707/80 e successive

    F1-i

    Lottizzazione Cala Sinzias

    D.A.EE.LL. n. 365 del 20/06/1974

    F1-l

    Lottizzazione Cala Pira

    - Conv. Not. Giagheddu; Rep. 233383 del 04/02/1976

    F1-m

    Lott. ne turistico-residenziale

    S. Pietro

    Del. di adozione C.C: n. 16 del 28/05/2004

    F1-n

    P.d.L.a carattere turistico-residenziale in loc. Cala Sinzias

    Del. di adozione C.C: n. 48 del 28/11/2003

    F1-o

    P.d.L. in loc. Cala Sinzias Limone Beach

    Del. di adozione C.C: n. 47 del 28/11/2003

    F1-p

    Centro turistico-residenziale Genna Spina Residence

    Del. di adozione C.C: n. 12 del 28/05/2004

    • Piano quadro interventi n. 1-2-3 approvato con Del. C.C. n. 170/90
    • Intervento n. 1 approvato con Del. C.C. n. 171/90 e C.E. n.2/92
    • Intervento n. 3 approvato con Del. C.C. n. 170/90
    • Intervento n. 2: risulta solo l’approvaz. Del P. Quadro Del. C.C. n. 170/90
    • Conv. Not. Bassi 30/09/1983
    • Conv. Integrativa Not. Giagheddu; Rep. 304561 13/09/1991

    Per il comparto F1-f, il presente P.U.C. prevede una consistenza volumetrica di nuova individuazione al fine di consentire un ampliamento della struttura alberghiera esistente con adeguati standard qualitativi e quantitativi per una funzionale ed economica gestione del complesso.

    I parametri urbanistici che sintetizzano la situazione da P.d.L., la previsione dell’attuale P.U.C. e quella del presente piano sono elencati di seguito:

    P.d.L.

    P.U.C. vigente

    P.U.C. nuovo

    (mc) vol. tot.=

    18.408

    (mq) sup .terr.=

    153.406

    (mq) sup .terr.=

    153.406

    di cui:

    indice terr. vol. aggiuntivo

    0,04

    indice terr.

    0,18

    (mc) vol. pubbl.=

    3.068

    (mc) vol. tot. aggiuntivo=

    6.136

    (mc) vol. tot.=

    27.613

    (mc) vol. priv.=

    15.340

    di cui:

    dati riepilogativi:

    il vol. privato è dato da:

    (mc) vol. pubbl.=

    1.022

    valori esist.

    dati agg. P.U.C.

    P.U.C.

    nuovo

    (mc) vol. ric.=

    12.272

    (mc) vol. priv. ric.=

    4.090

    dati totali

    (mc) vol. resid.=

    3.068

    (mc) vol. priv. res.=

    1.004

    (mc) vol. pubbl.=

    4.090

    512

    4.602

    dati totali (P.d.L.+P.U.C.vigente):

    (mc) vol. priv. ric.=

    16.362

    0

    16.362

    (mc) vol. priv. res.=

    4.072

    2.577

    6.649

    (mc) vol. pubbl.=

    4.090

    (mc) vol. tot.=

    24.524

    3.089

    27.613

    (mc) vol. priv. ric.=

    16.362

    (mc) vol. priv. res.=

    4.072

    (mc) vol. tot.=

    24.524

    La destinazione d’uso prevista minima è per il 70% ricettivo-alberghiera e per il restante 30% potrà destinarsi alle residenze turistiche.

    L’incremento volumetrico per il comparto F1- f sarà possibile a seguito di una variante al P.d.L. approvato che dovrà essere estesa all’intero comparto.

    Fermo restando la validità delle norme generali di cui al punto 44.4. delle presenti Norme, le volumetrie di nuova realizzazione dovranno risultare integrate rispetto al complesso esistente, cercando di seguire gli elementi di composizione architettonica e gli schemi distributivi degli edifici già realizzati.

    La struttura ricettivo-alberghiera dovrà risultare conforme alle normative nazionali e regionali in materia.

    La realizzazione della struttura, la sua ristrutturazione ed ampliamento sarà oggetto, una volta approvata la variante al Piano Attuativo, di progettazione esecutiva, estesa alla sistemazione paesaggistica dell’area, degli impianti e delle attrezzature necessarie al fine di ottenere il rilascio della concessione edilizia.

    Gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria sono a totale carico del richiedente.

    Si considera condizione essenziale per il rilascio del consenso all’agibilità la completa realizzazione delle opere edilizie, di urbanizzazione, di sistemazione e valorizzazione paesaggistica delle aree.

    Nelle aree F1-h, oltre agli usi previsti dalle N.d.A. del Piano Attuativo vigente, sono consentiti, nei limiti della disponibilità volumetrica dell’area, usi a destinazione ricettivo-alberghiera.

    Articolo: 46 - SOTTOZONA F2

      1. Caratteri distintivi

        Aree di interesse turistico di nuova individuazione, in grado di ospitare interventi a destinazione ricettivo- alberghiera e turistico-residenziale. Le sono F2 sono costituite dai comparti: a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m, n, o e p; di questi comparti, l’F2-o è di fatto riferibile alla borgata di Olia Speciosa, per la quale si ravvisa l’esigenza di individuare un’area destinata ad attività turistiche operanti in stretto rapporto con l’identità della borgata rurale.

        Ai fini del computo degli abitanti insediabili nelle zone F di nuova definizione, entro e oltre i 2 km dalla linea di costa, occorre precisare che i comparti: a, b, c, d, e, f, g, h, l e p risultano entro la fascia dei 2 km, il comparto n, è localizzato al di fuori dei 2 km, mentre i comparti i e m sono caratterizzati dal fatto che le volumetrie ricettivo-alberghiere che ad essi competono, dovranno essere realizzate entro la fascia dei 2 km, mentre i volumi residenziali saranno realizzati al di fuori di tale fascia.

      2. Usi consentiti

        L’uso consentito è quello turistico ricettivo e turistico residenziale nonché dei relativi servizi. In particolare, per quanto riguarda la ripartizione percentuale della volumetria nelle due quote da destinarsi alle strutture ricettivo-alberghiere e agli edifici turistico-residenziali, si riporta la seguente tabella riassuntiva:

        ZONA F MQ % RIC %RES

        F2-a

        94.298

        20%

        80%

        F2-b

        175.275

        54%

        46%

        F2-c

        368.141

        54%

        46%

        F2-d

        97.346

        100%

        0%

        F2-e

        34.171

        20%

        80%

        F2-f

        138.568

        20%

        80%

        F2-g

        108.767

        20%

        80%

        F2-h

        186.209

        20%

        80%

        F2-i

        28.611

        20%

        80%

        F2-l

        170.311

        20%

        80%

        F2-m

        80.854

        20%

        80%

        F2-n

        2.946.056

        20%

        80%

        F2-o

        96.803

        30%

        70%

        F2-p

        50.511

        100%

        0%

      3. Strumenti di Attuazione

        L’edificazione potrà essere effettuata obbligatoriamente attraverso un Piano Attuativo, il quale potrà essere di iniziativa privata, pubblica e/o in compartecipazione pubblico-privata e la successiva Concessione Edilizia.

        L’obiettivo principale del Piano Attuativo dovrà essere l’organizzazione funzionale e l’assetto urbanistico dei singoli comparti che interessano uno dei segmenti costieri di maggior interesse turistico, in relazione alla qualità paesistico-ambientale presente.

        Il Piano Attuativo avrà una superficie pari all’intero comparto o, comunque, non inferiore a 5 Ha per i comparti: F2-a, F2-b, F2-c, F2-d, F2-e, F2-f, F2-g, F2-h, F2-i, F2-l, F2-m e F2-o e a 3 Ha per i comparti F2-n e F2-p. In riferimento al comparto F2-n, è facoltà dell’Amministrazione Comunale dare attuazione al PUC attraverso la predisposizione di un Piano Attuativo o in alternativa di un Piano Quadro di Sviluppo Turistico che fornisca le linee guida per la successiva pianificazione attuativa del comparto.

        Il Piano Quadro di Sviluppo Turistico per il comparto F2-n dovrà localizzare la viabilità, le aree destinate ai servizi pubblici, quelle per la realizzazione dei volumi residenziali e ricettivo-alberghieri; inoltre il suddetto Piano dovrà individuare la perimetrazione degli stralci funzionali di attuazione, su cui si dovrà procedere alla pianificazione attuativa.

        Nel comparto F2-n la dislocazione dei volumi per le strutture turistiche dovrà essere tale da consentire, nella progressione dell’attuazione del PUC, l’identificazione di ambiti ricettivo-alberghieri di dimensioni adeguate alla domanda turistico-alberghiera attuale e futura.

        Gli oneri di urbanizzazione saranno a carico dei partecipanti al Piano Attuativo in misura proporzionale alla consistenza immobiliare e la realizzazione delle stesse verrà disciplinata dalla Convenzione.

        Al fine di pervenire ad un elevato grado di accorpamento delle aree destinate a servizi pubblici, a parco e verde attrezzato, le aree in cessione derivanti dai Piani Attuativi dovranno individuarsi in contiguità rispetto alle stesse previste nei comparti contigui.

        La localizzazione dei volumi destinati ai servizi pubblici (pari a 1/6 della volumetria totale edificabile) potrà essere programmata dall’Amministrazione Comunale anche in aree non coincidenti con il Piano Attuativo ma comunque interne al comparto.

        Nella definizione dei nuovi comparti edificatori e/o nell’organizzazione di quelli esistenti si dovrà tener conto, nel Piano Attuativo delle indicazioni contenute nelle tavole F dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale, al fine di pervenire ad una funzionale definizione delle aree da destinare all’edificazione e di quelle destinate al verde pubblico e alle strutture e ai servizi di uso pubblico. Le indicazioni contenute negli elaborati grafici suddetti forniscono precise informazioni sugli ambiti preferenziali di localizzazione dei volumi, che costituiscono il risultato dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale; tali indicazioni, seppure non vincolanti in assoluto, rappresentano un preciso indirizzo di Piano ed eventuali diverse soluzioni dovranno risultare giustificate da una Valutazione di Compatibilità Ambientale e da comprovate esigenze di organizzazione funzionale del comparto. Le soluzione alternative dovranno essere comunque finalizzate al massimo livello di compatibilità rispetto alle risorse paesistico-ambientali e tali da scongiurare eventuali rischi per lo stato della risorsa ritenuta meritevole di tutela e valorizzazione. Le linee guida per la predisposizione della Valutazione di Compatibilità Ambientale sono contenute all’Art. 12 delle presenti Norme.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo

        Per gli edifici esistenti e le relative volumetrie legittimamente assentite, qualora non si voglia aderire per la formazione di Piani Attuativi, le stesse potranno permanere nella condizione in cui si trovano all’atto di adozione del P.U.C. con l’asservimento delle superfici di pertinenza previste dall’autorizzazione, licenza o concessione edilizia ottenuta; in tal caso sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione senza aumento di volume o demolizione e ricostruzione sempre senza aumento di volume.

        Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione con aumento di volume è necessario il Piano Attuativo.

        Pertanto, le aree in cui sono presenti edifici potranno essere incluse nei Piani Attuativi e, di conseguenza, saranno soggette alla disciplina degli stessi; in tal caso, nel rispetto dei parametri urbanistico-edilizi, saranno ammesse variazioni di destinazione d’uso, la ristrutturazione edilizia con o senza aumento di volume, la demolizione e la ricostruzione.

        Per i lotti che in seguito allo studio del comparto risultino inedificati e per quelli in cui l’edificazione esistente non raggiunga il livello massimo stabilito dall’applicazione dell’indice territoriale per ogni comparto, il Piano Attuativo prevedrà la nuova edificazione e/o l’incremento volumetrico fino al raggiungimento dell’indice stabilito.

      5. Parametri urbanistico-edilizi

        Gli indici volumetrici che saranno oggetto della pianificazione attuativa sono riportati nella seguente tabella:

        ZONA F MQ MC/MQ MC % RIC %RES MC RIC MC RES

        F2-a

        94.298

        0,153

        14.428

        20%

        80%

        2.886

        11.542

        F2-b

        175.275

        0,120

        21.033

        54%

        46%

        11.358

        9.675

        F2-c

        368.141

        0,120

        44.177

        54%

        46%

        23.856

        20.321

        F2-d

        97.346

        0,140

        13.629

        100%

        0%

        13.629

        0

        F2-e

        34.171

        0,140

        4.784

        20%

        80%

        957

        3.827

        F2-f

        138.568

        0,125

        17.321

        20%

        80%

        3.464

        13.857

        F2-g

        108.767

        0,125

        13.596

        20%

        80%

        2.719

        10.877

        F2-h

        186.209

        0,125

        23.276

        20%

        80%

        4.655

        18.621

        F2-i

        28.611

        0,136

        3.891

        20%

        80%

        778

        3.113

        F2-l

        170.311

        0,125

        21.289

        20%

        80%

        4.258

        17.031

        F2-m

        80.854

        0,136

        10.996

        20%

        80%

        2.199

        8.797

        F2-n

        2.946.056

        0,152

        447.800

        20%

        80%

        89.560

        358.240

        F2-o

        96.803

        0,160

        15.488

        30%

        70%

        4.647

        10.842

        F2-p

        50.511

        0,040

        2.020

        100%

        0%

        2.020

        0

        TOTALE

        4.575.920

        653.728

        166.985

        486.743

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 5,00 m le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo 5,00 m con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a m 10,00, se con almeno una delle pareti finestrate.

        Df = 10,00 m

        Hmax = 7,00 m (per le strutture alberghiere) Hmax = 6,00 m (per le strutture residenziali) It = Vd. tabella sopra riportata

        If = 0,40 mc/mq (l’indice fondiario massimo)

        S = 50% della superficie territoriale dovrà essere destinata a spazi per attrezzature d’interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi. Almeno il 60% di tali aree devono essere pubbliche.

        E’ consentito derogare al suddetto limite di altezza, quando si tratti di strutture di particolare valore architettonico che si inseriscono armonicamente nel contesto urbanistico ed esclusivamente di carattere ricettivo-alberghiero e servizi connessi.

        Per quanto non espressamente previsto si applicano le norme del D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U - BURAS del 10/02/1984.

      6. Tipi edilizi

        La tipologia edilizia dovrà ricercarsi fra quelle consolidate nel territorio, principalmente del tipo isolato, salvo

        tipologia diversa in funzione dei microambiti di localizzazione degli interventi, finalizzata alla valorizzazione degli stessi e alla sostenibilità dell’ambiente e del paesaggio.

      7. Viabilità

        La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

        La viabilità secondaria, a servizio dei sub-comparti, interni al Piano Attuativo dovrà avere una carreggiata non inferiore a 6,00 m e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 1,20 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

        La viabilità pedonale dovrà risultare di larghezza non inferiore a m 2,20.

        Le piste ciclabili avranno larghezza minima pari a m 1,50 , riducibile a 1,25 nel caso in cui si tratti di due corsie attigue nello stesso senso di marcia; la larghezza dello spartitraffico, fisicamente invalicabile, che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore non deve essere inferiore a m 0,50.

        Il disegno della sezione stradale complessiva dovrà sempre prevedere fasce verdi alberate, con arbusti e/o alto fusto, di separazione tra assi a diversa funzione.

      8. Norme diverse

    La cessione delle aree pubbliche di cui al punto 46.5. dovrà essere contestuale alla stipula della prevista convenzione allegata al Piano esecutivo di lottizzazione tra i proprietari ed il Comune.

    Il Piano esecutivo dovrà prevedere un apposito studio sia per la salvaguardia del verde esistente e delle eventuali integrazioni, nonché per limitare al massimo i movimenti di terra e materie.

    Il Piano Attuativo dovrà attenersi scrupolosamente alle disposizioni contenute nello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale, che prescrive la localizzazione degli interventi in grado di assicurare un accettabile impatto sul paesaggio.

    Potrà essere accettata valida alternativa se suffragata da adeguata Valutazione di Compatibilità Ambientale, secondo quanto indicato all’Art. 12.

    Le aree non interessate dall’edificazione dovranno essere gestite a verde o essere pavimentate con pavimentazione permeabile nella misura di almeno il 80% della loro estensione totale.

    Le aree libere andranno piantumate con essenze autoctone o prevalentemente autoctone.

    Nelle aree e campi giochi per bambini è vietato l’impiego delle seguenti essenze: Aconitum napellus, Anemone nemorosa, Aquilegia vulgaris, Buxus sempervirens, Clematis vitalba, Colchicum autunnale, Convallaria majalis, Daphne mezereum, Delphinium ajacis, Digitalis purpurea, Euonimus europaea, Fagus sylvatica, Fritillaria meleagris, Hedera helix, Helleborus spp., 1lex aquifolium, Juniperus communis, Kalmia spp., Laburnum anagyroides, Ligustrum vulgare, Lonicera spp., Lupinus spp., Nerium oleander, Pieris japonica, Prunus laurocerasus, Rhamnus cathartica, Rhododendron spp., Robinia spp., Sambucus ebulus, Sambucus racemosa, Sedum acre, Spartium junceum, Symphoricarpos spp., Taraxacum spp., Taxus baccata, Thuja spp., Viburnum spp., Wisteria sinensis.

    Negli spazi verdi dovranno essere previsti tutti quegli accorgimenti necessari per la fruizione e la percorribilità da parte dei disabili quali: percorsi, rampe, fioriere, posti a sedere in ragione di un posto ogni venti o frazione di venti ecc.

    E’ vietata l’edificazione entro la fascia dei 300 m dal mare.

    E’ vietata l’edificazione ad uso residenziale entro la fascia dei 500 m dal mare.

    Nel comparto F2-n è vietata l’edificazione all’interno della fascia dei 2 Km dal mare.

    Nei comparti F2-i e F2-m la volumetria residenziale dovrà essere edificata oltre la fascia dei 2 Km dal mare.

    Nei comparti: F2-a, F2-b, F2-c, F2-d e F2-p, il volume ricettivo è destinato esclusivamente alla realizzazione di strutture alberghiere classificate a cinque stelle, così come specificato dalla L.R. n. 22 del 14/05/1984.

    Nelle aree inondabili l’edificazione è condizionata alla predisposizione della relazione geotecnica da allegare agli elaborati di progetto.

    In tutte le sub-zone, gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici, e di inquinamento atmosferico.

    Articolo: 47 - SOTTOZONA F3

      1. Caratteri distintivi

        Aree di interesse turistico di nuova individuazione e di riferimento alla risorsa parco, individuabili in località Sarmentas, Masone Murtas e Su Telaio lungo la strada comunale S’Acqua Callenti, e in prossimità dell’ex carcere nelle quali sono inclusi ambiti in grado di ospitare interventi di tipo ricettivo e turistico-residenziale.

        Le zone F3 sono costituite dai comparti: a, b, c, d, e ed f e individuano ambiti territoriali suscettibili di valorizzazione delle risorse ambientali in integrazione con le iniziative di promozione turistica.

        L’individuazione di tali comparti F3 è fortemente legata alla fruizione della risorsa “Parco dei Sette Fratelli – Monte Genis” e alla forte crescita prevista per il turismo naturalistico e ambientale.

      2. Usi consentiti

        L’uso consentito è quello turistico ricettivo e turistico residenziale nonché dei relativi servizi. In particolare, per quanto riguarda la ripartizione percentuale della volumetria nelle due quote da destinarsi alle strutture ricettivo-alberghiere e agli edifici turistico-residenziali, per tutti i comparti F3 valgono le seguenti disposizioni:

        • strutture ricettivo alberghiere e servizi turistici min 30%
        • residenze turistiche max 70%
      3. Strumenti di Attuazione

        L’edificazione potrà essere effettuata obbligatoriamente attraverso un Piano Attuativo, il quale potrà essere di iniziativa privata, pubblica e/o in compartecipazione pubblico-privata e la successiva Concessione Edilizia.

        L’obiettivo principale del Piano Attuativo dovrà essere l’organizzazione funzionale e l’assetto urbanistico dei singoli comparti che interessano uno dei segmenti costieri di maggior interesse turistico, in relazione alla qualità paesistico-ambientale presente.

        Il Piano Attuativo avrà una superficie minima di estensione pari all’intero comparto o ad una porzione di esso di cui si riportano le dimensioni al punto 47.6.

        Gli oneri di urbanizzazione saranno a carico dei partecipanti al Piano Attuativo in misura proporzionale alla consistenza immobiliare e la realizzazione delle stesse verrà disciplinata dalla Convenzione.

        Al fine di pervenire ad un elevato grado di accorpamento delle aree destinate a servizi pubblici, a parco e verde attrezzato, le aree in cessione derivanti dai Piani Attuativi dovranno individuarsi in contiguità rispetto alle stesse previste nei comparti contigui.

        Il disegno urbanistico e funzionale del comparto edificatorio, oggetto del Piano Attuativo, dovrà assicurare il minimo impatto sotto il profilo della tutela paesistico-ambientale.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        Per gli edifici esistenti e le relative volumetrie legittimamente assentite, qualora non si voglia aderire per la formazione di Piani Attuativi, le stesse potranno permanere nella condizione in cui si trovano all’atto di adozione del P.U.C. con l’asservimento delle superfici di pertinenza previste dalla autorizzazione, licenza o concessione edilizia ottenuta; in tal caso sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione senza aumento di volume o demolizione e ricostruzione sempre senza aumento di volume, salvo nullaosta dell’Ufficio Tutela del Paesaggio.

        Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione con aumento di volume è necessario il Piano Attuativo.

        Pertanto, le aree in cui sono presenti edifici potranno essere incluse nei Piani Attuativi e, di conseguenza, saranno soggette alla disciplina degli stessi; in tal caso, nel rispetto dei parametri urbanistico-edilizi, saranno ammesse variazioni di destinazione d’uso, la ristrutturazione edilizia con o senza aumento di volume, la demolizione e la ricostruzione.

        Per i lotti che in seguito allo studio del comparto risultino inedificati e per quelli in cui l’edificazione esistente non raggiunga il livello massimo stabilito dall’applicazione dell’indice territoriale per ogni comparto, il Piano Attuativo prevedrà la nuova edificazione e/o l’incremento volumetrico fino al raggiungimento dell’indice stabilito.

      5. Parametri urbanistico-edilizi

        I parametri da osservare nella pianificazione attuativa sono quelli riportati nella seguente tabella:

        ZONA F MQ MC/MQ MC % RIC %RES MC RIC MC RES

        F3-a

        416.495

        0,16

        66.639

        30%

        70%

        19.992

        46.647

        F3-b

        729.902

        0,16

        116.784

        30%

        70%

        35.035

        81.749

        F3-c

        224.661

        0,16

        35.946

        30%

        70%

        10.784

        25.162

        F3-d

        98.468

        0,16

        15.755

        30%

        70%

        4.726

        11.028

        F3-e

        228.993

        0,16

        36.639

        30%

        70%

        10.992

        25.647

        F3-f

        222.996

        0,16

        35.679

        30%

        70%

        10.704

        24.976

        TOTALE

        1.921.516

        307.443

        92.233

        215.210

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 5,00 m le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo 5,00 m con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a m 10,00, se con almeno una delle pareti finestrate.

        Df = 10,00 m

        Hmax = 7,00 m (per le strutture alberghiere) Hmax = 6,00 m (per le strutture residenziali) It = 0.16 mc/mq

        If = 0,40 mc/mq (l’indice fondiario massimo)

        S = 50% della superficie territoriale dovrà essere destinata a spazi per attrezzature d’interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi. Almeno il 60% di tali aree devono essere pubbliche.

        Per quanto non espressamente previsto si applicano le norme del D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U - BURAS del 10/02/1984.

      6. Comparto d’intervento

        Nella zona F3 i Piani Attuativi dovranno di norma essere estesi all’intero comparto.

        Qualora si dimostri l’impossibilità a studiare l’intero comparto, lo studio attuativo può limitarsi ad una superficie non inferiore a 3 Ha.

        Nel caso risultasse impossibile predisporre un piano attuativo unitario esteso o all’intero comparto o alla superficie minima di 3 Ha, per il mancato assenso da parte di uno o più proprietari, gli altri possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso alla intera area. In tale ipotesi, il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari.

      7. Tipi edilizi

        La tipologia edilizia dovrà ricercarsi fra quelle consolidate nel territorio, principalmente del tipo isolato, salvo tipologia diversa in funzione dei microambiti di localizzazione degli interventi, finalizzata alla valorizzazione degli stessi e alla sostenibilità dell’ambiente e del paesaggio.

      8. Viabilità

        La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

        La viabilità secondaria, a servizio dei sub-comparti, interni al Piano Attuativo dovrà avere una carreggiata non inferiore a 6,00 m e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a mt 1,20 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

        La viabilità pedonale dovrà risultare di larghezza non inferiore a m 2,20.

        Il disegno della sezione stradale complessiva dovrà sempre prevedere fasce verdi alberate, con arbusti e/o alto fusto, di separazione tra assi a diversa funzione.

      9. Norme diverse

    La cessione delle aree pubbliche di cui al punto 47.5. dovrà essere contestuale alla stipula della prevista convenzione allegata al Piano esecutivo di lottizzazione tra i proprietari ed il Comune.

    Il Piano esecutivo dovrà prevedere un apposito studio sia per la salvaguardia del verde esistente e delle eventuali integrazioni, nonché per limitare al massimo i movimenti di terra e materie.

    Nella definizione dei nuovi comparti edificatori e/o nell’organizzazione di quelli esistenti si dovrà tener conto, nel Piano Attuativo delle indicazioni contenute nelle tavole F dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale, al fine di pervenire ad una funzionale definizione delle aree da destinare all’edificazione e di quelle destinate al verde pubblico e alle strutture e ai servizi di uso pubblico. Le indicazioni contenute negli elaborati grafici suddetti forniscono precise informazioni sugli ambiti preferenziali di localizzazione dei volumi, che costituiscono il risultato dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale; tali indicazioni, seppure non vincolanti in assoluto, rappresentano un preciso indirizzo di Piano ed eventuali diverse soluzioni dovranno risultare giustificate da una Valutazione di Compatibilità Ambientale e da comprovate esigenze di organizzazione funzionale del comparto. Le soluzione alternative dovranno essere comunque finalizzate al massimo livello di compatibilità rispetto alle risorse paesistico-ambientali e tali da scongiurare eventuali rischi per lo stato della risorsa ritenuta meritevole di tutela e valorizzazione. Le linee guida per la predisposizione della Valutazione di Compatibilità Ambientale sono contenute all’Art. 12 delle presenti Norme.

    Le aree non interessate dall’edificazione dovranno essere gestite a verde o essere pavimentate con pavimentazione permeabile nella misura di almeno l’80% della loro estensione totale.

    Le aree libere andranno piantumate con essenze autoctone o prevalentemente autoctone.

    Nelle aree e campi giochi per bambini è vietato l’impiego delle seguenti essenze: Aconitum napellus, Anemone nemorosa, Aquilegia vulgaris, Buxus sempervirens, Clematis vitalba, Colchicum autunnale, Convallaria majalis, Daphne mezereum, Delphinium ajacis, Digitalis purpurea, Euonimus europaea, Fagus sylvatica, Fritillaria meleagris, Hedera helix, Helleborus spp., 1lex aquifolium, Juniperus communis, Kalmia spp., Laburnum anagyroides, Ligustrum vulgare, Lonicera spp., Lupinus spp., Nerium oleander, Pieris japonica, Prunus laurocerasus, Rhamnus cathartica, Rhododendron spp., Robinia spp., Sambucus ebulus, Sambucus racemosa, Sedum acre, Spartium junceum, Symphoricarpos spp., Taraxacum spp., Taxus baccata, Thuja spp., Viburnum spp., Wisteria sinensis.

    Negli spazi verdi dovranno essere previsti tutti quegli accorgimenti necessari per la fruizione e la percorribilità da parte dei disabili quali: percorsi, rampe, fioriere, posti a sedere in ragione di un posto ogni venti o frazione di venti ecc.

    Qualora dovesse dimostrarsi l’impossibilità a realizzare in un comparto la volumetria turistico-residenziale per la presenza di vincoli sovraordinati, la stessa attuazione potrà mettersi in atto estendendo lo studio ad un macro-comparto che includa anche quello adiacente.

    Nelle zone F3 è vietata l’edificazione all’interno della fascia dei 2 Km dal mare.

    Nelle aree inondabili l’edificazione è condizionata alla predisposizione della relazione geotecnica da allegare agli elaborati di progetto.

    In tutte le sub-zone, gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici, e di inquinamento atmosferico.

    Articolo: 48 - ZONA G/F A FUNZIONE INTEGRATA: SERVIZI E STRUTTURE TURISTICHE. NORME GENERALI

      1. Caratteri distintivi

        Si tratta di quegli ambiti territoriali, attuabili mediante Piano Attuativo, in cui sono localizzate ed integrate funzionalmente due specifiche destinazioni urbanistiche:

        • la destinazione per servizi di interesse generale G a forte caratterizzazione sportiva e ricreativa (area golfistica).
        • la destinazione turistica F.

          Gli elementi che caratterizzano e definiscono dal punto di vista normativo gli ambiti del Piano Attuativo sono i seguenti:

        • l’indice di edificabilità territoriale;
        • la ripartizione percentuale della volumetria edificabile per le differenti destinazioni d’uso urbanistiche;
        • la ripartizione percentuale della superficie totale del comparto per le differenti destinazioni d’uso urbanistiche;
        • la conseguente specializzazione funzionale delle aree;
        • la percentuale di superficie urbanizzabile (ossia: superficie fondiaria, viabilità e aree per standard) e

          quella libera dall’edificazione da destinare a verde.

          Le zone G/F si articolano in 5 comparti: G/F –1: ubicato in località S. Giusta; G/F –2: ubicato in località Su Cannisoni; G/F –3: ubicato in località Narbonis; G/F –4: ubicato in località Badulesu; G/F –5: ubicato in località Ortodusu.

      2. Usi consentiti

        Le destinazioni d’uso ammesse nelle due zone F e G ricadenti all’interno della zona omogenea G/F sono le seguenti:

        zona F:

        • strutture ricettivo-alberghiere (hotel, villaggi turistici) relative alla classificazione di cui alla L.R.

          22/84;

        • residenze turistiche.

          zona G:

        • campi da golf;
        • club-house, foresterie, centri di ristoro;
        • strutture commerciali;
        • servizi logistici di supporto al settore turistico;
        • servizi per la cura ed il benessere psico-fisico;
        • congressistica e servizi connessi;
        • strutture e servizi per il tempo libero e attività sportive e culturali in genere.
      3. Strumenti di Attuazione

        Nelle aree G/F le trasformazioni edilizie si attuano attraverso Piano Attuativo, che può essere proposto da parte di soggetti pubblici e/o privati, singoli, associati o riuniti in consorzio; le singole proprietà partecipano alle quote di edificabilità ed ai relativi oneri in misura proporzionale all’entità della proprietà posseduta.

        In caso di inerzia da parte dei privati il Piano Attuativo può essere predisposto su iniziativa comunale ai sensi e con le modalità previste dall’art. 28 della L. n. 1150 del 1942.

        Il Piano Attuativo, esteso all’intero comparto, dovrà individuare le aree in cessione e le superfici destinate all’edificazione, agli impianti e alle attrezzature tecnologiche, alla viabilità, ai parcheggi e alle sistemazioni a verde per entrambe le zone F e G.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        Per gli edifici esistenti e le relative volumetrie legittimamente assentite, qualora non si voglia aderire per la formazione di Piani Attuativi, le stesse potranno permanere nella condizione in cui si trovano all’atto di adozione del P.U.C. con l’asservimento delle superfici di pertinenza previste dall’autorizzazione, licenza o concessione edilizia ottenuta; in tal caso sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione senza aumento di volume o demolizione e ricostruzione sempre senza aumento di volume.

        Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione con aumento di volume è necessario il Piano Attuativo.

        Pertanto, le aree in cui sono presenti edifici potranno essere incluse nei Piani Attuativi e, di conseguenza, saranno soggette alla disciplina degli stessi; in tal caso, nel rispetto dei parametri urbanistico-edilizi, saranno ammesse variazioni di destinazione d’uso, la ristrutturazione edilizia con o senza aumento di volume, la demolizione e la ricostruzione.

        Per i lotti che in seguito allo studio del comparto risultino inedificati e per quelli in cui l’edificazione esistente non raggiunga il livello massimo stabilito dall’applicazione dell’indice territoriale per ogni comparto, il Piano Attuativo prevedrà la nuova edificazione e/o l’incremento volumetrico fino al raggiungimento dell’indice stabilito.

      5. Parametri urbanistico-edilizi

        Di seguito si riportano delle tabelle che definiscono i parametri da osservare nella pianificazione attuativa per i diversi comparti. In esse vengono forniti i seguenti dati:

        • superficie territoriale del comparto G/F;
        • ripartizione percentuale della superficie per le due destinazioni G e F;
        • superficie zona G;
        • superficie zona F;
        • indice territoriale complessivo (relativo ai volumi da edificarsi sia in zona F che in zona G);
        • volume totale edificabile;
        • volume edificabile in zona G;
        • volume edificabile in zona F;
        • ripartizione percentuale della zona F nelle due destinazioni:

          • ricettivo-alberghiera (RIC);
          • turistico-residenziale (RES).
        • volume ricettivo zona F;
        • volume residenziale zona F.

          COMP. G/F-1

          COMP. G/F-2

          COMP. G/F-3

          COMP. G/F-4

          COMP. G/F-5

          superficie MQ

          1.246.998

          1.638.201

          1.216.675

          874.498

          1.362.745

          %SUP. G

          80%

          90%

          85%

          80%

          75%

          % SUP. F

          20%

          10%

          15%

          20%

          25%

          MQ superficie G

          997.598

          1.474.381

          1.034.174

          699.598

          1.022.059

          MQ superficie F

          249.400

          163.820

          182.501

          174.900

          340.686

          indice terr. MC/MQ

          0,06

          0,02

          0,04

          0,04

          0,04

          MC volume totale

          73.580

          25.440

          46.880

          36.180

          53.280

          % VOL. G

          64%

          59%

          67%

          41%

          28%

          % VOL. F

          36%

          41%

          33%

          59%

          72%

          MC volume G

          47.000

          15.000

          31.400

          15.000

          15.000

          MC volume F

          26.580

          10.440

          15.480

          21.180

          38.280

          % RIC F

          44%

          48%

          42%

          29%

          22%

          % RES F

          56%

          52%

          58%

          71%

          78%

          MC volume RIC F

          11.580

          5.040

          6.480

          6.180

          8.280

          MC volume RES F

          15.000

          5.400

          9.000

          15.000

          30.000

          Inoltre, per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

          1. ZONA F

            Dc = 5,00 m le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo 5,00 m con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a m 10,00, se con almeno una delle pareti finestrate.

            Df = 10,00 m

            Hmax = 7,00 m (per le strutture alberghiere) Hmax = 6,00 m (per le strutture residenziali) If = 0,40 mc/mq (l’indice fondiario massimo)

            S = 50% della superficie territoriale dovrà essere destinata a spazi per attrezzature d’interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e per parcheggi. Almeno il 60% di tali aree devono essere pubbliche).

            La volumetria destinata ai servizi pubblici deve essere almeno pari ad 1/6 del volume complessivo relativo alle zone F.

            Per le norme generali si rimanda all’Art. 44.4. relativo alle zone F.

          2. ZONA G

          Dc = 10,00 m

          Df = 20,00 m

          Hmax = 7,50 m

          S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento.

          Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi.

          La superficie risultante libera dall’edificazione, dalle sedi viarie e dai parcheggi, deve essere destinata a verde attrezzato.

          E’ consentito derogare ai suddetti limiti di altezza (sia per le zone F che G) quando si tratti di strutture di particolare valore architettonico che si inseriscono armonicamente nel contesto urbanistico ed esclusivamente di carattere ricettivo-alberghiero e servizi connessi.

          Per quanto non espressamente previsto si applicano le norme del D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U - BURAS del 10/02/1984.

      6. Comparto d’intervento

        L’Intervento Coordinato dovrà essere esteso all’intero comparto, così come delimitato dalla cartografia di Piano.

        Il Piano Attuativo, una volta approvato, potrà essere convenzionato per stralci funzionali purché tutte le cessioni delle aree, relative all’intervento esteso all’intera area vengano stabilite nella convenzione relativa al primo stralcio funzionale.

      7. Tipi edilizi

    Le tipologie edilizie e le opere devono inserirsi armonicamente nell’ambiente architettonico e paesaggistico circostante e, nel rispetto delle tradizioni locali, saranno da ricercare fra quelle consolidate della zona. In particolare, la tipologia edilizia dovrà essere del tipo isolato, caratterizzata da linee semplici ed essenziali, copertura a falde inclinate e strato superficiale in tegole curve tipo coppo, infissi lignei, murature in pietra faccia a vista oppure con intonaco e tinteggiatura del colore scelto nella gamma cromatica delle terre e avente come riferimento il quadro ambientale di inserimento, salvo tipologia diversa in funzione dei microambiti di localizzazione degli interventi e in ogni caso finalizzata alla valorizzazione degli stessi e alla sostenibilità dell’ambiente e del paesaggio.

    E’ obbligatorio fare uso di rivestimenti in pietra per una percentuale non inferiore del 40% delle pareti dei fabbricati, aumentato al 60% per gli edifici da realizzare in aree particolarmente sensibili quali quelle in prossimità di emergenze archeologiche.

    48.8 Viabilità

    La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

    La viabilità secondaria, a servizio dei sub-comparti, interni al Piano Attuativo dovrà avere una carreggiata non inferiore a 6,00 m e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 1,20 cadauno, salvo diversa dimostrazione in sede di Piano Attuativo.

    La viabilità pedonale dovrà risultare di larghezza non inferiore a m 2,20.

    48.9. Norme diverse

    La cessione delle aree pubbliche di cui al punto 48.5. dovrà essere contestuale alla stipula della prevista convenzione allegata al Piano esecutivo di lottizzazione tra i proprietari ed il Comune.

    Il Piano esecutivo dovrà prevedere un apposito studio sia per la salvaguardia del verde esistente e delle eventuali integrazioni, nonché per limitare al massimo i movimenti di terra e materie.

    Nella definizione del Piano Attuativo è fatto obbligo attenersi alle indicazioni contenute nelle tavole F dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale, al fine di pervenire ad una funzionale definizione delle aree da destinare all’edificazione e di quelle destinate al verde pubblico e alle strutture e ai servizi di uso pubblico. Le indicazioni contenute negli elaborati grafici suddetti forniscono precise informazioni sugli ambiti preferenziali di localizzazione dei volumi, che costituiscono il risultato dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale; tali indicazioni, seppure non vincolanti in assoluto, rappresentano un preciso indirizzo di Piano ed eventuali diverse soluzioni dovranno risultare giustificate da una Valutazione di Compatibilità Ambientale e da comprovate esigenze di organizzazione funzionale del comparto. Le soluzione alternative dovranno essere comunque finalizzate al massimo livello di compatibilità rispetto alle risorse paesistico-ambientali e tali da scongiurare eventuali rischi per lo stato della risorsa ritenuta meritevole di tutela e valorizzazione. Le linee guida per la predisposizione della Valutazione di Compatibilità Ambientale sono contenute all’Art. 12 delle presenti Norme.

    Nella zona G, sono consentiti edifici per l’abitazione dei proprietari e/o dei custodi, purché venga motivata la necessità di risiedere sul posto e purché le abitazioni rispettino i requisiti di igiene e di comfort.

    E’ vietata l’edificazione entro la fascia dei 300 m dal mare ad eccezione di quanto previsto dall’Art. 10bis della

    L.R. n. 45/89.

    E’ vietata l’edificazione ad uso residenziale entro la fascia dei 500 m dal mare.

    Nelle zone G/F il volume ricettivo-alberghiero è destinato esclusivamente alla realizzazione di strutture alberghiere classificate a cinque stelle, così come specificato dalla L.R. n. 22 del 14/05/1984, con almeno il 30% dei posti letto ubicati in suites.

    Nel comparto G/F-2, la volumetria ad uso turistico dovrà essere realizzata oltre la fascia dei 2 km dalla linea di costa.

    Nelle aree inondabili l’edificazione è condizionata alla predisposizione della relazione geotecnica da allegare agli elaborati di progetto.

    In tutti i comparti, gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici, e di inquinamento atmosferico.

    Articolo: 49 - ZONA G SERVIZI GENERALI. SOTTOZONE G1, G2, G3, G4, G5, G6 e G7 . NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi.

        Le aree classificate G dal P.U.C. di Castiadas includono un complesso di destinazioni molto articolato, che comprende edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale, quali strutture per l’istruzione secondaria, superiore ed universitaria, ai beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, o quali mercati generali, parchi, depuratori, tecnici urbani e simili.

      2. Usi consentiti

        Salvo le disposizioni specifiche di ciascuna sottozona, le destinazioni d’uso ammissibili sono quelle elencate di seguito e di cui all’Art. 18 delle presenti Norme:

        1. ATTREZZATURE AMMINISTRATIVE DI QUALSIASI GENERE
        2. ATTREZZATURE SOCIO-SANITARIE MAGGIORI
        3. UFFICI E SERVIZI PER IL TERZIARIO
        4. ATTIVITÀ RICETTIVE DI TIPO ALBERGHIERO E SERVIZI ANNESSI
        5. ISTRUZIONE SUPERIORE
        6. ATTIVITÀ COMMERCIALI AL DETTAGLIO ANCHE ORGANIZZATE NELLA FORMA DI CENTRI COMMERCIALI
        7. PUBBLICI ESERCIZI E RISTORANTI
        8. STUDI PROFESSIONALI E PICCOLI UFFICI
        9. ATTREZZATURE CULTURALI
        10. AUTORIMESSE E PARCHEGGI AD USO PUBBLICO
        11. SERVIZI TECNICI URBANI
        12. VERDE PUBBLICO
        13. VERDE PRIVATO
      3. Articolazione della zona.

        La zona G viene suddivisa nelle seguenti sottozone:

        Sub-zona G1 - Aree destinate a servizi di interesse generale di tipo aeroportuale.

        Sub-zona G2 - Aree destinate a servizi di interesse generale a supporto della nautica.

        Sub-zona G3 - Aree destinate a servizi di interesse generale e di supporto alla funzione alberghiera.

        Sub-zona G4 - Aree destinate ad accogliere strutture ed impianti per attività sportive.

        Sub-zona G5 - Aree di interesse generale destinate a parco attrezzato.

        Sub-zona G6 - Aree per attrezzature tecnologiche specializzate.

        Sub-zona G7 - Area cimiteriale.

      4. Tipi edilizi

        Le tipologie edilizie e le opere devono inserirsi armonicamente nell’ambiente architettonico e paesaggistico circostante e, nel rispetto delle tradizioni locali, saranno da ricercare fra quelle consolidate della zona, in particolare dovrà essere del tipo isolato, linee semplici ed essenziali, copertura a falde inclinate e strato superficiale in tegole curve tipo coppo, infissi lignei, murature in pietra faccia a vista ovvero con intonaco e tinteggiatura del colore scelto nella gamma cromatica delle terre e avente come riferimento il quadro ambientale di inserimento, salvo tipologia diversa in funzione dei microambiti di localizzazione degli interventi e in ogni caso finalizzata alla valorizzazione degli stessi e alla sostenibilità dell’ambiente e del paesaggio.

      5. Viabilità

        La viabilità principale di lottizzazione, prevista in cessione, dovrà prevedere una larghezza stradale non inferiore a metri 8,00 e due marciapiedi laterali di larghezza non inferiore a m 2,00 cadauno.

      6. Norme diverse

    In tutte le sub-zone, gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici, e di inquinamento atmosferico.

    L’edificazione è vietata all’interno della fascia dei 300 metri dal mare nonché all’interno della fascia di rispetto dalla strada provinciale ancorché non classificata zona H.

    Nelle aree inondabili l’edificazione è condizionata alla predisposizione della relazione geotecnica da allegare agli elaborati di progetto.

    Il Piano esecutivo dovrà prevedere apposito studio sia per la salvaguardia del verde esistente sia per limitare al massimo i movimenti di terra e materie.

    Nella zona sono consentiti edifici per l’abitazione dei proprietari e/o dei custodi, purché venga motivata la necessità di risiedere sul posto e purché le abitazioni rispettino i requisiti di igiene e di comfort.

    Articolo: 50 - SOTTOZONA G1

      1. Caratteri distintivi

        In tale sottozona sono incluse le aree in grado di ospitare edifici ed impianti d’interesse pubblico di tipo aeroportuale ubicate in località Guardu su Traberazu.

      2. Usi consentiti

        Sono consentiti edifici, impianti e attrezzature connessi con l’attività aeroportuale che, indipendentemente dalla categoria, possono contribuire al buon funzionamento della struttura quali:

        • aerostazione;
        • le superfici destinate all’esercizio del volo;
        • le aree per la sosta;
        • gli edifici e le installazioni per il funzionamento dello scalo e per il ricovero di velivoli e simili;
        • strutture ricettivo-alberghiere.
      3. Strumenti di attuazione

        Lo strumento di attuazione è obbligatoriamente il Piano Attuativo Particolareggiato di iniziativa pubblica o privata e la successiva Concessione Edilizia.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        In tutta la sub-zona sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

      5. Parametri edificatori.

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 10,00 m

        Df = 20,00 m

        Volume Massimo = 80.000 mc (con obbligo di Piano Attuativo)

        Hmax = 7,50 m

        S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento. Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi).

      6. Comparto d’intervento

    In tutta la sub-zona i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona.

    Previa autorizzazione del Comune è possibile l’attuazione del Piano Attuativo per stralci funzionali convenzionabili separatamente e gli oneri di urbanizzazione saranno ripartiti in misura proporzionale alla proprietà. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale. Il lotto minimo di attuazione è fissato in 3 ettari.

    Articolo: 51 - SOTTOZONA G2

      1. Caratteri distintivi

        Aree in grado di ospitare opere e strutture di supporto della nautica ubicate nei pressi della località Santa Giusta.

      2. Usi consentiti

        Edifici, impianti e attrezzature di supporto alla nautica quali: edifici per il ricovero e il rimessaggio delle imbarcazioni, per il ristoro e per qualunque altra attività in ogni caso correlata con la nautica da diporto.

      3. Strumenti di attuazione

        Lo strumento di attuazione è obbligatoriamente il Piano Attuativo Particolareggiato di iniziativa pubblica o privata e la successiva Concessione Edilizia.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        In tutta la sub-zona sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono consentiti, con intervento diretto, ampliamenti delle strutture esistenti alla data di adozione del presente P.U.C. Sono anche ammesse le modifiche di destinazione, anche senza opere, fra gli usi di cui ai commi precedenti e le opere interne.

      5. Parametri edificatori.

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 10,00 m

        Df = 20,00 m

        It = 1,30 mc/mq (con obbligo di Piano Attuativo)

        Hmax = 7,50 m

        S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento. Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi).

      6. Comparto d’intervento

    I piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona.

    Articolo: 52 - SOTTOZONA G3

      1. Caratteri distintivi

        Sono le aree in grado di ospitare edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale e di supporto alla funzione ricettivo-alberghiera.

      2. Usi consentiti

        Sono consentiti edifici destinati ad attrezzature pubbliche e private riservate a servizi di interesse generale quali:

        • strutture commerciali;
        • per le comunicazioni;
        • di tipo direzionale e del credito;
        • per l’istruzione secondaria superiore e universitaria;
        • per la ricerca scientifica;
        • centri di ristoro;
        • servizi logistici di supporto al settore turistico;
        • servizi per la cura e il benessere psico-fisico;
        • congressistica e servizi connessi;
        • strutture e servizi per il tempo libero, attività sportive, ricreative e culturali in genere;
        • parchi di divertimento tematici e simili.

    Qualora l’intervento proposto riguardi i servizi strettamente connessi con la funzione alberghiera, quali depositi, magazzini, ecc. è ammessa l’edificazione di una volumetria non superiore al 30% dell’intervento per gli alloggi del personale impiegato nel settore alberghiero. Tale volumetria dovrà essere concentrata in un unico corpo di fabbrica e non potrà essere frazionata.

      1. Strumenti di attuazione

        Lo strumento di attuazione è obbligatoriamente il Piano Attuativo Particolareggiato di iniziativa pubblica o privata e la successiva Concessione Edilizia.

      2. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        In tutta la sub-zona sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono consentiti, con intervento diretto, ampliamenti delle strutture esistenti alla data di adozione del presente P.U.C.; è inoltre consentito il mantenimento della destinazione d’uso delle strutture esistenti.

        Sono anche ammesse le modifiche di destinazione, anche senza opere, fra gli usi di cui ai commi precedenti e le opere interne.

      3. Parametri edificatori.

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 10,00 m

        Df = 20,00 m

        It = 0,30 mc/mq (con l’obbligatorietà del Piano Attuativo)

        Hmax = 7,50 m

        S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento. Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi).

      4. Comparto d’intervento

    In tutta la sub-zona i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona, ovvero a comparti delimitati da viabilità consolidata e da zone omogenee diverse dalla zona G oppure a superfici non inferiori a 3 Ha.

    Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso al comparto d’intervento. In tale ipotesi il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

    Articolo: 53 - SOTTOZONA G4

      1. Caratteri distintivi

        Sono le aree in grado di ospitare servizi d’interesse pubblico legati allo sport, ubicate in Campo Codonesu.

      2. Usi consentiti

        Sono consentiti edifici, impianti e attrezzature, pubbliche e private, destinate allo sport e alle attività di svago all’aria aperta.

      3. Strumenti di attuazione

        Lo strumento di attuazione è obbligatoriamente il Piano Attuativo Particolareggiato di iniziativa pubblica o privata e la successiva Concessione Edilizia.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        In tutta la sub-zona sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono consentiti, con intervento diretto, ampliamenti delle strutture esistenti alla data di adozione del presente P.U.C. Sono anche ammesse le modifiche di destinazione, anche senza opere, fra gli usi di cui ai commi precedenti e le opere interne.

      5. Parametri edificatori.

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 10,00 m

        Df = 20,00 m

        It = 0,10 mc/mq Hmax = 7,50 m

        S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento. Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi).

      6. Comparto d’intervento

    I piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona.

    Articolo: 54 - SOTTOZONA G5

      1. Caratteri distintivi

        In tale sottozona sono incluse le aree in grado di ospitare strutture ed impianti destinati a parco attrezzato.

      2. Usi consentiti

        Sono consentiti edifici ed impianti, pubblici e privati, riservate a servizi di interesse generale di supporto alla definizione del parco attrezzato, quali:

        • chioschi di servizio;
        • campi da gioco;
        • aree di sosta;
        • spazi per attività culturali e ricreative;
        • punti di ristoro.
      3. Strumenti di attuazione

        Lo strumento di attuazione è obbligatoriamente il Piano Attuativo Particolareggiato di iniziativa pubblica o privata e la successiva Concessione Edilizia.

      4. Interventi consentiti in assenza di Piano Attuativo.

        In tutta la sub-zona sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono consentiti, con intervento diretto, ampliamenti delle strutture esistenti alla data di adozione del presente P.U.C. Sono anche ammesse le modifiche di destinazione, anche senza opere, fra gli usi di cui ai commi precedenti e le opere interne.

      5. Parametri edificatori.

        Per l’esecuzione degli interventi edilizi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

        Dc = 10,00 m

        Df = 20,00 m

        It = 0,20 mc/mq (con obbligo di Piano Attuativo)

        Hmax = 7,50 m

        S = 80/100 mq/mq(gli 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie e di cui almeno la metà destinate a parcheggio sono riferibili a 100 mq di superficie lorda di pavimento. Nel caso di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, le aree da cedere o da rendere disponibili potranno essere limitati agli spazi da destinare a parcheggi).

      6. Comparto d’intervento

    In tutta la sub-zona i piani urbanistici attuativi dovranno di norma essere estesi all’intera sottozona, ovvero a comparti delimitati da viabilità consolidata e da zone omogenee diverse dalla zona G oppure a superfici non inferiore a 5 Ha.

    Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il Piano esteso al comparto d’intervento. In tale ipotesi il Piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standard deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

    Articolo: 55 - SOTTOZONA G6

      1. Caratteri distintivi

        In tale sottozona sono incluse le aree destinate ad accogliere le attrezzature tecnologiche specializzate.

      2. Usi consentiti e disciplina d’utilizzo

    In tali aree sono localizzabili gli impianti di distribuzione dei carburanti.

    Tutti gli interventi volti all’ottimizzazione delle funzioni attualmente esercitate sono subordinate alla predisposizione di un apposito progetto aziendale unitamente alle specifiche atte alla bonifica ambientale

    dell’area.

    Per ciascuna sottozona G6 sono ammesse realizzazioni volumetriche, con altezze massime non superiori a 3,50 m e che interessino una superficie coperta non superiore a 80,00 mq.

    Articolo: 56 - SOTTOZONA G7

      1. Caratteri distintivi

        E’ rappresentata dall’area del cimitero.

      2. Usi consentiti e disciplina d’utilizzo

        La zona G7 è destinata ad ospitare impianti pubblici e privati legati alle attività cimiteriali quali edicole funerarie, loculi pubblici, edifici per il culto, ecc., nel rispetto delle preesistenze ed in base al vigente Regolamento di Polizia Mortuaria.

        Per l’edificazione è prescritto il seguente parametro:

        • lf = 0,01 mc/mq con possibilità di incremento previa predisposizione di Piano Attuativo.

    Sono ammissibili i seguenti interventi sugli immobili esistenti: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.

    Articolo: 57 - ZONA H - SALVAGUARDIA. SOTTOZONE H1, H2, H3 e H4. NORME GENERALI COMUNI

      1. Caratteri distintivi.

        Le aree classificate H dal P.U.C. di Castiadas riguardano le parti del territorio non classificabili secondo i criteri in precedenza definiti e che rivestono un particolare pregio ambientale, naturalistico, geomorfologico, speleologico, archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la collettività, quali fascia costiera, fascia attorno agli agglomerati urbani, fascia di rispetto cimiteriale, fascia lungo le strade statali provinciali e comunali di interesse turistico con insediamenti di tipo prevalentemente stagionale.

      2. Usi consentiti

        Entro le zone di salvaguardia ambientale deve essere garantita la conservazione integrale dei singoli caratteri naturalistici, storici, o morfologici e dei rispettivi insiemi; in tali aree è vietata qualsiasi edificazione e qualsiasi intervento di trasformazione dei suoli e sono consentiti, previa autorizzazione, di cui all’art. 7 della L. 1497/39 i soli interventi volti alla conservazione, difesa, ripristino, restauro e fruizione della risorsa, e in particolare:

  • attività scientifiche, comprendenti l’insieme delle attività finalizzate allo studio, controllo e conservazione delle risorse ambientali;
  • fruizione naturalistica, comprendente l’insieme di attività di fruizione dell’ambiente a fini didattici e ricreativi, con eventuale realizzazione di infrastrutture leggere (sentieri naturali, segnaletica) o strutture leggere di supporto (capanni di osservazione e per la sola somministrazione di bevande e alimenti, ecc.), aree belvedere e postazioni naturalistiche;
  • fruizione culturale, comprendente l’insieme delle attività legate all’uso dei monumenti, zone archeologiche e beni culturali in genere, con strutture ed infrastrutture leggere finalizzate alla conservazione del bene;
  • opere di difesa e ripristino ambientale in presenza di alterazioni o manomissioni di origine antropica;
  • il restauro, il recupero, la ristrutturazione e la valorizzazione di strutture e fabbricati esistenti di particolare valore storico-architettonico;
  • l’apertura e la sistemazione delle piste forestali strettamente necessarie alla gestione del bene;
  • pesca, itticoltura e/o acquicoltura estensiva, utilizzazione dei corpi idrici superficiali per attività volte alla produzione ittica in generale ed a interventi necessari per la tutela, valorizzazione e recupero delle zone umide;
  • l’installazione di tralicci, antenne e strutture simili se necessari per la salvaguardia delle risorse naturali;
  • gli interventi volti alla difesa del suolo sotto l’aspetto idrogeologico;
  • interventi connessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interesse pubblico, salvo la verifica di compatibilità ambientale;
  • usi ricreativi-culturali, quali opere di accesso al mare, di supporto alla balneazione e alla nautica, attività sportive connesse, attrezzature igieniche e di soccorso, con l’adozione di particolari misure di minimizzazione dell’impatto ambientale;
  • interventi finalizzati alla realizzazione di opere di bonifica e antincendio, forestale e ricostituzione boschiva, ambientale e naturale;
  • opere di rimboschimento effettuate al fine di ricostituire la copertura vegetale preesistente con essenze autoctone;
  • opere antincendio e protezione civile;
  • sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua;
  • reti elettriche e telefoniche con relative cabine, avendo cura di adottare particolari misure di minimizzazione dell’impatto ambientale;
  • mantenimento delle attività agricole preesistenti, con eventuali interventi di adeguamento tecnologico;
  • mantenimento dell’attività preesistente di pascolo controllato e delle superfici foraggere;
  • attività di cava, a norma delle leggi vigenti in materia, con l’obbligo dello studio di impatto ambientale e relativi interventi di ripristino dell’ambiente;
  • stabilizzazione e sistemazione ambientale delle discariche di inerti.

    Nelle zone H il disboscamento ed il decespugliamento dovranno avvenire sotto il controllo delle autorità preposte alla vigilanza ambientale.

    In ogni caso si, dovrà prevedere, per le aree ricadenti in zona H, usi coerenti e compatibili con l’ambiente naturale esistente ed il mantenimento, il ripristino e/o la piantumazione, nelle aree con suscettività forestale, di essenze arboree tradizionalmente insediate.

      1. Articolazione della zona

    La zona H viene suddivisa nelle seguenti sottozone:

    Sub-zona H1 - Aree di particolare pregio ambientale e naturalistico;

    Sub-zona H2 - Aree con vincolo idrogeologico; Sub-zona H3 - Aree di rispetto cimiteriale; Sub-zona H4 - Aree di rispetto stradale.

  • Articolo: 58 - SOTTOZONA H1

      1. Caratteri distintivi

        Sono classificate H1 tutte quelle zone del territorio comunale di Castiadas caratterizzate da particolare pregio dal punto di vista ambientale e naturalistico.

      2. Usi consentiti

        Sono consentite tutte quelle attività che non comportino modificazioni all’ambiente o al territorio classificato, con esclusione dell’uso residenziale, produttivo, deposito, turistico e di servizio.

        Non sono consentite modifiche di destinazione d’uso che comportino l’aggravio del carico urbanistico.

        Nelle zone di tutela non sono consentite modificazioni morfologiche del terreno se non previa adozione da parte del Consiglio Comunale di appositi piani di utilizzazione e sistemazione del terreno.

        Al di fuori delle borgate è consentita l’attività pascolativa ed agricola che non comporti movimenti di terra superiori ad uno spessore di 30 cm.

        E’ inoltre consentita l’attività scientifica finalizzata allo studio, ricerca e controllo del bene nonché l’attività di fruizione a fini didattici.

      3. Disposizioni normative

    Per tali aree di salvaguardia si dovranno prevedere usi coerenti e compatibili con l’ambiente naturale esistente ed il mantenimento, il ripristino e/o la piantumazione, nelle aree con suscettività forestale, di essenze arboree tradizionalmente insediate.

    E’ vietata qualsiasi costruzione ad uso residenziale.

    Non sono consentiti, ai fini della realizzazione dei predetti edifici, movimenti di terra tali da modificare in modo rilevante lo stato dei luoghi.

    Per lo svolgimento delle attività stagionali è ammessa l’installazione di manufatti precari realizzati con strutture in materiale leggero semplicemente appoggiati a terra, per le quali sono consentite unicamente le opere di ancoraggio, che non comportino alcuna modificazione dello stato dei luoghi.

    L’installazione potrà essere realizzata, previa comunicazione al sindaco, corredata di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, nella quale siano dichiarate:

  • le motivate esigenze produttive, le caratteristiche, le dimensioni e la collocazione del manufatto;
  • il periodo di utilizzazione e di manutenzione del manufatto, comunque non superiore ad un anno;
  • il rispetto delle norme di riferimento;
  • l’impegno alla rimozione del manufatto al termine del periodo di utilizzazione.
  • E’ consentito il recupero funzionale di strutture edilizie esistenti, per le quali si potrà procedere alle opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia senza aumento di volume.

    Le destinazioni d’uso consentite sono quelle relative alla fruizione della risorsa naturalistica, storico-culturale, ambientale e del tempo libero.

    Per l’esecuzione degli interventi ammessi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

    Dc

    =

    20,00

    m

    Df

    =

    40,00

    m

    Hmax

    =

    3,00

    m

    It

    =

    0,001

    mc/mq (con possibilità di deroga ai sensi dell’art. 16 della L. 06.08.1967 n. 765

    limitatamente agli edifici ed attrezzature ed impianti pubblici)

    Per quanto non espressamente previsto si applicano le norme del D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U - BURAS del 10/02/1984.

  • Articolo: 59 - SOTTOZONA H2

      1. Caratteri distintivi

        Sono classificate H2 le aree soggette a vincolo idrogeologico.

      2. Usi consentiti

        Sono consentite tutte quelle attività che non comportino modificazioni all’ambiente o al territorio classificato, con esclusione dell’uso residenziale, produttivo, deposito, turistico e di servizio.

        Non sono consentite modifiche di destinazione d’uso che comportino l’aggravio del carico urbanistico.

        Nelle zone di tutela non sono consentite modificazioni morfologiche del terreno se non previa adozione da parte del Consiglio Comunale di appositi piani di utilizzazione e sistemazione del terreno.

        Al di fuori delle borgate è consentita l’attività pascolativa ed agricola che non comporti movimenti di terra superiori ad uno spessore di 30 cm.

      3. Disposizioni normative

        Tutti gli interventi ricadenti in aree soggette a vincolo idrogeologico dovranno:

        • Essere corredati di relazione idrogeologica a firma di un tecnico abilitato;
        • Garantire che fattibilità ed esecuzione dell’opera proposta non interferiscano sulla stabilità dei versanti e non comportino fenomeni di degrado dell’ambiente complessivo;
        • Rispettare, specie nei confronti dell’approvvigionamento idrico e degli scarichi, la vigente normativa in materia di inquinamento.

    Tutti gli interventi sia proposti che già realizzati, in ambito soggetto ad eventuale vincolo, dovranno adeguarsi alla normativa sia Nazionale che Regionale entro il limite massimo di un anno, salvo minori tempi espressamente previsti da norme specifiche.

    Per l’esecuzione degli interventi ammessi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

    Dc

    =

    20,00

    m

    Df

    =

    40,00

    m

    Hmax

    =

    3,00

    m

    It = 0,001 mc/mq (con possibilità di deroga ai sensi dell’art. 16 della L. 06.08.1967 n°765 limitatamente agli edifici ed attrezzature ed impianti pubblici)

    Per quanto non espressamente previsto si applicano le norme del D.A.EE.LL. del 20/12/1983 n. 2266/U - BURAS del 10/02/1984.

    Articolo: 60 - SOTTOZONA H3

      1. Caratteri distintivi

        Sono classificate H3 le aree che ricadono entro la fascia di rispetto cimiteriale.

      2. Usi consentiti e disposizioni normative

    Le zone H3 sono capaci di ospitare impianti pubblici e privati legati alle attività cimiteriali quali edicole funerarie, loculi pubblici, edifici per il culto, ecc., nel rispetto delle preesistenze ed in base al vigente Regolamento di Polizia Mortuaria.

    Le fasce di rispetto cimiteriale sono considerate di interesse pubblico e, come tali, espropriabili, limitatamente alle porzioni ed ai casi in cui sia necessario procedere all’ampliamento delle infrastrutture esistenti.

    E’ vietata l’edificazione e sono ammissibili, esclusivamente, i seguenti interventi sugli immobili esistenti: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.

    Articolo: 61 - SOTTOZONA H4

      1. Caratteri distintivi

        Sono classificate H4 le aree che ricadono entro la fascia di rispetto stradale della nuova Strada Statale 125.

      2. Usi consentiti e disposizioni normative

    Nelle sottozone H4 è vietata qualunque tipo di edificazione.

    Non sono consentite modificazioni morfologiche del terreno se non previa adozione da parte del Consiglio Comunale di appositi piani di utilizzazione e sistemazione del terreno.

    Usi consentiti: impianti tecnici di scala urbana, distributori di carburante, che comunque dovranno dotarsi delle apposite autorizzazione di legge.

    Non sono ammessi ulteriori usi, salvo la possibilità di deroga, ai sensi dell’articolo 16 della L. 765/67, limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici.

    Le fasce di rispetto delle infrastrutture stradali sono considerate di interesse pubblico e, come tali, espropriabili, limitatamente alle porzioni ed ai casi in cui sia necessario procedere all’ampliamento delle infrastrutture esistenti.

    Le fasce di rispetto sono destinate all’ampliamento della rete stradale e ferroviaria; pertanto in tali sottozone sono vietate nuove costruzioni.

    Sono ammissibili i seguenti interventi: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.

    Articolo: 62 - AREE DI RISPETTO ARCHEOLOGICO

    Le aree con vincolo archeologico, censite dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici, sono destinate alla fruizione culturale della risorsa in esse compresa; pertanto, sono ammesse tutte quelle attività connesse all’uso dei monumenti, zone archeologiche e beni culturali in genere, con eventuale realizzazione di infrastrutture e strutture leggere finalizzate alla conservazione, fruizione e valorizzazione del bene.

    In tali aree è previsto un vincolo di inedificabilità totale nei 100 m dal Bene Archeologico; mentre nell’area compresa tra i 100 e i 150 m è necessario il Nulla Osta della Sovrintendenza Beni Archeologici e Ambientali.

    Qualora l’area di rispetto archeologico ricada anche parzialmente all’interno di una zona urbanistica omogenea F o G/F, il piano attuativo delle suddette zone omogenee dovrà prevedere gli interventi per la salvaguardia e l’accessibilità della risorsa archeologica. Tali interventi inerenti la pulizia dell’area archeologica, la recinzione e la segnaletica (secondo quanto richiesto dalla competente Sovrintendenza), e la viabilità d’accesso all’area saranno a totale carico dei privati proponenti il piano attuativo.

    Articolo: 63 - AREE S. AREE DESTINATE A STANDARD URBANISTICI

      1. Classificazione

        Ai fini della funzione dello strumento urbanistico generale, deve essere assicurata una dotazione globale di aree per servizi sociali, comprendenti attrezzature pubbliche e di uso pubblico, commisurata all’entità degli insediamenti residenziali e produttivi, sulla base dei rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici consentiti alla legislazione sociale. Le zone, destinate a standard urbanistici e ricomprese nelle zone A e B, (attrezzature ed impianti di interesse generale) si distinguono in:

        • aree per l’istruzione (S1);
        • aree per attrezzature d’interesse comune (S2);
        • aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport (S3);
        • aree per i parcheggi pubblici (S4).
      2. S1, Aree per l’istruzione

        Le aree destinate all’istruzione comprendono le parti di territorio vincolate all’insediamento di strutture scolastiche pubbliche o private per l’infanzia, e per la scuola dell’obbligo (asilo nido, scuola materna, elementare, media, ecc.).

        E’ ammesso l’intervento edilizio diretto. Questo deve riguardare l’intera superficie dell’area e deve essere effettuato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

        1. il rapporto massimo di copertura e l’indice di edificabilità dovranno rispettare le norme relativealla zona omogenea di riferimento;
        2. l’altezza massima delle nuove costruzioni deve essere non superiore a 10 m;
        3. nel caso di edifici esistenti è ammesso l’ampliamento e la ristrutturazione, con gli indici che potranno essere superiori a quelli di zona, perché il progetto venga approvato anche dal C.C.;
        4. spazi per parcheggi nel rapporto di 1 mq per ogni 4 mq di superficie utile lorda di fabbricato.
      3. S2, Aree per attrezzature d’interesse comune

        Le aree destinate ad attrezzature d’interesse comune comprendono le parti del territorio vincolate dallo strumento urbanistico generale agli insediamenti per le attività religiose, sociali, culturali, assistenziali, sanitarie, amministrative.

        Per le nuove costruzioni si applicano i seguenti parametri:

        Dc = 5,00 m,

        Df = 10,00 m,

        If = pari a quello relativo alla zona omogenea di riferimento,

        Rc = 0,25 mq/mq,

        H = 10,50 m,

        S = 1 mq / 10 mc.

      4. S3, Aree destinate a verde, gioco e sport

        Le aree destinate a verde, gioco e sport sono le parti di territorio vincolate all’insediamento di strutture sportive, per il gioco e per il verde.

        Sono ammessi esclusivamente i volumi strettamente legati alla pratica sportiva quali spogliatoi, piccoli depositi, servizi igienici, ecc., nonché quelli legati alle attrezzature per il gioco dei bambini come giostre, altalene, campi robinson; sono inoltre ammesse costruzioni di carattere precario ad uso bar, attrezzature per la sosta ed il ristoro.

        Per le nuove costruzioni si applicano i seguenti indici:

        Dc = 5,00 m,

        Df = 10,00 m,

        It = pari a quello relativo alla zona omogenea di riferimento,

        Rc = 0,25 mq/mq,

        H = 10,50 m,

        S = 1 mq / 10 mc.

      5. S4, Aree destinate a parcheggi pubblici

    Le aree destinate parcheggi pubblici comprendono quelle parti di territorio vincolate dallo strumento urbanistico generale alla sosta e al parcheggio dei veicoli.

    Dette aree sono soggette al vincolo di assoluta inedificabilità.

    Articolo: 64 - AREE DEMANIALI DA DESTINARE AI SERVIZI DI SPIAGGIA

    Le aree demaniali da destinare ai servizi di spiaggia, ovvero deputate ad accogliere le attrezzature leggere di supporto alla balneazione ed alla fruizione del litorale, saranno regolate da apposito Piano di Utilizzazione dei Litorali di cui all’art. 3 comma 6 della Legge n. 494 del 4/12/93, che demanda alle Regioni la predisposizione di piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo, che hanno come oggetto la previsione e la localizzazione delle attrezzature, dei servizi di spiaggia e degli accessi relativi.

    La normativa regionale relativa ai suddetti P.U.L., fa capo ai seguenti Atti amministrativi:

    - Decreto Assessore Affari Generali, Personale, ecc. n. 61/AA.GG;

    - Delibera G.R. n. 17/20 del 23/3/99;

    - Delibera G.R. n. 4/15 del 2/2/2000.

    Articolo: 65 - POTERI DI DEROGA

    Il Comune di Castiadas può esercitare a norma di legge i poteri di deroga alle norme contenute nel presente Piano Urbanistico Comunale solo nei casi in cui tali deroghe riguardino edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico.

    Per quanto riguarda le strutture alberghiere la concessione della deroga dovrà essere subordinata ad apposito atto unilaterale d’obbligo col quale la Ditta richiedente si obbliga per se e per i suoi aventi causa, oltre a mantenere invariata la destinazione d’uso per almeno venti anni, ad utilizzare, all’interno della struttura, prodotti di produzione locale, con particolare riferimento ai prodotti agroalimentari, alla promozione dell’intero territorio e dei prodotti tradizionali della Sardegna mediante la divulgazione nelle apposite fiere internazionali di Brochure e Depliant ecc.

    Le strutture dovranno inoltre assumere impegno per la predisposizione di un punto informazione dove verranno adeguatamente promossi i luoghi le tradizioni dell’entroterra Regionale, anche tramite l’organizzazione di apposite escursioni sulle aree interne.

    Articolo: 66 - NORME DI SALVAGUARDIA

    A decorrere dalla data di adozione del Piano Urbanistico Comunale o di una variante ad esso e fino alla sua approvazione si applicano le misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952 n. 1902 e successive modificazioni. Conseguentemente è sospesa ogni determinazione sulle domande di concessione edilizia e nei confronti di qualsiasi intervento di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le disposizioni di detti strumenti o tali da comprometterne o renderne più gravosa l’attuazione.

    Articolo: 67 - ADEGUAMENTO DELLA DISCIPLINA URBANISTICO-EDILIZIA

    Ogni disposizione e norma della disciplina urbanistico-edilizia vigente, ed in particolare del Regolamento Edilizio, che risulti in contrasto con il Piano Urbanistico Comunale, espresso negli elaborati grafici e nelle presenti norme di attuazione, è sostituita con quanto previsto dalle tavole, dagli allegati e dalle norme di Piano Urbanistico Comunale.

    Articolo: 68 - ENTRATA IN VIGORE DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE

    Ai sensi dell’art. 20 comma 6 della Legge Regionale 22 Dicembre 1989 n. 45 il Piano Urbanistico Comunale entra in vigore il giorno della pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna.

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