Piano Urbanistico Comunale di Elmas (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Elmas

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.57 del 2013-12-19
A
Residenziale del nucleo antico
B2
Residenziale consolidata e/o di completamento
B3
Residenziale di completamento
B4
Residenziale di completamento
C1
Residenziale di espansione (Lottizzazioni convenzionate)
C2
Residenziali di espansione intensiva
C3
Residenziali di espansione intensiva
C4
Residenziali di espansione intensiva
C2*
Residenziali di espansione intensiva completate per almeno il 20%
C3*
Residenziali di espansione intensiva completate per almeno il 20%
C4*
Residenziali di espansione intensiva completate per almeno il 20%
CRU
Risanamento e recupero agglomerati abusivi
D1
Artigianali di rilocaizone e/o espansione
D2
Industriali, Artigianali e Commerciali
D3
C.A.S.I.C. Agglomerato secondario
D3*
Comunale
DRU
Artigianale/residenziale di risanamento urbanistico L.R. 23/85
E
Agricola
G1
Servizi generali (pubblici e privati) - Aeroporto ed aree strettamente connesse
G10
Servizi generali (pubblici e privati) - Polo integrato per attività direzionali, commerciali, mercantili, residenziali e ricettive
G11
Servizi generali (pubblici e privati) - Punto di approdo per pesca sportiva, attività nautiche
G2
Servizi generali (pubblici e privati) - Polo direzionale, commerciale, residenziale e ricettivo
G3
Servizi generali (pubblici e privati) - Parco Ferroviario (completamento e/o razinalizzazione)
G4
Servizi generali (pubblici e privati) - Cimitero comunale e attrezzature tecnologiche pubbliche (G4/I) e Distributori di Carburante (G4/2)
G5
Servizi generali (pubblici e privati) - Attività scolastiche di II livello
G6
Servizi generali (pubblici e privati) - Attività religiose assistenziali e ricettive
G7
Servizi generali (pubblici e privati) - Attrezzature commerciali e ricettive
G8
Servizi generali (pubblici e privati) - Attrezzature commerciali, ricettive e creative
G9
Servizi generali(pubblici e privati) - Attività direzionali, attrezzature sanitarie, ricettive, scolastiche, sportive, dis vago e di pubblico spettacolo
H1
Salvaguardia - Zona di rispetto delle strade
H2
Salvaguardia - Zona di rispetto della strada ferrata
H4
Salvaguardia - Zona di rispetto cimiteriale
H5
Salvaguardia - Zona di rispetto delle zone umide
S1
Aree e servizi e/o di uso pubblico per l'istruzione (di interesse comunale)
S2
Aree e servizi e/o di uso pubblico per attrezzature di interesse comunale
S3
Aree e servizi e/o di uso pubblico per spazi e verde pubblico attrezzati
S4
Aree e servizi e/o di uso pubblico per parcheggi
S1*
Aree e servizi e/o di uso pubblico per l'istruzione (di interesse comunale) da eccedenze cessioni 18 mq/mc in lottizzazione
S2*
Aree e servizi e/o di uso pubblico per attrezzature di interesse comunale da eccedenze cessioni 18 mq/mc in lottizzazione
S3*
Aree e servizi e/o di uso pubblico per spazi e verde pubblico attrezzati da eccedenze cessioni 18 mq/mc in lottizzazione
TUTELA_PAESAGGIO
Vincolo Paesaggistico D.Lgs. 490/99
AR1.1
Tutela integrale archeologica e paesaggistica
AR2.1
Area di tutela condizionata beni di natura architettonica e archeologica
ZONA G1
Area per attrezzature e servizi di interesse generale

Articolo: 1 - INQUADRAMENTO TERRITORIALE

Ai fini della razionale organizzazione spaziale delle funzioni e degli insediamenti il territorio comunale è diviso in zone.
Le zone previste sono distinte graficamente nelle tavole di piano, redatte alla scala 1 :2000 per il centro abitato, e alla scala 1 :5000 per il restante territorio comunale.
L'edificazione, ove ammessa, dovrà conformarsi ai criteri di edificazione fissati dalle presenti norme, attenendosi alle destinazioni d'uso consentite nelle singole zone, rispettare tutte le condizioni di edificabilità relativamente ai parametri dimensionali e, infine, osservare le prescrizioni e le procedure fissate dal Regolamento Edilizio.

Articolo: 2 - APPLICAZIONE DELLE PREVISIONI E DEI VINCOLI

Ai fini applicativi delle previsioni del P.U.C. il territorio comunale si distingue in:

  1. aree urbanizzate, che comprendono le parti di territorio comunale individuate come "Centro edificato", ai sensi dell'art.18 della Legge n.865/1971;
  2. aree da urbanizzare, comprendenti le parti di territorio non ancora o non del tutto edificate e/o urbanizzate, esterne al "centro edificato"ma interne ai "perimetri di agglomerazione" (essendo il perimetro di agglomerazione la linea che contorna ogni insediamento urbano significativo, sorto al di fuori di una preventiva programmazione urbanistica) , nonché futuri agglomerati;
  3. le restanti aree del territorio, relative alle parti non urbanizzate e da non urbanizzare.

Articolo: 3 - ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO

Nel "centro edificato" con riferimento all'art. 4 del D.A. 2266/U del 20/12/1983, si distinguono le seguenti "zone omogenee":

  1. ZONA A - Residenziale del nucleo antico
    Concerne l'abitato di antica formazione e gli spazi inedificati inerenti pertinenti.
  2. ZONA B - Residenziale consolidata e/o di completamento
    Concerne le altre parti esistenti dell'abitato e si suddivide nelle "sottozone" B2, B3 e B4 in base all'indice volumetrico che ne regola gli interventi edilizi.
    Fuori dal centro edificato, ovvero all'interno del centro abitato qualora dovessero mancare i requisiti per le zone B, si distinguono le seguenti zone omogenee:
  3. ZONA C - Residenziale di espansione
    Concerne le nuove zone residenziali e si articola nelle "sottozone" C1, C2, C2*, C3, C3*,C4, C4*, in base all'indice volumentrico che ne regola gli interventi edilizi, alla dotazione di servizi ed alla destinazione d'uso; si individuano in tal senso gli ambiti in via di sviluppo o in fase di realizzazione, da quelli ancora da pianificare.
  4. ZONA C.R.U. - Risanamento e recupero agglomerati abusivi
    Concerne le aree interessate ad un'attività edilizia spontanea che necessitano di intervento pianificatorio ai sensi della L.R. 23/85;
  5. ZONA D - Industriali, Artigianali e Commerciali
    Concerne le nuove zone produttive da sviluppare con pianificazione attuativa e si articola nelle "sottozone" D1, D2, D3, a seconda della destinazione d'uso specifica (industriale, artigianale, ecc.); individua attività fuori dall' abitato, da consolidare o da rilocallizzare, e all'interno dell' Area di Sviluppo Industriale.
  6. ZONA D.R.U
    Concerne l'area a nord della S.S 130 oggetto di interventi sorti al di fuori della pianificazione urbanistica e che necessita di intervento pianificatorio ai sensi della L.R. n 23/85
    All'esterno del centro abitato e dei perimetri di agglomerazione sono individuate:
  7. ZONA E - Agricola
    Concerne le zone riservate alle attività agricole e agli impianti e attrezzature connesse (abitazione del conduttore, stalle, serre, silos, ecc.).
    Indipendentemente dalle delimitazioni predette, si distinguono infine:
  8. ZONA G - Servizi Generali pubblici o di interesse comune
    Concerne le aree accupate o riservate ad attrezzature d'interesse generale; si distingue nelle sottozone G1, G2, G3, G4, G5, G6, G7, G8, G9, G10, G11, in base ai diversi tipi di attrezzature e servizi d'nteresse comunale e spvracomunale e ai relativi indici volumetrici di edificabilità.
  9. ZONA H - Salvaguardia
    Concerne le parti del territorio che rivestono un particolare pregio ambientale, naturalistico, archeologico o di particolare importanza per la collettività; si suddivide nelle sub zone da H1 ad H5 in base alle caratteristiche o utilizzazioni. 

Articolo: 4 - ZONE RESIDENZIALI

Tali zone sono destinate prevalentemente alla residenza; sono altresì consentite funzioni complementari, quali: servizi sociali, istituzioni pubbliche o d'interesse pubblico, associazioni politiche, culturali, religiose, sindacali, professionali; attrezzature religiose, pubblici esercizi e locali di divertimento, teatri, cinematografi e sale di riunione, commercio al minuto, grandi negozi e relativi depositi; autorimesse pubbliche e relativi servizi di manutenzione; attrezzature alberghiere e paralberghiere; uffici pubblici e privati; studi professionali; agenzie bancarie; artigianato artistico di servizio (per lavorazioni comunque compatibili con la residenza).

In tal senso, si considerano di servizio le seguenti attività artigianali:

  1. la cura della persona (sarto, parrucchiere, ortopedico, calzolaio, rammendatrice, pedicure, manicure, lavanderia, stireria);
  2. la cura della casa (elettricista, idraulico, verniciatore, imbianchino, mobiliere, tappezziere, muratore, piastrellista; ascensorista, fuochista,tecnico radio-TV, ecc.);
  3. la cura dei beni di consumo durevoli (meccanico, gommista, elettrauto, autoradio; con esclusione di carrozzerie e impianti per la verniciatura d'automezzi).

In ambito residenziale (zona A-B - C), è vietato l'insediamento dì nuove attività insalubri di cui al D.M. 05.09.1994, nonché in contrasto con il Testo Unico delle Leggi Sanitarie approvato con R.D. 1265/1934 e successive integrazioni e modificazioni. E' altresì vietato l'ampliamento, la ristrutturazione di attività esistenti, e il reinsediamento in caso di dismissioni di preesistenti attività, per quanto compatibili con la destinazione d'uso del fabbricato esistente.

Nell'ambito delle aree residenziali (zone A - B - C) sono sempre realizzabili strutture per attività ricreative e sportive (tennis, volley, basket, ecc.) al servizio dei complessi edilizi interessati.

Articolo: 5 - ZONA A - RESIDENZIALE DEL NUCLEO ANTICO

Vi si persegue la tutela del patrimonio artistico, storico, tipologico ed ambientale, attraverso la conservazione e la valorizzazione dei monumenti singoli, degli insiemi monumentali ed ambientali vincolati ai sensi del D.Lgs 22.01 .2004, n. 42, e degli edifici e degli insiemi edilizi d'interesse urbanistico e architettonico.
Vi si perseguono inoltre:

  • il rispetto della topografia dei luoghi, del reticolo viario e della toponomastica tradizionale;
  • il potenziamento dei servizi e delle attrezzature, attraverso la graduale acquisizione all'uso pubblico delle aree o degli edifici occorrenti;
  • il recupero ad usi compatibili degli edifici degradati e/od abbandonati, quando ciò sia possibile tecnicamente ed economicamente;
  • la sostituzione o la demolizione definitiva degli edifici ormai irrecuperabili per motivi di sicurezza, d'igiene, di decoro ambientale, di viabilità, o per altre motivate cause;
  • l'attento controllo, sia preventivo, che in corso d'opera, dei nuovi interventi edilizi e delle trasformazioni dei fabbricati esistenti.

Il nucleo antico (Centro Storico) è considerato anche zona di recupero edilizio ai sensi dell'art. 27 della L. n. 457/1978. In zona A gli interventi edilizi sono autorizzabili nel rispetto del Piano Particolareggiato del Centro Storico.

Qualora, nella realizzazione degli interventi di ristrutturazione e di nuova costruzione, si intenda realizzare il sottotetto con le modalità previste dal regolamento edilizio a scomputo del calcolo dei volumi, è consentito scomputare dal calcolo delle altezze massime quella relativa al sottotetto medesimo.

Nel caso d'interventi edilizi diretti su edifici d'interesse storico o artistico vincolati a norma del D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, dovrà essere acquisito il preventivo nulla osta alla competente autorità.

Articolo: 6 - ZONA B - RESIDENZIALE CONSOLIDATA E/O DI COMPLETAMENTO

  1. Individuazione
    La zona B individua gli ambiti ad uso prevalentemente residenziale del centro edificato, priva di valori storico-artistici od ambientali e che non necessitano di rilevanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie; è altresì la zona in via di sviluppo al contorno del centro edificato, con un livello di urbanizzazione sufficiente per consentire l'edificazione diretta. La zona B si suddivide nelle sottozone B2 - B3 e B4.
  2. Obiettivi
    Il P.U.C. ne conferma, di massima, la situazione di fatto e vi persegue il potenziamento infrastrutturale e la qualificazione ambientale.
  3. Modalità di intervento
    • c.1) con singola Concessione Edilizia;
    • c.2)con singola Concessione Edilizia previa approvazione di Planivolumetrico e atto unilaterale d'obbligo per la cessione delle aree e la esecuzione delle opere previste per le zone B3 e B4;
  4. Prescrizioni generali (per tutte le sottozone)
    • d.1) Sono sempre consentiti interventi di ristrutturazione e manutenzione sia ordinaria che straordinaria, così come definiti dal Lgs.380/2001, degli edifici esistenti;
    • d.2) le costruzioni dovranno sorgere, in generale, a filo stradale;
    • d.3)sono ammissibili soluzioni svincolate dal filo stradale esclusivamente per congruità con la situazione al contorno;
    • d.4) l'edificazione dovrà di norma (ove possibile e salvo che non sussista interesse pubblico alla edificazione secondo allineamenti diversi essere realizzata in aderenza sul confine stradale e sui confini di proprietà laterali, ad eccezione del confine posteriore, e presentare continuità di prospetti verso strada;
    • d.5)l'eventuale distacco dai confini e/o soluzione di continuità verso strada dovrà essere regolata da convenzione fra i proprietari interessati e non potrà comunque comportare una distanza tra edifici inferiore a m. 10.00;
    • d.6) in ambito di tale convenzione potranno essere variate le reciproche distanze dai confini di cui al successivo punto e.1), fermo restando sempre la distanza minima di m.10.00 tra le costruzioni;
    • d.7) nei lotti inedificati o risultanti liberi in seguito a demolizione, contenuti in un tessuto urbano già definito o consolidato, che si estendono sul fronte stradale, o in profondità, per una lunghezza inferiori a 24 m, nel caso di impossibilità di costruire in aderenza, qualora il rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti l'inutilizzazione dell'area o una soluzione tecnica inaccettabile, l'Amministrazione, previo parere della Commissione Edilizia, può concedere la riduzione delle distanze, nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile;
    • d.8) al fine di migliorare le condizioni igieniche di fabbricati esistenti è consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luci dirette o il loro ampliamento in caso di insufficiente dimensionamento nel rispetto delle disposizioni fissate al riguardo dal Codice Civile;
    • d.9) entro limiti previsti al proposito dal Codice Civile, sono ammessi interventi di nuove costruzioni o di ampliamento degli edifici esistenti, ad una distanza dal confine non inferiore a quella intercorrente tra l'edificio (o gli edifici) eventualmente insistenti su lotti attigui e il confine medesimo;
    • d.10) sono consentite le sopraelevazioni (ove volumetricamente ammissibili) nel rispetto degli allineamenti preesistenti, indipendentemente dalle distanze dei confini di lotto e dagli edifici contigui, fatto salvo quanto previsto nel Regolamento Edifizio;
    • d.11) i volumi esistenti, indipendentemente dai parametri edilizi utilizzati per fa foro realizzazione (ad eccezione di quelli abusivamente realizzati, anche se condonati), sono integralmente o parzialmente ricostruibili, eventualmente accorpati e ricomposti, anche con sagome diverse da quelle originarie;
    • d.12) è vietata qualunque costruzione , anche precaria, nelle zone libere all'interno dei lotti;
    • d.13) conservano validità ed efficacia i frazionamenti di lotti preesistenti al 6 agosto 1967 o che riflettano una situazione di fatto preesistente alla stessa data;
    • d.14) i portali di accesso alle proprietà costituiscono elementi di pregio ambientale e architettonico del patrimonio edilizio esistente e dell'arredo urbano: non è pertanto ammessa la loro demolizione se non nell'ambito delle previsioni di Piano Attuativo;
    • d.15) in ambito di Concessione Edilizia potranno essere prescritte, previo parere della Commissione Edilizia, particolari disposizioni atte ad assicurare la conservazione di caratteristiche formali e architettoniche particolari o comunque di rilevante interesse storico di singoli edifici, anche non assoggettati in tal senso ai vincoli di cui al D. Lgs. 22 . 01.2004, n. 42;
  5. Parametri edilizi per interventi con concessione edilizia diretta
    • e.1) SOTTOZONA B2
      • Indice fondiario non superiore a 3 mc/mq;
      • Altezza non superiore a 10,50 m;
      • Distanza dai confini posteriori non inferiore a 5, 00 mt;
      • Distanza tra costruzioni non inferiore a 10,00 mt;
    • e.2) SOTTOZONA B3
      • Indice territoriale non superiore a 2 mc/mq;
      • Distanza dai confini posteriori non inferiore a 5, 00 mt ;
      • Altezza non superiore a 10, 50 mt;
      • Distanza tra costruzioni non inferiore a 10,00 mt;
      • Gli interventi sono autorizzabili previa predisposizione di un elaborato planovolumetrico e il convenzionamento tra i proprietari.
      • L'edificabilità è subordinata alla stipula di un atto unilaterale di cessione da parte della proprietà, a favore dell' ente locale, dell' area per servizi pubblici e viabilità ricadenti nel comparto oggetto dell'intervento, così come individuato nella cartografia della zonizzazione (tav. zonizzazione abitato) . In tale atto va comunque verificata la dimensione minima di tale cessione (servizi pubblici e viabilità) in ragione non inferiore a 24 mq ogni 10 0 mc esistenti e/o realizzabili (compresi eventuali edifici preesistenti) e garantita, con oneri a carico della proprietà, l'esecuzione delle opere di urbanizzazione.
      • La superficie coperta non dovrà superare il 60% di quella fondiaria 
    • e.3) SOTTOZONA B4
      Si applicano gli stessi parametri previsti per le sottozona B2. L'edificabilità è subordinata alla stipula di un atto unilaterale da parte della proprietà in favore dell'ente locale di cessione dell'area e realizzazione della viabilità antistante la zona edificabile. La superficie dell'area in cessione contribuisce alla potenzialità edificatoria dell'intevento.

Articolo: 7 - ZONA C - ESPANSIONE RESIDENZIALE

  1. Obiettivi
    Nella zona di espansione residenziale è perseguito lo sviluppo dei nuovi insediamenti abitativi esterni al "centro edificato", in zone parzialmente urbanizzate o di nuova urbanizzazione, attraverso la preventiva predisposizione di Piani Attuativi ai sensi dell'art. 21 della L.R. n. 45/89.
    La zona C è distinta in:
    • Sottozona C1 che si identifica con gli ambiti già attuati.
    • Sottozone C2-C3-C4 che individuano gli areali di ulteriore sviluppo nei quali gli interventi edilizi ed urbanizzativi saranno disciplinati da nuovi piani attuativi di iniziativa pubblica o privata.
  2. Modalità di intervento
    In assenza di piano attuativo sono ammesse:
    • b.1) con autorizzazione diretta, le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, di adeguamento tecnologico, igienico e funzionale, di restauro e risanamento conservativo, su immobili realizzati legittimamente o per i quali sia stata ottenuta una concessione edilizia in sanatoria ai sensi della L.R. 23/85;
    • b.2) con concessione diretta, le opere di ristrutturazione (per usi conformi), senza ampliamento, di edifici esistenti "conformi" alla destinazione di zona e realizzati legittimamente o regolarizzati ai sensi della L.R. 23/85 o del D.Lgs. 380/2001 (gli edifici "non conformi" potranno essere oggetto soltanto di manutenzione ordinaria o di demolizione);
    • b.3) Con piano attuativo, esteso di norma ad un ambito di intervento coincidente con l'intero comparto.

    SOTTOZONE C1
    Per le sottozone C1 valgono i parametri edilizi e gli obblighi convenzionali assunti con la pianificazione attuativa.
    SOTTOZONE C2
    Sono stabiliti i seguenti parametri:
    • l'indice di edificabilità territoriale massimo, pari a it = 1,5 mc/mq;
    • le cessioni delle aree pubbliche, da individuarsi graficamente e parametrarsi in ragione di 22 mq/ab, oltre alla viabilità;
    • l'altezza massima, pari a 10, 50 m;
    • n. piani 4 fuori terra;
    • la distanza dai confini laterali, in aderenza o in distacco non inferiore a 5,00 m;
    • la distanza dal confine posteriore in distacco non inferiore a m.5.00 garantendo comunque, con riferimento a/l'esistente, una distanza tra edifici non inferiore a m.10.00;
    • la distanza tra edifici, non inferiore a m.10.00;
    • gli obblighi urbanizzativi;
    • eventuali altri obblighi discendenti da leggi nazionali e/o regionali.
    SOTTOZONE C3
    Per esse il Piano Attuativo fissa:
    • l'indice di edificabilità territoriale massima, pari a it = 1,50 mc/mq;
    • le cessioni delle aree pubbliche da individuarsi graficamente e parametrarsi in ragione di 25 mq/ab, oltre alla viabilità;
    • l'altezza massima, pari a 10, 50 m;
    • n. piani 4 fuori terra;
    • la distanza dai confini laterali, in aderenza o in distacco non inferiore a 5,00 m;
    • la distanza dal confine posteriore in distacco non inferiore a m. 5. 00 garantendo comunque, con riferimento all'esistente, una distanza tra edifici non inferiore a m.10.00;
    • la distanza tra edifici, non inferiore a m.10.00;
    • gli obblighi urbanizzativi;
    • eventuali altri obblighi discendenti da leggi nazionali e/o regionali;
    • per la zona ubicata lungo la via Sulcitana, "denominata Su Pirastu", è prescritta la cessione di aree pubbliche da individuarsi graficamente e parametrarsi in ragione di almeno 25 mq/ab.
    SOTTOZONE C4
    Le sottozone C4 individuano gli ambiti per i quali il P.U.C. prevede che l'espansione residenziale sia strettamente commisurata e interconnessa allo sviluppo di attività terziarie compatibili con gli usi abitativi.
    Per esse, il Piano Attuativo fissa:
    • l'edificazione massima consentita, derivante da/l'applicazione dell'indice di edificabilità territoriale di 1,5 mc/mq, di cui almeno un terzo (it = 0,5 mc/mq) da destinarsi ad attività terziarie;
    • le cessioni delle aree pubbliche da individuarsi graficamente e parametrarsi in ragione di 25 mq per ogni 100 mc edificabili (indipendentemente dalla loro destinazione), oltre alla viabilità;
    • la distanza dai confini laterali, in aderenza o in distacco non inferiore a 5,00 m;
    • l'altezza massima, pari a 10,50 mt;
    • n. piani 4 fuori terra;
    • la distanza dal confine posteriore in distacco non inferiore a m.5.00 garantendo comunque, con riferimento all'esistente, una distanza tra edifici non inferiore a m.10;
    • gli obblighi urbanizzativi;
    • eventuali altri obblighi discendenti da leggi nazionali e/o regionali.
  3. Norme generali

    In tutte le zone C caratterizzate da insediamenti di tipo commerciale e direzionale è prescritta la dotazione di 80 mq di spazi pubblici o di uso pubblico (di cui almeno il 50% da destinarsi a parcheggi) ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento degli edifici previsti. Uno o più proprietari, qualora dimostrino l'impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo potranno, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso alla intera area; in tale ipotesi il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. Lo studio del piano attuativo delle zone C attigue alle zone per servizi pubblici (zone S) non ancora di proprietà pubblica, dovra' essere esteso anche a queste ultime, per porzioni di superficie non inferiori (ove possibile) al 30%, e comunque non superiore al 50%, di quella della zona c considerata, in modo da costituire un unico comparto. In tal caso il comparto si intende costituito sia dall'area individuata come zona C sia da quella individuata come zona S con l'obbligo di awalersi della normativa riportata nel successivo comma. Tale zona "S" attribuisce al piano attuativo una volumetria, riferita alla propria superficie, corrispondente all'appl icazione dello stesso indice di edificabilità territoriale della zona C in studio; la zona S deve essere ceduta gratuitamente in fase di convenzionamento in aggiunta agli standard previsti per la zona C; tali standard dovranno inoltre essere incrementati della quota parte, pari a 18 mq per abitante insediabile, conseguenti all'incremento di volumetria territoriale afferito al piano attuativo dalla medesima zona S di cui trattasi. Il dispositivo di cui sopra potra' essere applicato anche: alla zona H1 di rispetto a ridosso della s.s. 130 nel tratto compreso tra la zona di risanamento ls Forreddus e la via Sestu, a favore delle zone C2 - C3 - C4, in funzione del volume afferito dall'applicazione dell'indice di edificabilità territoriale di 1,5 mc/mq, a condizione che venga recepito in convenzione l'obbligo per la ditta lottizzante della realizzazione della controstrada indicata (ubicata nella zona H1) nella tav. relativa alla zonizzazione del territorio. Il dispositivo non si applica alle zone S3-H4. In ordine all'utilizzo della zona H1 il piano attuativo potra' prevedere in essa, nella porzione di fascia ubicata ad oltre 40 m dal cigl io stradale della s.s. 130 (e comunque a non meno di 30 m dalla effettiva proprietà dell'Ente Nazionale per le strade), aree per zone 83 eccedenti il valore minimo di 18 mq/100 mc di cui all'art. 6 punto c) del DA n. 2266/U/83, purchè tale soluzione discenda da un progetto unitario compiuto e razionale. In caso di utilizzo delle zone S e/o H1 con la procedura suddetta, il piano attuativo potrà prevedere che le altezze massime dei fabbricati siano incrementate di m. 3.00 rispetto a quanto previsto in ciascuna sottozona. Tale disposizione non si applica al comparto C3 - via del Pino Solitario /via Sestu. È a carico del lottizzante l'onere del 50% della realizzazione dell'allargamento della via Sulcitana in corrispondenza del Rio Sestu. Nella zona C3 ubicata oltre il Rio Sestu, sono prescritte:

    • con oneri a carico dei lottizzanti, la realizzazione di almeno due attraversamenti (del Rio Sestu medesimo), cosi' come indicato nella tav. relativa alla zonizzazione dell'abitato;
    • con oneri in misura pari al 50% a carico del lottizzante, la realizzazione in corrispondenza dell'allargamento della via Sulcitana dei due attraversamenti, del Rio Sestu e del Rio Boscu Piredda.

Articolo: 8 - ZONA C.R.U. RISANAMENTO E RECUPERO DEGLI AGGLOMERATI RESIDENZIALI ABUSIVI

La zona localizza le aree interessate da consistenti interventi edilizi sorti abusivamente.  L'edificazione delle aree, ammessa previa predisposizione dei Piani di Risanamento Urbanistico (P.R.U.), sarà regolata dalla preventiva costituzione di consorzi volontari interessanti le singole unità convenzionabili.
Si procederà conseguentemente al convenzionamento con l'Amministrazione Comunale, previa determinazione degli oneri per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e della tempistica afferente d'attuazione.
E' data facoltà all'Amministrazione Comunale di procedere alla realizzazione dei P.R.U. attraverso stralci funzionali estesi ad almeno una "Unità Convenzionabile".
Ogni intervento all'interno dei Piani dovrà essere attivato nel rispetto del quadro legislativo che regolamenta la materia, con particolare riferimento al D.Lgs. 380/2001, alla L.R. n. 23 dell'11/10/1985 ed alle relative circolari esplicative.

Articolo: 9 - ZONE D - INDUSTRIALI, ARTIGIANALI E COMMERCIALI

Le zone D riguardano le aree destinate alla realizzazione di interventi industriali ed artigianali produttori di beni di consumo (finali od intermedi), nonché ad attività terziarie ed amministrative ad essi collegate.
Vi sono ammessi, - con le tipologie edilizie richieste dai processi tecnologici e dalle esigenze produttive, - gli edifici funzionali e gli impianti tecnologici per le seguenti destinazioni d'uso:
impianti industriali, artigianali e commerciali; commercio all'ingrosso; depositi e magazzini; servizi tecnici ed amministrativi. Gli edifici destinati in parte ad altri usi, quando siano "integrativi" della funzione produttiva preminente, vi sono ammessi nella misura strettamente indispensabile a tale integrazione. Vi sono anche ammesse le abitazioni dei soggetti (proprietario, custode) che, per esigenze organizzative e funzionali, debbono risiedere nell'ambito dell'azienda.
Le attività industriali, artigianali e commerciali debbono adottare i prowedimenti necessari per non inquinare l'aria, il suolo e l'acqua, in osservanza alle norme statali e regionali vigenti, nonché al Regolamento Edilizio Comunale.
Le attività industriali, artigianali e commerciali che - all'approvazione del P.U.C. - risultino disperse nell'abitato o in zona rurale, sono di massima confermate, salvo l'obbligo di eliminare eventuali cause di inquinamento o di disturbo. Previa rimozione di tali cause, l'Amministrazione Comunale potrà consentire, previa stipula di specifica convenzione, interventi di consolidamento, di adeguamento igienico e tecnologico, di restauro, di ristrutturazione, negli edifici legittimamente realizzati in data antecedente all'approvazione del P.U.C ..
La zona D è suddivisa nelle sottozone D1 - D2 - D3*- D3.
L'indice di superficie coperta per tutte le zone D non deve essere superiore al 40%.
In tutte le sottozone, ai sensi dell'art. 39 del NTA del PPR, è vietato qualunque nuovo intervento edilizio o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento, uso o attività, suscettibile di pregiudicare la struttura, la stabilità, la funzionalità o la riconoscibilità e fruibilità delle risorse che motivano l'interesse naturalistico specifico delle aree defi nite dall'art. 38 delle NTA del PPR.
Qualora le suddette aree siano ricomprese all'interno di ambiti soggetti a pianificazione attuativa, e non specificamente qualificati come aree di salvaguardia, le stesse devono obbligatoriamente essere cedute all'amministrazione quali standard urbanistici e destinati ad aree verdi (sottozona S3).

  • SOTTOZONA D1
    Obiettivi:
    In tale ambito è perseguita:
    • la razionalizzazione delle aziende industriali, dell'artigianato produttivo e dei depositi commerciali esistenti;
    • la realizzazione di nuove attività industriali, artigianali (di produzione)e commerciali;
    • la completa infrastrutturazione e qualificazione ambientale.

    Modalità d'intervento:
    1. In presenza di Piano attuativo
      Ai sensi dell'articolo 3 della LR 20/1991, l'esecuzione di qualsiasi intervento edificatorio è subordinata alla preventiva approvazione di un Piano attuativo di cui all'art. 21, comma 1, lettera c) della LR 45/1989, esteso all'intera singola sottozona individuata in cartografia. La procedura di approvazione del piano attuativo è quella prevista dall'art. 20 della LR 45/1989. È consentita l'attuazione di uno stralcio funzionale d'intervento a condizione che l'ambito interessato sia funzionale e autonomamente munito della dotazione di standard previsti per legge, nel rispetto dell 'articolo 3 della LR 20/1991 .
      Il piano attuativo dovrà obbligatoriamente prevedere:
      • la localizzazione delle aree da destinare all'esecuzione dei fabbricati ad uso commerciale, artigianale e industriale;
      • la localizzazione delle aree da destinare a servizi;
      • la localizzazione delle opere di urbanizzazione;
      • la cessione di spazi pubblici, in misura non inferiore al 10% dell'intera superficie d'intervento, da destinarsi a spazio pubblico o ad attività collettive, verde pubblico o a parcheggi;
      • la tipologia funzionale e/o morfologica delle attività da ammettere nella zona, in relazione alla loro compatibilità con l'ambiente, con le esigenze sociali e con la disponibilità di adeguate opere di urbanizzazione primaria e secondaria, presenti in zona o previste;
      • le possibilità d'intervento sulle aree riservate a servizi dell'industria, specificando eventualmente le destinazioni d'uso, le modalità d'intervento, i vincoli e gli obblighi.
      Il piano attuativo dovrà rispettare i seguenti parametri:
      • il rapporto massimo tra superficie coperta e superficie totale del lotto non dovrà essere superiore al 40%;
      • l'indice di sfruttamento edilizio non superiore al 60% della superficie fondiaria, intendendosi tale rapporto ottenuto fra la superficie lorda orizzontale complessivamente sviluppata sui diversi piani utili, comprendente l'ingombro di ogni elemento costruttivo verticale anche perimetrale, e l'intera superficie del lotto. Nel calcolo dell'indice, devono essere compresi tutti i manufatti e locali interrati e seminterrati;
      • distacco dei fabbricati dai confini del lotto stesso non inferiore a 8,00 m, dal confine su strada non inferiore a 10,00 m;
      • superficie minima del lotto fondiario, non inferiore a 2.000 mq;
      • altezza massima, pari a 15,00 m;
      • l'obbligo di realizzare nelle singole zone esclusivamente le costruzioni attinenti.
      I progetti delle opere di urbanizzazione sono assimilati ai progetti di opere pubbliche di cui al D.Lgs 163/2006, sia in relazione ai contenuti, alla forma, e alle procedure di approvazione.
    2. In assenza di Piano attuativo
      In assenza di Piano Attuativo, nel rispetto dell'articolo 9 del DPR 380/2001 , sono eseguibili su immobili esistenti legittimamente realizzati, dotati di apposita strada di servizio già esistente, e previa completa infrastrutturazione dell'area e sua riqualificazione ambientale gli "interventi" appresso indicati :
      • manutenzione ordinaria;
      • manutenzione straordinaria;
      • restauro e risanamento conservativo;
      • ristrutturazione edilizia (anche con mutamento di destinazione d'uso), senza alcun ampliamento, nel caso in cui l'intervento riguardi singole unità immobiliari o parti di esse.
  • SOTTOZONA D2
    Per la sottozona 02 si conferma il piano attuativo approvato alla data di esecutività del P.U.C..
  • SOTTOZONA D3*
    Tale sottozona ricomprende le attività industriali, artigianali e commerciali inserite storicamente all'interno, ed oggi escluse, dell'Area di Sviluppo Industriale di Cagliari e ricadenti all'interno del territorio comunale. Gli interventi relativi a ambiti ricadenti in tale sottozona sono subordinati alla disciplina delle presenti Norme di Attuazione, al Regolamento Edilizio Comunale, alla Legge Regionale 22.12. 1989 n. 45, alla disciplina specifica del Piano attuativo vigente owero da approvarsi ai sensi dell'art. 21 della L. R. n.45/89, al Decreto dell'Assessore Regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica del 20 dicembre 1983 n.2266/U.
    Obiettivi
    In tale ambito è perseguita la razionalizzazione delle aziende industriali, dell'artigianato produttivo e dei depositi owero attività commerciali esistenti; la realizzazione di nuove attività artigianali (di produzione) e commerciali; la completa infrastrutturazione e qualificazione ambientale dell'insediamento.
    Modalità d'intervento
    1. In presenza di Piano attuativo.
      Ai sensi dell'articolo 3 della LR 20/1991 , l'esecuzione di qualsiasi intervento edificatorio è subordinato alla preventiva approvazione del Piano attuativo di cui all'art. 21 comma 1 lettera "c" della Legge Regionale 22.1 2.1 989 n. 45, esteso all'intera singola sottozona individuata in cartografia. La procedura di approvazione del piano attuativo di cui al comma precedente è quella prevista dall 'art.20 della L.R. 22.1 2.1989 n.45.
      È consentita l'attuazione di uno stralcio funzionale d'intervento a condizione che l'ambito interessato sia funzionale e autonomamente munito della dotazione di standard previsto per legge, nel rispetto dell'articolo 3 della LR 20/1991. Il piano attuativo dovrà obbligatoriamente prevedere:
      • la localizzazione delle aree da destinare all'esecuzione dei fabbricati ad uso commerciale, artigianale e industriale;
      • la localizzazione delle opere di urbanizzazione;
      • la localizzazione delle aree da destinare a servizi;
      • la cessione di spazi pubblici, verde e parcheggi nella misura minima del 10%;
      • la tipologia funzionale e/o morfologica delle attività da ammettere nella zona, in relazione alla loro compatibilità con l'ambiente, con le esigenze sociali e con la disponibilità di adeguate opere di urbanizzazione primaria e secondaria, presenti in zona o previste;
      • le possibilità d'intervento sulle aree riservate a servizi de!findustria, specificando eventualmente le destinazioni d'uso, le modalità d'intervento, i vincoli e gli obblighi.
      • l'obbligo di realizzare nelle singole zone esclusivamente le costruzioni attinenti.
      Il piano attuativo dovrà rispettare i seguenti parametri:
      • il rapporto massimo tra superficie coperta e superficie totale del lotto non dovrà essere superiore al 40%;
      • l'indice di sfruttamento edilizio non dovrà essere superiore a 0,60 mq/mq, intendendosi tale rapporto ottenuto fra la superficie lorda orizzontale complessivamente sviluppata sui diversi piani utili, comprendente l'ingombro di ogni elemento costruttivo verticale anche perimetrale, e l'intera superficie del lotto. Nel calcolo de/l'indice devono essere compresi tutti i manufatti e locali interrati e seminterrati.
      • il complesso industriale dovrà sorgere isolato, con distacchi dei fabbricati o degli impianti di qualsiasi tipo dai confini del lotto stesso non inferiori a metri 12, 00.
      • il distacco dal confine su strada non deve essere inferiore a metri 15, 00;
      • l'altezza massima non dovrà essere superiore a metri 15,00;
      • relativamente ai soli lotti di superficie inferiore all'ettaro, tali distacchi sono ridotti, rispettivamente a 8, 00 e 10, 00 metri;
      • i fabbricati appartenenti a società controllate possono essere realizzati in adiacenza nell'ipotesi in cui fanno parte di un unico sistema produttivo;
      • progetti delle opere di urbanizzazione sono assimilati ai progetti di opere pubbliche di cui al D.Lgs 163/2006, sia in relazione ai contenuti, alla forma, e alle procedure di approvazione.
    2. In assenza di Piano attuativo
      In assenza di Piano Attuativo, nel rispetto dell'articolo 9 del DPR 380/2001, sono eseguibili su immobili esistenti legittimamente realizzati, dotati di apposita strada di servizio già esistente, e previa completa infrastrutturazione dell'area e sua riqualificazione ambientale gli "interventi" appresso indicati:
      • manutenzione ordinaria;
      • manutenzione straordinaria;
      • restauro e risanamento conservativo;
      • ristrutturazione edilizia (anche con mutamento di destinazione d'uso), senza alcun ampliamento, nel caso in cui l'intervento riguardi singole unità immobiliari o parti di esse.
      Norme generali
      I progetti devono contenere l'indicazione dei fabbisogni idrici ed energetici, i dati relativi agli scarichi di acque industriali, l'ammontare degli investimenti, il numero di addetti. Le opere di recinzione devono essere particolarmente curate e sul fronte stradale dovranno essere realizzate a giorno o con siepi verdi. Il basamento di tali recinzioni deve essere costituito da muratura continua per un'altezza non superiore a cm. 70, misurata dal piano di campagna delle fasce di servizio prospicienti, o, in mancanza di queste, dal piano stradale. Eventuali deroghe sono consentite solo se prescritte da disposizioni di legge relative al particolare impianto. Le recinzioni tra lotto e lotto possono essere realizzate con muratura continua. I distacchi minimi su strada possono essere aumentati nei casi in cui le recinzioni medesime o le alberature ricadano in corrispondenza di curve stradali, di incroci, diramazioni o biforcazioni. Di norma le alberature devono essere arretrate di m. 20.00 dagli incroci.
      La superficie del lotto non occupata da fabbricati, da impianti e da aree di sosta, manovra, deposito e parcheggio, deve essere sistemata a verde. Nei lotti interessati da insediamenti industriali dismessi ogni atto autorizzativi è subordinato alla verifica dell'inquinamento del suolo e del soprassuolo e alla eventuale e conseguente bonifica e/o messa in sicurezza del sito medesimo.
      Nel caso in cui i complessi industriali sorgano in adiacenza di strade statali, provinciali o comunali, dovranno osservarsi anche le prescrizioni di cui al Decreto Legislativo 30/4/1992 n. 285 e relativo Regolamento di Attuazione D.P.R. 16/12/1992 n. 495 e successive integrazioni e modificazioni.
      Sui confini dei lotti sono ammessi soltanto quei manufatti eventualmente necessari per i collegamenti con altri cicli di produzione, quelli necessari al controllo degli accessi, ed inoltre scale antincendio, tettoie per parcheggi, contenitori di gas, rampe di accesso per piani interrati e tutti quei manufatti che per legge devono essere situati in corrispondenza delle recinzioni, nonché le cabine elettriche secondo le esigenze dell'ENEL.
      All'interno della recinzione devono essere lasciate libere aree di disimpegno, commisurate alla massima attività ed estensione dell'azienda, per consentire la manovra di tutti gli automezzi, anche pesanti, che sono interessati all'attività del complesso industriale, nonché al loro stazionamento per operazioni di carico e scarico. All'interno del lotto dovranno essere previste aree per parcheggi privati degli automezzi del personale nella misura di un metro quadrato ogni 3,5 metri quadrati di superficie lorda orizzontale complessivamente sviluppata, come definita nel successivo comma. La dotazione minima di parcheggi è quella prevista dal Regolamento edilizio e deve comunque soddisfare quanto previsto dall'art. 8 del Decreto Assessore Regionale all'Urbanistica n. 2266/U/1983. L'indice di sfruttamento edilizio deve intendersi come il rapporto ottenuto fra la superficie lorda orizzontale complessivamente sviluppata sui diversi piani utili, comprendente l'ingombro di ogni elemento costruttivo verticale anche perimetrale, e l'intera superficie del lotto. Nel calcolo dell'indice devono essere compresi tutti i manufatti e locali interrati e seminterrati.
  • SOTTOZONA D3
    Tale sottozona ricomprende le attività industriali, artigianali e commerciali all'interno del Piano C.A.S.I.C., "Agglomerato di Elmas". Per essa valgono le norme del vigente Piano Territoriale di Coordinamento predisposto dallo stesso C.A.S.I.C., che si intendono integralmente recepite dal PUC.

    Norme generali
    All'interno dei lotti dovranno essere garantite le aree di sosta e manovra, commisurate alla massima attività di regime dell'azienda, per gli automezzi pesanti, gli spazi per le operazioni di carico e scarico delle merci, nonché i parcheggi dimensionati per tutto il personale addetto e le eventuali utenze in transito.
    Le superfici per parcheggi previste all'esterno delle recinzioni aziendali dovranno essere adeguatamente illuminate. Le aree private non interessate da costruzioni o da parcheggi dovranno essere sistemate a verde.

Articolo: 10 - ZONA D.R.U. RISANAMENTO DEI COMPLESSI PRODUTTIVI ABUSIVI

La zona localizza le aree interessate da consistenti interventi sorti al di fuori della programmazione territoriale.
L'edificazione delle aree, ammessa previa predisposizione dei Piani di Risanamento Urbanistico (P.R.U.), sarà regolata dalla preventiva costituzione di consorzi volontari interessanti le singole unità convenzionabili.
Si procederà conseguentemente al convenzionamento con l'Amministrazione Comunale, previa determinazione degli oneri per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e della tempistica afferente d'attuazione.
E' data facoltà all'Amministrazione Comunale di procedere alla realizzazione dei P.R.U. attraverso stralci funzionali estesi ad almeno una "Unità Convenzionabile".
Ogni intervento all'interno dei Piani dovrà essere attivato nel rispetto del quadro legislativo che regolamenta la materia, con particolare riferimento alla L. n. 47 del 28/02/1985, alla L.R. n. 23 dell'11 /10/1985 ed alle relative circolari esplicative.

Articolo: 11 - ZONA E - AGRICOLA

Utilizzazione ammesse Le zone E sono destinate essenzialmente all'esercizio dell'agricoltura e delle attività produttive connesse.
Vi sono ammesse esclusivamente le opere necessarie alla conduzione del fondo, quali gli edifici funzionali (stalle, silos, serre, magazzini, locali per la lavorazione, conservazione e vendita dei prodotti del fondo), nonché le abitazioni dell'imprenditore agricolo e dei dipendenti dell'azienda, in base ai criteri e le modalità previsti dalle leggi nazionali e regionali.
Obiettivi Gli obiettivi perseguiti sono la gestione, la conservazione e il potenziamento delle attività agricole, zootecniche e forestali; la tutela dell'habitat delle caratteristiche naturali e paesaggistiche del paesaggio rurale; la continuità dell'equil ibrio ecologico e naturale; il recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente.
Modalità d'intervento Sono consentiti con concessione diretta, gli interventi conservativi, adeguativi e modificativi di fabbricati rurali esistenti, salvo che per le opere per le quali sia sufficiente la sola autorizzazione; la conversione ad usi agricoli di edifici esistenti diversamente utilizzati; la costruzione di nuovi edifici funzionali, abitativi e di servizio, comprese le serre di coltura.
E' consentita con semplice autorizzazione comunale la realizzazione di serre.
Non è ammesso l'insediamento di nuovi allevamenti industriali e l'ampliamento di quelli esistenti.
Le coperture a protezione delle colture, quando abbiano carattere stagionale e di provvisorietà, potranno essere realizzati previa semplice comunicazione al Comune.
Parametri edilizi

  • Rapporto di copertura: per attrezzature ed infrastrutture produttive (stalle, silos, magazzini, locali per la trasformazione dei prodotti agricoli, ecc.), non superiore al 10%;
  • superficie aziendale minima: 10.000 mq, anche frazionata.
  • lotto minimo edificabile: il maggiore di quelli che costituiscono il complesso aziendale, e comunque non inferiore a 3. 000 mq;
  • indice fondiario massimo : 0,01 mc/mq, per le residenze; 
  • indice fondiario massimo: 0,20 mc/mq per opere connesse all'esercizio delle attività agricole e zootecniche di stretta pertinenza aziendale, quali stalle, magazzini, silos, capannoni e rimesse; tali costruzioni dovranno sorgere ad almeno 30 m di distanza dal fabbricato residenziale;
  • altezza non superiore a 6, 00 m sul prospetto a valle, per abitazioni rurali; 
  • numero massimo dei piani (compreso feventuale interrato): 2;
  • distanza dai confini: non inferiore a 8 mt; 
  • distanza dai confini stradali: non inferiore a 10mt; 
  • altezza libera per silos e camini.

Norme speciali d'intervento Ai fini del computo dell'edificabilità e della verifica del rapporto di copertura si considereranno tutti gli appezzamenti di pertinenza anche non contigui, purché ricompresi nell'ambito del territorio comunale.
Onde evitare che le superfici considerate possano essere utilizzate più di una volta ai fini edificatori, è prescritta la trascrizione del vincolo di asservimento nei pubblici registri immobiliari.
E' consentita, per i coltivatori diretti ovvero per gli imprenditori agricoli a titolo principale:

  • nei lotti di superficie non inferiore a mq 2.000, la realizzazione di depositi agricoli, delledimensioni massime di mq 10.00 di superficie coperta comprensiva di eventuali verande,loggiati, e comunque di qualunque spazio coperto; 
  • nei lotti di superficie non inferiore a mq 5.000, la realizzazione di serre.

Edifici abitativi dispersi Gli edifici abitativi esistenti in zona agricola, quando non siano abusivi e non risultino funzionali all'uso agricolo di pertinenza, potranno essere oggetto di interventi conservativi ed adeguativi (senza aumento di volume né di superficie interna di pavimento), ma non modificativi.

Ulteriori disposizioni d'intervento Con deliberazione del Consiglio comunale l'indice di edificabilità fondiaria di 0,01 mc/mq potrà essere elevato fino a 0,10 mc/mq per punti di ristoro, attrezzature ed impianti di carattere particolare che per la loro natura non possono essere localizzati in altre zone omogenee.
Con deliberazione del Consiglio comunale l'indice di edificabilità fondiaria di 0,20 mc/mq potrà essere elevato fino a 0,50 mc/mq in presenza di particolari esigenze aziendali, purché le opere siano ubicate ad una distanza di almeno 500 m dal perimetro urbano.
Per i punti di ristoro devono intendersi i bar, i ristoranti e le tavole calde, cui possono essere annesse, purché di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative a posti letto, nel numero massimo di venti, e ad attività sportive e ricreative.
La realizzazione dei punti di ristoro è ammessa quando essi siano ubicati ad una distanza non inferiore a 500 m dal perimetro urbano Per interventi con indici superiori a quelli sopraindicati, o comunque con volumi superiori a 3.000 mc, o con numero di addetti superiore a 20 unità, o con numero di capi bovini superiore alle 100 unità (o numero equivalente di capi di altra specie), la realizzazione dell'intervento è subordinata, oltre che a conforme deliberazione del Consigl io comunale, al parere favorevole dell'Assessorato Regionale degli Enti Locali, sentita la Commissione Urbanistica Regionale, che dovrà essere espresso entro 30 giorni dal ricevimento della pratica.
La realizzazione di stalle, porcilaie, concimaie e simili è consentita solo ad una distanza superiore a 1.000 m dal perimetro urbano.
Per quanto applicabili e non in contrasto con le presenti disposizioni si fa riferimento alle direttive per le zone agricole approvate dal Consiglio Regionale in data 13.04.1994.

Articolo: 12 - ZONA S - AREE E SERVIZI PUBBLICI E/O DI USO PUBBLICO

Individuazione ed obiettivi Tali zone comprendono le aree pubbliche e/o di uso pubblico, occupate da (o destinate ad accogliere) istituzioni, servizi, attrezzature ed impianti a servizio delle zone residenziali e delle zone produttive. Esse hanno lo scopo di garantire la necessaria infrastrutturazione, soddisfacendo gli standard di legge, e di qualificare al contempo l'ambiente urbano.
La zona S si articola in:

  1. SOTTOZONA S1 - aree per istruzione;
  2. SOTTOZONA S2 - aree per attrezzature di interesse comune; 
  3. SOTTOZONA S3 - aree per spazi e verde pubblico attrezzati;
  4. SOTTOZONA S4 - aree per parcheggi. 
Utilizzazioni ammesse Le aree sono riservate alle attrezzature (generali e scolastiche), agli impianti e servizi pubblici, nonché alla formazione di aree verdi e di parcheggi, con esclusione di abitazioni, salvo quelle di coloro che, per esigenze di sicurezza e/o di esercizio, debbano necessariamente risiedere nell'ambito del le aree stesse.
Nelle aree a servizio della residenza si individuano, con caratteristiche di sottozone S1 e S2:
  • le scuole dell' obbligo di ogni ordine e grado (S1); 
  • le attrezzature generali: amministrative, culturali, sportive, ricreative, mercati comunali, sanitarie, religiose, associazionistiche, della sicurezza pubblica, ecc. (S2);
 Dalle suddette classificazioni sono comunque espressamente escluse le aree relative ad attività commerciali di proprietà privata.

Nelle aree a servizio delle zone produttive e per servizi generali trovano luogo, con caratteristiche di sottozone S2:

  • i pubblici servizi: antincendio, di sorveglianza, di pulizia e di manutenzione; 
  • le installazioni per le maestranze: pronto soccorso, mense cooperative, spacci di consumo, locali di ritrovo per il personale, sedi sindacali, attrezzature sportive e ricreative, istituzioni di assistenza sociale, scuole di addestramento professionale; 
Al servizio delle zone residenziali e produttive si hanno altresì:
  • le aree verdi (sottozone 83) destinate a conservare le caratteristiche de/l'ambiente, quando siano in rapporto con particolari connotati naturali od artificiali del territorio o costituiscano esse stesse un connotato particolare de/l'aggregato urbano (in tal caso potranno anche essere di proprietà privata); e a soddisfare il fabbisogno urbano o territoriale di giardini e di parchi (in tal caso potranno essere dotate di apposite attrezzature);
  • i parcheggi (sottozone 84) necessari per l'individuazione degli spazi di sosta ordinaria edoperativa degli autoveicoli privati, degli automezzi di servizio e - nelle zone produttive - anche degli automezzi pesanti, in aggiunta a quelli di cui alla Legge n. 122/89. 
Modalità d'intervento Nelle zone S gli interventi si attuano:
  • con concessione diretta previo studio planovolumetrico esteso alfintera zona; 
  • con convenzione per gli interventi di enti o di privati;
Parametri edilizi Sono prescritti i seguenti parametri:
  • sottozone S1 - S2: 
  • indice di edificabilità fondiario non superiore a 2 mc/mq; tale indice è ridotto a 0, 50 mc/mq in ambito di attrezzature commerciali, direzionali e di servizi delle zone produttive. 
  • sottozona S3: 
  • indice di edificabilità fondiario 0,20 mc/mq in ambito di verde pubblico a servizio delle residenze;
Distanza dalle strade e dai confini Fatti salvi i limiti inderogabili di cui al Nuovo Codice della Strada, è prescritta una distanza pari all'altezza massima degli edifici e dei manufatti adiacenti, con il minimo di 10,00 m verso i confini e di 3,00 m verso le strade urbane.

Per adeguamento con la pianificazione delle adiacenti zone residenziali o a situazioni esistenti è consentito l'allineamento a filo stradale.
Criteri operativi Le destinazioni delle singole aree hanno carattere indicativo e fermo restando l'uso pubblico possono essere variate secondo le procedure di cui alla Legge N. 1/78.
Nel caso in cui l'area che s'intende convertire ad altro uso partecipi allo standard settoriale, la conversione è subordinata alla dimostrazione che lo standard minimo di legge rimane comunque soddisfatto.
Nelle zone S non ancora acquisite al patrimonio comunale e per le quali non sia ancora stato formalizzato il loro uso pubblico sono ammesse solo opere di manutenzione e di adeguamento tecnologico su edifici o manufatti esistenti.
L1Amministrazione Comunale potrà concedere - con convenzione - interventi di iniziativa privata intesi ad anticipare la realizzazione delle attrezzature pubbliche previste dal P.U.C. e a realizzare attrezzature od impianti di pubblico interesse non previste dal P. U.C. (parcheggi od impianti sportivi, ricreativi, di svago, di tempo libero, ecc.), senza pregiudizio per la destinazione finale dell'area.
La concessione edilizia, nel caso in cui venga rilasciata per opere da real izzare da privati, potrà essere consentita esclusivamente previa stipula convenzione che stabilisca:

  1. immediato trasferimento dell'area all'Amministrazione Comunale; 
  2. disponibilità de/l'area per gli operatori privati ai fini della realizzazione delle opere;
  3. concessione dell'area agli stessi operatori privati per un periodo massimo di anni 30;
  4. obblighi tendenti a garantire l'uso pubblico degli impianti.

In ambito di verde pubblico (sottozona S3) sono consentiti - con concessioni - solo chioschi per bibite, giornali e simili; per eventuali attrezzature e servizi è necessaria la predisposizione di un piano planivolumetrico.
Norme speciali d'intervento Nelle aree destinate a parco pubblico (sottozona S3) sussiste l'obbligo di sistemare a verde alberato almeno la metà dell'area totale. Sono consentite le attrezzature sportive, ricreative, di gioco e di altro genere; é ammesso il normale arredo per il godimento dell'area verde; sono inoltre consentite le abitazioni per il personale di custodia e di servizio.
Nelle sottozone S4 i parcheggi potranno essere ricavati anche in strutture a più piani (autosilos), previa convenzione da stipularsi con il Comune in base alle indicazioni di cui al precedente paragrafo f), punti 1,2,3,4, se realizzati da altri enti o da privati. Agli effetti dell'edificabilità si applicano i parametri della sottozona B contigua.

Articolo: 13 - ZONA G -SERVIZI GENERALI (PUBBLICI E PRIVATI)

Individuazione e obiettivi Le zone G comprendono le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale e sovracomunale, quali strutture per l'istruzione secondaria, il commercio, la direzionalità, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, i trasporti, mercati generali, parchi, depuratore, impianto di potabilizzazione, inceneritore e simili.
Utilizzazioni ammesse La zona G è suddivisa, in base alle utilizzazioni e destinazioni, nelle seguenti 12 sottozone:

  • SOTTOZONA G1 Aeroporto e servizi strettamente connessi a/l'attività aeroportuale;
  • SOTTOZONA G2 Po/o direziona/e, commercia/e, residenziale e ricettivo, attività sanitarie;
  • SOTTOZONA G3 Parco ferroviario: completamento e/o razionalizzazione;
  • SOTTOZONA G4/1 Cimitero comunale e attrezzature tecnologiche pubbliche o di interesse pubblico (quali depuratore, potabilizzatore ed altri; 
  • SOTTOZONA G4/2 Distributori di carburante;
  • SOTTOZONA G5 Attività scolastiche e connesse; 
  • SOTTOZONA G6 Attività religiose assistenziali e ricettive, attività sanitarie; SOTTOZONA G7 Attività commerciali e ricettive, attività sanitarie; 
  • SOTTOZONA G8 Attività commercia/i, ricettive, ricreative, attività sanitarie; SOTTOZONA G9 Attivita' direziona/i, attività sanitarie, ricettive, scolastiche, sportive, di svago e di pubblico spettacolo; 
  • SOTTOZONA G10 Polo integrato per attività direzionali, commercia/i, mercanti/i, residenziali, ricettive, attività sanitarie; 
  • SOTTOZONA G11 Punto approdo per pesca sportiva, attività nautiche; 
Modalità d'intervento Per le aree private ricadenti all'interno delle zone urbanistiche G1 e G3 gli interventi possono essere autorizzati se conformi alla destinazione urbanistica e conformi alle previsioni generali di Piano (viabilità, servizi).

Il piano attuativo relativo alle zone G2 ricomprese fra la ferrovia e l'area aeroportuale potrà essere presentato come unico intervento.
Le cessioni relative alla zona G2.a devono essere ind ividuate così come da cartografia di piano (G2.a*).
Gli interventi ricadenti nel la sottozona G4/1, G4/2 e G5 sono soggetti a concessione edilizia senza atti di pianificazione preventiva.
Gli interventi ricadenti nella sottozona G6 sono soggetti a concessione edilizia previa approvazione da parte del Consiglio Comunale di Piano Attuativo d'iniziativa privata.
Gli interventi edilizi ricadenti nelle altre sottozone dovranno essere preceduti da specifico Piano Attuativo, esteso all' intera sottozona considerata.
Nelle sottozone G2, G9 e G10 è consentita la realizzazione d i residenze sino ad una percentuale massima del 5% del volume realizzabile. Tale valore non potrà essere aumentato nelle fasi intermedie d i realizzazione del piano attuativo.
Negli insediamenti di carattere commerciale e direzionale a 100 mq di superficie lorda di pavimento d i edifici previsti dovrà di norma corrispondere la quantità minima di 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi.
Parametri edilizi e urbanistici Gli interventi sono subordinati all'applicazione dei seguenti indici di edificabilità e dotazioni di aree per servizi pubblic i, da cedere al l'ente locale in fase di convenzionamento, per le sottozone soggette a piano attuativo:

  • SOTTOZONA G1 indice di edificabilità territoriale 1 mc/mq; 
  • SOTTOZONA G2 indice di edificabilità territoriale 2 mc/mq; aree per servizi pubblici 20%, oltre alla viabilità;
  • SOTTOZONA G3 indice di edificabilità territoriale 1 mc/mq;
  • SOTTOZONA G4/1 indice di edificabilità territoriale 0.5 mc/mq; 
  • SOTTOZONA G4/2 indice di edificabilità fondiario 0, 75 mc/mq; 
  • SOTTOZONA G5 indice di edificabilità territoriale 1, 5 mc/mq;
  • SOTTOZONA G6 indice di edificabilità territoriale 1,5 mc/mq; 
  • SOTTOZONA G7 indice di edificabilità territoriale 1, 5 mc/mq; aree per servizi pubblici 30%, oltre alla viabilità; 
  • SOTTOZONA G8 gli interventi ricadenti nella sottozona sono regolamentati dal vigente piano attuativo che viene integralmente recepito nel PUC. Ne/l'ipotesi di variante dovranno essere applicati i parametri urbanistico-edilizi che l'hanno generato;
  • SOTTOZONA G9 indice di edificabilità territoriale 1,0 mc/mq; indice di edificabilita' fondiario massimo 2,0 mc/mq; sono inoltre previste: aree per servizi pubblici 40%, oltre la viabilita' (da realizzarsi a carico dei privati proponenti); aree da destinare a interventi di interesse collettivo preventivamente approvati in tal senso dal Consiglio Comunale in misura pari al 30%; aree per interventi privati in misura pari al 30%;
  • SOTTOZONA G10 indice di edificabilità territoriale 1,0 mc/mq; aree per servizi pubblici 50%, oltre alla viabilità; 
  • SOTTOZONA G11 indice di edificabilità territoriale 1,0 mc/mq; aree per servizi pubblici 50%, oltre alla viabilità. 
Nelle sottozone G2, G9 e G10, qualora siano previste delle residenze, le aree per servizi pubblici dovranno essere incrementate di una superficie, da destinare a parco, pari a 18 mq ogni 100 mc della volumetria abitativa prevista.

Nella sottozona G7 la real izzazione degli interventi edilizi è subordinata alla preventiva autorizzazione della Soprintendenza Archeologica ai sensi del D.Lgs. 22.01 .2004, n. 41.
Le cessioni della sottozona G9 dovranno prevedere le aree di interesse archeolog_ico sottoclassificata come G9/H3, così come riportate nella cartografia di piano (zonizzazione territorio/abitato).
Nella sottozona G10 il piano attuativo dovrà prevedere come opere di urbanizzazione primaria, da inserire come obbligo di convenzione da parte della ditta proprietaria, il cavalcaferrovia (o sottopassaggio) carrabile, secondo le esigenze progettuali e urbanistiche dell'Amministrazione Comunale, che colleghi le aree in cessione con la zona a monte della ferrovia, in prossimità dell'adiacente C.A.S.I.C. o nella posizione che progettualmente verrà ritenuta più idonea.
Nel caso in cui altri soggetti pubblici e/o privati prowedano con risorse proprie ad eseguire l'opera di cui al precedente capoverso, resta a carico del lottizzante l'esecuzione di un'opera pubblica di pari valore.
Per le sottozone G2, G7, G9, G10 e G11 sono inoltre prescritti i seguenti parametri:

  • distanze tra fabbricati non inferiori all'altezza del fabbricato più alto; 
  • distanze dai confini del lotto non inferiori a 8 m. 
  • nelle sottozone G2 e G 10 /'edificabilità è subordinata al rispetto della L. 04 febbraio 1963 n. 58. 
  • per la zona G9 e' infine previsto che eventuali variazioni dell'indice fondiario nelle aree destinate alla realizzazione degli interventi di interesse collettivo potranno essere disposte dal e.e. senza che cio' costituisca variante al P.U.C. o a/ Piano Attuativo.
Norme generali d'intervento E' ammesso l'allineamento sul fronte stradale nel caso in cui sia giustificato dalla situazione al contorno o comunque previsto in sede di Piano Attuativo.

Ambito di intervento In caso di intervento con Piano Attuativo, questo dovrà essere esteso ad un intero comparto, o sub-comparto della sub-zona cosi come indicato in cartografia (tav. zonizzazione territorio e abitato).
Volumi tecnologici Nel caso in cui siano previsti piani intermedi per impianti tecnici (climatizzazione, elettrico, antincendio, ecc.) di altezza non superiore a m 2,00 (vano + solaio) questi andranno detratti dal computo delle volumetrie.
Grandi volumi Nel caso in cui sia necessario prevedere altezze dei vani superiori a m 4,00 per locali destinati ad un notevole afflusso di pubblico (sale convegni, per rappresentazioni, hall di alberghi, impianti sportivi, ecc.) , il computo delle volumetrie viene effettuato con riferimento ad un altezza convenzionale di 4,00 m.
Sottozona G10: "Progetto nel Piano" E' individuata la localizzazione della zona obbligatoriamente in cessione per servizi pubblici (tav. zonizzazione territorio e abitato).

Articolo: 14 - ZONA H - DI RISPElTO E SALVAGUARDIA

Obiettivi Le zone di rispetto sono destinate a "proteggere" determinati impianti, manufatti ed attrezzature - pubblici o di pubblico interesse - nonché particolari ambienti o connotati del paesaggio.
La zona H è suddivisa nelle sottozone H1, H2, H3, H4 e H5.
Modalità d'intervento E' prescritto l'indice territoriale massimo di mc/mq 0,001, con possibilità di deroga, ai sensi dell'art.
16 della L. 765/67 per edifici, attrezzature ed impianti pubblici.
Le recinzioni debbono essere compatibil i con le esigenze di decoro degli ambienti da comporre e da salvaguardare e con le visuali da intercettare o da non ostruire.
Le recinzioni in confine con aree destinate alla formazione di nuove strade, piazze ed altri spazi pubblici debbono essere di tipo leggero.
Per gli interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione su edifici esistenti in contrasto con la destinazione di zona è richiesta l'autorizzazione o la concessione edilizia.
SOTTOZONA H1 - Fasce di rispetto delle strade. Fuori del perimetro di agglomerazione, lungo le strade statali, provinciali e comunali, esistenti o di progetto, vige il disposto del D.M. 1° aprile 1968, così come integrate con le nuove norme del Codice della Strada.
Sulle aree destinate alla formazione di nuove strade ed altri spazi pubblici è esclusa ogni edificazione; in attesa della realizzazione delle arterie e delle opere previste le aree vincolate debbono essere mantenute a verde od utilizzate come spazi di servizio degli eventuali fabbricati circostanti; sono ammesse le recinzioni di tipo leggero.
Lungo le arterie di traffico, esterne o interne all'abitato, l'Amministrazione Comunale può opportunamente disciplinare gli innesti di altre strade e gli accessi agli edifici ed alle proprietà latistanti, nonché fissare ulteriori vincoli nell'interesse della sicurezza stradale; a tal fine, sentito l'Ente proprietario della strada, l'Amministrazione Comunale può eventualmente vietare ogni accesso alle proprietà private, purché questo venga altrimenti assicurato.
Nella fascia di protezione stradale è consentita unicamente la realizzazione di opere a servizio della strada, con esclusione di quelle aventi carattere di edificazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti in ordine alle singole aree.
Sono perciò ammesse, oltre ai servizi canalizzati, aerei o interrati, ai canal i irrigui, alle strade di servizio locali e a parcheggi, i distributori di carburanti e relativi accessori per il soccorso immediato degli utenti stradali, le cabine di distribuzione elettrica.
Sono altresi' consentite utilizzazioni di tipo rurale, verde privato, esposizione di prodotti e materiali, verde pubblico.
SOTTOZONA H2 - Fasce di rispetto della ferrovia. Fuori dal perimetro di agglomerazione lungo la strada ferrata si applicano le norme specifiche di tutela fissate dalle leggi e regolamenti vigenti.
Sono ammessi in generale interventi, anche edilizi, al servizio dell'infrastruttura.
L'edificazione, da attuarsi in base ai parametri della zona E (art. 12), in prossimità delle opere o impianti ferroviari si dovrà uniformare alle disposizioni del le leggi 20/3/65 n. 2248 e 11/7/80 n. 753.
La fascia di rispetto della linea ferroviaria, misurata a partire dal binario più esterno, è di 30 m.
Interventi nell'ambito di tale fascia sono subordinati al preventivo benestare dell'Amministrazione delle F.S.
SOTTOZONA H3 - Area di rispetto archeologico. Nella sottozona H3 non è consentito alcun intervento di tipo edilizio.
Ogni altro intervento, comprese anche le recinzioni, di qualsiasi tipo, potrà essere realizzato solo previo benestare della competente Soprintendenza Archeologica.
Il vincolo è sovrapponibile con altre destinazioni d'uso compatibili (zona rurale, verde pubblico).
SOTTOZONA H4 - Area di rispetto cimiteriale Nelle zone di rispetto cimiteriale valgono le vigenti norme di polizia mortuaria appresso indicate: art. 57 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 e art. 338 de. R.D. 27 luglio 1934 n. 1256.
Il vincolo è sovrapponibile ad altre destinazioni d'uso compatibili (zona rurale, verde e attrezzature pubbliche) .
SOTTOZONA H5 -Area di rispetto delle zone umide. Intorno al lo stagno e su aree vu lnerabili viene definita un'area di rispetto a protezione dello specchio acqueo ed a salvaguardia dell'ecosistema naturalistico.
In tale sottozona non è consentito alcun intervento edilizio ad eccezione di quelli indicati al punto "b", Il vincolo è sovrapponibile ad altre destinazioni d'uso compatibili (zona rurale, verde pubblico).

Articolo: 15 - IMPIANTI MILITARI O STRATEGICI

Nelle aree in prossimità di opere o impianti militari o comunque di interesse strategico per lo stato (aeroporto), il diritto di proprietà potrà essere assoggettato a servitù nei modi previsti dalla legge 20/12/32 n. 1849 e dal re lativo regolamento di esecuzione R.D. 4/5/36 n. 1388.
Nell'edificazione dovrà altresì essere rispettata la normativa di cui al Codice di Navigazione R.D. 30/3/42 n. 327.

Articolo: 16 - DISCIPLINA DELLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI PER TELECOMUNICAZIONI

L'installazione di Stazioni Radio Base per la telefonia mobile sono consentite su tutto il territorio comunale.
All' interno del Centro Abitato (zone A. B, e Ce ad una distanza non inferiore da esse di m. 30.00) l'installazione è subordinata alla sottoscrizione di un'intesa tra gli operatori del settore e l'Amministrazione Comunale. L'installazione deve rispettare le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica, la tutela dei monumenti, e la salvaguardia delle zone di interesse archeologico.

Articolo: 17 - AREE STRADALI

Obiettivi e caratteristiche delle previsioni Le aree stradali sono destinate al movimento ed al la sosta dei veicoli e pedoni.
Le previsioni che concernono la viabilità hanno sempre carattere vincolante; il progetto esecutivo delle singole opere potrà tuttavia adeguare il tracciato alla situazione di fatto, modificandolo peraltro solo attraverso varianti al P.U.C ..
Quando il vincolo di P.U.C. sia preordinato all'esproprio dell'area, l'intervento compete alle pubbliche amministrazioni; l'intervento privato è ammesso solo in esecuzione di un Piano Attuativo approvato.
Articolazione delle strade La viabilità di piano individuata nel la cartografia (zonizzazioni), compresa quella localizzata all'interno delle zone omogenee soggette a piano attuativo, ha carattere di previsione prescrittivo e vincolante.
In sede di approvazione dei Piani attuativi, per i quali siano previste cessioni per standard in misura superiore a 18 mq/ab, l'Amministrazione, qualora ravvisi un preminente interesse pubblico, può richiedere ai lottizzanti l'utilizzo totale o parziale degli standard in eccedenza per il potenziamento della viabilità di Piano. Tale utilizzo è sempre consentito per l'adeguamento alle disposizioni del D.M. 05 novembre 2001 . In ogni caso deve essere rispettato il disposto dell'art.4 Decreto dell'Assessore Regionale agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica n.2266/U/83 e il D.M. 5 novembre 2001 .
Protezione delle strade L'Amministrazione Comunale - anche in sede di concessione - prescrive le linee di arretramento, operando, laddove opportune, le necessarie rettifiche.

Articolo: 18 - PARCHEGGI ED ATTIVITÀ CONNESSE AL TRAFFICO

Per le aree destinate a parcheggio eventualmente edificate, sino alla loro pubblicizzazione sono autorizzabili soltanto le opere interne e di manutenzione degli edifici e di manufatti esistenti.
E' consentita la recinzione di tipo leggero e l'area può essere sistemata a verde (senza obbligo di indennizzo dell'eventuale alberatura e piantumazione) oppure adibita a cortile od area di servizio di fabbricati vicini.
E' autorizzabile, con concessione o per convenzione, la formazione del parcheggio previsto con disciplina delle tariffe (ed a tempo limitato).
Nelle zone classificate diversamente da quelle S4 è sempre consentita la realizzazione di parcheggi di superficie od a silos (interrati o fuori terra), nel rispetto delle prescrizioni e dei parametri previsti per le aree di intervento.
Gli impianti di erogazione del carburante e le stazioni di servizio debbono essere generalmente inquadrati in Piani Attuativi e convenzionati; con singola Concessione sono ammessi soltanto il chiosco (per una superficie utile massima di 8 mq) e le pensiline.
Nessuna limitazione è imposta agli impianti ubicati in autorimesse pubbliche o di uso pubblico, purché non ostino motivi di ordine ambientale o viario e siano comunque rispettate le norme di legge e di regolamento vigenti in materia.
I distributori di GPL sono ammessi esclusivamente all'esterno del perimetro di agglomerazione, nelle fasce laterali alle strade e nel rispetto delle norme del D.P.R. 12/01/1971 n. 208.
I depositi di oli minerali e loro derivati sono ammessi solo nelle zone produttive, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che disciplinano la materia.

Articolo: 19 - NORME TRANSITORIE

Sono fatte salve le previsioni delle norme generatrici dei piani attuativi vigenti all'atto dell'approvazione definitiva della variante al P.U.C. , ancorché difformi dalle indicazioni di piano.
Tali piani hanno (o avranno) una durata massima di 10 anni dalla data di stipula della convenzione e potranno essere variati, nell'ambito di tale periodo, sulla base della normativa che li ha generati.
Gli interventi e le opere già autorizzate e non ancora in corso di esecuzione alla data di adozione della variante al P.U.C. non sono soggette alle nuove disposizioni, purché l'inizio dei lavori avvenga entro un anno dalla data del rilascio della Concessione edilizia e la relativa ultimazione entro tre anni dall'inizio.
La parte eventualmente non realizzata a tale data verrà assoggettata alla disciplina delle presenti norme.

Articolo: 20 - RAPPORTO TRA REGOLAMENTO EDILIZIO E NORME DI ATTUAZIONE

Il Regolamento Edilizio e le Norme di Attuazione costituiscono un testo normativo unico e inscindibile.
Le prescrizioni contenute nel Regolamento hanno carattere prevalentemente generale.
Le Norme di Attuazione recano prevalentemente norme specifiche riguardanti le singole zone omogenee.
In caso di contrasto tra le prescrizioni del Regolamento Edilizio e quelle delle Norme di Attuazione, prevalgono queste ultime in quanto speciali rispetto alle prime.
In mancanza di norme specifiche per le singole zone si applicano quelle generali contenute nel Regolamento Edilizio.
In caso di contrasto tra previsioni indicate da planimetrie a scale differenti, si devono osservare le previsioni risultanti dalla planimetria a scala più dettagliata.
In caso di contrasto tra previsioni grafiche e prescrizioni contenute nelle Norme di Attuazione prevalgono quest'ultime.

Articolo: 21 - NORMA FINALE

Per quanto non espressamente previsto nelle presenti norme e in quelle del Regolamento Edilizio si rinvia alle disposizioni di legge statali e regionali e ai regolamenti vigenti in materia urbanistica ed edilizia e al Decreto dell'Assessore Regionale agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica n. 2266/U/83.
Le presenti Norme Tecniche sostituiscono integralmente le precedenti.

Articolo: VARSTR1 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE

Ai fini della razionale organizzazione spaziale delle funzioni e degli insediamenti il territorio comunale è diviso in zone. Le zone previste sono distinte graficamente nelle tavole di piano, redatte alla scala 1:2000 per il centro abitato, e alla scala 1:5000 per il restante territorio comunale.

L'edificazione, ove ammessa, dovrà conformarsi ai criteri di edificazione fissati dalle presenti norme, attenendosi alle destinazioni d'uso consentite nelle singole zone, rispettare tutte le condizioni di edificabilità relativamente ai parametri dimensionali e, infine, osservare le prescrizioni e le procedure fissate dal Regolamento Edilizio.

Articolo: VARSTR2 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART.2 APPLICAZIONE DELLE PREVISIONI E DEI VINCOLI

Ai fini applicativi delle previsioni del PUC il territoriocomunale si distingue in:

  1. aree urbanizzate, che comprendono le parti di territorio comunale individuate come "Centro edificato", ai sensi dell'art.18 della Legge n.865/1971;
  2. aree da urbanizzare, comprendenti le parti di territorio non ancora o non del tutto edificate e/o urbanizzate, esterne al "centro edificato" ma interne ai "perimetri di agglomerazione" (essendo il perimetro di agglomerazione la linea che contorna ogni insediamento urbano significativo, sorto al di fuori di una preventiva programmazione urbanistica), nonché futuri agglomerati;
  3. le restanti aree del territorio, relative alle parti non urbanizzate e da non urbanizzare.

Articolo: VARSTR6 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART.6 ZONA G - Servizi generali pubblici o di interesse comune

Parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici e privati, riservati ai servizi d'interesse generale, quali strutture per l'istruzione secondaria superiore, universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport, le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazioni, inceneritori, simili.

  • Zona G1: area per attrezzature di interesse generale: istruzione superiore, ricerca e sanità, cultura, direzionali.

--- OMISSIS ---

Articolo: VARSTR7 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART.7 ZONA H - Salvaguardia

Parti del territorio che rivestono un particolare valore archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la collettività, fascia di rispetto cimiteriale, fascia lungo le strade statali provinciali e comunali.

Articolo: VARSTR9 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 9 AREE e/o FASCE DI RISPETTO

Parti del territorio che pur conservando la destinazione di zona sottostante sono soggette a particolari restrizioni d'uso a causa di normative sovraordinate o per motivi ambientali, archeologici e paesaggistici:

  • Area AR1.1: Area di tutela integrale archeologica e paesaggistica; Area di tutela condizionata beni di natura architettonica.
    Aree interessate da testimonianze archeologiche e/o paesaggistiche di particolare rilievo, comprendentiai beni stessi e le aree limitrofe.
  • Area AR2.1: Area di tutela condizionata di pregio architettonico e archeologico
    Aree interessanti beni paesaggistici ambientali.
  • Area AR6: rispetto stradale e ferroviario.
    Aree limitrofe al confine stradale e ferroviario così come definito dal codice della strada e secondo lanormativa vigente di settore.

Articolo: VARSTR13 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 13 ZONA G - SERVIZI GENERALI (PUBBLICI E PRIVATI)

Le zone G - Servizi generali pubblici o di interesse comunecomprendono le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici e privati, riservati ai servizi d'interesse generale, quali strutture per l'istruzione secondaria superiore, universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport, le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazione, inceneritori, simili.

Ai sensi della LR 20/1991, l'edificazione nella zona omogenea G deve essere sempre preceduta da un Piano Attuativo.

Sono individuate le seguenti zone omogenee:

ZONA G1: Attrezzature di Servizio. Comprendono le strutture per l'istruzione superiore, ricerca e sanità, cultura, direzionali.

--- OMISSIS ---

Utilizzazioni ammesse

La zona G1 è suddivisa, in base alle utilizzazioni e destinazioni, nelle seguenti sottozone:

--- OMISSIS ---

  • SOTTOZONA G1.10 - G1.11
    Polo integrato per attività direzionali, commerciali, mercantili, residenziali, ricettive, attività sanitarie; edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale e sovracomunale, quali strutture per l'istruzione secondaria, il commercio, la direzionalità, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, di spettacolo e di intrattenimento, il credito, le comunicazioni, i trasporti, i mercati generali, parchi, depuratore, impianto di potabilizzazione.
    All'interno della suddetta zona sono presenti aree di tutela archeologica e paesaggistica (integrale e condizionata) i cui sedimi concorrono, per effetto dell'indice territoriale assegnato all'intero comparto ove i medesimi sedimi sono inseriti, alla determinazione della capacità edificatoria complessiva attivabile in sito.
    In ogni caso le destinazioni ammissibili dovranno essere conformi a quanto previsto dagli articoli 707 e seguenti del Codice della Navigazione, approvato con RD 30.03.1942 n. 327 e ss.mm.ii. Tutti gli interventi (piani e progetti) dovranno essere conformi al piano di rischio di cui all'art. 707 del codice della navigazione.

--- OMISSIS ---

Modalità d'intervento

La realizzazione degli interventi ammessi nelle sottozone G110 e G111 è subordinata alla preventiva approvazione di uno strumento di pianificazione attuativa, ovvero di Accordo di Programma avente valenza di strumento di pianificazione attuativa ai sensi dell'art. 28 della LR 45/1989 ovvero dell'art. 34 del D.Lgs 267/2000.

--- OMISSIS ---

Negli insediamenti di carattere commerciale e direzionale a 100 mq di superficie lorda di pavimento di edifici previsti dovrà di norma corrispondere la quantità minima di 80 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi.

Parametri edilizi e urbanistici

Gli interventi sono subordinati all'applicazione dei seguenti indici di edificabilità e dotazioni di aree per servizi pubblici, da cedere all'ente locale in fase di convenzionamento del piano attuativo:

--- OMISSIS ---
  • SOTTOZONA G1.10 - G1.11 indice di edificabilità territoriale 1,0 mc/mq; aree per servizi pubblici, in cessione, 50%, oltre alla viabilità. Nel caso in cui in una delle due sottozone, ovvero a valere su entrambe, dovesse essere realizzata una struttura per il gioco del calcio, ovvero un complesso polifunzionale preordinato all'allocazione del suddetto impianto sportivo e di strutture complementari e compatibili ammesse dal presente articolo, l'indice di edificabilità territoriale è ridotto a 0,6 mc/mq; aree per servizi pubblici, in cessione, 30%, oltre la viabilità;

--- OMISSIS --- --- OMISSIS ---

Nella zona G1.10 e G1.11 il piano attuativo dovrà prevedere come opere di urbanizzazione primaria, da inserire come obbligo di convenzione da parte della ditta proprietaria, il cavalcaferrovia (o sottopassaggio) carrabile, secondo le esigenze progettuali e urbanistiche dell'Amministrazione Comunale, che colleghi le aree in cessione con la zona a monte della ferrovia, in prossimità dell'adiacente C.A.C.I.P. o nella posizione che progettualmente verrà ritenuta più idonea. L'esecuzione dell'opera costituisce presupposto funzionale per l'edificabilità del comparto. Nelle sottozone G1.10 e G1.11 vige l'obbligo di preservare una fascia di salvaguardia di 110 metri a valere sulle aree del compendio più prossime allo stagno indicate in cartografia come area H2.

-- OMISSIS ---

Nel caso in cui altri soggetti pubblici e/o privati provvedano con risorse proprie ad eseguire l'opera di cui al precedente capoverso, resta a carico del lottizzante l'esecuzione di un'opera pubblica di pari valore. Per le zone . G1.10, G1.11 . sono inoltre prescritti i seguenti parametri:

  • distanze tra fabbricati non inferiori all'altezza del fabbricato più alto
  • distanze dai confini del lotto non inferiori a 8 m;
  • nelle zone . G110, G1.11 . l'edificabilità è subordinata al rispetto degli articoli 707 e seguenti del Codice della Navigazione, approvato con RD 30.03.1942 n. 327 e ss.mm.ii..
--- OMISSIS --- Norme generali d'intervento

È ammesso l'allineamento sul fronte stradale nel caso in cui sia giustificato dalla situazione al contorno o comunque previsto in sede di Piano Attuativo.

Ambito di intervento

Il Piano Attuativo dovrà essere esteso ad un intero comparto, o più comparti cosi come indicato in cartografia (tav. zonizzazione territorio e abitato).

Articolo: VARSTR14 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 14 ZONA H - SALVAGUARDIA

È prescritto l'indice territoriale massimo di mc/mq 0,001, con possibilità di deroga, ai sensi dell'articolo 14 del DPR 380/2001 ss.mm.ii. per edifici, attrezzature ed impianti pubblici o di interesse pubblico.

Le recinzioni debbono essere compatibili con le esigenze di decoro degli ambienti da comporre e da salvaguardare e con le visuali da intercettare o da non ostruire.

Le recinzioni in confine con aree destinate alla formazione di nuove strade, piazze ed altri spazi pubblici debbono essere di tipo leggero.

Per gli interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione su edifici esistenti in contrasto con la destinazione di zona è richiesta l'autorizzazione o la concessione edilizia.

Articolo: VARSTR14_bis - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 14.bis AREE E FASCE DI RISPETTO

Sono le parti del territorio che pur conservando la destinazione di zona sottostante sono soggette a particolari restrizioni d'uso a causa di normative sovraordinate o per motivi ambientali, archeologici e paesaggistici.

Sono individuate le seguenti aree/fasce di rispetto:

Area AR1.1: Area di tutela integrale archeologica, paesaggistica e architettonica. Aree interessate da testimonianze archeologiche e/o paesaggistiche di particolare rilievo, comprendenti i beni stessi e le aree limitrofe.

Area AR2.1: Area di tutela condizionata di pregio architettonico e archeologico.

--- OMISSIS ---

Area AR6: rispetto stradale e ferroviario. Aree limitrofe al confine stradale e ferroviario così come definito dal codice della strada e secondo la normativa vigente di settore.

AREA AR1.1 - Area di tutela integrale archeologia e paesaggistica

Nell'area AR1.1 vige la seguente disciplina:

  1. Qualunque intervento deve essere sottoposto ad autorizzazione preventiva del MIBAC e degli enti di tutela.
  2. Sulle aree o manufatti di natura archeologica sono sempre ammesse attività di studio, ricerca, scavo e restauro, nonché interventi di trasformazione connessi a tale attività, ad opera degli Enti o degli Istituti scientifici autorizzati;
  3. è fatto divieto di inserire nuovi elementi o volumetrie che comportino trasformazioni diverse da quelle di cui al punto precedente;
  4. fatte salve le operazioni necessarie alle attività di scavo e di ricerca archeologica, non è consentita l'eliminazione di alberi e macchia mediterranea;
  5. sono consentiti gli interventi volti alla tutela e conservazione di tutti gli elementi di verde che migliorano la fruizione e il godimento del bene;
  6. le recinzioni e gli altri sistemi di delimitazione dei fondi, di proprietà privata o pubblica, aventi caratteristiche storico-tradizionali e/o naturali, devono essere accuratamente conservati;
  7. è fatto divieto di apposizione di cartellonistica pubblicitaria;
  8. sono consentite opere minori (camminamenti) provvisionali e/o totalmente reversibili la cui collocazione ed elaborazione tecnica derivi da un progetto definitivo/esecutivo di opere pubbliche sul patrimonio culturale. Tali opere possono essere previste, totalmente o in parte, come vere e proprie opere di musealizzazione all'aperto. E' da tenersi in considerazione, nella progettazione, in via prioritaria, la possibilità di adeguare o riutilizzare i tracciati eventualmente già aperti, in funzione di precedenti attività di studio, ricerca, scavo e restauro;
  9. sono ammessi eventuali interventi a opere pubbliche in difesa del suolo solo nei soli casi in cui risulti che la collocazione più idonea debba indispensabilmente gravare sull'area di interesse storico-culturale, fermo restando che ogni intervento incidente sul sottosuolo deve essere autorizzato dalla Soprintendenza per i beni Archeologici in coordinamento con la Soprintendenza BAPSAE;
  10. gli interventi di mitigazione del rischio devono essere definiti, sentiti gli organi preposti alla tutela paesaggistica e del patrimonio culturale e ove possibile, sfruttando soluzioni di ingegneria naturalistica;
  11. sui beni di natura architettonica sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo, consolidamento statico; è fatto divieto di inserire elementi o volumetrie nuove, o elementi tecnologici, che risultino visibili sui prospetti interni ed esterni;
  12. è consentita nelle aree di pertinenza del bene architettonico, esterne al perimetro di tutela archeologica, la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria; nonché piccoli volumi tecnici connessi alla tutela del bene che dovessero risultare strettamente necessari.
  13. sia garantita, a margine della zona di tutela integrale monumentale, una fascia di almeno metri 20 piantumata con vegetazione ad alto fusto, al fine di tutelare il bene dalle eventuali successive edificazioni estranee al contesto.

AREA AR2.1 - Area di tutela condizionata dei beni di natura architettonica e area a rischio archeologico

Nell'area AR2.1 vige la seguente disciplina:

Sul sito di Santa Caterina insiste un perimetro di tutela che è costituito da aree a rischio archeologico e aree comprendenti beni di natura architettonica individuati nella Tavola 28 del PUC soggetti alla seguente disciplina:

  1. Gli interventi devono essere sottoposti ad autorizzazione preventiva del MIBAC e degli enti di tutela.
  2. Sono consentiti gli interventi connessi alla conservazione, difesa, ripristino, restauro e fruizione del bene tutelato, nonché le opere di interesse pubblico e privato - compresi gli interventi di difesa del suolo e di assetto idrogeologico, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, gli interventi concernenti il sistema ricettivo ed alberghiero;
  3. Gli interventi sono mirati a salvaguardare la centralità del complesso monumentale di Santa Caterina, consentire la massima fruizione, da un punto di vista visivo, in relazione all'asse ferroviario e ai percorsi, veicolari, pedonali e ciclabili che si sviluppano nell'area di pertinenza del bene; si dovrà prevedere che la realizzazione degli interventi interessi possibilmente e principalmente le zone di confine e perimetrali dell'area soggetta a tutela condizionata, in modo tale da non creare delle quinte che possano nascondere il bene stesso, e privilegi le aree già compromesse da un punto di vista visivo dalla presenza di edifici e infrastrutture esistenti, tale obiettivo è rimandato ad una pianificazione dell'intero comporta omogeneo "Zona G" da concordarsi con la RAS ed il MIBAC e, successivamente, ad una progettazione di dettaglio da concordarsi con gli organi preposti; si dovrà inoltre prevedere la presenza di viabilità veicolari e ciclabili e pedonali; prevedere il diretto collegamento del Parco di Santa Caterina con il centro abitato di Elmas consentendo la fruizione del parco urbano sia ai cittadini e sia all'utenza aeroportuale.
  4. Gli interventi dovranno essere progettati privilegiando gli interventi isolati e non a schiera e ubicati come indicato nel punto precedente, e tenendo in considerazione i particolari architettonici, colori, materiali e partiti di facciata, e rispettando le distanze, le altezze e le visuali prospettiche che saranno definiti nella suddetta e prevista pianificazione attuativa. Gli edifici dovranno essere alternati con quinte scenografiche e inserimenti di verde.
    Con specifico riferimento al perimetro delle aree a rischio archeologico:
  5. Vige l'obbligo di sottoposizione dei progetti a parere da parte della competente Soprintendenza dei beni Archeologici, sia nell'ambito dei lavori pubblici sia per gli interventi di natura privata; la Soprintendenza valuterà la necessità di effettuare sopralluoghi, di far sovrintendere le operazioni di scavo da proprio personale, di prescrivere indagini preliminari e/o l'esecuzione di saggi di scavo atti alla verifica e al controllo preventivo dei terreni in grado di attestare o escludere con sicurezza l'effettiva esistenza, localizzazione e consistenza di siti di interesse storico-culturale in analogia a quanto previsto dagli artt.95 e 96 del D. Lgs 163/2006;
  6. In sede di realizzazione di un progetto approvato vige l'obbligo di preventiva comunicazione informativa di inizio lavori alla competente Soprintendenza per i BB. AA. (almeno sette giorni lavorativi prima dell'inizio dei lavori); in fase di realizzazione, si prevede che il titolare della concessione o autorizzazione, qualora venissero effettuati ritrovamenti di presumibile interesse archeologico, storico od artistico, in seguito all'esecuzione dei lavori, debba informare le Soprintendenze e il Sindaco che a sua volta richiederà l'eventuale intervento di altri enti competenti;
  7. I lavori, per la parte interessata dai ritrovamenti, devono essere sospesi e ciò che è stato ritrovato deve essere lasciato intatto, ferme restando le prescrizioni delle leggi speciali vigenti in materia;
  8. Nel caso in cui, a seguito delle indagini o durante l'esecuzione dei lavori, si rinvenissero reperti archeologici per la cui salvaguardia si rende necessario, a giudizio della Soprintendenza, non eseguire, modificare o comunque sottrarre all'uso preventivato parte delle volumetrie utilizzate, si potrà consentire il recupero di tali porzioni disponibili, purché si mantenga la stessa destinazione d'uso, anche in deroga ai parametri urbanistici di zona previsti del PUC. In tali casi il proprietario dovrà garantire, attraverso una convenzione con l'Amministrazione comunale, la fruizione pubblica dei luoghi e dei ritrovamenti archeologici secondo le direttive impartite dalla Soprintendenza per i beni archeologici.

ZONA H2 - di pregio ambientale (ex zona umida).

Intorno allo stagno e su aree vulnerabili viene definita un'area di rispetto a protezione dello specchio acqueo ed a salvaguardia dell'ecosistema naturalistico.

In tali zone non è consentito alcun intervento edilizio ad eccezione di quelli volti alla conservazione e manutenzione dell'ecosistema.

Dette aree necessitano di essere preservate da qualsiasi intervento o attività potenzialmente impattante. Devono essere pertanto previsti unicamente interventi di gestione della vegetazione naturale esistente.

--- OMISSIS ---

Area AR6. Aree di rispetto stradale e ferroviario --- OMISSIS ---

Rispetto ferroviario

Fuori dal perimetro di agglomerazione lungo la strada ferrata si applicano le norme specifiche di tutela fissate dalle leggi e regolamenti vigenti.

Sono ammessi in generale interventi, anche edilizi, al servizio dell'infrastruttura. L'edificazione in prossimità delle opere o impianti ferroviari si dovrà uniformare alle disposizioni delle Leggi 20/3/65 n. 2248 e 11/7/80 n. 753.

La fascia di rispetto della linea ferroviaria, misurata a partire dal binario più esterno, è di 30 m. Interventi nell'ambito di tale fascia sono subordinati al preventivo benestare dell'Amministrazione delle F.S.

--- OMISSIS ---

Articolo: VARSTR29 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 29 Gestione sostenibile delle acque meteoriche: principi

Al fine di salvaguardare condizioni di equilibrio idraulicorispetto alla tutela del suolo rispetto al rischio idraulico, idrogeologico e di frana, della qualità delle acque dei corpi idrici e della falda acquifera, del microclima, il Regolamento edilizio disciplina la raccolta delle acque meteoriche in riferimento allo spazio pubblico, alle superfici pertinenziali degli edifici, alle coperture degli edifici. Obiettivi specifici sono quindi:

    • Contenere i flussi delle acque meteoriche;
    • Favorire il recupero ed il riutilizzo delle acque meteoriche;
    • Garantire la qualità delle acque meteoriche da immettere nei corsi d'acqua superficiali.
 Indirizzi per contenere i deflussi delle acque meteoriche:
  1. Per garantire il rispetto di indici di permeabilità dei suoli adeguati:
    • negli ambiti di trasformazione urbanistica per favorire il contenimento dei deflussi delle acquemeteoriche nelle superfici fondiarie di pertinenza degli edifici è obbligatorio l'uso di pavimentazioni permeabili;
    • per gli interventi di ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, nuova costruzione ricompresi nelle altre aree normative nelle superfici fonsuperfici diarie di pertinenza degli edifici è obbligatorio l'uso di pavimentazioni permeabili, anche attraverso interventi di reipermeabilizzazione del suolo sostituendo i rivestimenti del suolo preesistenti.
  2. Previo nulla osta degli organi di tutela per gli edifici vincolati, negli interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia è ammessa la realizzazione di tetti verdi.
  3. In tutti gli interventi di demolizione e ricostruzione, nuova costruzione la realizzazione di tetti verdi è sempre ammessa.

Articolo: VARSTR30 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 30 Recupero delle acque meteoriche per usi non potabili

Indirizzi per il recupero e utilizzo delle acque meteoriche:

  1. Ai fini dell'utilizzo per innaffiamento e civili non potabili in tutti gli interventi di nuova edificazione è obbligatoria la realizzazione di un serbatoio di accumulo per la raccolta delle acque meteoriche dai tetti in appositi serbatoi;
  2. Il dimensionamento del serbatoio di accumulo delle acque meteoriche deve:
    • garantire una capacità di accumulo minima di 20 litri/mq di tetto e massima di 50 litri/mq di tetto;
  3. Qualora l'uso delle acque meteoriche sia esteso anche ad usi civili non potabili:
    • il serbatoio deve essere dotato di apposito filtro e pompa per la distribuzione alla rete di adduzione dell'acqua non potabile;
    • l'edificio deve essere dotato di una seconda rete dedicata all'acqua non potabile;
    • ogni rubinetto dell'acqua meteorica deve essere dotato di targhetta riportante l'indicazione "acqua non potabile";
    • i rubinetti di cui sopra debbono essere dotati di manopola asportabile affinché bambini o estranei non bevano inavvertitamente l'acqua meteorica;
    • è comunque necessario prevedere, in caso di carenza di acqua meteorica, l'approvvigionamento della seconda rete mediante acqua potabile;
    • tutte le condotte dell'acqua meteorica devono essere segnalate per evitare scambi di condotte durante i lavori di risanamento di ristrutturazione degli impianti.
  4. La collocazione dei serbatoi - realizzati in calcestruzzo o in materiale plastico - può avvenire a condizione di garantire un'adeguata protezione dell'acqua accumulata dagli effetti del calore, del gelo e della luce:
    • Fuori terra;
    • In cantina;
    • In posizione interrata, anche all'esterno del sedime dell'edificio.
Scarico del troppo pieno:
  1. tale scarico può avvenire tramite:
    • condotta di scarico collegata ad un fosso di infiltrazione, ad un pozzo perdente o ad una trincea di infiltrazione;
    • condotta di scarico in fognatura mista o delle acque meteoriche.
  2. Lo sbocco del troppo pieno deve sempre essere dotato di rete atta ad evitare l'ingresso nel serbatoio di piccoli animali.
  3. Il condotto di scarico in fognatura deve essere sempre provvisto di sifone.
  4. Per impedire il ritorno d'acqua dalla fognatura mista o delle acque meteoriche è obbligatoria l'installazione di apposita valvola di non ritorno.
Misure igieniche:
  1. la pulizia dei filtri deve avvenire almeno due volte l'anno (primavera ed autunno);
  2. la pulizia del serbatoio è obbligatoria:
    • in caso di acqua maleodorante;
    • qualora lo spessore dei sedimenti nel serbatoio risulti eccessivo.

Articolo: VARSTR31 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 31 Acque meteoriche: infiltrazione

In tutto il territorio comunale è consentito realizzare impianti di infiltrazione delle acque meteoriche a condizione che:

  1. Il suolo presenti condizioni di permeabilità sufficiente;
  2. Sia rispettata una distanza minima dai muri interrati degli edifici di almeno m. 20;
  3. Sia rispettata una distanza minima dalle acque pubbliche di m. 50.

La realizzazione di impianti di infiltrazione delle acque meteoriche è vietata:

  1. nelle zone di tutela delle acque potabili;
  2. nei siti inquinati;
  3. dove non sia possibile ottenere uno spessore di filtrazione pari ad almeno m. 1,00 prima che le acque raggiungano il livello medio massimo della falda acquifera su base ventennale.

Gli impianti di infiltrazione sono classificati in:

  1. sistemi di infiltrazione superficiale:
    • superfici di infiltrazione
    • fossi di infiltrazione
    • bacini di infiltrazione;
    • bacini di ritenzione e di infiltrazione
  2. sistemi di infiltrazione sotterranei:
    • trincee di infiltrazione;
    • pozzi perdenti.

Articolo: VARSTR32 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 32 Immissione delle acque meteoriche in acque superficiali

Al fine di contenere e ridurre il carico inquinate sui corpiidrici delle acque meteoriche interessanti aree urbanizzate o di trasformazione urbanistica tali acque devono essere opportunamente trattate. Le acque meteoriche derivanti dal troppo pieno di tetti verdi, serbatoi per acque meteoriche può essere immessa in acque superficiali senza pretrattamenti. Le acque meteoriche derivanti da:

  1. tetti di zone industriali;
  2. superfici impermeabilizzate di cortili ed aree di transito veicolare in zone miste e zone produttive,artigianali ed industriali;
  3. viabilità veicolare con traffico medio (fino a 5.000 veicoli /giorno di traffico giornaliero medio) ed elevato;
  4. parcheggi;
  5. cortili di aziende agricole e zootecniche;
  6. piazzali di lavaggio, manutenzione veicoli, discariche debbono essere sottoposte a pretrattamento mediante collettamento agli impianti di depurazione prima di essere immesse in corpi idrici superficiali

Nelle aree di trasformazione individuate dal PUC e nelle zone agricole gli impianti di pretrattamento fisico o biologico possono essere collocati all'interno delle rispettive zone le operazioni di pretrattamento tramite separati di flussi leggeri o suolo filtrante (fitodepurazione).

Articolo: VARSTR33 - VARIANTE NTA STRALCIO COMPARTI G1.1O - G1.11 - ART. 33 Rumore aeroportuale

In ottemperanza al disposto del D.M. 31.10.1997 nelle areeinteressate da inquinamento acustico aeroportuale, in tutte le zone omogenee, si applicano le seguenti disposizioni:

  • Zona A (Lva > ai 60 dB(A)): non sono previste limitazioni;
  • Zona B (Lva > ai 65 dB(A)): sono consentite attività agricole ed allevamento di bestiame, attività industriali assimilati, attività d'ufficio, terziario e assimilati, previa adozione di adeguate misure di isolamento acustico;
  • Zona C (Lva > ai 75 dB(A)): sono consentite esclusivamente le attività funzionalmente connesse con l'uso ed i servizi delle infrastrutture aeroportuali.

Non appena approvata la zonizzazione acustica derivante da rumore aeroportuale si provvederà all'aggiornamento della cartografia di piano senza che ciò costituisca variante allo strumento urbanistico.

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