Piano Urbanistico Comunale di Vallermosa (vigente) (PUC)
Norme Tecniche di Attuazione (NTA)

Normativa Comunale: Vallermosa

StatoIn fase di Validazione
PubblicazioneGazzetta Ufficiale n.34 del 2009-11-20
B
Completamento residenziale
C
Espansione residenziale sottoposta a pianificazione attuativa
C1
Espansione residenziale
C2
Espansione residenziale
C-PEEP
Espansione residenziale - Edilizia economica popolare
D
Zona produttiva, artigianale, industriale
E2
Zona agricola - Destinata all'agricoltura
E3
Zona agricola - Aree marginali all'abitato con elevato frazionamento fondiario
E5
Zona agricola - Aree marginali all'abitato con necessità di tutela del suolo e ambientale
F
Zona turistica
G
Depuratore
G1
Servizi generali
G2
Servizi generali
H1
Fascia di rispetto cimiteriale
H3
Vincolo idrogeologico
S1
Aree per l'istruzione
S2
Servizi colletivi
S3
Verde pubblico attrezzato
S4
Parcheggi pubblici

Articolo: TITOLO I - NORME DI CARATTERE GENERALE

Articolo: 1 - VALIDITÀ DELLE NORME

Le presenti norme, integrative di quelle del Regolamento Edilizio, riguardano l'intero territorio comunale secondo la suddivisione in zone omogenee nelle quali lo stesso territorio è stato ripartito ai sensi e per gli effetti del decreto dell'Assessore Regionale all'Urbanistica n. 2266/U del 20.12.1983.

La suddivisione in zone omogenee è indicata nell'allegata planimetria in scala 1:2000 per il centro edificato e 1: 10000 per il territorio comunale.

Articolo: 2 - ATTUAZIONE

Il Piano Urbanistico Comunale consente, oltre che interventi edificatori diretti da parte di privati, da parte del Comune o altri Enti Pubblici:

  1. - l'attuazione da parte del Comune o Enti Pubblici di interventi urbanistici pubblici secondo le procedure previste dalle leggi e decreti vigenti;
  2. - l'esecuzione di lottizzazioni di aree da parte di privati secondo le prescrizioni di zona e di vincolo indicate nelle planimetrie allegate.

Articolo: 3 - ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE

Il territorio comunale è stato suddiviso, come è evidenziato nella cartografia allegata, nelle seguenti zone:

ZONA B - Completamento interno

ZONA C – Espansione residenziale pianificata

ZONA C1 - C2 – Espansione residenziale

ZONA D – Per Insediamenti Artigianali

ZONA E2 - E3 - E5 – Agricola

ZONA F - Turistica

ZONA G – Depuratore

Zona G1 - G2 – Aree destinate a d attrezzature ed impianti di carattere generale

ZONA H1 – Fascia di rispetto cimiteriale

ZONA H2 – Vincolo archeologico

ZONA H3 – Vincolo idrogeologico

ZONE S - Servizi pubblici

Articolo: 4 - DESTINAZIONE D'USO DEGLI IMMOBILI, DELLE ZONE RESIDENZIALI

A - La destinazione degli immobili nelle zone residenziali omogenee B, C, C 1 e C2 è consentita, oltre che per abitazioni, per:

  1. locali commerciali e pubblici servizi
  2. autorimesse private e pubbliche;
  3. studi professionali e botteghe artigianali per lo svolgimento di attività non moleste o pericolose e non recanti pregiudizio all'igiene e al decoro sia dei fabbricati che delle aree circostanti e/o di pertinenza;
  4. uffici, strutture ricettive, luoghi di riunione o di spettacolo , strutture sanitarie;
  5. servizi pubblici;

B - La destinazione degli immobili è invece esclusa per:

  1. industrie di qualunque genere;
  2. macelli;
  3. ospedali;
  4. stalle, scuderie, ricoveri per animali in genere;
  5. deposito all'aperto;
  6. attività moleste o pericolose per l’igiene pubblica.

C - Nelle zone residenziali omogenee C come destinazione d'uso è consentita, esclusivamente nei volumi relativi ai Servizi Strettamente Connessi, anche quella di botteghe o laboratori artigianali legati alla lavorazione finale, al confezionamento, alla pubblicizzazione, commercializzazione ecc, dei prodotti legati alla tradizione agricola quali fiori, piante, frutta, miele, ecc., ottenuti ad es. nelle aree agricole limitrofe.

E ' possibile a tal fine proporzionare diversamente il rapporto tra i volumi destinati alla residenza rispetto a quelli destinati ai Servizi Strettamente Connessi, aumentando questi ultimi e diminuendo i primi, salvo naturalmente il 10 % destinato ai Servizi Pubblici.

Tale possibilità è legata all'approvazione del Piano di Lottizzazione che dovrà essere corredato da apposito studio di Compatibilità Ambientale, nel quale dovranno essere dimostrate:

  • la compatibilità dell'iniziativa nel contesto residenziale nel quale si inserisce;
  • la pertinenza dell'iniziativa con una zona residenziale piuttosto che con una zona Agricola, Direzionale o di Servizi.

Articolo: TITOLO II - NORME DI ZONA

Articolo: 5 - ZONA B- COMPLETAMENTO

Comprende le parti del territorio totalmente o parzialmente edificato ed interessa il tessuto edilizio del vecchio centro urbano.

L'edificazione è subordinata al rilascio della prescritta concessione edilizia.

DESTINAZIONE D'USO

Residenze e servizi oltre che le destinazioni dell'art. 4, punto A delle presenti norme e le limitazioni dello stesso art. 4, punto B.

DENSITÀ ABITATIVA

Per le zone B viene fissata una densità massima di 274 mc/ab.

INDICE DL FABBRICABILITA’ FONDIARIA

Per le nuove costruzioni, gli ampliamenti, le ricostruzioni a seguito di demolizioni parziali o totali e le ristrutturazioni si prescrive l'indice massimo di 3,0 mc / mq

RAPPORTO DI COPERTURA

Si impone il rapporto di copertura massimo di 0,70 mq/mq elevabile a 0,80 con piano attuativo (piano particolareggiato o piano di lottizzazione).

ALTEZZA MASSIMA

Per le nuove costruzioni, per le ristrutturazioni e per gli ampliamenti, l'altezza massima non potrà superare le altezze degli edifici preesistenti e comunque non sarà superiore a m. 7,50.

DISTANZE DAI CONFINI E TRA PARETI PROSPICIENTI

La distanza dei fabbricati dai confini interni del lotto non può essere di norma inferiore a mt. 4,00, salva la possibilità di costruire in aderenza di un fabbricato esistente o sul confine.

Rispetto al confine stradale è consentito costruire a filo strada o in arretrato ma, nei tratti di strada con tessuto urbano già definito e ove un piano Attuativo o il Nuovo Codice della Strada non prevedano nuovi allineamenti, il Comune, previo parere della C.E., può consentire o prescrivere la conservazione dell'allineamento dei fabbricati esistenti.

Tra pareti prospicienti, di cui almeno una finestrata, e prescritta la distanza minima di mt. 8,00; la distanza viene ridotta a mt. 4,00 qualora tutte e due le pareti siano cieche. Tale norma non si applica per le pareti della stessa unità immobiliare.

Per l'edificazione su un confine libero, nel caso di lotti contigui inedificati in cui la costruzione avvenga in tempi diversi, al fine di garantire gli stessi diritti sia a chi interviene prima che a chi interviene successivamente, il rispetto del distacco tra pareti finestrate potrà essere garantito anche tramite apposita convenzione tra i proprietari con la quale sarà regolata la possibilità di ripartire i distacchi in modo disuguale rispetto ai confini; e' anche il caso in cui in un lotto già edificato a distanza dal confine superiore a mt. 4,00 si accetti di vincolare tale maggiore distanza per consentire la costruzione nel lotto contiguo rispettando il distacco tra pareti prospicienti, ma a distanza dal confine inferiore alla minima prevista.

In caso di pareti finestrate non parallele, la distanza minima di mt. 8,00 deve essere verificata per ogni finestra prevista e la misura va computata in corrispondenza del punto della finestra considerata che è più vicino alla parete o alla finestra prospiciente.

Nel caso in cui le due pareti formino, con un teorico prolungamento, un angolo compreso tra gli 80° e 90° esse vanno considerate comunque perpendicolari.

In caso di pareti proscipienti che per una parte si fronteggino con distacchi inferiori agli 8 metri, l'apertura di finestre è consentita solo in quei tratti in cui è possibile rispettare tale distanza.

Nei lotti inedificati o risultanti liberi in seguito a demolizione o confinanti con un lotto avente dimensioni che lo rendono inedifìcabile, contenuti in un tessuto urbano già definito o consolidato, che si estendono sul fronte stradale o in profondità per una lunghezza inferiore a mt. 12,00, nel caso sia impossibile costruire in aderenza e qualora il rispetto dei distacchi tra pareti finestrate comporti l'inutilizzazione dell'area o una soluzione tecnica inaccettabile, il Comune può consentire la riduzione delle distanze, nel rispetto delle disposizioni del Codice Civile e previo parere della C.E..

Per inutilizzazione dell'area si intende l'impossibilità di edificare almeno un'unità immobiliare e non già l'impossibilità di sfruttare tutto il volume disponibile in base alla mera applicazione dell'Indice Fondiario.

Per Unità immobiliare si intende una costruzione che risponda ai requisiti minimi in base ai quali possa essere funzionalmente utilizzata in relazione alla destinazione d'uso per la quale è stata realizzata (abitazione, garage, negozio etc.).

Al fine di migliorare le condizioni igieniche dei fabbricati esistenti, è consentita l'apertura di finestre nei vani privi di luce diretta a distanze inferiori a quelle sopraindicate, purché nel rispetto delle disposizioni fissate al riguardo dal Codice Civile.

In tutti i casi in cui si concedono deroghe sui distacchi, le lolle vanno computate al fine della distanza dal confini.

ACCESSORI

Sono consentite, all'interno del lotto, costruzioni ad un piano a servizio dell'edificio principale nel rispetto dell'indice di edificazione fondiario massimo.

PARCHEGGI PRIVATI

Nelle nuove costruzioni è prescritto che sia destinato a parcheggio 1 mq per ogni 10 mc di costruzione, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 122 del 24 03 .1989, all'interno del lotto, anche interrato.

PRESCRIZIONI GENERALI

  1. La costruzione degli edifici è libera nella composizione ma deve rispettare i seguenti punti:

    1. non superare il volume prescritto nell'indice di fabbricabilità fondiario per la sottozona, ivi compresi gli eventuali corpi accessori
    2. inserirsi in modo coerente con il volume al contorno, esistente o in progetto, tenendo conto della viabilità esistente al fine di rendere più corretto il disegno urbano;
  2. Le recinzioni prospicienti le vie pubbliche non potranno superare l'altezza di m 2,50 dal piano stradale o di marciapiede, se esistente, di cui mt. 0.90 cieche e mt. 1.60 a luce passante. Esse dovranno inserirsi in modo omogeneo con quelle preesistenti.

    Le recinzioni verso i lotti limitrofi non potranno superare l'altezza massima di mt. 2,50, misurata dal piano di campagna più basso.

  3. Le terrazze, porticati o poggioli al primo piano e successivi, se confinanti con altre proprietà dovranno essere delimitate con parapetti dell'altezza di m 2,00, misurati dal piano di calpestio e comunque nel rispetto delle nonne dettate dal Codice Civile in materia.

Articolo: 6 - ZONA C - ESPANSIONE RESIDENZIALE SOTTOPOSTA A PIANIFICAZIONE ATTUATIVA

Comprende le parti del territorio assoggettato a piano attuativo approvato dalla RAS.

In particolare sono compresi un Piano per l'Edilizia Economica e Popolare, quasi completamente edificato, ed un Piano Particolareggiato da attuare.

Per essi valgono le norme comprese nei piani approvati.

Articolo: 7 - ZONA C1 - C2 - ESPANSIONE RESIDENZIALE

Comprende le parti del territorio di nuova espansione residenziale per le quali è obbligatorio il piano di lottizzazione convenzionato o piano particolareggiato prima della loro utilizzazione edificatoria o di procedere a qualsiasi modifica dello stato dei luoghi.

Il piano attuativo dovrà essere esteso all'intera zona, con possibilità di convenzionamento separato per unità funzionali, ai sensi dell'art. 3 della L.R. N° 20/91. In caso risulti impossibile lo studio generale dell'area, previa autorizzazione Comunale, potranno essere presentati piani di lottizzazione con superficie non inferiore ad Ha. 1,00.

PRESCRIZIONI GENERALI

  1. Le aree relative alla viabilità di previsione del P.U.C., interne alla delimitazione delle zone “C” dovranno essere urbanizzate dalla ditta lottizzante e cedute gratuitamente all'Amministrazione Comunale; in compenso esse saranno computate ai fini della determinazione della volumetria totale.
  2. Sono consentite all'interno dei lotti costruzioni ad un piano al servizio dell'edificio principale nel rispetto dell'indice fondiario massimo previsto dal piano di lottizzazione.
  3. Le recinzioni che si affacciano su strade pubbliche non dovranno superare l'altezza di m 2,50, misurata dal piano del marciapiede, di cui almeno mt. 1,60 dovrà essere del tipo a giorno mt. 0,90 in muratura cieca.

    E' possibile avere recinzioni a parete piena, in tal caso la soluzione architettonica deve essere unitaria e continua;

  4. La dotazione minima degli spazi pubblici (S) riservati alle attività collettive, a verde pubblico e parcheggi, non dovrà essere inferiore a mq 12 per abitante insediabile, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie, cosi ripartita:

    S14 mq /abper istruzione dell'obbligo (asili nido, scuole materne e scuole
    S2 2 mq /abper attrezzature di interesse comune (religiose, culturali, sociali, assistenziali sanitarie, amministrative, pubblici servizi (Uffici PT, protezione civile) ed altre;
    S35 mq/abper spazi pubblici, attrezzati a parco, per gioco e sport, effettivamente utilizzati per tali impianti, con esclusione delle fasce di verde lungo le strade;
    S41 mq/abper parcheggi pubblici, in aggiunta alla superficie per parcheggio prevista dallo art. 2 della legge n.122/89, pari a l mq/ 10 mc di costruzione. Tali aree, in casi speciali, potranno essere distribuite su diversi livelli.

    Previo accordo con l'Amministrazione Comunale tale ripartizione, in sede di predisposizione di Piano di Lottizzazione, può essere tralasciata, fermo restando la previsione di mq 12/abitante;

  5. La valutazione degli standards verrà effettuata tenendo conto dell'indice di fabbricabilità territoriale della zona oggetto dell'intervento, onde determinare la volumetria totale consentita ed il numero massimo degli abitanti insediabili,stante la dotazione di 100 mc per abitante previsti dal P.U.C.
  6. Nel caso di insediamenti di carattere commerciale e direzionale, a mq l00 di superficie lorda di pavimento dell'edificio previsto deve corrispondere la quantità minima di mq 80 di spazio pubblico, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinate a parcheggio;

RAPPORTO DI COPERTURA

Si impone il rapporto di copertura massimo di 0,50 mq/mq.

LUNGHEZZA DEI PROSPETTI

Si impone una lunghezza massima dei prospetti di mt 40,00 con soluzione architettonica del complesso in armonia per tutto il fronte.

ALTEZZA MASSIMA

L'altezza massima non potrà superare i mt 7,50 misurati tra il piano di campagna a monte e l'intradosso dell'ultimo solaio.

DISTANZE DAI CONFINI E TRA PARETI PROSPICIENTI

  1. Distacco minimo dal confini di lotto mt 4,00 salvo la costruzione in aderenza di un fabbricato esistente
  2. Fra pareti prospicienti è prescritta la distanza minima di mt 8,00;
  3. Le costruzioni non potranno sorgere sul confine del lotto prospiciente la strada ma distare da esso almeno mt 4,00.
  4. L'edificazione differita nel tempo di lotti contigui sarà regolata da apposito convenzionamento tra i proprietari onde consentire la congruità del rispetto del distacco tra confini e tra pareti finestrate. In assenza di tale accordo l'edificazione su un confine libero sarà possibile quando le dimensioni dei lotti interessati consentano di costruire i fabbricati con un distacco di mt. 8,00.

7.1 - ZONA C1

- DESTINAZIONE D'USO

Residenze e servizi oltre che le destinazioni dell'art. 4 punto A delle presenti norme e le limitazioni dello stesso art 4 punto B.

- DENSITA ABITATIVA

Si impone l'indice massimo di 100 mc/ab dei quali:

  • 70 mc per la residenza;
  • 20 mc per servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali: negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole calde;
  • 10 mc per servizi pubblici

- LARGHEZZA STRADALE

  1. La viabilità principale dovrà avere una sezione trasversale larga non meno di mt 9,00, di cui almeno mt 1,50 per ogni marciapiede
  2. La viabilità secondaria, intesa come quella strada che permette l'accesso a non più di 14 lotti residenziali, deve avere una sezione trasversale larga non meno di mt 8,00, di cui almeno mt 1,50 per ogni marciapiede.

7.2 - ZONA C2

- DESTINAZIONE D'USO

Residenze e servizi oltre che le destinazioni dell'art. 4 punto A e C delle presenti nonnrme e le limitazioni dello stesso art. 4 punto B.

- DENSITA EDILIZIA

Si impone l'indice territoriale massimo di 1,00 mc/mq.

- DENSITA ABITATIVA

Si impone l'indice massimo di 100 mc/ab dei quali:

  • 70 mc per la residenza;
  • 20 mc per servizi strettamente connessi con la residenza o per opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali: negozi di prima necessità, studi professionali, bar e tavole calde;
  • 10 mc per servizi pubblici

- LARGHEZZA STRADALE

  1. Tutta la viabilità relativa ai nuovi interventi dovrà avere una sezione trasversale larga non meno di mt 9,00, di cui almeno mt 1,50 per ogni marciapiede.

Articolo: 8 - ZONA D- AREE PER INSEDIAMENTI ARTIGIANALI - COMMERCIALI PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE

Le norme che governano la zona D sono quelle relative al Piano Particolareggiato degli Insediamenti Produttivi vigenti ed in fase di attuazione.

- DESTINAZIONE D'USO

Insediamenti per impianti industriali, artigianali, corrunerciali, di conservazione, trasformazione, o commercializzazione di prodotti agricoli.

- PARAMETRI URBANISTICI

Sia nel Piano Particolareggiato che nel PIP si applicano i seguenti indici e parametri:

  1. Lotti per le attività produttive
    • Lotto minimo: mq. 1500
    • Superficie coperta: max 0,50 mq/mq
    • Indice territoriale 3 mc/mq
    • Indice fondiario 4 mc/mq
    • Distanza dai confini laterali mt 5,00 o in aderenza
    • Distanza dall'asse delle strade di servizio: mt 10
    • Distanza dall'asse della strada principale: mt. 15
    • Distanza dalla S.S. N. 293 mt 30
  2. Aree destinate a verde pubblico ed attrezzature
    • superficie coperta: max 10%
    • Indice di fabbricabilità fondiaria 0, 10 mc/mc
    • Altezza massima: mt. 4,00
    • Distanza dai confini: mt 10

- SISTEMAZIONE E MANUTEZIONE DELLE AREE DESTINATE A VERDE PUBBLICO

La sistemazione delle aree destinate a verde pubblico potrà avvenire oltre che su iniziativa pubblica anche mediante iniziativa privata, previa presentazione di un progetto esecutivo che dovrà essere approvato dall' Amministrazione Comunale. In caso di impossibilità da parte dell' Amministrazione Comunale di eseguire la manutenzione del verde, questa potrà essere affidata ai privati che ne facciano richiesta attraverso apposita convenzione che regolamenti gli interventi da attuare e stabilisca gli eventuali rimborsi spese da concedere.

Dette aree dovranno essere rese accessibili e fruibili mediante la realizzazione di xamminamenti o stradelli pedonali o ciclabili, anche in terra naturale e stabilizzata, che rispettino le norme per l'eliminazione di barriere architettoniche.

E' consentita su dette aree l'apertura di accessi pedonali ai lotti privati. Al fine di preservare la sistemazione di dette aree, è consentita nelle stesse, oltre alla piantumazione e manutenzione del verde, la sola realizzazione di opere di miglioria, è, invece esclusa al realizzazione di qualunque manufatto estraneo alla destinazione di verde pubblico e l'uso delle stesse per attività agricole o per il pascolo.

Articolo: 9 - ZONA E - AGRICOLA

9.1 - SOTTOZONE E1

Nel territorio di Vallermosa non sono contemplate Sottozone con le caratteristiche di cui alle Sottozne E1) del D.P G.R. n.228/94.

9.2 - SOTTOZONE E1

La zona interessa le parti del territorio destinato all'agricoltura, alla pastorizia, alla zootecnia, all'itticoltura, alle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti aziendali ,all'agriturismo, alla silvicoltura e alla coltivazione industriale del legno, conformemente a quanto previsto per le sottozone E2) del D.P.G.R. n 228/94

RELAZIONE AGRO-PEDOLOGICA

I progetti relativi all'insediamento di nuove iniziative produttive di una certa rilevanza dovranno essere corredate di apposito studio agro-pedologico, riportato anche su supporto cartografico, redatto da tecnico abilitato ed esteso alle aree oggetto del nuovo intervento e anche a quelle già utilizzate nel caso di ampliamento.

Nello studio dovrà chiaramente essere dimostrata la conformità dell' iniziativa proposta con il contenuto dello Studio Agro-Pedologico di cui è corredato il PUC

Inoltre, nel caso in cui l'intervento riguardi.

  1. fabbricati zootecnici, ad eccezione di piccole strutture per l' allevamento ovino( non oltre 200 capi circa);
  2. impianti serricoli di dimensione superiore a 5.000 mq. di suuperficie coperta;
  3. altri interventi di trasformazione del territorio rurale avente scala o impatto ambientale e/o visivo rilevante,
per il rilascio della concessione edilizia ai fini edificatori dovrà anche essere prodotto uno studio di coompatibilità agro-ambientale, mediante li quale integrare le informazione relative all'area oggetto dell'intervento, fornendo una descrizione approfondita dei caratteri idrologici pedologici e paesaggistici del sito; dovrà inoltre essere analizzato dettagliatamente l'impatto paesaggistico ed ambientale, oltre alle eventuali modificazioni agronomiche e pedologiche che l'intervento in esame produrrà sul sito e sull'area ad esso circostante, descrivendo le eventuali soluzioni applicabili per ridurne gli effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzarne e compensarne lo sfavorevole impatto sull'ambiente

DESTINAZIONE D'USO

Sono ammesse le seguenti costruzioni:

  1. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo,all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali,
  2. fabbricati per agriturismo compresi quelli destinati alle attività di servizio funzionalmente connesse quali spogliatoi e tribune per impianti sportivi, volumi tecnici per ricovero o riparazione automezzi etc. Nel rispetto di quanto previsto all'art. 9 del D.P.G.R 228/94
  3. fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali(forestazione pruduttiva),
  4. strutture per il recupero terapeutico per disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del disagio sociale,
  5. fabbricati per impianti tecnologici di interesse pubblico.

DENSITA EDILIZIA

Gli indici fondiari massimi da applicare sono i seguenti:

- 0.20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma;

- 0.03 mc/mq per le residenze,

- 0,01 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera c) del precedente comma;

- fino a 0.10 mc/mq per le strutture di cui alla lett. d) del precedente comma;

fino a 1 mc/mq per impianti tecnologici di interesse pubblico quali cabine per Enel, telefonia, teletrasmissione e simili

LOTTO MINIMO

Ai fini edifìcatori la superficie minima di intervento è stabilita in ha 1,00, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici, per i quali è stabilita in ha 0,50.

Per la residenza, la superficie minima di intervento è stabilita in ha 1,00.

Il lotto in cui si intende realizzare l'intervento edificatorio dovrà avere possibilità di accesso diretto mediante strada di collegamento tra il lotto e la viabilità pubblica.

ALTEZZA MASSIMA

L'altezza massima in elevazione dei fabbricati viene fissata in mt 7,00, misurata dal piano di campagna a monte, fino all'intradosso dell'ultimo solaio.

Per particolari esigenze aziendali o edifici a destinazione speciale l'altezza massima può essere incrementata, a condizione che tale esigenza venga correttamente motivata in apposita relazione

TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Gli edifici di nuova costruzione devono essere realizzati con particolare rispetto dell'ambiente agricolo o urbano al contorno

Dovranno sorgere completamente isolati e, per quelli destinati alla residenza, dovrà essere prevista la copertura a falde inclinate e l'utilizzo di infissi in legno, P.V.C. o in alluminio elettrocolorato e tipologia architettonica rispecchiante l'ambiente rurale al contorno, adeguandosi ad eventuali preesistenze di particolare pregio storico.

Per le ristrutturazioni e i mutamenti di destinazione d'uso vale quanto sopra con particolare attenzione all'uso di tecniche costruttive che, salvo le demolizioni parziali o totali per inderogabili motivi di staticità o tutela dell'incolumità, dovranno salvaguardare la conservazione del patrimonio storico ambientale rurale mediante recupero e il reimpiego dei materiali tipici delle tradizioni locali.

Per le ristrutturazioni e le modifiche di destinazione d'uso e ammesso esclusivamente l'uso di infissi in legno.

RESTAURO ED AMPLIAMENTO

Per le costruzioni esistenti nelle zone agricole sono ammesse la manutenzione ordinaria e straordinaria, restauri, la ristrutturazione e l'ampliamento nei limiti consentiti oltre che dal P U.C anche dagli strumenti urbanistici sovracornunali nonchè, ad eccezione degli edifici sopggetti a vincolo monumentale ed artistico, la demolizione e la ricostruzione in loco per inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità.

La destinazione d'uso di costruzioni esistenti, non più funzionali alle esigenze del fondo, può essere modificata previa determinazioni del Dirigente Comunale competente che vaglierà volta per volta l'iniziativa, anche non di tipo agricolo, valutando gli aspetti legati all'impatto ambientale.

L'ampliamento del volume residenziale deve essere realizzato utilizzando l'eventuale parte rustica contigua all'edificio, semprechè non necessaria alla conduzione del fondo.

E' possibile utilizzare più corpi aziendali al fine di raggiungere la superficie minima di intervento

Le aree gia computate per precedenti edificazioni non possono essere utilizzate per ulteriori interventi.

DISTANZE E RAPPORTO DI COPERTURA

I nuovi fabbricati dovranno sorgere completamente isolati e ad una distanza minima dai confini di mt 6,00 e mt 8,00 tra gli edifici.

Tutte le costruzioni dovranno distare almeno mt 6,00 dal ciglio stradale, e comunque dovranno essere rispettate le distanze minime a protezione del nastro stradale come stabilito dalla normativa vigente.

I nuovi fabbricati per allevamenti zootecnico-intensivi debbono distare almeno 50 mt. dai confini di proprietà. Detti fabbricati debbono distare altresì 500 mt. se trattasi di allevamento per suini, 300 mt. per avicunicoli e 100 mt per bovini, ovicaprini ed equini, dal limite delle zone territoriali B, C, F, G.

I fabbricati per allevamenti zootecnico intensivi dovranno avere un rapporto di copertura con l'area di pertinenza non superiore al 50 per cento.

Le distanze di cui ai commi precedenti non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.

Il rapporto di copertura per gli insediamenti di tipo agricolo non può superare il 50 per cento dell'area di pertinenza.Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normato dall'art. 878 del C.C. per quanto atiene le disanze dai confini di proprietà.

Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonché gli impianti di acquacoltura e per agricoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.

EDIFICI IN FREGIO ALLE STRADE E ALLE ZONE UMIDE

Per gli edifici esistenti ubicati nelle zone di protezione del nastro stradale e in quelle di rispetto delle zone umide vincolate come inedificabili dagli strumenti urbanistici generali, sono consentite le seguenti opere:

  1. manutenzione ordinaria e staordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia come definiti dall'art 31 della Legge 5 agosto 1978, n.457
  2. dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne,
  3. ogni altro ampliamento necessario per adeguare l'immobile alla disciplina igienico-sanitaria vigente.

Gli interventi edilizi saranno autorizzati purchè non comportino l'avanzamento dell'edificio esistente sul fronte stradale.

Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l'ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione è consentita la ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d'uso, nei limiti di cui al primo comma dell'anrt 4 del D.P.G.R. n° 228 del 03 .08.1994, in area agricola adiacente anche inferiore alla superficie minima di cui all'art. 3 dello stesso Decreto

SMALTIMENTO DEI REFLUI

Le abitazioni che non siano allacciate a fognature collegate con impianti di depurazione, dovranno essere dotate di sistema di smaltimento compatibile con la natura del sottosuolo e uniformi a quanto previsto dall'apposito Regolamento eventualmente predisposto dall'Amministrazione Comunale, entro un anno dall'entrata in vigore o del Regolamento stesso.

Entro lo stesso tempo si dovranno adeguare al Regolamento anche gli impianti agro-alimentari , gli allevamenti zootecnici e gli impianti di acquacoltura.

Tali impianti, in assenza del Regolamento, dovranno essere dotati di sistema di smaltimento o di depurazione approvato dall'Amm.ne Comunale.

AGRITURISMO

E'consentito, nelle zone E2, l'esercizio dell'ariturismo, quale attività collaterale od ausiliaria a quella agricola e/o zootecnica. Qualora venga richiesta la concessione edilizia per la realizzazione di nuove strutture aziendali comprendenti l'attività agrituristica, sono ammessi tre posti letto per ettaro con destinazione agrituristica. Per ogni posto letto va computata una cubatura massima di 50 mc. Le volumetrie per i posti letto con destinazione agrituristica sono aggiuntive rispetto ai volumi massimi ammissibili per la residenza nella medesima azienda agricola in cui si esercita l'att1vita agrituristica. La superficie minima del fondo non deve essere inferiore a ha 3,00.

Il concessionario con atto d'obbligo deve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizie,a non frazionare una superficie non inferiore a ha 3,00 individuata nel progetto e a mantenere la destinazione agroturistica dei posti letto. Si applicano gli stessi indici e parametri prescritti per le zone E.

Il progetto edilizio deve prevedere sia le residenze sia le attrezzature e gli impianti, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indicata nel progetto.

PUNTI DI RISTORO

Sono ammessi anche punti di ristoro indipendenti da una azienda agricola, dotati di non più di venti posti letto, con indice fondiario di 0.01 mc/mq incrementabile con delibera del Consiglio Comunale fino a 0.10 mc/mq.

Il lotto minimo vincolato per la realizzazione di nuovi punti di ristoro isolati deve essere di ha 3.

In tal cazo, quando il punti di ristoro è incluso in un fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze, alla superficie minima di ha 3 vincolata al punto di ristoro, va aggiunta quella minima di ha 3 relativa al fondo agricolo.

RECINZIONI

Le recinzioni dovranno essere esclusivamente del tipo:

  1. - in muratura a secco dell'altezza massima di m 1,20 misurata dal piano di campagna,
  2. - con muretto dell'altezza massima ai m 0,50 e sovrastante rete metallica con paletti di sostegno in ferro o similari
  3. - in rete metallica e pnaletti di sostegno in ferro o similari, dell'altezza massima m 2,50
  4. - in muratura cieca dell'altezza massima di mt. 2 50 per parti destinate a stalla, magazzino, silos o aree di servizio dell'azienda

9.3 – SOTTOZONE E3

Questa zona è costituita dalle marginali dell' abitato, caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario e contemporaneamente inutilizzabili per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali, conformemente a quanto previsto per le sottozone E3) del D.P.G.R. 228/94.

RELAZIONE AGRO-PEDOLOGICA

I progetti relativi all'insediamento di nuove iniziative produttive di una certa rilevanza dovranno essere corredate di apposito studio agro-pedologico, riportato anche su supporto cartografico, redatto da tecnico abilitato ed esteso alle aree oggetto del nuovo intervento e anche a quelle già utilizzate nel caso di ampliamento.

Nello studio dovrà chiaramente essere dimostrata la conformità dell'iniziativa proposta con il contenuto dello Studo Agro-Pedologico di cui è corredato il PUC.

Inoltre, nel caso in cui l'intervento riguardi :

  1. fabbricati zootecnici, ad eccezione di piccole strutture per l'allevamento ovino (non oltre 200 capi circa),
  2. impianti serricoli di dimensione superiore a 5000 mq di superficie coperta,
  3. altri interventi di trasformazione del territorio rurale avente scala o impatto ambientale e/o visico rilevante;

Per il rilascio della concessione edilizia ai fini edificatori dovrà anche essere prodotto uno studio di compatibilità agro-ambientale, mediante il quale integrare le informazioni relative all'area oggetto dell'intervento, fornendo una descrizione approfondita dei caratteri idrologici, climatologici, pedologici, e paesaggistici del sito; dovrà inoltre essere analizzato dettagliatamente l'impatto paesaggistico ed ambientale, oltre alle eventuali modificazioni agronomiche e pedologiche, che l'intervento in esame produrrà sul sito e sull'area ad esse circostante, descrivendo le eventuali soluzioni applicabili per ridurne gli effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzarne e compensarne lo sfavorevole impatto sull'ambiente.

DESTINAZIONE D'USO

Sono ammesse le seguenti costruzioni:

  1. fabbricati ed impianti connesse alla conduzione agricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
  2. fabbricati per impianti tecnologici di interesse pubblico.

DENSITA EDILIZIA

In considerazione della loro ubicazione a contatto diretto con l'abitato viene fissato un' indice fondiario massimo di:

- 0,01 mc/mq per gli edifici residenziali;

- 0,20 mc/mq per i fabbricati non residenziali quali gli edifici e le attrezzature connessi all'attività del fondo

- fino a 1,00 mc/mq per impianti tecnologici di interesse pubblico quali cabine per Enel, telefonia, teletrasmissioni e simili

LOTTO MINIMO

La superficie minima di intervento è fissata in ha 1,5 riducibili a ha 1,0 per impianti serricoli, oriticoli in piano campo e impianti vivaistici.

ALTEZZA MASSIMA

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

RESTAURO ED AMPLIAMENTO

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

DISTANZE E RAPPORTO DI COPERTURA

I nuovi fabbricati dovranno sorgere completamente isolati ed a una distanza minima dai confini e tra gli edifici di mt 10,00.

Tutte le costruzioni dovranno distare almeno mt 10,00 dal ciglio stradale e comunque dovranno essere rispettate le distanze minime a protezione del nastro stradale come stabilito dalla normativa vigente.

Le distanze di cui ai commi precedenti, non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.

Il rapporto di copertura per gli insediamenti di tipo agricolo non può superare il 50 per cento dell'area di pertinenza. Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normato dall'art. 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà.

Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra,nonché gli impianti di acquacoltura e per agricoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.

EDIFICI IN FREGIO ALLE STRADE E ALLE ZONE UMIDE

p> Vale quanto previsto per la sottozona E2)

SMALTIMENTO DEI REFLUI p> Vale quanto previsto per la sottozona E2)

Non è consentito, nelle zone E3), l'esercizio dell'agriturismo.

PUNTI DI RISTORO

Non sono ammessi, nelle zone E3) i punti di ristoro indipendenti da aziende agricole.

RECINZIONI

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

9.4 – SOTTOZONE E4

Nel territorio di Vallermosa non sono contemplate Sottozone con le caratteristiche di cui alle Sottozone E4) del D.P.G.R. n.228/94.

9.5 – SOTTOZONE E5

Queste zone sono costituite da alcune aree marginali lontane dall'abitato, nelle quali, pur essendo possibile valorizzarle per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali, è necessario che vi sia tutelato sia il suolo che alcune emergenze ambientali, in quanto vi è stata ravvisata l'esigenza di garantire condizioni adeguate di stabilità ambientale, conformemente a quanto previsto per le sottozone E5) del D.P.G.R. 228/94.

RELAZIONE AGRO-PEDOLOGICA

I progetti relativi all'insediamento di nuove iniziative produttive di una certa rilevanza dovranno essere corredate di apposito studio agro pedologico, riportato anche su supporto cartografico, redatto da tecnico abilitato ed esteso alle aree oggetto del nuovo intervento e anche a quelle già utilizzate nel caso di ampliamento.

Nello studio dovrà essere dimostrata la conformità dell'iniziativa proposta con il contenuto dello Studio Agro-Pedologico di cui è corredato il PUC.

Inoltre, nel caso in cui l'intervento riguardi

  1. fabbricati zootecnici, ad eccezione di piccole strutture per l'allevamento ovino (non oltre 200 capi circa);
  2. impianti serricoli di dimensione superiore a 500 mq. Di superficie coperta;
  3. altri interventi di trasformazione del territorio rurale avente scala o impatto ambientale e/o visivo rilevante;

per il rilascio della concessione edilizia ai fini edificatori dovrà anche essere prodotto uno studio di di compatibilità agro-ambientale, mediante il quale integrare le informazioni relative all'area oggetto dell'intervento, fornendo una descrizione approfondita dai caratteri idrologici, climatologici, pedologici, e pedologiche, che l'intervento in esame produrrà sul sito e sull'area ad esso circostante, descrivendo le eventuali soluzioni applicabili per ridurne gli effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzare e compensarne lo sfavorevole impatto sull'ambiente.

DESTINAZIONE D'USO

Sono ammesse le seguenti costruzioni

  1. fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo,all'itticoltura, alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
  2. fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva)
  3. strutture per il recupero terapeutico per disabili, dei tossico dipendenti, e per il recupero del disagio sociale;
  4. residenze connesse alla conduzione dei fondi;
  5. fabbricati per impianti tecnologici di interesse pubblico.

DENSITA EDILIZIA

In considerazione della loro valenza sotto il profilo ambientale viene fissato un indice fondiario massimo di:

- 0,10 mc/mq per i fabbricati di cui alla precedente lettera a);

- 0,01 mc/mq per i fabbricati di cui alla precedente lettera b);

- 0,10 mc/mq per i fabbricati di cui alla precedente lettera c);

- 0,015 mc/mq per i fabbricati di cui alla precedente lettera d);

- fino a 1,00 mc/mq per impianti tecnologici di interesse pubblico quali cabine per Enel, telefonia, teletrasmissioni e simili.

LOTTO MINIMO

La superficie minima di intervento è fissata a ha 1,5 riconducibili a ha 1,0 per impianti serricoli, orticoli in pieno campo e impianti vivaistici.

ALTEZZA MASSIMA

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

RESTAURO ED AMPLIAMENTO

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

DISTANZE E RAPPORTO DI COPERTURA

I nuovi fabbricati dovranno sorgere completamente isolati e ad una distanza minima dai confini e tra gli edifici di mt. 10,00.

Tutte le costruzioni dovranno distare almeno mt 10,00 dal ciglio stradale, e comunque dovranno essere rispettate le distanze minime a protezione del nastro stradale come stabilito dalla normativa vigente.

Le distanze di cui ai commi precedenti, non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e ai fabbricati di loro pertinenza.

Il rapporto di copertura per gli insediamenti di tipo agricolo non può superare il 50 per cento dell'area di pertinenza. Le serre fisse, senza strutture murarie fuori terra, sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie con regime normato dall'art 878 del C.C. per quanto attiene le distanze dai confini di proprietà

Le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, nonche gli impianti di acquacoltura e per agricoltura specializzata, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria.

EDIFICI IN FREGIO ALLE STRADE E ALLE ZONE UMIDE

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

SMALTIMENTO DEI REFLUI

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

AGRITURISMO

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

PUNTI DI RISTORO

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

RECINZIONI

Vale quanto previsto per la sottozona E2)

9.6 – CASI NON CONTEMPLATI

Per quanto non previsto esplicitamente dalle presenti norme valgono quelle de D.A. 2266U/83 nonché quelle della L.R.45/89.

Articolo: 10 - ZONA F - TURISTICA

L'area di proprietà Comunale, viene individuata al contorno della chiesa di S. Maria dove periodicamente si svolgono feste campestri.

Tale zona sarà attuata con piano particolareggiato o piano di lottizzazione convenzionata, estesa all'intera zona, e dovranno essere utilizzati i seguenti parametri urbanistici:

DESTINAZIONI D'USO

p>Residenze e servizio di interesse turistico con insediamenti di tipo prevalentemente stagionale.

DENSITA EDILIZIA

- Indice territoriale 0,01 mc/mq

- Indice territoriale 0,5 mc/mq

DENSITA ABITATIVA

- 50mc/ab per residenze

- 10 mc/ab per servizi pubblici

DOTAZIONE DI SPAZI PUBBLICI

Si impone l'indice massimo di 60 mc/ab dei quali:

La dotazione minima degli spazi pubblici (S) riservati alle attività collettive, a verde pubblico e parcheggi, non dovrà essere inferiore a mq 12 per abitante insediabile, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie.

L'articolazione di detti spazi dovrà prevedere che il 50 per cento della superficie territoriale dia destinata a spazi per attrezzature di interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport per parcheggi. Almeno il 60 per cento di tali aree devono essere pubbliche.

Per quel che riguarda gli altri parametri urbanistici si rimanda allo studio particolareggiato che sarà conforme alle legislazione vigente.

Articolo: 11 - ZONA G - DEPURATORE

In tale zona è precluso qualsiasi intervento edilizio privato. Qualunque attività nelle immediate vicinanze è vincolata al rispetto delle leggi sanitarie.

Articolo: 12 - ZONA G1 – G2

Comprendono le parti del territorio destinate ad edifici, attrezzature ed impianti, pubblici e privati, riservati a servizi di interesse generale, quali la sanità, i servizi sociali, le attrezzature civili di interesse generale, la struttura cimiteriale, l'istruzione secondaria, superiore, i beni culturali, lo sport e le attività ricreative, il credito, le comunicazioni, i mercati, le aree di servizio destinate al rifornimento ed al ristoro degli utenti, i parchi e simili.

Ogni insediamento dovrà essere dotato di parcheggio in misura adeguata alla destinazione dell'immobile. In ogni caso dovrà essere assicurata a parcheggio una dotazione non inferiore all'80% della superficie netta dei pavimenti degli edifici previsti; le aree di lotto non occupate e non destinate alla viabilità e parcheggio dovranno essere sistemate e mantenute a giardino.

STRUMENTI DI ATTUAZIONE

L'edificazione delle zone “G1 – G2” è determinata come segue:

- strumento attuativo di iniziativa pubblica (piano particolareggiato) o di iniziativa privata (piano di lottizzazione).

DENSITA EDILIZIA E ALTEZZA

La densità edilizia e l'altezza saranno quelle risultanti dalle esigenze funzionali dei singoli edifici da programmare e realizzare e dovranno essere altresi conformi alle norme e disposizioni vigenti in materia.

In ogni caso non potrà superarsi la densità territoriale di zona di 2 mc/mq e altezza massima di mt.10,50.

DISTANZE

Gli edifici potranno essere costruiti in aderenza sul confine o ad una distanza di almeno mt.4 dallo stesso. E' prescritta tra le pareti finestrate una distanza minima pari all'altezza del fabbricato più alto.

Le edificazioni prospicienti strade provinciali e statali dovranno rispettare le distanze fissate dalla normativa vigente ed in particolare dal Nuovo Codice della Strada.

Le edificazioni prospicienti strade comunali potranno avvenire alla distanza minima di mt. 6,00 a partire dal ciglio stradale e dal lato esterno del marciapiede.

La larghezza delle strade è fissata in mt. 11 compreso il marciapiede di mt. 1,5 per lato.

TIPOLOGIA

La tipologia degli edifici non è subordinata a particolari schemi, ma è connessa alla specifica destinazione.

Articolo: 13 - ZONA H1 – FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE

In tale zona è precluso qualsiasi tipo di intervento edilizio, potranno comunque essere realizzati parcheggi pubblici a servizio del cimitero.

Nelle aree inserite nella fascia in questione, ferma restando la loro specifica destinazione urbanistica, è fatto assoluto divieto di edificazione salvo che non si tratti di opere pubbliche o di interesse pubblico (quali fabbricati per Enel, telefonia, teletrasmissioni e simili) che non comportano realizzazione di volumi, o di opere legati all'ampliamento della stesso Cimitero.

Articolo: 14 - ZONE DA SOTTOPORRE A SPECIALI NORME DI TUTELA (ART. 19,g) L.R. 45/89)

14.1 – ZONA H2 – VINCOLO ARCHEOLOGICO

Comprende quelle aree, sottoposte a vincolo archeologico, indicate nelle note N. 2790 del 5-7283 e N. 2665 del 16-6-84 dalla Soprintendenza Archeologica per le Provincie di Cagliari e Oristano.

L'indice territoriale massimo ammissibile è di 0,001 mc/mq con possibilità di deroga ai sensi dell'art. 16 della legge 6-8-67 N 756 limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici.

14.1 – ZONE H3 – VINCOLO IDROGEOLOGICO

Ricomprende quelle aree, sottoposte a vincolo idrogeologico, ai sensi dell'art. 866 del Codice civile e del R.D. N.3267 30-12-1923, che non posso subire denudazioni, o avere turbato il regime delle acque con trasformazioni sia del suolo che per attività edilizie.

Sono pertanto consentiti interventi di limitata entità per i quali è obbligatorio acquisire preventivamente il parere del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale dell'Assessorato Regionale della Difesa dell'Ambiente.

L'indice territoriale massimo ammissibile è di 0,001 mc/mq con possibilità di deroga ai sensi dell'art. 16 della legge 6-8-67 N. 765 limitatamente ad edifici, attrezzature ed impianti pubblici.

Articolo: 15 - ZONE S – SERVIZI PUBBLICI DI CARATTERE COMUNALE

A – ZONE S1 E S2:AREE PER L'ISTRUZIONE E PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE

In queste zone sono consentite le costruzioni di edifici adibiti all'uso scolastico, per lo spettacolo, per attrezzature sociali e culturali, per servizi di interesse comune di quartiere , etc.

L'indice fondiario massimo di fabbricabilità di 3,00 mc/mq. Per quel che riguarda gli altri parametri urbanistici restano valide le norme della zona “B”.

B – ZONE S3: AREE PER SPAZI PUBBLICI ATTREZZATI A PARCO PER IL GIOCO E LO SPORT

Sono consentite solo costruzioni a carattere ricreativo, sportivo e per il tempo libero.

L'indice fondiario massimo di fabbricabilità non può superare 1,00 mc/mq, in caso di impianti sportivi coperti l'indice fondiario potrà essere aumentato fino a 3,00 mc/mq.

C – ZONA S4:AREE PER PARCHEGGI PUBBLICI

In questa zona sono vietati tutti i tipi di costruzioni, salvo volumi tecnici o per la guardiania.

Sono destinate unicamente alla sosta e che per questa finalità dovranno essere predisposti e attrezzati.

Articolo: 16 - NORME E PROCEDURE PER MISURARE LA COMPATIBILITA AMBIENTALE (ART.19.1) L.R. 45/89

I progetti di trasformazione urbanistica e territoriale, si di iniziativa pubblica che privata ricadenti in qualsiasi zona omogenea individuata dal PUC, siano essi insediamenti residenziali o produttivi, realizzazioni di infrastrutture di rete o di trasporto e comunque interventi sulla morfologia del sito che modifichino, sia direttamente che indirettamente, in modo rilevante lo stato naturale dei luoghi quali ad es

- lavori che comportino movimenti di terra superiodi a 20.000 mc;

- impianti per la produzione e/o il trasporto o di energia elettrica in alta tensio;

-impianti per il trattamento o lo stoccaggio dei rifiuti;

- impianti zootecnici per cubature superiori a 5.000 mc;

- punti di ristoro;

- invasi con capacità superiore ai 10.000 mc;

- viabilità di interesse sovra comunale;

dovranno essere sottoposti alla procedura di valutazione di compatibilità ambientale e percio dovranno essere corredati:

  1. Di uno studio geotecnico redatto a norma del D.M. 11/03/88 (Circ. Min. LL.PP. N. 30483 dek 24/09/88) – “Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”.

    Nello studio allegato al progetto ad al piano attuativo, oltre a quanto previsto dal “Paragrafo C-Opere di fondazione – Punto C3- Prescrizioni per le indagini- 4 Comma” dello stesso D.M., si dovrà in particolare tenere conto delle caratteristiche del terreno individuate nella “Carta Geotecnica di Base” e dei suggerimenti contenuti nella Relazione dello Studio Geologico allegato al presente P.U.C.

  2. Di uno studio di compatibilità che illustri la verifica che è stata effettuata per ridurre od eliminare completamente gli impatti negativi sull'ambiente che la realizzazione dell'opera potrebbe provocare.

    Tale studio allegato al progetto ed al piano attuativo dovrà comprendere almeno i seguenti elaborati illustrativi o d'indagine:

    1. individuazione fisico-descrittiva dell'ambito dove è prevista la realizzazione della proposta di piano o edificatoria, con determinazione della classe delle caratteristiche geotecniche (medio-buone o medio-scarse) indicata nello Studio Geologico allegato al P.U.C.
    2. descrizione analitica sia dell'ambito oggetto dell'intervento che dei luoghi di più vasta area ad esso circostanti, con evidenziazione del grado di vulnerabilità dell' ambiente per effetto della trasformazione proposta, tenendo conto in particolare dei parametri naturalistici, dei beni storici e culturali, degli aspetti percettivi, della morfologia dei suoli ed il relativo rischio idrogeologico.
    3. caratteristiche progettuali dell'opera proposta. In particolare, per le sole Zone omogenee E), H), G), S) dovrà essere fatta una verifica sulla scelta della locazione attraverso l'illustrazione di possibili soluzioni alternative.
    4. indagine sui provvedimenti concretamente attuabili per eliminare quando possibile o mitigare gli impatti negativi sull'ambiente.

    specifiche Zone di intervento, si dovranno evidenziare le valutazioni con particolare riguardo a :

    Zona C (espansione residenziale)

    - valutazione dell'interferenza della soluzione plani volumetrica proposta con elementi caratterizzanti quali corsi o passaggi d'acqua, emergenze rocciose e simili e con la precisazione della situazione esistente di permeabilità dei suoli;

    Zona D (insediamenti industriali)

    - valutazione del tipo e della quantità de eventuali inquinamenti residui liquidi, gassosi e solidi, con descrizione delle eventuali modificazioni in riferimento all'acqua, all'aria ed al sottosuolo;

    - valutazione dell'eventuale inquinamento acustico;

    - valutazione di modificazioni irreversibili e delle misure atte a compensare gli effetti sfavorevoli sull'ambiente

    Zona E (aziende agro-zootecniche)

    - valutazione del tipo e della quantità di eventuali inquinamenti residui liquidi, solidi, gassosi e degli odori risultanti dall'attività dell'opera proposta;

    - valutazione delle misure previste per evitare gli effetti negativi delle trasformazioni reversibili, nonché di quelle permanenti o temporanee dell'ambiente agro-forestale;

    Zona H

    - valutazione dei costi e benefici connessi alle varie fasi di realizzazione dell'opera proposta,

    - valutazione dell'unita'' minima di visitatori compatibili con la situazione ambientale dopo la trasformazione;

    - valutazione del limite di inquinamento acustico sopportabile con definizione delle procedure per il conseguimento dei livelli di compatibilità con la presenza dell'avifauna nei vari ambiti stagionali;

    - valutazione delle modificazioni del sistema idraulico, delle trasformazioni irreversibili e del grado di inquinamento a seguito dell' opera proposta;

    - valutazione delle conseguenze della riduzione dell'eventuale presenza di specie botaniche costituenti elemento paesistico distintivo, e analisi degli interventi considerati possibili.

    Zona G

    - valutazione dell'interferenza della soluzione planivolumetrica proposta con elementi caratterizzanti quali corsi o passaggi d'acqua, emergenze rocciose e simili e con la precisazione della situazione esistente di permeabilità dei suoli,

    - valutazione del limite di inquinamento acustico sopportabile con definizione delle procedure per il conseguimento dei livelli di compatibilità con l'ambiente circostante,

    - valutazione delle possibilità di accesso e di fruizione;

Lo studio di compatibilità non è necessario per tutti quegli interventi, indipendentemente dall'uso e dal grado di tutela del luogo in esame, relativi alla manutenzione delle strutture murarie, impianti, e rifacimenti dei prospetti di edifici preesistenti che non riguardino modifiche di destinazione d'uso ne comportino maggiorazioni delle superfici utili residenziali, salve le cubature necessarie, nei limiti ed in conformità allo strumento urbanistico, per la realizzazione di essenziali dotazioni di servizio o l'abbattimento di eventuali barriere architettoniche.

L'approvazione dello studio di compatibilità segue l'iter procedurale di un qualunque progetto o piano attuativo.

Per tutti gli interventi precisati all'Art. 1 del D.P.C.M. n 377/1989, è obbligatorio il preventivo Studio di Impatto Ambientale e la formulazione del Giudizio di Compatibilità di cui all'Art. 6 della L. 8 luglio 1986 n 349, redatti ai sensi delle norme del D.P.C M. 27.12.88.

E' fatto obbligo di provvedere alla sistemazione degli spazi esterni con opportuni arredi a verde specie nelle parti in vista dalle pubbliche vie.

Articolo: 17 - NORME DISPOSIZIONI FINALI

Per quanto sopra non previsto si fa riferimento al Regolamento Edilizio, alle norme e alle disposizioni speciali vigenti

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