Piano Urbanistico Comunale di Nulvi (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Nulvi

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.35 del 2010-11-27
167.0
PEEP - L.167-1962
A
Centro Storico
B
Zone residenziali di completamento
B4
Zone residenziali di completamento
B5
Zone residenziali di completamento
B6
Zone residenziali di completamento
B7
Zone residenziali di completamento
B8
Zone residenziali di completamento
C1
Zone di espansione residenziali (Con piano di lottizzazione approvato)
C2
Zone di espansione residenziali (già lottizzata)
C3
Zone di espansione residenziali (già lottizzata e infrastrutturata)
C4
Zone di espansione residenziali (già lottizzata e infrastrutturata)
C5
Zone di espansione residenziali (destinata a P.E.E.P.)
C6
Zone di espansione residenziali (raccibrdo del quartiere San Salvatore)
D
Zone per insediamenti produttivi
G
Zone d’interesse generale
H
Zone di salvaguardia
H1
Zone di salvaguardia ambientale
S2
Attrezzature di interesse comune

Articolo: 1 - Classificazione del Comune

     Il Comune di Nulvi appartiene, ai sensi dell'art. 2 del D.P.G.R.S. 20.12.1983 n° 2266/u, alla classe III dei Comuni della Sardegna.

Articolo: 2 - Applicazione del Piano Urbanistico Comunale

     La disciplina urbanistica del Piano Urbanistico Comunale si applica al territorio comunale secondo le disposizioni delle planimetrie allegate e delle presenti norme di attuazione.

     Gli immobili che alla data di adozione del Piano siano in contrasto con le sue disposizioni, potranno subire trasformazioni soltanto per adeguarvisi.

Articolo: 3 - Funzione delle Norme di Attuazione

     Le presenti norme dettano le prescrizioni per l'attuazione delle indicazioni dello strumento urbanistico generale.

     Ogni attività edilizia che venga intrapresa nei limiti del territorio comunale dovrà svolgersi nel rispetto delle disposizioni seguenti e del regolamento edilizio, nonché con l'osservanza delle normative di cui alle seguenti Leggi:

- Legge 17.08.1942 n° 1150 e successive modificazioni di cui alla Legge 06.08.1967 n° 765;

- Legge 28.01.1977 n° 10;

- Legge 05.08.1978 n° 457;

- D.P.G.R.S. 20.12.1983 n° 2266/u;

- Legge 28.02.1985  n° 47;

- Legge R.A.S.  20.03.1985 n°  23;

- Legge R.A.S.  22.12.1989 n°  45;

- Legge R.A.S.  01.07.1991 n°  20.

     Si fa comunque obbligo di osservare tutta la normativa regionale e nazionale in materia urbanistico-edilizia, anche se non espressamente menzionata.

Articolo: 4 - Strumenti per l'attuazione del Piano Urbanistico Comunale

     Gli strumenti di attuazione del Piano Urbanistico Comunale sono:

a) il Piano Particolareggiato (P.P.)

b) il Piano di Lottizzazione convenzionata (P.d.L.)

c) il Piano per gli Insediamenti Produttivi (P.I.P.)

d) il Piano per l’Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.)

e) le concessioni ed autorizzazioni edilizie.

Articolo: 5 - Modalità di attuazione degli strumenti attuativi

     Gli strumenti di cui ai punti a), b), c), d), del precedente articolo sono approvati secondo le procedure di cui all’ Art. 20 della L.R. 22 dicembre 1989 n° 45, con deliberazione del Consiglio Comunale in conformità a quanto previsto dal P.U.C. e nel rispetto delle direttive emanate dalla Regione ai sensi dell’ Art. 5 della legge citata e secondo i contenuti previsti dalle leggi 17 agosto 1942 n° 1150, 18 aprile 1962, n° 167 e 22 ottobre 1971 n° 865 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo: 6 - Strumenti urbanistici attuativi: norme particolari

     Il piano per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18 aprile 1962 n° 167, e successive modifiche, si può attuare sia in zone edificate che in zone non edificate, con interventi di nuova costruzione e/o di recupero del patrimonio edilizio esistente. Nei P.E.E.P. che prevedono interventi di restauro, risanamento o ristrutturazione di edifici o parti di edifici, il Comune può invitare i proprietari a realizzare gli interventi previsti sulla base di una convenzione ai sensi dell’ Art. 35 della legge 22 ottobre 1971 n° 865. Nell’ambito dei P.E.E.P. è consentita la previsione di attività produttive e terziarie convenzionate purché compatibili e connesse con la residenza. Per quanto riguarda il dimensionamento del P.E.E.P., nonché le modalità di determinazione del prezzo di cessione delle aree si applicano le disposizioni dell’ Art. 33 della L.R. 11 ottobre 1985 n° 23, e successive modifiche.

     Il P.I.P. di cui alla legge 22 ottobre 1971 n° 865, si forma sia in zone inedificate come in zone edificate. Per la determinazione del prezzo di cessione delle aree si applicano le disposizioni vigenti per il P.E.E.P..

     Il piano di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978 n° 457 è lo strumento per il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle zone degradate di cui al successivo articolo.

Articolo: 7 - Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente

     L'Amministrazione Comunale,  in attuazione della legge Regionale n. 29  ha  predisposto un piano  di risanamento e  riqualificazione esteso all'intero   Centro storico  da attuarsi per stralci  funzionali  nel  decennio di attuazione e secondo gli strumenti  finanziari  che si mostreranno disponibili.

Articolo: 8 - Piani di lottizzazione convenzionata

     Le lottizzazioni di iniziativa privata, redatte in base alle indicazioni dell' Art. 28 della L. 17.8.1942, n° 1150 così come modificato dall' Art. 8 della L. 6.8.1967, n° 765, possono interessare le zone omogenee C ,D e G  del territorio comunale.

     I piani di lottizzazione convenzionata devono prevedere, secondo un disegno organico:

a) la sistemazione urbanistica dell’area di intervento, conformemente alle prescrizioni del P.U.C.;

b) la definizione degli eventuali comparti edificatori;

c) la viabilità di piano, da raccordarsi con quella esistente o prevista dal P.U.C.;

d) la progettazione delle opere di urbanizzazione primaria e, per interventi di notevole entità, delle opere di urbanizzazione secondaria;

e) le modalità e le fasi di attuazione.

La richiesta di autorizzazione alla lottizzazione deve essere corredata da tutti gli elaborati indicati nel Regolamento Edilizio.

L'autorizzazione comunale è subordinata alla stipulazione di una convenzione che dovrà essere regolarmente trascritta a cura dei lottizzanti e che dovrà prevedere:

a) la cessione gratuita, entro termini prestabiliti, delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria nonché per quelle di urbanizzazione secondaria;

b) l'assunzione, a carico del proprietario o lottizzante, dell’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria e la corresponsione degli oneri di  urbanizzazione secondaria nella misura stabilita con deliberazione consiliare sulla base delle tabelle parametriche regionali.

c) termini, comunque  non superiori a dieci anni, per l'ultimazione delle opere in cui ai punti a) e b)  del  presente comma;

d) l'impegno a fornire, a titolo di cauzione, congrue garanzie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla Convenzione.

Articolo: 9 - Interventi edilizi diretti

     Intervento edilizio diretto è ogni attività di edificazione sui singoli lotti.

     Detto intervento è subordinato al rilascio della concessione o della autorizzazione edilizia, quando necessaria, secondo quanto disposto dalle norme legislative e regolamenti vigenti.

Articolo: 10 - Azzonamento del territorio

     Il Piano Urbanistico Comunale divide il territorio comunale nelle seguenti zone territoriali omogenee, ai sensi dell' Art. 3 del D.A. 20.12.83 n°2266/U:

A          -centro storico

B           zone di completamento residenziale

C          -zone di espansione residenziale

D         -zone industriali, artigianali e commerciali

E          -zone agricole

G         -zone di interesse generale

H         -zone  di salvaguardia

CAPO II

 

Aree residenziali ed aggregato urbano

Articolo: 11 - Zona omogenea A (Centro Storico)

     Comprende quelle parti del territorio che formano il nucleo più antico attorno al quale l'abitato si è poi sviluppato nel tempo.

     Gli interventi in questa zona dovranno essere disciplinati dal Piano Particolareggiato.

     Nelle more della redazione e della successiva adozione del nuovo P.P., si richiamano in via generale le norme del Piano Particolareggiato approvato con D.A.. n° 251/U  del 1 Aprile 1986 e successive varianti, che continua a produrre effetti per quanto concerne la regolamentazione in esso contenuta, rimanendo fermo l’obbligo di osservare le prescrizioni di zona contenute nel medesimo in relazione alle nuove delimitazioni.

       Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni, quando siano ammesse dal Piano Attuativo citato, si rimanda ai contenuti del P.P. vigente.

Articolo: 12 - Zone residenziali di completamento (B)

     Sono le zone a prevalenza residenziale, esistenti o in via di completamento, che non presentano valori storico-ambientali da salvaguardare. Le destinazioni d'uso ammesse all'interno di questa zona sono le seguenti-

     -abitazioni e servizi connessi;

     -uffici e studi professionali;

     -esercizi commerciali al dettaglio;

     -esercizi pubblici ed attrezzature collettive quali:

a) alberghi, ristoranti, bar e similari

b) circoli privati e sedi di associazioni di ogni tipo, banche, ecc.;

c) cinema, discoteche, ludoteche, centri culturali, ecc.;

d) laboratori artigiani e similari compatibili con la residenza, cioè la cui natura e destinazione non comporti soprattutto effetti di inquinamento acustico, attività non moleste e non inquinanti;

e) depositi e magazzini similari, limitatamente ai piani seminterrati e al piano terra;

f) stazioni di servizio, di riparazioni per autoveicoli, di lavaggio e autocarrozzeria purché con una superficie di parcheggio all'interno dell'area pari all'area utile dell'officina e purché la rumorosità non superi gli 80 dB, misurati a 5 mt. di distanza dalla fonte del rumore.

     Sono escluse stalle, scuderie, porcilaie, ricoveri animali ed ogni altra attività in contrasto col carattere residenziale.

     Gli interventi consentiti all'interno della sottozona B, così come definiti dal R.E., sono i seguenti:

       -manutenzione ordinaria,

       -manutenzione straordinaria,

       -restauro e risanamento conservativo,

       -ristrutturazione edilizia,

       -demolizione e ricostruzione di immobili,

       -ampliamenti e sopraelevazioni,

       -nuove costruzioni,

       -modifiche di destinazione d'uso.

Tali lavori sono oggetto di intervento edilizio diretto e devono rispettare le seguenti prescrizioni:

a) Rapporto massimo di  copertura:

          Rc = 0,80 mq/mq o pari all'esistente

b) Altezza massima:

          H = mt. 7,50

c) Indice fondiario:

          Zone  B1 –B2- -B3-B4-B5

          If = 5.00 mc/mq

          Zone B6-B7-B8

          If = 3.00 mc/mq  con  obbligo di P.P.

d) Distanza tra le pareti prospicienti finestrate:

          mt. 8.00, valgono le norme di cui all' Art. 5 del D.A. 20.12.83.

e) Numero massimo dei piani:

          3 fuori terra.

f) Distanza minima dai confini:

   le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo mt. 4.00  dal  medesimo  confine, se con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a mt. 8.00, se con almeno una delle pareti finestrate.

Tali distanze possono ridursi a quelle disposte dal Codice Civile per conservare l'allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti di strada con tessuto urbano già definito, per evitare l'inutilizzazione delle aree inedificate o risultanti libere in seguito a demolizione e per consentire le sopraelevazioni, qualora si estendano sul fronte stradale per una lunghezza inferiore a 20 mt.

Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti, è consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luci dirette a distanze inferiori a quelle sopra indicate, purché nel rispetto delle disposizioni fissate dal Codice Civile.

g) Sup. minima di parcheggio:

   nelle nuove costruzioni dovrà essere prevista una superficie minima per parcheggio privato, coperta o scoperta, accessibile dalla via pubblica, pari a 1 mq/10 mc di costruzione.

h) Allineamenti:

   le nuove costruzioni dovranno seguire l'allineamento principale dei fabbricati preesistenti. In assenza di altri fabbricati dovranno sorgere sul filo interno del marciapiede o arretrati da tale filo di almeno mt. 2.00. E’ fatta salva la possibilità di consentire l’allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti di strada con tessuto urbano già definito.

Articolo: 13 - Zone residenziali di espansione ©

     Le zone residenziali di espansione sono quelle prive di urbanizzazione e destinate dallo strumento urbanistico generale all'espansione dell'aggregato urbano.

     Queste zone sono oggetto di intervento urbanistico preventivo (lottizzazione, piani di zona, ecc.), sulla base del quale potranno poi essere concesse singole concessioni edilizie.

      Sono suddivise in sei  sottozone:

 

Sottozona C1

Con piano  di lottizzazione  approvato  .  

 

 

Sottozona C2

     Area   gia  lottizzata ed  infrastrutturata  in via  di  completamento  per   quanto attiene  gli insediamenti  residenziali .  

 

Sottozone C3 e C4

 Area  già lottizzate ed  infrastrutturate  in via  di completamento per  quanto  attiene la  realizzazione  degli insediamenti   residenziali 

Sottozona C5

Area  edificata  destinata  al P.E.E.P dal precedente P.di F

Sottozona C6

Nuova  zona  di  espansione   con  funzione  di raccordo del quartiere di San Salvatore a  valle  dell’abitato     

     Devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

a) Densità edilizia:

   100 mc/ab dei quali 70 mc per residenze 20 mc per servizi connessi o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata 10 mc per servizi pubblici.

b) Destinazione edilizia:

   Abitazioni, uffici, negozi, locali ed esercizi pubblici compresi  bar, ristoranti ed alberghi.

c) Tipo edilizio:

   Potranno essere realizzati edifici in serie continua, a nuclei o isolati

d) Indice territoriale:

 

          Sottozone   C1-C2-C3-C4-C5

           It = 1.00 mc/mq;

          Sottozona  C6

          It = 0,50

e) Indice fondiario:

   If =  non viene fissato preventivamente

f) Rapporto massimo copertura:

   Rc = 0,50 mq/mq

g) Altezza massima:

   H = mt.  7.50

h) Numero massimo piani:

   2 fuori terra

l) Distanza tra pareti:

   Le costruzioni potranno sorgere sui confini delle proprietà ovvero dovranno distare almeno mt. 4,00. La distanza minima tra due edifici non in aderenza non potrà essere inferiore a mt. 8,00.

m) Distanze tra pareti finestrate:

   E' prescritta tra pareti finestrate la distanza minima pari all'altezza del fabbricato più alto con un minimo di mt. 8.00.

n) Distanze dalle strade:

   In presenza di viabilità destinata al traffico veicolare, ad eccezione dei tratti con tessuto urbano già definito, la distanza dei fabbricati dal filo stradale non deve essere inferiore a mt. 2.00.

     I piani urbanistici di attuazione dovranno di norma essere estesi all'intera zonasottozona (nella fattispecie C3 e C4). Qualora  uUno o più proprietari   dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso all’intera area. In tale ipotesi il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standards deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

     Dovrà essere concordata con l'Amm/ne Comunale la destinazione delle aree destinate a spazi pubblici, in modo da garantire l'osservanza delle disposizioni di cui agli Art. 6 e 7 del D.A. 20.12.83, in ragione di 12 mq/ab (abitanti calcolati assumendo  il parametro  convenzionale di  100 mc/ab).

 

CAPO III

Aree industriali, artigianali e commerciali

Articolo: 14 - Zone per insediamenti produttivi (D)

     Le zone per insediamenti produttivi sono quelle destinate dallo strumento urbanistico alle attività artigianali, industriali, di trasformazione dei prodotti agricoli, di servizi commerciali e direzionali.

     Si  mantengono  le  zone  individuate  dal P.di f.  precedente.

     All'interno di queste zone possono essere installati laboratori, uffici, esposizioni riguardanti l'attività di produzione o di deposito, magazzini, depositi, silos, rimesse e locali similari nonché costruzioni destinate a residenze per i custodi.

     Tutti gli interventi esistenti o futuri dovranno rispettare le norme delle leggi vigenti, in materia di smaltimento delle acque reflue, residui organici e inorganici e di inquinamento atmosferico.

Sottozona D1 e D2

     E' destinata ad ospitare edifici a carattere artigianale e piccole industrie, con esclusione di quelle che a giudizio dell'Amministrazione Comunale dovessero arrecare molestia  Sono consentiti, oltre le costruzioni inerenti al processo produttivo (officine, magazzini, uffici ecc.), anche edifici residenziali per l'abitazione dei proprietari o custodi, purché venga motivata la necessità di risiedere sul posto, e  con  una  volumetria  ad  uso  residenziale  non superiore  al  20%  di  quella  utilizzata  ai  fini produttivi

 

Nelle  sottozone D1  e D2

      il P.U.C. viene attuato esclusivamente mediante interventi urbanistici preventivi, che possono essere:

     -Piano di Lottizzazione ad iniziativa privata;

     -P.I.P. (Piano di insediamenti produttivi) ad iniziativa pubblica.

     Detti piani dovranno di norma interessare una superficie minima di 10.000 mq. Uno o più proprietari qualora dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo di tale superficie, possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso alla superficie minima di intervento. In tale ipotesi il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standards deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.

     Potranno essere realizzati insediamenti industriali ed artigianali, nonché strutture per attività commerciali al minuto ed all’ingrosso, di conservazione, trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli ecc.

     Gli interventi all'interno di questa sottozona sono soggetti alla seguente normativa:

a) -Indice fondiario = 5

b) -Rapporto massimo di copertura (Rc) = 0.50 mq/mq Sf;

c) -Altezza massima per i fabbricati industriali (H) = 7.50 ml.

d) -Larghezza minima delle strade di piano = 12 mt. (inclusi i marciapiedi), le strade comunali o extracomunali già esistenti non potranno essere usate come supporto viario per l’accesso diretto ai lotti, che dovrà avvenire attraverso la viabilità interna al comparto;

e) -Oneri di urbanizzazione primaria = assolti con la  costruzione delle opere  e la cessione delle aree relative, secondo i progetti approvati dall'Amministrazione Comunale, nonché con la realizzazione delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi, gassosi;

f) -Oneri di urbanizzazione secondaria = come definiti dalla specifica deliberazione comunale.

     In merito ai rapporti tra gli spazi destinati agli insediamenti produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, si richiama il rispetto dell’ Art. 8 del D.P.G.R.S. 20.12.1983 n° 2266/u.

Articolo: 15 - Classificazione delle zone agricole (E)

     Le zone agricole sono quelle riservate all'esercizio dell’agricoltura, della pastorizia, della zootecnia, delle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali, della silvicoltura e della coltivazione industriale del legno.

     Il P.U.C. in conformità alle direttive regionali per le zone agricole (D.P.G.R. 3 agosto 1994 n° 228) individua quattro diverse sottozone “E”, sulla base delle loro caratteristiche geopedologiche ed agronomiche e della loro attitudine e potenzialità colturale:

 

Sottozona  E1

Comprende  tutti quei  terreni   che  per  le  loro  caratteristiche  sono  utilizzati da  una  produzione agricola  specializzata, nel  comune  non  si  ritiene  dovere  procedere  a  tale  tipo  di  classificazione, non  esistendo produzione  agricole  tipiche  e rilevanti   sotto  il profilo  qualitativo e  quantitativo,  le  uniche  aree    a  uso  specializzato  sono  infatti  costituite  da  piccoli    appezzamenti  di  terreno   a  vigneto  di  rilevanza  marginale

Sottozona E2

Comprende tutti quei terreni che, per le loro caratteristiche si ritengono suscettibili di immediato sfruttamento produttivo, sia per quanto riguarda l’uso agricolo sia per quanto riguarda l’uso zootecnico anche intensivo.

Ricadono in questa sottozona in particolare le aree incluse nei:terreni  a sud  sul bacino  del Coghinas

Sottozona E3

Aree che, caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario, sono contemporaneamente utilizzabili per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali;

comprendono  le  aree  immediatamente  limitrofe  al  centro  abitato

Sottozona E4

Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, sono utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali, non presenti  nel territorio  comunale.

Sottozona E5

Comprende le aree che non si ritengono idonee per lo sfruttamento agricolo e zootecnico intensivo, a causa della pendenza elevata, della scarsa profondità e dell’eccessiva rocciosità e pietrosità., ma all’interno delle quali sono presenti diverse aziende di tipo zootecnico estensivo, che necessitano di nuove strutture per adeguarsi alle nuove normative comunitarie,  e  per  le  quali   si ritiene  possibile  un intervento

Volto  alla  valorizzazione  ambientale,  anche  attraverso  opere   di  riforestazione.

Articolo: 16 - Criteri per l’edificazione nelle zone agricole

     Nelle zone agricole in via generale sono consentite esclusivamente le costruzioni la cui funzione sia strettamente connessa alla produzione ed alla lavorazione dei prodotti agricoli ed allo sviluppo della zootecnia, con esclusione dei fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro-industriale, che dovranno essere ubicati nella zone inustriali ed artigianali.

     In considerazione della particolare natura dei terreni e della conseguente diversa potenzialità agro-zootecnica delle quattro sottozone individuate nell’articolo precedente, si è provveduto a disciplinare gli interventi edilizi all’interno di ciascuna di esse diversificando la tipologia e la consistenza dei fabbricati:

 

 

Sottozona E2

All’interno di questa sottozona sono consentiti i seguenti interventi:

a) -fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo (compresi quelli relativi agli allevamenti zootecnici-intensivi) ed alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali nonché strutture  aziendali per l’attività  agrituristica  con   i  limiti  di cui all’art 9  del DPGR 3/8/1994 n°228, e  secondo le  prescrizioni del successivo  Art. 21..  Non  sono  realizzabili gli impianti classificabili come industriali,

b) -fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);

c) -strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico-dipendenti, e per il recupero del disagio sociale;

d) -residenze purché necessarie per la conduzione delle aziende agricole;

e) -serre provvisorie o fisse.

     Gli indici fondiari massimi consentiti sono i seguenti:

     - 0.20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma

     - 0.01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente comma;

     - 0.10 mc/mq per le strutture di cui alla lettera c) del precedente comma;

     - 0.03 mc/mq per le residenze.

     Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie, con regime normato dall’ Art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà

     Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonché gli impianti per agricoltura specializzata, sono ammessi nei limiti di un rapporto di copertura del 50% del fondo su cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.

     Ogni serra, purché volta alla protezione o forzatura delle colture, può essere installata previa autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate, l’obbligo di acquisire il prescritto provvedimento autorizzativo di cui alla Legge 29 giugno 1937, n° 1497.

     Per i nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi valgono in particolare le seguenti norme:

a) rapporto di copertura con l’area di pertinenza:

50%

b) distanza dai confini di proprietà:

mt 20

c) distanza dal limite delle zone territoriali A, B, C, F, G:

mt 500 – per allevamenti suini

mt 300 – per allevamenti avicunicoli

mt 100 – per allevamenti bovini, ovicaprini ed equini

     Per le residenze valgono le seguenti norme:

a) altezza massima:

mt. 6.00

b) Tipo edilizio:

libero

c) Porticati e verande:

non partecipano al computo dei volumi purché aventi almeno una parete aperta, con parapetto a giorno, entro il limite massimo del 20% della superficie coperta dell'edificio relativa al piano nel quale sono realizzati. Tale limite potrà essere elevato sino al 30% qualora il porticato o la veranda risultino aperti su tre lati. La profondità massima in entrambi i casi non potrà superare mt 3.00. Qualora vengano superati detti limiti (di profondità e di superficie), il computo dei volumi dovrà essere riferito alla sola parte eccedente.

d) Numero massimo piani:

2 fuori terra

e) Distanza minima dai confini:

mt. 6.00

f) Distanza minima assoluta tra le pareti finestrate e pareti di edifici antistanti:

non potrà essere inferiore a mt. 8.00

 

     Per tutti gli altri fabbricati ammessi nella sottozona la distanza minima dai confini di proprietà non potrà essere inferiore a mt 10.

     Ai fini edificatori la superficie minima per qualsiasi tipo di intervento nella sottozona E2 è stabilita in via generale in ha 1.00, compresi gli impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici.

     Nel caso di parcellizzazione delle proprietà, è comunque possibile, ai soli fini della costruzione dei volumi e delle attrezzature necessarie per la razionale conduzione della azienda, con esclusione delle residenze, considerare come superficie fondiaria la somma di aree colturali anche non contigue, purché sia dimostrata, con documentazione giuridicamente valida, la proprietà o i diritti sull'intera area presentata (comunque compresa all'interno del territorio comunale). I volumi suddetti dovranno comunque essere ubicati ad una distanza non inferiore a mt 500 dal perimetro urbano, a meno che la maggior parte delle aree costituenti l’azienda non ricadano dentro il predetto raggio di 500 mt.

     Sono ammessi in deroga depositi attrezzi con superfici massime di 15 mq..

 

Sottozona E3

 

    Valgono le norme per la sottozona E2.

    Ai fini edificatori la superficie minima per qualsiasi tipo di intervento è stabilita in via generale in ha 0.50.

Sottozona E4

Non esistono nel comune zone classificabili come  E4, e di conseguenza norme di riferimento.

 

Sottozona E5

All’interno di questa sottozona sono ammessi i seguenti interventi:

a) -fabbricati ed impianti connessi alla conduzione zootecnica estensiva del fondo ed alla razionalizzazione della pastorizia, quali stalle ed in genere ricoveri per animali, impianti di mungitura ecc.

b) -fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi ed al ripristino della zona.

c) -residenze purché necessarie per la conduzione delle aziende agricole, nonché strutture  aziendali per l’attività  agrituristica  con   i  limiti  di cui all’art 9  del DPGR 3/8/1994 n°228.  e  secondo le  prescrizioni del successivo Art. 21.

     Gli indici fondiari massimi consentiti sono i seguenti:

     - 0.05 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma

     - 0.01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera b) del precedente comma;

     - 0.01 mc/mq per le residenze, incrementabili a mc. 0,10/mq. per  le  attività  agrituristiche  con delibera  motivata del  Consiglio Comunale

     Per i nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-estensivi valgono inoltre le seguenti norme:

a) distanza dai confini di proprietà:

mt 50

b) distanza dal limite delle zone territoriali A, B, C, F, G:

mt 500 – per allevamenti suini

mt 300 – per allevamenti avicunicoli

mt 100 – per allevamenti bovini, ovicaprini ed equini

     Per quanto non specificato valgono le norme già indicate per la sottozona E2.

     Ai fini edificatori la superficie minima per qualsiasi tipo di intervento è stabilita in via generale in ha 1.00.

     Nel caso di parcellizzazione delle proprietà, è comunque possibile, ai soli fini della costruzione dei volumi e delle attrezzature necessarie per la razionale conduzione della azienda, con esclusione delle residenze, considerare come superficie fondiaria la somma di aree colturali anche non contigue, purché sia dimostrata, con documentazione giuridicamente valida, la proprietà o i diritti sull'intera area presentata (comunque compresa all'interno del territorio comunale). I volumi suddetti dovranno comunque essere ubicati ad una distanza non inferiore a 500 mt dal perimetro urbano, a meno che la maggior parte delle aree costituenti l’azienda non ricadano dentro il predetto raggio di 500 mt.

     In caso di proprietà comprese all’interno di entrambe le sottozone precedentemente individuate, le volumetrie e le tipologie dei fabbricati saranno quelle consentite nella sottozona prevalente come superficie.

     Sono operanti nelle  sottozone agricole tutti gli ulteriori vincoli imposti dalle vigenti leggi per ciò che riguarda il rispetto delle distanze minime dalle strade, il rispetto delle zone archeologiche o di interesse ambientale secondo le indicazioni delle competenti Soprintendenze.

Articolo: 17 - Restauro ed ampliamento di edifici esistenti

     Per le costruzioni esistenti nelle zone agricole sono ammessi la manutenzione ordinaria e straordinaria, i restauri, la ristrutturazione e l’ampliamento nei limiti degli indici fondiari massimi consentiti. E’ consentita inoltre, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico, la demolizione e la ricostruzione in loco, per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.

     Le eventuali costruzioni esistenti, non più funzionali alle esigenze del fondo, possono essere destinate a residenza.

     L’ampliamento del volume residenziale deve essere realizzato utilizzando l’eventuale parte rustica contigua all’edificio, sempre ché non necessaria alla conduzione del fondo.

Articolo: 18 - Edifici in fregio alle strade e alle zone umide

     Per gli edifici esistenti, ubicati nelle zone di protezione delle strade ed in quelle di rispetto al nastro stradale ed alle zone umide vincolate come inedificabili dallo strumento urbanistico, sono consentire le seguenti opere:

a) manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia come definiti dall’ Art. 31 della legge 5 agosto 1978 n° 457;

b) dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne;

c) ogni altro ampliamento necessario per adeguare l’immobile alla disciplina igienico sanitaria vigente;

     Gli interventi edilizi saranno autorizzati purché non comportino l’avanzamento dell’edificio esistente sul fronte stradale.

     Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l’ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione è consentita la ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d’uso, nei limiti di cui al primo comma dell’ Art. 17, in area agricola adiacente anche inferiore alle superfici minime di cui all’ Art. 16.

Articolo: 19 - Disciplina degli scarichi degli insediamenti nelle zone agricole

     Per tutti gli interventi è necessario il rispetto di quanto previsto in materia di scarichi dalla normativa nazionale e regionale, qui sotto riportata:

       - legge 10.05.1979,  n° 319: "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento",

       - legge 24.10.1979,  n° 650: "Integrazioni e modifiche alla L. n° 319",

       - D. Ass. Regionale Ambiente 20.06.1984, n° 186 - 84.

     Oltre alla normale documentazione di cui alle norme del R.E., per gli insediamenti zootecnici aventi un carico non superiore a 40 q.li di peso vivo per ettaro di terreno aziendale, deve essere presentata la documentazione di cui all'allegato D del Decreto Assessore alla Difesa dell'Ambiente 4.12.1981, n° 550 - 81 (B.U.R.A.S. n° 16 del 14.04.82).

     L’A.C., nei casi di propria competenza, prima dell'emissione del provvedimento autorizzativo deve richiedere il parere di conformità all'Assessorato Regionale alla Difesa dell'Ambiente.

     Si richiamano le disposizioni dell' Art. 11 del D.A. 4.12.1981.

     Gli insediamenti agricoli considerati civili, ai sensi di quanto disposto dalla delibera del Comitato interministeriale dell'8.05.1980 devono rispettare le disposizioni di cui all'Art. 5 del D. Ass. Difesa dell'Ambiente 20.06.1984, n° 186/84 (B.U.R.A.S. n° 33 del 23.7.1984).

     In particolare sono da considerarsi insediamenti civili, le imprese agricole che diano luogo a scarico terminale e abbiano le seguenti caratteristiche:

a) imprese con attività diretta esclusivamente alla coltivazione del fondo e/o alla silvicoltura;

b) imprese dedite ad allevamento di bovini, equini, ovini e suini che dispongono, in connessione con l'attività di allevamento, almeno di un ettaro di terreno agricolo per ogni 40 q.li di peso vivo di bestiame;

c) imprese dedite ad allevamenti avicoli e cunicoli che dispongano, in connessione con l'attività di allevamento, di almeno un ettaro di terreno agricolo ogni 40 qli di peso vivo di bestiame;

d) imprese di cui ai precedenti punti a), b) che esercitano anche attività di trasformazione e di valorizzazione della produzione, che siano inserite con carattere di normalità e di complementarità funzionale nel ciclo produttivo aziendale; in ogni caso la materia prima lavorata dovrà provenire per almeno 2/3 dall'attività di coltivazione del fondo.

     Ferme restando le prescrizioni di cui alla Legge 10 Maggio 1976 n. 319, e circolare di attuazione, e fino alla entrata in vigore di nuove norme statali o regionali in materia, le abitazioni in zona agricola, che non siano allacciate a fognature comunali, dovranno essere dotate, secondo la natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smaltimento, eliminando lo scarico delle acque usate nei bacini a cielo aperto in campagna; gli insediamenti agro-alimentari e gli allevamenti zootecnici intensivi dovranno essere dotati di sistemi di smaltimento o depurazione approvati dall’Amministrazione Comunale.

Articolo: 20 - Verifica di compatibilità ambientale per gli interventi in zona agricola

     Per gli interventi che  riguardino edifici con volumetria  superiore  a mc. 1000, nonché per  gli ampliamenti   di  volumetria  complessiva maggiore di 1000 mc., da attuarsi in  qualsiasi  zona , con la sola esclusione delle zona D, è richiesta  una valutazione  dell'impatto visivo della nuova  opera nel paesaggio ed ambiente circostante. In particolare il progetto dovrà essere accompagnato da  una  simulazione fotografica prima e dopo l'intervento, curando di evidenziare la presenza di crinali, formazioni rocciose,  popolazione vegetale, e ogni altra presenza "ambientalmente significativa"

Articolo: 21 - Agriturismo

     E’ consentito, nelle zone E, l’esercizio dell’agriturismo, quale attività collaterale od ausiliare a quella agricola e/o zootecnica.  Qualora venga richiesta la concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali comprendenti l’attività agrituristica, sono ammessi tre posti letti per ettaro con destinazione agrituristica.  Per ogni posto letto và computata una cubatura massima di 50 mc.  Le volumetrie per i posti letto con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l’attività agrituristica.  La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a ha 3.

Il concessionario con atto d’obbligo deve impegnarsi a vincolare a fondo le strutture edilizie, non frazionare una superficie non inferiore a ha 3 individuata nel progetto e mantenere la destinazione agrituristica dei posti letto.  Si applicano gli stessi indici e parametri prescritti per le zone E.

       Il progetto d’inizio deve provvedere sia le residenze sia le attrezzature e gli impianti, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indicata nel progetto.

Articolo: 22 - Punti di ristoro

     Sono ammessi anche punti di ristoro indipendenti da una azienda agricola, dotati di non più di venti posti letto, con indice fondiario di 0.01 mc/mq incrementabile con delibera del Consiglio comunale fino a 0.10 mc/mq.

     Il lotto minimo vincolato per la realizzazione di nuovi punti di ristoro isolati deve essere di ha 3.

     In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze, la superficie minima di ha 3 vincolata al punto di ristoro, và aggiunta quella minima di ha 3 relativa al fondo agricolo.

Articolo: 22a - Zone d’interesse generale

     Sono le aree destinate ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici e privati, riservati a servizi d’interesse generale.

     Il P.U.C. individua due distinte sottozone:

Sottozona G1

Corrisponde all’area attigua alla   stazione  ferroviaria, destinabile  all’uso  anche  a   fini  turistici ed  espositivi    connessi  al  riuso  delle  linee ferroviarie complementari .

Sottozona G2

 

Rappresenta  un’area  esterna  all’abitato,  in  località  “S’Ena Manna”  destinata  ad  servizi  di  interesse  generale  sia  pubblici  che  privati, con particolare  riferimento   ad  attrezzature  per  lo  sport, attività  ricreativi  anche  di  interesse  e  dimensione  sovracomunale.

Articolo: 23 - Zone di salvaguardia e di tutela (zona H)

     Sono le zone a vincolo speciale e di salvaguardia, non classificabili  secondo i criteri definiti in precedenza e che rivestono particolari interessi.

     Nelle zone di tutela, non sono consentite modificazioni morfologiche del terreno, se  non previa adozione da parte del Consiglio Comunale di appositi piani di utilizzazione e sistemazione del terreno.

     Sono consentiti soltanto, i seguenti interventi:

a) opere connesse a  servizi pubblici o di rilevante interesse collettivo;

b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse a complessi produttivi esistenti;

c) opere di consolidamento, manutenzione, restauro e ristrutturazione senza alterazioni di volume e superfici utili rispetto al preesistente stato delle costruzioni;

d) completamento di costruzioni e di opere tendenti a rendere omogenei e funzionali le costruzioni e i tessuti edilizi limitrofi alle zone H o in esse preesistenti.

     E' prescritto l'indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq, con possibilità di deroga, ai sensi dell'Art. 16 della Legge 6.8.1967, n° 765, per edifici, attrezzature ed impianti pubblici ed una distanza dai confini  di mt. 6,00.  Comprendono:

 le seguenti fasce di rispetto :

 Rispetto stradale: Sono le zone agricole di rispetto della viabilità e comprendono le parti del territorio destinate alla protezione del nastro stradale fuori dal perimetro dei centri abitati. Dette fasce devono avere la larghezza indicata nelle planimetrie del P.U.C. ed in ogni caso la larghezza minima di cui al D.P.R. 16.12.92 n° 495 (Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo codice della strada), così come modificato dal D.P.R. 26.4.95 n° 147.

     Oltre a quanto stabilito dall' Art. 23, sono consentiti in queste fasce esclusivamente parcheggi, fontane, abbeveratoi ed impianti per la distribuzione dei carburanti, questi collegati alla sede stradale con accessi studiati opportunamente.

     Le costruzioni esistenti possono essere esclusivamente oggetto di intervento di demolizione, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione.

 Rispetto ferroviario: Si richiama il rispetto della normativa nazionale esistente ed in particolare del D.P.R. 11.7.1980, n° 753 (S.O.G.U. n° 314 del 15.11.1980) e della legge 12.11.1968, n° 1202 (G.U. n° 310 del 6.12.1968).

 

 Rispetto cimiteriale: Si comprendono in queste zone le parti del territorio destinato alla salvaguardia biologica delle zone agricole ed urbane limitrofe ai camposanti.

     In tali aree è consentita solo la coltivazione dei terreni e l'esercizio di altre attività lavorative. Oltre a quanto stabilito dall' Art. 23 sono ammesse soltanto piccole costruzioni precarie destinate alla vendita di fiori ed oggetti per il culto, nonché per il deposito degli attrezzi agricoli e delle altre attività svolte.

     Il raggio della zona di rispetto cimiteriale non edificabile è stato fissato in 50 mt.

 Zone di salvaguardia ambientale e storico archeologica

     Sono le parti del territorio destinate alla salvaguardia dell'ambiente naturale, per favorirne un'utilizzazione che non contrasti con le sue caratteristiche. In queste zone è tutelata la morfologia del suolo, dei corsi d'acqua e della vegetazione, e gli interventi consentiti sono esclusivamente quelli tesi a realizzare questa tutela: a questo scopo il Piano Urbanistico Comunale si attua per intervento preventivo, a mezzo di piani attuativi elaborati dall'Amministrazione.

     Prima dell'applicazione di essi è vietato ai privati di intraprendere qualsiasi trasformazione del suolo, dei corsi d'acqua e della vegetazione, nonché degli eventuali edifici compresi in queste zone, salvo interventi di consolidamento delle strutture, di risanamento   e comunque contenuto entro il limite di 0.001 mc/mq) necessari per la conduzione del fondo. Sono ammesse, altresì, le attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti allo stato dei luoghi.

- i corsi d'acqua iscritti agli elenchi in base al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici e le relative sponde per una fascia di mt. 150;

- le zone gravate di usi civici,

-        i territori coperti da boschi, quelli soggetti a vincolo di rimboschimento e quelli colpiti dagli incendi.

-        Ai sensi della  lettera h , Art. 19 , della L.R. n° 45/89, il P.U.C. individua e norma tutte le porzioni  del territorio comunale da sottoporre a speciale  tutela  e salvaguardia.

Unitamente alle  aree di  cui sopra sono  da intendersi tutelate in particolare modo  le seguenti  aree :

-          le aree soggette "ope legis" ai vincoli di  cui all'art1, 1° comma  della  legge 08.08.1995 n° 431

-          I complessi di  interesse storico artistico  cosi come riportati nella carta tematica n°13  del P.U.C.

-          Tutti i beni archeologici  vincolati o individuati

-           

1.Le prescrizioni di cui al presente articolo  sono finalizzate  alla tutela delle  zone e dei beni territoriali  di interesse archeologico, artistico  e storico cosi come eplicitate  nel D.L. n° 490  del 29 ottobre 1999

2. I particolare sono assoggettati alla tutela 

-          tutti i beni vincolati  ai sensi della legge 1089/39  Art. 1  e 3  successive modifiche ed integrazioni.

-          Tutte le aree vincolate  ai sensi  della l: 1089 /39, art 21  e successive modifiche ed  integrazioni

-          Tutte le categorie  dei beni culturali previsti dall' Art. 1 della legge 1089/39, e successive modifiche ed integrazioni, ancorché non  vincolati dallo strumento urbanistico.

-          Tutte le zone di interesse archeologico ai sensi dell'art.1 lettera m) della  legge 431/85, ovvero non  solo le testimonianze in sé, ma  anche  quelle aree che, pur prive di testimonianze, costituiscono le interconnessioni  tra tali zone  ed il territorio  circostante, costituendo una unitarietà inscindibile , e siano riconosciute  ncessarie ai fini della migliore lettura , comprensione e salavguardia delle testimonianze stesse.

In particolare si intendono comunque indicati come zone H tutti i seguenti beni archeologici:

a)             Nuraghi

b)             Templi a pozzo e tombe dei giganti

c)             Domus de janas

d)            Dolmens

e)             Villaggi  neolotici

f)              Tombe rupestri e  facciate architettoniche

g)             Siti di ritrovamento di materiale ceramico

h)            Aree con tombe neolitiche

i)              Aree con insediamenti del periodo romano

Sono vincolati e  sottoposti alla tutela dalla Soprintendenza Archeologica  i seguenti siti.

a)         Nuraghe  " Su Castaldu"           Foglio 21,         mapp. 70.         Decreto1/03/1966

b)         Nuraghe "Alvu"                        Foglio 5            mapp. 18

            Decreto in data 12/03/1968

c)          Nuraghe  "Boinalzu "                Foglio 5,           mapp. 19.

Decreto in data 12/03/1968

d)         Nuraghe "Marianicu"                Foglio 29          mapp. 77,79

            Decreto in data 17/03/1969

3.       La tutela va intesa in senso globale, comprendendo l'ambiente naturale esistente  ed il rispetto del monumento anche in relazione ad interventi relativi e modifiche recenti.

4.         Sono indicate come zone H  le zone agricole di valore archeologico,  speleologico,    geomorfologico che assumono particolare importanza per il loro aspetto fisico naturale, per i reperti archeologici  rinvenuti o da rinvenire, per le bellezze naturali dei luoghi, per le grotte e le rocce affioranti.

5. In tali zone sono consentiti solo interventi tendenti alla manutenzione del verde e delle colture esistenti, nonché al riassetto idrogeologico dei terreno, nel rispetto delle leggi no 1089/39 e n° 1497/39

6.         Le costruzioni esistenti possono essere oggetto esclusivo di interventi di   ricostruzione, manutenzione straordinaria risanamento conservativo, ristrutturazione nonché ampliamenti (purché entro l'indice di fabbricabilità ammesso) e salvo parere della competente Soprintendenza Archeologica.

7.       Nelle aree monumentali ed archeologiche, sono consentiti interventi ed attività ordinati alla fruizione culturale ed alla tutela.  Sono perciò ammessi gli interventi di scavo, restauro, diserbo, miglioramento dell'accessibilità, attrezzature didattiche, a seguito di progetti regolarmente approvati dalle competenti Soprintendenze Territoriali.

8.       Le zone, circostanti i monumenti, sono da ritenersi, di norma, oggetto di salvaguardia per un'area con un raggio minimo di 100 metri dal centro del nucleo centrale della preesistenza, salvo diversa determinazione da parte della competente Soprintendenza.

9.       Nelle suddette zone, è vietata qualsiasi attività non compatibile con la natura del monumento; è consentita l'attività pascolativa ed agricola che non comporti movimenti di terra superiori ad uno spessore di 30 centimetri; è consentita, altresì, la selvicoltura e la silvopastorizia.

10.     E' esclusa l'attività di trasformazione agraria comportante movimenti di terra superiori ai cm. 30, salvo diversa determinazione delle competenti Soprintendenze' e salvo approvazione del singolo progetto.

11.          Nelle zone H, è consentita:

a)         l'attività scientifica finalizzata allo studio, ricerca e controllo dei beni,

b)       l'attività di fruizione ai fini didattici,

c)             l'attività  di fruizione ricreativa  che comporti soltanto un uso temporaneo  delle risorse  con modalità ad esse coerenti

d)         le opere necessarie per consentire l'eventuale godimento pubblico dei reperti archeologicì.

12.          Tutti i progetti ricadenti in aree nelle quali sorgono i beni di cui sopra o interessanti direttamente tali beni, che comportano una qualunque modificazione della situazione attuale dovranno  essere esaminati dagli Enti territoriali preposti alla tutela  : ovvero  le Soprintendenze-ai Beni Archeologici e ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici  e storici  e gli uffici per la tutela  del paesaggio della R.A.S. , ciascuno per le categorie di beni di competenza.

A tali Enti compete l'onere della verifica territoriale diretta e dell'emissione di parere formale entro e non oltre 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

Per le adiacenze delle aree in oggetto, oltre i 100 m. e in relazione visuale con i monumenti, gli interventi consentiti e le modalità di realizzazione sono specificati dalla Soprintendenza

Archeologica nei provvedimenti puntuali, in relazione alle opere da realizzare e in relazione al monumento presso il quale si trovano. i progetti che prevedono ogni tipo di movimento di terra a qualsiasi profondità, devono. essere sottoposti al parere preventivo e vincolante della Soprintendenza Archeologica. ove si verifichi che gli interventi interessino monumenti o aree archeologiche individuate, in sede di rilascio del nulla osta, sono adottate le cautele e prescrizioni ritenute necessarie.

Articolo: 24 - Classificazione

     Ai fini della funzione dello strumento urbanistico generale, deve essere assicurata una dotazione globale di aree per servizi sociali, comprendenti attrezzature pubbliche e di uso pubblico, commisurata all'entità degli insediamenti residenziali e produttivi, sulla base dei rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici consentiti alla legislazione sociale. Le zone, destinate a standards urbanistici (attrezzature ed impianti di interesse generale) si distinguono in:

 

     a) zone destinate all'istruzione (S1);

     b) zone per attrezzature di interesse comune (S2);

     c) zone per  spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport (S3);

     d) zone per i parcheggi (S4).

Articolo: 25 - Definizione e classificazione

     Le zone destinate all'istruzione comprendono le parti di territorio vincolate all'insediamento delle strutture scolastiche pubbliche o private per l'infanzia e per la scuola dell'obbligo (asilo nido, scuola materna, elementare, media, ecc.).

     E' ammesso l'intervento edilizio diretto. Questo deve riguardare l'intera superficie della zona e deve essere effettuato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

a) il rapporto massimo di copertura e l'indice di cubatura dovranno rispettare le norme relative al tipo di edificio pubblico o di uso pubblico che deve essere realizzato.

b) l'altezza massima delle nuove costruzioni deve essere pari a 10 mt. (H = 10 mt.);

c) nel caso di edifici esistenti è ammesso l'ampliamento e la ristrutturazione, con gli indici che saranno quelli dell'intervento proposto, purché approvato anche dal C.C.

d) spazi per parcheggi: 1mq/4mq Su.

Articolo: 26 - Definizione

     Le zone destinate ad attrezzature di interesse comune comprendono le parti del territorio vincolate dallo strumento urbanistico generale agli insediamenti per le attività religiose, sociali, culturali, assistenziali, sanitarie, amministrative.

     Per le nuove costruzioni si applicano i seguenti parametri:

                 Rc = 0.70 mq/mq

                 H  = 30 mt.

                 Parcheggi: 1mq/10 mc.

Articolo: 27 - Classificazione

     Le zone destinate a verde si distinguono  in :

                 a) zone a parco urbano e a verde di quartiere (S3);

                 b) zone di impianti sportivi (Ss).

Articolo: 28 - Zone a parco urbano e a verde di quartiere

     Sono destinate a parchi naturali e ad aree attrezzate per il gioco dei bambini e dei ragazzi e per il riposo degli adulti.

     Possono essere realizzate unicamente costruzioni a carattere precario ad uso bar, attrezzature per la sosta ed il ristoro quali panchine, tavoli all'aperto; attrezzature per il gioco dei bambini come giostre, altalene, campi parcheggi marginali per l'accesso ai parchi; viabilità pedonale e ciclabile. La realizzazione di tali attrezzature, spetta unicamente alla pubblica amministrazione, ma è ammessa la concessione a cooperative, enti o privati che, costruendo l'edificio su area pubblica e su progetto conforme alle esigenze comunali, assumano la gestione del servizio, rispettandone i fini sociali, per un numero di anni non superiore a 20; scaduto il termine, non rinnovabile, della concessione, il Comune entra in piena proprietà dell'edificio, e termina ogni suo obbligo nei confronti del concessionario, che ne cessa l'uso.

     Gli edifici eventualmente già compresi nella zona saranno acquisiti dal Comune e utilizzati in conformità alla destinazione del parco attrezzato, in base alle prescrizioni del PUC.

     Si applicano i seguenti indici:

                 Rc = 0.002 mq/mq

                 H  = 3.50 mt.

                 Parcheggi = uno ogni 20 mq di superficie fondiaria Sf.

     Le aree non utilizzate da edifici o attrezzature saranno sistemate a bosco nella misura minima del 60% della superficie territoriale (St), e a prato nella misura minima del 20%. Le specie vegetali da utilizzare sono esclusivamente quelle compatibili con le caratteristiche dell'ambiente naturale locale.

Articolo: 29 - Zone per impianti sportivi

     Le zone per impianti sportivi sono quelle destinate dallo strumento urbanistico generale alle attività sportive.

     Nella cartografia di Piano si distingue due diverse zone:

       -Zona per impianti sportivi all'interno del perimetro urbano;

       -Zona per impianti sportivi extraurbana.

     All'interno della prima zona sono ammessi esclusivamente impianti a carattere ricreativo-sportivi coperti e scoperti, immersi nel verde, che deve occupare almeno il 50% dell'intera area.

      Si applicano i seguenti indici e parametri:

                 Rc = 0.25 mq/mq per gli impianti coperti

                 Rc = 0.50 mq/mq per gli impianti scoperti

                 If  = 0.50 mc/mq per gli impianti coperti 

                 Parcheggi = 1mq/10 mq di Su

     All'interno della zona sportiva extraurbana, ferma restando la dotazione di verde di cui al comma precedente, sono ammessi esclusivamente impianti sportivi per la pratica degli sport all'aperto, con i seguenti parametri:

                 Rc = 0.50 mq/mq per gli impianti scoperti.

                 Parcheggi = 1 mq/10mq Su. 

      Sempre per quanto riguarda questa ultima zona, sono ammessi esclusivamente i volumi strettamente legati alla pratica degli sport all'aperto, quali spogliatoi, piccoli depositi, servizi igienici ecc.

     Per quanto riguarda gli scarichi organici, dovrà essere rispettato quanto previsto dalla vigente normativa nazionale e regionale, già richiamata per le zone E.

SEZ: IV

Zone destinate a spazi di sosta e di parcheggio (S4)

Articolo: 30 - Definizione e classificazione

     Le zone destinate a spazi di sosta e di parcheggio comprendono quelle parti di territorio vincolate dallo strumento urbanistico generale alla sosta e al parcheggio dei veicoli.

     Dette zone sono soggette al vincolo assoluto di inedificabilità.

Articolo: 31 - Poteri di deroga

     Il Comune di Nulvi può esercitare a norma di legge i poteri di deroga alle norme contenute nel presente Piano Urbanistico Comunale solo nei casi in cui tali deroghe riguardino edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico.

Articolo: 32 - Adeguamento della disciplina urbanistico-edilizia

     Ogni disposizione e norma della disciplina urbanistico-edilizia vigente, ed in particolare del Regolamento Edilizio, che risulti in contrasto con il Piano Urbanistico Comunale, espresso negli elaborati grafici e nelle presenti norme di attuazione, è sostituita con quanto previsto dalle tavole e dalle norme di Piano Urbanistico Comunale.

     Nel periodo di salvaguardia, disposizioni e norme in contrasto con il Piano Urbanistico Comunale adottato sono sospese in attesa dell'approvazione di quest'ultimo.

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