Piano Urbanistico Comunale di San Vero Milis (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: San Vero Milis

StatoProdotto da Urbismap
A1
Centro storico
B1
Espansione residenziale - Espansioni pianificate
B2
Espansione residenziale - Espansioni in programma
C1
Espansione residenziale - Piani di lottizzazione attuatu
C3
Espansione residenziale - Espansioni in programma
D2
Zone industriali, artigianali e commerciali
E1
Aree caratterizzate da produzione agricola tipica e specializzata
E2
Funzione agricolo-produttiva
E3
Aree caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario
E5
Aree marginali per attività agricole
F1
Insediamenti turistici pianificati
F3
Campeggi
F4
Nuove aree turistiche
G1
Attrezzature di servizio
G2
Parchi, strutture per lo sport e il tempo libero
G4
Infrastrutture a livello di area vasta
H1
Zone archeologiche
H2
Zone di pregio paesaggistico
H3
Zone di salvaguardia ambientale
S1
Aree per l'istruzione
S2
Aree di interesse comune
S3
Spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport
S4
Aree per parcheggi

Articolo: 1 - CONTENUTI, VALIDITA’ ED EFFICACIA DEL P.U.C.

Le presenti Norme Tecniche di Attuazione disciplinano l’attuazione del Piano Urbanistico Comunale di San Vero Milis.

Il P.U.C. ha valore strategico e conformativo nell’organizzazione degli usi e delle trasformazioni dell’intero territorio comunale. È redatto ai sensi della

L.R. 22/12/89 n.45 e successive modificazioni, in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) e in conformità al Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.).

La validità giuridica del P.U.C. è a tempo indeterminato. Le previsioni del P.U.C. hanno tuttavia proiezione decennale e per questo il P.U.C. stesso può essere soggetto a revisioni periodiche nei modi e con le procedure di legge.

Articolo: 2 - QUADRO LEGISLATIVO DI RIFERIMENTO

Il P.U.C. si attua nel rispetto dei seguenti disposti normativi:

  • L. 17.8.1942, n.1150 - (Legge Urbanistica generale)
  • L. 28.1.1977, n.10 - (Norme in materia di edificabilità dei suoli)
  • L. 18.4.1962, n.167 - (Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree per l'edilizia economica e popolare)
  • L. 20.10.1971, n.865 - (Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica)
  • L. 5.8.1978, n.457 - (Norme per l'edilizia residenziale)
  • D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 - (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)
  • D.lgs. 27 dicembre 2002, n.301 - (Modifiche ed integrazioni al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, testo unico per l’edilizia)
  • D.lgs. 22 gennaio 2004, n.42 - (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
  • D.M (Infrastrutture) 14 gennaio 2008 - (Norme tecniche per le costruzioni)
  • L.R. 22.12.1989, n.45 - (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale)
  • L.R. 11.10.1985, n.23 - (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia)
  • L. R. 23 giugno 1998, n.18 - (Norme per l'esercizio dell'agriturismo e del turismo rurale)
  • L.R. 16.05.2003, n.5 - (Modifica e integrazione della legge regionale 11 ottobre 1985, n.23, concernente: “Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, Denuncia di inizio attività)
  • L.R. 25.11.2004, n. 8 - (Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale)
  • Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) Interventi sulla rete idrografica e sui versanti
  • Legge 18 Maggio 1989, n.183, art. 17, comma 6 ter D.L. 180/98 e successive modifiche ed integrazioni del Decreto Assessore EE.LL., Finanze e Urbanistica 22.12.1983, n. 2266/U, nonché dalle rispettive modifiche ed integrazioni, nel rispetto delle altre norme legislative vigenti
  • RDL 30-12-1923, n. 3267 “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”
  • RDL 16-05-1926, n. 1126 “Approvazione del regolamento per l'applicazione del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”.

Articolo: 3 - PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO (P.A.I)

Il P.U.C. è stato elaborato con specifico riferimento alle caratteristiche idrogeologiche del territorio comunale, sia urbano che extraurbano.

Gli interventi potenzialmente ammissibili nel presente PUC ricadenti in aree delimitate nel P.A.I., e quindi non compatibili ai sensi delle Norme di Attuazione del

      1. del Bacino Unico della Sardegna, saranno interdetti fino alla ridefinizione dei livelli di pericolosità geologica e geotecnica o idraulica, derivanti dalla

        riperimetrazione delle aree omogenee o dalla eventuale realizzazione di interventi ed opere di mitigazione del rischio.

        Le prescrizioni tecniche di cui alle presenti norme dovranno essere ordinariamente verificate con le indicazioni metodologiche e con le prescrizioni tecniche operative previste nelle Norme di Attuazione del P.A.I.:

        Art. 23 Prescrizioni generali per gli interventi ammessi nelle aree di pericolosità idrogeologica

        Art. 24 Studi di compatibilità idraulica

        Art. 25 Studi di compatibilità geologica e geotecnica

        Art. 26 Aree pericolose non perimetrate nella cartografia di piano

        Art. 27 Disciplina delle aree di pericolosità idraulica molto elevata (Hi4) Art. 28 Disciplina delle aree di pericolosità idraulica elevata (Hi3)

        Art. 29 Disciplina delle aree di pericolosità idraulica media (Hi2) Art. 30 Disciplina delle aree di pericolosità idraulica moderata (Hi1)

        Art. 31 Disciplina delle aree di pericolosità molto elevata da frana (Hg4) Art. 32 Disciplina delle aree di pericolosità elevata da frana (Hg3)

        Art. 33 Disciplina delle aree di pericolosità media da frana (Hg2) Art. 34 Disciplina delle aree di pericolosità moderata da frana (Hg1)

Articolo: 4 - SITI DI INTERESSE COMUNITARIO (S.I.C.)

Nel territorio di San Vero sono presenti tre Siti di Interesse Comunitario, perimetrati ai sensi della Direttiva “Habitat” 92/43 per la conservazione della flora e della fauna selvatiche e ai sensi della Direttiva “Uccelli” 79/409 per la salvaguardia di aree destinate alla tutela degli Habitat e delle specie di avifauna minacciate:

  1. Stagni di Putzu Idu: “ Salina Manna e Pauli Marigosa” – ITB030038;
  2. “Stagno di Sale ‘e Porcus”” – ITB030035;
  3. “Is Arenas” - ITB 032228 .

Il S.I.C. Stagni di Putzu Idu: “ Salina Manna e Pauli Marigosa” – ITB030038, è costituito dall’estrema propaggine a nord-ovest del Sinis comprendente gli stagni di Sa Salina Manna e Pauli Marigosa, da Capo Mannu e da una porzione di territorio

interessato prevalentemente da attività turistiche.

Il S.I.C. “Stagno di Sale ‘e Porcus”” – ITB030035, è costituito dagli stagni di Sale e’ Porcus e di Is Benas e da una porzione di territorio interessato da attività agro-pastorali.

Il S.I.C. “Is Arenas” - ITB 032228 è inquadrabile nella regione biogeografica mediterranea del Golfo di Oristano, nel territorio dei comuni di Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis. Si estende tra Torre del Pozzo e Capo Mannu: il suo sviluppo superficiale è di circa 1283 ettari, di cui circa ¾ a terra ed il resto a mare.

Articolo: 5 - INDIRIZZI E OBIETTIVI

  1. Il PUC:
    • configura gli indirizzi strategici per lo sviluppo in relazione agli obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale, la cui azione di tutela dei valori e della qualità del paesaggio si coniuga con modelli di sviluppo tali da superare il ciclo dell’edilizia inteso quale unico motore dello sviluppo economico del territorio;
    • stabilisce le condizioni generali di trasformabilità e uso della città e del territorio con particolare attenzione alle dinamiche demografiche, alla creazione effettiva dei servizi per i residenti;
    • interviene con un disegno di riqualificazione ecologica, ambientale e strutturale dello spazio urbanizzato.
  2. Gli obiettivi generali del P.U.C. sono:
    • Conservazione, tutela e valorizzazione dell’identità ambientale, sto- rica, culturale e insediativa: il piano fa propria la filosofia della tutela e della salvaguardia dei valori paesaggistici e storico-insediativi dell’ambiente, mirando a coglierne le opportunità che gli stessi of- frono senza comprometterne l’integrità;
    • Controllo accurato del consumo del territorio e regolamentazione della pressione insediativa ed urbanistica: il piano mira alla raziona- lizzazione dell’uso del territorio, compatibilmente agli usi dei nuovi insediamenti produttivi e dei servizi, alle esigenze della comunità e

alle previsioni di incremento demografico, alla riqualificazione del si- stema insediativo esistente e al completamento delle aree dal punto di vista infrastrutturale;

  • Riqualificazione e riorganizzazione degli elementi deboli e sensibili della struttura insediativa: il ruolo della qualità urbana e del pae- saggio come leva sociale determina la necessità di migliorare e valo- rizzare il contesto all’interno del quale la Comunità stessa esprime le proprie potenzialità. La qualità ambientale e sociale, quella delle in- frastrutture, oltre che quella delle risorse umane, rappresentano i- noltre elementi in grado di influenzare fortemente la capacità attrat- tiva e competitiva del territorio;
  • Integrazione, connessione fisica e funzionale tra le parti, accessibili- e fruibilità: tra gli obiettivi del piano rientra il rafforzamento delle reti infrastrutturali finalizzate all’incremento della fruibilità dei beni naturali, ambientali e culturali come risorse turistiche e paesaggisti- che;
  • Salvaguardia e governo delle aree naturali con potenzialità agricole: si prevede l’istituzione di un’unica zona artigianale atta a ricevere le attività di nuova attivazione e quelle esistenti attualmente. In que- sto modo verranno esaltate le vocazioni agricole e le proprietà pedologiche di ciascun terreno e si libererebbe il centro abitato dalle attività moleste e nocive per la salute;
  • Salvaguardia del territorio attraverso la tutela della rete dei canali di bonifica, la prevenzione ed il controllo dell’alterazione delle caratte- ristiche qualitative e quantitative delle risorse idriche sotterranee: si è provveduto all’individuazione dei canali a rischio idraulico e a defi- nirne la perimetrazione come zone H3, ovvero zone di salvaguardia ambientale;
  • Incremento del periodo utile di fruizione del territorio ai fini turistici con conseguente creazione di posti di lavoro legati alla valorizzazio- ne delle risorse paesaggistiche, archeologiche, monumentali e cultu- rali: i settori dell’archeologia, ippica e golf sono un richiamo costan-

te durante l’anno e possono colmare il vuoto costituito dalle offerte di turismo stagionale legate all’attività balneare ed in misura minore a quella nautica. Con un incremento turistico esteso a tutto l’anno il conseguente incremento dei posti di lavoro non riguarderà solamen- te e direttamente le attività proposte ma interesserà tutto l’indotto con particolare riferimento ai settori gastronomici, enologici e dell’artigianato di nicchia.

Articolo: 6 - ELABORATI DEL P.U.C.

Il P.U.C. è costituito dai seguenti elaborati:

ELENCO ELABORATI

1 - ASSETTO AMBIENTALE

A - CARTE AGRONOMICHE

All.

Scala

Titolo

A1

Relazione Agronomica

A2

1:10.000

Carta delle Unità delle Terre - Centro abitato

A3

1:10.000

Carta delle Unità delle Terre - Marina

A4

1:10.000

Carta della Capacità d’Uso dei Suoli - Centro abitato

A5

1:10.000

Carta della Capacità d’Uso dei Suoli - Marina

A6

1:10.000

Carta dell’Uso del Suolo - Centro abitato

A7

1:10.000

Carta dell’Uso del Suolo - Marina

A8

1:10.000

Carta della Copertura Vegetale - Centro abitato

A9

1:10.000

Carta della Copertura Vegetale - Marina

A10

1:10.000

Carta della naturalità - Centro abitato

A11

1:10.000

Carta della naturalità - Marina

A12

1:10.000

Carta dei monumenti naturali - Marina

B - CARTE GEOLOGICHE

B1

Relazione Geologica - Studio di compatibilità Ambientale

B2

1:10.000

Carta geo-litologica - Centro abitato

B3

1:10.000

Carta geo-litologica - Marina

B4

1:10.000

Carta geologico-tecnica - Centro abitato

B5

1:10.000

Carta geologico-tecnica - Marina

B6

1:10.000

Carta geomorfologica - Centro abitato

B7

1:10.000

Carta geomorfologica - Marina

B8

1:10.000

Carta Idrogeologica - Centro abitato

B9

1:10.000

Carta Idrogeologica - Marina

B10

1:10.000

Carta dell’Acclività - Centro abitato

B11

1:10.000

Carta dell’Acclività - Marina

B12

1:10.000

Carta della permeabilità dei suoli - Centro abitato

B13

1:10.000

Carta della permeabilità dei suoli - Marina

C - ADEGUAMENTO AL PAI

C1a

Relazione generale di compatibilità idraulica

C1b

Allegati alla relazione generale

C2

1:25.000

Inquadramento territoriale

C3

1:10.000

Rilievi fotografici e reticolo idrografico - Centro abitato

C4

1:10.000

Rilievi fotografici e reticolo idrografico - Marina

C5

1:10.000

Carta dei bacini - Centro abitato

C6

1:10.000

Carta dei bacini - Marina

C7

1:10.000

Reticolo Idrografico - Centro abitato

C8

1:10.000

Reticolo Idrografico - Marina

C9

varie

Aree di accumulo - Marina

C10

1:10.000

Carta delle aree inondabili - Stralcio PAI vigente

C11

1:10.000

Carta delle aree inondabili - Stralcio PSFF

C12

1:10.000

Carta delle aree inondabili - Studio di progetto - Centro abitato

C13

1:10.000

Carta delle aree inondabili - Studio di progetto - Marina

C14

1:10.000

Carta delle aree di pericolosità idraulica - Centro abitato

C15

1:10.000

Carta delle aree di pericolosità idraulica - Marina

C16

1:10.000

Carta della pericolosità da frana - Centro abitato

C17

1:10.000

Carta della pericolosità da frana - Marina

C18

Relazione di compatibilità geologica e geotecnica

2 - ASSETTO STORICO CULTURALE

D - BENI STORICO CULTURALI

All.

Scala

Titolo

D1

Relazione sui Beni Storico Culturali ricadenti nel territorio comunale

D2

Catalogo dei Beni Storico Culturali

3 - ASSETTO INSEDIATIVO

All.

Scala

Titolo

E1

Relazione sull’Assetto Insediativo

E - EDIFICATO ESISTENTE

E2

1:10.000

Rappresentazione dello stato attuale dell'edificazione in tutto il territorio comunale secon- do le categorie del PPR - Centro abitato

E3

1:4.000

Rappresentazione dello stato attuale dell'edificazione secondo le categorie del PPR - Centro abitato

E4

1:10.000

Rappresentazione dello stato attuale dell'edificazione in tutto il territorio comunale secon- do le categorie del PPR - Marina

E5

1:4.000

Rappresentazione dello stato attuale dell'edificazione secondo le categorie del PPR - Marina

E - SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE

E6

1:10.000

Rappresentazione dell'infrastruttura ricadente in tutto il territorio comunale secondo le categorie previste dal PPR - Centro abitato

E7

1:10.000

Rappresentazione dell'infrastruttura ricadente in tutto il territorio comunale secondo le categorie previste dal PPR - Marina

E - PIANIFICAZIONE ATTUATIVA VIGENTE

E8

Programma di Fabbricazione vigente - Centro abitato

E9

Programma di Fabbricazione vigente - Marina

4 - AMBITI DI PAESAGGIO LOCALE

F - AMBITI DI PAESAGGIO

All.

Scala

Titolo

F1

1:10.000

Carta delle relazioni tra gli assetti ambientale, storico culturale e insediativo - Centro abi- tato

F2

1:10.000

Carta delle relazioni tra gli assetti ambientale, storico culturale e insediativo - Marina

F3

1:10.000

Carta degli Ambiti di Paesaggio di rilievo locale - Centro abitato

F4

1:10.000

Carta degli Ambiti di Paesaggio di rilievo locale - Marina

5 - PIANO URBANISTICO COMUNALE

G - PROGETTO DI PIANO

All.

Scala

Titolo

G1

Relazione Generale

G1.1

Schema di calcolo dei volumi - Centro abitato

G1.2

1:2.000

Elaborato grafico relativo al calcolo dei volumi - Centro abitato

G1.3A

1:2.000

Verifica del rispetto delle prescrizioni del D.A. n° 2266/U del 22.12.1983 per le zone B di nuova istituzione

G1.3B

1:2.500

Rappresentazione delle zone destinate a standard del centro abitato

G1.4

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Schemi di calcolo - Tabulati

G1.5

1:10.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Inquadramento generale

G1.6

1:10.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Modellazione tridimensionale del terreno

G1.7

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Comparto A - Sez. 1 e Sez. 2

G1.8

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Comparto A - Sez. 3 e Sez. 4

G1.9

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Comparto B

G1.10

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Comparto C - Sez. 1

G1.11

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Comparto C - Sez. 2

G1.12

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Viste Comparto A in 3D

G1.13

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Viste Comparto B in 3D

G1.14

1:1.000

1:25.000

Calcolo dei volumi esistenti - Zona F - Viste Comparto C in 3D

G2

Norme Tecniche di Attuazione

G3

Regolamento Edilizio

G4.1

1:10.000

Zonizzazione del territorio comunale su base C.T.R. - Centro abitato

G4.2

1:10.000

Zonizzazione del territorio comunale su base C.T.R. - Marina

G5.1

1:10.000

Zonizzazione del territorio comunale su base ortofoto - Centro abitato

G5.2

1:10.000

Zonizzazione del territorio comunale su base ortofoto - Marina

G6.1

1:2.500

Zonizzazione del centro abitato su base C.T.R.

G6.2

1:2.500

Zonizzazione del centro abitato su base ortofoto

G7

1:10.000

Sovrapposizione zonizzazione-Prescrizioni P.A.I. - Centro Abitato

G8

1:10.000

Sovrapposizione zonizzazione-Prescrizioni P.A.I. - Marina

6 - VAS

All.

Scala

Titolo

H1

Rapporto Ambientale

H2

Sintesi non tecnica R.A.

H3

Valutazione di incidenza ambientale

Articolo: 7 - DEFINIZIONI

  • Superficie territoriale (St): E' la superficie perimetrata nelle planimetrie del P.U.C. e nelle presenti norme, comprendente le aree private e di uso pubblico nella misura e/o nella ubicazione indicata caso per caso.
  • Superficie Fondiaria (Sf): superficie edificabile dalla quale sono escluse le aree per le urbanizzazioni ed i servizi corrispondente alle unità di intervento edilizio.
  • Indice di utilizzazione territoriale (Ut): costituisce il rapporto fra la

massima superficie utile (Su), espressa in metri quadrati, e la superficie territoriale (St), anch’essa espressa in metri quadrati (Su/St).

  • Indice di utilizzazione fondiaria (Uf): costituisce il rapporto fra la massima superficie utile (Su), espressa in metri quadrati, e la superficie fondiaria (Sf), anch’essa espressa in metri quadrati (Su/Sf).
  • Indice di fabbricabilità territoriale (It): costituisce il volume massimo edificabile, espresso in metri cubi, costruibile per ogni metro quadro di superficie territoriale. L’indice di fabbricabilità territoriale è il rapporto fra il volume massimo edificabile nel comparto (Vc), espresso in metricubi e la superficie territoriale del comparto (St), espressa in metriquadri (Vc/St).
  • Indice di fabbricabilità fondiaria (If): costituisce il volume massimo edificabile, espresso in metri cubi, costruibile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria. L’indice di fabbricabilità fondiaria è il rapporto fra il volume massimo edificabile nel comparto (Vc), espresso in metricubi, e la superficie fondiaria riferita al comparto (Sf), espressa in metriquadri (Vc/Sf).
  • Superficie utile (Su): rappresenta la somma delle superfici utili di tutti i piani dell’edificio fuori ed entro terra, misurati al lordo di tutti gli elementi verticali (murature, vano ascensore, centrali tecnologi- che, scale interne, scale esterne a servizio di piani oltre al primo) con esclusione:
    1. dei porticati a piano terreno di uso pubblico, di qualsiasi altez- za (per destinazione di piano o tale per mezzo di atto pubbli- co);
    2. dei porticati e delle tettoie di uso privato o condominiale, per una aliquota non superiore al 20% della superficie utile com- plessiva (Su) ammessa dal P.U.C.;
    3. dei balconi e terrazze scoperti; dei balconi e terrazze coperti e delle logge qualora abbiano una profondità non superiore a m.

      2.00, misurata dal filo esterno; delle pensiline con sporgenze non superiori a m. 3.00;

    4. dei sottotetti per la parte la cui altezza libera interna sia infe- riore a m. 1.80, misurata dall'estradosso del solaio di calpe- stio all'intradosso del solaio di copertura;
    5. delle cabine elettriche.

      Nel caso di serbatoi, silos e opere simili la Su è calcolata con riferimento al perimetro esterno delle strutture o al perimetro del basamento, se sporgente rispetto alla proiezione della struttura sovrastante.

  • Superficie coperta (Sc): rappresenta la superficie risultante dalla proiezione, sul piano orizzontale, di tutte le superfici dell'edificio, comprese le superfici dei porticati di uso pubblico e privato, della copertura, degli sbalzi comunque classificati e delle tettoie.
  • Superficie lorda di pavimento (SLP): somma di tutte le superfici co- perte ai vari piani o interpiani, sia fuori terra che in sottosuolo.

    Non costituiscono SLP, ai fini del rispetto degli indici di edificabilità, le parti sottoelencate, comprensive delle relative murature perimetrali non costituenti separazione da parti incluse nel computo della SLP:

      1. le superfici porticate, edificate a pilotis, quando la realizzazione e la destinazione ad uso pubblico è obbligatoria per prescrizione del PUC;
      2. le superfici relative a logge e balconi esistenti, anche se chiusi con vetrate, fino ad una profondità non superiore a m 1,30;
      3. parcheggi pertinenziali pubblici o privati in sopra o sottosuolo.
  • Volume: prodotto tra Superficie lorda di pavimento di ciascun piano computata fino all’esterno delle murature perimetrali e l’altezza del medesimo, misurata tra la quota di calpestio del pavimento e

    l’intradosso del solaio; in caso di coperture inclinate si assume come altezza dell’ultimo piano quella media dal pavimento all’intradosso del solaio di copertura. Esclusivamente per il calcolo dei volumi si assume come altezza il segmento verticale che ha per estremi:

    1. il punto medio della linea formata dall’intersezione del pia- no verticale esterno della muratura sul prospetto a monte con il piano di campagna naturale o, qualora questo venga modificato, con il piano di sistemazione definitivo del ter- reno o del marciapiede, purché la relativa quota altimetrica sia stabilita specificatamente dal comune in base a proprie esigenze tecniche;
    2. il punto di intersezione tra l’intradosso dell’ultimo solaio e la superficie esterna della parete;
    3. è escluso dal computo il volume del tetto che abbia una pendenza inferiore al 35%, sempre che si tratti di tetti a capanna o a padiglione con linea di gronda allo stesso livello sia a monte sia valle;
    4. si specifica che i 50 cm di vuoto igienico sanitario tra il piano di campagna e il solaio di calpestio dei fabbricati partecipa al calcolo dei volumi;
    5. rimangono comunque valide per i diversi casi specifici le prescrizioni di cui alla lettera a) della circolare dell’Assessore regionale agli Enti locali, Finanze e Urbani- stica 20 marzo 1978, n.2 - A. Qualora vi siano muri in co- mune con fabbricati contigui il volume si misura partendo dalla linea media di tali muri. In caso di corpi sfalsati sia altimetricamente che planimetricamente le altezze vanno computate per singolo corpo. In ogni caso l’altezza dovrà determinarsi per ogni porzione di fabbricato contenuta in un quadrato di 12 metri di lato.

    Non costituiscono volume, ai fini del rispetto degli indici di edificabilità, le parti sottoelencate, comprensive delle relative

    murature perimetrali non costituenti separazione da parti incluse nel computo della SLP:

    1. le superfici porticate, edificate a pilotis, quando la realizza- zione e la destinazione ad uso pubblico è obbligatoria per prescrizione del PUC;
    2. le superfici relative a logge e balconi esistenti fino ad una profondità non superiore a m 1,30;
    3. parcheggi pertinenziali pubblici o privati in sopra o sotto- suolo;
    4. i volumi tecnici destinati ad ospitare gli impianti tecnologici funzionali all’edificio;
    5. i volumi interrati e/o seminterrati sottostanti solo se desti- nati a cantine, depositi, locali caldaie, parcheggi pertinen- ziali; qualora detti locali siano invece destinati ad abitazio- ne, attività artigianali, commerciali e simili, i vani interrati o seminterrati partecipano al computo dei volumi per la parte emergente dal piano di campagna.
  • Rapporto di copertura (Rc): costituisce il rapporto massimo fra la superficie coperta (Sc) e la superficie fondiaria (Sf) (Sc/Sf).
  • Rapporto tra cubatura e abitanti insediabili zone A, B: è pari a 100 mc/ab; mentre per le zone C è pari a 150 mc/ab. Il volume realiz- zabile deve essere suddiviso tra residenze e servizi nella misura in- dicata dal D.A. n. 2266/U del 22 dicembre 1983 ovvero la volume- tria a destinazione abitativa deve essere contenuta entro il limite del 70% della capacità insediativa. Una quota ulteriore non superiore al 20% è destinata esclusivamente a servizi connessi alla residenza; il 10% dei volumi ammissibili deve essere invece destinato a servizi pubblici. Nel caso che il Comune non intenda utilizzare immediata- mente i volumi riservati a servizi pubblici, questi non potranno esse- re assegnati a privati, ma dovranno essere accantonati per eventuali future esigenze di servizi pubblici.
  • Rapporto tra cubatura e abitanti insediabili per destinazioni turisti- che (zone F) Decreto assessoriale n. 2266/U del 22 dicembre 1983): è pari a 60 mc/ab. Di tale valore 50 mc. sono riservati alla residenza e 10 mc. a servizi pubblici.
  • Area d'insediamento (Ai) per le attività turistiche temporanee, per gli esercizi pubblici e di interesse collettivo all'aperto e per impianti sportivi. Essa è costituita dall'area complessiva di pertinenza dell'in- sediamento, individuata dalle opere di recinzione o delimitazione.
  • Altezza degli edifici: l’altezza massima dei fabbricati è il segmento di linea verticale compreso tra la quota del piano di campagna definiti- vamente sistemato e la linea di intersezione tra il piano verticale di facciata e l’intradosso del solaio di copertura; nel caso di copertura arretrata rispetto al piano della facciata, il punto più alto del fabbri- cato è individuato nel punto di incontro della linea virtuale di prolun- gamento della falda di copertura più elevata con il fronte del fabbri- cato.

Nel caso di coperture a falda unica, l’altezza massima è calcolata in riferimento al punto più alto di intersezione tra il piano verticale della facciata e l’intradosso del solaio di copertura.

Nel caso di coperture piane, l’altezza massima è costituita dall’intradosso del solaio di copertura.

Per i fabbricati destinati ad attività produttiva, l’altezza viene determinata con riferimento al piano di posa della struttura di copertura.

Negli edifici con più di due piani abitabili, sono esclusi dal computo dell’altezza massima della costruzione gli spessori dei solai eccedenti i 30 cm., quando sia dimostrato che il maggiore spessore è finalizzato al miglioramento della capacità termica ed acustica dell’edificio. Detto maggiore spessore non può essere superiore per ogni piano abitabile a 20 cm.

Per i lati del perimetro dell’edificio situati in pendenza , il vertice di riferimento da considerarsi è quello a monte.

Lungo i lati che abbiano uno sviluppo maggiore di m. 12,00 e/o il terreno sistemato che li lambisce abbia una pendenza maggiore del 20% la verifica deve essere eseguita anche in corrispondenza della mezzeria di ciascun lato;

L’Amministrazione comunale può concedere altezze massime in deroga esclusivamente per edifici pubblici e di pubblico interesse, nel rispetto della legislazione vigente.

  • Distanza tra gli edifici: distanza minima espressa in m. tra le pareti di edifici o, in loro mancanza, tra i piani circoscritti alle strutture ver- ticali, con esclusione di fregi, cornicioni e balconi aperti aggettanti per una misura non superiore a m. 0,60.

    In caso di maggiore sporgenza la distanza è da misurarsi dall’estremità dell’aggetto.

    Sono esclusi dalla verifica della distanza tra fabbricati i muri di cinta, i locali tecnici, i gazebo, gli arredi da giardino aventi tutti altezza al colmo inferiore a 3 m. Sono altresì escluse le opere di sistemazione del terreno, anche laddove siano realizzate sulla copertura di locali seminterrati, purché la parte fuori terra non sia comunque superiore a m. 1,00. Nel caso di muri aventi altezza superiore e 3 m. dovrà essere rispettata la distanza minima di m. 3. Per la disciplina sulle distanze tra fabbricati si applicano le norme contenute nelle presenti NTA.

    Nel caso in cui la distanza minima tra fabbricati non sia fissata dalle presenti NTA del Piano Urbanistico Comunale, detta distanza non potrà essere inferiore a m. 8,00, fatta salva la possibilità di mantenere le distanze preesistenti, limitatamente all’area di sedime già occupata e ferma la facoltà di costruire in aderenza ad edifici esistenti sul confine.

    La distanza minima tra costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, non può essere inferiore a m. 5, da elevare a 10

    1. in presenza di vedute.

      È ammessa la realizzazione di costruzioni in aderenza secondo quanto disposto dagli artt. 874, 875, 876, 877 del Codice Civile.

  • Distanza dai confini: distanza tra la proiezione del fabbricato, misu- rata nei punti di massima sporgenza e la linea di confine. Dal calcolo di tale distanza sono esclusi aggetti e sporgenze fino a m. 0,60.

Fatta salva diversa disposizione contenuta nelle NTA del PUC , il distacco minimo degli edifici dai confini di proprietà è pari a m.5,00.

Previo accordo scritto tra le parti è ammessa la costruzione in aderenza al confine di proprietà.

Le disposizioni di cui sopra non si applicano ai manufatti completamente interrati rispetto alla linea naturale del terreno per i quali si applicano le disposizioni del Codice Civile.

La disposizione non si applica in caso di strutture leggere purché aperte su tre lati nonché strutture oggettivamente precarie: in tali casi si applicano le disposizioni del Codice Civile.

  • Distacco dal filo stradale: distanza minima che l’edificazione deve osservare dal ciglio delle strade principali. Fatta salva diversa dispo- sizione contenuta nelle presenti Norme tecniche di attuazione (NTA) e nel Codice della Strada, il distacco minimo degli edifici dal confine di pertinenza stradale è pari a m. 5,00; per la viabilità principale di collegamento tra le zone o i quartieri del medesimo centro abitato, le distanze da osservarsi nelle edificazione, a partire dal ciglio stra- dale e da misurarsi in proiezione orizzontale, devono essere almeno pari a m.6.
  • Distanza tra pareti finestrate: Distanza espressa in m. tra le pareti finestrate di edifici ovvero tra pareti di cui una sola sia finestrata. Pareti dotate di sole luci sono da considerarsi non finestrate. La di-

stanza minima tra pareti finestrate di edifici antistanti è pari a 10 metri. Sono consentite deroghe a quanto disposto dal precedente punto b) esclusivamente in funzione del risparmio energetico degli edifici ai sensi del Dlgs 30 maggio 2008, n. 115 e di quanto disposto dall’art.5 del D.A. 20 dicembre 1983, n. 2266/U.

  • Numero di piani: Numero dei piani fuori terra coperti comunque pra- ticabili compreso il piano terreno e con esclusione del piano sottotet- to.
  • Destinazione d’uso: La destinazione d’uso è l’insieme delle attività ammesse in una determinata area normativa.
  • Volumi tecnici: Sono i volumi e i relativi spazi di accesso strettamen- te necessari a contenere quelle parti di impianti tecniche che, per e- sigenze di funzionalità degli impianti stessi, non possono trovare luogo entro il corpo dell’edificio di cui costituiscono pertinenza e non hanno caratteristiche (superficie e altezza) per renderli abitabili. So- no da considerarsi volumi tecnici, a titolo esemplificativo:
      1. le cabine elettriche e i locali caldaia;
      2. i volumi destinati a contenere gli impianti per il trattamen- to ed il condizionamento dell’aria ed i relativi locali;
      3. i volumi destinati a contenere gli impianti per il trattamen- to ed il deposito delle acque idrosanitarie ed i relativi loca- li;
      4. gli extracorsa degli ascensori ed i relativi locali macchine;
      5. i volumi destinati a contenere i serbatoi idrici;
      6. le canne fumarie e di ventilazione nonché le ciminiere.

    I progetti per la realizzazione di volumi tecnici dovranno essere corredati da un elaborato grafico nel quale siano esattamente indicate la collocazione e la dimensione degli impianti tecnologici da installare nei volumi medesimi.

  • Parcheggi privati: Spazi da destinare alla sosta di veicoli in sopra o sottosuolo o in elevazione, con dimensione minima, al netto degli ingombri murari, di m. 2,50 x 5,00.

    I parcheggi privati possono essere realizzati in sottosuolo o in elevazione, purché in quest’ultimo caso reperiti entro una distanza di 100 m. dall’edificio.

  • Parcheggi pertinenziali: Si intendono per parcheggi pertinenziali i parcheggi a raso, in elevazione o in sottosuolo che siano destinati a stabile pertinenza di una unità immobiliare.

Salve le disposizioni della L. 122/89 e quelle contenute nel regolamento edilizio relativamente agli immobili aventi destinazione commerciale, i parcheggi pertinenziali in elevazione, realizzati al di fuori della sagoma dell’edificio principale, possono essere costruiti nella misura massima di 1 mq. ogni 3,3 mq. di SLP della unità immobiliare principale. Lo spazio di sosta deve avere comunque dimensione minima, al netto degli ingombri murari, di m. 2,50 x 5,00.

Nel caso di ampliamento di edifici esistenti, i parcheggi pertinenziali previsti dalla L. 122/89 devono essere reperiti in aggiunta a quelli già esistenti.

Nel caso di realizzazione di parcheggi pertinenziali in elevazione dovrà essere allegato al permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività un atto di abbinamento alla unità immobiliare di cui il parcheggio costituisce pertinenza, redatto da un notaio e trascritto nelle forme di legge.

Esclusivamente in zona territoriale omogenea di tipo A, ove giustificato con apposita relazione tecnica che dimostri l’impossibilità materiale di reperire parcheggi pertinenziali nell’ambito di intervento o entro una distanza massima di m. 500 dall’edificio oggetto di intervento, sono ammesse deroghe in merito al reperimento di parcheggi pertinenziali.

- Parcheggi pubblici: Parcheggio non pertinenziale di uso pubblico il cui utilizzo può essere disciplinato anche in termini di tariffe ed orari

di servizio e regolato tramite convenzione con l’Amministrazione comunale se realizzato e gestito da privati.

  • Attrezzature balneari: Attrezzature amovibili non ancorate perma- nentemente al suolo aventi utilizzazione stagionale.
  • Beni identitari: Il PUC riconosce e tutela quali beni identitari gli im- mobili, le aree, i valori immateriali, che costituiscono l’insieme di ca- ratteri fondanti dell’identità paesaggistica e dell’ambiente urbano di San Vero Milis e del suo territorio comunale. A tale insieme di beni il PUC attribuisce un valore di centralità nella memoria collettiva e nel- le specificità culturali e ambientali che il PUC intende tramandare at- traverso una particolare disciplina sia degli spazi, sia degli immobili. Tali beni sono puntualmente identificati dall’apposito Registro.
  • Densità arborea: La densità arborea è il numero di alberi ad alto fu- sto da mettere a dimora per ogni metro quadrato di superficie di ri- ferimento specificata dalle N.T.A.
  • Indice di permeabilità: Rapporto tra superfici permeabili e superficie fondiaria. Sono superfici permeabili:
  1. Aree adibite a verde, orti;
  2. Pavimentazioni stradali filtranti.

- Densità Edilizia (De): viene determinata mediante gli indici di fabbricabilità territoriale e fondiario, che esprimono la misura del volume edificabile per ogni metro quadro di superficie, rispettivamente territoriale e fondiaria.

Il numero degli abitanti insediabili è individuato sulla base delle caratteristiche e preesistenze insediative delle singole zone e/o isolati.

In assenza di dimostrazione su una diversa capacità insediativa, il numero degli abitanti insediabili è calcolato secondo il parametro di 100 mc. ad abitante, per le zone B, dei quali:

- 70 mc. di norma destinati alla residenza;

  • 20 mc. per servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole calde e strutture simili;
  • 10 mc. per servizi pubblici.

    Il suddetto rapporto fra le diverse funzioni della volumetria residenziale può essere diversamente fissato dal PUC con riferimento alle singole sottozone.

    In assenza di dimostrazione su una diversa capacità insediativa, il numero degli abitanti insediabili è calcolato secondo il parametro di 150 mc. ad abitante, per le zone C, dei quali:

  • 105 mc. di norma destinati alla residenza;
  • 30 mc. per servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole calde e strutture simili;
  • 15 mc. per servizi pubblici.

Il suddetto rapporto fra le diverse funzioni della volumetria residenziale può essere diversamente fissato dal PUC con riferimento alle singole sottozone.

Nelle zone B e C, per gli interventi edificatori ammessi dal presente P.U.C., i volumi sono computati assumendo come altezza la distanza media tra l'intradosso dell'ultimo solaio e il piano naturale di campagna sul prospetto a monte, sempre che la copertura del fabbricato sia piana o il tetto abbia pendenza minore o uguale al 35%.

Nel caso di tetto con pendenza maggiore del 35% o di volumi superiori all'ultimo solaio non contenuti da piani ideali con pendenza del 35%, al volume computato secondo le modalità di cui al punto

precedente va aggiunto il volume reale previsto al di sopra dell'ultimo solaio.

I piani interrati o seminterrati per almeno un lato non partecipano al computo dei volumi solo se destinati a servizi privati della residenza quali: cantine, depositi, locali caldaie, garages e simili, e comunque non adibiti ad abitazione. L'altezza, ai soli fini del computo dei volumi, è determinata per fabbricato o per ogni porzione di fabbricato la cui superficie sia contenuta in un quadrato di mt. 12 di lato.

Articolo: 8 - DESTINAZIONI D’USO

  • Residenza:
    1. Edifici o parti di essi destinate ad abitazione permanente;
    2. Sono inclusi nella residenza gli spazi di pertinenza (cantine, soffitte, parcheggi pertinenziali ex lege 122/1989 asserviti alla residenza) non- ché le attrezzature di uso comune.
  • Attività turistico –ricettive:
      1. Residenze turistiche come definite dal D.A. 20 dicembre 1983, n. 2266/U, residenze ricettive alberghiere e extralberghiere, villaggi turistici, residenze per particolari utenze (anziani ecc). Nelle zone F a prevalente destinazione turistico - ricettiva alberghiera, extralber- ghiera, residenziale turistica è ammessa la realizzazione nel rappor- to 10 mc/abitante teorico di servizi privati connessi alla residenza come previsto dal D.A. 20 dicembre 1983, n. 2266/U, ovvero com- presi all’interno della capacità insediativa con destinazione residen- ziale.
      2. Sono ammesse, entro il limite del 25% della SLP esistente o in pro- getto, destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgi- mento dell’attività principale quali residenza custode e/o titolare, uf- fici e commercio al dettaglio.
      3. Campeggi in spazi attrezzati per la sosta e il soggiorno dei turisti provvisti di tenda o altro mezzo di pernottamento, che siano tra- sportabili dal turista per via ordinaria senza ricorrere a trasporto ec- cezionale, dotati dei servizi e delle attrezzature comuni direttamente attinenti come definiti dalle disposizioni regionali in materia.
  • Attività produttive e artigianali
    1. attività industriali e artigianato di produzione; artigianato di servizio (cioè quelle attività che siano a supporto della attività principale quali quelle svolte dai riparatori, elettricisti, idraulici ecc.);
    2. attività portuali (attività produttive e di servizio che necessitano di banchine, attività di deposito e movimentazione merci, supporto alla nautica);
    3. depositi al coperto o all’aperto ad esclusione di quelli asserviti ad at- tività agricole;
    4. depositi di relitti e rottami e attrezzature per la compattazione;
    5. attività di ricerca, anche a carattere innovativo, finalizzate alla pro- duzione e fornitura di servizi tecnici ed informatici, purché fisica- mente e funzionalmente connesse con l’attività produttiva insediata.
    6. Sono compresi nella destinazione d’uso di cui al presente punto i magazzini a servizio dell’attività produttiva.
    7. Sono ammesse, entro il limite del 25% della SLP esistente o di pro- getto destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgi- mento dell’attività principale ed integrate nell’unità produttiva stessa quali residenza del custode e/o titolare e uffici. Non è consentita in questi casi la creazione di nuove unità immobiliari ad eccezione di quella relativa alla abitazione del custode funzionale alla guardiania con estensione massima di mq. 30 di SLP complessiva.
  • Attività commerciali
    1. grandi strutture di vendita (oltre 800 mq di superficie di vendita):
      1. Sono ammesse destinazioni accessorie, entro i limite massimo del 10% della SLP esistente o di progetto, quali residenza del custode e/o titolare, e le attività di cui ai punti e, f del presen-

        te comma nonché attività terziarie a servizio dell’attività commerciale insediata;

    2. medie strutture di vendita (tra 150 e 800 mq. di superficie di vendi- ta);
    3. esercizi di vicinato (superficie di vendita inferiore a 150 mq.);
    4. attività per il commercio all’ingrosso;
    5. attività per la ristorazione, pubblici esercizi, discoteche;
    6. attività artigianali di servizio (sono compresi nella destinazione d’uso di cui al presente punto i magazzini a servizio dell’attività commer- ciale).
  • Attività terziarie
    1. Uffici, studi professionali, agenzie turistiche, immobiliari, assicurati- ve, sportelli bancari, uffici postali,
    2. laboratori sanitari, farmacie, asili privati, attività per lo spettacolo, il tempo libero, l’istruzione, la pratica sportiva e le attività per il culto, attività associative e culturali, etc.;
    3. attività direzionali: sedi di attività amministrative, bancarie e finan- ziarie;
    4. Sono ammesse, entro il limite del 25% della SLP esistente o in pro- getto, destinazioni accessorie necessarie per lo svolgimento dell’attività principale, quali residenza del custode e/o titolare e commercio.
  • Attività pubbliche e di interesse pubblico
  1. Aree per l’istruzione (S1): asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo;
  2. Aree per attrezzature di interesse comune (S2): religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi ed altre;
  3. Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport ef- fettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade (S3);
  4. Aree per parcheggi pubblici (S4);

Detti servizi sono da computare come standard solo se pubblici.

Sono ammesse destinazioni accessorie strettamente pertinenti e connesse allo svolgimento dell’attività principale quali piccole attività commerciali, pub- blici esercizi, residenza del custode e/o personale addetto (massimo 150 mq. SLP).

  • Autorimesse e parcheggi

    a. Autorimesse e parcheggi pubblici e privati.

  • Attività agricole

    a. Attrezzature riguardanti la coltivazione e l’allevamento, purché con- nesse alle attività di produzione delle aziende agricole.

  • Verde privato

a. Area libera da costruzioni, sistemata a prato o a giardino di perti- nenza di edifici esistenti o previsti.

Articolo: 9 - CATEGORIE D’INTERVENTO

  1. Il PUC articola la disciplina delle trasformazioni distinguendo:
    1. interventi urbanistici;
    2. interventi edilizi.
  2. Le categorie d’intervento urbanistiche sono le seguenti:
    1. Conservazione: complesso di prescrizioni e previsioni finalizzate:
      1. alla tutela conservativa dei caratteri del paesaggio naturale, agrario e delle caratteristiche di valore storico-ambientale nel tessuto edifi- cato;
      2. alla difesa e al ripristino ambientale di quelle parti dell’area in cui sono evidenti i segni di manomissioni e alterazioni apportate da tra- sformazioni e da dissesti naturali;
      3. alla ricostruzione e al ripristino di sistemi ambientali e con valore storico ambientale compromessi;
      4. interventi di salvaguardia idraulica, interventi idraulico-forestali e di tutela della fascia costiera.
    2. Restauro e ripristino ambientale: complesso di interventi finalizzati a conservare l’integrità materiale e il recupero dei beni, alla protezio- ne e alla trasmissione dei valori culturali e ambientali rappresentati dall’area oggetto di intervento.
    3. Recupero: complesso di prescrizioni e previsioni finalizzate:
      1. al miglioramento e al ripristino della qualità urbana e architettonica (nel caso di manufatti isolati) e/o ambientale, nel rispetto della ca- pacità insediativa e degli insediamenti esistenti;
      2. al ripristino e alla ricostruzione di organismi edilizi gravemente dan- neggiati o distrutti di impianto storico di cui sia possibile documenta- re la configurazione individuale o il tipo originario;
      3. scavi archeologici.
    4. Riqualificazione: complesso di prescrizioni e previsioni finalizzate:
      1. al miglioramento della residenzialità, delle strutture turistico – ricet- tive anche ai fini del loro adeguamento agli standard di legge, dello spazio pubblico;
      2. alla creazione di nuovi servizi;
      3. al recupero degli insediamenti residenziali che presentano situazioni di criticità urbanistica ed ambientale.
    5. Completamento: complesso di prescrizioni e previsioni finalizzate al- la riqualificazione degli spazi liberi e al completamento e alla riquali- ficazione degli insediamenti esistenti e delle attività.

      Gli interventi sono rivolti alla realizzazione di nuove opere, su porzioni di territorio già parzialmente edificate da disciplinare con specifiche prescrizioni relative agli allineamenti, alle altezze massime, nonché alla tipologia e alle caratteristiche planivolumetriche degli edifici

    6. Riqualificazione urbanistica: complesso di prescrizioni e di previsioni finalizzate alla riqualificazione dell’impianto edilizio e urbanistico (e- sempio: adeguamento degli standard di legge) anche attraverso la demolizione e successiva riedificazione, anche con modificazioni,

      dell’impianto urbanistico preesistente. Le modificazioni all’impianto urbanistico includono anche la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.

    7. Trasformazione: complesso di prescrizioni e di previsioni finalizzate a creare nuovi insediamenti e servizi.
  3. Le categorie d’intervento riferite agli interventi edilizi sono le seguenti:
    1. Manutenzione ordinaria (M.O.):
      • opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici;
      • opere necessarie ad integrare o mantenere gli impianti tecnologici esistenti.
    2. Manutenzione straordinaria (M.S.):
      • Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico- sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;
    3. Restauro (R ):
      • Interventi finalizzati a garantire l’integrità ed il recupero degli edifici o manufatti caratterizzati dalla priorità assunta dalla protezione dei caratteri originari e dalla trasmissione dei valori dell’oggetto dell’intervento. Nello specifico gli interventi sono diretti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con esso compatibili. Tali interventi si caratterizzano, con specifico riferimento a interventi di consolidamento, ripristino e rinnovamento degli elementi costituivi dell’edificio, per l’uso di tecniche e materiali corrispondenti a quelli caratterizzanti l’impianto originario dell’organismo edilizio.
    4. Risanamento conservativo (RC):
      • Interventi finalizzati diretti a conservare l’organismo edilizio comprendenti il consolidamento, il ripristino e il rinnovamento degli elementi costituivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio. Sono ammessi interventi anche con tecniche e materiali differenti rispetto a quelli caratterizzanti l’organismo edilizio originario.
    5. Interventi di ristrutturazione edilizia (RE):
      • Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

      Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costituivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica.

    6. Interventi di demolizione e ricostruzione (DR):

      Interventi di ristrutturazione edilizia comportanti la demolizione dell’organismo edilizio preesistente e la sua ricostruzione a parità di volumetria e sagoma sul sedime dell’organismo edilizio preesistente.

    7. Interventi di demolizione (D):

      Interventi diretti di demolizione di immobili o infrastrutture illegittimamente realizzate o ritenute incongrue con gli obiettivi perseguiti dal PUC all’interno delle singole aree normative.

    8. Nuova Costruzione (NC):

      - interventi di trasformazione edilizia ed urbanistica non rientranti nelle categorie di intervento precedentemente elencate.

      1. la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati; ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente, fatta eccezione per quanto specificato al successivo punto 6);
      2. gli interventi di urbanizzazione primaria o secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune;
      3. la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
      4. l’installazione di torri e tralicci per impianto radioricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
      5. l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee;
      6. l’installazione di palloni pressostatici anche se a carattere stagionale;
      7. gli interventi pertinenziali che le presenti Norme tecniche di attuazione, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualificano come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportano la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale legittimamente realizzato.

Articolo: 10 - ARTICOLAZIONE DEL P.U.C.

  1. Il PUC individua, su tutto il territorio comunale, sistemi territoriali aventi caratteristiche omogenee e la cui disciplina è definita all’interno di singole aree normative.
  2. All’interno di ciascun sistema territoriale e funzionale la disciplina del PUC si articola in aree normative.
  3. Per gli interventi di trasformazione urbanistica di maggiore rilevanza obiet- tivi e caratteristiche degli interventi sono precisati da apposite schede normative e dagli elaborati grafici ad esse allegati.
  4. Tutti “i boschi appartenenti ai Comuni e ad altri enti debbono essere utiliz- zati in conformità di un piano economico approvato (...)" (art. 130 e segg. del RDL 3267/23 e art. 137 e segg. del RDL 1126/26, che disciplinano la "gestione dei patrimoni silvo-pastorali dei Comuni ed altri enti").

    TITOLO II – NORME DI ZONA

Articolo: 11 - ZONE OMOGENEE

Il territorio del comune di San Vero Milis è suddiviso, ai sensi del Decreto dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica 20.12.1983, n. 2266/U, secondo le seguenti classificazioni:

  • zona A – centro storico-artistico o di particolare pregio ambientale;
  • zone B – completamento residenziale;
  • zone C - espansione residenziale;
  • zone D - industriali, artigianali e commerciali;
  • zone E - agricole;
  • zone F - turistiche;
  • zone G – servizi generali;
  • zone H - salvaguardia territoriale, ambientale e paesaggistica;
  • zone S – servizi di quartiere.

Le zone omogenee così definite sono articolate in sottozone, così come de- finite nei successivi articoli.

Articolo: 12 - ZONA A – CENTRO STORICO-ARTISTICO O DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE

  1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

    La zona A costituisce il nucleo più antico dell’abitato di San Vero Milis ed è compreso all’interno del perimetro del centro di antica e prima formazione, ap- provato dal Comune in sede di copianificazione con l’Ufficio del Piano della RAS, con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 13 del 20/04/2007.

    Il centro abitato è sorto lungo il percorso principale Oristano – Milis ed ha un andamento a fuso nelle strade principali, alterato dalle forti attrazioni genera- te da Putzu Idu e Narbolia e dalla direttrice di Tramatza.

    Gli interventi sui tessuti edilizi ed urbani che conservano rilevanti tracce dell'assetto storico devono essere rivolti esclusivamente alla riqualificazione e al recupero mediante:

    1. manutenzione ordinaria e straordinaria;
    2. restauro e risanamento conservativo;
    3. ristrutturazione edilizia interna.

      Gli interventi di riqualificazione e recupero di cui sopra devono riguardare non solo i corpi di fabbrica storico tradizionali, ma anche le recinzioni e le rela- zioni originarie con gli spazi vuoti di pertinenza degli organismi edilizi, da conser- vare e salvaguardare nella loro integrità, nonché il contesto degli spazi collettivi costituito da aree verdi, strade e piazze.

      All’interno della Zona “A” tutti gli interventi sono mirati:

      1. alla conservazione e al recupero di tutti quegli elementi, urbanistici e architettonici, che conservano rilevanti tracce dell’assetto storico;
      2. alla riqualificazione di quelli profondamente alterati ed eventual- mente non più riconoscibili;
      3. al riuso del patrimonio esistente attraverso il ripristino delle funzioni residenziali o l’insediamento di attività alternative, necessarie alla

      vitalità dello stesso Centro storico e compatibili con la sua confor- mazione e con la sua identità culturale.

  2. CATEGORIE D’INTERVENTO EDILIZIO PREVALENTI
    1. Le categorie di intervento edilizio prevalenti sono:
      • Conservazione,
      • Restauro;
      • Risanamento conservativo;
      • Ristrutturazione edilizia;
      • Interventi di nuova costruzione nel rispetto dei valori paesaggistici e dell’ambiente urbano del centro storico realizzabili esclusivamente secondo le prescrizioni del Piano particolareggiato.
  3. DESTINAZIONI D’USO
    1. Residenza;
    2. Attività alberghiere;
    3. Servizi alle persone;
    4. Attività commerciali secondo le compatibilità tra categoria merceologica e zona omogenea di cui all’art. 28 delle presenti Norme tecniche di attua- zione;
    5. Attività artigianali compatibili con la qualità urbana ed ambientale rico- nosciuta dal PPR e dal PUC al centro storico;

    Il Piano particolareggiato disciplina ubicazione ed articolazione dettagliata delle destinazioni d’uso ammesse.

  4. PARAMETRI URBANISTICI

    I parametri edilizi sono quelli previsti nelle N.T.A. del Piano Particolareggiato del centro storico.

  5. PARAMETRI EDILIZI
    1. Altezza massima: non è consentito superare l’altezza degli edifici preesistenti, computata senza tenere conto di sovrastrutture o di sopraelevazioni posteriori all’epoca di impianto dell’edificio;
    2. Distacchi da edifici e da confini:
  • Negli interventi di risanamento conservativo e ristrutturazione edili- zia laddove previsti dal Piano particolareggiato non potranno essere inferiori a quelli preesistenti.
  • Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti è consentita l’apertura di finestre, nei vani privi di luci dirette, a di- stanze inferiori a quelle consentite dal Regolamento edilizio purché nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile.

Articolo: 13 - ZONE B1: ESPANSIONI PREVISTE NEL PIANO DI FABBRICAZIONE VIGENTE

  1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

    La Zona B1 comprende le aree più prossime al Centro Storico, ossia le prime espansioni del nucleo antico, sorte sui completamenti della viabilità storica.

    Tali aree si caratterizzano per la compattezza, la densità e l’omogeneità del tes- suto edilizio. Circondano il centro storico a macchia d’olio e sono per lo più for- mate da case in linea.

    La normativa attuativa della zona B1 è finalizzata alla definizione dei seguenti elementi urbanistici:

    • la definizione degli isolati urbani, della viabilità e degli spazi pubblici riferiti al singolo isolato;
    • l’analisi del tessuto edilizio esistente, delle caratteristiche insediative e delle tipologie edilizie;
    • la individuazione puntuale delle possibilità di completamento edilizio e di ri- qualificazione dell’esistente, sulla base degli elementi identificativi della zona e dell’isolato.

    All’interno dell’unità di analisi il Piano norma separatamente le aree considera- te omogenee in relazione ad una serie di parametri valutati: dimensione del lot- to, indice fondiario e volume edificato per quanto riguarda l’aspetto quantitativo; destinazione d’uso, tipo edilizio e posizione dell’edificio all’interno del lotto per quanto riguarda l’aspetto tipologico.

    Un quadro descrittivo e normativo così dettagliato consente:

    • di riconoscere e salvaguardare gli elementi positivi;
    • di riqualificare gli episodi negativi;
    • di ricucire tra loro le parti dell’edificato ed evitare nuove fratture all’interno del tessuto;
    • di indirizzare in maniera il più possibile coerente lo sviluppo futuro delle aree consolidate.

    I fabbricati prospicienti il Centro Storico dovranno rispettare, per quanto ri- guarda i materiali, i colori delle facciate e tipologia di infissi, quanto previsto sul- l'argomento nelle Norme di Attuazione del Piano Particolareggiato del Centro Sto- rico.

  2. CATEGORIE D’INTERVENTO EDILIZIO PREVALENTI
    1. Restauro;
    2. Risanamento conservativo;
    3. Ristrutturazione edilizia;
    4. Demolizione e ricostruzione;
    5. Nuova costruzione
  3. DESTINAZIONI D’USO
    1. Residenza;
    2. Attività ricettive a basso impatto (bed & breakfast) compatibili con la residenza
    3. Servizi alle persone;
    4. Attività artigianali compatibili con la residenza;
    5. Attività commerciali secondo le compatibilità tra categoria merceologica, come previsto dalla vigente normativa regionale.
  4. PARAMETRI URBANISTICI

    Indice di fabbricabilità fondiaria: 3,00 mc/mq;

  5. PARAMETRI EDILIZI

    Le nuove costruzioni e gli ampliamenti dovranno rispettare i seguenti parame- tri urbanistici:

    1. indice di copertura: 0,60 mc/mq;
    2. altezza massima: 6,00 ml;
    3. le costruzioni dovranno sorgere, in generale, a filo stradale. A ri- chiesta del Comune, o su proposta diretta del proprietario, l'edifi- cazione potrà prevedersi attraverso soluzioni svincolate da detto filo stradale, in rapporto a necessità, o a opportunità, di soluzioni coordinate con l'edificazione al contorno;
    4. i distacchi dai confini del lotto non devono essere inferiori ad 1/3 dell'altezza per ciascun fabbricato, e mai inferiore a ml. 5,00;
    5. la distanza tra costruzioni non potrà essere inferiore ai 2/3 della media delle altezze dei fabbricati o corpi di fabbricato interessati e, in ogni caso, non inferiore a ml. 10,00;
    6. aree destinate a parcheggi privati: la più restrittiva tra le se- guenti prescrizioni: 1 mq ogni 10 mc di costruzione con almeno un posto auto per ogni unità abitativa;
    7. tipologia edilizia: casa isolata o binata;
    8. aree per parcheggi commerciali: secondo la norma regionale del- la tipologia commerciale;
    9. unità abitative: numero libero;
    10. per le costruzioni legittimamente autorizzate e realizzate per l’intero perimetro si prevede il rispetto della normativa previgen- te per quanto riguarda l’altezza massima fuori terra.
  6. MODALITÀ ATTUATIVE
  1. Denuncia di inizio attività per interventi fino alla ristrutturazione edilizia a condizione che gli interventi non comportino la creazione di un organi- smo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume , della sagoma, dei prospetti o delle superfici;
  2. permesso di costruire per interventi di ristrutturazione edilizia che com- portano la creazione di un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifi- che del volume , della sagoma, dei prospetti o delle superfici;
  3. permesso di costruire per interventi di:
    1. demolizione e ricostruzione;
    2. nuova costruzione.

Articolo: 14 - ZONE B2: espansioni di nuova istituzione

  1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

    La Zona B2 comprende le aree di nuova istituzione, fisicamente più lonta- ne dal nucleo antico.

    Saranno caratterizzate da edificazione discontinua, da una minore densità e da una minore compattezza dell’edificato rispetto alla Zona B1.

    All’abitazione realizzata a filo strada e in aderenza con gli edifici contigui, si af- fianca, fino a sostituirla, la villetta a centro lotto con giardino circostante.

    Le dimensioni di lotti e abitazioni saranno maggiori rispetto a quelle caratteri- stiche della Zona B1.

    Gli interventi previsti nel Piano saranno finalizzati a:

    1. Miglioramento della rete viaria;
    2. Integrazione della dotazione di servizi e spazi pubblici.
  2. CATEGORIE D’INTERVENTO EDILIZIO PREVALENTI
    1. Ristrutturazione edilizia;
    2. Demolizione e ricostruzione;
    3. Nuova costruzione.
  3. DESTINAZIONI D’USO
    1. Residenza;
    2. Attività ricettive a basso impatto (bed & breakfast) compatibili con la residenza;
    3. Servizi alle persone;
    4. Attività artigianali compatibili con la residenza.
  4. PARAMETRI URBANISTICI
    1. Indice di fabbricabilità fondiaria: 2,20 mc/mq;
  5. PARAMETRI EDILIZI
    1. Altezza massima n.piani f.t.: 2; i locali seminterrati di terreni in pen- dio non vengono computati solo nel caso in cui siano totalmente inter- rati rispetto alla linea naturale del terreno;
    2. L’altezza massima dei nuovi edifici: m. 6,60.
    3. Distanza minima fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti: m. 10,00; fatta salva la possibilità di costruire in appoggio. Nelle zone ine- dificate o risultanti libere a seguito di demolizione, contenute in un tes- suto urbano già definito o consolidato che si estendono sul fronte stra- dale o in profondità per una lunghezza inferiore a m. 24,00, nel caso di impossibilità di costruire in aderenza, qualora il rispetto delle distanze fra pareti finestrate comporti la inutilizzazione dell’area od una soluzio- ne tecnica inaccettabile, il comune può consentire la riduzione delle di- stanze nel rispetto delle distanze minime fissate dal Codice Civile al ri- guardo.
    4. I distacchi dai confini non devono essere inferiori alla metà dell’altezza dell’edificio da costruire, con un minimo assoluto di m. 5,00 ad eccezione di casi previsti al comma precedente.
    5. Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti è consentita l’apertura di finestre, nei vani privi di luci dirette, purché nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile;
    6. Previo accordo scritto tra le parti sono ammesse costruzioni in ade- renza al confine di proprietà o a distanza inferiore a m. 4,00, purché nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile;
    7. Distanza dal ciglio stradale: è consentita l’edificazione a filo strada, oppure su allineamenti arretrati già esistenti. E’ obbligatorio il rispetto delle disposizioni di rettifica ed allineamento emanate da parte dei competenti organi tecnici comunali;
    8. Aree scoperte di pertinenza degli edifici: sono ammesse a condizio- ne che abbiano dimensioni minime di uno dei lati pari alla metà dell’altezza del fabbricato. Nelle aree scoperte di pertinenza delle co-

      struzioni devono essere riservati apposti spazi per parcheggi pertinen- ziali secondo i parametri della legge n. 122/1989;

    9. Abbinamenti di proprietà: è consentito l’abbinamento di due o più proprietà e la costruzione di muri comuni;
    10. Tipologie edilizie e materiali: i materiali da utilizzare per gli interventi edilizi saranno preferibilmente locali. Nelle costruzioni in aderenza il progetto dovrà preferibilmente caratterizzarsi per unitarietà dei volumi ed armonia con l’ambiente circostante.
  6. MODALITÀ ATTUATIVE
    1. Denuncia di inizio attività per interventi fino alla ristrutturazione edi- lizia a condizione che gli interventi non comportino:
      • La creazione di un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifi- che del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici;
    2. permesso di costruire per interventi di ristrutturazione edilizia che comportano:
      • La creazione di un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifi- che del volume , della sagoma, dei prospetti o delle superfici;
    3. permesso di costruire per interventi di:
      • ristrutturazione edilizia;
      • demolizione e ricostruzione;
      • nuova costruzione.

Articolo: 15 - ZONE C1 ESPANSIONI PIANIFICATE (PIANI DI LOTTIZZAZIONE ATTUATI O IN CORSO DI ATTUAZIONE)

  1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

    La Zona C1 comprende le aree di espansione, come individuate dal Piano di Fabbricazione vigente, già sottoposte a piani attuativi di iniziativa privata approvati o in corso di attuazione.

    Queste aree occupano una superficie complessiva di 41.111,39 mq e sono localizzate ai margini dell’edificato consolidato.

    Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone C1, fina- lizzati al miglioramento della qualità del paesaggio urbano e della vivibilità del- la zona stessa, sono:

    1. l’integrazione dei comparti all’interno del tessuto urbano consolidato o comunque circostante attraverso un progetto unitario delle viabilità che guarda all’intero ambito urbano;
    2. il recupero dell’immagine urbana attraverso interventi di riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici destinati alla socialità che prevedano la progettazione unitaria degli spazi verdi, dell’illuminazione e dell’arredo ur- bano.
  2. CATEGORIE D’INTERVENTO PREVALENTI

    Gli interventi sono quelli previsti nei piani di attuazione approvati.

  3. DESTINAZIONI D’USO

    Sono consentite quelle previste nei piani di attuazione approvati.

  4. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

    Sono i parametri contenuti nelle NTA dei piani di attuazione approvati.

  5. MODALITA’ ATTUATIVE

Gli interventi nelle sottozone C1 si attuano secondo quanto previsto dai piani di attuazione approvati, con le convenzioni o gli atti unilaterali in es- sere.

Articolo: 16 - ZONE C3: ZONE DI ESPANSIONE URBANA - ESPANSIONI IN PROGRAMMA

  1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

    La Zona C3 comprende le espansioni in programma riguardanti le aree non ancora soggette a strumenti di pianificazione attuativa, nelle quali saranno loca-

    lizzati i futuri ampliamenti dell’abitato, in risposta ad esigenze insediative non altrimenti soddisfatte.

    Il Piano Urbanistico Comunale individua delle aree che possiedono tali re- quisiti, localizzate e dimensionate a seguito di un’analisi accurata delle previsioni dello strumento urbanistico precedente, della struttura urbana attuale, delle ten- denze in atto e della proiezione dei dati raccolti sulla struttura demografica, nell’orizzonte temporale di durata del Piano.

    Tali aree, adiacenti all’urbanizzazione esistente, occupano una superficie com- plessiva di 67.666,66 mq.

    Gli indirizzi del Piano Urbanistico Comunale per le Zone C3, finalizzati a coordina- re l’espansione dell’abitato in funzione della reale tensione abitativa e nel rispetto dei valori ambientali, sono:

    1. il completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttu- ra insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in pros- simità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato, secondo quanto disposto dagli artt. 75, comma 1, punto a, e 21, commi 3 e 4, delle N.T.A. del P.P.R.;
    2. la definizione di un limite urbano preciso verso il territorio non costruito attraverso la localizzazione di aree verdi al contorno delle aree di espan- sione - oltre il quale non è consentita la realizzazione di residenze o attrez- zature non previste dal presente strumento urbanistico;
    3. la connessione e l’integrazione dei nuovi comparti di espansione con le aree già edificate attraverso la definizione delle principali strade di accesso o attraversamento dei comparti stessi, nell’ambito di un progetto unitario delle viabilità che guarda all’intero abitato;
    4. il corretto dimensionamento degli spazi pubblici e dei servizi che accre- sca la qualità del paesaggio urbano e ne migliori la vivibilità;
    5. garantire la disponibilità di aree per l’edilizia sociale all’interno degli stessi comparti di espansione, favorendo l’integrazione ed evitando la for- mazione di isole con differenti tipologie insediative.
  2. DESTINAZIONI D’USO

    Nel rispetto di quanto previsto dal DA 2266/U del 20.12.1983 sono con- sentite le seguenti destinazioni d’uso:

    • Residenza abitativa;
    • Attività compatibili con la residenza, quali uffici e studi professionali;
    • Attività ricettive: alberghiere, extra-alberghiere, attività di ristoro;
    • Attrezzature collettive (circoli privati, sedi di associazioni, scuole private, attrezzature private per lo sport, il tempo libero e per la cu- ra del corpo e della persona; centri ed attrezzature sociali e culturali di interesse generale di livello urbano; centri ed attrezzature sociali e culturali di interesse generale di livello sovra urbano).
    • Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale.
  3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI
    • Indice territoriale: 0,45 mc/mq;
    • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto. Qualora non vi sia accordo tra i proprietari, la quota di proprietà per poter richiedere l'auto- rizzazione a lottizzare è pari al 75% dell'area del singolo comparto, con lo studio di lottizzazione esteso a tutta la superficie del comparto interessato;
    • Distanza fra gli edifici: le distanze minime tra pareti finestrate non do- vranno essere inferiori all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di 10,00 m;
    • distanza dai confini: valore minimo di 5,00 m, oppure contiguità o ade- renza fra i fabbricati;
    • altezza degli edifici: sono consentiti n. 2 piani fuori terra ed un’altezza massima di 6,50 m;
    • distanza dall’asse stradale: il fronte delle costruzioni sulla viabilità di ser- vizio dovrà avere distanza minima dall’asse stradale di 7,50 m nel caso di viabilità primaria e di 5,00 m nel caso di viabilità secondaria;
    • tipologia viaria: la viabilità a servizio delle residenze e delle attività col- lettive dovrà essere articolata in rapporto a esigenze di funzionamento in- terno e di assetto viario più generale; la viabilità primaria dovrà avere una dimensione complessiva minima di 15,00 m; la viabilità secondaria dovrà avere una dimensione complessiva minima di 10,00 m. I percorsi esclusi-

    vamente pedonali (esclusi i marciapiedi stradali) dovranno avere una di- mensione minima di 2,50 m;

    • Il lotto minimo sarà di superficie pari a 400mq;
    • L'indice di permeabilità del lotto sarà maggiore o uguale al 50%;
    • La tipologia edilizia sarà quella di villino monofamiliare o casa a schiera.

    Nelle Zona “C3” non possono essere realizzati ambienti interrati o seminterra- ti, anche per vuoto sanitario, per i quali l’allontanamento delle acque meteoriche non sia possibile per esclusivo deflusso naturale verso la viabilità urbana di servi- zio al lotto.

  4. MODALITA’ ATTUATIVE

L’attuazione delle zone C3 avviene tramite Piano di Lottizzazione conven- zionato di iniziativa pubblica o privata, nel rispetto delle seguenti prescrizioni ur- banistiche:

  • il Piano di Lottizzazione dovrà essere esteso all’intera superficie della zona C3 interessata.
  • Il Piano di Lottizzazione dovrà essere proposto da una quota parte delle proprietà non inferiore al 75% dei comparti individuati.
  • Il Piano di Lottizzazione dovrà essere attuato in modo unitario con un’unica convenzione sottoscritta da tutti i soggetti proponenti il P. di L.
  • In presenza di documentate difficoltà all’attuazione unitaria del Pia- no, il Consiglio Comunale può autorizzare la sua esecuzione per par- ti, ognuna delle quali non inferiore al 30% del comparto, a condizio- ne che tale procedura garantisca l’ottimale fruizione dell’intero com- parto C3 e la corretta realizzazione sia delle infrastrutture di rete che dei comparti edilizi interni.
  • Il Piano di Lottizzazione dovrà prevedere una localizzazione delle a- ree destinate a servizi di cessione in modo tale da garantirne la massima fruizione sia da parte degli abitanti residenti all’interno del comparto che degli altri residenti.
  • Articolo: 17 - ZONA D2: ZONA ARTIGIANALE PER ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIALI

    1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

      Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.

      È prevista l’istituzione di un unico comparto destinato alle attività artigianali- commerciali e alle lavorazioni di prodotti alimentari.

      La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq.

      Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

      1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
      2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso;
      3. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.
    2. DESTINAZIONI D’USO

      Le destinazioni d’uso consentite sono:

      • Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movi- mentazione merci con automezzi pesanti);
      • Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;
      • Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;
      • Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;
      • Destinazione edilizia di interesse generale.
    3. CATEGORIE D’INTERVENTO PREVALENTI

      Sono ammesse le categorie di intervento definite dalle NTA dei piani di attuazione, piani di recupero di cui all’art. 28 della L. 457/78 e agli artt. 21 e 22 della L.R. 45/89 e s.m.i.

      In assenza di piano di attuazione sono consentiti gli interventi:

      • di manutenzione ordinaria
      • di manutenzione straordinaria,
      • di restauro e di risanamento conservativo
      • opere interne.
    4. PARAMETRI URBANISTICI E EDILIZI

      In caso di nuovo piano di attuazione sono definiti i seguenti parametri:

      • Lotto minimo mq 1000;
      • Ift 1 mc/mq;
      • l'altezza massima dal piano di campagna dovrà essere in stretta re- lazione alle esigenze dell’attività produttiva esercitata dall’azienda da insediare ed adeguatamente giustificata nel progetto dell’organismo edilizio; in ogni caso non superiore a ml 10.50; pos- sono essere rilasciate, da parte del Consiglio Comunale, deroghe per altezze superiori quando siano dimostrate particolari esigenze pro- duttive;
      • RC non superiore al 50%;
      • Distanza dal ciglio stradale m. 5.00;
      • Residenza destinata ad alloggio del custode o dell’artigiano titolare dell’attività insediata in numero massimo di una per comparto, in ogni caso avente superficie utile non superiore a 40 mq;
      • E' possibile realizzare, per ogni lotto, un locale guardiania avente superficie strettamente necessaria allo svolgimento della funzione specifica;
      • Distanza dai confini non inferiore a 10 m. salvo accordi con le pro- prietà confinanti per una edificazione a confine;
      • Deve essere garantita la permeabilità di almeno il 20% della super- ficie totale del lotto.
      • La localizzazione dei lotti edificabili dovrà avvenire in prossimità dei confini esterni della zona stessa, in modo tale da rispettare adegua- te distanze dal bene archeologico S'Uracheddu Pranu.
    5. MODALITA’ ATTUATIVE

      Il piano di lottizzazione dovrà essere esteso all'intero comparto.

      Nelle sottozone D2, gli interventi si attuano secondo quanto previsto dai piani di attuazione approvati, con le convenzioni o gli atti unilaterali in essere e secondo quanto previsto dalle relative NTA a riguardo di modalità di attuazione, destinazioni d’uso, categorie di intervento, parametri urbanistici e edilizi.

    6. PRESCRIZIONI SPECIALI

    Rispetto dei caratteri ambientali: l’edificazione deve avvenire nel rispetto delle caratteristiche morfologiche ed ambientali della zona interessata dall’intervento ed, eventualmente, consentire la visuale sugli elementi fisici natu- rali e/o le preesistenze edificate di particolare pregio.

    Rispetto degli spazi verdi: è obbligatorio compatibilmente con l’esecuzione degli interventi consentiti, la conservazione e/o il ripristino degli spazi verdi.

    Vincolo di sistemazione delle aree libere: è obbligatoria la sistemazione a verde delle aree libere da edificazione, anche a seguito di demolizione di edifici presenti, per la parte non destinata a movimentazione e/o sosta.

    Gli insediamenti a carattere commerciale devono essere compatibili con gli strumenti di programmazione urbanistico-commerciale regionale e/o provinciale di cui alla D.G.R. n°55/108 del 19.02.2001 e successive modifiche e integrazioni;

    è necessario prevedere, oltre alla dotazione di spazi per parcheggi pertinenziali per la clientela e per la sosta e movimentazione merci di cui alla normativa di settore, gli spazi pubblici o ad uso pubblico previsti dal comma 2) dell’art.8 del DA 2266/U del 20.12.1983.

    Articolo: 18 - ZONE E: USI AGRICOLI

    1. DESCRIZIONE E INDIRIZZI

      La Zona “E” comprende le aree destinate o da destinare all’agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, all’itticoltura e simili, nonché alle attività di conserva- zione e trasformazione dei prodotti da esse derivanti.

      Si individuano le seguenti sottozone agricole:

      • E1: Aree caratterizzate da una produzione agricola tipica e specializ- zata;
      • E2: Aree di primaria importanza per la funzione agricolo–produttiva;
      • E3: Aree caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario;
      • E5: Aree marginali per attività agricola;

        Nelle zone agricole si perseguono le finalità indicate espressamente nel DA 2266/U del 20.12.1983:

        1. valorizzazione delle vocazioni produttive delle zone agricole garanten- do, al contempo, la tutela del suolo e delle emergenze ambientali di pregio;
        2. incoraggiamento della permanenza, nelle zone classificate agricole, del- la popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
        3. favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esi- stente sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo;
        4. separare il territorio destinato alle attività agricole da quello destinato all’espansione residenziale, allo sviluppo del settore turistico e alle atti- vità produttive, evitando che tali attività (con particolare riferimento a quella turistica) impegnino tutti i suoli agricoli;
        5. separare i valori fondiari delle aree destinate al turismo e alla residenza da quelli delle aree agricole;
        6. ridurre la presenza di residenze fisse non legate all’attività agricola nell’agro e, nel contempo, incentivare il mantenimento delle residenze esistenti legate all’attività agricola;
        7. preservare i materiali e i caratteri costruttivi delle strutture agricole tradizionali.
    2. PRESCRIZIONI E INDICAZIONI OPERATIVE COMUNI ALLE ZONE AGRICOLE

    Le seguenti prescrizioni e indicazioni operative sono riferite a tutte le di- verse sottozone agricole:

    1. Nelle zone agricole sono ammessi esclusivamente gli interventi edilizi per la costruzione di:
      • fabbricati, impianti e attrezzature connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo e con la valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali;
      • agriturismo;
      • punti di ristoro;
      • attrezzature ed impianti di carattere particolare che per la loro na- tura e/o funzione non possono essere localizzati in altre zone omo- genee;
      • impianti di interesse pubblico quali cabine elettriche, centrali tele- foniche, stazioni di ponti radio, ripetitori e simili, con esclusione de- gli impianti classificabili come industriali o artigianali.
    2. Gli interventi di mantenimento e/o modifica della situazione esistente relativi alle zone agricole assumono una diversa valenza a seconda che siano compresi all’interno dell’unità amministrativa esterna (Marina) o all'interno dell’unità amministrativa interna (Centro abitato).

      Nell’ambito della fascia costiera prevale l’obiettivo della protezione pae- saggistica e del mantenimento dei valori paesaggistici presenti; le attività agrico- le poste all’interno della fascia costiera assumono l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio come prioritario e selettivo delle attività economiche e produttive.

    3. La destinazione d’uso degli edifici residenziali esistenti è da considerarsi strettamente correlata con le attività di carattere agricolo e zootecnico della su- perficie agricola di riferimento, cessata la quale il soggetto titolare è tenuto a corrispondere per intero i contributi degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione relativi al volume residenziale.
    4. Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi pre- scritti per le diverse sottozone agricole sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza incremento di volume, di super- ficie utile e di unità abitative, con interventi orientati all’adeguamento tipologico degli edifici stessi.
    5. Per le costruzioni attualmente esistenti nelle zone agricole sono sempre ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro con- servativo e la ristrutturazione edilizia senza incremento della volumetria.

      Con esclusione degli edifici posti all’interno della fascia costiera, è inoltre consentito un incremento della volumetria esistente legittimamente assentita in misura non superiore al 30%, in presenza di un lotto minimo di mq 20.000, con indice fondiario massimo di mc/mq 0,015.

      Sono inoltre consentiti la demolizione e la ricostruzione in loco senza in- cremento di volume di edifici per i quali sia attestata la precarietà statica o per esigenze di tutela della pubblica incolumità, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico.

    6. Risultano prioritari gli interventi di finitura edilizia delle strutture attual- mente esistenti nelle aree agricole, con particolare riferimento all’intonaco degli edifici, alla realizzazione delle coperture, alla definizione delle recinzioni e dei corpi accessori.
    7. Risultano prioritari la conservazione, il ripristino e la valorizzazione degli elementi paesaggistici del contesto, come siepi e muretti a secco, documentan- done comunque la presenza e la consistenza negli elaborati progettuali relativi agli interventi nell’agro proposti per l’ottenimento delle autorizzazioni e delle concessioni edilizie.
    8. Le nuove strade di penetrazione agraria, sia private che pubbliche, do- vranno essere realizzate con riferimento alle tipologie costruttive tradizionali,

      preferibilmente in terra stabilizzata, con eventuali trattamenti antipolvere o con sistemazioni e tecnologie similari.

    9. Gli interventi di modifica e di riorganizzazione funzionale dei terreni agri- coli in cui è prevista la ristrutturazione di edifici esistenti e/o l’ampliamento degli stessi e/o la realizzazione di nuovi volumi, sono definiti nell’ambito di un Piano di Sviluppo Aziendale (P.S.A.) da allegarsi alla normale documentazione di progetto ai fini della utilizzazione degli standards per le diverse sottozone.

      Il Piano di Sviluppo Aziendale deve contenere la seguente documentazio- ne:

      1. planimetrie catastali, aerofotogrammetriche e/o fotografiche in scala 1:2.000/1:4.000, nelle quali vengano individuati i manufatti e le infrastrutture esistenti e l’attuale organizzazione delle attività che si svolgono nel territorio dell’azienda;
      2. adeguata documentazione fotografica della situazione attuale sia delle strutture edilizie che dell’organizzazione delle colture, anche con riferimen- to agli elementi accessori, quali recinzioni, siepi, terrazzamenti, pozzi, ab- beveratoi, etc.;
      3. planimetrie in scala 1:2.000/1:4.000 nelle quali vengano analiticamente riportate le modifiche relative sia alle strutture edilizie che alle attività col- turali e all’uso del suolo in generale, con riferimento all’intero corpo azien- dale e alla proposta di progetto;
      4. relazione tecnico-economica che documenti: gli indirizzi produttivi e il modello di organizzazione dell’azienda, le eventuali trasformazioni colturali in relazione alle potenzialità d’uso dei suoli e/o i miglioramenti nell’organizzazione produttiva, le esigenze di nuova volumetria o infra- strutturazione che giustifichino il progetto proposto.
    10. Qualora il Piano di Sviluppo Aziendale preveda anche la realizzazione di nuove volumetrie edilizie (motivate da strutturali variazioni del sistema produttivo e/o colturale dell’azienda), le concessioni edilizie relative ai suddetti nuovi edifici potranno essere rilasciate solo successivamente al completamento delle programmate modifiche colturali o al loro stato avan- zato di realizzazione, previa attestazione in tal senso da parte del Respon-

      sabile del Procedimento Amministrativo in esame. Le superfici fondiarie e le nuove strutture edilizie così definite non potranno essere successiva- mente frazionate o modificate nella destinazione d’uso per un periodo non inferiore ad anni 20 dalla data del rilascio della concessione edilizia, con esclusione della eventuale successione ereditaria.

    11. Nella zona agricola il rilascio delle concessioni edilizie che prevedano in- crementi di volumetria rispetto alla situazione attuale è subordinato alla preventiva stipula, con atto pubblico unilaterale da trascriversi nelle forme di legge, di apposita convenzione di asservimento della superficie azienda- le individuata nel P.S.A..
    1. PREDISPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO DELLE COLTURE, DELL’AMBIENTE E DEL PAESAGGIO

      Il rilascio della concessione edilizia per la realizzazione di nuovi edifici a destinazione residenziale e non residenziale è subordinato alla predisposi- zione di un programma di miglioramento delle colture, dell’ambiente e del paesaggio che dovrà giustificare la richiesta di nuova edificazione e l’eventuale esigenza di residenzialità nel fondo in relazione all’attività pro- duttiva prevista e proposta dal richiedente, compatibile con le caratteristi- che agropedologiche del fondo.

      Tale programma, a firma di un tecnico abilitato (dottore agronomo, pe- rito agrario, agrotecnico) deve contenere:

      • la descrizione dell’attuale situazione dell’azienda nonché delle princi- pali caratteristiche pedo-climatiche, geo–litologiche, delle coltivazioni e della vegetazione naturale;
      • l’individuazione di fabbricati esistenti e/o da realizzare e delle relative aree da vincolare all’inedificabilità secondo quanto previsto dai parametri urbanistici ed edilizi specifici della zona urbanistica;
      • l’individuazione dei fabbricati presenti in azienda ritenuti non più ne- cessari con le finalità del programma di cui si prevede il riutilizzo e/o la demolizione;
      • la descrizione degli interventi programmati per lo svolgimento delle attività agricole e/o delle attività connesse, atta a dimostrare:
        • la necessità della realizzazione di nuovo edificato;
        • la necessità della presenza costante in azienda del coltivatore del fon- do o dell’allevatore tale da giustificare la realizzazione della residenza utile allo scopo, sulla base delle ore necessarie alla conduzione del fondo indica- te da tabelle di calcolo ufficiali o stimate dal professionista incaricato;
        • la descrizione dettagliata e la giustificazione circa il dimensionamento di tutti gli interventi edilizi necessari a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell’imprenditore agricolo, nonché al potenziamento delle strutture produttive esistenti;
        • la definizione di un cronoprogramma che riporti le fasi di realizzazione dell’intervento con allegata un analisi costi-benefici;

        - un progetto di inserimento paesaggistico da cui con grafici, schizzi, il- lustrazioni, foto e simulazioni si evinca la localizzazione ottimale nel conte- sto e la salvaguardia degli aspetti paesaggistici rispetto alla struttura, tale da consentire la valutazione della mitigazione dell’impatto sulle visuali gra- zie alla adeguata ubicazione, alla tipologia costruttiva e al colore utilizzati nell’opera in progetto.

        Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere dichiarata l’assenza di fabbricati o volumi edificati in assenza di concessione e/o autorizzazione edilizia.

        Contestualmente ai lavori di costruzione dei fabbricati in progetto do- vranno essere intrapresi i lavori di miglioramento fondiario di cui al “Pro- gramma di miglioramento delle colture, dell’ambiente e del paesaggio”, al- legato al progetto edilizio.

        Alla fine dei lavori, dovrà essere presentata idonea dichiarazione o peri- zia da parte del Direttore dei Lavori attestante lo stato di attuazione delle opere di miglioramento fondiario e la rispondenza delle stesse alle previ- sioni di progetto.

        La mancata realizzazione del miglioramento fondiario comporta la de- cadenza immediata della concessione edilizia o il mancato rilascio del certi- ficato di agibilità dei locali.

    2. PRESCRIZIONI PER LE ZONE AGRICOLE COMPRESE ALL’INTERNO DELLA FASCIA COSTIERA

      La realizzazione di nuove residenze finalizzate alla conduzione del fondo agri- colo, è in questo caso condizionata dalla presenza dei seguenti requisiti:

      • Il richiedente deve essere imprenditore agricolo professionale;
      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 1 ettaro, per le zone E1, sia per colture intensive sia per colture estensive, sem- pre in corpo unico;
      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 1,2 ettari, per le zone E2, sia per colture intensive sia per colture estensive, sem- pre in corpo unico;
      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 3 ettari, per le zone E3, sia per colture intensive sia per colture estensive, sempre in corpo unico;
      • L’indice massimo di fabbricabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro, da ridurre del 50% per il secondo ettaro, e del 75% per i successivi;
      • L’altezza massima fuori terra non può superare i 3,30 m.

      Per gli altri interventi, esclusa la residenza, si applicano le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 Agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone Agricole).

      Relativamente alle zone E5 non è consentito alcun intervento di modifica del suolo: in particolare realizzazione di strade, stradelli, aree di sosta o parcheggi (ad eccezione di quelli già previsti nel P.U.L.), utilizzo a scopo agricolo di aree con vegetazione naturale o di edificazione.

      Dovranno essere inoltre, rispettate le seguenti prescrizioni:

      • Devono essere mantenuti gli elementi di naturalità presenti nei fondi agricoli e ai bordi delle strade (siepi, alberature, fasce alberate, etc.) e ne deve essere incentivata la ricostruzione;
      • Deve essere evitata la realizzazione di recinzioni ostacolanti il tran- sito della piccola fauna;
      • Deve essere favorita la realizzazione di interventi di rinaturazione nei campi e nelle aree agricole scarsamente produttive o negli incol- ti.
    3. PRESCRIZIONI PER LE ZONE AGRICOLE NON COMPRESE ALL’INTERNO DELLA FASCIA COSTIERA

      Per le zone agricole comprese all’interno dell’unità amministrativa interna (Centro abitato) si applicano le disposizioni del Decreto del Presidente della Giun- ta Regionale 3 Agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone Agricole).

      In particolare, la realizzazione di nuove residenze finalizzate alla conduzione del fondo agricolo, è in questo caso condizionata dalla presenza dei seguenti re- quisiti:

      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 1 ettaro, per le zone E1, sia per colture intensive sia per colture estensive, sem- pre in corpo unico;
      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 1,2 ettari, per le zone E2, sia per colture intensive sia per colture estensive, sem- pre in corpo unico;
      • La superficie minima di intervento deve essere pari a 1,6 ettari, per le zone E3, sia per colture intensive sia per colture estensive, sem- pre in corpo unico;
      • L’indice massimo di fabbricabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro, da ridurre del 50% per il secondo ettaro, e del 75% per i successivi;
      • L’altezza massima fuori terra non può superare i 3,30 m.
    4. PRESCRIZIONI PER LE ZONE E1/H.1 ED E1/H.2

    Per le aree agricole comprese all’interno delle zone E1/H.1 ed E1/H.2 si appli- cano le prescrizioni di cui al punto 5, però è assolutamente interdetto qualsiasi tipo di edificazione.

    Articolo: 19 - ZONE “F”: INSEDIAMENTI TURISTICI

    1. DESCRIZIONE E INDIRIZZI

      Comprende la parti del territorio di interesse turistico con insediamenti di tipo prevalentemente stagionale.

      Tale tipologia insediativa è composta principalmente da “seconde case” e attrezzature ricettive, caratterizzata da una specifica dotazione di servizi, da una specifica localizzazione ed accessibilità; la maggior parte del patrimonio edilizio nelle zone omogenee F è caratterizzato da un utilizzo per un arco temporale limitato da popolazione non residente.

      Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone F, sono:

      1. la riqualificazione architettonica, paesaggistica e ambientale degli insediamenti turistici esistenti, al fine di riequilibrare il rapporto tra insediamento e paesaggio;
      2. l’integrazione e la valorizzazione degli spazi pubblici destinati alla socialità e dei servizi, con l’obiettivo di elevare la qualità del paesaggio urbano e dell’offerta turistica, favorendo l’allargamento della stagionalità e del periodo di utilizzo delle strutture;
      3. favorire lo sviluppo delle potenzialità turistiche in prossimità degli insediamenti esistenti al fine di limitare il consumo del territorio, soprattutto in prossimità della fascia costiera;
      4. favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive. All’interno delle zone F si individuano le seguenti sottozone:
        • F1: Insediamenti turistici pianificati dal vigente Piano di Fabbricazio- ne;
        • F3: Campeggio;
        • F4: Nuove aree turistiche.
    2. SOTTOZONA F1

      Le Sottozone F1 ricomprendono insediamenti realizzati attraverso piani di lottizzazione convenzionati o comunali.

      Gli insediamenti compresi nelle sottozone F1, realizzati in tutto o in parte, potranno essere oggetto di interventi di riqualificazione e miglioramento dei servizi e dell’accessibilità, oltre che di riconversione a destinazioni d’uso alberghiere.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          Si rimanda alle specifiche Norme di Attuazione di ciascun piano di attuazione.

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Si rimanda alle specifiche Norme di Attuazione di ciascun piano di attuazione.

        3. CATEGORIE DI INTERVENTO

          Nelle zone F1 sono previsti, esclusivamente nell’ottica di riqualificazione architettonica del patrimonio abitativo esistente, interventi di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria; è altresì ammesso l’intervento di ristrutturazione edilizia che porti ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comporti aumento di unità immobiliari, con modifiche della sagoma, dei prospetti o delle superfici, senza incremento del volume esistente, con riferimento all’art. 10, comma 1, lettera c del D.P.R. 380/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”.

          È, inoltre, possibile prevedere interventi di riqualificazione e integrazione di servizi, nonché riconversione a utilizzo ricettivo (è ammesso il cambio di destinazione d'uso da residenziale a turistico-ricettivo). Gli interventi di riqualificazione possono avvenire mediante ristrutturazione edilizia senza aumento di volume a condizione che il progetto porti ad un miglioramento della qualità architettonica.

        4. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

          Si rimanda alle specifiche Norme di Attuazione di ciascun piano di attuazione.

          Non sono consentiti incrementi di volume.

        5. PRESCRIZIONI SPECIALI PER LA LOTTIZZAZIONE "TALLU E PISTIS" IN LOCALITA' PUTZU IDU.

      Trattasi di Lottizzazione con Convenzione efficace registrata in Oristano il 06.06.1983 al N. 566 di Repertorio e trascritta in Oristano in data 08.06.1983 a

      C.A.S. 2901 Vol. 907.

      Si attribuisce ai lotti di seguito indicati il volume fondiario facendo riferimento alla tabella di seguito riportata:

      Lotto N. 23 Volume Fondiario: 434 mc Lotto N. 34 Volume Fondiario: 357 mc Lotto N. 35 Volume Fondiario: 357 mc

    3. SOTTOZONA F3.1

      La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.

      Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale.

      Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A.

    4. SOTTOZONA F4

    Sono le sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva (esclu- sivamente alberghiera) con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa.

      1. INDIRIZZI NORMATIVI

        Sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture al- berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse.

      2. MODALITA’ DI ATTUAZIONE

        Piani di attuazione di iniziativa pubblica o privata.

      3. PARAMETRI URBANISTICI E EDILIZI
        • Indice territoriale massimo: 0,28 mc/mq;
        • Altezza massima: 6,50 m.;
        • Rapporto di copertura non superiore al 40%;
        • Rapporto di permeabilità del suolo sul lotto fondiario non inferiore al 50%;
        • Distanza dal ciglio stradale: 10,00 m;
        • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto;
        • La tipologia edificatoria dovrà essere di tipo compatto, escludendo la possibilità di dispersione dei volumi nell'ambito del comparto.
      4. PRESCRIZIONE SPECIFICHE PER LA SOTTOZONA F4.3

        Il piano di lottizzazione dovrà essere sottoposto a specifica procedura di Valu- tazione di Incidenza Ambientale.

      5. PRESCRIZIONE SPECIFICHE PER LA SOTTOZONA F4.5

    La localizzazione dei volumi dovrà essere individuata all'esterno del perimetro della zona di sovrapposizione tra F1 e F4, così come meglio specificato nella Tav. G4.2.

    Nella zona inedificabile non dovranno essere realizzati interventi edilizi e/o parcheggi e dovrà mantenere la sua attuale destinazione agricola.

    Articolo: 20 - ZONE “G”: ZONE PER SERVIZI GENERALI

    1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

      Si tratta di aree destinate ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici, riservati a servizi di interesse generale, quali strutture per l’istruzione secondaria superio-

      re e universitaria, i beni culturali, la sanità, lo sport e le attività ricreative, il cre- dito, le comunicazioni, o quali mercati generali, parchi, depuratori, impianti di potabilizzazione, termovalorizzatori e simili (D.A. 20.12.1983 n° 2266/U).

      Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone “G”, sono:

      1. il miglioramento della qualità e della funzionalità delle aree adibite a servizi e già esistenti, tramite interventi di riqualificazione urbanistica, ar- chitettonica e ambientale;
      2. il corretto dimensionamento delle aree al fine di accrescere la qualità del paesaggio urbano e la sua vivibilità; la localizzazione e la caratterizzazione dei servizi secondo i principi della uniformità di distribuzione sul territorio e della integrazione plurifunzionale;
      3. privilegiare le sistemazioni che valorizzino l’ambiente naturale e il pae- saggio per le aree destinate al tempo libero e allo sport;
      4. garantire la connessione funzionale e l’integrazione con le aree a desti- nazione residenziale per realizzare gli obiettivi di riqualificazione urbana e di promozione dello sviluppo economico e sociale.
    2. CATEGORIE DI INTERVENTO

      In assenza di piano di attuazione sono consentiti:

      • Interventi di manutenzione ordinaria
      • Interventi di manutenzione straordinaria
      • Interventi di restauro e di risanamento conservativo
      • Opere interne.

        In presenza di piano di attuazione gli interventi consentiti sono:

      • Interventi di manutenzione ordinaria
      • Interventi di manutenzione straordinaria
      • Interventi di restauro e di risanamento conservativo
      • Interventi di ristrutturazione edilizia
      • Ricostruzione edilizia
      • Sopraelevazione
      • Ampliamento
      • Interventi di nuova costruzione
      • Demolizione totale o parziale
      • Ristrutturazione urbanistica
      • Nuova urbanizzazione
      • Opere interne.
    3. SOTTOZONA G1.1

      Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11.

      vata.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          E' sottoposta a redazione di piano di attuazione di iniziativa pubblica o pri-

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Le destinazioni d’uso ammesse sono:

          • attrezzature ricettive di tipo alberghiero;
          • attrezzature culturali e per lo spettacolo;
          • parcheggi attrezzati di uso pubblico;
        3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

      I parametri urbanistici ed edilizi sono:

      • Ift = 2,00 mc/mq;
      • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 20% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
      • la superficie fondiaria non potrà superare il 60% della superficie territoriale complessiva;
      • rapporto di copertura massimo pari al 70% della superficie fon- diaria;
      • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml;
      • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.
    4. SOTTOZONA G1.2

      Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali.

      vata.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          E' sottoposta a redazione di piano di attuazione di iniziativa pubblica o pri-

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Le destinazioni d’uso ammesse sono:

          • servizi per il terziario turistico;
          • attrezzature socio-sanitarie di scala urbana;
          • parcheggi attrezzati di uso pubblico;
          • attività commerciali al dettaglio e all'ingrosso, mercati rionali, zo- nali o generali e relativi servizi connessi al sistema commerciale.
        3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

      I parametri urbanistici ed edilizi sono:

      • Ift = 2,50 mc/mq;
      • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 20% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
      • la superficie fondiaria non potrà superare il 50% della superficie territoriale complessiva;
      • rapporto di copertura massimo pari al 70% della superficie fon- diaria;
      • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml;
      • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.
    5. SOTTOZONA G1.3

      Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia comunale, etc.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          E' sottoposta a redazione di piano di attuazione di iniziativa pubblica o pri- vata, da sottoporre a Valutazione di Incidenza Ambientale.

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Le destinazioni d’uso ammesse sono:

          • servizi per il terziario turistico;
          • attrezzature socio-sanitarie di scala urbana;
          • parcheggi attrezzati di uso pubblico;
        3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

      I parametri urbanistici ed edilizi sono:

      • Ift = 1,80 mc/mq;
      • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 40% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
      • la superficie fondiaria non potrà superare il 40% della superficie territoriale complessiva;
      • rapporto di copertura massimo pari al 50% della superficie fon- diaria;
      • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml;
      • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.
    6. SOTTOZONA G1.4

      Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

      vata.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          E' sottoposta a redazione di piano di attuazione di iniziativa pubblica o pri-

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Le destinazioni d’uso ammesse sono:

          • attività di distribuzione del carburante e servizi vari;
          • attività commerciali specializzate, bar, ristoro;
          • parcheggi attrezzati di uso pubblico;
        3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

      I parametri urbanistici ed edilizi sono:

      • Ift = 0,50 mc/mq;
      • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 40% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
      • la superficie fondiaria non potrà superare il 40% della superficie territoriale complessiva;
      • rapporto di copertura massimo pari al 50% della superficie fon- diaria;
      • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml;
      • Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.
    7. SOTTOZONA G1.5

      Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e suc- cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. Sono consentite esclusivamente le costruzioni ed opere a carattere funerario ed i relativi servizi annessi sulla base della programmazione e progettazione dell’Amministrazione Comunale.

    8. SOTTOZONA G1.6

      Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrez- zature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

      vata.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          E' sottoposta a redazione di piano di attuazione di iniziativa pubblica o pri-

        2. DESTINAZIONI D’USO

          Le destinazioni d’uso ammesse sono:

          • attrezzature ricettive di tipo alberghiero;
          • servizi per il terziario turistico;
            • attrezzature culturali e per lo spettacolo;
            • parcheggi attrezzati di uso pubblico;
        3. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

      I parametri urbanistici ed edilizi sono:

      • Ift = 2,00 mc/mq;
      • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 20% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
      • la superficie fondiaria non potrà superare il 50% della superficie territoriale complessiva;
      • rapporto di copertura massimo pari al 70% della superficie fon- diaria;
      • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml;

      Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.

    9. SOTTOZONA G1.7

      Trattasi di struttura destinata ad ospitare il Micro-Nido del Comune.

        1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

          Nel lotto urbanistico, sul quale insiste un fabbricato, viene confermata l'at- tuale destinazione dello stesso a edificio scolastico per Micro-Nido.

        2. DESTINAZIONI D’USO

      Le destinazioni d’uso ammesse sono:

      - Edificio scolastico con destinazione d'uso Micro-Nido.

    10. SOTTOZONA G2

    Le sottozone G2 svolgono il duplice ruolo di standard funzionali legati alle do- tazioni territoriali di spazi aperti e di nuovi standard ambientali funzionali ad una strategia di rigenerazione ecologica della città di cui fanno parte le categorie della permeabilità naturale dei suoli urbani, la capacità di carico ambientale di un area di trasformazione urbanistica, la biomassa delle aree verdi, la densità di copertu-

    ra vegetale, la mitigazione dell’inquinamento acustico, la definizione di tipologie di bonifica dei suoli inquinati, in relazione alle diverse possibilità d’uso.

    Tali aree poste in adiacenza ai tessuti urbani concorrono alla definizione dei li- velli minimi di dotazioni di spazi pubblici destinati a verde pubblico S3.

    Il 60% della superficie territoriale delle zone G2 dovrà essere destinato a par- co urbano.

      1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

        Ciascuna delle sottozone G2 è sottoposta a redazione di piano di attuazio- ne di iniziativa pubblica o privata.

      2. CATEGORIE DI INTERVENTO

    In assenza di piano di attuazione sono consentiti:

    • Interventi di manutenzione ordinaria
    • Interventi di manutenzione straordinaria
    • Interventi di restauro e di risanamento conservativo
    • Opere interne.

      In presenza di piano di attuazione gli interventi consentiti sono:

    • Interventi di manutenzione ordinaria
    • Interventi di manutenzione straordinaria
    • Interventi di restauro e di risanamento conservativo
    • Interventi di ristrutturazione edilizia
    • Ricostruzione edilizia
    • Sopraelevazione
    • Ampliamento
    • Interventi di nuova costruzione
    • Demolizione totale o parziale
    • Ristrutturazione urbanistica
    • Nuova urbanizzazione
    • Opere interne.
    1. SOTTOZONA G2.1

      E' la sottozona di "Su Pardu" dove si trovano tutti i servizi sportivi e le at- trezzature a servizio del centro abitato.

      1. DESTINAZIONI D’USO

        Le destinazioni d’uso ammesse sono:

        • attività commerciali e servizi connessi al settore turistico ricettivo e pratica sportiva;
        • bar, ristoranti e attrezzature per il ristoro in genere;
        • pratica degli sport equestri e strutture connesse;
        • parchi e servizi connessi;
        • piazze, percorsi pedonali ed aree attrezzate per il ristoro, la sosta ed il parcheggio;
        • attrezzature per la pratica di sport, spazio per il gioco dei bimbi, ludoteche, ecc.;
        • parchi tematici, acquatici, ecc.
      2. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

    I parametri urbanistici ed edilizi di base sono:

    • Ift = 0.10 mc/mq;
    • Iff = max 1,00 mc/mq
    • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 40% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
    • la superficie fondiaria non potrà superare il 60% della superficie territoriale complessiva;
    • rapporto di copertura massimo inferiore o uguale al 20% della superficie fondiaria;
    • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml.
    • ripartizione volumetrie:
    1. volumetrie per le destinazioni di servizi generali: 30%;
    2. volumetrie per le destinazioni di strutture sportive, verde attrezzato e tempo libero: 60%;
    3. volumetrie per servizi pubblici: 10%.

    Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.

    In assenza di piano di lottizzazione l'indice di fabbricabilità territoriale massimo è pari a 0,01 mc/mq.

    1. SOTTOZONA G2.2

      E' la sottozona destinata alla creazione di servizi per la balneazione e di un parco acquatico in località "Putzu Idu".

      1. DESTINAZIONI D’USO

        Le destinazioni d’uso ammesse sono:

        • attività commerciali e servizi connessi al settore turistico ricettivo e pratica sportiva;
        • bar, ristoranti e attrezzature per il ristoro in genere;
        • parchi e servizi connessi;
        • piazze, percorsi pedonali ed aree attrezzate per il ristoro, la sosta ed il parcheggio;
        • attrezzature per la pratica di sport, spazio per il gioco dei bimbi, ludoteche, ecc.;
        • parchi tematici, acquatici, ecc.
      2. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

    I parametri urbanistici ed edilizi di base sono:

    • Ift = 0.25 mc/mq;
    • Iff = max 1,50 mc/mq
    • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 30% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
    • la superficie fondiaria non potrà superare il 60% della superficie territoriale complessiva;
    • rapporto di copertura massimo pari al 30% della superficie fon- diaria;
    • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml.
    • ripartizione volumetrie:
    1. volumetrie per le destinazioni di servizi generali: 30%;
    2. volumetrie per le destinazioni di strutture sportive, verde attrezzato e tempo libero: 60%;
    3. volumetrie per servizi pubblici: 10%. Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.

    In assenza di piano di lottizzazione l'indice di fabbricabilità territoriale massimo è pari a 0,01 mc/mq.

    1. SOTTOZONA G2.3

      E' la sottozona destinata a piccolo parco comunale che ospita la sezione di- staccata del Museo Civico del Sinis Settentrionale in località Mandriola.

      1. DESTINAZIONI D’USO

        Le destinazioni d’uso ammesse sono:

        • attività commerciali e servizi connessi al settore turistico ricettivo e pratica sportiva;
        • bar, ristoranti e attrezzature per il ristoro in genere;
        • spazi espositivi e museali, servizi socio-culturali, biblioteche, me- diateche e attrezzature per il tempo libero in genere;
        • servizi per il sistema dei trasporti;
        • parchi e servizi connessi;
        • piazze, percorsi pedonali ed aree attrezzate per il ristoro, la sosta ed il parcheggio;
        • attrezzature per la pratica di sport, spazio per il gioco dei bimbi, ludoteche, ecc.
      2. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

    I parametri urbanistici ed edilizi di base sono:

    • Ift = 0.10 mc/mq;
    • Iff = max 0,50 mc/mq
    • Il piano attuativo dovrà prevedere almeno il 20% della superficie territoriale destinata a servizi pubblici e parcheggi;
    • la superficie fondiaria non potrà superare il 60% della superficie territoriale complessiva;
    • rapporto di copertura massimo pari al 30% della superficie fon- diaria;
    • altezza massima dei corpi di fabbrica non potrà essere superiore ai 6,50 ml.
    • ripartizione volumetrie:
    1. volumetrie per le destinazioni di servizi generali: 30%;
    2. volumetrie per le destinazioni di strutture sportive, verde attrezzato e tempo libero: 60%;
    3. volumetrie per servizi pubblici: 10%. Superficie minima di lottizzazione: intero comparto.

    In assenza di piano di lottizzazione l'indice di fabbricabilità territoriale massimo è pari a 0,03 mc/mq.

    1. SOTTOZONA G4

      In tali aree sono localizzabili gli impianti connessi alle reti ed ai servizi tec- nologici urbani.

      1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

        L'edificazione in tali sottozone è subordinata alla predisposizione di un Pia- no Particolareggiato nel rispetto dell'indice di edificabilità territoriale di 0,1 mc/mq.

        Gli impianti strettamente connessi alle opere di urbanizzazione primaria, di cui alla circolare n° 4501/U del 31/12/1998 dell'Assessorato Enti Locali Finanze Urbanistica, sono svincolati dal rispetto degli indici volumetrici sopra richiamati.

      2. SOTTOZONA G4.1

        Trattasi del Depuratore di Abbanoa, sul quale è previsto l'adeguamento e l'e- ventuale ampliamento della struttura esistente.

      3. SOTTOZONA G4.2

        Trattasi del Depuratore e dell'ecocentro.

      4. SOTTOZONA G4.3

        Trattasi del serbatoio acqua potabile comunale a servizio della Zona Marina.

      5. SOTTOZONA G4.4

        Trattasi della stazione di sollevamento delle fognature comunali.

      6. SOTTOZONA G4.5

        Trattasi del Depuratore fognario.

      7. SOTTOZONA G4.6

        Trattasi della stazione di sollevamento delle fognature comunali.

      8. SOTTOZONA G4.7

    Trattasi della vasca di accumulo di acqua potabile di Capo Mannu.

    Articolo: 21 - ZONE H DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE E AREE DI RISPETTO

    1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

      Le zone omogenee di salvaguardia sono le parti del territorio che rivestono un elevato valore speleologico, archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la collettività, quali la fascia costiera, la fascia di rispetto cimiteriale, la fascia lungo le strade provinciali e comunali e le aree di particolare interesse paesaggi- stico o comprese in quest’ambito, ma che risultano compromesse.

      Gli interventi ammessi nelle zone H sono volti principalmente alla conservazio- ne, valorizzazione e tutela del bene, limitando le trasformazioni e assoggettando- le alla autorizzazione paesaggistica.

      Gli interventi di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici prevengono eventuali situazioni di rischio, costruiscono un duraturo equilibrio tra l’attività antropica e il sistema ambientale, migliorano la funzionalità eco sistemica.

      Le trasformazioni ammesse sono condizionate:

      • alla minima trasformabilità;
      • alla limitata visibilità;

      - al contenimento delle superfici e dei volumi funzionali alle strette neces- sità nonché alla loro rapida e completa reversibilità.

      È da escludere qualunque nuovo intervento edilizio o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento, uso e od attività quando pregiudiziale per il manteni- mento della struttura, della stabilità, della funzionalità biologica e della fruibilità paesaggistica.

      La delimitazione di dette aree è riportata nella carta della zonizzazione; trat- tandosi di delimitazioni di livello sovraordinato rispetto al presente Piano Urbani- stico Comunale, prioritariamente valgono le Norme definite dai rispettivi organi- smi di gestione, e qualora non presenti si applicano le indicazioni di sottozona e/o area di rispetto individuate dal PUC.

      Alle Zone di H di salvaguardia ambientale si affiancano le AREE DI RISPETTO che definiscono un ulteriore livello di tutela e ulteriori limitazioni alla fruizione e all’uso del territorio, ma all’interno delle quali si conserva la destinazione di zona.

      In relazione alla destinazione specifica dell’area, il Piano Urbanistico Comunale individua le seguenti zone di salvaguardia ambientale e le seguenti aree di rispet- to:

      • ZONE H2 – Zone di pregio paesaggistico;
      • ZONE H3 – Zone di salvaguardia ambientale;
      • AREA DI TUTELA INTEGRALE – Archeologica, Paesaggistica o Architettonica;
      • AREA DI TUTELA CONDIZIONATA – Archeologica, Paesaggistica o Architetto- nica;
      • AREA DI VALUTAZIONE ARCHEOLOGICA;
      • AREA DI RISPETTO 4 – Beni identitari;
      • AREA DI RISPETTO 5 – Cimiteriale;
      • AREA DI RISPETTO 6 – Stradale.

        Di seguito sono riportate le norme generali, mentre per le norme spe- cifiche, relative a ciascun bene tutelato, si rimanda alle singole schede monografiche.

    2. AREA DI TUTELA INTEGRALE – ARCHEOLOGICA, PAESAGGISTICA O ARCHITETTONICA - NORME GENERALI

      Non è consentito nessun intervento di nuova edificazione ma sono ammesse unicamente attività di studio, ricerca, scavo e restauro, nonché interventi di tra- sformazione connessi a tali attività, ivi comprese le opere di consolidamento sta- tico, ad opera degli enti o degli istituti scientifici specificatamente preposti.

      Sono ammessi interventi di valorizzazione del bene, esclusivamente a cura de- gli enti preposti, secondo il principio dell'"intervento minimo" e finalizzato unica- mente alla accessibilità, alla fruizione e al godimento del bene stesso senza alte- rare la qualità naturale e ambientale del paesaggio in cui il bene si trova inserito.

      In tali interventi la progettazione delle sistemazioni a terra finalizzate alla ac- cessibilità devono prioritariamente considerare la possibilità di adeguare e/o riuti- lizzare i tracciati eventualmente già aperti in funzione di precedenti attività di studio, ricerca, scavo e restauro, o quelli già esistenti prima di queste.

      L’attività agricola è consentita limitatamente all’aratura superficiale del terreno nelle parti dell’area prive di macchia mediterranea.

      Non è consentita l’eliminazione di alberi e macchia mediterranea, fatte salve le operazioni necessarie all’attività di scavo e ricerca archeologica.

      Le recinzioni e altri sistemi di delimitazione dei fondi, di proprietà pubblica o privata, aventi caratteristiche storico-tradizionali e/o naturali, devono essere in- tegralmente conservati e restaurati.

      Gli eventuali sistemi di illuminazione pubblica e di trasporto dell’energia elet- trica devono essere rispettosi del bene e del contesto di inserimento.

      Ai fini della valorizzazione del bene potrà essere previso l’inserimento di siste- mi informativi e didattici che non interferiscano con la visuale dei beni stessi e con la percezione del paesaggio; a tal fine è consentita l’apposizione di segnaleti- ca e cartellonistica specialistica da realizzarsi secondo grafica e materiali da con- cordare in modo unitario su tutto il territorio comunale con gli uffici competenti.

    3. AREA DI TUTELA CONDIZIONATA – ARCHEOLOGICA, PAESAGGISTICA O ARCHITETTONICA - NORME GENERALI

      Nelle aree a rischio archeologico individuate sulla cartografia del PUC rego- larmente aggiornata, anche senza specifico provvedimento di verifica o dichiara-

      zione ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 (artt. 12-13), per ogni intervento edilizio o agricolo che comporti asportazioni di terreno o lavorazioni diverse o più profonde di quelle finora attuate (scavi, sbancamenti, arature superiori a 50 cm, etc) il proprietario deve essere autorizzato dagli enti competenti (Soprintendenza ar- cheologica, Soprintendenza architettonica, Ufficio tutela del paesaggio, etc) per il tramite del Comune. Il Comune provvede ad acquisire le autorizzazioni degli enti coinvolti nel procedimento.

      La Soprintendenza archeologica esprime il proprio parere perentoriamente entro 60 giorni dal ricevimento dell’istanza, salvo diverse tempistiche dipendenti da altre norme prevalenti.

      Sarà facoltà della Soprintendenza archeologica richiedere, prima di rilasciare l’autorizzazione di competenza, eventuali sondaggi sul sito in esame, nella misu- ra orientativa pari a 1/100 della superficie interessata dall’intervento, sia edilizio che agricolo. I sondaggi saranno eseguiti a carico del committente.

      Per sondaggio s’intende un’indagine del terreno su una superficie media di mq 9 per una profondità di circa 1,50 m, fatta sia con mezzi meccanici sia a ma- no, nel rispetto delle direttive fornite dalla stessa Soprintendenza.

      Sarà inoltre compito del richiedente l’atto abilitativo, da comunicarsi sia al Comune, sia alla Soprintendenza archeologica, perentoriamente con preavviso di almeno 15 giorni dall’inizio effettivo degli scavi, siano essi legati ad attività edili- zie o agricole.

    4. AREA DI VALUTAZIONE ARCHEOLOGICA - NORME GENERALI

      Si tratta di ambiti a rischio archeologico che individuano aree in cui, sulla ba- se di indizi materiali o dati di letteratura, sono possibili rinvenimenti di tipo ar- cheologico, sebbene non individuabili con precisione nell'estensione.

      Ai fini della loro tutela ogni intervento che presuppone attivita' di scavo o movimentazione del terreno, traformazioni d'uso, fatta eccezione per le normali

      pratiche agricole in essere nel fondo, dovra' preventivamente essere autorizzato dagli enti preposti alla tutela archeologica e paesaggistica.

    5. SOTTOZONA H2 - ZONA DI PREGIO PAESAGGISTICO

      Aree individuate come beni paesaggistici dal PPR nelle quali gli interventi sono orientati alla conservazione e valorizzazione del bene.

      In queste zone è prevista la conservazione integrale dei significativi aspetti naturalistici, storico-culturali e morfologici. Sono ammesse limitate trasformazioni dello stato attuale dei luoghi e sono consentiti, previa autorizzazione paesaggistica, interventi volti alla conservazione, difesa, valorizzazione, recupero e fruizione del bene. In particolare:

        • attività scientifiche finalizzate allo studio, monitoraggio e conservazione delle risorse ambientali;
        • fruizione dell'ambiente a scopi didattici e ricreativi, con realizzazione di infrastrutture leggere e temporanee che consentano la valorizzazione del bene (segnaletica, sentieri, capanni per accoglienza, punti di osservazione);
        • opere di difesa, restauro e ripristino dell’ambiente naturale quando alterato dalle attività antropiche;
        • il recupero di strutture esistenti;
        • la realizzazione e la sistemazione di stradelli e piste necessarie alla gestione e manutenzione del bene;
        • gli interventi per la difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico.

      In tali sottozone è sempre consentito l’utilizzo dei suoli a fini agro-zootecnici; le comuni pratiche agronomiche e forestali, l’allevamento estensivo nonché le pratiche di gestione e manutenzione dei boschi, la raccolta di frutti, funghi e legname purché non pregiudizievole del bene e del paesaggio.

      E' vietato il danneggiamento e l’asporto di specie arboree e cespugli ad eccezione degli interventi di manutenzione e finalizzati alla pubblica sicurezza.

    6. SOTTOZONA H3 - ZONA DI DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE

      Vengono indicate come zone H3 sia le aree di salvaguardia ambientale sia quelle aree indicate dal P.A.I. come aree caratterizzate da pericolosità idraulica molto elevata Hi4 e da pericolosità idraulica elevata Hi3.

      1. PINETA "IS ARENAS"

        La pineta di Is Arenas è un’area vincolata idrogeologicamente ai sensi del RDL 3267/23.

        La pineta di Is Arenas fu impiantata, risarcita e affrancata tra il 1951 e il 1966 dal Corpo Forestale dello Stato, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa relativa alle sistemazioni idraulico – forestali (RDL 3267/23 e RDL 1126/1926, Titolo II: sistemazione e rimboschimento di terreni montani e RD 215/1933, Nuove norme per la bonifica integrale), interessando una superficie lorda di circa 1099 ettari.

        Tuttora vige l'obbligo di rispettare le prescrizioni dettate dai Piani di Coltura e Conservazione (P.C.C.), redatti in data 27.10.1966 e in data 03.03.1972, consistenti in una serie di norme tecniche finalizzate al mantenimento del soprassuolo cui ci si deve attenere per la buona manutenzione e conservazione del bosco, assieme alle prescrizioni di massima e di polizia forestale vigenti.

      2. PRESCRIZIONI PER LE ZONE H3/Hi4

        Valgono le disposizioni contenute nelle Norme di Attuazione del P.A.I. aggiornato con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n. 35 del 21 marzo 2008.

        Sono consentiti esclusivamente i seguenti interventi:

        1. le opere e gli interventi idraulici per migliorare la difesa dalle alluvioni e la si- curezza delle aree interessate da dissesto idraulico;
        2. gli interventi per mantenere e recuperare le condizioni di equilibrio dinamico degli alvei dei corsi d’acqua;
        3. le attività di manutenzione idraulica compatibile, compresi i tagli di piante e- sclusivamente per garantire il regolare deflusso delle acque e gli interventi ese-

          guiti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 14.4.1993 e della legi- slazione di settore della Regione Sardegna;

        4. le opere di sistemazione e riqualificazione ambientale e fluviale dirette alla ri- duzione dei pericoli e dei danni potenziali da esondazione, rivolti a favorire la ri- costituzione degli equilibri naturali, della vegetazione autoctona, delle cenosi di vegetazione riparia;
        5. le opere urgenti degli organi di protezione civile o delle autorità idrauliche re- gionali competenti per la tutela di persone e beni in situazioni di rischio idraulico eccezionali.
        6. nelle more della emanazione delle disposizioni di cui agli articoli 9, 10, 11 e 12 sono altresì ammessi gli interventi agro-silvo-pastorali comportanti modeste mo- dificazioni all’assetto idrogeologico del territorio, conformi all’attuale destinazione e indispensabili per una corretta conduzione dei fondi, previa valutazione positiva da parte dell’autorità idraulica competente per territorio sulla relazione di compa- tibilità idraulica e/o geologica-geotecnica.

        In materia di patrimonio edilizio pubblico e privato nelle aree di pericolosi- tà idraulica molto elevata sono consentiti esclusivamente:

        1. la demolizione di edifici senza possibilità di ricostruzione nello stesso sito e sempre a condizione che i lavori non creino ostacoli al regolare deflusso delle ac- que;
        2. la riparazione di edifici esistenti danneggiati da calamità naturali, compatibil- mente con le norme nazionali e regionali vigenti, a condizione che non si tratti di ricostruzione anche parziale;
        3. le opere di manutenzione ordinaria degli edifici;
        4. le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli edifici;
        5. gli interventi per ridurre la vulnerabilità degli edifici esistenti e migliorare la tutela della pubblica incolumità all’interno delle residenze civili e delle costruzioni adibite a servizi, con possibile aumento di superficie utile non superiore a quella allagabile e con contestuale dismissione dei piani interrati e dei piani terra, pur- ché lo studio di compatibilità idraulica accerti l’idoneità strutturale degli elementi portanti;
        6. gli interventi di adeguamento igienico-sanitario degli immobili adibiti a residen- za anche stagionale o a servizi, con particolare riferimento a quelli resi obbligato- ri da norme di legge statale o regionale ovvero a quelli indispensabili per garan- tirne la funzione collegata alla destinazione d'uso, con realizzazione dei relativi volumi tecnici indispensabili;
        7. le opere di adeguamento richieste dalla normativa in materia di protezione dai terremoti, sicurezza ed igiene sul lavoro, superamento delle barriere architettoni- che, prevenzione degli incendi, tutela di beni archeologici, storici, artistici e cultu- rali, con realizzazione dei relativi volumi tecnici indispensabili;
        8. i mutamenti di destinazione d’uso compatibili con gli elementi formali e strut- turali degli edifici a condizione che non sia incrementato neppure uno dei fattori che concorrono a determinare il rischio specifico nella formulazione di cui al pun- to 2.1 del D.P.C.M. 29.9.1998;
        9. la realizzazione e l'integrazione di impianti privati di depurazione, di apparec- chiature tecnologiche, di impianti per l'impiego di fonti energetiche rinnovabili e per il contenimento dei consumi energetici, unitamente alla realizzazione dei connessi volumi tecnici, a condizione che si tratti di interventi a servizio di singoli edifici, conformi agli strumenti urbanistici e valutati indispensabili per la funzio- nalità degli edifici o vantaggiosi dall'autorità competente per la concessione o l'autorizzazione;
        1. le opere di sistemazione e manutenzione di superfici inedificate o scoperte di edifici esistenti, compresi rampe di accesso, recinzioni, muri a secco, conteni- menti in pietrame, terrazzamenti, siepi, impianti a verde;
        2. la realizzazione di ricoveri mobili per animali da allevamento, di manufatti mobili adibiti a ricovero transitorio degli addetti alle attività pastorali, di manufat- ti per il foraggiamento della selvaggina.

        In materia di infrastrutture a rete o puntuali pubbliche o di interesse pub- blico nelle aree di pericolosità idraulica molto elevata sono consentiti esclusiva- mente:

        1. gli interventi di manutenzione ordinaria;
        2. gli interventi di manutenzione straordinaria;
        3. gli interventi di adeguamento per l’integrazione di innovazioni tecnologiche;
        4. gli interventi di adeguamento per la sicurezza di esercizio richiesti da norme nazionali e regionali;
        5. gli interventi di ampliamento e ristrutturazione di infrastrutture a rete e pun- tuali riferite a servizi pubblici essenziali non delocalizzabili, che siano privi di al- ternative progettuali tecnicamente ed economicamente sostenibili e siano dichia- rati essenziali;
        6. la ricostruzione di infrastrutture a rete distrutte o danneggiate da calamità na- turali, fatti salvi i divieti di ricostruzione stabiliti dall’articolo 3-ter del decreto legge n. 279/2000 convertito con modificazioni dalla legge n. 365/2000;
        7. le nuove infrastrutture a rete o puntuali previste dagli strumenti di pianifica- zione territoriale e dichiarate essenziali e non altrimenti localizzabili;
        8. allacciamenti a reti principali e nuovi sottoservizi a rete interrati lungo tracciati stradali esistenti, ed opere connesse compresi i nuovi attraversamenti;
        9. i nuovi interventi di edilizia cimiteriale purché realizzati nelle porzioni libere in- terne degli impianti cimiteriali esistenti;

        l. nuove infrastrutture, strutture di servizio ed insediamenti mobili, preferibilmen- te provvisori, destinati ad attrezzature per il tempo libero, la fruizione occasiona- le dell'ambiente naturale, le attività sportive e gli spettacoli all'aperto.

        Nelle aree di pericolosità idraulica molto elevata resta comunque sempre vietato realizzare:

        1. strutture e manufatti mobili e immobili, ad eccezione di quelli a carattere provvisorio o precario indispensabili per la conduzione dei cantieri o specifica- mente ammessi dalle presenti norme;
        2. protezioni di colture agricole con rilevati capaci di ostacolare il deflusso delle acque;
        3. cambiamenti colturali o nuove colture arboree capaci di ostacolare il deflusso delle acque o di pregiudicare la stabilità degli argini;
        4. nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento, smaltimento e di re- cupero dei rifiuti;
        5. nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento delle acque reflue;
        6. nuovi stabilimenti o ampliamenti di stabilimenti soggetti agli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo 17.8.1999, n. 334, “Attuazione della diret-

          tiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”;

        7. nuovi impianti tecnologici fuori terra ad eccezione dei ripetitori e dei tralicci per il trasporto dell’energia elettrica e di quelli espressamente consentiti dalle
            1. del P.A.I.
      3. PRESCRIZIONI PER LE ZONE H3/Hi3

        Valgono le disposizioni contenute nelle Norme di Attuazione del P.A.I. ag- giornato con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n. 35 del 21 marzo 2008.

        Sono consentiti tutti gli interventi, le opere e le attività ammessi nelle aree di pericolosità idraulica molto elevata, alle medesime condizioni stabilite nel pre- cedente punto 4.2.

        In tali sottozone valgono i divieti generali di cui al precedente punto.

        In materia di patrimonio edilizio sono inoltre consentiti esclusivamente:

        1. demolizioni e ricostruzioni nello stesso sito nonché modifiche delle de- stinazioni d’uso, compatibili con gli elementi formali e strutturali preesistenti de- gli edifici, per migliorare l’efficienza di interventi di restauro e risanamento con- servativo degli edifici;
        2. ampliamenti in occasione di adeguamenti con le finalità di cui al punto 4.2, lettere e., f., a condizione che le rispettive motivazioni siano espressamente certificate, valutate ed assentite nella concessione o nell’autorizzazione, esclu- dendo comunque i piani interrati e sempre a condizione che gli ampliamenti siano collocati a quota superiore a m. 1,00 al piano di campagna e comunque a quote compatibili con la piena con tempo di ritorno pari a 100 anni;
        3. interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le nuove superfici per uso abitativo o per uso economicamente rilevante siano realizzate escluden- do comunque i piani interrati e sempre a condizione che gli ampliamenti siano realizzati a quota superiore a m. 1,00 al piano di campagna e comunque a quote compatibili con la piena con tempo di ritorno pari a 100 anni;
        4. nuovi impianti tecnologici destinati a migliorare l’uso e la funzionalità degli immobili; e. la realizzazione di manufatti non qualificabili come volumi edili- zi.
      4. PRESCRIZIONI PER LA ZONA H3.5, H3.7 e H3.8

        In queste sottozone, interne ai siti Natura 2000, non è consentito l’utilizzo dei suoli a fini agro-zootecnici. Sono consentiti esclusivamente interventi di ripristino ambientale e rinaturazione da attuarsi mediante piantumazione di macchia mediterranea autoctona.

        Sono altresì consentiti gli interventi eventualmente individuati nei Piani di Gestione delle singole Aree SIC di riferimento.

    7. AREA DI RISPETTO 1

      Sono le aree limitrofe alla zona H.1 individuate nel cosiddetto “secondo perimetro” (o buffer) del bene così come delimitato nella sottozona H.1. In tali aree è preclusa l’edificazione ma non viene modificata la destinazione di zona. Gli interventi possibili sono soggetti ad autorizzazione da parte della Soprintendenza Archeologica.

    8. PRESCRIZIONI PER LE AREE DI RISPETTO 1

    Nelle aree a rischio archeologico individuate sulla cartografia del PUC rego- larmente aggiornata, anche senza specifico provvedimento di verifica o dichiara- zione ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 (artt. 12-13), per ogni intervento edilizio o agricolo che comporti asportazioni di terreno o lavorazioni diverse o più profonde di quelle finora attuate (scavi, sbancamenti, arature superiori a 30 cm, etc) il proprietario deve essere autorizzato dagli enti competenti (Soprintendenza ar- cheologica, Soprintendenza architettonica, Ufficio tutela del paesaggio, etc) per il tramite del Comune. Il Comune provvede ad acquisire le autorizzazioni degli enti coinvolti nel procedimento.

    La Soprintendenza archeologica esprime il proprio parere perentoriamente entro 60 giorni dal ricevimento dell’istanza, salvo diverse tempistiche dipendenti da altre norme prevalenti.

    Sarà facoltà della Soprintendenza archeologica richiedere, prima di rilasciare l’autorizzazione di competenza, eventuali sondaggi sul sito in esame, nella misu- ra orientativa pari a 1/10 della superficie interessata dall’intervento, sia edilizio che agricolo. I sondaggi saranno eseguiti a carico del committente.

    Per sondaggio s’intende un’indagine del terreno su una superficie media di mq 6 per una profondità di circa 1,50 m, fatta sia con mezzi meccanici sia a ma- no, nel rispetto delle direttive fornite dalla stessa Soprintendenza.

    Sarà inoltre compito del richiedente l’atto abilitativo, comunicare sia al Co- mune, sia alla Soprintendenza archeologica, perentoriamente con preavviso di almeno 15 giorni, l’inizio effettivo degli scavi, siano essi legati ad attività edilizie o agricole.

    Articolo: 22 - ZONE S – SERVIZI DI QUARTIERE

    1. DEFINIZIONE E INDIRIZZI

      Parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed aree al diretto servizio degli insediamenti residenziali, corrispondenti ad uno standard non inferiore a mq 12 per abitante (art. 6, D.A. 20.12.1983 n° 2266/U).

      Il PUC differenzia e ripartisce per singole zone tale quantità complessiva in:

            • aree “S1” per l’istruzione;
            • aree “S2” per attrezzature di interesse comune;
            • aree “S3” per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport;
            • aree “S4” per parcheggi pubblici.

              Le zone “S” costituiscono all’interno del PUC l’elemento qualificante della rigenerazione urbana e gli interventi di configurazione degli spazi aperti (arredo

              urbano, tipologie del verde pubblico, illuminazione pubblica, tipologie dei parcheggi e delle attrezzature collettive) sono disciplinati da norme e regolamenti che definiscono lo standard dimensionale e prestazionale.

              La pianificazione comunale sulle zone S prevede linee di indirizzo specifiche per ogni categoria di sottozone:

              • S1 aree per l’istruzione (asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo): superficie minima 4,00 mq per abitante;
              • S2 aree per attrezzature di interesse comune (religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi): superficie minima 2,00 mq per abitante;
              • S3 aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade: superficie minima 5,00 mq per abitante;
              • S4 aree per parcheggi pubblici: superficie minima 1,00 mq per abi- tante.
    2. SOTTOZONE S 1 - ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE

      Le sottozone S1 riguardano la previsione di aree ed edifici ad uso scolastico, asili nido e scuole materne, rispondenti alla tipologia degli standard per le scuole come prevista dal D.A. 20.12.1983 n° 2266/U.

      1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

        Progetto di opera pubblica.

      2. DESTINAZIONI AMMESSE

        Quanto previsto dagli standard per le scuole.

      3. CATEGORIE DI INTERVENTO

        Sono ammessi i seguenti interventi:

              • Interventi di manutenzione ordinaria;
              • Interventi di manutenzione straordinaria;
              • Interventi di restauro e di risanamento conservativo;
        • Interventi di ristrutturazione edilizia;
        • Ricostruzione edilizia;
        • Sopraelevazione;
        • Ampliamento;
        • Interventi di nuova costruzione;
        • Demolizione totale o parziale;
        • Opere interne.
      4. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

        Dato che l’intervento dovrà corrispondere alle esigenze funzionali dell’opera pubblica, i parametri da osservare sono quelli contenuti nel progetto esecutivo approvato dalla Giunta Comunale, nonché quelli stabiliti dalle norme nazionali relative alle diverse funzioni, ivi comprese le dotazioni a standard necessari.

    3. S2 - ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE

      La sottozona riguarda la previsione di aree ed edifici di cui alle destinazioni d’uso meglio di seguito specificate, rispondenti alla tipologia degli standard per interesse comune come previsto dal D.A. 20.12.1983 n° 2266/U.

      1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

        Concessione edilizia o progetto di opera pubblica.

      2. DESTINAZIONI AMMESSE

        Data la specificità della tipologia “attrezzature di interesse comune”, così come descritta nel D.A. 20.12.1983 n° 2266/U si ritiene essere approvata la descrizione seguente:

        • attrezzature di servizio per la salute quali consultori familiari, servizi sanitari elementari, servizi assistenziali elementari;
        • attrezzature per il culto quali edifici per il culto, oratori, spazi per attività parrocchiali;
        • attrezzature per la vita associativa ed i diritti democratici quali sedi dei consigli di circoscrizione e delle strutture amministrative e gestionali delle comunità residenziali, sedi di comitati, circoli spazi per assemblee e riunioni;
        • spazi di comunicazione sociale quali centri sociali, biblioteche e centri culturali, centri di informazione, spazi per attività multimediali;
        • spazi per attività ricreative;
        • servizi collettivi di ristoro, bar, mense pubbliche o parapubbliche;
        • attrezzature di servizio speciali quali pubblica sicurezza e sedi di uffici pubblici decentrati a livello residenziale.
      3. CATEGORIE DI INTERVENTO

        Sono previsti:

        • Interventi di manutenzione ordinaria;
        • Interventi di manutenzione straordinaria;
        • Interventi di restauro e di risanamento conservativo;
        • Interventi di ristrutturazione edilizia;
        • Ricostruzione edilizia;
        • Sopraelevazione;
        • Ampliamento;
        • Interventi di nuova costruzione;
        • Demolizione totale o parziale;
        • Opere interne.
      4. PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

        Le attrezzature previste assumono forma edilizia assai diversa, v. “chiesa ed attrezzature parrocchiali” a confronto con “attrezzatura assistenziale” elementare (che può anche essere ospitata nelle opere parrocchiali). Pertanto

        dovendo essere oggetto di opera pubblica l’U.T.C. dovrà dettarne le condizioni progettuali caso per caso.

    4. SOTTOZONE S3 - SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO E PER IL GIOCO E LO SPORT

      Le sottozone S3 comprendono le attrezzature e le aree a servizio della residenza di cui al D.A. 20.12.1983 n° 2266/U, e riguardano le seguenti categorie:

      • nuclei elementari di verde;
      • spazi per il gioco dei bambini;
      • spazi attrezzati per il gioco e lo sport;
      • parchi di quartiere.
      1. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

        Progetto di opera pubblica.

      2. PARAMETRI URBANISTICI, EDILIZI E TIPOLOGICI

        Tutte le opere relative alle singole destinazioni, essendo oggetto di progetto di opera pubblica, non sono soggette a parametri edificatori. Sono ammesse le sole costruzioni connesse all’opera stessa, ivi compresi spogliatoi, biglietterie, uffici pubblici e quanto necessario per la gestione degli impianti.

    5. SOTTOZONE S4 - AREE PER PARCHEGGI

      Si tratta dei parcheggi previsti dal D.A. 20.12.1983 n° 2266/U, che saranno realizzati in generale a raso nella misura prevista dal D.M.

      1. INDIRIZZI NORMATIVI

        Gli spazi per parcheggi a raso devono garantire determinati requisiti ambientali quali la permeabilità dei suoli e la presenza di alberature secondo schemi di impianto stabiliti nel regolamento del verde.

      2. MODALITÀ DI ATTUAZIONE

    Le modalità di attuazione sono definite dal progetto di opera pubblica o diretta da parte dell’operatore privato, o completamento delle opere di urbanizzazione.

    Articolo: 23 - PIANO DI UTILIZZO DEI LITORALI

    La fascia territoriale prevista nel PUC e direttamente confinante con la linea di battigia si attua attraverso lo strumento attuativo costituito dal Piano di Utilizzo dei Litorali.

    Il contenuto del Piano di Utilizzo dei Litorali dovrà essere definito sulla base dei seguenti elementi normativi:

    1. DPR n°348 del 19 giugno 1979 in cui lo Stato delega alla Regione Autonoma della Sardegna le funzioni amministrative sul litorale marittimo e sulle aree demaniali adiacenti per finalità turistiche ricreative;
    2. Legge Regionale n°23 dell’11 ottobre 1985 che obbliga i comuni costieri alla redazione di un piano sui litorali che preveda la fruibilità pubblica degli stessi, con l’individuazione degli accessi pubblici al mare con tracciati viari e pedonali. I piani devono inoltre individuare i parcheggi pubblici dimensionati in funzione della potenzialità balneare della località;
    3. Legge Regionale n°45/1989 relativa ai procedimenti di approvazione dei Piani Urbanistici Comunali, inclusi i Piani attuativi;
    4. D.lgs. n°400 del 1993 convertito in legge n°494/93 che conferisce alle Regioni il compito di predisporre un Piano di Utilizzo delle aree del Demanio marittimo;
    5. Legge Regionale n°9 del 12 giugno 2006 “Conferimento di funzioni e compiti agli Enti Locali”, in cui, in base all’art. 40, viene stabilito che spetta alla Regione Sardegna l’adozione degli atti generali d’indirizzo per la redazione dei piani comunali di utilizzo dei litorali e per il rilascio di

      concessioni demaniali marittime da parte dei comuni. Mentre, in base all’art. 41, ai Comuni sono conferite le seguenti funzioni sul demanio marittimo:

      1. Elaborazione e approvazione dei Piani di Utilizzo dei Litorali;
      2. Rilascio di concessioni sui beni del demanio marittimo comprese le funzioni amministrative non in capo allo Stato e alla Regione;
    6. Deliberazione della Giunta Regionale n°36/7 del 5 settembre 2006 che approva il Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.), in base al quale impone ai comuni di dotarsi di Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) e definisce il Piano di Utilizzo dei Litorali (P.U.L.) come parte integrante dello stesso;
    7. Giunta Regionale con Delibera n°50/21 del 5/12/2006 che approva in via preliminare le Direttive per la redazione dei P.U.L.;
    8. Giunta Regionale con Delibera n°27/7 del 13/05/2008 che approva gli “Indirizzi urgenti per la gestione della fascia costiera” da applicarsi sia ai comuni costieri sia a quelli non costieri;
    9. Giunta Regionale con Delibera n°29/15 del 22/05/2008 che approva in via definitiva le Direttive per la redazione dei P.U.L. in ottemperanza all’art. 40 della L.R. 9/2006;
    10. Delibera della Giunta Regionale N°25/42 del 1 luglio 2010 e Legge n°9/2006, con le quali vengono approvate le nuove “Direttive per la redazione del Piano di Utilizzo dei litorali e la gestione del demanio marittimo” che abrogano le Direttive precedenti e le norme riportate all’art. 28 (Norma finale – Abrogazioni precedenti Delibere);
    11. Ordinanza balneare 2012, approvata con Determinazione Interdirettoriale n°786 del 10/05/2012 dalla RAS, Assessorato degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica.

      Il P.U.L. del Comune di San Vero Milis, in osservanza a quanto disposto dalle Direttive succitate, definisce il carico antropico ammissibile, permettendo un corretto dimensionamento delle concessioni ed elabora la tipologia architetto- nica e costruttiva dei manufatti.

      Le finalità che il Piano persegue, sono:

      1. garantire la conservazione e la tutela degli ecosistemi costieri;
      2. favorire lo sviluppo sostenibile del territorio tramite misure armoni- che ed integrate con il territorio immediatamente adiacente;
      3. rapportare l’organizzazione degli arenili ai caratteri naturali rurali e urbani del contesto;
      4. migliorare l’accessibilità e la fruibilità del sistema litoraneo;
      5. Promuovere ed incentivare la riqualificazione ambientale;
      6. Regolamentare e coordinare le diverse attività di servizio dei litorali;
      7. Diversificare e innovare la qualità dei servizi turistici;
      8. Incentivare l’utilizzo delle energie alternative al servizio delle strut- ture.

    Il P.U.L., oltre a disciplinare le aree demaniali marittime con finalità turisti- co-ricreative, regolamenta l’organizzazione dei litorali in relazione all’accessibilità viaria e pedonale delle aree demaniali nel loro complesso e dei singoli siti.

    ALLEGATO RELATIVO ALLE OPERE DI MITIGAZIONE - STRUMENTI PRESCRITTIVI

    I risultati dell’analisi e le misure di mitigazione e compensazione degli effetti ambientali negativi

    Di seguito sono illustrati gli esiti delle valutazione delle azioni del Piano per le singole componenti ambientali di riferimento per il territorio di San Vero Milis; in particolare, per quelli critici, si sono evidenziate le misure di mitigazione e compensazione.

    Aria

    Dalla lettura degli effetti delle azioni del Piano sulla Componente aria, non risultano delle particolari interferenze con la componente in esame.

    Come risultante dall’analisi Swot sulla componente, le concentrazioni medie dei principali inquinanti atmosferici, monitorati tramite stazioni fisse nella provincia di Oristano (riferimento dati 2010) sono risultati inferiori ai limiti normativi. Il Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione esclude il Comune di San Vero Milis da quelli appartenenti alla zona critica o potenzialmente critica sia per la salute umana. che per la vegetazione. A fronte comunque di un aggravio delle condizioni a carattere prettamente stagionale (estivo), legate in particolare all’intenso traffico veicolare in prossimità delle principali strade di litoranee, risulta positiva la previsione di forme di mobilità sostenibile attraverso la differenziazione del sistema veicolare, veicolare solo per residenti e ciclopedonale. (Azioni AZ30-AZ34)

    Non si rilevano azioni di piano che possano avere degli effetti d’impatto negativo sulla componente analizzata. Tuttavia, sono state individuate come “coerenti con riserva” le azioni AZ16, AZ17, AZ18 e AZ44, del PUC e del PUL relative alla realizzazione di nuove zone di

    espansione (C1,C3) e di servizio, (ZONA G1); all’accorpamento delle zone D2 e alla trasformazione delle seconde case in strutture turistico ricettive.

    La realizzazione di nuovi interventi a carattere insediativo produttivo e di servizio, la trasformazione delle seconde case in strutture turistico ricettive, provocherà un incremento del carico antropico, di emissioni di polveri e gas di scarico durante la fase di adeguamento delle strutture e di realizzazione delle opere previste; un aumento di emissioni di gas inquinanti; un aumento dei gas di scarico degli autoveicoli derivanti dall'aumento di traffico veicolare, e il relativo aumento del rumore determinato dalla realizzazione e/o potenziamento di impianti di condizionamento.

    L’accorpamento delle attività artigianali, per quanto produca di per sé una concentrazione del carico di emissione, tuttavia permette di esercitare un maggior controllo sul territorio, attualmente difficile per il relativo dislocamento delle attività sia in area agricola che all’interno del centro

    abitato. Gli effetti sulla componente dei nuovi ambiti produttivi, potranno comunque essere chiariti solo in fase di attuazione del Piano.

    A questo proposito é auspicabile che siano date specifiche indicazioni affinché le aree raggiungano progressivamente lo stato di “aree produttive ecologicamente attrezzate” (APEA) al fine di garantire idonei sistemi atti a prevenire i consumi energetici e le emissioni atmosferiche ed acustiche e che le Imprese strutturino la loro organizzazione aziendale secondo criteri di qualità adottando, attraverso opportune campagne di incentivazione, sistemi di gestione qualità e ambiente in conformità alle norme ISO 9001 e 14001.

    Proposte di mitigazione componente Aria:

    • In riferimento alle nuove aree produttive, garantire il progressivo raggiungimento dello stato di “aree produttive ecologicamente attrezzate” (APEA) nel rispetto delle recenti Linee guida emanate dalla Regione Sardegna con Delib. G.R. n. 4/2 del 25.1.2013. (MIT.A.1)
    • In fase di realizzazione degli interventi prevedere schermi per la protezione dell’area cantiere, garantire ridotte velocità dei mezzi nel cantiere e idoneo smaltimento di rifiuti. (MIT.A.2)
    • Prevedere nell’ambito di nuovi interventi (piani attuativi e concessioni dirette) la realizzazione di aree verdi e alberate a protezione dall’incremento dell’emissione di gas di scarico. (MIT.A.3)
    • Elaborazione del P.U.T, anche se non obbligatorio (obbligo sussiste per comuni con oltre

    30.000 abitanti), che si occupi im particolare della gestione del traffico veicolare e della regolamentazione delle aree di sosta in maniera differenziata per la stagione invernale ed estiva, con livelli di controllo elevati soprattutto nella stagione estiva nell'isola amministrativa esterna, sede di insediamenti turistici. La differenziazione del trasporto ciclopedonale da quello veicolare, privilegiando l'attraversamento delle zone sensibili, in particolare le aree S.I.C e le zone di interesse archeologico, attraverso il primo sistema di circolazione, favorirebbe il contenimento delle emissioni atmosferiche ascrivibili al traffico veicolare. . (MIT.A.4)

    Acqua

    Fabbisogno idropotabile: non sono necessarie ulteriori infrastrutture in quanto il territorio è già servito anche in relazione alle previsioni future (monitoraggio fino al 2041) che prevede sia l'incremento di popolazione per San Vero Milis centro che per le borgate marine compatibile con le previsioni del PUC e del P.U.L

    Fabbisogno industriale: le attività industriali insediabili nelle nuove zone D e G sono già servite da reti di adduzione.

    Fabbisogno irriguo: è previsto il mantenimento della dotazione irrigua attuale e secondo quanto programmato, la riduzione dei costi di approvvigionamento dalle rete del Consorzio di bonifica, richiede l’introduzione di sistemi di recuopero della risorsa idrica.

    Depurazione: trattamento completo di affinamento assicurato dagli impianti consortili degli schemi 165 e 167

    Le criticità riscontrate nelle azioni di piano derivanti dalla creazione di nuovi insediamenti residenziali, nelle azioni previste nelle zone agricole, riguardano non la disponibilità della risorsa ma bensì la richiesta di infrastrutturazione e le relative modalità.

    Una criticità importante emersa in sede di analisi delle componenti ambientali è l’Inquinamento delle acque derivanti dall’utilizzo agricolo e zootecnico dei suoli rilevabile dalle elevate percentuali di fosforo e azoto presenti. Le azioni di piano (AZ64, AZ65, AZ66), mirano alla riduzione delle percentuali entro il 2016

    Proposte di mitigazione componente Acqua:

    • L’incremento del consumo idropotabile a seguito della realizzazione di nuovi insediamenti potrà essere mitigato dalla realizzazione di impianti trattamento acque piovane per uso irriguo e/ o nelle nuove attività industriali artigianali quali officine, distributori, ecc per usi industriali. (MIT.ACQ.1)
    • Si dovrà avere particolare cura nell’utilizzo di componenti sanitari, cucine, mezzi di lavaggio industriali affinchè vengano adottati sistemi tecnologici all’avanguardia finalizzati alla riduzione degli sprechi. (MIT.ACQ.2)
    • Ai fini della riduzione delle conseguenze derivanti dalla impermeabilizzazione dei suoli a seguito della realizzazione di nuovi insediamenti, a protezione del rischio idrogeologico, parte delle acque piovane dovranno essere convogliate in pozzi disperdenti per l’infiltrazione nel sottosuolo; . (MIT.ACQ.3)
    • Nelle aree destinate a parcheggi, si dovranno utilizzare pavimentazioni drenanti e/o sistemi che consentano il deflusso delle acque dai parcheggi. (MIT.ACQ.4)

    Rifiuti

    Le azioni che prevedono la concentrazione spaziale delle aree per servizi G2 (AZ24 e AZ39), il contenimento delle nuove aree di espansione residenziale C3 a ridosso delle aree già edificate (AZ24), concentrazione delle aree produttive in contiguità del centro abitato (AZ17), le prescrizioni per i nuovi fabbricati in merito alla raccolta rifiuti (AZ56), possono comportare effetti potenzialmente positivi sulla componente analizzata, favorendo il contenimento dei costi per le operazioni di raccolta e trasporto dei rifiuti.

    L’attuazione di politiche di delocalizzazione delle attività non compatibili con la residenza dalle aree del centro abitato verso le aree produttive (AZ17) può comportare effetti potenzialmente positivi sulla componente analizzata, contribuendo a facilitare la separazione dei flussi di rifiuti speciali derivanti dalle attività produttive, talvolta pericolosi, dai circuiti destinati alla raccolta dei rifiuti urbani di provenienza domestica. (MIT.RIF.1)

    Infine, le azioni che prevedono nuove aree di espansione residenziale (AZ16), il completamento e la realizzazione di nuove zone di espansione turistica (AZ46 e AZ47) la riconversione delle seconde case in strutture ricettive (AZ49), sono coerenti con riserva con la componente, potendo comportare effetti potenzialmente positivi o negativi in termini di efficienza, efficacia ed economicità dei servizi comunali di igiene urbana a seconda delle modalità di concreta attuazione di tali azioni; il regolamento inerente la raccolta differenziata deve essere organizzato modulando l’intensita’ della raccolta dei rifiuti (soprattutto organici ) tale da tener conto del flusso turistico nella stagione estiva. (MIT.RIF.2)

    La realizzazione di un ecocentro a valenza comunale e aree destinate ad isola ecologica, fino alla messa a regime dell’ecocentro, (AZ67), rappresenta la conclusione naturale e la ottimizzazione di del processo di raccolta differenziata in atto, in quanto, al momento, il Comune conferisce i propri rifiuti fuori dal territorio Comunale. (MIT.RIF.3)

    I fabbricati nuovi ove gli spazi lo consentono, devono disporre di un locale o di un manufatto o di una nicchia per il contenimento dei recipienti utilizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Detto spazio deve essere al piano terra, areato e atto a consentire l'accesso agli incaricati del servizio di raccolta direttamente dall'esterno. (MIT.RIF.4)

    Suolo

    Il quadro di valutazione riferito alla componente suolo è stato sviluppato prevalentemente in funzione dei seguenti aspetti:

    • uso del suolo e relativo consumo,
    • idrogeologia,
    • agronomia,

    ritenuti significativi rispetto alle potenziali ripercussioni che le azioni di Piano possono determinare.

    Se le azioni associate agli aspetti di zonizzazione che implichino la definizione di nuove aree di espansione e/o servizi generali (AZ16-AZ17) sono da considerarsi incoerenti con la componente, in quanto determinano sottrazione di suolo, si valutano tuttavia positivamente le azioni che favoriscono la compattezza della forma urbana, al fine di preservare le aree agricole e permettere un riordino funzionale e fondiario. Tali azioni sono volte a contenere il consumo di suolo e la sua frammentazione, garantiscono il riordino urbanistico in termini di concentrazione spaziale delle aree per attività artigianali e di servizi generali (AZ17, AZ27, AZ28), il contenimento delle nuove aree di espansione residenziale e permettono di individuare un corridoio infrastrutturale e ambientale che collega l’isola amministrativa interna ed esterna lungo la SP.10 (AZ5, AZ22).

    Si valutano positivamente anche le azioni volte alla mitigazione del rischio idrogeologico (AZ40- 41-42) e quelle volte alla salvaguardia dell’attuale assetto pedo-forestale e all’incentivazione dello sviluppo delle attività agricole condotte nel rispetto delle effettive vocazioni dei suoli (AZ6, AZ10, AZ11, AZ37, AZ51).

    A tal scopo le azioni introdotte a favore della riduzione dell’inquinamento dei suoli e delle acque

    derivante dalla utilizzazione agricola e zootecnica dei suoli (AZ62, AZ63), diventano sinergiche alle azioni di cui al punto precedente.

    Per concludere, si valutano positivamente tutte le azioni mirate alla salvaguardia del sistema naturalistico-ambientale volte alla tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici fisico-ambientali e di interesse naturalistico (AZ10, AZ11, AZ13), alla salvaguardia del territorio rispetto alle problematiche di pericolosità e rischio idrogeologico, in termini di individuazione delle aree soggette a tali situazioni (AZ6) di definizione della disciplina d’uso e trasformazione di tali aree (AZ41,), di previsione di misure cautelative nelle zone ricadenti nelle aree di elevata pericolosità: Hi3 e Hi4 (AZ42, AZ43).

    Proposte di mitigazione componente Suolo

    - contenere il consumo di suolo; (MIT.SU.1)

    • favorire la riduzione della frammentazione; (MIT.SU.2)
    • favorire le pratiche agricole e l’insediamento in funzione della conduzione del fondo (MIT.SU.3)
    • Favorire la rinaturalizzazione mediante specie autoctone (MIT.SU.4)
    • Ridurre le cause di rischio frana sulla fascia costiera riducendo il carico antropico e interdicendo ai bagnanti i tratti di costa sensibili (MIT.SU.5)
    • Non aggravare le condizioni di rischio idrogeologico, prevedendo il rispetto delle normative vigenti nelle aree di pericolosità idraulica così come delineate dal Piano Stralcio delle fasce fluviali (Hi1 Area a bassa probabilità di inondazione se allagabile con portata con tempo di ritorno ≤ 500 anni/Hi2 Area a moderata probabilità di inondazione se allagabile con portata con tempo di ritorno ≤ 200 anni/Hi3 Area ad alta probabilità di inondazione se allagabile con portata con tempo di ritorno ≤ 100 anni/Hi4 Area a molto alta probabilità di inondazione se allagabile con portata con tempo di ritorno ≤ 50 anni), in corrispondenza dei corsi d’acqua Rio Mare Foghe e Riu Mannu. (MIT.SU.6)
    • Prevedere nelle N.T.A, che per i suoli qualunque sia la relativa destinazione urbanistica, in corrispondenza di corsi d’acqua minori, non classificati in base al livello di pericolosità idraulica, vengano definite opportune fasce di rispetto dell’argine fluviale funzionali alle opere di ordinaria e straordinaria manutenzione e ai ripristini ambientali di larghezza almeno pari a ml 10 in cui risulti interdetta ogni costruzione e/o deposito di terre e materiali. I proprietari dei terreni per i quali vale la presente prescrizione normativa, potranno usufruire di incentivi e riduzione di oneri per il rilascio di atti autorizzativi nell’area, nella misura stabilita dalle suddette norme. (MIT.SU.7)
    • Prevedere, nell’ambito della progettazione attuativa degli interventi edilizio/urbanistici, nell’ambito dello studio di compatibilità idraulica, interventi con funzione compensativa, a garanzia della “invarianza idraulica” intesa come trasformazione di una parte del territorio che non determini un aggravio della portata dei corsi d’acqua incaricati della raccolta dei deflussi superficiali originati dall’area stessa a seguito dell’azione antropica di modifica dell’uso dei suoli e relativa infrastrutturazione. (MIT.SU.8)

    Nel contesto in esame, tra i vari metodi per ottenere l’invarianza idraulica, il sistema scolante è individuabile nel sistema distributivo delle acque bianche, confluenti in appositi bacini di sezione adeguata, con funzione di accumulo in area verde depressa

    Ulteriori prescrizioni, possono riguardare, la salvaguardia del verde e l’utilizzo di superfici drenanti, ad esempio, per i parcheggi pubblici e privati, l’eventuale predisposizione di manufatti per lo stoccaggio temporaneo di acque da destinare all’irrigazione pubblica o privata ed infine la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere realizzate per il corretto funzionamento futuro della rete scolante. (MIT.SU.9)

    Flora, Fauna e Biodiversità

    La valutazione relativa alla componente flora, fauna e biodiversità evidenzia aspetti coerenti per il sistema ambientale in relazione alle azioni inerenti la realizzazione sia di aree verdi (AZ39) che di corridoi ambientali (AZ31, AZ33). Questi ultimi favoriscono la connettività tra le aree del centro abitato, le emergenze archeologiche, gli insediamenti turistici e le aree SIC consentendo una continuità naturalistica.

    Sono inoltre coerenti le azioni finalizzate ad individuare e delimitare i beni paesaggistici fisico ambientali e di interesse naturalistico presenti all'interno del territorio comunale ed attuazione dei contenuti e delle prescrizioni di cui agli studi agronomici e geomorfologici allegati al PUC e al PUL (AZ38)

    Le azioni relative all’adeguamento dei piano di gestione dei SIC, il divieto di danneggiamento e asporto di specie arboree, l’approfondimento della conoscenza relativa alla biodiversità animale e vegetale, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica relativamente alla valorizzazione dei SIC (AZ11, AZ52, AZ53,AZ54), sono coerenti con la componente.

    L’interdizione al traffico veicolare, riduzione ai soli residenti e/o ai mezzi di servizio sicurezza e soccorso, di tratti di strade sterrate (rinaturalizzazione spontanea), eliminando o limitando la frammentazione degli habitat presenti (AZ12) , rappresenta una azione coerente anche nella fascia litoranea di Cala Saline, nel cordone dunale immediatamente adiacente allo stagno di Putzu Idu.

    Tali azioni sono sinergiche se applicate, contemporaneamente nei tre compendi SIC presenti: nessuna azione di piano e scelta pianificatoria ha messo in discussione il regime di tutela e valorizzazione degli ecosistemi, analizzando le carenze dei piani di gestione e inserendo l’adeguamento dei Piani tra le azioni prioritarie di indirizzo del P.U.C.

    Risultano coerenti con riserva solo le azioni che, pur perseguendo fini di fruibilità sostenibile, richiedono la realizzazione degli interventi che in fase di cantiere possono arrecare disturbo (AZ34/AZ35)

    Risultano parzialmente incoerenti gli interventi (A16-A17) di nuova antropizzazione che, pur localizzati all’esterno delle aree sensibili, apportano comunque una obbligata modifica allo stato vegetazionale e faunistico delle aree.

    Proposte di mitigazione componente Flora, Fauna e Biodiversità

    • In fase di realizzazione degli interventi, prevedere schermi per la protezione fisica dall’accesso all’area cantiere per le specie eventualmente presenti, garantendo ove necessario schermi antirumore, ridotte velocità dei mezzi nel cantiere, idoneo smaltimento di rifiuti, orari di lavoro compatibili con le esigenze di tutela delle specie. (MIT.FFB.1)

    • Prevedere nell’ambito della progettazione di nuovi inteventi (piani attuativi e concessioni dirette) la realizzazione di aree verdi e alberate in corrispondenza di preesistenze florovivaistiche di valore e/o introducendo specie compatibili con il regime dei suoli e con le caratteristiche idroclimatiche del luogo. (MIT.FFB.2)

    Assetto insediativo e demografico

    La definizione di interventi e modalità attuative che promuovano la riqualificazione del contesto urbano e del patrimonio edilizio esistente attraverso il riordino urbanistico e la riclassificazione delle zone urbanistiche omogenee del Pdf vigente, aumentando e concentrando le aree per servizi (AZ19) – rappresenta una azione coerente con la componente.

    Tale azione è volta a migliorare le condizioni e la qualità del sistema urbano e insediativo si fonda sulla scelta di contenere le espansioni residenziali sia nell’isola amministrativa interna che esterna, dando priorità ad aree già classificate come servizi e alle aree agricole, in osservanza dei principi insediativi di base: compattezza della forma urbana e riduzione del consumo di suolo agricolo.

    Sono da ritenersi pertanto positive sotto il profilo della VAS le azioni sotto elencate:

    • le azioni che favoriscono la compattezza della forma urbana, al fine di preservare le aree agricole e permettere un riordino funzionale e fondiario. Tali azioni sono volte a contenere il consumo di suolo e la sua frammentazione, garantiscono il riordino urbanistico in termini di concentrazione spaziale delle aree per attività artigianali e di servizi generali (AZ17, AZ27, AZ28) e il contenimento delle nuove aree di espansione (AZ5).
    • le azioni dirette di riqualificazione dell’insediamento esistente e dell’assetto infrastrutturale attuale AZ1 AZ2 AZ3 AZ8.

    Non sono da trascurarsi come positive, le azioni specifiche (da AZ54 ad AZ60) mirate alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e alla realizzazione nei nuovi interventi, relative ai criteri progettazione dei singoli edifici.

    Rappresentano invece, elementi di criticità e parziale incoerenza gli interventi di localizzazione delle nuove aree di espansione e produttive che, seppure localizzate presso perimetro consolidato, sottraggono comunque superfici ingenti di copertura vegetale, recuperate in parte nelle aree G2, distribuite sia nell’isola amministrativa interna che esterna con i conseguenti fenomeni di impermeabilizzazione dei suoli e gestione delle risorse idriche piovane

    Proposte di mitigazione e compensazione della componente Assetto insediativo e demografico

    Gli effetti derivanti dalla localizzazione delle nuove aree di espansione e produttive possono essere in parte mitigati e compensati dalla sperimentazione di interventi di elevata qualità architettonica, sostenibilità energetica e ridotto impatto sulle risorse: in particolare nella progettazione, dovranno ritenersi prioritari:

    1. orientamento degli edifici, per il migliore sfruttamento degli apporti energetici naturali in relazione alla distribuzione dei vani interni, alla dimensione delle aperture ed alle diverse esigenze diriscaldamento e illuminazione; (MIT.INS.1)
    2. forma e volume degli edifici con basso rapporto tra le superfici disperdenti e il volume interno climatizzato ed orientamento delle coperture favorevoli allo sfruttamento di apporti energetici solari; isolamento termico dell’involucro ottenuto minimizzando gli scambi termici non controllati, la dispersione del calore nei mesi invernali ed il surriscaldamento in quelli estivi e impiego di tecniche costruttive e materiali termoisolanti e traspiranti ad elevate prestazioni; (MIT.INS.2)
    3. attivazione di accorgimenti finalizzati alla riduzione del consumo di acqua potabile e approntamento di sistemi di raccolta e stoccaggio delle acque piovane che ne consentano il riutilizzo per l’irrigazione delle aree verdi; (MIT.INS.3)
    4. contenimento dei consumi energetici ottenuto tramite la realizzazione di sistemi di aerazione naturale degli ambienti che limitino le esigenze di climatizzazione e particolare attenzione alla progettazione dei sistemi di illuminazione col maggiore impiego possibile di luce naturale in relazione al corretto assetto distributivo; utilizzo di sistemi solari passivi, ovvero di configurazioni architettoniche in grado di captare l’energia solare, immagazzinarla e distribuirla all’interno dell’edificio tramite convezione e senza ricorso a sistemi meccanici; (MIT.INS.4)
    5. realizzazione di impianti solari termici o fotovoltaici per la produzione di tutto o parte del proprio fabbisogno energetico, mediante la corretta integrazione con l’organismo edilizio e le aree scoperte di pertinenza insieme ad elementi come coperture, serramenti, pensiline, pergole etc.; dotazione impiantistica con generatori ad alta efficienza tramite caldaie a gas a condensazione di ultima generazione con sistemi elettronici di modulazione della potenza per gli impianti tradizionali a gas o pompe di calore ad alto rendimento per i sistemi con alimentazione a gas o energia elettrica, prediligendo la scelta di generatori di calore di tipo centralizzato con regolazione e contabilizzazione autonoma negli edifici costituiti da più di quattro unità immobiliari. (MIT.INS.5)

    Paesaggio ed Assetto Storico Culturale

    La valutazione relativa al paesaggio e assetto storico culturale, ha evidenziato aspetti positivi per quanto riguarda le azioni volte direttamente alla riqualificazione del contesto urbano e del patrimonio edilizio storico tradizionale (da AZ4 ad AZ9) nell’ottica di applicazione dei contenuti per quanto riguarda il centro abitato del Piano Particolareggiato vigente.

    La realizzazione di un corridoio infrastrutturale ed ecologico lungo la SP 10 che consente di raggiungono le principali attrattive territoriali archeologiche attraverso revisione e parziale

    conversione a ciclopedonale dei percorsi rappresenta una azione coerente con la componente ambientale (AZ30).

    Un giudizio positivo emerge dalla valutazione delle azioni afferenti al sistema del patrimonio storico culturale e naturalistico ambientale, riguardanti l’identificazione dei beni paesaggistici, e delle relative aree di salvaguardia, e la definizione di normative di tutela e valorizzazione AZ1, AZ2, AZ3.

    Risultano coerenti con riserva, le azioni ( AZ58, AZ59, AZ60, AZ61), riguardanti l’installazione di tutti gli apparecchi necessari alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in quanto seppure diano indicazioni circa i criteri di installazione più compatibili con le esigenze del paesaggio, non sempre risultano applicabili alla tipologia di edificato urbano presente nel centro matrice.

    Proposte di mitigazione componente Paesaggio e Assetto Storico Culturale

    o - Individuazione delle fasce di rispetto e delle fasce di tutela integrale e tutela condizionata. (MIT.STO.1)

    -Sono già comprese nelle azioni AZ58, AZ59, AZ60, AZ61, le principali mitigazioni agli impatti degli impianti di tipo localizzativo: collocare nei luoghi meno visibili…. (MIT.STO.2)..

    -Sono da applicare le opere di mitigazione che generano schermature degli impianti di varia natura e compatibili con il loro funzionamento (graticci, schermature a verde etc) . (MIT.STO3)

    - La riduzione degli impatti, qualunque sia la tipologia di impianto, richiede di privilegiare soluzioni innovative, che possano anche garantire una minore occupazione di superfici. . (MIT.STO.4)

    Sistema Economico Produttivo

    Tutte le azioni previste dal P.U.C e dal P.U.L, riferite al sistema economico produttivo, risultano in linea di massima positive sotto il profilo della ricaduta economica.

    Tuttavia, considerato il particolare momento storico, tutte le azioni, ed in particolare le azioni (AZ6, AZ16, AZ23) che riguardano l’individuazione delle zone di tutela (H) le zone da destinarsi ad aree servizi, verde pubblico e parcheggi, risultano coerenti con riserva, in quanto devono scontrarsi con l’aspetto “copertura finanziaria”, senza la quale, si corre il rischio di non realizzare gli interventi in tempi ragionevolmente certi.

    La coerenza con riserva delle iniziative di rinnovamento in campo agricolo e zootecnico di cui alle azioni AZ62, AZ63, AZ64, è dovuta ai tempi di adeguamento nelle tecniche agricole con un probabile rallentamento delle attività per un arco temporale limitato alla messa a regime dei nuovi sistemi per cui le ricadute positive sono visibili a lungo termine.

    Per quanto riguarda il settore agricolo, (AZ37), la necessità di predisporre il “PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO DELLE COLTURE, DELL’AMBIENTE E DEL PAESAGGIO” per le nuove edificazioni

    in zona agricola, l’identificazione delle aree che presentano un’effettiva vocazione, la loro classificazione in base alle direttive per le zone agricole ed il contenimento dell’edificato, risultano positive anche per le altre componenti ambientali di interessa per il territorio comunale.

    Sono da considerarsi particolarmente positive anche le azioni che mirano a riconvertire le zone turistiche F1, a destinazione prevalentemente residenziale in strutture ricettive, avviando in fase di realizzazione, un fiorente mercato legato al settore urbanistico edilizio, e in fase di di avvio un business sinergico nel settore turistico a livello organizzativo e di servizio, a livello di attività di somministrazione e di valorizzazione del prodotto tipico locale nell’ottica del “KM Zero”.

    Proposte di mitigazione componente Sistema Economico Produttivo

    La criticità derivante dalla realizzazione di tutti gli interventi relativi gli spazi pubblici e ad uso pubblico, qualora vincolata alle sole risorse finanziarie comunali, non risulta mitigabile, è necessario che il Comune definisca nel Programma pluriennale e nei successivi triennali le priorità di intervento.

    Mobilità e Trasporti

    Sono valutate positivamente sotto il profilo della VAS le azioni che determinano un miglioramento diretto del sistema infrastrutturale e del trasporto verso una promozione della mobilità sostenibile per la gerarchizzazione coerente della rete viaria e della riqualificazione della S.P.10 (AZ5 AZ31 AZ32 AZ33). Le azioni tuttavia provocano, nell’ambito della tempistica di realizzazione degli interventi, disservizi nelle condizioni del trasporto, della sicurezza stradale e possibili disagi alla popolazione derivanti dalla produzione di polveri, rumore e rifiuti.

    Proposte di mitigazione componente mobilità e trasporti

    Le azioni previste dal PUC e dal PUL, non generano sulle componenti ambientali pressioni negative se non quelle derivanti dai tempi e modalità di realizzazione degli interventi.

    Le azioni di mitigazione durante il periodo di realizzazione degli interventi, sono quelle già descritte in precedenza: prevedere schermi per la protezione fisica dall’accesso all’area cantiere per le specie eventualmente presenti, garantendo ove necessario schermi antirumore, ridotte velocità dei mezzi nel cantiere, idoneo smaltimento di rifiuti, orari di lavoro compatibili con le esigenze di tutela delle popolazione residente e di eventuali specie animali protette. (MIT.MOB.1)

    Tuttavia seppure non inserite nelle specifiche azioni, sono da segnalare opportunità di sviluppo fortemente caldeggiate sia a livello comunale che intercomunale che favoriscono l’incentivazione della mobilità sostenibile. A tal proposito si intende orientare il sistema della

    mobilità nella direzione di interventi sostenibili all'interno del più ampio concetto di "smart city" improntato sullo sviluppo ecologico, sull’eccellenza tecnologica, sul benessere degli abitanti e sulla mobilità elettrica. Il funzionamento della smart city proviene dall’energia rinnovabile prodotta dalle turbine eoliche, dal biogas, dal fotovoltaico, dai sistemi idraulici, a cui collaborano i dispositivi per il risparmio energetico, la smart grid e lo stoccaggio dell’energia e dell’acqua. L'obiettivo da raggiungere è la neutralità totale dalle emissioni di CO2, permettendo agli abitanti e ai visitatori stagionali di respirare aria pulita.

    Il punto di partenza per la città di San Vero Milis, potrebbe essere la installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da biogas e da rifiuti urbani biodegradabili in corrispondenza dell'impianto di depurazione localizzato presso gli insediamenti di Mandriola e Putzu Idu. L'energia elettrica prodotta potrebbe alimentare un sistema di trasporto collettivo (treno/tram) funzionale nei collegamenti tra isola amministrativa interna ed esterna e differenziati per la stagione estiva ed invernale. Nel periodo estivo il treno/tram sarebbe destinato alla fruizione di percorsi archeologici, mare, spiaggia secondo itinerari da stabilirsi ad opera dell'Amministrazione. Nel periodo invernale, il mezzo sarebbe un ottimo sistema di collegamento tra isola amministrativa esterna, soprattutto le borgate residenziali di Putzu Idu e Mandriola, e il centro abitato in cui sono presenti i principali servizi alla persona quali scuole, uffici e servizi pubblici. In questo modo si ridurrebbero gli effetti derivanti dal carico veicolare pendolare e le conseguenze cause di'inquinamento dell'aria e riduzione di CO2. (MIT.MOB.2)

    Energia

    La valutazione relativa alla componente energia, evidenzia aspetti positivi per quanto attiene le azioni di Piano finalizzate a contenere i consumi energetici e a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili (AZ59-AZ60-AZ61) relativamente al loro utilizzo peraltro obbligatorio per le nuove costruzioni, nell’ambito dei consumi domestici e/o produttivi. Analogamente, la differenziazione ed incentivazione della mobilità ciclopedonale, laddove possibile (AZ22, AZ30, AZ31, AZ32), potrà generare dei benefici in termini di contenimento dei consumi energetici e di riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

    Non si rilevano azioni il cui impatto possa risultare negativo sulla componente analizzata: sono state individuate quali interferenze non perfettamente coerenti, le azioni del PUC e del PUL che riguardano la realizzazione di nuovi interventi di sviluppo urbano interno e costiero e la previsione di nuove attività produttive (AZ16-AZ17-AZ23).

    Un discorso analogo vale per la modifica di destinazione prevista e auspicata per gli insediamenti residenziali turistici di “seconde case” in strutture ricettive e per i nuovi insediamenti turistici in cui il maggior carico urbanistico richiederà un maggior consumo energetico (AZ46-AZ49)

    Proposte di mitigazione componente energia:

    • incentivare le aree produttive a conseguire lo stato di “aree produttive ecologicamente attrezzate” (APEA) al fine di garantire idonei sistemi atti a prevenire i consumi energetici. . (MIT.ENERG.1)
    • Seguire, per quanto riguarda invece i nuovi insediamenti urbani, gli indirizzi del Regolamento Edilizio Comunale, volti al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili(MIT.ENERG2)
    • Incentivare l'utilizzo di fonti rinnovabili nei settori energivori: trasporti ed edificato urbano (età media circa 35-40 anni). Nel settore trasporti nell'ambito del tema della mobilità sostenibile e del tema smart city, individuare sistemi di finanziamento e incentivazione all'utilizzo di mezzi di trasporto elettrici che utilizzino energia da impianti di produzione da fonte rinnovabile quale biogas (Il Comune intende installare impianti per la produzione di energia elettrica da biogas e da rifiuti urbani biodegradabili in corrispondenza dell'impianto di depurazione localizzato presso il Depuratore di Mandriola e Putzu Idu). L'energia elettrica prodotta potrebbe alimentare un sistema di trasporto collettivo (treno/tram) funzionale nei collegamenti tra isola amministrativa interna ed esterna e differenziati per la stagione estiva ed invernale. Nel periodo estivo il treno/tram sarebbe destinato alla fruizione di percorsi archeologici, mare, spiaggia secondo itinerari da stabilirsi ad opera dell'Amministrazione. Nel periodo invernale, il mezzo sarebbe un ottimo sistema di collegamento tra isola amministrativa esterna, soprattutto le borgate residenziali di Putzu Idu e Mandriola, e il centro abitato in cui sono presenti i principali servizi alla persona quali scuole, uffici e servizi pubblici. In questo modo si ridurrebbero gli effetti derivanti dal carico veicolare pendolare e le conseguenze cause di'inquinamento dell'aria e riduzione di CO2. (MIT.ENERG.3)
    • Per quanto riguarda l'edificato, sono auspicabili programmi di sviluppo per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili negli edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole per le quali è attivo il Programma Ecogeneration: Scuola Amica del Clima, il progetto triennale lanciato da Legambiente in collaborazione con Edison. L’iniziativa mira al terreno fertile offerto dagli Istituti italiani per trasformarli in un efficiente network da cui far partire una vera e propria rivoluzione sostenibile. Una rete costituita da studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, ma anche rappresentanti del terzo settore, di Comuni e Province, di aziende locali, del ministero dell’Istruzione così come di quello dell’Ambiente, per realizzare una un ampio confronto su metodologie e percorsi da intraprendere in tema di sostenibilità. Sono inoltre auspicabili politiche di sensibilizzazione della popolazione rispetto alle problematiche energetiche e ambientali. (MIT.ENERG.4)

    Litorale

    Il tema “litorale” ha, quale componente ambientale complessa, una rilevanza tale rispetto alle componenti ambientali semplici, che i recenti strumenti pianificatori hanno reso obbligatoria la redazione di un apposito Piano che ne normi l’utilizzo (P.U.L).

    Le azioni del PUL (AZ54) sono volte alla riconversione del sistema turistico, improntato sul turismo residenziale delle seconde case, attraverso il potenziamento del turismo ricettivo alberghiero; al coordinamento delle attività di servizio sui litorali attraverso processi di

    integrazione e complementarietà tra le stesse, migliorando inoltre l’accessibilità e fruibilità del sistema litoraneo; al potenziamento della dotazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto attraverso l’utilizzo di campi boe, finalizzati a garantire la tutela e la conservazione dei fondali e delle biocenosi attraverso la fruizione regolamentata e contingentata degli specchi acquei. Nella localizzazione e predisposizione delle tipologie di strutture di servizio alla balneazione, il progetto prevede di incentivare l’autonomia energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative integrate alle architetture.

    Le azioni del Piano derivano da una attenta analisi della situazione idrologica, geomorfologica e pedologica che ha portato alla verifica della compatibilità degli interventi nell’ambito dello studio di compatibilità paesaggistica; si ritiene pertanto che la riorganizzazione e riordino dei flussi turistici in un sistema sostenibile di mobilità, trasporti, servizi alla persona e alla balneazione possa avere benefici su tutte le componenti ambientali e non solo sul litorale.

    Proposte di mitigazione componente Litorale

    • Gli interventi su viabilità aree di sosta devono prevedere utilizzo di materiali naturali idonei all’utilizzo. (MIT.LIT.1)
    • Il consumo di suolo relativo alla realizzazione di nuove zone G2, deve essere compensato dall’utilizzo di materiali ed essenze autoctone(MIT.LIT.2)
    • Tutti gli interventi sulle aree in cui essi sono ammissibili devono essere condotti secondo le

    N.T.A del PUL e della normativa del P.U.C. in accordo con i Piano specifici quali i Piani di gestione delle aree SIC (MIT.LIT.3)

    Rumore

    La valutazione delle azioni del P.U.C e del P.U.L non hanno evidenziato particolari criticità, trattandosi di un centro abitato a vocazione prevalentemente agricola con scarsa concentrazione di attività rumorose.

    L’azione di Piano (AZ31) tesa alla Gerarchizzazione della rete viaria soprattutto nella fascia litoranea, consentirà un contenimento delle interferenze sul clima acustico ascrivibili al traffico veicolare.

    Effetti positivi sul clima acustico potranno derivare anche dal trasferimento delle attività non compatibili con la residenza dalle aree del centro abitato verso le aree produttive nonché dalla promozione di forme di mobilità sostenibile, attraverso la realizzazione di piste ciclabili e la previsione delle stazioni per la metropolitana leggera e dei parcheggi di interscambio.

    Sono risultate potenzialmente incoerenti le azioni AZ18 E AZ25 relative all’insediamento di nuove attività produttive (D2), e l’azione AZ49, relativa alla conversione del turismo delle seconde case in turismo alberghiero, in quanto potrebbe incrementare la pressione derivante dall’utilizzo di macchinari e impianti tecnologici rumorosi.

    Proposte di mitigazione componente rumore

    -Stesura definitiva del Piano di zonizzazione acustica comunale; (MIT.RUM.1)

    -Verifica dell’applicazione dei contenuti delle obbligatorie Valutazioni del clima acustico per i nuovi interventi e/o modofiche di destinazione; (MIT.RUM.2)

    -Verifica dell’applicazione dei contenuti delle obbligatorie verifche dei requisiti acustici passivi degli edifici, (MIT.RUM.3)

    - Utilizzo di macchinari e impianti tecnologici a norma; (MIT.RUM.4)

    Inquinamento elettromagnetico

    Non si verificano particolari condizioni di impatto negativo, qualora attraverso l’azione AZ57, le strutture capaci di produrre inquinamento elettromagnetico vengano installate secondo prescrizioni di apposito regolamento comunale.

    Proposte di mitigazione componente Inquinamento elettromagnetico

    Redazione del regolamento di installazione (MIT.ELETTR.1)

    1.2.1 ARTICOLATO DI CONNESSIONE TRA AZIONI DI MITIGAZIONE INDIVIDUATE E STRUMENTI PRESCRITTIVI DEL P.U.C E DEL P.U.L.

    In conformità a quanto richiesto dalla DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 1183 del 06/06/2014 avente ad Oggetto: PARERE MOTIVATO SULLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE DI SAN VERO MILIS, COMPRESO DI PIANO DI UTILIZZO DEI LITORALI, IN ADEGUAMENTO AL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE E AL PIANO DI

    ASSETTO IDROGEOLOGICO, si riporta di seguito l’articolato che definisce quali mitigazioni possono essere effettivamente perseguibili nel piano, evidenziando quali articoli dei regolamenti, norme di attuazione includono o dovranno includere le mitigazioni stesse al fine della sostenibilita’ del piano.

    AZIONI

    ARIA -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ARIA -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A

    P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?+

    (MIT.A.2)

    (MIT.A.3)

    ARTT 15/16

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.A.2)

    (MIT.A.3)

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.A.1)

    (MIT.A.2)

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottoz ona turistica F3.1 (campe ggio) deve essere destina ta principa lmente al recupero ambientale e na turalistico dell'a rea. In que sta z ona non si possono realiz zare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutiliz zazione de lle strutture esistenti, accompagnato da l necessario intervento del recupero ambientale de ll'a rea .Il posiz ionamento di eve ntuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea de i 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utiliz zo di strutture leggere e in generale dovrà e sse re prefe rita la scelta di tipologie costruttive che conse nta no la conservazione ambientale. az ione integralme nte modifica ta a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?+

    (MIT.A.2)

    (MIT.A.3)

    ART 19

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ35: creare aree di sosta regolamentata a basso impatto ambientale (terra stabilizzata) per gli automezzi, rispettando gli equilibri degli habitat costieri e utilizzando possibilmente superfici con minor valore ambientale;

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A.4

    ART 79

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A.3

    ART 19

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ44 - attuazione delle prescrizioni del PUL: riconversione del sistema turistico, improntato sul turismo residenziale delle seconde case, attraverso il potenziamento del turismo ricettivo alberghiero; coordinamento delle attività di servizio sui litorali attraverso processi di integrazione e complementarietà tra le stesse, migliorando inoltre l’accessibilità e fruibilità del sistema litoraneo; potenziamento della dotazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto attraverso l’utilizzo di campi boe, finalizzati a garantire la tutela e la conservazione dei fondali e delle biocenosi attraverso la fruizione regolamentata e contingentata degli specchi acquei. Nella predisposizione delle tipologie di strutture di servizio alla balneazione, il progetto prevede di incentivare l’autonomia energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative integrate alle architetture.

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A3 MIT.A.4

    ART 19

    ART 19

    (2.1-2.4)

    AZ47: SOTTOZONA F3.1:La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in

    generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale. azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    ?+

    (MIT.A.2)

    (MIT.A.3)

    ART 19

    ART 19

    (.3)

    AZ48 - Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    Nello specifico sono state individuate delle aree da destinare a parcheggio, lungo gli assi viari principali esterni agli abitati, tali da soddisfare per superfici, numero e strategia di posizionamento il massiccio flusso veicolare, privilegiando all’interno dei centri abitati il traffico pedonale

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A3 MIT.A.4

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A3

    ART 19

    ART 19

    (2.1-2.4)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    ACQUA - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ACQUA -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?-

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ARTT 15/16

    ART 33

    ART 79

    ART 16.3-

    4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 20

    ART 33

    ART 79

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata

    estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle

    acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti

    agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 17

    ART 33

    ART 79

    ART 17

    (.5-.6)

    AZIONI

    ACQUA - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ACQUA -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ20 :Gli interventi di mantenimento e/o modifica della situazione esistente relativi all'edificato in zona agricola assumono una diversa valenza a seconda che siano compresi all’interno dell’unità amministrativa esterna (Marina) o all’esterno dell’unità

    amministrativa interna (Centro abitato).Nell’ambito della fascia costiera prevale l’obiettivo della protezione paesaggistica e del

    mantenimento dei valori paesaggistici presenti; le attività agricole poste all’interno della fascia costiera assumono l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio come prioritario e selettivo delle attività economiche e produttive. La destinazione d’uso degli edifici residenziali esistenti è da considerarsi strettamente correlata con le attività di carattere agricolo e zootecnico della superficie

    agricola di riferimento.Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi prescritti per le diverse sottozone agricole sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza incremento di volume, di superficie utile e di unità abitative, con interventi orientati all’adeguamento tipologico degli edifici stessi. Per le costruzioni attualmente esistenti nelle zone agricole sono sempre ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro conservativo e la

    ristrutturazione edilizia senza incremento della volumetria. In particolare dovranno essere osservate le prescrizione contenute nella Det. 9352_386 del 30-04-2014 del SAVI: - La superficie minima di intervento deve essere pari a 3 ettari, per le zone E3, sia per colture intensive sia per colture estensive, sempre in corpo unico;- L’indice massimo di fabbricabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro, da ridurre del 50% per il secondo ettaro, e del 75% per i successivi;- L’altezza massima fuori terra non può superare i 3,30 m. Per gli altri interventi, esclusa la residenza, si applicano le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 Agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone Agricole). Relativamente alle zone E5 non è consentito alcun intervento di modifica del suolo: in particolare realizzazione di strade, stradelli, aree di sosta o parcheggi (ad eccezione di quelli già previsti nel P.U.L.), utilizzo a scopo agricolo di aree con vegetazione naturale o di edificazione. Dovranno essere inoltre, rispettate le seguenti prescrizioni:- Devono essere mantenuti gli elementi di naturalità presenti nei fondi agricoli e ai bordi delle strade (siepi, alberature, fasce alberate, etc.) e ne deve essere incentivata la ricostruzione; - Deve essere evitata la realizzazione di recinzioni ostacolanti il transito della piccola fauna; - Deve essere favorita la realizzazione di interventi di rinaturazione nei campi e nelle aree agricole scarsamente produttive o negli incolti. Con esclusione degli edifici posti all’interno della fascia costiera, è inoltre consentito un

    incremento della volumetria esistente legittimamente assentita in misura non superiore al 30%, in presenza di un lotto minimo di mq 20.000, con indice fondiario massimo di mc/mq 0,015.

    Sono inoltre consentiti la demolizione e la ricostruzione in loco senza incremento di volume di edifici per i quali sia attestata la precarietà statica o per esigenze di tutela della pubblica incolumità, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed artistico. Risultano prioritari gli interventi di finitura edilizia delle strutture attualmente esistenti nelle aree agricole, con particolare riferimento all’intonaco degli edifici, alla realizzazione delle coperture, alla definizione delle recinzioni e dei corpi accessori.

    Risultano prioritari la conservazione, il ripristino e la valorizzazione degli elementi paesaggistici del contesto, come siepi e muretti a secco, documentandone comunque la presenza e la consistenza negli elaborati progettuali relativi agli interventi nell’agro proposti per l’ottenimento delle autorizzazioni e delle concessioni edilizie.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 18

    (.4-.5)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turistica F3.1 (ca mpe ggio) de ve esse re de stina ta principa lme nte a l recupe ro a mbie nta le e na turalistico de ll'are a . In que sta zona non si possono re a lizza re nuovi volumi o strutture , ma è pre visto il re cupero e la riutiliz za zione de lle strutture e siste nti, a ccompagna to da l ne ce ssa rio intervento de l recupe ro

    a mbie nta le de ll'are a.Il posiziona me nto di eve ntua li costruz ioni e ffime re dovrà e ssere previsto oltre la line a de i 300 m. dalla costa . È obbliga torio l’utilizz o di strutture le gge re e in ge ne ra le dovrà e sse re pre fe rita la scelta di tipologie costruttive che conse nta no la conse rva zione a mbie nta le . az ione inte gralme nte modifica ta a se guito di prescrizioni imposte da l SAVI, DET 9352_386 de l 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?-

    (MIT.ACQ.1)

    ART 19

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ24 completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttura insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in programma C3 in prossimità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato,

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ARTT 15/16

    ART 33

    ART 79

    ART 16.3-

    4

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 17

    ART 33

    ART 79

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ26: zone agricole

    1. valorizzazione delle vocazioni produttive delle zone agricole garantendo, al contempo, la tutela del suolo e delle emergenze ambientali di pregio;
    2. incoraggiamento della permanenza, nelle zone classificate agricole, della popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
    3. favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo;
    4. separare il territorio destinato alle attività agricole da quello destinato all’espansione residenziale, allo sviluppo del settore turistico e alle attività produttive, evitando che tali attività (con particolare riferimento a quella turistica) impegnino tutti i suoli agricoli;
    5. separare i valori fondiari delle aree destinate al turismo e alla residenza da quelli delle aree agricole;
    6. ridurre la presenza di residenze fisse non legate all’attività agricola nell’agro e, nel contempo, incentivare il mantenimento delle residenze esistenti legate all’attività agricola;
    7. preservare i materiali e i caratteri costruttivi delle strutture agricole tradizionali.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 18

    (.4-.5)

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente

    alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed

    inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.2)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 19

    ART 33

    ART 79

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ44 - attuazione delle prescrizioni del PUL: riconversione del sistema turistico, improntato sul turismo residenziale delle seconde case, attraverso il potenziamento del turismo ricettivo alberghiero; coordinamento delle attività di servizio sui litorali attraverso processi di integrazione e complementarietà tra le stesse, migliorando inoltre l’accessibilità e fruibilità del sistema litoraneo; potenziamento della dotazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto attraverso l’utilizzo di campi boe, finalizzati a garantire la tutela e la conservazione dei fondali e delle biocenosi attraverso la fruizione regolamentata e contingentata degli specchi acquei. Nella predisposizione delle tipologie di strutture di servizio alla balneazione, il progetto prevede di incentivare l’autonomia energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative integrate alle architetture.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.2)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 19

    ART 19

    (2.1-2.4)

    AZ47: SOTTOZONA F3.1:La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e

    naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in

    generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale. azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    ART 19

    ART 19

    (.3)

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    (MIT.ACQ.1)

    (MIT.ACQ.2)

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 19

    ART 33

    ART 79

    ART 19

    (2.1-2.4)

    AZ50 - Sono ammesse limitate trasformazioni dello stato attuale dei luoghi e sono consentiti, previa autorizzazione paesaggistica, interventi volti alla conservazione, difesa, valorizzazione, recupero e fruizione del bene. In particolare:

    • attività scientifiche finalizzate allo studio, monitoraggio e conservazione delle risorse ambientali;
    • fruizione dell'ambiente a scopi didattici e ricreativi, con realizzazione di infrastrutture leggere e temporanee che consentano la valorizzazione del bene (segnaletica, sentieri, capanni per accoglienza, punti di osservazione);
    • opere di difesa, restauro e ripristino dell’ambiente naturale quando alterato dalle attività antropiche;
    • il recupero di strutture esistenti;
    • la realizzazione e la sistemazione di stradelli e piste necessarie alla gestione e manutenzione del bene;
    • gli interventi per la difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico.

    ?+

    (MIT.ACQ.3)

    (MIT.ACQ.4)

    ART 21 (.3/.4)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    RIFIUTI - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    RIFIUTI -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A

    P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?-

    (MIT.RIF.3

    )

    ARTT 15/16

    ART 77

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?-

    (MIT.RIF.1

    )

    ART 20

    ART 77

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.RIF.1

    )

    (MIT.RIF.2

    )

    (MIT.RIF.3

    )

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ20 :Gli interventi di mantenimento e/o modifica della situazione esistente relativi all'edificato in zona agricola assumono una diversa valenza a seconda che siano compresi all’interno dell’unità amministrativa esterna (Marina) o all’esterno dell’unità amministrativa interna (Centro abitato).Nell’ambito della fascia costiera prevale l’obiettivo della protezione paesaggistica e del mantenimento dei valori paesaggistici presenti; le attività agricole poste all’interno della fascia costiera assumono l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio come prioritario e selettivo delle attività economiche e produttive. La destinazione d’uso degli edifici residenziali esistenti è da considerarsi strettamente correlata con le attività di carattere agricolo e zootecnico della superficie agricola di riferimento.Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi prescritti per le diverse sottozone agricole

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottoz ona turistica F3.1 (campe ggio) deve essere destina ta principa lmente al recupero ambientale e na turalistico dell'a rea. In que sta z ona non si possono realiz zare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutiliz zazione de lle strutture esistenti, accompagnato da l necessario intervento del recupero ambientale de ll'a rea .Il posiz ionamento di eve ntuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea de i 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utiliz zo di strutture leggere e in generale dovrà e sse re prefe rita la scelta di tipologie costruttive che conse nta no la conservazione ambientale. az ione integralme nte modifica ta a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?-

    (MIT.RIF.2

    )

    ART 19

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ24 completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttura insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in programma C3 in prossimità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato,

    ?+

    (MIT.RIF.2

    )

    ARTT 15/16

    ART 77

    ART 16.4

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    (MIT.RIF.1

    )

    ART 17

    ART 77

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.RIF.2

    )

    (MIT.RIF.3

    )

    (MIT.RIF.4

    )

    ART 19

    ART 77

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ44 - attuazione delle prescrizioni del PUL: riconversione del sistema turistico, improntato sul turismo residenziale delle seconde case, attraverso il potenziamento del turismo ricettivo alberghiero; coordinamento delle attività di servizio sui litorali attraverso processi di integrazione e complementarietà tra le stesse, migliorando inoltre l’accessibilità e fruibilità del sistema litoraneo; potenziamento della dotazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto attraverso l’utilizzo di campi boe, finalizzati a garantire la tutela e la conservazione dei fondali e delle biocenosi attraverso la fruizione regolamentata e contingentata degli specchi acquei. Nella predisposizione delle tipologie di strutture di servizio alla balneazione, il progetto prevede di incentivare l’autonomia energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative integrate alle architetture.

    ?+

    MIT.A.2 MIT.A3 MIT.A.4

    ART 19

    ART 19

    (2.1-2.4)

    AZ47: SOTTOZONA F3.1:La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in

    generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale. azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    ?+

    (MIT.RIF.2

    )

    ART 19

    ART 77

    ART 19

    (.3)

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    (MIT.RIF.2

    )

    ART 19

    ART 77

    ART 19

    (2.1-2.4)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    SUOLO -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    SUOLO -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A

    P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?-

    (MIT.SU.1)

    (MIT.SU.7)

    ARTT 15/16

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.SU.1)

    (MIT.SU.7)

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.SU.1)

    (MIT.SU.7)

    (MIT.SU.8)

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ24 completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttura insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in programma C3 in prossimità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato,

    ?+

    (MIT.SU.1)

    (MIT.SU.7)

    ARTT 15/16

    ART 16.4

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    (MIT.SU.1)

    (MIT.SU.7)

    (MIT.SU.8)

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ26: zone agricole

    1. valorizzazione delle vocazioni produttive delle zone agricole garantendo, al contempo, la tutela del suolo e delle emergenze ambientali di pregio;
    2. incoraggiamento della permanenza, nelle zone classificate agricole, della popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali;
    3. favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente sia per l’utilizzo aziendale che per quello abitativo;
    4. separare il territorio destinato alle attività agricole da quello destinato all’espansione residenziale, allo sviluppo del settore turistico e alle attività produttive, evitando che tali attività (con particolare riferimento a quella turistica) impegnino tutti i suoli agricoli;
    5. separare i valori fondiari delle aree destinate al turismo e alla residenza da quelli delle aree agricole;
    6. ridurre la presenza di residenze fisse non legate all’attività agricola nell’agro e, nel contempo, incentivare il mantenimento delle residenze esistenti legate all’attività agricola;
    7. preservare i materiali e i caratteri costruttivi delle strutture agricole tradizionali.

    ?+

    (MIT.SU.2)

    ;

    (MIT.SU.3)

    (MIT.SU.4)

    (MIT.SU.5)

    ART 18 (.4/.5)

    AZ34 - interdire al traffico veicolare, ove possibile, e/o ridurre il traffico veicolare ad un traffico locale limitato ai residenti, e/o al traffico dei soli mezzi di soccorso servizio e sicurezza opportunamente controllato e rallentato, nei tratti di pista paralleli alla linea di costa, ai margini delle falesie e delle dune, per favorire la rinaturalizzazione spontanea eliminando/limitando la frammentazione degli habitat;

    ?+

    (MIT.SU.4)

    ;

    (MIT.SU.5)

    (MIT.SU.7)

    ART 19

    (2.1)

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.SU.4)

    ;

    (MIT.SU.8)

    (MIT.SU.9)

    ART 19

    ART 33

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ47: SOTTOZONA F3.1:La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in

    generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale. azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    ?+

    (MIT.SU.4)

    ;

    (MIT.SU.5)

    (MIT.SU.6)

    ART 19

    ART 19

    (.3)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    FLORA FAUNA E BIODIVERSITA' -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    FLORA FAUNA E BIODIVERSITA' - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?-

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ARTT 15/16

    ARTT 54/55

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 20

    ARTT 54/55

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata

    estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici

    compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti

    agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 17

    ARTT 54/55/66

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turistica F3.1 (campeggio) de ve essere destinata principa lme nte al re cupero ambie nta le e naturalistico de ll'a rea. In questa zona non si possono re alizzare nuovi volumi o strutture, ma è pre visto il re cupero e la riutilizza zione delle strutture esistenti, a ccompagnato da l ne ce ssa rio intervento del re cupero

    a mbientale dell'a re a.Il posizionamento di eventuali costruzioni effime re dovrà essere previsto oltre la linea de i 300 m. dalla costa. È obbliga torio l’utilizzo di strutture leggere e in gene rale dovrà e sse re pre ferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conse rva zione ambientale . azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 de l 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 19

    ARTT 54/55/66

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ24 completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttura insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in programma C3 in prossimità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato,

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 16

    ARTT 54/55/66

    ART 16.4

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 17

    ARTT 54/55/66

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ29 - relativamente alle zone G a supporto della connessione viaria tra isola amministrativa interna ed esterna, le principali azioni sono: il miglioramento della qualità e della funzionalità delle aree adibite a servizi e già esistenti, tramite interventi di riqualificazione urbanistica, architettonica e ambientale; il corretto dimensionamento delle aree al fine di accrescere la qualità del paesaggio urbano e la sua vivibilità; la localizzazione e la caratterizzazione dei servizi secondo i principi della uniformità di distribuzione sul territorio e della integrazione plurifunzionale; privilegiare le sistemazioni che valorizzino l’ambiente naturale e il pae-saggio per le aree destinate al tempo libero e allo sport;

    d. garantire la connessione funzionale e l’integrazione con le aree a destinazione residenziale per realizzare gli obiettivi di riqualificazione urbana e di promozione dello sviluppo economico e sociale.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    (MIT.FFB.2)

    ART 20

    ARTT 54/55/66

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ31 - Lungo costa, la viabilità carrabile è stata in parte sostituita con percorsi alternativi e interrotta da grandi aree di scambio e parcheggio, per lasciar spazio a percorsi pedonali e piste ciclabili di impatto minore e minor carico antropico sulla costa.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    ART 19-

    21

    ART 79

    AZ32 - Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile; percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici (archeo H1); percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva.

    Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    ART 19-

    21

    ART 79

    AZ34 - interdire al traffico veicolare, ove possibile, e/o ridurre il traffico veicolare ad un traffico locale limitato ai residenti, e/o al traffico dei soli mezzi di soccorso servizio e sicurezza opportunamente controllato e rallentato, nei tratti di pista paralleli alla linea di costa, ai margini delle falesie e delle dune, per favorire la rinaturalizzazione spontanea eliminando/limitando la frammentazione degli habitat;

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    ART 19

    ART 79

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ35: creare aree di sosta regolamentata a basso impatto ambientale (terra stabilizzata) per gli automezzi, rispettando gli equilibri degli habitat costieri e utilizzando possibilmente superfici con minor valore ambientale;

    ?+

    (MIT.FFB.1)

    ART 19-

    20-21

    ART 79

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    PAESAGGIO ED ASSETTO STORICO - CULTURALE- AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    PAESAGGIO ED ASSETTO STORICO - CULTURALE - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ3 -Identificazione e perimetrazione dei beni paesaggistici a valenza storico culturale

    ?+

    (MIT.STO.1)

    ART 12 -

    21.2-21-3

    ART 27/69

    P.P.C.S

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.3)

    (MIT.STO.4)

    ART 20

    ART 69

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ58 - Nelle nuove costruzioni in zone di espansione previsti dal PUC in adeguamento al PPR, previa apposita delibera del Consiglio Comunale che stabilirà la decorrenza e le specifiche, è fatto obbligo osservare le disposizioni di cui alla L. 244/2007 e della Legge Finanziaria 2008 per quanto attiene l'installazione obbligatoria di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

    ?+

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.3)

    ART 19/20

    ART 69.1

    AZ59 - Nella Zona classificata A dal PUC, i pannelli solari termici e/o fotovoltaici installati sulle coperture inclinate debbono essere posizionati in parallelo con la falda di copertura e non impegnare più del 20% della falda stessa. Tali pannelli devono inoltre essere realizzati con superfici dello stesso colore della copertura o scure non riflettenti, in modo da determinare un impatto visivo assimilabile ai lucernari. Non è consentita l'installazione a vista di serbatoi di accumulo, che devono essere posizionati in sottostanti locali coperti. Nella medesima Zona A, negli edifici e nelle pertinenze indicate come emergenze monumentali - beni identitari, è inibita la collocazione di pannelli solari termici e/o fotovoltaici, salvo quanto regolamentato dal Piano Particolareggiato del centro storico.

    ?+

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.3)

    ART 12

    ART 69.5

    P.P.C.S

    AZ60 - aree e manufatti soggetti al vincolo paesaggistico di cui al D.lgs. 42/2004: si potrà procedere alla installazione degli impianti di cui ai precedenti commi solo previo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e nel caso di edifici vincolati ai sensi del medesimo D.lgv. 42/2004 previo nullaosta del Soprintendente competente per territorio. In tutti gli edifici con copertura piana, ovunque ubicati, ferma restando la necessità della autorizzazione paesaggistica nei casi previsti D. lgs. 42/2004, i pannelli solari termici e fotovoltaici ed i loro componenti non sono soggetti a limitazioni dimensionali, e possono essere installati con inclinazione ritenuta ottimale, privilegiando comunque l'installazione nella parte centrale della copertura, o comunque in quella meno visibile dalla pubblica via, dagli adiacenti spazi pubblici. Nelle nuove Zone C,D,F, soggette a strumento attuativo sono ammesse soluzioni integrate, anche in deroga alle disposizioni di cui al presente articolo, da prevedersi negli strumenti attuativi con parere del Consiglio Comunale indicato in delibera. Nei Sub Ambiti dell'Assetto ambientale l'installazione di pannelli solari termici e/o fotovoltaici deve avvenire prioritariamente a terra o in altra collocazione idonea a minimizzarne l'impatto paesaggistico. Ove ciò sia tecnicamente impossibile, si procederà secondo quanto previsto nel precedente comma 4, fermo restando il rispetto delle disposizioni dettate dal D.lgs.42/2004.

    ?+

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.3)

    ART 12 -

    21.2-21-3

    ART 69.6-7

    P.P.C.S

    AZ61 - Nelle Zone classificate D dal PUC, ferma restando la necessità della autorizzazione paesaggistica nei casi previsti dal D.lgs. 42/2004 non è previsto nessun limite alla installazione di pannelli solari termici e/o fotovoltaici sulle coperture piane o inclinate, e all'installazione di impianti a terra di potenza inferiore a 20 KW se fotovoltaici, o di sviluppo inferiore a 100 mq se termici. I pannelli installati su coperture inclinate devono avere la stessa inclinazione della copertura. I serbatoi di accumulo possono essere posizionati anche sulle coperture piane o inclinate, avendo cura di minimizzare l'impatto con colorazioni coerenti con il colore della copertura, ed escludendo scritte o marchi di fabbrica. Nelle medesime Zone D, ferma restando la necessità della autorizzazione paesaggistica nei casi previsti D. lgs. 42/2004, è ammessa l'installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, e di impianti solari termici o fotovoltaici di superficie non superiore a quella del tetto.

    ?+

    (MIT.STO.2)

    (MIT.STO.4)

    ART 17

    ART 69.9

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    ASSETTO INSEDIATIVO E DEMOGRAFICO -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ASSETTO INSEDIATIVO E DEMOGRAFICO - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?+

    (MIT.INS.1

    )

    (MIT.INS.2

    )

    (MIT.INS.3

    )

    ARTT 15/16

    ART 82

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.INS.1

    )

    (MIT.INS.2

    )

    (MIT.INS.3

    )

    (MIT.INS.4

    )

    (MIT.INS.5

    )

    ART 20

    ART 82

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turistica F3.1 (ca mpeggio) de ve essere de stina ta principalmente a l re cupero ambientale e naturalistico de ll'area . In questa zona non si possono rea lizza re nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esiste nti, accompagnato dal necessario intervento del recupe ro

    a mbientale dell'are a.Il posiziona me nto di eventuali costruzioni e ffimere dovrà essere pre visto oltre la linea de i 300 m. dalla costa. È obbliga torio l’utilizzo di strutture le ggere e in ge ne rale dovrà essere preferita la sce lta di tipologie costruttive che conse nta no la conservazione a mbientale . a zione integra lmente modificata a se guito di prescrizioni imposte da l SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?+

    (MIT.INS.1

    )

    (MIT.INS.2

    )

    ART 19

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ23 - Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone C1, finalizzati al miglioramento della qualità del paesaggio urbano e della vivibilità della zona stessa, attraverso l’integrazione dei comparti all’interno del tessuto urbano consolidato o comunque circostante attraverso un progetto unitario delle viabilità che guarda all’intero ambito urbano.

    ?+

    (MIT.INS.1

    )

    (MIT.INS.2

    )

    (MIT.INS.3

    ART 15

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente

    alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed

    inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.INS.1

    )

    (MIT.INS.2

    )

    (MIT.INS.3

    )

    (MIT.INS.4

    ART 19

    ART 82

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ42: ZONE H3/Hi4: DEVONO ESSERE RECEPITE NELLE N.T.A DEL P.U.C LE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEL PARERE ADIS DI CUI

    ALLA DEL N° 16 DEL 07-05-2014. Le norme tecniche di attuazione allegate al PUC,(inaccordo con le NTA del PAI) definiscono

    interventi consentiti sotto il profilo della ingegneria naturalistica, sotto il profilo edilizio per edifici pubblici e privati, In materia di infrastrutture a rete o puntuali pubbliche o di interesse pubblico. Le norme definiscono altresì gli interventi vietati:

    1. strutture e manufatti mobili e immobili, ad eccezione di quelli a carattere provvisorio o precario indispensabili per la conduzione dei cantieri o specificatamente ammessi dalle presenti norme;
    2. protezioni di colture agricole con rilevati capaci di ostacolare il deflusso delle acque;
    3. cambiamenti colturali o nuove colture arboree capaci di ostacolare il deflusso delle acque o di pregiudicare la stabilità degli argini;
    4. nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento, smaltimento e di recupero dei rifiuti; e. nuovi impianti o ampliamenti di impianti di trattamento delle acque reflue;
    1. nuovi stabilimenti o ampliamenti di stabilimenti soggetti agli obblighi di cui agli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo 17.8.1999, n. 334, “Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”;
    2. nuovi impianti tecnologici fuori terra ad eccezione dei ripetitori e dei tralicci per il trasporto dell’energia elettrica e di quelli

    ?+

    (MIT.INS.5)

    ART 21.4.2

    ART 82

    AZ43:ZONE H3/Hi3 -Hi2: DEVONO ESSERE RECEPITE NELLE N.T.A DEL P.U.C LE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEL PARERE ADIS DI CUI

    ALLA DEL N° 16 DEL 07-05-2014. Le norme tecniche di attuazione allegate al PUC (in accordo con le NTA del PAI), consentono tutti gli interventi, le opere e le attività ammessi nelle aree di pericolosità idraulica molto elevata HI4, alle medesime condizioni. In tali sottozone valgono i divieti generali di cui alle aree di pericolosità idraulica molto elevata HI4.

    In materia di patrimonio edilizio sono inoltre consentiti esclusivamente:

    1. demolizioni e ricostruzioni nello stesso sito nonché modifiche delle destinazioni d’uso, compatibili con gli elementi formali e strutturali preesistenti degli edifici, per migliorare l’efficienza di interventi di restauro e risanamento conservativo degli edifici;
    2. ampliamenti in occasione di adeguamenti con le finalità di cui al punto 4.2, lettere e., f., a condizione che le rispettive motivazioni siano espressamente certificate, valutate ed assentite nella concessione o nell’autorizzazione, escludendo comunque i piani interrati e sempre a condizione che gli ampliamenti siano collocati a quota superiore a m. 1,00 al piano di campagna e comunque a quote compatibili con la piena con tempo di ritorno pari a 100 anni;
    3. interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le nuove superfici per uso abitativo o per uso economicamente rilevante

    siano realizzate escludendo comunque i piani interrati e sempre a condizione che gli ampliamenti siano realizzati a quota superiore

    ?+

    (MIT.INS.5)

    ART 21.4.3

    ART 82

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    MOBILITA' E TRASPORTI - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    MOBILITA' E TRASPORTI - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ6: Individuazione delle Sottozone urbanistiche H1 – Salvaguardia Archeologica; H2 - Pregio Paesaggistico; H3 - Salvaguardia

    ambientale normate secondo le prescrizioni di zona contenute nelle N.T.A così come modificate dalle prescrizioni contenute nella Det. 9352_386 del 30-04-2014 del SAVI: relativamente alle zone H3 INTERNE AI SITI NATURA 2000, in queste devono essere consentiti esclusivamente gli interventi di rinaturazione e gli altri interventi individuati nei Piani di gestione dei S.I.C secondo le indicazioni relative alla valutazione di incidenza degli stessi

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART21

    ART 54/55

    ART 21

    (2.1,3, 4.3,5)

    AZ8 - Favorire interventi di valorizzazione e riuso compatibile del patrimonio storico culturale, coerentemente con le esigenze di tutela e salvaguardia

    ?+

    (MIT.MOB.2)

    ART21

    ART 21 (4)

    AZ9 - Definizione di una disciplina degli interventi edilizi orientata alla valorizzazione e salvaguardia dei caratteri storico - architettonici dei manufatti edilizi

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    (MIT.MOB.2)

    ART21

    ART 54/55

    ART 21

    (2.1,6)

    AZ11 - Adeguamento dei Piani di gestione delle zone SIC presenti

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    (MIT.MOB.2)

    ART21

    ART 54/55

    ART 21

    (2.1,6)

    AZ12 - interdizione al traffico veicolare, riduzione ai soli residenti e/o ai mezzi di servizio sicurezza e soccorso, di tratti di strade sterrate (rinaturalizzazione spontanea), eliminando o limitando la frammentazione degli habitat presenti.

    ?+

    (MIT.MOB.2)

    ART21

    ART 21

    (2.1,6)

    AZ14 - camminamenti sospesi realizzati in materiali amovibili ed ecocompatibiliI atti a garantire la migliore accessibilità e fruizione degli arenili anche alle persone con limitate capacità motorie. Si dovranno utilizzare passerelle in legno da posizionare sulla sabbia tra le dune fisse e da sopraelevare sulle dune mobili per garantire il trasporto della sabbia da parte del vento. La sopraelevazione delle passerelle eviterà che le stesse vengano sommerse dalla sabbia e consentirà alla vegetazione di crescere.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART21

    ART 54/55

    ART 21

    (2.1,4.4)

    AZ15 - realizzazione di sistemi di protezione dunali: protezione fisica attraverso l'installazione e la manutenzione di staccionate a basso impatto visivo in modo da consentire il mantenimento della vegetazione; pannelli informativi che contribuiscano a informare e sensibilizzare chi utilizza i litorali; protezione formale espressa dalle autorità competenti mediante ordinanze che regolino le attività permesse e proibite nelle aree dunali. Prevedere inoltre secondo le prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014, la chiusura di sentieri esistenti in corrispondenza dell'area di Mesalonga

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART21

    ART 54/55

    ART 21

    (2.1,6)

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ARTT 15/16

    ART 54/55

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 20

    ART 54/55

    ART 20 (3.1-

    4.1-5.1-6.1-

    7.1-8.1-9.1-

    10.1)

    AZIONI

    MOBILITA' E TRASPORTI - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    MOBILITA' E TRASPORTI - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ20 :Gli interventi di mantenimento e/o modifica della situazione esistente relativi all'edificato in zona agricola assumono una diversa valenza a seconda che siano compresi all’interno dell’unità amministrativa esterna (Marina) o all’esterno dell’unità

    amministrativa interna (Centro abitato).Nell’ambito della fascia costiera prevale l’obiettivo della protezione paesaggistica e del mantenimento dei valori paesaggistici presenti; le attività agricole poste all’interno della fascia costiera assumono l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio come prioritario e selettivo delle attività economiche e produttive. La destinazione d’uso degli edifici residenziali esistenti è da considerarsi strettamente correlata con le attività di carattere agricolo e zootecnico della superficie

    agricola di riferimento.Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi prescritti per le diverse sottozone agricole sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza incremento di volume, di superficie utile e di unità abitative, con interventi orientati all’adeguamento tipologico degli edifici stessi. Per le costruzioni attualmente esistenti nelle zone agricole sono sempre ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro conservativo e la

    ristrutturazione edilizia senza incremento della volumetria. In particolare dovranno essere osservate le prescrizione contenute nella Det. 9352_386 del 30-04-2014 del SAVI: - La superficie minima di intervento deve essere pari a 3 ettari, per le zone E3, sia per colture intensive sia per colture estensive, sempre in corpo unico;- L’indice massimo di fabbricabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro, da ridurre del 50% per il secondo ettaro, e del 75% per i successivi;- L’altezza massima fuori terra non può superare i 3,30 m. Per gli altri interventi, esclusa la residenza, si applicano le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 Agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone Agricole). Relativamente alle zone E5 non è consentito alcun intervento di modifica del suolo: in particolare realizzazione di strade, stradelli, aree di sosta o parcheggi (ad eccezione di quelli già previsti nel P.U.L.), utilizzo a scopo agricolo di aree con vegetazione naturale o di edificazione. Dovranno essere inoltre, rispettate le seguenti prescrizioni:- Devono essere mantenuti gli elementi di naturalità presenti nei fondi agricoli e ai bordi delle strade (siepi, alberature, fasce alberate, etc.) e ne deve essere incentivata la ricostruzione; - Deve essere evitata la realizzazione di recinzioni ostacolanti il transito della piccola fauna; - Deve essere favorita la realizzazione di interventi di rinaturazione nei campi e nelle aree agricole

    scarsamente produttive o negli incolti. Con esclusione degli edifici posti all’interno della fascia costiera, è inoltre consentito un

    incremento della volumetria esistente legittimamente assentita in misura non superiore al 30%, in presenza di un lotto minimo di mq 20.000, con indice fondiario massimo di mc/mq 0,015.

    Sono inoltre consentiti la demolizione e la ricostruzione in loco senza incremento di volume di edifici per i quali sia attestata la precarietà statica o per esigenze di tutela della pubblica incolumità, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed

    artistico. Risultano prioritari gli interventi di finitura edilizia delle strutture attualmente esistenti nelle aree agricole, con particolare riferimento all’intonaco degli edifici, alla realizzazione delle coperture, alla definizione delle recinzioni e dei corpi accessori.

    Risultano prioritari la conservazione, il ripristino e la valorizzazione degli elementi paesaggistici del contesto, come siepi e muretti a secco, documentandone comunque la presenza e la consistenza negli elaborati progettuali relativi agli interventi nell’agro proposti per l’ottenimento delle autorizzazioni e delle concessioni edilizie.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 18

    ART 54/55

    ART 18.4

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turistica F3.1 (ca mpe ggio) de ve e ssere de stina ta principalmente a l re cupe ro a mbie nta le e natura listico de ll'are a. In questa zona non si possono re a lizzare nuovi volumi o strutture, ma è pre visto il re cupe ro e la riutilizzazione de lle strutture esistenti, a ccompa gna to da l ne ce ssa rio inte rve nto de l re cupe ro

    a mbie nta le de ll'area .Il posiziona mento di e ve ntua li costruzioni effime re dovrà e sse re pre visto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture le gge re e in ge ne rale dovrà e sse re pre fe rita la sce lta di tipologie costruttive che conse ntano la conse rva zione ambie ntale . azione inte gra lme nte modificata a seguito di prescrizioni imposte da l SAVI, DET 9352_386 de l 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 19

    ART 54/55

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ27 - definizione di un limite urbano preciso verso il territorio non costruito attraverso la localizzazione di aree verdi al contorno delle aree di espansione - oltre il quale non è consentita la realizzazione di residenze o attrezzature non previste dal presente strumento urbanistico;

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 20

    ART 54/55

    ART 20 (3.1-

    4.1-5.1-6.1-

    7.1-8.1-9.1-

    10.1)

    AZ31 - Lungo costa, la viabilità carrabile è stata in parte sostituita con percorsi alternativi e interrotta da grandi aree di scambio e parcheggio, per lasciar spazio a percorsi pedonali e piste ciclabili di impatto minore e minor carico antropico sulla costa.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 18

    ART 19

    ART 21

    ART 54/55

    ART 18.4

    ART 19.2

    ART 21.4

    AZ32 - Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile; percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici (archeo H1); percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva.

    Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    (MIT.MOB.2)

    ART 19

    ART 21

    ART 54/55

    ART 19.2

    ART 21.4

    AZ33 - canalizzare i flussi veicolari in ambiti meno litoranei, ridefinendo piste, carrarecce, sentieri e soprattutto piste sulle dune e sulle scogliere, con limitazione all’accesso pedonale o alla mobilità lenta (biciclette). In tale eventualità si propone di evitare sviluppi rettilinei delle nuove piste più arretrate, salvaguardando le porzioni di habitat significativi presenti e realizzando i nuovi tracciati negli ambiti con minor valore ambientale, privilegiando possibilmente l'accesso in senso perpendicolare piuttosto che parallelo alla linea di riva (a pettine);

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 18

    ART 19

    ART 21

    ART 54/55

    ART 18.4

    ART 19.2

    ART 21.4

    AZ34 - interdire al traffico veicolare, ove possibile, e/o ridurre il traffico veicolare ad un traffico locale limitato ai residenti, e/o al traffico dei soli mezzi di soccorso servizio e sicurezza opportunamente controllato e rallentato, nei tratti di pista paralleli alla linea di costa, ai margini delle falesie e delle dune, per favorire la rinaturalizzazione spontanea eliminando/limitando la frammentazione degli habitat;

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    (MIT.MOB.2)

    ART 19

    ART 21

    ART 54/55

    ART 19.2

    ART 21.4

    AZ39 - Le sottozone G2 svolgono il duplice ruolo di standard funzionali legati alle dotazioni territoriali di spazi aperti e di nuovi standard ambientali funzionali ad una strategia di rigenerazione ecologica della città di cui fanno parte le categorie della permeabilità naturale dei suoli urbani, la capacità di carico ambientale di un area di trasformazione urbanistica, la biomassa delle aree verdi, la densità di copertura vegetale, la mitigazione dell’inquinamento acustico, la definizione di tipologie di bonifica dei suoli inquinati, in relazione alle diverse possibilità d’uso.

    Tali aree poste in adiacenza ai tessuti urbani concorrono alla definizione dei livelli minimi di dotazioni di spazi pubblici destinati a verde pubblico S3.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 20

    ART 54/55

    ART 20 (3.1-

    4.1-5.1-6.1-

    7.1-8.1-9.1-

    10.1)

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente

    alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed

    inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 19

    ART 54/55

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ48 - Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    Nello specifico sono state individuate delle aree da destinare a parcheggio, lungo gli assi viari principali esterni agli abitati, tali da soddisfare per superfici, numero e strategia di posizionamento il massiccio flusso veicolare, privilegiando all’interno dei centri abitati il traffico pedonale

    ?+

    (MIT.MOB.1)

    ART 20

    ART 54/55

    ART 20 (3.1-

    4.1-5.1-6.1-

    7.1-8.1-9.1-

    10.1)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    RUMORE -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    RUMORE -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?+

    (MIT.RUM.2)

    ARTT 15/16

    ART 16.4

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata

    estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici

    compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti

    agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?-

    (MIT.RUM.2)

    (MIT.RUM.4)

    ART 17

    ART 69

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ19 - Definizione di interventi e modalità attuative che promuovano la riqualificazione del contesto urbano e del patrimonio edilizio esistente attraverso il riordino urbanistico mediante la riclassificazione delle zone urbanistiche omogenee del Pdf vigente aumentando e concentrando le aree per servizi

    ?+

    (MIT.RUM.1)

    (MIT.RUM.2)

    (MIT.RUM.4)

    ARTT 15/16/17

    /19/20

    ART 83/69

    (15.5,16.4

    ,17.5,19.2

    .1,19.4.2,

    20.3.1,20

    4.1,20.5.1

    , 20.6.1,

    20.8.1;20.

    9.1,

    20.10.1

    AZ24 completamento dell’impianto urbano e la ricomposizione della struttura insediativa attraverso la localizzazione delle aree di espansione in programma C3 in prossimità delle urbanizzazioni esistenti e nelle aree libere all’interno dell’edificato,

    ?+

    (MIT.RUM.2)

    ARTT 15/16

    ART 16.4

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?-

    (MIT.RUM.2)

    (MIT.RUM.4)

    ART 17

    ART 69

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ27 - definizione di un limite urbano preciso verso il territorio non costruito attraverso la localizzazione di aree verdi al contorno delle aree di espansione - oltre il quale non è consentita la realizzazione di residenze o attrezzature non previste dal presente strumento urbanistico;

    ?+

    (MIT.RUM.1)

    (MIT.RUM.2)

    (MIT.RUM.4)

    ARTT 15/16/17

    /19/20

    ART 83/69

    (15.5,16.4

    ,17.5,19.2

    .1,19.4.2,

    20.3.1,20

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?-

    (MIT.RUM.1)

    (MIT.RUM.2)

    (MIT.RUM.3)

    (MIT.RUM.4)

    ARTT 15/16/17

    /19/20

    ART 83/69

    (15.5,16.4

    ,17.5,19.2

    .1,19.4.2,

    20.3.1,20

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    LITORALE -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    LITORALE -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ5 - Attuare progetti che mettano in connessione l'intero patrimonio archeologico lungo la S.P.10 quale elemento di connessione degli interventi tra isola amministrativa interna ed esterna

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    ARTT18/19/2 1

    AZ6: Individuazione delle Sottozone urbanistiche H1 – Salvaguardia Archeologica; H2 - Pregio Paesaggistico; H3 - Salvaguardia

    ambientale normate secondo le prescrizioni di zona contenute nelle N.T.A così come modificate dalle prescrizioni contenute nella Det. 9352_386 del 30-04-2014 del SAVI: relativamente alle zone H3 INTERNE AI SITI NATURA 2000, in queste devono essere consentiti esclusivamente gli interventi di rinaturazione e gli altri interventi individuati nei Piani di gestione dei S.I.C secondo le indicazioni relative alla valutazione di incidenza degli stessi

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 21

    AZ7 - Riconoscere e tutelare i complessi e le risorse archeologiche, architettoniche e produttive presenti nel territorio comunale, favorendo la conservazione dei contesti paesaggistici di riferimento

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 21

    AZ11 - Adeguamento dei Piani di gestione delle zone SIC presenti

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ARTT 18/ 21

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    Tipologia e allestimenti delle aree attrezzate

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    (MIT.LIT.2)

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ20 :Gli interventi di mantenimento e/o modifica della situazione esistente relativi all'edificato in zona agricola assumono una diversa valenza a seconda che siano compresi all’interno dell’unità amministrativa esterna (Marina) o all’esterno dell’unità

    amministrativa interna (Centro abitato).Nell’ambito della fascia costiera prevale l’obiettivo della protezione paesaggistica e del mantenimento dei valori paesaggistici presenti; le attività agricole poste all’interno della fascia costiera assumono l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio come prioritario e selettivo delle attività economiche e produttive. La destinazione d’uso degli edifici residenziali esistenti è da considerarsi strettamente correlata con le attività di carattere agricolo e zootecnico della superficie

    agricola di riferimento.Per gli edifici esistenti che insistono su lotti inferiori a quelli minimi prescritti per le diverse sottozone agricole sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza incremento di volume, di superficie utile e di unità abitative, con interventi orientati all’adeguamento tipologico degli edifici stessi. Per le costruzioni attualmente esistenti nelle zone agricole sono sempre ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro conservativo e la

    ristrutturazione edilizia senza incremento della volumetria. In particolare dovranno essere osservate le prescrizione contenute nella Det. 9352_386 del 30-04-2014 del SAVI: - La superficie minima di intervento deve essere pari a 3 ettari, per le zone E3, sia per colture intensive sia per colture estensive, sempre in corpo unico;- L’indice massimo di fabbricabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro, da ridurre del 50% per il secondo ettaro, e del 75% per i successivi;- L’altezza massima fuori terra non può superare i 3,30 m. Per gli altri interventi, esclusa la residenza, si applicano le disposizioni del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 3 Agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone Agricole). Relativamente alle zone E5 non è consentito alcun intervento di modifica del suolo: in particolare realizzazione di strade, stradelli, aree di sosta o parcheggi (ad eccezione di quelli già previsti nel P.U.L.), utilizzo a scopo agricolo di aree con vegetazione naturale o di edificazione. Dovranno essere inoltre, rispettate le seguenti prescrizioni:- Devono essere mantenuti gli elementi di naturalità presenti nei fondi agricoli e ai bordi delle strade (siepi, alberature, fasce alberate, etc.) e ne deve essere incentivata la ricostruzione; - Deve essere evitata la realizzazione di recinzioni ostacolanti il transito della piccola fauna; - Deve essere favorita la realizzazione di interventi di rinaturazione nei campi e nelle aree agricole

    scarsamente produttive o negli incolti. Con esclusione degli edifici posti all’interno della fascia costiera, è inoltre consentito un incremento della volumetria esistente legittimamente assentita in misura non superiore al 30%, in presenza di un lotto minimo di mq 20.000, con indice fondiario massimo di mc/mq 0,015.

    Sono inoltre consentiti la demolizione e la ricostruzione in loco senza incremento di volume di edifici per i quali sia attestata la precarietà statica o per esigenze di tutela della pubblica incolumità, ad eccezione degli edifici soggetti a vincolo monumentale ed

    artistico. Risultano prioritari gli interventi di finitura edilizia delle strutture attualmente esistenti nelle aree agricole, con particolare riferimento all’intonaco degli edifici, alla realizzazione delle coperture, alla definizione delle recinzioni e dei corpi accessori.

    Risultano prioritari la conservazione, il ripristino e la valorizzazione degli elementi paesaggistici del contesto, come siepi e muretti a secco, documentandone comunque la presenza e la consistenza negli elaborati progettuali relativi agli interventi nell’agro proposti per l’ottenimento delle autorizzazioni e delle concessioni edilizie.

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 18.4

    (MIT.LIT.3)

    AZ22: isola Amministrativa esterna: Lungo costa, la viabilità carrabile è stata in parte sostituita con percorsi alternativi e interrotta da grandi aree di scambio e parcheggio, per lasciar spazio a percorsi pedonali e piste ciclabili di impatto minore e minor carico antropico sulla costa. Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile. E presente inoltre, un percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici E’ presente un ulteriore percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva. Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    ARTT18/19/2 1

    AZ29 - relativamente alle zone G a supporto della connessione viaria tra isola amministrativa interna ed esterna, le principali azioni sono: il miglioramento della qualità e della funzionalità delle aree adibite a servizi e già esistenti, tramite interventi di riqualificazione urbanistica, architettonica e ambientale; il corretto dimensionamento delle aree al fine di accrescere la qualità del paesaggio urbano e la sua vivibilità; la localizzazione e la caratterizzazione dei servizi secondo i principi della uniformità di distribuzione sul territorio e della integrazione plurifunzionale; privilegiare le sistemazioni che valorizzino l’ambiente naturale e il pae-saggio per le aree destinate al tempo libero e allo sport;

    d. garantire la connessione funzionale e l’integrazione con le aree a destinazione residenziale per realizzare gli obiettivi di riqualificazione urbana e di promozione dello sviluppo economico e sociale.

    ?+

    (MIT.LIT.2)

    ART 20

    AZIONI

    LITORALE -AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    LITORALE -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ30: revisione e parziale conversione a ciclopedonale dei percorsi che dalla S.P.10 raggiungono le principali attrattive territoriali (archeologia, S.I.C, fascia costiera a nord e ovest)

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    (MIT.LIT.3)

    ARTT18/19/2 1

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    AZ31 - Lungo costa, la viabilità carrabile è stata in parte sostituita con percorsi alternativi e interrotta da grandi aree di scambio e parcheggio, per lasciar spazio a percorsi pedonali e piste ciclabili di impatto minore e minor carico antropico sulla costa.

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    (MIT.LIT.3)

    ARTT18/19/2 1

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    AZ32 - Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile; percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici (archeo H1); percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva.

    Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    (MIT.LIT.3)

    ARTT18/19/2 1

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    AZ33 - canalizzare i flussi veicolari in ambiti meno litoranei, ridefinendo piste, carrarecce, sentieri e soprattutto piste sulle dune e sulle scogliere, con limitazione all’accesso pedonale o alla mobilità lenta (biciclette). In tale eventualità si propone di evitare sviluppi rettilinei delle nuove piste più arretrate, salvaguardando le porzioni di habitat significativi presenti e realizzando i nuovi tracciati negli ambiti con minor valore ambientale, privilegiando possibilmente l'accesso in senso perpendicolare piuttosto che parallelo alla linea di riva (a pettine);

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    (MIT.LIT.3)

    ARTT18/19/2 1

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    AZ34 - interdire al traffico veicolare, ove possibile, e/o ridurre il traffico veicolare ad un traffico locale limitato ai residenti, e/o al traffico dei soli mezzi di soccorso servizio e sicurezza opportunamente controllato e rallentato, nei tratti di pista paralleli alla linea di costa, ai margini delle falesie e delle dune, per favorire la rinaturalizzazione spontanea eliminando/limitando la frammentazione degli habitat;

    ?+

    (MIT.LIT.1)

    (MIT.LIT.3)

    ARTT18/19/2 1

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    AZ39 - Le sottozone G2 svolgono il duplice ruolo di standard funzionali legati alle dotazioni territoriali di spazi aperti e di nuovi standard ambientali funzionali ad una strategia di rigenerazione ecologica della città di cui fanno parte le categorie della permeabilità naturale dei suoli urbani, la capacità di carico ambientale di un area di trasformazione urbanistica, la biomassa delle aree verdi, la densità di copertura vegetale, la mitigazione dell’inquinamento acustico, la definizione di tipologie di bonifica dei suoli inquinati, in relazione alle diverse possibilità d’uso.

    Tali aree poste in adiacenza ai tessuti urbani concorrono alla definizione dei livelli minimi di dotazioni di spazi pubblici destinati a verde pubblico S3.

    ?+

    (MIT.LIT.2)

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    AZ40 Zone di tutela ambientale H3-H38: DEVONO ESSERE RECEPITE NELLE N.T.A DEL P.U.C LE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEL

    PARERE ADIS DI CUI ALLA DEL N° 16 DEL 07-05-2014. In tale sottozona non è consentito l’utilizzo dei suoli a fini agro-zootecnici. Sono consentiti esclusivamente interventi di ripristino ambientale da attuarsi mediante piantumazione di macchia mediterranea autoctona.

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 21.4.4

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente

    alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi

    finalizzati a realizzare strutture aLberghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve

    essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 19

    ART 19

    (3-4.4)

    Accessi e percorsi facilitati, sistemazioni ambientali

    Tipologia e allestimenti delle aree attrezzate

    AZ48 - Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    Nello specifico sono state individuate delle aree da destinare a parcheggio, lungo gli assi viari principali esterni agli abitati, tali da soddisfare per superfici, numero e strategia di posizionamento il massiccio flusso veicolare, privilegiando all’interno dei centri abitati il traffico pedonale

    ?+

    (MIT.LIT.2)

    ART 20

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 19

    ART 19

    (2.1-2.4)

    AZ66: In merito all’inquinamento acustico, approvazione ed attuazione del piano di zonizzazione acustica, non appena adottato in forma definitiva; di recente, (giugno 2013) il Comune ha adottato un documento preliminare denominato “Bozza di Zonizzazione Acustica” del Piano di Classificazione Acustica del Territorio Comunale di San Vero Milis

    ?+

    (MIT.LIT.3)

    ART 83

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    ENERGIA - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ENERGIA -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?-

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ARTT 15/16

    ARTT 82/69

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?-

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 20

    ARTT 82/69

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    (MIT.ENERG.1

    )

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turistica F3.1 (ca mpe ggio) deve e ssere de stina ta principa lme nte al re cupe ro ambie nta le e na tura listico dell'a re a . In questa zona non si possono re a lizza re nuovi volumi o strutture , ma è pre visto il re cupe ro e la riutilizza zione de lle strutture e siste nti, accompa gna to da l ne ce ssa rio inte rve nto de l recupe ro

    ambie ntale de ll'a re a.Il posizioname nto di e ventua li costruzioni e ffimere dovrà esse re pre visto oltre la line a de i 300 m. dalla costa . È obbligatorio l’utilizzo di strutture le gge re e in ge ne ra le dovrà e sse re pre fe rita la sce lta di tipologie costruttive che conse nta no la conserva zione a mbie ntale. azione inte gralmente modifica ta a se guito di pre scrizioni imposte da l SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?-

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 19

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ22: isola Amministrativa esterna: Lungo costa, la viabilità carrabile è stata in parte sostituita con percorsi alternativi e interrotta da grandi aree di scambio e parcheggio, per lasciar spazio a percorsi pedonali e piste ciclabili di impatto minore e minor carico antropico sulla costa. Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile. E presente inoltre, un percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici E’ presente un ulteriore percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva. Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.ENERG.3)

    ART 19

    ART 69

    AZIONI

    ENERGIA - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    ENERGIA -MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ23 - Gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Comunale per le Zone C1, finalizzati al miglioramento della qualità del paesaggio urbano e della vivibilità della zona stessa, attraverso l’integrazione dei comparti all’interno del tessuto urbano consolidato o comunque circostante attraverso un progetto unitario delle viabilità che guarda all’intero ambito urbano.

    ?-

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 15

    ARTT 82/69

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;
    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    (MIT.ENERG.1

    )

    ART 17

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ28 - la connessione e l’integrazione dei nuovi comparti di espansione con le aree già edificate attraverso la definizione delle principali strade di accesso o attraversamento dei comparti stessi, nell’ambito di un progetto unitario delle viabilità che guarda all’intero abitato;

    ?+

    (MIT.ENERG.3)

    ART 21

    ART 69

    AZ29 - relativamente alle zone G a supporto della connessione viaria tra isola amministrativa interna ed esterna, le principali azioni sono: il miglioramento della qualità e della funzionalità delle aree adibite a servizi e già esistenti, tramite interventi di riqualificazione urbanistica, architettonica e ambientale; il corretto dimensionamento delle aree al fine di accrescere la qualità del paesaggio urbano e la sua vivibilità; la localizzazione e la caratterizzazione dei servizi secondo i principi della uniformità di distribuzione sul territorio e della integrazione plurifunzionale; privilegiare le sistemazioni che valorizzino l’ambiente naturale e il pae-saggio per le aree destinate al tempo libero e allo sport;

    d. garantire la connessione funzionale e l’integrazione con le aree a destinazione residenziale per realizzare gli obiettivi di riqualificazione urbana e di promozione dello sviluppo economico e sociale.

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 20

    ARTT 82/69

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ30: revisione e parziale conversione a ciclopedonale dei percorsi che dalla S.P.10 raggiungono le principali attrattive territoriali (archeologia, S.I.C, fascia costiera a nord e ovest)

    ?+

    (MIT.ENERG.3)

    ART 21

    ART 69

    AZ32 - Presso Cala Saline è presente una intersezione della strada provinciale 10, con percorso pedonale e ciclabile; percorso pedonale che da Cala Saline attraversa “Sa salina manna” per poi attraversare tutto il territorio fino a Cala Su Pallosu costeggiando e valorizzando i siti nuragici (archeo H1); percorso pedonale che porta dalla S.P 10 alla Località Sa Mesa Longa in cui è presente una struttura ricettiva.

    Un ulteriore percorso pedonale, alle spalle di Mandriola in prossimità dell’area commerciale e rimessaggio imbarcazioni conduce presso “Capo Mannu”.

    ?+

    (MIT.ENERG.3)

    ART 19

    ART 69

    AZ33 - canalizzare i flussi veicolari in ambiti meno litoranei, ridefinendo piste, carrarecce, sentieri e soprattutto piste sulle dune e sulle scogliere, con limitazione all’accesso pedonale o alla mobilità lenta (biciclette). In tale eventualità si propone di evitare sviluppi rettilinei delle nuove piste più arretrate, salvaguardando le porzioni di habitat significativi presenti e realizzando i nuovi tracciati negli ambiti con minor valore ambientale, privilegiando possibilmente l'accesso in senso perpendicolare piuttosto che parallelo alla linea di riva (a pettine);

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    ART 21

    ART 82

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ34 - interdire al traffico veicolare, ove possibile, e/o ridurre il traffico veicolare ad un traffico locale limitato ai residenti, e/o al traffico dei soli mezzi di soccorso servizio e sicurezza opportunamente controllato e rallentato, nei tratti di pista paralleli alla linea di costa, ai margini delle falesie e delle dune, per favorire la rinaturalizzazione spontanea eliminando/limitando la frammentazione degli habitat;

    ?+

    (MIT.ENERG.3)

    ART 19

    ART 69

    AZ39 - Le sottozone G2 svolgono il duplice ruolo di standard funzionali legati alle dotazioni territoriali di spazi aperti e di nuovi standard ambientali funzionali ad una strategia di rigenerazione ecologica della città di cui fanno parte le categorie della permeabilità naturale dei suoli urbani, la capacità di carico ambientale di un area di trasformazione urbanistica, la biomassa delle aree verdi, la densità di copertura vegetale, la mitigazione dell’inquinamento acustico, la definizione di tipologie di bonifica dei suoli inquinati, in relazione alle diverse possibilità d’uso.

    Tali aree poste in adiacenza ai tessuti urbani concorrono alla definizione dei livelli minimi di dotazioni di spazi pubblici destinati a verde pubblico S3.

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 20

    ARTT 82/69

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    AZ41: programmazione delle zone F4: nelle sottozone di nuovo impianto con destinazione turistico-ricettiva esclusivamente alberghiera con volumetrie da localizzarsi necessariamente oltre i 300 metri dalla costa, sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati a realizzare strutture a-berghiere e servizi strettamente pertinenti con le stesse. Tali prescrizioni sono state inserite a seguito di parere

    Relativamente alla zona F43 interna al SIC di Putzu Idu, il piano attuativo dovrà essere soggetto a Valutazione di Incidenza ambientale. Relativamente alla zona F45 deve essere suddivisa,nell'ambito del Piano Urbanistico, in area edificabile ed inedificabiledove non devono essere realizzati interventi edilizi e parcheggi e deve essere lasciata la originaria destinazione agricola. L'area edificabile è collocata nella parte piu distante dal SIC Stagno di Putzu Idu e più prossima all'edificato turistico esistente. Tali prescrizioni sono state introdotte con parere del Servizio SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 19

    ARTT 82/69

    ART 19

    (3-4.4)

    AZ47: SOTTOZONA F3.1:La sottozona turistica F3.1 (campeggio) deve essere destinata principalmente al recupero ambientale e naturalistico dell'area. In questa zona non si possono realizzare nuovi volumi o strutture, ma è previsto il recupero e la riutilizzazione delle strutture esistenti, accompagnato dal necessario intervento del recupero ambientale dell'area.Il posizionamento di eventuali costruzioni effimere dovrà essere previsto oltre la linea dei 300 m. dalla costa. È obbligatorio l’utilizzo di strutture leggere e in generale dovrà essere preferita la scelta di tipologie costruttive che consentano la conservazione ambientale. azione integralmente modificata a seguito di prescrizioni imposte dal SAVI, DET 9352_386 del 30-04-2014.

    Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    ART 19

    ART 82

    ART 19

    (.3)

    AZ48 - Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    Nello specifico sono state individuate delle aree da destinare a parcheggio, lungo gli assi viari principali esterni agli abitati, tali da soddisfare per superfici, numero e strategia di posizionamento il massiccio flusso veicolare, privilegiando all’interno dei centri abitati il traffico pedonale

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    (MIT.ENERG.4

    )

    ART 20

    ARTT 82/69

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    (MIT.ENERG.2

    )

    ART 19

    ART 82

    ART 19

    (2.1-2.4)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

    AZIONI

    INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - AZIONI SUSCETTIBILI DI GENERARE IMPATTI

    INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - MITIGAZIONI

    NORME/ REGOLAMENTI

    N.T.A P.U.C

    R.E P.U.C

    P. ATT.

    ALL B P.U.L

    AZ9 - Definizione di una disciplina degli interventi edilizi orientata alla valorizzazione e salvaguardia dei caratteri storico - architettonici dei manufatti edilizi

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 12 -

    21.2-21-

    3

    ART 92

    AZ16 - Previsione di nuove aree di espansione residenziale: - Sottozona C1 - espansioni pianificate; - Sottozona C3 - espansioni in programma, comprendenti le nuove zone di espansione del PUC , compresi i Piani di lottizzazione già previsti nel PDF vigente e non attuate

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ARTT 15/16

    ART 92

    ART 16.4

    AZ17: Il piano individua la sottozona G1, e le relative sottozone:G.1.1: Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero e culturali a servizio del Museo Civico del Sinis settentrionale, localizzato nella zona S2.11; G1.2 Trattasi di zona storicamente adibita ad attività commerciali; SOTTOZONA G1.3 Trattasi di area di proprietà comunale sulla quale insiste un edificio che sarà destinato, in seguito al recupero ed ampliamento, a servizi vari come ad esempio: guardia medica, ospitalità per associazioni di pronto soccorso, farmacia;

    SOTTOZONA G1.4 Trattasi di attrezzature ed i servizi relativi alle attività di distribuzione del carburante, di assistenza automobilistica, di servizio, di lavaggio. E' ammessa la presenza di piccole attività commerciali specializzate, bar, ristoro.

    SOTTOZONA G1.5 Sono le zone destinate a cimitero e contornate da zone di rispetto cimiteriale prescritte dall’art. 338 del T.U. della L. nr. 1265 del 27.07.1934 e su-cessive modificazioni, individuate nella cartografia del P.U.C. SOTTOZONA G1.6 Trattasi di attrezzature ricettive di tipo alberghiero a servizio delle attrezzature sportive localizzate nell'adiacente sottozona G2.2.

    Data la carenza di aree verdi, si prevede l’istituzione delle sottozone G2. Con le scelte del PUC viene incrementata la superficie complessiva dei parchi e delle strutture per lo sport e il tempo libero. Nello specifico si prevedono le seguenti aree: Area sportiva "Su Pardu", privilegiando giochi e area attrezzata per i bambini G2.1, Alberghiera a servizio di attrezzature sportive, tipo parco acquatico. Elenco di possibilità di attrezzature sportive. G2.2 Parco comunale - spazi espositivi e museali G2.3

    Si conferma la presenza di tre depuratori, localizzati nelle sottozone G4 e altre infrastrutture di rete numerate tra le sottozone

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 20

    ART 92

    ART 20

    (3.1-4.1-

    5.1-6.1-

    7.1-8.1-

    9.1-10.1)

    AZ18 - Il Piano individua la seguente sottozona:- D21: Insediamenti produttivi, commerciali, industriali_Si tratta di aree a limitata estensione caratterizzate da attività per lo più artigianali.La zona D2 di nuova istituzione, individuata come D2.1, avrà una superficie complessiva pari a 89.320,00 mq. Le destinazioni d’uso consentite sono:- Laboratori artigianali, laboratori tecnico scientifici compatibili con la residenza (cioè la cui natura e destinazione non comportino effetti di inquinamento acustico, atmosferico delle acque o del suolo o movimentazione merci con automezzi pesanti);- Lavorazione, stoccaggio, trasformazione dei soli prodotti agricoli, della pesca e dell'allevamento in genere e loro derivati;- Strutture per la vendita diretta di prodotti provenienti dalle aziende agricole;- Destinazione edilizia Commerciale e Direzionale;- Destinazione edilizia di interesse generale.

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 17

    ART 92

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ21 Isola Amministrativa esterna: sistema insediativo a carattere turistico: si individuano gli alberghi in fase di costruzione come sottozone F1 in Località “Su Crastu Biancu”.

    In località “Sa Mesalonga” si conferma la presenza dell’area F3, La sottozona turi stica F3.1 (ca mpe ggio) de ve e sse re de stina ta principa lme nte a l re cupe ro a m bie nta le e na tura listico de ll'a re a . In que sta zona non si possono re a liz za re nuovi volum i o strutture , ma è pre visto il re cupe ro e la riutilizz a zione de lle strutture e siste nti, a ccom pa gna to da l ne ce ssa rio inte rve nto de l re cupe ro

    a m bie nta le de l l'a re a .Il posiziona me nto di e ve ntua li costruz ioni e ffim e re dovrà e sse re pre visto oltre la line a de i 300 m. da lla costa . È obbliga torio l’utiliz zo di strutture le gge re e in ge ne ra le dovrà e sse re pre fe rita l a sce lta di tipologie costruttive che conse nta no la conse rva zione a mbie nta le . a zione inte gra lme nte modifica ta a se guito di pre scrizioni im poste da l SAVI, DET 9352_386 de l 30-04-2014. Il Progetto di riqualificazione ambientale dovrà essere sottoposto a V.I.A

    I nuovi insediamenti, in accordo con il P.P.R, in contiguità e a riempimento di aree, evitando il consumo di territorio gratuito, verranno realizzati oltre la fascia dei 300 metri, e nello specifico nelle località di “Sa Mandriola”, “Sa Rocca Tunda”, “S’Arena Scoada” e nella zona dello “Stagno di Sale Porcus”.

    Si prevedono aree per servizi, sia concentrate nelle zone G di nuova formazione, sia disseminate lungo le parti già edificate. In particolare, si individuano aree di parcheggio facilmente raggiungibili dalle arterie stradali principali posizionate a ridosso delle borgate stesse.

    ?-

    MIT.ELETTR.1

    ART 19

    ART 92

    ART 19

    (2.1-3-4.4)

    AZ25: azioni strategiche del Piano Urbanistico Comunale per le Zone D2 sono:

    1. favorire la concentrazione delle attività produttive in un’area appositamente attrezzata;

    2. la definizione di un limite preciso verso il territorio non costruito, attraverso la localizzazione al contorno di zone agricole inedificabili a protezione e salvaguardia dell’insediamento produttivo stesso; c. favorire la riqualificazione ambientale, urbanistica ed edilizia del complesso esistente, con particolare attenzione alle zone di margine, al fine di mitigare l’impatto territoriale e migliorare l’accessibilità e qualità dell’ambiente di lavoro.

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 17

    ART 92

    ART 17

    (.5-.6)

    AZ27 - definizione di un limite urbano preciso verso il territorio non costruito attraverso la localizzazione di aree verdi al contorno delle aree di espansione - oltre il quale non è consentita la realizzazione di residenze o attrezzature non previste dal presente strumento urbanistico;

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 92

    AZ49 - favorire la trasformazione delle “seconde case” in strutture ricettive, consentendo incrementi di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali, nella misura stabilita dalle prescrizioni operative del Piano Urbanistico Comunale, secondo le indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale.

    ?+

    MIT.ELETTR.1

    ART 19

    ART 92

    ART 19

    (2.1-2.4)

    LEGENDA

    ?+

    obiettivo/componente “coerente con riserva

    ?-

    obiettivo/componente tendenzialmente incoerente

    -

    obiettivo/componente incoerente

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