Piano Urbanistico Comunale di Milis (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Milis

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.56 del 2014-11-27
A
Centro storico
B
Completamento residenziale interno
C.1
Espansione residenziale da regolamentare con piani attuativi
C.2
Espansione residenziale dotata di piani attuativi
C.2.P.E.E.P.
Espansione residenziale dotata di piani attuativi
D
Artigianale - P.I.P.
G
Servizi generali
H.1
Rispetto cimiteriale e stradale
H.2
Parco cittadino archeologico
H.3
Parco cittadino San Giorgio
H.4
Rispetto monumentale e archeologico
H.5
Rispetto idrogeologico
S.1
Istruzione
S.2
Aree di interesse comune
S.3
Aree per il gioco, sport e attrezzature
S.4
Aree per il parcheggio

Articolo: 1 - Validità delle norme

Le presenti norme si integrano con quelle del Regolamento Edilizio del Comune di Milis con particolare riguardo alla disciplina urbanistica relativa alle zone del centro urbano e del territorio del Comune, alle zone di espansione residenziale, alle altre zone territoriali omogenee previste dall'art. 3 del D.Ass.EE.LL. Fin.Urb. del 20.12.1983 n° 2266/U.

Nelle norme sono stabiliti i vari indici edilizi, le distanze fra gli edifici, le altezze ed in generale i vari vincoli che debbono essere rispettati nell'attività edificatoria da attuare nelle zone omogenee.

Articolo: 2 - Cartografia

E' interessato al Piano Urbanistico Comunale l'intero territorio del Comune ed in particolare l'aggregato urbano e le zone periferiche.

Le localizzazioni delle varie zone sono riportate nelle planimetrie rappresentate nel rapporto 1:1000 per l'aggregato urbano, in scala 1:5000 per le zone periferiche dell'abitato ed in scala 1:10000 per il territorio comunale.

Articolo: 3 - Attuazione

Il Piano Urbanistico Comunale prevede:

  1. le modalità di attuazione degli interventi con concessione diretta;
  2. l'esecuzione di piani urbanistici attuativi secondo le procedure previste dall'art. 21 della L. R.

    45/89;

  3. l'esecuzione di lottizzazioni di aree da parte dei privati secondo le prescrizioni di zona risultanti dalle presenti norme e secondo le indicazioni delle planimetrie allegate al P.U.C. nell'osservanza delle norme dettate dalla Legge Urbanistica n°1150/42, dalla Legge

    integrativa n° 765/67, dalla L.R. 22.12.1989 n° 45 e dalle disposizioni impartite dalla Regione Autonoma della Sardegna;

  4. l'applicazione di vincoli su aree e beni determinati.

Articolo: 4 - Indirizzi di pianificazione e progettazione

Al fine di garantire la valorizzazione anche degli aspetti percettivi e formali dei luoghi vengono formulati i seguenti indirizzi di pianificazione e progettazione delle opere di trasformazione territoriale:

  • Interventi di riedificazione ambientale con creazione di celle ecologiche con la funzione di incrementare la diversità di specie.
  • Inerbimento delle scarpate delle colmate con funzione di consolidamento e diversificazione biologica.
  • Piantumazione ed inerbimento delle aree delle scarpate e di sponda dei canali.
  • Formazione di percorsi polifunzionali attrezzati.

Articolo: 5 - Norme e procedure per misurare la compatibilità ambientale dei progetti di trasformazione urbanistica e territoriale

I piani attuativi, particolareggiati o di recupero, riguardanti il centro abitato parzialmente edificato, debbono rispettare il carattere tradizionale dell'ambiente, l'altezza degli edifici non sarà superiore alla media delle altezze degli edifici della zona e nel recupero si dovranno valorizzare gli elementi architettonici tradizionali.

Ai fini della determinazione dei limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, ai sensi dell'art. 2 del D.P.C.M. 01.03.91, viene stabilita la seguente classificazione per le diverse zone del territorio:

  • Classe II - Zona C di espansione residenziale e Zona F turistica;
  • Classe III - Zona D e zona B;

Per l'accertamento degli effetti degli inquinanti persistenti sulla qualità delle acque sotterranee ed in particolare di quelle utilizzate per usi civili (alimentazione idrica potabile della

zona industriale), nonché per conoscere l'evolversi delle condizioni di sfruttamento delle falde, l'Amministrazione provvederà periodicamente alle indagini necessarie.

Nei progetti di costruzioni stradali o che comunque comportino movimenti di terra sarà prevista la sistemazione dei rilevati e le scarpate degli scavi con la messa a dimora di essenze vegetali appropriate alla natura del terreno. Inoltre saranno accertati l'esistenza di fenomeni di erosione accelerata e sarà verificata la stabilità dei pendii.

I progetti stradali di sistemazione o di nuova apertura dovranno prevedere sottopassi di uso faunistico.

I progetti delle nuove costruzioni in zona E agricola o in zona H di salvaguardia, dovranno prevedere barriere verdi di mascheramento degli edifici.

Per la tutela del paesaggio, compromesso dall'esecuzione di insediamenti, saranno confrontate le caratteristiche dell'opera con i caratteri fisici del territorio in termini di colore, disegno e forma, correggendo i risultati in relazione ai rapporti geometrici esistenti fra la sagoma dell'opera ed il profilo del paesaggio di sfondo, attenuando l'impatto con piantumazioni o barriere vegetative.

Per visualizzare l'impatto il progetto preliminare dell'opera dovrà comprendere un elaborato di simulazione del paesaggio mediante fotomontaggi.

Articolo: 6 - Norme per le lottizzazioni

Le lottizzazioni, redatte e firmate da un professionista abilitato a termini di legge, devono:

  1. Prevedere, secondo un disegno organico, la sistemazione urbanistica del territorio, con la possibilità di attuazione con convenzioni per stralci funzionali relativi alle unità minime di intervento definite dalle presenti norme e approvate dal Sindaco, sentita la Commissione Edilizia Comunale.
  2. prevedere le opere di urbanizzazione primaria (strade residenziali, spazi di sosta e parcheggio, fognatura di acque nere e bianche, eventuale impianto di depurazione, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica, da concordare in fase di attuazione con l'ENEL, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, impianti di linea telefonica, da concordare in fase di attuazione con la S.I.P.),e per interventi di notevole entità, una quota di opere di urbanizzazione secondaria. Possono essere consentiti impegni minori in particolari casi in cui le superfici da lottizzare siano totalmente o parzialmente urbanizzate.
  3. inquadrarsi nelle previsioni del Piano Urbanistico Comunale senza pregiudicare le linee e gli sviluppi, anche per quanto attiene alla rete stradale principale, indispensabile per attuare razionalmente gli interventi edificatori.

I progetti di lottizzazione devono comprendere i seguenti elaborati:

  1. Relazione illustrativa, calcolo degli standards urbanistici e previsione delle opere di urbanizzazione.
  2. Stralcio del Piano Urbanistico Comunale riferito alla zona interessata (norme di attuazione e planimetria).
  3. Planimetrie:

    1. Studio Urbanistico (sc. 1:500);
    2. Piano quotato ante e post sistemazione (sc. 1:500);
    3. Studio planivolumetrico;
    4. Piano catastale con proposta di tipi di frazionamento ed elenco delle ditte e quote di proprietà.
  4. Norme di attuazione integrative al Piano Urbanistico Comunale con tabelle dei volumi e delle superfici coperte.
  5. Tipologie edilizie (1:200).
  6. Progetti definitivi delle reti idriche, fognarie, stradali, elettriche, telefoniche e di illuminazione pubblica.
  7. schema di convenzione.

Articolo: 7 - Zonizzazione del territorio comunale

Il Comune di Milis nel centro urbano e per il restante territorio è articolato nell'ambito delle seguenti zone omogenee:

Zona A: Centro storico e di pregio ambientale, dotato di Piano Particolareggiato.

Zona B: Zona di completamento residenziale.

Zona C:

Sottozona C1: di espansione residenziale da regolamentare con Piano attuativo.

Sottozona C2: di espansione residenziale regolamentata con Piano attuativo: Piani di lottizzazione o Piani di Zona ex L. 167/62.

Zona D: aree comprese nel Piano per gli Insediamenti Produttivi.

Zona E: Zona agricola.

Sottozona E1: a produzione agricola tipica e specializzata.

Sottozona E2: a estensione prevalente con funzione agricolo-produttiva.

Sottozona E5: aree pascolative, vallive del Montiferru.

Zona F: Zona per insediamenti produttivi di carattere turistico;

Zona G: Servizi generali: Parti del territorio destinate ad impianti per servizi di interesse generale e sovracomunale.

Zona H: Salvaguardia: Zona di rispetto stradale, cimiteriale o igienico, o di pregio naturalistico o archeologico:

Sottozona H1: di rispetto stradale e cimiteriale;

Sottozona H2: parco cittadino archeologico;

Sottozona H3: parco cittadino - San Giorgio;

Sottozona H4: rispetto monumentale e archeologico;

Sottozona H5: rispetto idrogeologico.

Aree S: Spazi pubblici per servizi:

S1: Aree per l'istruzione. - S2: Attrezzature di interesse comune.

S3: Spazi pubblici per gioco, sport, attrezzature. - S4: Aree per parcheggi pubblici.

Articolo: 8 - Centro storico e di pregio ambientale

I diversi tipi di intervento da attuare nel centro storico compreso nella zona A, sono indicati nel Piano Particolareggiato vigente e consistono principalmente nella conservazione, risanamento, ricostruzione, che sono definiti in dettaglio per le diverse categorie di organismi edilizi.

Articolo: 9 - Zona B - Completamento residenziale

La zona interessa gli isolati posti al contorno del centro storico e per i quali non sono stati riconosciuti i caratteri del pregio della tradizione costruttiva locale o di recente costruzione. Per essa si prescrive una edificazione con indice fabbricabilità fondiaria che non superi i 3 mc/mq di utilizzazione fondiaria, che costituisce il limite massimo anche in caso di piano particolareggiato o attuativo.

L’unità minima da assoggettare a pianificazione attuativa in zona B viene individuata nelle

aree facenti parte di almeno due isolati e che fronteggino la via pubblica considerata per l’intero sviluppo della sua denominazione toponomastica.

Il rapporto di copertura non potrà essere superiore a 3/4.

Di norma le costruzioni saranno eseguite sul filo strada ove sia individuabile una caratterizzazione continua.

In caso di nuovi allineamenti stradali gli edifici devono allinearsi in modo da permettere una larghezza stradale non inferiore a 8 m.

Sono ammesse le costruzioni sul confine di proprietà. In caso di arretramento la distanza minima fra le pareti finestrate e qualsiasi corpo di fabbrica (fatta eccezione per le pertinenze o locali di servizio), non potrà essere inferiore a ml. 8 (otto). Potranno essere costruite pareti finestrate verso il fondo inedificato del vicino a distanza superiore o uguale a ml. 4 (quattro).

Le distanze fra le costruzioni potranno essere ridotte a 3 m., quando le pareti prospettanti sono cieche o abbiano solamente aperture con le caratteristiche delle luci legali.

Potranno essere costruite pareti cieche verso il fondo inedificato del vicino a distanza superiore o uguale a ml. 1.5.

Nelle aree inedificate o risultanti libere in seguito a demolizione, contenute in un tessuto urbano già definito e consolidato, che si estendono sul fronte stradale o in profondità per una lunghezza inferiore a ml. 24, nel caso di impossibilità di costruire in aderenza, qualora il rispetto delle distanze fra le pareti comporti la inutilizzazione dell'area o una soluzione tecnica inaccettabile, é consentita la riduzione delle distanze nel rispetto delle norme del Codice Civile.

Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti é consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luci dirette a distanze inferiori a quelle previste per le pareti finestrate, purché nel rispetto delle norme del Codice Civile.

Le nuove costruzioni devono inserirsi in modo coerente con i volumi al contorno esistenti al fine di rendere armonico il disegno urbano preesistente.

L'altezza degli edifici comunque non potrà superare quella degli edifici preesistenti e circostanti, comunque non potrà superare i 7 m., corrispondente a due piani fuori terra.

Le finestre e le aperture in genere avranno dimensioni non dissimili da quelle tradizionali.

Le costruzioni in genere dovranno uniformarsi al carattere della tradizione locale, in particolare i manti di copertura dovranno essere in tegole curve o laterizio.

Dovranno evitarsi, almeno nei prospetti che sono in diretto rapporto visuale con la via pubblica, elementi di finitura che risultino in contrasto con quelle tradizionali.

Per le tinteggiature sarà concordata la scelta dei tipi e dei colori sulla base della cartella dei colori predisposta dall'Amministrazione.

Nell'ambito degli attuali isolati sono consentiti i cortili chiusi e le chiostrine, queste ultime con distanza fra pareti contrapposte non minore di 2 m..

Oltre i fabbricati per abitazioni sono ammessi, uffici e negozi, e servizi connessi con le residenze nonché laboratori artigianali non molesti a giudizio della C.E.C. Si fa divieto di installazioni di tipo produttivo industriale.

Ogni nuovo edificio deve essere dotato di una superficie per la sosta privata pari a 1 mq ogni 10 mc di costruzione.

All'interno dei cortili sono consentite costruzioni accessorie a condizione che rientrino nell'indice di fabbricabilità e nel rapporto di copertura e che non superino l'altezza di m.2,50.

Quando non sia definita la viabilità e quando l'area abbia estensione tale da consentire l'edificazione di più case, per il rilascio della concessione dovrà essere approvata la planimetria di sistemazione generale dell'area dalla quale risulti la previsione delle edificazioni e delle opere di urbanizzazione primaria.

In caso di mancanza di accordo fra i proprietari la suddetta planimetria generale verrà predisposta dal Comune con spese di redazione a carico dei proprietari. I proprietari hanno l'obbligo della cessione gratuita delle aree occorrenti per le sedi viarie e della esecuzione delle opere di urbanizzazione occorrenti.

Per le nuove costruzioni, su parere del C.E.C., il Sindaco potrà ordinare gli arretramenti ed i nuovi allineamenti stradali che venissero ritenuti necessari in relazione alla sicurezza della circolazione veicolare.

Articolo: 10 - Sottozona C1 - Espansione residenziale da regolamentare con piani attuativi

E' destinata ad insediamenti residenziali unitari per i quali sono necessari piani attuativi: pertanto l'edificazione é consentita se il fabbricato sorgerà su un lotto facente parte di una lottizzazione approvata e convenzionata nei modi previsti dalla Legge o su un Piano di Zona ex L. 167/62.

La superficie da lottizzare dovrà comprendere l'intera sottozona. Anche senza l'intervento di tutti i proprietari, previa autorizzazione del Sindaco, uno o più proprietari possono predisporre il piano di lottizzazione esteso all'unità minima suddetta. In tale ipotesi il piano potrà essere attuato per stralci funzionali convenzionabili separatamente e studiati in modo che nello stralcio siano compresi gli spazi pubblici relativi, nella misura prevista dal presente articolo.

Nel piano devono essere definite le aree dei lotti edificabili (superficie fondiaria) e quelle per il verde pubblico, i servizi primari, la viabilità e la sosta. La ripartizione degli standards sarà effettuata nel seguente modo, con riferimento alla superficie territoriale d’intervento:4.00% per l'istruzione (S1), 2.00% interesse comune (S2), 5.00% spazi pubblici attrezzati (S3), 1.00% parcheggi (S4). Detti spazi potranno essere opportunamente accorpati, comunque non potranno in totale avere estensione inferiore al 12.00%.

L'indice massimo di fabbricabilità territoriale sarà di 1.00 mc/mq e l'indice massimo di fabbricabilità fondiario sarà di 1.50 mc/mq.

Il volume dovrà essere ripartito in conformità delle disposizioni di cui all'art. 4 del citato D.Ass.Urb. 2266/83.

L'altezza massima dei nuovi edifici non può superare i m. 7.00 da misurare rispetto al piano di sistemazione esterna dal lato a strada.

La distanza minima dei fabbricati dal filo stradale sarà di m.4.

Sono ammesse costruzioni sul confine di proprietà. In caso di arretramento la distanza minima fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti non potrà essere inferiore a m. 8 (otto), potranno essere costruiti muri con pareti finestrate verso il fondo inedificato del vicino a distanza non inferiore a m. 4 (quattro). Sono ammessi distanze inferiori fra fabbricati fino a un minimo di

m.4 (quattro) quando le fronti prospettanti siano cieche. Potranno essere costruiti edifici con pareti cieche verso il fondo inedificato del vicino a distanza non minore di m. 2.00.

Sono ammesse case d'abitazione a schiera, singole o binate.

La facoltà di costruire sul confine è ammessa solo per case binate o a schiera con caratteristiche architettoniche omogenee. Le case isolate avranno un fronte non minore di ml. 10.

Sono ammesse piccole costruzioni di servizio all'interno dei lotti, esse debbono essere di un solo piano fuori terra e di altezza non superiore a ml. 2.50.

Saranno situate nei lotti secondo un disegno preordinato risultante nel planivolumetrico, con uniformità di altezza e di caratteristiche costruttive.

E' fatto divieto della formazione di cortili chiusi e di chiostrine.

Il rapporto di copertura massimo è stabilito nel valore di 2/5, con possibilità di supero per le costruzioni di servizio.

Per ogni nuovo edificio saranno riservate idonee aree per la sosta privata nella misura di 1 mq ogni 10 mc di costruzione.

Sarà prevista la sistemazione a verde degli spazi liberi. Le recinzioni verso la strada saranno a giorno, e quelle interne (verso le proprietà private) non potranno avere altezze maggiori di m. 2.50.

Articolo: 11 - Sottozona C2 - Espansione residenziale dotata di piani attuativi

E' destinata ad insediamenti residenziali unitari per i quali sono stati redatti piani attuativi: pertanto l'edificazione é consentita se il fabbricato sorgerà su un lotto facente parte della lottizzazione convenzionata o nel Piano di Zona nei modi previsti dalla Legge.

Sono fatte salve le norme di attuazione già stabilite con il piano di lottizzazione o di zona precedentemente approvati.

In caso di variante dei piani attuativi dovranno osservarsi le seguenti norme:

  1. Sono ammesse costruzioni sul confine di proprietà. In caso di arretramento la distanza minima fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti non potrà essere inferiore a m.8 (otto). Potranno essere costruiti muri con pareti finestrate verso il fondo inedificato del vicino a distanza non inferiore a m.4 (quattro). Sono ammessi distanze inferiori fra fabbricati fino a un minimo di m. 4 (quattro) quando le fronti prospettanti siano cieche. Potranno essere costruiti edifici con pareti cieche verso il fondo inedificato del vicino a distanza non minore di m.2,00.
  2. Sono ammesse case d'abitazione singole, binate, o a schiera.
  3. La facoltà di costruire sul confine è ammessa solo per case binate o a schiera con caratteristiche architettoniche omogenee. Le case isolate avranno un fronte non minore di ml. 10.
  4. Sono ammesse piccole costruzioni di servizio all'interno dei lotti, esse debbono essere di un solo piano fuori terra e di altezza media netta non superiore a ml. 2,50.
  5. Le costruzioni di servizio saranno situate nei lotti secondo un disegno preordinato risultante nel planivolumetrico, con uniformità di altezze e di caratteristiche costruttive.
  6. Sono ammessi laboratori artigianali non molesti né nocivi o volumi per la destinazione commerciale.
  7. E' fatto divieto della formazione di cortili chiusi e di chiostrine.
  8. Il rapporto di copertura massimo è stabilito nel valore di 2/5, con possibilità di supero per le costruzioni di servizio.
  9. Per ogni nuovo edificio saranno riservate idonee aree per la sosta privata nella misura di 1 mq ogni 10 mc di costruzione.
  10. Sarà prevista la sistemazione a verde degli spazi di liberi. Le recinzioni verso la strada saranno a giorno, e quelle interne (verso le proprietà private) non potranno avere altezze maggiori di m.2,00.

Articolo: 12 - Zona D - Artigianale - P.I.P.

É la zona regolamentata dal Piano per gli Insediamenti Produttivi. Per gli interventi di edificazione si rinvia alla normativa di piano.

Articolo: 13 - Zona E - Agricola

La zona E agricola, si suddivide in tre sottozone:

E1) comprende le aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata ;

E2) sottozona a estensione prevalente con funzione agricolo-produttiva;

E5) aree marginali pascolative, vallive del Montiferru.

Norme comuni alle sottozone agricole.

I progetti delle costruzioni in zona agricola avranno allegata una relazione di utilizzazione agricola o piano di sviluppo aziendale con la descrizione della situazione attuale dell'azienda e la giustificazione tecnico economica delle ipotesi di sviluppo e di miglioramento previste.

I volumi degli annessi agricoli vengono calcolati computando la cubatura totale compresa fra le superfici esterne delle murature, il piano di sistemazione esterna e l'estradosso della copertura.

Per le residenze, il computo del volume sarà fatto con esclusione delle parti aperte verso l'esterno, come verande, logge o porticati, per una profondità rispetto al lato aperto di m. 3.50.

Sono esclusi dal computo i volumi dei piani seminterrati non abitabili.

Ad evitare che aree agricole già computate per precedenti edificazioni vengano utilizzate per nuove edificazioni, su tutte le aree che vengono computate in progetto a fini edificatori è istituito un vincolo di "non edificazione" debitamente trascritto presso i registri delle proprietà immobiliari, da esibire prima del rilascio della concessione. Dette aree sono evidenziate sulle mappe catastali tenute nell'Ufficio Tecnico Comunale.

Ai fini della determinazione del volume edificabile e della esistenza delle estensione minima di intervento, è ammessa l'utilizzazione di soli fondi contigui, a condizione che nel piano di utilizzazione sia dimostrato il rapporto funzionale degli stessi fondi.

I volumi edificabili derivanti da fondi con indici di fabbricabilità fondiaria differenti, si calcolano applicando alla estensione dei fondi gli indici della sottozona di appartenenza. I volumi risultano dal prodotto degli indici per l'intera estensione del fondo.

L'altezza massima è di m. 7.00, esclusi i sili, essiccatoi e fabbricati strumentali che impongono altezze maggiori.

Le costruzioni per le residenze possono attuarsi solo se connesse alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, nella misura giustificata nel piano di utilizzazione agricola o piano di sviluppo aziendale.

Per le costruzioni esistenti in zone agricole sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, i restauri, la ristrutturazione e l'ampliamento nei limiti consentiti dagli indici stabiliti per le sottozone. E' consentita la demolizione e ricostruzione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.

La destinazione d'uso di costruzioni esistenti, non più funzionali alle esigenze del fondo, dovrà essere compatibile con le destinazioni ammesse dalle Direttive per zone agricole di cui al D.P.G.R. n.228/94, art. 3 c.1.

I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnici debbono rispettare le distanze di mt 50 dal confine di proprietà. I fabbricati degli allevamenti debbono rispettare dai confini delle zone A, B, C, per gli allevamenti suini, la distanza di 500 mt, per avicunicoli 300 mt, per bovini, ovicaprini ed equini 100 mt.

I fabbricati per gli allevamenti zootecnici dovranno avere un rapporto di copertura sull'area di pertinenza non maggiore di 0,50. Per area di pertinenza si intende l'area del recinto nel quale sono sistemati i ricoveri del bestiame.

I fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro-industriale saranno ubicati nelle zone D secondo le rispettive destinazioni delle relative sottozone.

Le costruzioni dovranno distare dal confine almeno 5 mt se non è consentita la costruzione sul confine. Il distacco fra i fabbricati non potrà essere inferiore a 10 mt.

Le serre fisse senza strutture murarie fuori terra non sono considerate costruzioni che debbano rispettare le distanze dai confini di proprietà.

Le serre fisse caratterizzate da strutture murarie fuori terra, ovvero stabilmente collegate al terreno, nonché gli impianti di acquacoltura e per agricoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono senza limiti di volumetria.

Ogni serra, purché volta alla protezione ed alla forzature delle colture, può essere installata previa autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate, l'obbligo di acquisire il prescritto nulla osta di cui all'art.7 della L.1497/39.

Per gli edifici esistenti ubicati nelle fasce di rispetto stabilite dal Codice della strada, come modificato dal D.P.R n.492/92 art. 26, 27, 28. e nelle aree H di salvaguardia vincolate come inedificabili sono consentite le seguenti opere :

  1. manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia;
  2. dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne;
  3. ogni altro ampliamento necessario per adeguare l'immobile alla disciplina igienico sanitaria vigente.

Gli interventi suddetti saranno consentiti purché non comportino l'avanzamento dell'edificio esistente sul fronte stradale.

Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l'ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere e nei casi di demolizione, è consentita la ricostruzione, con il mantenimento della destinazione d'uso in area agricola adiacente anche se l'estensione del fondo è inferiore alle superfici minimi fissate per le sottozone.

Ferme restando le prescrizioni di cui alla L. n. 319/76 e circolare di attuazione e fino all'entrata in vigore di nuove norme statali o regionali in materia, le abitazioni in zona agricola, dovranno essere dotate, secondo la natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smaltimento entro tre anni dall'entrata in vigore delle Direttive D.P.G.R. 228/94, eliminando lo scarico delle acque usate nei bacini a cielo aperto in campagna, entro lo stesso tempo gli insediamenti agro- alimentari.

Gli allevamenti zootecnici dovranno essere dotati di sistemi di smaltimento o depurazione ne rispetto delle norme del D.Ass. D.A. 04.12.1981 n. 550 e delle integrazioni e modifiche del D.Ass. D.A. 20.06.1984 n. 186.

Agriturismo. E' consentito l'esercizio dell'agriturismo, quale attività collaterale ed ausiliaria di quella agricola o zootecnica..

Qualora venga richiesta la concessione per la costruzione di nuove strutture aziendali comprendenti attività agrituristica, sono ammessi tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristica.

Per ogni posto letto viene computato un volume massimo di 50 mc. Le volumetrie per i posti letto sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella medesima azienda in cui si esercita attività agrituristica. La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a Ha 3 (tre).

Il concessionario con atto d'obbligo deve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie, a non frazionare una superficie, complementare all'attività agrituristica individuata nel progetto, che abbia estensione non inferiore a 3 Ha. Deve impegnarsi inoltre a mantenere la destinazione agrituristica dei posti letto.

Il progetto edilizio deve prevedere sia le residenze sia le attrezzature e gli impianto, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indica nel progetto.

Punti di ristoro. I punti di ristoro, così come definiti dall'art.4 del D.Ass.EE.LL. Fin. Urb.

n. 2266/83, sono ammessi anche se indipendenti dall'azienda agricola. Sono dotati di non più di venti posti letto, con indice fondiario di 0.01 mc/mq incrementabile con delibera del Consiglio Comunale fino a 0.10 mc/mq.

Il lotto minimo vincolato per la costruzione di un punto di ristoro deve avere estensione di 3 Ha.

In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze alla superficie minima di 3 Ha vincolata al punto di ristoro, va aggiunta quella minima di 3 Ha relativa al fondo agricolo.

La costruzione dei punti di ristoro è ammessa quando essi siano ubicati ad una distanza dal perimetro delle zone B, C, D, G non inferiore a 500 mt., salvo diversa deliberazione del Consiglio Comunale.

Impianti di interesse pubblico. Sono le cabine ENEL, centrali telefoniche e simili. L'indice fondiario è di norma 0.03 mc/mq e può essere elevato fino a 1.00 mc/mq con deliberazione del Consiglio Comunale.Le strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossicodipendenti e per il recupero del disagio sociale sono ammesse anche in zona agricola. L'indice di fabbricabilità massimo è stabilito in 0,10 mc/mq.

Per i fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali è stabilito un indice fondiario massimo di 0,01 mc/mq.

Articolo: 14 - Sottozona E1

Sono le aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializzata, che sono costituite principalmente da agrumeti ed orti.

L'indice di fabbricabilità fondiario, riferito all'estensione dei soli fondi contigui, non deve superare per le residenze il valore massimo di 0,03 mc/mq.

Per fabbricati ed impianti relativi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali, l'indice massimo è 0.20 mc/mq.

Nei terreni con estensione compresa fra 1 Ha. e 1.000 mq, adibiti ad agrumeto o a frutteto è ammessa la costruzione del vano appoggio con superficie utile non maggiore di 20 mq. La residenza è consentita nei fondi aventi estensione maggiore di 1 Ha.4, a condizione che gli edifici rispecchino le tipologie tradizionali locali quanto a caratteristiche costruttive, estetiche e dimensionali, secondo il parere della Commissione edilizia comunale.

Articolo: 15 - Sottozona E2

Sono le aree ricadenti in zone alluvionali antiche ma di buona fertilità, utilizzate per allevamenti zootecnici e per seminativo.

Si prescrive l'indice fondiario di 0.20 per i fabbricati relativi alla conduzione del fondo e l'indice fondiario 0.03 per le residenze.

Oltre gli usi agricoli sono consentiti gli usi pascolativi zootecnici, e per gli usi turistici i punti di ristoro e l'agriturismo come stabilito nelle norme comuni alla Zona E.

La superficie minima di intervento è di 1 Ha.

Articolo: 16 - Sottozona E5

Comprende i terreni posti alle pendici della montagna.

L'indice fondiario massimo è di 0.10 mc/mq per gli annessi agricoli e di 0.03 per le residenze.

L'indice 0.10 mc/mq è elevabile fino a 0.20 mc/mq con delibera del Consiglio Comunale per accertate esigenze aziendali.

La superficie minima di intervento è di 2 Ha.

Articolo: 17 - Zona G - Servizi generali

La zona G potrà essere edificata per impianti e servizi di interesse generale pubblici o privati.

L'indice territoriale massimo è di 1.00 mc/mq., previa predisposizione di apposito Piano Attuativo.

Articolo: 18 - Zona H - Sottozone H1-H2-H3-H4-H5

Delimitano le porzioni di territorio comunale di rispetto e/o salvaguardia e tutela. In particolare:

Sottozona H1 - di rispetto cimiteriale e stradale: in questa sottozona sono comprese le fasce di rispetto stradale secondo le disposizioni del Codice della Strada D.L.vo 285/92 art. 3, riportate nel successivo articolo 20 "viabilità". E' compresa inoltre l'area di rispetto cimiteriale stabilita con raggio di 200 m. dalla recinzione dal lato Sud-Est. Sul lato Nord-Ovest il vincolo è rappresentato solo per la fascia larga 50 m. tenuto conto della prevista richiesta di riduzione della distanza di rispetto entro detto limite. Nella sottozona è vietata qualsiasi edificazione.

Sottozona H2 - parco cittadino archeologico: è posizionata a nord del centro abitato ed è racchiusa dalla strada per Bonarcado e dalla circonvallazione, e si sviluppa attorno al nuraghe Cobulas e all'insediamento preistorico circostante. All'interno dell'area sono soggetti a vincolo archeologico imposto dal D.M. 20.07.83 il Mappale 10 e parte del Mappale 8, secondo la perimetrazione del grafico allegato al Decreto. La parte esterna ai mappali suddetti, compresa nel parco archeologico e l'area compresa entro la perimetrazione in verde, è classificata zona di interesse archeologico, ai sensi dell'articolo 1 della Legge 431/85 e quindi essendo sottoposta al vincolo paesaggistico, per qualsiasi intervento è richiesto il Nulla Osta da parte della Soprintendenza Archeologica.

Sottozona H3 - parco cittadino San Giorgio: è ubicata a nord della chiesa di San Giorgio, esterna al terreno distinto in Catasto al Foglio 3 Mappale 38/a nel quale ricade la chiesa. L'area è vincolata con decreto del Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali del 11.03.1993, ai sensi della L. 1089/39, comprendente la strada provinciale di circonvallazione dell'abitato.

Sottozona H4 - rispetto monumentale e archeologico: comprendono il terreno distinto in Catasto al Foglio 3 Mappale 38/a in cui è sita la chiesa di San Giorgio e il comprendio denominato "Bosco di Villaflor" per la parte esterna alla sottozona H1 di rispetto cimiteriale, che è stata vincolata ai sensi della L. 1089/39 con specifico Decreto Ministeriale. Appartengono a questa sottozona anche le aree ricadenti intorno alle emergenze archeologiche riportate nella tavola 9.

In queste aree è fatto divieto di spietramento e di costruzione di fabbricati da adibire a civile abitazione. E' consentita la costruzione d fabbricati per uso agricolo o pastorale da eseguire con strutture non permanenti ed a carattere provvisorio che non superino l'altezza di m. 3.00 alla gronda e l'altezza totale di m. 3.50.

Dette aree, comprese le aree adiacenti ricadenti in zona E, delimitate da linea continua con colore verde, sono classificate zone di interesse archeologico ed ai sensi dell'articolo 1 della L. 431/85 sono sottoposte al vincolo paesaggistico di cui alla L. 1497/39, pertanto qualsiasi intervento che comunque introduca delle modificazioni allo stato dei luoghi è soggetto al Nulla Osta preventivo della Soprintendenza Archeologica.

Per gli obblighi derivanti dai rinvenimenti e scoperte di presumibile interesse storico archeologico si fa riferimento a quanto riportato dall'articolo 48 del Regolamento Edilizio.

Sottozona H5 - rispetto idrogeologico: è l'area di tutela della sorgente Funtana Intru, nella quale è vietata qualsiasi edificazione ai fini della salvaguardia della falda acquifera che si manifesta con sorgenti o affioramenti vari.

Articolo: 19 - Viabilità

Le norme sulla viabilità riguardano le sezioni stradali e le distanze di rispetto dal confine stradale, come definito all'art. 3 del Cod. Str. - D. L.vo 285/92.

Le sezioni stradali sono così stabilite:

  1. strade di viabilità primarie e principali di collegamento tra le zone ed i quartieri: larghezza minima 10 m., dei quali 7.50 riservati alla carreggiata;
  2. strade di viabilità secondaria, di lottizzazione: larghezza minima 8 m., dei quali 6 riservati alla carreggiata stradale.

Fuori dai limiti di circolazione dell'abitato, le distanze dal confine stradale da rispettare sulle nuove costruzioni, ricostruzioni o ampliamenti non possono essere inferiori a:

  1. m. 30 per le strade di tipo C (extraurbane secondarie con unica carreggiata);
  2. m. 20 per le strade di tipo F (locali) ad eccezione delle strade vicinali, che sono le strade private ad uso pubblico, per le quali la distanza è di m. 10.

Fuori dal centro abitato, ma all'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo strumento urbanistico generale in caso di concessione diretta (zona B) o di piani attuativi già esecutivi verrà rispettata la distanza di 10 m. dal confine per le strade di tipo C.

In questo caso per le strade di tipo F e urbane di quartiere le distanze non potranno essere inferiori a 3 m. ovvero saranno eguali a quelle stabilite dal piano attuativo o dalla planimetria di sistemazione delle aree di zona B, di cui all'art. 6 delle presenti norme.

Nelle curve stradali fuori dai centri abitati la fascia di rispetto è soggetta alle norme dell'art. 27 del D.P.R. n. 495/92.

Nei progetti di costruzioni prossime alle curve stradali dovrà essere indicato il raggio di curvatura e la posizione rispetto alla corda congiungente i punti di tangenza.

Nella costruzione dei muri di cinta di qualsiasi natura e consistenza verranno osservate le seguenti distanze minime:

  • fuori dai centri abitati per strade di tipo C: 3 m.;
  • dentro i centri abitati per strade C urbane di quartiere e locali tipo F: sul confine stradale.

Nella costruzione di recinzioni eseguite con reti metalliche, fili spinati, siepi morte in legno, siepi vive e simili aventi altezza non superiore ad 1 m. verrà osservata la distanza minima da 1 m..

Mentre se l'altezza delle suddette recinzioni supera 1 m., la distanza non può essere inferiore a 3 m..

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