Piano Urbanistico Comunale di San Sperate (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: San Sperate

StatoProdotto da Urbismap
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.20 del 2015-11-19
A
ZONA OMOGENEA A: CENTRO STORICO
B
ZONA B: DI COMPLETAMENTO RESIDENZIALE
B*
ZONA B: DI COMPLETAMENTO RESIDENZIALE
C*3
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°1
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°2
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°3
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°4
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°5
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°6
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C°7
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C1
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C2
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C3
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
D1
SOTTOZONA D1: ARTIGIANALE ­ COMMERCIALE
D2
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_1
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_2
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_2A
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_3
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_4
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_5
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_6
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_7
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_8
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_9
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_10
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_11
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_12
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_13
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_14
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_15
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_DA LOTTIZZARE
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
D2_S
SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE
E1
ZONA E – Sottozona E1
E2
ZONA E – Sottozona E2
E5
ZONA E – Sottozona E5
G1
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - AREA CIMITERIALE
G2
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - NUOVO SERBATOIO PENSILE ACQUEDOTTO
G3
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - VECCHIO SERBATOIO PENSILE ACQUEDOTTO
G4
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - DEPURATORE
G5
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO DEL CONSORZIO DI BONIFICA
G6
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - KARTODROMO - LOC. SANTA BARBARA
G7
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - LABORATORIO SCULTOREO
G8
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - SERVIZI GENERALI LIMITROFI PIXINORTU
G9
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - IMPIANTI SPORTIVI
G10
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - IMPIANTI SPORTIVI
G11
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - IMPIANTI SPORTIVI
G12
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - NUOVA AREA IMPIANTI SPORTIVI
G13
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - CONSORZIO DI BONIFICA
G14
ZONE G ­ SERVIZI GENERALI - DISTRIBUTORE CARBURANTE
H0
ZONE H - SOTTOZONA H0: AREA DI RISPETTO VILLINO TOLA
H2
ZONE H - SOTTOZONA H2 : PARCO NATURALE PIXINORTU
H3
ZONE H - SOTTOZONA H3 : PARCO SANTA BARBARA
H4
ZONE H - SOTTOZONA H4: RISPETTO IMPIANTO DEPURAZIONE
H5
ZONE H - SOTTOZONA H5: RISPETTO FLUVIALE
PARCHEGGI
PARCHEGGI
PIP
PIANO INSEDIAMENTO PRODUTTIVO
C*1_PRU
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
C*_PRU
ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE
S12
ZONA S - SOTTOZONA S1-S2
S34
ZONA S - SOTTOZONA S3-S4
VREA
VINCOLI - Vincolo di Rispetto delle Emergenze Archeologiche-Architettoniche
PORTALI
PORTALI
VTFF
VINCOLI - Vincolo di tutela FASCIA FLUVIALE

Articolo: 1 - VALIDITA’ DELLE NORME E CAMPO DI APPLICAZIONE

Le  presenti norme integrano quelle contenute  nel  regolamento edilizio per quanto si riferisce alle  zone  dell’aggregato urbano e delle zone di espansione.
Tutte  le opere edilizie o di  urbanizzazione,  da  costruire nel territorio comunale, devono osservare  le norme e le prescrizioni relative a ciascuna zona secondo   le indicazioni del Piano Urbanistico Comunale.

Articolo: 2 - MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEL P.U.C.

          Le  presenti  norme  stabiliscono  i  criteri   di  attuazione del P.U.C. e ne regolano le modalità.

          Il  P.U.C.  si attua attraverso  un   complesso  di  interventi sul territorio che adegui lo stato di  fatto alle previsioni dello strumento urbanistico.

          Allo  scopo verranno predisposti gli strumenti  di    specificazione  e di raccordo tra lo stato di fatto  e  le previsioni del P.U.C., precisamente costituiti:
i primi dai piani urbanistici esecutivi (di  iniziativa    pubblica   o   privata),  i   secondi   dai   programmi   pluriennali di attuazione.

         Le   previsioni   del  P.U.C.   si   attuano   più  precisamente  attraverso  concessioni  edilizie  dirette  nelle  zone  A,  B  ed E  o  mediante  la  formazione  e   approvazione  nelle  forme di legge  di  appositi  piani     particolareggiati o piani di lottizzazione convenzionati nelle  zone di espansione territoriale (zone C) o  nelle   zone  artigianali  e industriali (zone  D), nelle zone di servizi di  interesse     generale (zone G).

Articolo: 3 - PROGRAMMA DI ATTUAZIONE

          Il  Piano  Urbanistico  si  attua  sulla  base  di     programmi   pluriennali, (qualora  obbligati  ai   sensi     del  comma  2  art.  23  L.R.  22.12.1989  n.  45),  che   delimitano  le  aree nelle quali devono  realizzarsi  le   previsioni del P.U.C. e le urbanizzazioni relative  agli  insediamenti.

          Nei modi e nei termini previsti per la  formazione del  bilancio  comunale,  l’Amministrazione  redige  ed    aggiorna  ogni  anno  tale programma,  valido  per  una   durata di tre anni.

Tale programma determina essenzialmente:
1 ­ gli interventi di risanamento e di riqualificazione   negli abitati esistenti e in  particolare nelle zone  A, e   la utilizzazione degli immobili abbandonati;

     2 ­ la  ripartizione  quantitativa  di   edificazione residenziale  e produttiva, divisa  per  categorie, ammissibile  nell’intero territorio  comunale,  nei   settori  urbani  e  in  ogni zona  in   relazione  al          fabbisogno prevedibile e al livello minimo ammesso ottenuto   dalla   comparazione   fra   grado    di   utilizzazione e funzione sociale;

     3 ­ la determinazione delle aree in  cui  attuare  tale  edificazione e i modi dell’attuazione, specificando ove si preveda l’intervento diretto e dove, secondo   le  indicazioni dei piani esecutivi già formati  e   vigenti o in  corso di formazione;

     4 ­ la  definizione  delle  opere  di  urbanizzazione  corrispondenti, con  individuazione delle caratteristiche progettuali, la localizzazione delle aree          occorrenti e le previsioni di massima delle spese;

     5 ­ la ripartizione degli oneri conseguenti tra Comune e operatori pubblici e privati, con  la ripartizione   delle  presumibili  spese a carico  del  Comune  in   annualità di bilancio;

     6 ­ il coordinamento delle altre opere pubbliche o  di  pubblico interesse programmate dallo stato, dagli  Istituti,  da  Enti  Locali  ed  eventualmente   da   privati;

     7 ­ la perimetrazione delle aree in  cui predisporre  la  formazione dei piani esecutivi, anche in  attuazione   differita, e la definizione del loro tipo;

     8 ­ la scala di priorità da osservarsi nella realizzazione delle opere pubbliche e degli insediamenti e  nel promuovere i piani esecutivi di cui ai punti   3), 4) e 7).

L’aggiornamento annuale consisterà essenzialmente in:
­ analisi dei mezzi finanziari utilizzati e di  quelli prevedibilmente reperibili nel prossimo periodo;
­  eventuale conferma ed integrazione del programma di   attuazione.

          Nella formazione dei piani di attuazione si terrà   conto delle previsioni eventualmente non  realizzate nel    precedente P.A.

          Tuttavia  non   si potrà procedere  a  formare  un   nuovo  piano  di attuazione se non  sono  in   corso  gli  appalti  per  le opere pubbliche  e  di  urbanizzazione  previste   nel  precedente  che  non fossero ancora     realizzate.

Articolo: 4 - VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA’

          Una proposta di intervento si ritiene  compatibile con  l’attuazione equilibrata del Piano Urbanistico,  se   esso è previsto nel P.A. vigente.

          Qualora  le concessioni edificatorie  non   fossero  richieste nei tempi indicati nel P.A. o prescritti  dal Comune, le aree relative  vengono   espropriate   e  utilizzate  per  l’edilizia di interesse  generale,  ai  sensi della legge 29 ottobre 1971, n. 865 e successive.

Articolo: 5 - INTERVENTI AMMESSI NELLE AREE NON  INCLUSE

Non  e’ richiesta la valutazione di compatibilità,  ma solo il giudizio di conformità alle indicazioni  del Piano Urbanistico, per gli interventi di emergenza,  per   modesti   interventi   di  interesse   pubblico o di risanamento  e  per le opere agricole, come  di  seguito   specificato:
a)  ­ interventi di demolizione  o  di  consolidamento  statico prescritti dal Comune per tutelare la pubblica incolumità;

b)  ­ interventi di bonifica igienica prescritti dalle Amministrazioni competenti per tutelare la salute  pubblica;

c)  ­ allacciamento ai pubblici servizi degli edifici  esistenti;

d) ­ completamento di edifici pubblici  di  competenza  comunale, regionale o realizzazione di impianti,    attrezzature,  opere  pubbliche  o  di   interesse generale da parte degli Enti competenti;

e)  ­ opere di urbanizzazione in  attuazione di strumenti urbanistici vigenti;

f) ­ opere  di  ripristino  conseguenti  a   pubbliche calamità;
g) ­ interventi di manutenzione straordinaria;

h) ­ interventi di restauro, risanamento conservativo e  ristrutturazione  e  ampliamento  in   misura   non  superiore al 20% e per una sola volta, di edifici unifamiliari;

i) ­ realizzazione  delle  opere  in   funzione  della conduzione agricola nelle zone E.

Articolo: 6 - DEROGHE AL PIANO URBANISTICO

Nei casi e nei modi previsti dalle leggi vigenti e  previa   deliberazione  del  Consiglio   Comunale,   il  Responsabile dell’Ufficio Tecnico,   sentita   la  Commissione   Edilizia,   può concedere concessioni in  deroga a norme del Regolamento Edilizio  e del Vigente strumento Urbanistico, in   base all’art.  16  della  Legge  6  agosto  1967,  n.   765, limitatamente  ad  edifici  pubblici  o  di   interesse pubblico ivi compresi gli impianti.
Per  le  deroghe in  zona E si rimanda  alle  norme relative.

    Non  sono derogabili le destinazioni di zona.-


Articolo: 7 - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE

Il territorio comunale è diviso ai sensi e per gli effetti  dell’art.  34 Legge 17 agosto 1942, n.  115:  e successive, in  zone territoriali omogenee secondo i tipi e  le  nomenclature  indicate nel D.  Ass.  E.L.F.U.  n.     2266/83,   allo   scopo  di   differenziare   le   norme     urbanistico-edilizie    adattandole   alle    situazioni esistenti  e agli obiettivi dello  sviluppo  urbanistico dell’Amministrazione Comunale.

Zone A: CENTRO STORICO DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE.
E’  la  parte di territorio  interessata  da  un agglomerato urbano che riveste carattere storico artistico  di  particolare pregio  ambientale  e tradizionale.

Zone B: COMPLETAMENTO RESIDENZIALE.
E’   la   parte  di  territorio   totalmente   o parzialmente  edificata ed  urbanizzata  diversa dalle zone A.

Zone C: ESPANSIONE RESIDENZIALE.
Sono  le parti del territorio destinate a  nuovi complessi a prevalente carattere residenziale.

Zone D: INDUSTRIALI E ARTIGIANALI.
Sono  le parti del territorio destinate a  nuovi insediamenti per impianti produttivi, industriali,   artigianali,   commerciali   e   ad   essi assimilati.

Zone E: AGRICOLE.
Sono  le parti del territorio destinate  ad  usi agricoli, compresi gli edifici, le  attrezzature  e  gli  impianti  connessi  al  settore   agro   pastorale   e  a  quello  della  pesca  e   alla valorizzazione dei loro prodotti.

Zone G: EDIFICI, ATTREZZATURE, IMPIANTI DI INTERESSE GENERALE.

            Sono   le   parti  del  territorio   che   nello     ambito   della  suddetta  destinazione   possono   essere destinate a:
Istruzione superiore, addestramento professionale, musei, parchi, attrezzature  sanitarie comprensoriali, autoparchi, cartodromi, impianti di potabilizzazione  e  depurazione,  inceneritori, convivenze e attrezzature ricettive o pararicettive etc..

    Zone H: DI RISPETTO.
Sono le parti del territorio non  edificabili per  motivi  di carattere igienico, o  che  rivestono particolare pregio naturalistico, geomorfologico speleologico,  archeologico, paesaggistico o  di particolare interesse per la collettività, quali ad esempio le fasce di rispetto lungo le strade statali, provinciali e comunali.

 Ogni  zona  ha  una  normativa  omogenea  per   l’intera  estensione   ed   è   contraddistinta   dalla    lettera caratteristica del tipo di zona.
Le  delimitazioni  sono indicate  nelle  planimetrie  in  scala   1:10.000  e  1:2000  del   territorio   comunale (Tav.5,Tav. 6);
l’utilizzazione e l’urbanizzazione avvengono secondo  le norme  inderogabili di destinazione, densità e  distanze indicate  nel  R.E.,  nonché  nelle  presenti  norme  di attuazione e nelle tabelle riassuntive.

Articolo: 8 - ZONA OMOGENEA A: CENTRO STORICO

Il perimetro inscrittore del Centro Storico è quello del Piano Particolareggiato esistente nel quale viene  ricompresa la Zona A e alcuni isolati della Zona B. I suoi confini sono storicizzati dalla cartografia antica in sintonia con la L.R. 29/98 “Tutela e valorizzazione dei Centri Storici della Sardegna”, e mostrano un radicato riconoscimento collettivo nel locale fenomeno del muralismo.
I commi seguenti rappresentano l’articolato di indirizzo attuativo per la Zona A in sintonia con la normativa di dettaglio del Piano Particolareggiato vigente, per cui all’atto della naturale scadenza delle parti vincolate le norme di attuazione di quest’ultimo sono da intendersi senza soluzione di continuità richiamate al PUC e validate come “Normativa di piano quadro per il Centro Storico” con la denominazione Art. 8 bis.
La prossima formulazione di Piano Particolareggiato dovrà introdurre nelle morme esistenti gli aspetti mancanti della Tecnologia Storica della terra cruda (su làdiri) e gli studi sulle relative forme del’Architettura collettiva, oggi evocate dall’evoluzione culturale in tal senso da parte del’intera collettività locale. Tra i compiti degli studi di settore vi dovrà essere anche quello di inquadrare la validità o meno delle tante “case di terra” esterne al perimetro del Centro Storico, dettandone i regimi di aiuto per la loro valorizzazione nei termini di cui al 2° comma del’art. 2 della L.R. 29/98 di riferimento generale.
Per gli interventi di risanamento conservativo, la densità e la cubatura non  devono superare quelle preesistenti, computate senza tener conto delle sovrastrutture di  epoca  recente prive  di  valore  storico-artistico, salvo disposizioni diverse del Piano Particolareggiato o del Piano di recupero.

Per  le nuove costruzioni, e sopraelevazioni e  le ricostruzioni  a  seguito di demolizione,  quando  siano ammesse  in  sedi di Piano attuativo, l’indice  fondiario non  può superare quello medio della zona.

Le altezze massime degli edifici e le distanze minime tra pareti prospicienti sono stabilite come segue:

Per le operazioni di risanamento non è consentito superare le altezze degli edifici preesistenti computate senza tener conto di sovrastrutture o di sopraelevazioni aggiunte alle antiche strutture.

Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni, quando siano ammesse in sede di piano attuativo, l’altezza massima di ogni edificio non può superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico o ambientale e le distanze fra gli edifici, ove non sia tecnicamente opportuno costruire sul confine, non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra gli edifici preesistenti, computate senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale.

L’edificazione  nelle zone B comprese nel perimetro  del Piano   Particolareggiato  del  Centro  Storico   dovrà avvenire tramite l’adozione di tipologie abitative in armonia  con   quelle del Centro Storico,  e rifarsi alla specifica normativa prevista del Piano quadro di cui sopra.

Le tipologie di suddette zone, soprattutto quelle di fabbricati preesistenti di recente   edificazione, dovranno con appositi accorgimenti   inserirsi armonicamente nel contesto urbanistico circostante.

La  copertura  a tetto del portale  d’ingresso, fino ad  una profondità di mt. 2.50 , effettuata  nel contesto  di  un  armonico inserimento   della  tipologia caratteristica del Centro Storico , non  verrà valutata ai fini del computo della superficie coperta e dei dei volumi.

Per gli edifici segnalati dal PP vigente e da quello più specifico per l’Architettura di terra, si assumeranno i valori convenzionali di 30 cm. per i muri e di 3 mt. d’altezza per i vani.

Onde incentivare l’Architetura di terra sarà consentito detrarre dal computo dei volumi le murature in terra cruda nella misura del 20% della volumetria.

Verranno parimenti escluse dal computo della superficie coperta e dei volumi le verande aperte , fino ad una profondità di mt. 2.50.

Nel  caso di demolizione e ricostruzione di  fabbricati,  la   concessione  può essere  condizionata all’arretramento volontario dal filo stradale, onde garantire una sezione  accettabile della  medesima,  e  secondo   il   nuovo allineamento stabilito dall’Ufficio Tecnico Comunale. Il programma dovrà essere previsto dal nuovo Piano Particolareggiato o in difetto essere approvato dalla  Commissione Edilizia, integrata dalle figure di cui alla L.R. 28/98 sul trasferimento ai Comuni di alcune competenze paesistiche.

E’  in   facoltà  dell’ Amministazione, previa delibera del C.C., concedere   delle     agevolazioni    finalizzate   al   recupero  e  alla  rivitalizzazione  del  Centro  Storico, nonchè ad interventi di ristrutturazione e  di restauro, o di semplice manutenzione conservativa dei prospetti e dei portali.
Nella zona A è consentita l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento (compresi i casi di “autorizzazioni dovute di cui al punto 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) esclusivamente di:

  • Esercizi di Vicinato (EV); è prevista un’ulteriore limitazione di superficie di vendita massima pari a 100 mq. per gli esercizi esclusivamente alimentari;
  • Medie strutture di Vendita (MSV nella forma di esercizi singoli o centri commerciali ) non alimentari al cui interno possano coesistere strutture alimentari con superfici di vendita inferiori ai 100 mq. realizzate in immobili di pregio esclusivamente a seguito di trasferimenti, concentrazioni o ampliamenti.

Per i criteri di ammissibilità dovrà farsi riferimento all’Abaco delle compatibilità di cui all’art. 5.3.1.1 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108, e allegate alle presenti Norme (Vedi Tabella 1)

Nella zona omogenea A devono essere rispettate le normative relative alla tutela del patrimonio storico e ambientale in essa presenti. In particolare sono proibiti gli ampliamenti delle aperture (finestre, ingressi e similari di qualsiasi natura esistenti sulla muratura), sia che prospettino su spazi pubblici che privati.
Eventuali nuove aperture potranno essere consentite purché rispettino le dimensioni delle aperture presenti nell’edificio e vengano sottoposte all’Amministrazione Comunale in coerenza con gli indirizzi del Piano particolareggiato.
Negli allacciamenti dei servizi, quali acqua, luce, telefono, gas e simili, non saranno consentiti vani contatori con sportelli prospicienti la pubblica via.

Articolo: 8_BIS - NORMATIVA DI PIANO QUADRO PER IL CENTRO STORICO

Le norme di attuazione del P.P. del Centro Storico sono richiamate al PUC e validate come “Normativa di piano quadro per il Centro Storico”

Articolo: 9 - ZONA B: DI COMPLETAMENTO RESIDENZIALE

Interessa le parti più recenti, esterne al vecchio nucleo  urbano  definite in  base all’Art. 3  del  D.Ass. E.L.F.U.  n° 2266/U del 1983, nelle quali sono in   parte realizzate le opere di urbanizzazione primaria.

In   questa  zona è consentita la  costruzione,  la demolizione e la ricostruzione con  concessione diretta.
La   destinazione   è   residenziale. Oltre  alle abitazioni sono ammesse le attrezzature urbane  connesse con  la residenza, nonché bar, caffè, ristoranti,  uffici pubblici e privati, centri culturali e sociali etc., attività artigianali non moleste e inquinanti quali barberia, calzoleria, lavanderia e studi fotografici etc.
Valgono le seguenti prescrizioni:
­  l’indice fondiario non  deve superare il valore  di  3 mc/mq  in   caso   di concessione diretta e di 5  mc/mq  in  caso  di  piano esecutivo il cui comparto  minimo  dovrà essere costituito da almeno un  isolato;

­ superficie coperta: 50% della superficie del lotto;
­ altezza massima: non  superiore all’altezza media degli  edifici preesistenti nella zona e in  nessun  caso superiore  a mt. 10.50;
­ altezza minima : mt. 3.50  , ad esclusione dei locali accessori e dei loggiati che potranno avere altezze inferiori, ma non minore a mt. 2.40;
­ numero di piani: tre fuori terra;

­ distacco  dai confini: mt. 5.00 o se  ammissibile  in  aderenza;
(L’edificazione in aderenza e/o sul confine è ammissibile nei seguenti casi: il fabbricato del lotto contiguo è edificato sul confine ed è privo di pareti finestrate o a distanza maggiore o uguale a 5 metri dal confine ed è privo di pareti finestrate).

­ distanza fra gli edifici: per problemi igienici e sanitari, di norma dovranno evitarsi la creazione di spazi angusti, strettoie o corridoi  di larghezza inferiore ai mt. 5.00. Pertanto la distanza fra gli edifici viene regolamentata secondo le seguenti casistiche:

  • non  inferiore a mt. 10.00, misurata nel punto   di massima estensione del fabbricato e in presenza di pareti entrambe finestrate;
  • non  inferiore a mt. 10.00, misurata nel punto   di massima estensione del fabbricato e in presenza di pareti di cui almeno una finestrata;
  • a distanza non inferiore a mt. 5.00 dal confine  , in presenza di fabbricato a distanza dal confine minore di mt. 5.00 e privo di pareti finestrate (nella fattispecie il fabbricato da edificare avrà la parete prospiciente non finestrata);
  • a distanza non inferiore a mt. 5.00 dal confine  , in presenza di fabbricato a distanza dal confine ³ ai mt. 5.00 e in presenza di pareti finestrate (nella fattispecie il fabbricato da edificare potrà avere la parete prospiciente finestrata);
  • in aderenza, in presenza di fabbricato del lotto contiguo edificato sul confine
  • sul confine del lotto, in presenza di fabbricato a distanza dal confine ³ 5.00 e privo di pareti finestrate

Verranno escluse dal computo della superficie coperta e dei volumi le verande aperte , fino ad una profondità di mt. 2.50.

       Nel  caso di nuovi allineamenti stradali, devono  essere    garantite  sezioni stradali minime, non  inferiori a  ml.   10.00.-
E’   fatta   salva   la   possibilità di  conservare l’allineamento dei fabbricati preesistenti nelle  strade o tratti di case con  tessuto urbano già definito.-

Nei lotti inedificati o liberi a seguito di demolizioni, ubicati in  un  tessuto urbano già definito e consolidato, estendentesi su un  fronte stradale, o in  profondità  per una   lunghezza  inferiore  a  24  ml.,  nel   caso   di impossibilità di  costruire in  aderenza  e  qualora  il rispetto delle distanze tra pareti finestrate,  comporti l’inutilizzazione dell’area o una soluzione tecnica  non  accettabile,  tale distanza può essere ridotta, fino  ai valori  minimi  previsti dalle disposizioni  del  Codice Civile  (mt. 3.00).

  • La costruzione degli edifici è libera nella composizione ma deve rispettare le prescrizioni di zona.

Inserirsi in  modo coerente con  i volumi al contorno esistenti  o  in  progetto, tenendo  conto  della  viabilità definita   dall’Amministrazione  Comunale  al  fine   di rendere più corretto il disegno urbano.

  • garantire una superficie per la sosta privata,  anche  interrata,  nella misura minima di 1 mq. ogni 10 mc.  di    costruzione.

Anche  per  la  zona B il  Comune  si  riserva  di imporre,  qualora  lo ritenesse  necessario,  interventi urbanistici coordinati, estesi almeno a un  isolato.
Tali   progettazioni,   approvate   da   tutti   i proprietari interessati, dovranno essere presentate  nei modi previsti per i piani esecutivi e dovranno prevedere oltre   ai  corpi  di  fabbrica  da  costruire,   quelli esistenti nell’area che si ritiene di non  modificare.

Gli  standards  urbanistici  dovranno  essere  non  inferiori  a  quelli prescritti dal  D.Ass.  2266/U  del 1983.
La  progettazione coordinata una volta  approvata, dovrà essere convenzionata a termini di legge.
Ove  non  fosse possibile trovare un  accordo tra  i proprietari  delle  superfici e degli  immobili  facenti parte  dell’isolato  o parte di esso,  il  Comune  potrà procedere in  conformità a quanto previsto dalle  vigenti leggi.

L’edificazione  nelle zone B comprese nel perimetro  del Piano   Particolareggiato  del  Centro  Storico   dovrà avvenire attraverso l’adozione di tipologie abitative in  armonia  con   quelle del Centro Storico,  e  secondo  la  specifica   normativa   prevista  in   tale   Piano. Tali  tipologie,  soprattutto  in   presenza  di  fabbricati  di   recente   edificazione,   saranno  tali   da   inserirsi armonicamente nel contesto urbanistico circostante.
Nella zona B è consentita l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento (compresi i casi di “autorizzazioni dovute di cui al punto 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) esclusivamente di EV e di MSV alimentari e no alimentari ( come definite al punto 2 del 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) nella forma di esercizi singoli o centri commerciali.
Il modello di rete sotteso a tali criteri esclude la presenza di Grandi strutture di Vendita (GSV) Alimentari e non Alimentari.
I criteri riferiti alle zone B hanno carattere vincolante.
Per i criteri di ammissibilità dovrà farsi riferimento all’Abaco delle compatibilità di cui all’art. 5.3.1.1 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108.

Articolo: 10 - ZONA C:DI ESPANSIONE RESIDENZIALE

GENERALITA’

Le zone C sono destinate esclusivamente ad insediamenti     residenziali, articolati  in   unità residenziali  per  le     quali    saranno   necessari   interventi    urbanistici coordinati.
Oltre le abitazioni sono permesse le  attrezzature urbane   e  le  attività  terziarie  connesse   con    la residenza.
L’edificazione sarà, infatti consentita se il  fabbricato     sorgerà  su  di  un lotto facente parte  di  un   piano  attuattivo (lottizzazione   convenzionata    o    piano particolareggiato).

Unità territoriali minime.
Le lottizzazioni, per garantire il coordinamento, dovranno essere  estese ad una superficie di terreno di almeno 1 Ha ( un  ettaro.)

Sarà possibile lottizzare aree di superficie  inferiore a un  ettaro solo nel caso di un’area compromessa che non  possa essere accorpata ad un’altra adiacente.

Tutti  gli interventi urbanistici dovranno indicare  per unita’ residenziale, le aree destinate ai lotti residenziali,  al  verde, ai servizi, alla  viabilità  e  alla sosta  secondo le prescrizioni delle presenti  norme  di attuazione.

Nella localizzazione delle aree si tenderà a formare un  insieme  di spazi e percorsi articolati e  complementari all’interno  delle  singole zone e dei  settori  urbani, avendo come fine la riorganizzazione dell’intero abitato attorno  a  percorsi pedonali  autonomi  che  colleghino residenze, servizi e attività produttive.

Nella zona C è consentita l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento (compresi i casi di “autorizzazioni dovute di cui al punto 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) esclusivamente di EV e di MSV alimentari e non alimentari ( come definite al punto 2 del 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) nella forma di esercizi singoli o centri commerciali.
Il modello di rete sotteso a tali criteri esclude la presenza di Grandi strutture di Vendita (GSV) Alimentari e non Alimentari.
I criteri riferiti alle zone C hanno carattere vincolante.
Per i criteri di ammissibilità dovrà farsi riferimento all’Abaco delle compatibilità di cui all’art. 5.3.1.1 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108.

Articolo: 11 - STUDIO DI COMPATIBILITA’ PAESISTICO-AMBIENTALE PER LE ZONE C/D/G

I    progetti   di   trasformazione    urbanistica    e    territoriale,   ricadenti   nel   territorio   comunale, dovranno essere preceduti e/o accompagnati da uno studio di compatibilità  paesistico-ambientale.

Lo   studio  di   compatibilità   paesistico-ambientale costituisce  basilare  requisito  di  legittimità  e  di conseguente fattibilità tecnica dei vari progetti, piani e  programmi  suscettibili di  esercitare  un   rilevante impatto paesistico ambientale.                      

Lo  studio  di  compatibilità è pertanto   strumentale     rispetto   alla  verifica  tecnica  e  giuridica   della sussistenza di tale fondamentale requisito e rappresenta un     indispensabile   presupposto   di    apprezzamento conoscitivo per l’adozione degli atti autorizzatori,  di approvazione   e/o   di  controllo   dei   progetti   di trasformazione urbanistica e territoriale ricadenti  nel territorio comunale.

In   tutti i casi in  cui è prescritta la previa  verifica     di  compatibilità  ambientale,  i  proponenti   soggetti pubblici e privati debbono produrre ai competenti organi dell’amministrazione  regionale ­ in  via preventiva o  a     corredo   dell’atto  da   autorizzare, approvare    o assoggettare   a  controllo  ­  i   seguenti   elaborati illustrativi e d’indagine:
a) ­ individuazione fisico-descrittiva dell’ambito dove è  prevista la       realizzazione della proposta di  piano  o edificatoria;
b)  ­  descrizione analitica  sia  dell’ambito  oggetto dell’intervento che dei luoghi di più vasta area ad esso circostanti,   con    evidenziazione   del   grado di vulnerabilità dell’ambiente per effetto dell’intervento proposto,   avendo   particolare  riguardo   ai   valori naturalistici, ai beni storici e culturali, agli aspetti percettivi,  alla conservazione dei suoli ed al  rischio idrogeologico;
c)  ­  caratteristiche   progettuali   dell’intervento proposto ed illustrazione delle possibili alternative di localizzazione;    
d)  ­  simulazione degli  effetti  dell’iniziativa  sul     paesaggio e sulle altre componenti ambientali, valutando   anche   le  possibili  alternative   di   localizzazione   considerate;
e)  ­ concrete misure per l’eliminazione dei  possibili   effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzarne e compensarne lo sfavorevole impatto sull’ambiente.

11.1- PROCEDURE PER LE VERIFICHE DI IMPATTO AMBIENTALE

1- ANALISI DEI VALORI NATURALISTICI
L’analisi dovrà essere condotta sia con riferimento agli elementi fisici che biologici.
Per quanto concerne gli elementi fisici dovrà essere accertata l’esistenza di geotopi di rilevante interesse geologico-stratigrafico, geomorfologico o paleontologico.
Dovranno altresì essere qualificati quei geotopi ove sono presenti specie animali o vegetali o ecosistemi meritevoli di conservazione.
Sono altresì da identificare e valutare i lembi residui di aree naturali o seminaturali all’interno o all’intorno del tessuto urbano che possano essere suscettibili di riqualificazione e restauro ambientale.
L’analisi dovrà essere tesa alla caratterizzazione degli aspetti floristici, vegetazionali, e faunistici ed a valutare complessivamente la compatibilità degli interventi di Piano o di Progetto con la conservazione dei beni naturali presenti.


 

2- ANALISI D’IMPATTO VISIVO E COMPATIBILITÀ AMBIENTALE
        L’analisi dovrà essere effettuata sulla base del progetto di massima o esecutivo dell’intervento, sia relativamente alle opere architettoniche ed ai manufatti che lo contraddistinguono sia relativamente alle modificazioni ed alle sistemazioni ambientali che fisicamente ne fanno parte integrante.
L’analisi deve riguardare i caratteri dimensionali, formali, distributivi e quantitativi dell’intervento, gli aspetti cromatici e la valutazione delle condizioni d’adattamento o di contrasto con il paesaggio e l’ambiente circostante.
La descrizione dovrà anche indicare i correttivi di minimizzazione e di compensazione previsti per il contenimento dell’impatto visivo e ambientale nel suo complesso.
3- ANALISI DEL RISCHIO ARCHEOLOGICO
Le opere di edificazione e trasformazione promosse dai privati non sono soggette a preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza archeologica, che riceverà comunicazione dall’Ufficio Tecnico Comunale all’atto dell’approvazione del progetto limitatamente agli interventi comprendenti scavi per nuovi edifici o di sistemazione di lotti inedificati.
Gli elaborati da trasmettere consisteranno:

  • rilievo dello stato attuale dell’intero lotto
  • piano degli scavi previsti (scala 1:200)

L’Ufficio della soprintendenza si riserva di fare ricognizioni di controllo finalizzati alla mappatura scientifica del territorio.
Per le opere pubbliche, oltre alla comunicazione di cui sopra , è fatto obbligo di dare comunicazione, entro sette giorni, della data di inizio dei lavori.
4 - ANALISI DEL RISCHIO GEOLOGICO
L’analisi del rischio idrogeologico dovrà essere effettuata con riferimento ai fenomeni di portanza dei terreni di fondazione, di instabilità dei versanti e di esondazione o ristagno idrico che possono arrecare danno alle persone, alle opere o alle infrastrutture.
In particolare l’analisi geologica comporterà la verifica e l’approfondimento dei quadri conoscitivi di macroscala e di microscala relativamente alle aree direttamente o indirettamente interessate dai piani o dagli interventi di trasformazione o di bonifica.
L’analisi che si avvarrà di specifici elaborati tematici, (Carta geologica, Carta Morfologica, Carta delle Acclività, Carta del rischio, ecc.) dovrà essere tesa a valutare la fattibilità geologica-tecnica degli interventi di trasformazione proposti con riferimento ai contenuti del D.M. 11.3.88, per mezzo di rilievi, indagini, prove.
Le indagini dovranno contenere la verifica delle eventuali situazioni di rischio che possono manifestarsi sia nelle fasi di realizzazione degli interventi o di costruzione delle opere sia nelle fasi di esercizio o di gestione.
Le metodologie da applicare nella redazione dello studio geologico-tecnico sono quelle dell’analisi geotecnica del terreno, avente un dettaglio tale da definire, per ciascun litotipo distinto nella cartografia, i parametri geotecnici  e geomeccanici necessari a fornire in maniera indicativa e di massima, il modello di comportamento meccanico del substrato geologico soggetto ad instabilità geomorfologica o ad intervento.
Le indagini devono in particolare accertare le condizioni di stabilità dei pendii tenuto conto anche di eventuali effetti dannosi conseguenti all’inserimento delle opere.
Saranno anche da considerare gli eventuali fenomeni di subsidenza possibili nelle aree di riporto di materiali terrosi o conseguenti a modifiche del regime delle acque superficiali e profonde.
I risultati delle analisi dovranno essere contenuti altre che in apposita cartografia (Carta geologica-tecnica, Carta delle acclività, carta della permeabilità, Carta della stabilità dei versanti, del rischio di instabilità dei versanti o di esondazione) anche in una relazione geologica-tecnica il cui livello di approfondimento dovrà essere commisurato all’importanza dell’intervento da realizzare.
La relazione dovrà contenere l’illustrazione del programma d’indagine, il motivato giudizio di affidabilità dei risultati ottenuti e di compatibilità dell’intervento previsto con le caratteristiche geologiche- tecniche dell’area interessata.
11.2 PROCEDURE ISTRUTTORIE DELLO STUDIO DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE

  • Lo studio di compatibilità ambientale sarà sottoposto alle valutazioni del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, previamente acquisito in merito il parere della Commissione Edilizia.
  • Il negativo esito dell’accertamento di compatibilità comporta la giuridica inattuabilità dell’iniziativa proposta..”

Articolo: 12 - STANDARDS URBANISTICI

Per la zona C si adottano i seguenti parametri:
­  Indice massimo di fabbricabilità territoriale: da 0.80 a 1.50 mc/mq.,    secondo quanto specificato per le diverve sottozone individuate dal P.U.C.
­  Dotazione minima per spazi pubblici S  riservati  alle attività  collettive, a verde pubblico o a  parcheggi con  esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie: 18 mq. per abitante.-

Sono  da tener presenti inoltre le previsioni di cui  al Decreto  Ministeriale 1¸ dicembre 1975  (Norme  tecniche aggiornate  relative all’edilizia scolastica)  e  quelle relative  al D.L.vo 30 aprile 1992, n. 285  (Fasce  di rispetto del nastro stradale).-

I piani particolareggiati già approvati sono soggetti alle seguenti norme:

 12.1 - ESPANSIONE URBANA C*

 Comprende due Piani di recupero urbanistico di cui il primo C1* si inserisce all’interno di un assetto insediativo già parzialmente urbanizzato e rappresenta un completamento della struttura edificata esistente (località Bia Assemini) e il secondo C2* localizzato nella zona sud-ovest nella direttrice per Decimannu (località Crabili Mereu).
Trattasi praticamente di aree circoscritte ed intercluse tra diverse destinazioni d’uso (zone di completamento o piani di risanamento urbanistico) dove la soluzione urbanistica di intervento è vincolata dalla continuità dello schema viario esistente e dalla conformazione dei lotti attualmente frazionati.
Il terzo è costituito da un Piano particolareggiato d’iniziativa pubblica C3* nella direttrice nord-est in località Sant’Antonio (Via Pixinortu) attualmente in fase di realizzazione.
In queste sottozone, di  146.891 mq. è prevista l’edificazione sulla base dei rispettivi indici fondiari di piano (2,20 , 2,50 e 2,00 mc/mq), una volumetria di 206.745 mc.
L’indice territoriale massimo, da non superare anche in sede di variante, è come appresso contraddistinto:
C1* (P.R.U. Bia Assemini)                                                      1.4 mc/mq
C2* (P.R.U. Crabili Mereu )                                                   1.5 mc/mq
C3** (P.P. Sant’Antonio)                                                        1.4 mc/mq
Le superfici per standard individuate e da mantenere anche in sede di variante sono
le seguenti:
C1* (P.R.U. Bia Assemini)                                                      25.858 mq
C2* (P.R.U. Crabili Mereu )                                                     5.150 mq
C3** (P.P. Sant’Antonio)                                                          7.046 mq

12.2 -ESPANSIONE URBANA C°

Gli altri ambiti di espansione urbana C°  sono costituiti dai due Piani di Zona in località Is Spinargius e in località San Giovanni, rispettivamente localizzati nella parte nord-est e nord-ovest dell’abitato, e da sette lottizzazioni (C1- C2 - C3 - C4 - C5 - C6 – C7) in tutto o in parte convenzionate o approvate e in fase di realizzazione.
Trattasi della lottizzazione Sant’Elena (C1) ubicata nella parte sud-ovest a ridosso della zona di rispetto cimiteriale; della lottizzazione Zona San Giovanni (C2)  interclusa tra il PEEP San Giovanni e il centro storico; della lottizzazione Santa Suja  (C3) ormai quasi completamente edificata e interclusa in zona B  e B* ; della lottizzazione Oasi degli ulivi (C4) nella zona nord-est limitrofa al complesso Scuola Media Scuola Materna di Via Pixinortu; della lottizzazione Sant’Antonio (C5), lungo la direttrice per Pixinortu; della lottizzazione  Oasi degli agrumi interclusa dal piano di risanamento di Bia Assemini; ed infine della lottizzazione Bia Noa (C7) lungo la direttrice per Pixinortu.
Nelle sette lottizzazioni pianificate in epoche diverse e con l’impiego di indici territoriali diversi (1.00 e 1.50 mc/mq), aventi una superficie complessiva di 186.142 mq, sono edificabili 256.173 mc.
Nei piani di zona, di complessivi mq. 101.452, sono stati realizzati sulla base di 1.50 mc/mq, una volumetria di 135.100 mc.
L’indice territoriale massimo , da mantenere anche in sede di variante. è fissato come segue :


Sant’Elena (C1)   

1 mc/mq

Santa Suja  (C3)

1 mc/mq

PEEP1, PEEP2

1.5 mc/mq

C2, C4, C5, C6, C7

1.5 mc/mq

Gli standard minimi, da mantenere anche in sede di variante , risultano dalla seguente
tabella:


Piani di Zona

P.E.E.P.  1 Ispinargius 

                              20.127 mq.

P.E.E.P.  2 San Giovanni

   11.103 mq.

Lottizzazioni Convenzionate

C°1 Sant’Elena

3.030 mq.

C°2 Zona San Giovanni

783    mq.

C°3 Santa Suja

2.162 mq.

C°4 Oasi degli ulivi

8.555 mq.

C°5 Sant’Antonio

6.813 mq.

C°6 Oasi degli agrumi

6.263 mq.

C°7 Bia Noa

6.354 mq.

 12.3 - ESPANSIONE C SOGGETTE A P.R.U.

Individua gli ambiti territoriali soggetti a Nuovi Piani di recupero urbanistico ubicati rispettivamente nella Via Pixinortu e nella Via Cagliari.
L’indice territoriale massimo di cui all’art. 4 del D.A. 2266/83 è fissato in 0.80 mc/mq.
Gli standard minimi sono di 18 mq/abitante.

 

12.4 -  NUOVE ZONE DI ESPANSIONE C

Individua gli ambiti territoriali di espansione di nuova individuazione a seguito dell’accoglimento delle osservzioni al Piano Urbanistico.
Trattasi di tre nuove aree contraddistinte in piano sotto la lettera C1, C2 e C3, ubicate rispettivamente in via Risorgimento, in Via G. Deledda e via De Gasperi.
L’indice territoriale massimo di cui all’art. 4 del D.A. 2266/83 è fissato in
1 mc/mq.
Gli standard minimi sono di 18 mq/abitante.

Articolo: 13 - TIPOLOGIE EDILIZIE PER LA ZONA C

    Nell’ambito   degli   interventi  coordinati   o   delle     lottizzazioni   delle  Zone  C  si   potranno   adottare     tipologie   edilizie   libere   purché   la   soluzione urbanistico-compositiva  e il disegno  urbano  risultino unitari,  al fine di garantire un   organico  inserimento dell’intervento nel contesto  più ampio della zona.-

Sarà   tuttavia  necessario  rispettare   le   seguenti prescrizioni:

­  percentuali e indici stabiliti per la  sottozona  cui l’intervento si riferisce;
­  altezze massime di mt. 7.50 ad eccezione di case  su pilotis,  per  i  quali è  consentita  una  maggiore altezza di mt. 2.50;
­  distacchi minimi tra le superfici  finestrate  degli edifici come stabilito dal D.Ass. E.L.F.U. n. 2266/83 per i comuni della 2° Classe.- (mt. 10.00)
­  distacchi dai confini del lotto: in  aderenza  oppure non inferiore a mt. 5.00;
­ distacchi dall’asse stradale non inferiori alla metà dell’altezza dell’ edificio prospettante e  comunque non  inferiore a mt. 5.00; tale distacco  vale  anche per le recinzioni dei lotti;

­  il rapporto tra area coperta e l’area del  lotto  di pertinenza dell’edificio non  inferiore a 1/3;
­  sono vietati i cortili chiusi, le chiostrine;
­  sono  obbligatori  per  tutti  gli  edifici   idonei stenditoi, studiati nel contesto architettonico;
­  per  ogni  edificio, nel lotto  di  pertinenza,  sono obbligatorie aree per la sosta privata, nella  misura di 1 mq. per ogni 10 mc. di costruzione;
­  sono vietate le costruzioni accessorie;
­  gli  spazi non  utilizzati del  lotto  devono  essere sistemati e mantenuti a verde;
­  le recinzioni, a giorno verso i  passaggi  pedonali, non  potranno  superare  i  mt.  2.50  dal  piano  di campagna, e dovranno essere unitarie nel tipo e nelle dimensioni.

Articolo: 14 - SOTTOZONA D1: ARTIGIANALE ­ COMMERCIALE

Interessa aree immediatamente attigue l’aggregato urbano e   prevalentemente   disposte   lungo   le   direttrici     principali   di  penetrazione  all’abitato, idonea ad accogliere imprese artigianali e commerciali.
E’  consentita  esclusivamente  l’edificazione  di costruzioni attinenti i caratteri di zona con  un   indice di fabbricabilità fondiario di 3 mc/mq e un  rapporto di copertura del lotto massimo del 40%.

L’altezza massima consentita e’ di mt. 10.50.-

La   costruzione   degli  edifici   deve   inoltre rispettare i seguenti punti:

  • per  i distacchi dalle strade si  osservi  il  D.L.vo 30/04/1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni;
  • distacco minimo dai confini del lotto mt. 6.00;
  • divieto   assoluto  di   costruzioni   a   carattere residenziale fatta   eccezione per i locali indispensabili per l’alloggio del custode, guardianie etc;
  • è obbligatorio il Piano Particolareggiato se di iniziativa pubblica o la lottizzazione da convenzionare a termini di legge se di iniziativa privata.
  •  la superficie minima per l’intervento è 5.000 mq.;
  •  la  superficie  da  destinare  a  spazi  pubblici    e parcheggi  non  deve essere inferiore al 10%  dell’intera superficie escludendo l’area destinata alla viabilità;
  • in   zone compromesse da precedenti  edificazioni,  il limite di 5000 mq. può essere ridotto mantenendo  però inalterata la quota di area da cedere;
  •   la sezione minima della sede stradale principale dovrà essere di mt. 10.00, e quella secondaria di mt. 8.00, mentre la sezione minima dei marciapiedi dovrà essere di mt. 1.50+1.50, per un totale di mt. 13.00 e mt. 11.00 rispettivamente.

Articolo: 15 - SOTTOZONA D2 : INDUSTRIALE ­ COMMERCIALE

Interessa  la parte di territorio lungo la S.S.  131  ad est   dell’asse  viario,  come  individuato  nel   piano generale di zonizzazione, e idonea ad accogliere imprese manifatturiere , commerciali, artigianali ed industriali.
In  essa l’edificazione è consentita esclusivamente  per le  costruzioni  attinenti i caratteri di  zona  con   un  indice  di  fabbricabilità fondiario di 3  mc/mq  e  un  rapporto di copertura nel lotto max. del 40%.

L’altezza massima è di mt. 12.50.
La costruzione degli edifici deve inoltre rispettare  le seguenti prescrizioni:

  •  per  i distacchi dalle strade si  osservi  il  D.L.vo 30/04/1992,  n.  285  e  successive  modificazioni   e integrazioni; con arretramento minimo dalle corsie di servizio di mt. 20.00.
  • distacco minimo dai confini del lotto mt. 10.00;
  • divieto   assoluto  di   costruzioni   a   carattere residenziale fatta eccezione per i locali indispensabili per l’alloggio del custode , guardiania etc;
  • é obbligatoria la lottizzazione convenzionata;
  • la superficie minima per l’intervento è 3 Ha.;
  • la  superficie  da  destinare  a  spazi  pubblici   e parcheggi  non  deve essere inferiore al 10%  dell’intera superficie escludendo l’area destinata alla viabilità; tale superficie può’ essere localizzata nella fascia  di rispetto della strada statale 131 destinata a verde;
  • in   zone compromesse da precedenti  edificazioni,  il limite  di  3 Ha può essere  ridotto  mantenendo  però inalterata la quota di area da cedere;
  • la sezione minima della sede stradale dovrà essere di   mt. 12.00, mentre per i  marciapiedi dovrà essere di mt. 1.50+1.50, per un totale di mt. 15.00.
  • ogni  intervento  deve  essere  collegato   con    la viabilità  principale del territorio  possibilmente  da piani predisposti dall’Amministrazione.-
  •  in  ogni caso è vietato accedere al lotto direttamente  dalla  S.S. 131 (Carlo Felice).
  • l’accesso al lotto dovrà avvenire attraverso le corsie di servizio nel rispetto dei sensi di marcia.

Articolo: 16 - ZONA E : AGRICOLA

16.1 Finalità

Le  presenti norme disciplinano l’uso  e  l’edificazione del   territorio   agricolo  e  persegue   le   seguenti finalità:
a) valorizzare  le  vocazioni  produttive  delle   zone agricole garantendo, al contempo, la tutela del suolo e delle emergenze ambientali di pregio;
b) incoraggiare la permanenza, nelle zone  classificate agricole, della popolazione rurale in  condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
c) favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo.

16.2 ­ Le zone agricole.
Ai fini delle presenti norme sono definite zone agricole le parti del territorio destinate all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, all’itticoltura, alle attività’  di conservazione e di trasformazione  dei  prodotti aziendali,  all’agriturismo,  alla silvicoltura  e  alla coltivazione industriale del legno.

16.3 ­ Criteri per l’edificazione nella zona agricola.
1. Sono ammesse le seguenti costruzioni:
a) fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola  e zootecnica del fondo,  all’itticoltura,  alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con  esclusione degli impianti classificabili come industriali;
b) fabbricati per agriturismo, così come  normati  dal successivo paragrafo 16.8;
c) fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
d) strutture per il recupero terapeutico dei  disabili, dei tossicodipendenti, e per il recupero del disagio sociale.

2.  Gli  indici  massimi  da  applicare  sono   i seguenti:

 A)­ 0.20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma;

B)­ 0.03 mc/mq per le residenze.  L’adozione del  suddetto indice è  giustificato dalla limitata estensione  del territorio  comunale,  dall’eccessivo  frazionamento delle proprietà e dalla diffusa presenza di colture specializzate  che consentono secondo  la  normativa vigente l’adozione dell’indice proposto.

C)­ 0.01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lett. c) del   precedente comma;

D)­ fino a 0.10 mc/mq per le strutture di cui alla  lett. d) del precedente comma.

3.  Ai fini edificatori, la superficie  minima  di    intervento  é   stabilita  in   ha  1.00, salvo  per quanto riguarda la destinazione per  impianti serricoli,  impianti orticoli in  pieno campo e  impianti vivaistici, per i quali e’ stabilita in  ha 0.50.

  • Per  le  residenze, la  superficie  minima  di intervento è  stabilita in  ha 1.00, salvo quanto più avanti specificato.

Ogni intervento deve essere accompagnato da una dettagliata   relazione  agronomica   illustrante,   tra l’altro,  la  necessità  dei  volumi  proposti  per  la conduzione del fondo agricolo.

Con  deliberazione del Consiglio Comunale l’indice di cui al punto 2B) potrà essere elevato fino a:

­  0.10  mc/mq  per punti di  ristoro.
­ 1.00 mc/mq per impianti di interesse pubblico,  quali cabine ENEL, centrali telefoniche, stazioni di  ponti radio, ripetitori e simili.

Per  punti di ristoro devono intendersi i  bar,  i ristoranti  e  le  tavole  calde,  cui  possono   essere annesse, purché di dimensioni limitate, altre strutture di servizio relative a posti letto nel numero massimo di venti e ad altre attività sportive e ricreative.

La  realizzazione dei punti di ristoro è  ammessa quando essi siano ubicati ad una distanza del  perimetro urbano non  inferiore a mt. 500.-

Per  interventi  con   indici  superiori  a  quelli sopraindicati,  o comunque con  volumi superiori a  3.000 mc.,  o con  numero di addetti superiori a 20  unità,  o con  numero di  capi  bovini    superiori alle 100 unità ( o numero equivalente di capi di altre specie), la realizzazione dell’intervento è  subordinata,  oltre  che   a conforme deliberazione del Consiglio Comunale, al parere favorevole dell’Assessorato Regionale degli Enti Locali,   sentita la Commissione Urbanistica regionale, che dovrà essere  espresso entro 30 giorni dal  ricevimento  della pratica.-
Ai   fini   del  computo   della   volumetria   è    ammissibile  utilizzare anche appezzamenti non   contigui ma  che  siano  al  servizio  dell’azienda,  aventi  una superficie complessiva minima di ha 1.00, fermo  restando che  l’edificazione dovrà avvenire in   un   appezzamento che abbia almeno 3.000 mq. di estensione.

I  volumi  relativi debbono essere ubicati  a  una distanza  non  inferiore a 1 Km. dal perimetro urbano,  a meno  che oltre il 50% delle aree costituenti  l’azienda non  ricadano dentro la predetta fascia di 1 km.

L’altezza    interna   minima    dei    fabbricati residenziali e’ stabilita in  mt. 2.70 ai sensi del  D.M. 5/7/1975.
Le  volumetrie  ad uso non   residenziale  dovranno avere un’altezza interna netta non  inferiore a mt.  3.50 e non  superiore a mt. 5.00.
Per  dimostrate  esigenze  aziendali  si  potranno realizzare altezze inferiori (porcilaie, ovili, stalle e simili).
L’altezza  minima dei fabbricati, ad eccezione  di quelli  di cui al comma precedente, è stabilita in   mt. 3.50,  da computarsi dal piano di campagna a monte  fino alla linea di intradosso dell’ultimo solaio.

La  quota  del  pavimento dei  fabbricati  ad  uso residenziale dovrà sovrastare di almeno cm. 50 la quota del cortile.
Le recinzioni dovranno essere realizzate ad almeno 5 mt. dall’asse stradale, fermo restando le disposizioni del Nuovo Codice della Strada e relativo Regolamento  di attuazione.

Per   ottenere  il  rilascio   della   Concessione edilizia  il richiedente dovrà dimostrare di  possedere un   diritto reale di proprietà, usufrutto, enfiteusi  o di superficie.

          Qualora   abbia   la   disponibilità’    dell’area     scaturente  da  un   accordo  con   il  proprietario,  è   necessario  presentare copia del  Contratto  debitamente trascritto alla Conservatoria dei RR. Immobiliari.
Le  serre non  sono soggette a concessione ma  solo ad   autorizzazione. Conseguentemente  non   deve   essere corrisposto alcun  contributo di concessione.
Per  ottenere  il  rilascio  della  Concessione  o autorizzazione,  è  necessario comunque  dimostrare  la possibilità di accesso al lotto mediante una strada  di penetrazione  collegata  alla  viabilità  pubblica  del territorio di larghezza non  inferiore a mt. 3.

Il  distacco dal confine dovrà essere  di  almeno mt. 6.00 e dal filo della strada mt. 10.00, salvo quanto disposto  dal Nuovo Codice della Strada e  salvo  quanto disposto al punto 16.5.
Onde   evitare,   che  appezzamenti  di   terreno   già     utilizzati  in   precedenti  edificazioni  ai  fini   del raggiungimento  della superficie minima  di  intervento, vengano  utilizzati nuovamente, dovrà essere  istituito un  apposito registro da tenere costantemente  aggiornato a cura dell’Ufficio tecnico.

16.4 ­ Restauro e ampliamento
Per  le costruzioni esistenti nelle zone  agricole sono ammessi la manutenzione ordinaria e  straordinaria, i  restauri,  la ristrutturazione  e  l’ampliamento  nei limiti  consentiti dallo strumento urbanistico  nonché,     ad   eccezione   degli  edifici   soggetti   a   vincolo     monumentale   ed   artistico,  la   demolizione   e   la   ricostruzione   in   loco  per  inderogabili  motivi   di staticità o di tutela della pubblica incolumità.
La  destinazione d’uso di  costruzioni  esistenti, non  più funzionali alle esigenze del fondo, può essere solo ed esclusivamente quella relativa a   fabbricati compatibili con  le norme specifiche della zona E, come appresso indicato:

  • -   per ampliamento del fabbricato residenziale
  • -   fabbricati per agriturismo
  • - strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico    dipendenti    e per il recupero del disagio sociale
  • -  punti di ristoro
  • - attività economiche e servizi connessi con la residenza, anche stagionali

L’ampliamento del volume residenziale deve essere   realizzato   utilizzando   l’eventuale   parte   rustica  contigua  all’edificio, sempreché non   necessaria  alla conduzione del fondo.

16.5   ­   Annessi   rustici,   allevamenti   zootecnico industriali e altri insediamenti produttivi agricoli.

I  nuovi  fabbricati per  allevamenti  zootecnico intensivi  debbono distare almeno 50 mt. dai confini  di proprietà. Detti fabbricati debbono distare altresì      500    mt.  se  trattasi di allevamenti per suini, 300  mt.  per avicunicoli e 100 mt. per bovini, ovicaprini ed  equini, dal limite delle zone territoriali A,B,C,G.

I fabbricati per allevamenti  zootecnico-intensivi dovranno  avere un  rapporto di copertura con   l’area  di pertinenza non  superiore al 50%.
Le  distanze  di cui ai commi precedenti,  non   si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura  e ai fabbricati di loro pertinenza.
I  fabbricati per gli insediamenti  produttivi  di tipo   agro-industriale   sono   ubicati   nelle    zone territoriali  omogenee  di  tipo “D”,  fatti  salvi  gli ampliamenti  degli insediamenti preesistenti, alla  data  di  entrata   in   vigore  delle  presenti   norme,   di  cooperative e di associazioni di produttori agricoli.

          Il  rapporto di copertura per gli insediamenti  di   tipo agro-industriale non  può superare il 50 per  cento dell’area di pertinenza. Le serre fisse, senza  strutture   murarie  fuori  terra,  sono  considerate  a  tutti  gli  effetti  strutture di protezione delle  colture  agrarie   con   regime  normato dall’art. 878 del C.C.  per  quanto attiene le distanze dai confini di proprietà.

Le   serre  fisse,  caratterizzate  da   strutture murarie fuori terra, nonché gli impianti di acquacoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di un  rapporto di copertura  del 50 per cento del fondo in  cui  insistono, senza limiti, al contempo di volumetria.

Ogni   serra  purché  volta  alla  protezione   o forzatura  delle colture, può essere installata  previa  autorizzazione  edilizia,  fermo  restando  nelle   zone   vincolate,   l’obbligo   di  acquisire   il   prescritto provvedimento autorizzativo di cui alla legge 29  giugno 1937, n. 1497.

16.6 ­ Edifici in  fregio alle strade
Per  gli edifici esistenti ubicati nelle  zone  di protezione delle strade di cui al D.M. 1.4.68, n.  1404, e  in  quello di rispetto al nastro stradale, sono consentite le seguenti opere:
a) manutenzione ordinaria e straordinaria,  restauro  e ristrutturazione edilizia, come definiti dall’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457;
b) dotazione di servizi igienici adeguati al nucleo abitativo e copertura  di  scale esterne;
c) ogni  altro  ampliamento  necessario  per   adeguare  l’immobile    alla   disciplina   igienico-sanitaria vigente.  
d) L’ampliamento di fabbricati esistenti prospicienti la strada può essere inoltre realizzato a condizione che tale ampliamento ricada al di fuori di una fascia dal confine stradale pari a 20 mt. per le strade di tipo B, e a 10 mt., per strade di tipo C.

Gli interventi edilizi saranno autorizzati purché non  comportino l’avanzamento dell’edificio esistente sul fronte stradale.

Nel  caso  di  esproprio di  un   edificio  per  la realizzazione  o  l’ampliamento  di  strade  e  per   la realizzazione  di opere pubbliche in  genere, e nei  casi di  demolizione, è consentita la ricostruzione  con   il mantenimento delle destinazioni d’uso, nei limiti di cui al  primo  comma del paragrafo 16.4,  in   area  agricola adiacente anche inferiore alla superficie minima di  cui al paragrafo 16.3.

16.7 ­ Smaltimento dei reflui.
Ferme  restando le prescrizioni di cui alla  Legge 10  maggio  1976, n. 319, e circolare di  attuazione,  e fino  alla  entrata in  vigore di nuove norme  statali  o regionali  in  materia, le abitazioni in   zona  agricola, che non  siano allacciate a fognature comunali,  dovranno essere  dotate,  secondo la natura  del  sottosuolo,  di adeguato   sistema  di  smaltimento,  entro   tre   anni dall’entrata in  vigore delle presenti norme,  eliminando lo  scarico delle acque usate nei bacini a cielo  aperto in  campagna» entro lo stesso tempo gli insediamenti agro alimentari   e  gli  allevamenti  zootecnici   intensivi dovranno  essere  dotati  di sistemi  di  smaltimento  o depurazione approvati dall’Amministrazione comunale.
Nelle   zone  classificate  di   bonifica   devono altresì essere rispettate le eventuali prescrizioni del consorzio di bonifica.

16.8 ­ Agriturismo
E’   consentito,   nelle   zone   E,   l’esercizio   dell’agriturismo,   quale   attività   collaterale   od ausiliare a quella agricola e/o zootecnica.  Qualora venga richiesta  la concessione edilizia per la  realizzazione di  nuove strutture aziendali  comprendenti  l’attività agrituristica,  sono ammessi tre posti letto per  ettaro con   destinazione agrituristica. Per ogni posto letto  va
computata  una cubatura massima di 50  mc. Le  volumetrie per  i posti letto con  destinazione  agrituristica  sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza  nella  medesima azienda agricola  in   cui  si esercita l’attività agrituristica. La superficie  minima del fondo non  deve essere inferiore a ha 3.00.

Il   concessionario   con   atto   d’obbligo   deve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie, a non   frazionare  una  superficie non  inferiore  a  ha  3 individuata  nel progetto e a mantenere la  destinazione     agrituristica dei posti letto. Si  applicano gli stessi indici e parametri prescritti per le zone E.

          Il   progetto  edilizio  deve  prevedere  sia   le residenze sia le attrezzature e gli impianti, a meno che essi  preesistano  e  siano  adeguati  alla   produzione indicata nel progetto.

16.9 ­ Punti di ristoro.
Sono  ammessi anche punti di ristoro  indipendenti da  una  azienda agricola, dotati di non  più  di  venti posti   letto,  con   indice  fondiario  di  0.01   mc/mq incrementabile con  delibera del Consiglio comunale  fino a 0.10 mc/mq.
Il lotto minimo vincolato per la realizzazione  di nuovi punti di ristoro isolati deve essere di ha 3.
Nel caso in  cui il punto di ristoro sia incluso in  un    fondo   agricolo  che  comprenda   attrezzature   e residenze,  alla superficie minima di ha 3 vincolata  al punto  di  ristoro, va aggiunta quella minima  di  ha  3 relativa   al   fondo  agricolo  in   cui   si   esercita l’agriturismo.

Articolo: 17 - INDIVIDUAZIONE DELLE SOTTOZONE AGRICOLE

In  considerazione delle caratteristiche abbastanza omogenee  del  territorio comunale e  sulla  base  della valutazione dello stato di fatto, delle  caratteristiche geopedologiche  e  agronomiche intrinseche dei  suoli  e della  loro  attitudine  e  potenzialità  colturale,  il territorio   comunale   viene  suddiviso   in   tre  sottozone:
Sottozona E1:
La sottozona E1 individua la aree  caratterizzate  da  una  produzione  agricola tipica e specializzata.
Sottozona E2:
La sottozona E2 individua le aree di primaria importanza per la funzione agricolo - produttiva; le caratteristiche agropedologiche di questi terreni permettono l’attuazione di una attività agricola intensiva da media a modesta con discreta scelta delle specie da coltivare.
Sottozona E5:
La sottozona E5, infine individua le aree caratterizzate da una attività agricola marginale; le caratteristiche agropedologiche di questi terreni sono scarse o nulle mentre il loro valore paesaggistico è elevato.

Il    tematismo viene relazionato nella "Tavole dei  Tematismi" - allegate al P.U.C.

L’edificazione nelle sottozone E1 E2 ed E5 dovrà avvenire secondo la normativa generale per la Zona E.   

Articolo: 18 - ZONA S : RAPPORTI MASSIMI FRA GLI SPAZI DESTINATI AGLI INSEDIAMENTI RESIDENZIALI E AGLI SPAZI PUBBLICI O RISERVATI ALLE ATTIVITA’ COLLETTIVE. - SOTTOZONA S1

Nella  sottozona  S1  sono previste  le  aree  per l’istruzione:
­ asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo.-
Per  la  normativa si rimanda al  D.M.  18/12/1975     “Norme   tecniche   aggiornate   relative   all’edilizia     scolastica,   ivi   compresi  gli   indici   minimi   di funzionalità  didattica,  edilizia  ed  urbanistica  da osservarsi   nella  esecuzione  di  opere  di   edilizia scolastica (G.U. 2.2.1976, n. 29 ­ Suppl.)

Articolo: 19 - ZONA S : RAPPORTI MASSIMI FRA GLI SPAZI DESTINATI AGLI INSEDIAMENTI RESIDENZIALI E AGLI SPAZI PUBBLICI O RISERVATI ALLE ATTIVITA’ COLLETTIVE. - SOTTOZONA S2

Nella   sottozona  S2 sono previste  le  aree  per attrezzature d’interesse comune:
­   religiose,   culturali,   sociali,   assistenziali,     sanitarie,  amministrative,  per  pubblici  servizi   ed altre.
Fermo  restando che l’iniziativa  è  generalmente pubblica,  in  alcune subzone individuate nel  P.U.C.  e  contraddistinte  con   S*4, S*5, S*8, S*15, verranno  ammesse  iniziative  private,   previa  autorizzazione  dell’Amministrazione Comunale e previa sottoscrizione di apposita Convenzione che ne garantisca l’uso collettivo.
L’intervento  sarà possibile previo  uno  studio coordinato estesa all’intera sottozona, che ne definisca gli standards di utilizzazione.-
Nelle  sottozone S*4, S*5, S*8, S*15 l’indice  di  fabbricabilità territoriale non  può superare il valore di 0.5 mc/mq.

Articolo: 20 - ZONA S : RAPPORTI MASSIMI FRA GLI SPAZI DESTINATI AGLI INSEDIAMENTI RESIDENZIALI E AGLI SPAZI PUBBLICI O RISERVATI ALLE ATTIVITA’ COLLETTIVE. - SOTTOZONA S3

Sono  compresi  gli spazi  pubblici  attrezzati  a parco e per il gioco e lo sport per uso collettivo.-

Fermo  restando che l’iniziativa  è  generalmente pubblica,  in  alcune subzone individuate nel  P.U.C.  e  contraddistinte  con   S*3, verranno  ammesse  iniziative  private,   previa  autorizzazione  dell’Amministrazione Comunale e previa sottoscrizione di apposita Convenzione che ne garantisca l’uso collettivo.

L’intervento  sarà possibile previo  uno  studio coordinato estesa all’intera sottozona, che ne definisca gli standards di utilizzazione.-
Nella  sottozona  S*3 l’indice  di  fabbricabilità territoriale non  può superare il valore di 0.3 mc/mq.

Articolo: 21 - ZONA S : RAPPORTI MASSIMI FRA GLI SPAZI DESTINATI AGLI INSEDIAMENTI RESIDENZIALI E AGLI SPAZI PUBBLICI O RISERVATI ALLE ATTIVITA’ COLLETTIVE. - SOTTOZONA S4

Individua le aree di parcheggio.-

Articolo: 22 - ZONE G ­ SERVIZI GENERALI

Vi sono comprese le parti del territorio destinate  ad edifici, attrezzature e impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con   possibilità  di  incremento   previa    predisposizione    di    apposito    piano    attuativo,     preventivamente    concordato   con     l’Amministrazione Comunale.
Gli interventi nelle zone G sono soggette all’obbligo della realizzazione previo predisposizione di apposito Piano Attuativo, salvo gli interventi nelle zone classificate G, quali cimitero, impianto di depurazione, impianto deposito acquedotto non necessitano di apposito piano attuativo.
Gli interventi che comportino inquinamento, se  ed in    quanto   ammissibili,  dovranno   comunque   essere realizzati a non  meno di 1 km. dal Centro abitato.
In   tutti gli interventi in  zona G, dovrà  essere ricavata  una  fascia da mantenere a verde,  che  potrà coincidere con  la fascia a tutela del nastro stradale.
Vengono individuate le seguenti sottozone:

Sottozona G1:

Trattasi dell’area cimiteriale. In questa sottozona saranno consentite costruzioni di carattere funerario. L’utilizzo dell’area non è soggetta alla predisposizione di piano attuativo.

Sottozona G2:

Trattasi dell’area su cui sorge il nuovo serbatoio pensile dell’acquedotto.
L’area dovrà essere mantenuta rigorosamente a verde e non sono consentiti ulteriori interventi, salvo quelli di ordinaria manutenzione del serbatoio.

Sottozona G3:

Trattasi dell’area su cui sorge il vecchio serbatoio pensile dell’ acquedotto.
L’area dovrà essere mantenuta rigorosamente a verde e non sono consentiti ulteriori interventi, salvo quelli di ordinaria manutenzione del serbatoio.

Sottozona G4:

Trattasi dell’impianto di depurazione della rete fognaria cittadina.
Sono consentite attrezzature e impianti per la depurazione dei reflui urbani.
Le aree libere dovranno essere mantenute a verde.
L’utilizzo della sottozona non è soggetta a piano attuativo.

Sottozona G5:

Trattasi dell’impianto di sollevamento del Consorzio di Bonifica.
Sono consentite attrezzature e impianti per la gestione dell’impianto.
Le aree libere dovranno essere mantenute a verde.
L’utilizzo della sottozona non è soggetta a piano attuativo.

Sottozona G6:

Trattasi di un’area ubicata in località Santa Barbara lungo la strada provinciale di collegamento della S.S. 65 alla S.S. 131.
L’area in oggetto è stata recentemente individuata mediante apposita variante allo strumento urbanistico vigente allo scopo di realizzare un Kartodromo.
L’intervento dovrà essere attuato previa predisposizione del piano attuativo.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con   possibilità  di  incremento   previa  predisposizione    di    apposito    piano attuativo, preventivamente concordato con  l’Amministrazione Comunale.

Sottozona G7:

Trattasi di un’area attualmente adibita a laboratorio scultoreo all’aperto.
Quest’area è destinata alla creazione di una scuola artistica.
L’intervento dovrà essere attuato previa predisposizione del piano attuativo.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con  possibilità di incremento   previa    predisposizione    di    apposito    piano attuativo, preventivamente concordato con  l’Amministrazione Comunale.

Sottozona G8:

E’ una di nuova individuazione per servizi generali avente una certa mole e destinata a valorizzare il limitrofo al parco naturale Pixinortu.
Potranno essere realizzati servizi di scala sovra-comunale o aree per il gioco, il tempo libero e lo sport, quali mini-golf, campi da tennis, piste da ballo, teatrino all’aperto, pic-nic e zone attrezzate in genere. Una parte inoltre potrà essere destinata alla creazione di un museo per la realizzazione e conservazione di attrezzature della cultura contadina in scala miniaturizzata.
L’intervento dovrà essere attuato previa predisposizione del piano attuativo.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con   possibilità  di  incremento   previa  predisposizione    di    apposito    piano attuativo, preventivamente concordato con  l’Amministrazione Comunale.

 Sottozona G9 – G10 –G11

Trattasi di aree attrezzate ad impianti sportivi di iniziativa privata già realizzati e dotati di concessione edilizia in sanatoria e già operativi.
In essi sono ubicati campi di calcetto, tennis, palla al volo  e servizi relativi. Tutte le aree sono ben servita da viabilità comunale asfaltate.
La subzona è soggetta all’obbligo del Piano Attuativo.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con   possibilità  di  incremento   previa  predisposizione    di    apposito    piano attuativo, preventivamente concordato con  l’Amministrazione Comunale.

Sottozona G12:

Trattasi di una nuova area da attrezzare ad impianti sportivi quali campi da tennis e piscina, ad attività socioculturali, ricreative ed eccezionalmente anche di ristorazione per soddisfare le esigenze di diverso ordine alle comitive turistiche.
L’intervento dovrà essere attuato previa predisposizione del piano attuativo.
E’  prescritto  l’indice territoriale  massimo  di  0.01 mc/mq  con   possibilità  di  incremento   previa  predisposizione    di    apposito    piano attuativo, preventivamente concordato con  l’Amministrazione Comunale.

Sottozona G13:

Trattasi di un’area esistente adibita a Consorzio di Bonifica.
La subzona è soggetta all’obbligo del Piano Attuativo.
E’ prescritto l’indice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilità di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con l’Amministrazione Comunale.”

Sottozona G14:

Trattasi di 3 aree adibite ad impianti distribuzione carburanti.
Le subzone sono soggetta all’obbligo del Piano Attuativo.
E’ prescritto l’indice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilità di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con l’Amministrazione Comunale.”

Articolo: 23 - CRITERI DI PROGRAMMAZIONE COMMERCIALE E URBANISTICA COMUNI ALLE ZONE D E ALLE ZONE G.

Nelle Zone D e nelle zone G è consentito effettuare l'apertura, il trasferimento e l'ampliamento (compresi i casi di autorizzazioni dovute di cui al punto 4 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) esclusivamente di:

  • strutture di vendita prevalentemente       o esclusivamente non alimentari, sia nella forma di esercizio singolo che di Centro Commerciale;
  • GSV prevalentemente o esclusivamente alimentari realizzati nella forma di esercizi singoli, con una SV massima di 2.500 mq;

Il  modello di rete sotteso a tali criteri prevede che:
(a) nelle zone D e G (o, più correttamente, in zone a specifica destinazione commerciale quale si qualificano i Distretti Commerciali) sia concentrata l'offerta non alimentare di grande dimensione,  al  fine  (come specificato al  punto  5.2 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108.)  di  traguardare  obiettivi  di razionalizzazione territoriale e di riorganizzazione funzionale dell'offerta commerciale;
(b) nelle zone D e G sia localizzata la nuova offerta alimentare di grande dimensione (ipermercato), preferibilmente nella forma di esercizio singolo ovvero di centro commerciale fortemente connotato da tale presenza; in esse è esclusa la presenza di MSV alimentari, poiché è opportuno che esse siano localizzate nelle zone (le B e le C) a forte carico di residenza.
I criteri definiti escludono la possibilità di realizzare grandissimi centri commerciali caratterizzati dalla contestuale presenza di ipermercato e galleria di notevole dimensione.
In tutte le zone omogenee, ivi comprese le zone A, é consentita la realizzazione di centri commerciali urbani di via o di strada non alimentari costituiti mediante l'associazione degli esercizi di vendita esistenti nella via e nelle immediate adiacenze.
La realizzazione deve essere estesa all'intera strada o via interessata o ad almeno una sua porzione non inferiore alla lunghezza di metri 100.
Le eventuali opere necessarie per identificare il centro commerciale di via o di strada devono essere proposte all'esame dell'Amministrazione Comunale con un piano di arredo nel quale siano previsti centri di incontro e di aggregazione, parcheggi, verde ed opere complementari quali quelle di abbellimento (fregi, fontane, sculture) e di protezione (tettoie e coperture, vetrate, gallerie).
La realizzazione "di gallerie, tettoie e coperture non costituisce volume ai fin della verifica dell'indice di edificabilità; purché i nuovi spazi (chioschi per informazioni, bar etc) non superino il 5% della superficie complessiva di via.
L'approvazione del piano di arredo segue l'iter di approvazione previsto dall’articolo 21 della L.R. n. 45/89.

Articolo: 24 - CONCESSIONI PER ESERCIZI COMMERCIALI

In relazione alla necessità di correlazione e di contemporaneità nel procedimento del rilascio della concessione o autorizzazione edilizia e dell'autorizzazione all'apertura dell'esercizio commerciale di una MSV e di una GSV, il Comune dovrà predisporre contemporaneamente le fasi istruttorie dei due procedimenti edilizio e commerciale. Il rilascio di concessione e di autorizzazione è disposto con un unico provvedimento firmato dai responsabili del procedimento del settore edilizio e di quello commerciale.

Articolo: 25.1 - DOTAZIONE DI PARCHEGGI PERTINENZIALI PER LA CLIENTELA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI.

Sono definiti valori di minima dotazione (standard) di parcheggi differenziati per:

  • settore merceologico (alimentari, non alimentari), distinguendo inoltre  il caso delle strutture di vendita miste (ossia autorizzate a commercializzare prodotti sia alimentari che non alimentari),
  • superficie di vendite della struttura di vendita,
  • zona di insediamento, come definita ai sensi del D.A. n. 2266/U del 20 dicembre 1983.

Per ciascuna combinazione settore merceologico, superficie di vendita, zona di insediamento sono definiti due distinti valori di soglia riferiti a:
PA =   n° di stalli di parcheggio riservati alla clientela,
SP =    superficie di parcamento (area destinata al parcheggio, comprensiva della viabilità interna al parcheggio e delle zone di manovra).
Tali distinti valori di soglia sono, in effetti, tra di loro correlati, nell'assunzione che 1 PA = 25 mq di SP.
Si precisa che sono considerate le sole "combinazioni possibili (tra settore merceologico, superficie di vendita, zona di insediamento) coerentemente con i criteri di cui al punto 5.3.1.1 (abaco di tabella 1). di cui al D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108
Il rilascio dell'autorizzazione commerciale per:

  • apertura. trasferimento1 ampliamento di una struttura di vendita (anche nei casi di “autorizzazioni dovute” di cui al punto 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108),
  • modifica del settore merceologico (alimentare, non alimentare) e/o del mix di superficie di vendita tra alimentare e non alimentare,

è subordinato al rispetto degli standard di dotazione di parcheggi per la clientela. Devono essere verificati entrambi gli standard, ossia:
PAstruttra_di_vendita ³ PAStandard
SPstruttra_di_vendita ³ SPStandard
La superficie di vendita assunta a riferimento per la verifica degli standard è quella totale della struttura di vendita ottenuta sommando le superfici di vendita dei diversi esercizi.
Nel caso in cui la struttura di vendita sia soltanto di tipo alimentare o soltanto di tipo non alimentare si utilizzano gli standard base definiti al punto 5.3.2.1. del succitato decreto.
Nel caso delle strutture commerciali miste (in cui è autorizzata la vendita sia di alimentari) si applicano i criteri specificati al punto 5.3.2.2. del succitato decreto.
Gli standard definiti sono da considerarsi incrementali alla dotazione di spazi D.A. n. 2266/U del 20 dicembre 1983.
I parcheggi alla clientela devono esse localizzati in aree contigue alla struttura di vendita, ovvero collegate ad almeno un ingresso pedonale  per la clientela senza alcuna interposizione (tra il parcheggio e l'ingresso) di barriere architettoniche viabilità diversa da quella interna al parcheggio.

Articolo: 25.2 - GLI STANDARD BASE, OSSIA RIFERITI A STRUTTURE DI VENDITA SOLO ALIMENTARI O SOLO NON ALIMENTARE.

Gli standard base sono specificati nella tabella 2 allegata.
Nei grafici seguenti sono riportati i corrispondenti valori di:

  • mq di area di parcheggio per mq di superficie di vendita,
  • n° di stalli di parcheggio in funzione della superficie di vendita,

per tutti i casi previsti negli abachi di tabella 2.
Si rileva che alcune delle "combinazioni segnalate come "possibili" negli abachi di tabella 2 potrebbero sembrare, ad una prima lettura, incoerenti con i criteri di tabella i riferiti alle "compatibilità" tra insediamenti commerciali e zone ex D.A n. 2266/U del 20 dicembre 1983. Ad esempio nel caso delle superfici alimentari in zona D e G sono previsti standard di parcheggio anche per le MSV, quando, invece, nelle zone D e G non possono essere realizzate MSV alimentari.
Tali apparenti incongruenze risultano superate quando si consideri il criterio di calcolo dello standard di parcheggio per le strutture miste esposto al punto 5.3.2.2. del succitato decreto.
Si precisa che:

  • alle zone A ex D.A. n. 2266tU del 20 dicembre 1983, sono equiparate "le aree, gli immobili o il complesso di immobili ... di particolare pregio storico, archeologico, artistico o ambientale", individuate dai Comuni in applicazione dell'art 7. comma 1 del D.P.C.M. 6 ottobre 2000;
  • nelle zone A sì distingue il caso di MSV di tipo non alimentare localizzate in zone pedonali o a traffico limitato (ossia il cui ingresso pedonale principale si affacci su viabilità solo pedonale o a traffico limitato): per queste strutture e richiesta la dotazione di parcheggi solo per l'ampliamento;
  • per le zone B viene definito un unico blocco  di standard, valevole per tutte le zone caratterizzato da un "livello di dipendenza (dell'attività di acquisto) dall'automobile" a "media dipendenza da auto" .

Articolo: 26 - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H1: CIMITERIALE

La sottozona  H1 è soggetta ai limiti stabiliti dall’art. 338 del testo Unico delle leggi sanitarie 27 luglio 1934, n. 1265, legge 17 ottobre 1957, n. 983.

  • E’ vietato costruire nuovi fabbricati entro la fascia di rispetto del cimitero;
  • E’ vietato modificare od ampliare quelli esistenti.

Le zone omogenee che dovessero ricadere entro il limite che definisce il Vincolo cimiteriale producono effetti sulla volumetria edificabile, ma questa deve essere costruita esternamente al vincolo stesso.
Gli  spazi  liberi  interni e  quelli  esterni  di minimo  limite per la zona H devono  essere  considerati soggetti a verde permanente.

Articolo: 27 - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H2 : PARCO NATURALE PIXINORTU

Nella sottozona H3 sono consentite  infrastrutture e attrezzature finalizzate alla tutela e  valorizzazione della flora esistente.
Nella  sistemazione    del verde    e    delle infrastrutture dovranno impiegarsi materiali e  tecniche    costruttive nel rispetto dell’ambiente naturale.
Saranno in particolare consentite attrezzature per il pic-nic e per il gioco.
Camminamenti, recinzioni e  attrezzature  dovranno essere in  pietra naturale e legno.
L’indice fondiario massimo è di 0,001 mc/mq.

Articolo: 28 - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H3 : PARCO SANTA BARBARA

Nella sottozona H3 sono consentite  infrastrutture e attrezzature finalizzate alla tutela e  valorizzazione della flora esistente.
Nella  sistemazione    del verde    e    delle infrastrutture dovranno impiegarsi materiali e  tecniche    costruttive nel rispetto dell’ambiente naturale.
Saranno in particolare consentite attrezzature per il pic-nic e per il gioco.
Camminamenti, recinzioni e  attrezzature  dovranno essere in  pietra naturale e legno.
L’indice fondiario massimo è di 0,001 mc/mq.

Articolo: 29 - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H4: RISPETTO IMPIANTO DEPURAZIONE

E’ l’area di rispetto dell’impianto di depurazione rete fognaria cittadina.
Gli  spazi  liberi  interni e  quelli  esterni  di minimo  limite per la zona H devono  essere  considerati soggetti a verde permanente.

Articolo: 30 - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H5: RISPETTO FLUVIALE

E’ la fascia di rispetto  del Rio Mannu estesa su tutto il territorio comunale lungo il corso del medesimo per un ragio di mt. 150 su i due lati. Gli  spazi  liberi  interni e  quelli  esterni  di minimo  limite per la zona H devono  essere  considerati soggetti a verde agricolo. E’ consentita la normale attività agricola nel rispetto dell’equilibrio idro-geologico dell’eco-sistema.
Ogni ulteriore intervento in detti areali dovrà essere sottoposto al preventivo parere del’Ufficio Tutela del paesaggio ai sensi della Legge 29.6.1939, n. 1497.

Articolo: 30_BIS - ZONA H: DI RISPETTO - SOTTOZONA H0: AREA DI RISPETTO VILLINO TOLA

E’ l’area di pertinenza del Villino Tola soggetto a Vincolo Ministeriale ai sensi della legge 1089 del 1.6.1939.
E’ soggetta al vincolo di inedificabilità assoluta.
La Villa con Giardino ha interesse particolare ai sensi della citata legge perchè singolare esempio di villa rurale del campidano, raro tipo di residenza gentilizia Sarda, dalla caratteristica archietettura locale, con copertura a tetto in coppi, i due corpi laterali aggettanti leggermente sul filo del prospetto anteriore, il porticato posto sul fronte ad interpretazione della classica lolla campidanese, il tutto in sintesi equilibrata con gli elementi formali di ispirazione culturale neoclassica, secondo il progetto del’architetto Gaetano Cima, con i motivi tipici dei suoi edifici quali la pianta emisimmetrica, il tiburio ottagonale e la scalinata centrale di accesso: interamente costruita intorno alla metà del XIX secolo, con mattoni di paglia e fango, tranne i piedritti del loggiato in conci di calcare, con interessanti cancelli e ringhiere in ferro battuto disegnate dallo stesso Cima, è inserita in un ampio e suggestivo Giardino, che ne sottolinea la vocazione rurale, mantenendo intatte le vecchie pertinenze agricole.
L’area in oggetto dovrà essere rigorosamente mantenuta a verde e ogni modifica sarà soggetta al Nulla Osta della Competente Soprintendenza alle Antichità e ai Monumenti.

Articolo: 31 - VINCOLI

Indipendentemente dalla destinazione urbanistica imposta dal P.U.C., alcune parti del territorio comunale sono inoltre soggette alle limitazioni imposte dai seguenti vincoli:

1) - Vincolo Cimiteriale (VC).
Limitazioni stabilite dall'articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie 27 luglio 1934, n.1265, legge 17 ottobre 1957, n983.
Le zone omogenee che dovessero ricadere entro il limite che definisce il Vincolo Cimiteriale producono effetti sulla volumetria edificabile, ma questa deve essere costruita esternamente al vincolo stesso.

2)    Vincolo di Rispetto delle Emergenze Archeologiche-Architettoniche (VREA).
Dalla relazione sui tematismi alla quale si rimanda, sono stati dedotti gli areali in corrispondenza delle località individuate come emergenze archeologiche o di costruzioni di interesse storico, monumentale, panoramico o ambientale,  e  quindi assoggettate al vincolo  di immodificabilità senza il preventivo nulla osta della Sovrintendenza delle Antichità competenti nel territorio.

3) Vincolo di Rispetto della Viabilità Principale (VRVP).
Il     vincolo ripropone i limiti lungo le strade provinciali e la strada statale 131 13 secondo il       D.lgs 30 aprile 1992 n° 285 e suo Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada, D.P.R. 16 dicembre 1992 n° 495.
Il limite del vincolo è contraddistinto in piano da una linea grossa tratteggiata colorata. (Vedi Tav. 5)

4)    Vincoli Elettrodotti (VE).
Negli areali interessati dall'attraversamento di elettrodotti dovrà essere tenuto presente quanto previsto dal regolamento di esecuzione della legge 13 dicembre 1964, n. 1341 approvato con D.P.R. 21 giugno 1968, n. 1062. La presenza di elettrodotti è chiaramente visibile nella Tav. 5 territoriale.
In tutti i casi di attraversamento di quartieri abitati e di insediamenti compresi nell’ambito urbano, nonché nelle zone D, G, previste dal P.U.C. per la realizzazione degli elettrodotti dovrà adottarsi il sistema dei cavi interrati.

5) Vincolo di tutela FASCIA FLUVIALE (VTFF)
Interessa la fascia di protezione di mt. 150 del Rio Mannu e del Flumineddu .
Il vincolo è riproposto in piano mediante individuazione di un’apposita zona H per il Rio Mannu, e mediante delimitazione con una linea tratteggiata per il Rio Flumineddu.
Ogni intervento in detti areali dovrà essere sottoposto al preventivo parere del’Ufficio Tutela del paesaggio ai sensi della Legge 29.6.1939, n. 1497.

Articolo: 32 - RAPPORTI TRA GLI SPAZI DESTINATI AGLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E GLI SPAZI PUBBLICI DESTINATI ALLE ATTIVITA’ COLLETTIVE, A VERDE PUBBLICO E A PARCHEGGI.

I rapporti massimi di cui all’art. 17 della  legge 6/8/1967  N° 765, per gli insediamenti produttivi,  sono definiti come appresso:-

1)    Nei   nuovi   insediamenti   di    carattere  industriale,   artigianale,  o  ad   essi   assimilabili compresi  nelle  zone D, la superficie  da  destinare  a spazio   pubblico  o  ad  attività  collettive,   verde pubblico o a parcheggi, escluse le sedi viarie, non  può essere inferiore al 10% dell’intera superficie destinata a tali insediamenti.-

2) Nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e  direzionale,  nelle  zone  C, D e  G  la superficie da destinare a parcheggi dovrà essere desunta dalla normativa di cui all’art. 25 delle presenti Norme e riassunte nella Tabella 2 allegata.
Nel  caso  di edifici ed impianti  pubblici  o  di interesse  pubblico,  le  aree da cedere  o  da  rendere disponibili  potranno  essere  limitate  agli  spazi  da destinare a parcheggio.-

Articolo: 33 - SEZIONI STRADALI

a)  Per le zone B la sezione minima stradale  sarà,  di norma , mt. 10.00 compresi i marciapiedi.
Potranno essere  realizzate strade con  sezioni inferiori, non minori però di mt. 6.00 con o senza marciapiedi,  nel caso  di tessuto viario già consolidato o nel  caso di  strade interne a piani di utilizzo  o  piani particolareggiati., dove sarà obbligatorio almeno un marciapiede di mt. 1.40.-

b)  Per le zone C si propongono sezioni stradali  minime di  mt.  12.00 per la viabilità  principali  e  mt. 10.00  per la secondaria, riconducibili a  mt.  8.00 per strade a “cul del sac”., compresi i marciapiedi.-

c)  Per le zone D si rimanda alle norme tecniche CNR
“Norme sulle caratteristiche  geometriche   e di traffico delle strade urbane.”-

Articolo: 34 - LOTTIZZAZIONI E P.P. IN CORSO DI ATTUAZIONE

Sono  fatte  salve tutte le  norme  di  attuazione contenute   nei   piani   particolareggiati  e   nelle lottizzazioni approvati prima dell’entrata in  vigore del presente P.U.C.

Articolo: 35 -

Il Piano Urbanistico si basa fondamentalmente sulle seguenti carte:
A ­ Piano di azzonamento (Tav. 5)       scala 1:10.000
B ­ Aggregato urbano       (Tav. 6)       scala 1: 2.000

Costituiscono inoltre parte integrante del Piano le  tavole  d’indagine  e  le  tavole  tematiche  estese all’intero territorio, oltre le presenti norme  tecniche e il Regolamento edilizio.

Articolo: 36 - NORME FINALI E TRANSITORIE - APPLICABILITA’ DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE.

          A  partire  dalla data di entrata  in   vigore  del     Piano   Urbanistico  Comunale,  tutte   le   concessioni     edificatorie  debbono  essere rilasciate  in   base  alle     disposizioni   qui  contenute,  anche  se  le   pratiche relative  fossero già state presentate all’esame  degli Uffici Comunali.

Le   Concessioni  edificatorie   già   rilasciate mantengono la validità a loro inizialmente  attribuita, ed eventualmente prorogata da disposizioni di legge.
Non   potranno tuttavia essere  rinnovate,  neppure parzialmente, quelle che si trovassero in  contrasto  con  le presenti norme o le indicazioni del Piano Urbanistico Comunale.

Le  presenti norme del Piano  Urbanistico  insieme  con   il Regolamento Edilizio sostituiscono a  tutti  gli  effetti  ogni altra norma precedentemente in   vigore  in  materia.-

Articolo: 37 - NORME FINALI E TRANSITORIE - SALVAGUARDIA DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE.

Nel   periodo  intercorrente  fra   l’adozione   e l’entrata  in  vigore del Piano Urbanistico Comunale,  il Sindaco e/o il Responsabile dell’Ufficio Tecnico applicherà le norme di  salvaguardia  previste dalla  legge 3 novembre 1952, n. 1902, e dalla  legge  6 agosto  1967,  n. 765 art. 3 e sospenderà  il  rilascio delle  concessioni in  contrasto con  le presenti norme  e con  il Piano Urbanistico.

Le norme e le indicazioni del vigente  Regolamento edilizio  e  del Programma di Fabbricazione  in   vigore,  continuano  ovviamente  ad     applicarsi  fino all’approvazione definitiva ed entrata in  vigore del presente Piano Urbanistico.

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